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Visualizzazione dei post da Maggio, 2014

Giobbe 19:25: La certezza che il Salvatore difende.

Giobbe 19:25: La certezza che il Salvatore difende.    “Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si alzerà sulla polvere”. Questa frase è un’espressione legale, giuridica. “Alla fine” (Aharon) indica parlerà per ultimo. Si riferisce ad avere l’ultima parola, sarà l’ultimo a parlare in tribunale. Con il significato che la sua decisione sarà definitiva, autorevole e senza ulteriore ricorso. Infatti “si alzerà” (qûm) stare in piedi, è un’espressione legale utilizzata in un'aula di tribunale, significa "tenere la posizione di un testimone" (Giobbe 31:14; Deuteronomio 19:16; Salmi 12:5; 27:12; 35:11; Isaia 19:21), o di un “giudice” (Salmi 76:9; 94:16; Isaia 2:19).           In precedenza, Giobbe aveva parlato del suo bisogno di un arbitro (yā∙ḵǎḥ), cioè uno che decide, che determina ciò che è giusto, al capitolo 9:33-34, di un testimone (ʿēḏ, Esodo 20:16), cioè uno la cui testimonianza è determinante per stabilire il giusto, o sbagliato di una controvers

Giobbe 19:25: La certezza che il Salvatore vive.

Giobbe 19:25: La certezza che il Salvatore vive. “Ma io so che il mio Redentore vive”. Giobbe in mezzo alla sofferenza, anche se morirà è certo che il suo Redentore vive, non è morto e non morirà e si prenderà cura della sua causa! Nell’Antico Testamento  la parola redentore ” go’el” è usato in vari modi: (1) Sul versante giuridico. Il redentore (Go’el) faceva giustizia nel caso in cui una persona veniva uccisa, ci poteva essere chi lo vendicava, il “vendicatore di sangue". Un Go’el poteva vendicare un parente ucciso. (Numeri 35:12-28; Deuetronomio 19:6-12; Giosuè 20:2-5; 2 Samuele 14:11). (2) Sul versante civile. Il redentore era colui che riscattava l’eredità perduta di un parente deceduto acquistando dalla schiavitù o sposando la vedova del defunto al fine di fornire un erede, o salvaguardare i diritti e le proprietà della sua famiglia come è accaduto con la vedova Rut che sposò il parente del marito Boaz (Rut 2:20; 3:13,  4:1-6). Boaz è stato il parente “reden

Efesini 1:17: La persona a cui è rivolta la preghiera

Efesini 1:17: La persona a cui è rivolta la preghiera   “affinché il Dio del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre della gloria”. Paolo prega direttamente e solo Dio e nessun altro, questo è quello che vediamo anche nel resto della Bibbia.  Paolo prega il Dio del nostro Signore Gesù Cristo. Cosa significa? Non significa che Gesù è inferiore al Padre come natura, o che è stato creato, il riferimento è a Gesù come uomo (Giovanni 20:17. Indica che il credente appartiene al Nuovo Patto istituito da Gesù (Luca 22:14-20; 1 Corinzi 11:23-26; Ebrei 13:20) che è l’unico mediatore e avvocato tra Dio e gli uomini, Gesù è l’unica via per Dio (Giovanni 14:6; 1 Timoteo 2:4-5; Ebrei 4:14-16; 7:21-22; 8:6; 1 Giovanni 2:2). Gesù è il nostro Sommo Sacerdote, Egli è il nostro rappresentante. Dio è irraggiungibile all’uomo perché Dio è maestoso, santo! Per questa Sua natura noi non possiamo entrare alla Sua presenza! Ma grazie a Gesù si! (Efesini 1:17-18; 3:11-12; Ebrei 10:19-22). Inoltre la

Giobbe 19:25: La certezza del Salvatore personale.

Giobbe 19:25: La certezza del Salvatore personale. “ Ma io so che il mio Redentore vive”. Perché Giobbe dice: “ma”? In contrasto a che cosa lo dice? Nei vv.23-24, Giobbe desidera che le sue parole fossero impresse in un libro, o incise in una roccia come testimonianza favorevole duratura nel tempo per la sua innocenza davanti a Dio contro le false accuse degli amici, ma ciò non è possibile, allora c’è una testimonianza maggiore, la consapevolezza del redentore, del Salvatore. Noi notiamo la convinzione di Giobbe del Salvatore personale. In ebraico “io” (ʾǎnî) è messo in enfasi e indica che Giobbe aveva una convinzione consolidata come dire: “Io, sì, lo so, io credo fermamente!”. Nel presente sofferente, Giobbe guarda con fiducia al suo Redentore. Nonostante tutte le grandi afflizioni che si sono abbattute violentemente su di lui, Giobbe fa una grande dichiarazione di fede in Dio. È vero che Giobbe, nei capitoli precedenti, aveva fatto alcune dichiarazioni di perplessità su D

Efesini 1:16: La perseveranza della preghiera.

Efesini 1:16: La perseveranza della preghiera. “Non smetto mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere”. Paolo era un uomo di preghiera. In questo versetto in primo luogo vediamo una preghiera regolare. Paolo più volte nelle sue lettere esorta le chiese a perseverare nella preghiera (Romani 12:12; Efesini 6:18; Colossesi 4:2; 1 Tessalonicesi 5:17), lui non solo lo dice, lui lo faceva, lui pregava regolarmente per le chiese.  L’intercessione era lo stile di vita di Paolo, pregava regolarmente per questi credenti, non li dimenticava. Alcuni studiosi pensano che Paolo pregasse tre volte al giorno. Nel Salmo 55:17 vediamo che il salmista prega tre volte al giorno: la sera, la mattina e a mezzogiorno (Salmi 55:17). Così anche Daniele pregava tre volte al giorno (Daniele 6:10,13). La preghiera di Paolo in secondo luogo era una preghiera di ringraziamento. Paolo ringrazia Dio per la loro fede e amore per tutti i santi (v.15). “Rendere grazie” significa esp

Ester 4:14: La provvidenza di Dio non esclude la responsabilità dell’uomo.

Ester 4:14: La provvidenza di Dio non esclude la responsabilità dell’uomo. “Infatti se oggi tu taci, soccorso e liberazione sorgeranno per i Giudei da qualche altra parte; ma tu e la casa di tuo padre perirete; e chi sa se non sei diventata regina appunto per un tempo come questo?” I Giudei si trovano in esilio nel regno di Persia. Ester una ragazza Ebrea diventa regina, moglie del re Assuero. Aman favorito del re, ottiene un decreto di morte contro i Giudei sparsi in tutto il regno. Le parole di questo versetto sono di Mardocheo, un parente della regina Ester. Mardocheo, infatti, informò la regina del decreto di morte per tutti i Giudei e la esorta a parlare al re, cosa che poi farà, non con senza pericolo, infatti, non poteva andare nel cortile del re senza essere chiamata dal sovrano; secondo una legge valida per tutti, chi lo faceva era messo a morte (Ester 4:10-11). La regina si fa coraggio e va nel cortile del re, e il re la riceve; poi da lì, in un convito organizzato da

Neemia 4:14: Nei momenti difficili ricorda chi è il Signore.

Neemia 4:14: Nei momenti difficili ricorda chi è il Signore. “Dopo aver esaminato la cosa mi levai e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: ‘Non abbiate paura di loro! Ricordatevi del Signore grande e tremendo e combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e figlie, per le vostre mogli e per le vostre case!’". Neemia coppiere del re Artaserse, per grazia di Dio, ritorna a Gerusalemme per ricostruire le mura dall’esilio di Susa residenza del re Persiano (Neemia 1-3). Fin da subito, Neemia trovò una forte opposizione (Neemia 2:10,19; 4:1-11). Le parole di questo versetto sono appunto la reazione di fede di Neemia per incoraggiare ed esortare i suoi collaboratori e fratelli Giudei, contro gli attacchi dei nemici d’Israele (Neemia 4:6-8). Con il morale basso dei suoi uomini doveva rinnovare il loro coraggio per il loro compito difficile. Era un momento di crisi, il popolo Giudaico era scoraggiato dalla propaganda continua dei nemici. Neemia esorta il po

Efesini 1:15: I segni di un vero cristiano.

Efesini 1:15: I segni di un vero cristiano. "Perciò anch'io, avendo udito parlare della vostra fede nel Signore Gesù “e del vostro amore per tutti i santi”.  Il solo fatto che pensiamo di essere cristiani non è sufficiente, il fatto che altre persone potrebbero dire che siamo cristiani, non è sufficiente. Il semplice fatto che una persona dica che egli sia un cristiano non prova che egli sia un vero cristiano! Ci deve essere qualche prova come la fede nel Signore Gesù e l’amore verso i credenti. Paolo da la motivazione della sua preghiera e ringraziamento (v.16): la fede nel Signore Gesù e l’amore per tutti i cristiani.  La fede dei credenti nel Signore Gesù.  La “fede” nel Signore Gesù', indica non solo la fiducia, ma la sfera o la locazione in cui vive e agisce la fede, il regno in cui opera la fede, quindi una fede attiva costante nella persona di Gesù (Efesini 1:1; Colossesi 1:4). Può avere anche il senso di fedeltà nei riguardi del Signore Gesù, quind

Efesini 1:15: La motivazione dell’intercessione di Paolo.

Efesini 1:15: La motivazione dell’intercessione di Paolo. “ Perciò anch'io, avendo udito parlare della vostra fede nel Signore Gesù e del vostro amore per tutti i santi, non smetto mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere”.  Molte chiese e molti cristiani, si comportano come se la predicazione e la sana dottrina siano la cosa più importante, certamente lo sono, ma lo è anche la preghiera. Una chiesa, o individuo che mette solo l’enfasi sulla predicazione e sulla dottrina, e trascura la preghiera, è come una bella macchina sportiva senza molto olio nel motore, può fare un bel rombo, può andare veloce, ma prima, o poi si romperà.  Alla luce della loro meravigliosa eredità in Gesù Cristo (Efesini 1:3-14), Paolo adesso intercede per i possessori di quel tesoro.  Nonostante le sue condizioni potessero essere difficili, perché si trova agli arresti, Paolo prega per gli altri, non è risucchiato dai suoi problemi. Siamo di fronte un uomo spirituale. Quando s

Esdra 7:10: Un uomo di risveglio!

Esdra 7:10: Un uomo di risveglio! “poiché Esdra si era dedicato con tutto il cuore allo studio e alla pratica della legge del SIGNORE, e a insegnare in Israele le leggi e le prescrizioni divine”. Nel suo viaggio da Babilonia a Gerusalemme, il sacerdote e scriba Esdra è stato accompagnato e protetto dal Signore (Esdra 7:6-9), il motivo era perché si era dedicato con tutto il cuore allo studio, alla pratica e all’insegnamento della legge del Signore. Esdra è un modello esemplare sul tipo di rapporto che un credente dovrebbe avere con la Bibbia.  È un modello di un uomo di risveglio per la chiesa oggi. Per Esdra, la legge del Signore, non era un passatempo, non era un hobby, non era un modo per accrescere la sua cultura, o soddisfare la sua curiosità, era la sua vita! Amava Dio, la Sua Parola, amava il Suo popolo.  “Si era dedicato” (hekîn) indica stare fermo, essere fermamente deciso, determinato (1 Samuele 7:3; 1 Cronache 29:18). Può avere anche il senso di prestare attenzion

Galati 5:16: La vittoria sul peccato!

Galati 5:16: La vittoria sul peccato! "Io dico camminate secondo lo Spirito e non adempirete i desideri della carne”. Noi in questo passo vediamo come vincere il peccato!  “Camminate secondo lo Spirito”, significa lasciare che la nostra condotta sia diretta dallo Spirito Santo! I cristiani, cioè coloro che sono stati salvati da Gesù (Galati 1:4; 2:16) hanno ricevuto lo Spirito Santo e la Sua presenza si vede dalla Sua opera potente nel credente (Galati 3:2,5). Paolo sta esortando i credenti a proseguire in questo modo la vita cristiana, non in modo libertino nel peccato (Galati 5:13), e non in modo legalistico, secondo i propri sforzi (Galati 3:1-5). C'è una meravigliosa certezza: se noi camminiamo secondo lo Spirito Santo non adempiremo affatto i desideri della carne! Questo sarà il risultato di chi vive secondo lo Spirito Santo.  “Camminate secondo lo Spirito" significa “per lo Spirito”, e cioè: in dipendenza, sotto il e la potenza dello Spirito Santo. 

2 Cronache 7:14: La via della benedizione di Dio.

2 Cronache 7:14: La via della benedizione di Dio. "se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvagie, io lo esaudirò dal cielo, gli perdonerò i suoi peccati, e guarirò il suo paese". Queste parole sono una risposta alla preghiera di Salomone (2 Cronache 6:26-31). Salomone terminò di costruire il tempio del Signore. Poi il Signore gli apparve e gli disse che quando non avrebbe mandato la pioggia (a causa dei loro peccati 2 Cronache 6:26), quando avrebbe mandato le locuste per divorare il paese, o la pestilenza (2 Cronache 7:11-13), se il suo popolo si umilierà, pregherà, cercherà la sua faccia e si convertirà dalle sue vie malvagie, Dio lo esaudirò dal cielo, gli perdonerà i suoi peccati, e guarirà il suo paese.  Dio promette di esaudire la preghiera, il perdono dei peccati, e la guarigione del paese (benedizione, pace e prosperità). Questo è meraviglioso, ma ci sono delle condizioni. Il v.

2 Corinzi 3:18: La trasformazione progressiva del credente.

2 Corinzi 3:18: La trasformazione progressiva del credente. “E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito”.  Il credente può contemplare a viso scoperto senza velo il Signore, questo significa che le nostre menti non sono più nelle tenebre perché siamo convertiti (2 Corinzi 3:15-16).  “A viso scoperto” (anakekalummenō- perfetto passivo participio) sottolinea la permanenza e l'irreversibilità del suo stato svelato. Il cristiano può sempre contemplare la gloria del Signore!  “Contemplando” (katoptrizomenoi-presente medio participio) è riflettere se stessi in uno specchio. Quindi quando ci specchiamo nella gloria del Signore, siamo trasformati nella Sua stessa immagine. Se dobbiamo individuare lo “specchio” in cui si vede la gloria di Dio, è probabile che sia Cristo com’è presente nel Vangelo (2 Corinzi 4:4-6; Colosse

LA CONOSCIBILITÀ DI DIO.

LA CONOSCIBILITÀ DI DIO. Nonostante molti dicono che Dio non esista - la Bibbia questi li chiama: “stolti”  (Salmo 14:1) - ci sono delle prove evidenti della Sua esistenza come per esempio la creazione, la Bibbia, Gesù Cristo, la coscienza dell’uomo. Se Dio esiste ne vale la pena conoscerlo. L'umanità ha bisogno di conoscere Dio più di qualsiasi altra cosa. C.H. Spurgeon disse: “La conoscenza di Dio è la grande speranza dei peccatori”. In questo sermone parlerò della possibilità di conoscere Dio, la parzialità nel conoscere Dio, il prerequisito per conoscere Dio.

1 Cronache 28:20: Dio ci chiama a servirlo con la certezza della sua presenza.

1 Cronache  28:20: Dio ci chiama a servirlo con la certezza della sua presenza. Davide disse ancora a suo figlio Salomone: «Sii forte, fatti coraggio, e mettiti all'opera; non temere, non ti sgomentare; perché il SIGNORE, Dio, il mio Dio, sarà con te; egli non ti lascerà e non ti abbandonerà fino a che tutta l'opera per il servizio della casa del SIGNORE sia compiuta». Davide dà le indicazioni al figlio (a Salomone), riguardo la costruzione del tempio. Davide aveva in cuore di costruire un tempio al Signore, ma il Signore non volle perché era un uomo di guerra e aveva sparso molto sangue. Secondo le indicazioni di Dio a costruire il tempio doveva essere Salomone (1 Cronache 28:1-10; cfr. 1 Cronache 22:11-13). Davide preparò tutto il lavoro di costruzione e lo diede al figlio (1 Cronache 28:11-19). Il versetto 20 ricorda le espressioni di Mosè quando affidò l’incarico a Giosuè (Giosuè 1:9). Noi in questo versetto vediamo l’ esortazione. Davide esorta il figlio Salom

1 Corinzi 10:13: Dio ci darà una via di uscita!

1 Corinzi 10:13: Dio ci darà una via di uscita! Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscirne, affinché la possiate sopportare. Questo versetto è uno dei più famosi e amati della Bibbia, molte persone vi hanno trovato e trovano conforto e pace.  La parola “tentazione” (peirasmos) può avere il significato d’istigazione al peccato, oppure di mettere alla prova, probabilmente Paolo usa la parola in senso generale. Le tentazioni sono da Satana (Matteo 4:1-11; 1 Tessalonicesi 3:5), ma le prove sono da Dio (Genesi 22:1-12; Deuteronomio 8:2).  La tentazione fa parte della vita del cristiano. Paolo si rivolge a ogni credente che è alle prese con i problemi quotidiani della vita. Ma vediamo alcuni aspetti incoraggianti per la nostra vita che l’apostolo ci vuole ricordare. Dio è fedele. La fedeltà di Dio al suo popolo è perfetta, anche se l

2 Re 23:25: La vera conversione.

2  Re 23:25: La vera conversione. Prima di Giosia non c'è stato re che come lui si sia convertito al SIGNORE con tutto il suo cuore, con tutta l'anima sua e con tutta la sua forza, seguendo in tutto la legge di Mosè; e, dopo di lui, non ne è sorto uno simile. Giosia è stato un re unico sia riguardo ai suoi predecessori (compreso Davide) e sia riguardo a coloro che vennero dopo di lui. Giosia è ricordato positivamente: si è convertito al Signore con tutto se stesso seguendo in tutto la legge di Mosè.  “ Si sia convertito” (Šāb) indica tornare indietro a Dio, girare le spalle al peccato e al diavolo e quindi essere devoti a Dio (1 Re 8:33, 48; Geremia 3:7; Isaia 55:7; Atti 26:18; 1 Tessalonicesi 9). La conversione non è semplicemente solo qualcosa che si sente, ma è un'azione verso Dio, qualcosa che si fa che coinvolge tutto il nostro essere. Giosia si è convertito con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la sua forza. Questa triplice espressione ind

1 Re 18:21: Non possiamo seguire due padroni.

1 Re 18:21: Non possiamo seguire due padroni. Allora Elia si avvicinò a tutto il popolo, e disse: «Fino a quando zoppicherete dai due lati? Se il SIGNORE è Dio, seguitelo; se invece lo è Baal, seguite lui». Il popolo non gli rispose nulla. La regina Izebel era una devota appassionata di Baal e di Astarte, e quindi anche una divulgatrice zelante di queste divinità pagane. Il marito, il re Acab, non era zelante come la moglie, ma aveva certamente sostenuto la sua fede (1 Re 16:31-33). È vero che i sovrani erano principalmente responsabili per il culto di Baal e di Astarte in Israele, ma le persone non erano senza responsabilità. Il popolo tentava di conciliare il culto a Dio, a Yahweh con quello di Baal e Astarte. La stragrande maggioranza del popolo seguiva questa idolatria.  Fin dai tempi del loro insediamento in Canaan, quando Israele attraversò il Giordano, il culto di Baal era vivo e vegeto, e attirò proseliti Israeliti (Giudici 2:11-13). Il Baalismo affascinò e sedusse il po

Romani 8:26-27: Lo Spirito Santo intercede per i santi secondo la volontà di Dio.

Romani 8:26-27: Lo Spirito Santo intercede per i santi secondo la volontà di Dio. …ma lo Spirito intercede per noi con sospiri ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio. I sospiri ineffabili dello Spirito Santo non sono espressi a parole in quanto non necessitano di esserlo dal momento che c’è una comunicazione e una conoscenza  profonda all’interno della Trinità!  Dio conosce i cuori dei cristiani, infatti “santi” (hagion) si riferisce a tutti i cristiani. Tutti coloro che credono in Gesù Cristo e al suo sacrificio in croce e si sono pentiti dei loro peccati (1 Corinzi 1:2,30; Ebrei 10:10-14). “Esamina” (ereunōn) è cercare di scoprire, scandagliare, è un’approfondita indagine (Giovanni 5:39; 7:52; Romani 8:27; 1 Corinzi 2:10; 1 Pietro 1:11; Apocalisse 2:23) e di conseguenza conoscere. “Cuore” (kardia) denota la sede della vita interiore, nascosto da occhi umani, il centro dove so

Romani 8:26-27: Lo Spirito Santo intercede con sospiri ineffabili.

Romani 8:26-27: Lo Spirito Santo intercede con sospiri ineffabili. …ma lo Spirito intercede per noi con sospiri ineffabili;e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio. Nella preghiera, lo Spirito intercede per noi davanti a Dio. Il verbo “intercede” di Romani 8:26 (huperentunchanei- presente attivo indicativo) è fare una petizione personale per un altro.  Così anche il verbo “intercede” di Romani 8:27 (entunchanei- presente attivo indicativo) si riferisce in primo luogo a quello d’avvicinarsi a qualcuno per parlargli, con una domanda, da qui pregare, sollecitare. La stessa parola è usata in riferimento all’intercessione di Gesù che intercede per i credenti per la loro giustificazione (Romani 8:34; Ebrei 7:25-28). Perciò questa intercessione è più di un semplice incontro! Lo Spirito Santo intercede per noi indica per il nostro conto. Come Gesù intercede per la nostra salvezza, lo Spirito intercede

2 Samuele 22:7: Dio è presente nella vita del suo popolo.

2 Samuele 22:7: Dio è presente nella vita del suo popolo. Nella mia angoscia invocai il SIGNORE, gridai al mio Dio. Egli udì la mia voce dal suo tempio. Il mio grido giunse ai suoi orecchi. Queste parole fanno parte di un canto di ringraziamento di Davide in onore del Signore. Un canto che esprime un’esperienza vissuta. Davide era vicino alla morte a causa dei suoi nemici (v.1,5-6), ma Dio lo ha soccorso. L’uscita da una situazione drammatica è dall’Alto, da Dio. Davide ha gridato a Dio nella sua angoscia (ṣārar-distretta, legame, difficoltà), e Dio l’ha liberato. Dalla profondità della disperata situazione, Davide ha pregato e Dio ha risposto. L’aiuto di Dio è a un alito di preghiera. Davide invocò, gridò a Dio, cioè gli ha chiesto aiuto, soccorso e Dio ha ascoltato la sua voce liberandolo. Davide dice che Dio si trovava nel tempio, alcuni pensano al tempio terreno di Gerusalemme, altri al tempio in cielo. Molto probabilmente è il tempio in cielo (cfr. vv.10-11; Salmo 11:4)

Romani 8:26: Lo Spirito Santo è un aiuto indispensabile nella preghiera.

Romani 8:26: Lo Spirito Santo è un aiuto indispensabile nella preghiera. Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene. Lo Spirito Santo non è il possesso esclusivo di chi è spiritualmente più forte, più maturo, ma è il dono di Dio anche per il debole.  Lo Spirito Santo è un aiuto indispensabile per la nostra infermità. Lo Spirito ci aiuta nella nostra debolezza attuale, ma non significa che la cancella, ma che ci aiuta! “Debolezza” (astheneia) indica insufficienza, incapacità, impotenza, limitazione, infermità (1 Corinzi 15:43; 2 Corinzi 11:30; 12:5-10; 13:4;Romani 8:27; Ebrei 4:15; 5:2; 7:28; 11:34). Paolo si riferisce alla debolezza in senso generale, alla totalità della condizione umana fragile (cfr. Romani 8:3), in contrasto con la perfezione del Creatore. Questa debolezza si ripercuote anche per le questioni spirituali, quindi anche nella preghiera.  Lo Spirito Santo è un aiuto indispensabile pe

Romani 8:26: Lo Spirito Santo è un aiuto fondamentale per la nostra vita cristiana.

Romani 8:26: Lo Spirito Santo è un aiuto fondamentale per la nostra vita cristiana.  Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene. Lo Spirito Santo viene in aiuto alla nostra debolezza. “Viene in aiuto”(sunantilambanetai) indica sostenere insieme, unirsi a un altro per aiutarlo a portare il peso insieme, quindi assistere qualcuno, alleggerire di una parte di lavoro, venire in soccorso di qualcuno. Perciò la parola indica l’azione di una persona che è affianco a un’altra persona per portare, o trasportare  insieme un carico; questa persona non porta da solo il peso, ma si unisce all’altra per portare il peso in uno sforzo comune! L’immagine che mi viene in mente è quando c’è un trasloco due persone portano il peso di un mobile insieme: uno da una parte e l’altro dall’altra.  Quindi lo Spirito Santo si unisce al credente per aiutarlo, si unisce a noi per portare con noi il carico, così d’alleviarci il pe

1 Samuele 2:2: La santità caratterizza solo esclusivamente Dio in modo unico e perfetto.

1 Samuele 2:2: La santità caratterizza solo esclusivamente Dio in modo unico e perfetto. "Nessuno è santo come il SIGNORE, poiché non c'è altro Dio all'infuori di te; e non c'è rocca pari al nostro Dio".  La santità di Dio indica ciò che è veramente, o autenticamente Dio nella Sua natura, la realtà di ciò che costituisce la natura divina. Solo Dio è santo, questo vuol dire che la santità caratterizza solo esclusivamente Dio in modo unico e perfetto!  La santità è sinonimo della Sua divinità!  La parola “santo” (qadôš) richiama a ciò che Dio è, infatti, Dio viene chiamato nella Bibbia “il Santo” (Cfr. Isaia 1:4; 43:15; 45:11; 57:15; Abacuc 3:3-4 ).  Santo, è la natura essenziale che appartiene solo all’essere e all’attività di Dio, ciò che appartiene alla divinità, definisce la divinità. Egli è santo in virtù di se stesso, santo al livello più alto. Soltanto Dio è infinitamente, immutabilmente e indipendentemente santo, tale santità è una Sua peculia

Romani 8:26: L’entità dell’aiuto del cristiano.

Romani 8:26: L’entità dell’aiuto del cristiano. Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede per noi con sospiri ineffabili. Che grande consolazione sapere che nel nostro pellegrinaggio cristiano abbiamo un grande aiuto! Aiuto anche nella preghiera, infatti, non sappiamo come pregare come si conviene. L’aiuto dei cristiani è: lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo è di natura divina. Lo Spirito Santo possiede gli attributi divini come l’Onniscienza (1 Corinzi 2:10-11), l’Onnipresenza (Salmi 139:7); l’Onnipotenza (Zaccaria 4:6); è Eterno (Ebrei 9:14). Anche le sue opere dimostrano la Sua divinità come per esempio la creazione (Giobbe 26:13; 33:4). Lo Spirito Santo è lo Spirito della vita (Romani 8:2); vivifica fisicamente e spiritualmente (Romani 8:11), ci rigenera, ci santifica e ci trasforma all’immagine di Cristo (Tito 3:5-6; Romani 15:16; 2 Corinzi 3:18). Tutto ciò è sufficiente

Il contesto in cui ha vissuto Noè (Gen.6:1-8).

  Il contesto in cui ha vissuto Noè (Gen.6:1-8). Alcuni pensano che non sia mai esistito, che la sua arca sia una favola, ma se abbiamo fede in Gesù, dobbiamo credere anche nell’esistenza di Noè, infatti, Gesù parlò di Noè e del diluvio (Matteo 24:37-38; Luca 17:26-27). Il contesto storico e sociale in cui ha vissuto Noè, era malvagio, la gente era corrotta moralmente, e Dio questo lo sapeva perché Dio sa ogni cosa di tutto e di tutti. A causa della malvagità che era grande, Dio decise di giudicare quell’umanità malvagia, ma di salvare solo Noè, fece grazia a Noè. 

Genesi 6:1-8: Il contesto in cui ha vissuto Noè.

Genesi 6:1-8: Il contesto in cui ha vissuto Noè. Alcuni pensano che non sia mai esistito, che la sua arca sia una favola, ma se abbiamo fede in Gesù, dobbiamo credere anche nell’esistenza di Noè, infatti, Gesù parlò di Noè e del diluvio (Matteo 24:37-38; Luca 17:26-27). Il contesto storico e sociale in cui ha vissuto Noè, era malvagio, la gente era corrotta moralmente, e Dio questo lo sapeva perché Dio sa ogni cosa di tutto e di tutti. A causa della malvagità che era grande, Dio decise di giudicare quell’umanità malvagia, ma di salvare solo Noè, fece grazia a Noè. 

Rut 4:14: Dio è il nostro liberatore!

Rut 4:14: Dio è il nostro liberatore! E le donne dicevano a Naomi: «Benedetto il SIGNORE, il quale non ha permesso che oggi ti mancasse uno con il diritto di riscatto! Il suo nome sia celebrato in Israele! Naomi era una donna Ebrea, viveva insieme al marito e ai due figli nelle campagne di Moab. Dopo la morte del marito, i due figli sposarono due donne moabite. Dopo la morte dei due figli, la donna decise di ritornare a Betlemme, in Giudea, una nuora, Rut la volle seguire (Rut 1-3). Rut sposò Boaz (Rut 4) da cui ebbe un figlio Obed, il nonno del re Davide (Rut 4:17). Il versetto ci dice che le donne dicevano a Naomi che il Signore è benedetto perché non ha permesso che gli mancasse uno con il diritto di riscatto!   La parola “riscattati” (gāʾal) indica il riscatto o la liberazione di un parente che è in prigione, o in schiavitù per debiti, dietro pagamento, è un termine di diritto familiare. Ogni membro di famiglia aveva l’obbligo di proteggere gli altri e nessuno doveva rim

Genesi 6:8: Noè una storia di grazia in mezzo al giudizio.

Genesi 6:8: Noè una storia di grazia in mezzo al giudizio. “Ma Noè trovò grazia agli occhi del SIGNORE” . Se mentre l’umanità sarà giudicata con la morte (tramite ildiluvio Genesi 6:7,13; 7:10-24), solo Noè trova grazia davanti a Dio per essere salvato. Noi troviamo un antropomorfismo: “agli occhi del Signore”. Dio non ha occhi, Egli è Spirito, agli occhi del Signore indica davanti a Dio, oppure Dio è onnisciente e conosceva Noè, oppure il Signore guardò con favore Noè. La domanda è: Noè aveva qualcosa che meritava la grazia di Dio, visto che al v. 9 è scritto che fu un uomo giusto, integro ai suoi tempi, camminò con Dio? Alcuni pensano che Noè trovò grazia davanti a Dio perché Noé fu un uomo giusto, integro ai suoi tempi, perché camminò con Dio, Noè si distingueva dalla società (Ezechiele 14:14,20). Secondo questa interpretazione, Noè per le sue qualità morali si è guadagnato il favore di Dio. Altri pensano che comunque Noè era, un uomo giusto per grazia, per dono di Di

Atti 4:27-28: Il sacrificio di Gesù non è stato accidentale.

Atti 4:27-28: Il sacrificio di Gesù non è stato accidentale. "Proprio in questa città, contro il tuo santo servitore Gesù, che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato, insieme con le nazioni e con tutto il popolo d'Israele, per fare tutte le cose che la tua volontà e il tuo consiglio avevano prestabilito che avvenissero".  Il sacrificio di Gesù è stato predestinato prima della creazione della terra secondo un piano prestabilito da Dio, non è stato un incidente di percorso, una soluzione del momento per tamponare un problema inaspettato, una situazione che è sfuggita al controllo di Dio! Anche Pietro afferma: "sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri,  ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia.  Già designato prima della creazione del mondo, egli è stato manifestato negli ultimi tempi per voi" (1 Piet

Giudici 3:9: Dio è un Dio di grazia!

 Giudici 3:9: Dio è un Dio di grazia! Poi i figli d'Israele gridarono al SIGNORE e il SIGNORE fece sorgere per loro un liberatore: Otniel, figlio di Chenaz, fratello minore di Caleb; ed egli li liberò. Il popolo d’Israele peccò contro Dio, lo dimenticò, dimenticò Colui che li aveva reso tante volte vittorioso e servì gli idoli di Baal e di Astarte; per questo motivo Dio lo punì dandolo nelle mani del re di Mesopotamia e gli rimase soggiogato per otto anni (Giudici 3:7-9). Il popolo gridò, chiese aiuto al Signore e il Signore rispose alle loro preghiere dando un liberatore, Otniel, fratello di Caleb. Questo, condottiere sotto l’influenza dello Spirito Santo li liberò, con mano potente, dal giogo del nemico il re di Mesopotamia, Cusan-Risataim, (Giudici 3:10). Possiamo fare alcune considerazioni. 1) Per Dio il peccato è una cosa seria. Questo lo vediamo in tutta la Bibbia. In ogni epoca Dio ha manifestato il suo sdegno verso il peccato e come giusto giudice (Salmo 7:11)