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Numeri 23:19: Dio è fedele.

Numeri 23:19-20: Dio è fedele.
Dio non è un uomo, da dover mentire, né un figlio d'uomo, da doversi pentire. Quando ha detto una cosa non la farà? O quando ha parlato non manterrà la parola? Ecco, ho ricevuto l'ordine di benedire; egli ha benedetto; io non posso contraddire.

Balac re di Moab aveva assoldato l’indovino Balaam per maledire il popolo d’Israele, ma Dio si rivelò all’indovino dicendo che non doveva andare a maledire Israele perché il suo popolo è benedetto! Al momento della maledizione; davanti un meravigliato e confuso Balac, Balaam al posto di maledire il popolo, lo benedice  (Numeri 22:12; 23:7-10). Poi Balac ci prova un’ altra volta con l’indovino e Balaam pronunziò il suo secondo oracolo da parte di Dio (Numeri 23:11-24). Numeri 23:19-20 fa parte del secondo oracolo. Balaam dice a Balac da parte di Dio (Numeri 23:16-18) che non è un uomo da dover mentire e da doversi pentire (Cfr. 1 Samuele 15:29), ciò che Lui ha detto farà, manterrà. Dunque Balaam non poteva maledire ciò che Dio ha benedetto, non può contraddire Dio!
Dio non è come gli uomini che sono bugiardi, che cambiano idea, Dio è fedele ciò che dice lo realizza, ciò che promette mantiene.
Dio è di una natura diversa dall’uomo: gli uomini sono falsi e volubili, tendono all’inganno e alla menzogna, ma Dio è fedele. 
Quello che Dio promette è verità, non promette cose che non può realizzare, ma ciò che promette corrisponde alla verità e lo farà. 
La fedeltà di Dio significa che Dio fa ciò che ha detto di fare e adempirà quello che Egli ha promesso. 
Dio mantiene le promesse!!!! Una promessa è una dichiarazione di Dio delle sue intenzioni al Suo popolo, è un'assicurazione che Dio agisce e agirà, è un impegno di Dio che quanto promesso darà!!
Noi possiamo essere sicuri, gioiosi e confortati dal fatto che Dio mantiene le Sue promesse e non può essere diversamente perché Dio è Dio, il Suo carattere è perfetto.
La Sua onnipotenza, onniscienza, onnipresenza, fedeltà, amore, immutabilità, eternità, e così via garantiscono che Dio adempierà le sue promesse.
Dio mantiene la Sua parola, non importa quanto sia incredibile la Sua promessa, Lui la manterrà (1 Re 8:56). 
Siamo forse, preoccupati per questioni materiali, o spirituali, ma Dio ha promesso che non ci abbandonerà mai! Anche nelle circostanze difficili, Lui è sempre con noi e opera per il nostro bene e per la Sua gloria fino a quando non ci chiamerà con sé in cielo! La vita eterna è stata promessa e Lui ce la darà! (Tito 1:2).
Noi dobbiamo fidarci di Dio ed essere pazienti nell’attesa delle Sue promesse, Dio ti ama ed è fedele! (Romani 8:31-39; 1 Corinzi 1:9).
Il fatto che Dio mantiene la parola data, significa che è affidabile, degno di fiducia, Lui non ci abbandona mai! (1 Tessalonicesi 5:24; 2 Timoteo 2:13).
Affidiamoci, dunque a Lui!

Marco 1:1: Il contenuto del Vangelo.

Marco 1:1: Il contenuto del Vangelo.
Inizio del Vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio. 

Il Vangelo è più di una narrazione di eventi storici, noi vediamo anche la teologia, oltre la storia, vediamo l’identità di Gesù. 
Noi vediamo in primo luogo che Gesù è il Salvatore.
Il nome “Gesù” (Iēsoús) è la forma greca dell’ebraico “Yēshūʿa”  che significa  Dio o il Signore è la salvezza. 
È il nome rivelato dall'angelo a Giuseppe prima che Gesù nascesse, per indicare la natura della Sua missione di salvare il suo popolo dai loro peccati (Matteo 1:21; cfr. Luca 1:31; 2:21). 
Gesù è venuto per salvare ciò che era perduto (Matteo 18:11; Luca 19:10). 
Gesù è il Salvatore del mondo (Giovanni 4:42), l’unico Salvatore (Atti 4:12)
Noi vediamo in secondo luogo che Gesù è il Re.
“Cristo” (Christos) è l'equivalente della parola ebraica Messia (māšîaḥ) che significa Unto. 
Nell’Antico Testamento venivano unti con olio i profeti (1 Re 19:16;Isaia 61:1); i re (1 Samuele 9:16, 10:1; 16:6) e i sacerdoti (Esodo 29:7,21; 40.15; Levitico 4:3,5,16, 6:15). 
L’unzione si trattava della designazione di una funzione, di un ufficio; in questo modo chi veniva unto era legittimato per il compito affidatogli da parte di Dio e veniva messo a  parte, consacrato per servire Dio. 
Gesù è il Messia promesso nell’Antico Testamento (Giovanni 1:41; Giovanni 4:25; 2 Samuele 7:8-16). 
Marco dicendo: “Vangelo di Gesù Cristo”, secondo l’aspettativa dei Giudei, riguardo l’invio da parte di Dio del Messia, vuole sottolineare che Gesù  è il compimento di questa promessa.
Infine in terzo luogo Gesù è il Figlio di Dio.
“Figlio di Dio” fa riferimento al rapporto unico di Gesù con l'unico vero Dio, ed evidenzia le Sue qualità e attività divine nel senso pieno trinitario, è l'affermazione della Sua divinità (cfr. Giovanni 5:18; Isaia 9:6; Matteo 28:18; Giovanni 1:1-4; 8:58; 10:30, 33; 20:28; Romani  9:5; Filippesi 2:6; Colossesi  1:16; 2:9; Ebrei 1:8; Apocalisse 1:8). 
Gesù è l'unico Figlio di Dio, come si è visto nel Suo battesimo (Marco 1:11) e nella Sua trasfigurazione (Marco 9:7). 
 "Figlio di Dio" che è lo è in un modo unico. 
Il Vangelo, quindi riguarda una persona, Gesù Cristo il Figlio di Dio a cui noi siamo chiamati a dare adorazione e onore perché è di natura divina (Matt.28:9,17; Giovanni 1:1-4; 5:22; 20:28;Colossesi 2:9,ecc.), obbedienza (Matteo 17:5) e cercare di assomigliare (Matteo 10:24; Giovanni 13:15-17; Efesini 4:13).           
Gesù è il Signore a cui dobbiamo essere sottomessi quotidianamente (Luca 6:46). Noi lo siamo veramente?

Marco 1:1: La sostanza del Vangelo.

Marco 1:1: La sostanza del Vangelo.
Inizio del Vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio. 

La parola “vangelo” (euangelion) significa buone notizie o annuncio gioioso, era usata per dare la notizia di una vittoria militare o nel caso di un imperatore, considerato come un dio, per indicare la sua nascita, la sua ascesa al trono,ecc. 
Così anche nell’Antico Testamento (euangelízomai nella traduzione greca settanta traduce l’ebraico beśōrâ ) troviamo il significato di buone notizie (1 Samuele 4:10; 1 Re 1:42) anche in relazione alle vittorie militari (1 Samuele 31:9). 
Ma il concetto di "buona notizia" non è limitato alle vittorie militari e politiche, infatti, il termine è particolarmente legato anche alla buona notizia di Dio che è 
sovrano, regna e viene a salvare (Isaia 40:9-11;vedi anche Isaia 52:7; Isaia 61:1-3). 
Il Vangelo riguarda la buona o le buone notizie riguardo Gesù Cristo; si riferisce al messaggio di Gesù, alle parole, agli eventi storici che molti uomini hanno visto e ascoltato. Il Vangelo riguarda la buona notizia della salvezza di Dio, è la storia della salvezza in Gesù, questo era al centro della predicazione apostolica (1 Corinzi 15:1-3; cfr. Romani 1:1-4,16-17) e poi divenne forma scritta. 
Tu sei salvato? Hai la certezza che i tuoi peccati sono stati perdonati? Forse sei a conoscenza di chi è Gesù, forse frequenti una chiesa, parli della Bibbia e così via, ma questo non significa che sei veramente una persona salvata. 
L’unico modo per essere salvati è riconoscere Gesù che è l’unico Salvatore e Signore della tua vita, quindi pentirti dei tuoi peccati davanti a Dio credendo che Gesù è morto per i tuoi peccati! Tu sei salvato? I frutti della tua salvezza si vedranno con il tuo comportamento, chi è stato salvato veramente da Gesù è una nuova persona (2 Corinzi 5:17) con nuovi pensieri, nuovi desideri, nuovi comportamenti, nuove motivazioni quelli di Dio! 
Queste domande possono aiutarti a capire se sei una persona veramente salvata. Hai mai pensato seriamente alla tua condizione spirituale riguardo salvezza? Hai mai confessato i tuoi peccati a Gesù credendo in lui e pentendoti dei tuoi peccati? Cerchi di appagare la tua coscienza con una religione esteriore o credi veramente col cuore? Cerchi di vivere una vita santa?Apprezzi i mezzi che Dio ci ha donato per crescere spiritualmente come lettura della Bibbia, preghiera privata, incontro con altri Cristiani per adorare, prendere la Cena del Signore e rispettare il Giorno del Signore? Cerchi di fare il bene in questo mondo? Sai cosa significa vivere in comunione abituale con Gesù? Hai la certezza della vita eterna? Se muori adesso dove andrai? 
Esaminati per vedere sei un vero credente! (2 Corinzi 13:5).
Se pensi di non esserlo torna al Signore (Lamentazioni 3:40) credi in Gesù (Giovanni 3:16), pentiti dei tuoi peccati (Marco 1:15; Atti 3:19) e Dio avrà pietà di te! (Isaia 55:6-7).

Marco 1:2-3: Il Vangelo di Gesù Cristo era stato profetizzato.

Marco 1:2-3: Il Vangelo di Gesù Cristo era stato profetizzato.
Secondo quanto è scritto nel profeta Isaia: «Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero a prepararti la via... Voce di uno che grida nel deserto: "Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri"».

Il Vangelo (ciò che riguarda Gesù Cristo) è stato profetizzato nell’Antico Testamento attraverso i profeti.    
Noi in questi versetti vediamo in primo luogo che il Vangelo è il carattere regolativo e autorevole di Dio.
La formula “secondo quanto è scritto” nel mondo greco, appare frequentemente nelle introduzioni alle leggi, o dichiarazioni portando valore giuridico. 
Nell’Antico Testamento sostiene l'influenza normativa sugli ascoltatori, o i lettori, designando l'autorità di Dio, quindi il Vangelo si riferisce al carattere regolativo e autorevole del documento perché viene da Dio. 
In secondo luogo il Vangelo è la continuità storica dell’opera di Dio. 
Il Vangelo o l’inizio del Vangelo, non è un fatto qualsiasi, ma un nuovo intervento di Dio nella storia, l’adempimento dell’Antico Testamento. 
L’introduzione di Marco (vv.1-3) vuole dirigere l’attenzione non solo in avanti, ma anche indietro, a qualche centinaio di anni prima! Il Vangelo è la continuazione di qualcosa che Dio aveva predetto. Marco vuole mettere in enfasi il fatto che Dio sta cominciando una cosa nuova, ma che comunque ha radici nel passato, come leggiamo nei versetti 2 e 3, citazioni tratte dall’Antico Testamento (Esodo 23:20; Malachia 3:1; Isaia 40:3).
Possiamo fare tre considerazioni: 
La prima è: noi dobbiamo tenere in seria considerazione il Vangelo, proviene da Dio e deve quindi dobbiamo regolare la nostra vita morale e spirituale secondo il Vangelo.
La seconda considerazione è: l'Antico Testamento e il Nuovo Testamento sono uno in proposito, entrambi puntano verso il Vangelo di Gesù Cristo.
Non c’è scollegamento tra i due Testamenti. Gesù non è un ripensamento di Dio, come se un piano di salvezza in precedenza fosse fallito. 
Piuttosto, Gesù è la continuità storica dell'opera di Dio, l'esecutore della legge e dei profeti (Matteo 5:17). 
Questo ci porta a considerare la centralità che Cristo deve avere nella nostra vita! (Galati 2:20; Filippesi 1:21; Filippesi 3:7-10).
La terza considerazione è: Dio mantiene le promesse.
Centinaia di anni prima, alcuni profeti avevano predetto che Giovanni il Battista e Gesù sarebbero venuti. 
Dio è fedele, quindi mantiene ciò che promette (Numeri 23:19;Tito 1:2).
Questo è un grande conforto per il credente che gli procura pace, lo spinge all’adorazione e a fidarsi di Dio, ma anche a essere fedeli a Dio. 

Marco 1:1:Dio progetta e realizza.

Marco 1:1:Dio progetta e realizza.
Inizio del Vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio. 

Questo versetto fa parte dell’introduzione del Vangelo di Marco. 
La parola “inizio”( archē) è stata interpretata in vari modi, come per indicare: 
(1) Un ordine di successione temporale (Giovanni 1:1; 2 Tessalonicesi 2:13).
Quindi un inizio preciso della storia, di un evento. In questo senso indicherebbe che Dio agisce, guida la storia e la Sua storia salvifica inizia in un dato momento storico oppure l’inizio della narrazione. 
Oppure indicherebbe:
(2) Gli aspetti elementari, semplici della verità (Ebrei 5:12; Ebrei 6:1).
Di conseguenza, “inizio del Vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio” potrebbe significare il punto di partenza del Vangelo. 
Infine la terza interpretazione è:
(3) La causa, l’origine, il principio (Apocalisse 3:14). 
In questo senso "inizio" indicherebbe l'autorità da cui deriva il Vangelo, quindi Dio stesso è autore e l’ideatore di tutto ciò che è il Vangelo, o ciò che comporta. 
Comunque sia il Vangelo, e quindi il piano della salvezza di Dio non è iniziato con la nascita di Gesù e nemmeno con Giovanni il Battista nel deserto, Il Vangelo è stato preparato dall’eternità prima della creazione e della caduta di Adamo ed Eva (1 Pietro 1:18-20). 
Il sacrificio di Gesù è stato pianificato, preparato dall’eternità da Dio secondo il Suo scopo (Atti 2:23; 4:27-28). 
Nulla avviene senza che Dio non lo abbia progettato! E nulla di ciò che Dio ha progettato rimarrà incompiuto (Salmi 33:10-11; Giobbe 23:13; Proverbi 19:21; Isaia 46:9-10; Ebrei 6:17),   perché Dio è perennemente all’opera, Dio lavora dentro il Suo piano dettagliato, attivamente ogni giorno, affinché sia realizzato (Efesini 1:11)
Quindi tutto questo ci fa capire che niente è frutto del caso nella vita! “Se qualcosa in questo mondo è frutto del caso allora Dio non è sovrano su tutto”  (Wilson Benton).
Questo è di grande conforto: Dio ha un progetto che non può essere ostacolato e ci lavora dentro, è l’Iddio che dirige la storia secondo i suoi piani, noi siamo nelle Sue mani, noi dipendiamo da Lui.

Levitico 4:35: Il perdono dei peccati.

Levitico 4:35: Il perdono dei peccati.
…Così il sacerdote farà per quel tale l'espiazione del peccato che ha commesso e gli sarà perdonato.

Molte persone pensano che la cosa più importante sia la buona salute, avere un lavoro, ma la cosa più importante della buona salute, o di un lavoro è: avere i nostri peccati perdonati, in questo modo avremo la vita eterna.
Senza il perdono il cielo sarebbe vuoto! Nessuno ci potrebbe andare! Nessuno! 
Dio, quando perdona i peccati, li perdona definitivamente come se non fossero mai accaduti! (Salmi 103:12; Isaia 38:17; 43:25; Michea 7:19). “I peccati sono così rimessi come se non fossero mai stati commessi” (Thomas Adams). Meraviglioso!
Dai vv.27-35 è trattato il caso di una singola persona normale del popolo che ha peccato rendendosi colpevole davanti a Dio. Nel suo caso doveva offrire in sacrificio per l’espiazione una capra, o un agnello senza difetto. Il sacerdote, dopo che l’offerente avrebbe posato la mano sulla testa e sgozzato come sacrificio espiatorio, avrebbe preso il sangue del sacrificio mettendolo sui corni dell’altare, e sparso il sangue ai piedi sempre dell’altare, lo avrebbe fatto bruciare sull’altare, togliendo prima, però, il grasso. 
“Espiare” (kāp̱ar) indica coprire, in questo caso, coprire il peccato placando l’ira di Dio e quindi la persona tramite sacrificio era riconciliata con Dio che aveva offeso con il suo peccato.
Il peccato interrompe il rapporto tra Dio e l'uomo, tramite il sacrificio (animale senza difetto) questo rapporto era ripristinato.
Tramite l’espiazione, il peccato è stato eliminato (Salmo 79:9; Isaia 6:7 ) e perdonato (Salmo 78:38). La colpa è rimossa i peccatori sono così vestiti di giustizia (cfr. Zaccaria 3:3-4). 
 “Perdonare” (sālaḥ)indica liberare dalla colpa, o rilasciare da qualcosa, o allontanare. Tramite il perdono, Dio libera dalla colpa colui che offriva in sacrificio un animale.
Noi vediamo, dunque che per l’espiazione del peccato e il perdono, era necessario il sacerdote e il sacrificio.
Oggi non c’è più bisogno di offrire gli animali ogni giorno per l’espiazione dei peccati e per il perdono perché Gesù, il Sommo sacerdote e sacrificio perfetto, ha offerto se stesso (Giovanni 15:13; Efesini 5:2), dando il suo sangue (Romani 3:25; 5:9; Efesini 1:7; 2:13; Colossesi 1:20; Ebrei 9:22) per cancellare il nostro peccato (se crediamo in Lui Romani 3:26; pentendoci dei nostri peccati Atti 3:19) e questo lo ha fatto una volta per sempre morendo in croce per i peccatori santificandoli e riconciliandoli con Dio (Romani 5:9-11; Ebrei 10:5-14).
Gesù prese su di sé il giudizio che meritiamo per concederci il perdono che non meritiamo. Tramite il Suo sacrificio, Dio fu soddisfatto.
Grazie Signore che ci perdoni dei nostri peccati in Cristo Gesù.
   

Esodo 20:5-6: Che tipo di eredità morale lascerai ai tuoi figli?

Esodo 20:5-6: Che tipo di eredità morale lascerai ai tuoi figli?
Punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

Dio è severo contro chi trasgredisce il secondo comandamento, ma benevolo verso chi è obbediente. Dio giudica chi lo trasgredisce, mentre ricompensa chi l’obbedisce.
Noi vediamo in primo luogo la retribuzione ai disubbidienti.
Quale compenso avranno i disubbidienti? La punizione! Dio punisce chi viola questo comandamento! Colpisce non solo la generazione che sbaglia, ma anche quelle future fino alla quarta generazione di coloro che lo odiano, cioè di coloro che non lo amano e lo dimostrano con la disubbidienza! 
La punizione alle generazioni future per i disobbedienti può indicare due cose: un avvertimento per i genitori e non per i figli. Una retribuzione severa di Dio da non sottovalutare. Oppure i genitori devono riflettere sulle conseguenze disastrose della loro idolatria verso i loro figli. Per la punizione per i peccati dei genitori soffrono anche i figli! Una generazione dà il tono spirituale alla prossima! I genitori che sono disobbedienti a questo comandamento devono mettere in conto l’effetto che avrà il loro peccato sulle loro famiglie, un effetto domino. I figli sono lo specchio dei loro genitori, se i genitori per esempio sono bestemmiatori molto probabilmente lo saranno anche i figli, se sono atei lo saranno anche i figli e di conseguenza anche i figli saranno giudicati! Ora questo testo dice: “di quelli che mi odiano”, dunque non sono solo i padri che odiano Dio, ma anche i loro figli che seguono l’esempio negativo che hanno imparato dai loro genitori. I figli hanno imparato a odiare Dio dall’esempio dei genitori! Quindi anche i figli sono responsabili in quanto odiano Dio come i loro padri! Ma quando, d'altra parte, l'odio cessa verso Dio, quando i figli abbandonano la malvagità dei loro padri, allora ci saranno benedizioni. 
In secondo luogo vediamo la ricompensa per gli obbedienti. 
Questo afferma il v.6: "e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti". Notate che l'amore viene prima dell’ obbedienza. La chiave per l’obbedienza è il nostro amore per Dio. La disobbedienza a Dio mostra la mancanza di amore per Lui! (cfr. Giovanni 14:15,21). Notate ancora che la benedizione è verso mille generazioni in contrasto con le quattro delle maledizioni. 
Questo comandamento contiene un avvertimento solenne per i genitori. Quando un uomo si rifiuta di amare Dio con passione e di adorare Dio correttamente, le conseguenze del suo peccato dureranno per generazioni. L’idolatria, come gli altri peccati dei genitori, danneggia tutta la propria famiglia e alla fine saranno tutti puniti. Ma un uomo che ama Dio sopra ogni cosa lo dimostrerà con questi comandamenti e sarà benedetto lui e le sue generazioni fino alla millesima generazione! 
Che tipo di esempio sei per i tuoi figli? Che tipo di eredità morale lascerai ai tuoi figli?

Esodo 20:5: Attenzione Dio è geloso!

Esodo 20:5: Attenzione Dio è geloso!
Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso.

Dio non vuole che ci prostriamo davanti agli idoli in segno di culto e omaggio alla divinità, con un senso di fedeltà (Esodo 4:31;Neemia 8:6; Salmi 95:6).
Il secondo comandamento proibisce anche la devozione agli idoli (Esodo 23:24-25). “Servire” (˓āḇaḏ) indica lavorare, dare la propria energia, dedizione, servizio nel culto e adorazione (Esodo 4:23; Deuteronomio 6:13; 1 Samuele 7:3; Salmi 100:2; Geremia 2:20).
La ragione per non farsi idoli, per non prostrasi davanti a loro e servirli è: perché Dio è geloso (qānā˒).
Dio è geloso in due sensi. In primo luogo Dio è geloso nel preservare il rapporto con il Suo popolo (Esodo 20:3; 34:12-14).  La gelosia di Dio è lo zelo nel proteggere un rapporto di amore, o nel vendicarlo quando si spezza. Quando qualcosa appartiene a noi è giusto proteggerlo, la gelosia è custodire ciò che amiamo e ci appartiene come un figlio, o il proprio coniuge! Dio pensa allo stesso modo per il suo popolo. 
Dio considera il rapporto con il Suo popolo come un patto che comporta amore e fedeltà assoluta di entrambi, benedizione o maledizione in base alla loro fedeltà! L’adorazione e la devozione agli idoli era un atteggiamento di disobbedienza e infedeltà che Dio avrebbe castigato! (Giosuè 24:19;1 Re 14:22; Salmi 78:58). Dio esige, da parte di coloro ama e salvato, una totale e assoluta fedeltà! Altrimenti sarà severo contro di loro!
In secondo luogo: Dio è geloso nel preservare la Sua gloria.
Il motivo della proibizione è la gelosia di Dio e la Sua severità verso i trasgressori! La gelosia di Dio è il Suo zelo nel preservare la Sua gloria, la quale è oscurata quando si fa uso di immagini nell’adorazione. Dio è protettivo per il proprio onore (Isaia 42:8; 48:11). La gelosia di Dio significa che Dio cerca continuamente di proteggere il proprio onore. Questo è sbagliato per gli uomini, ma per Dio è cosa giusta perché l’onore, la gloria appartiene solo a Dio (1 Corinzi 4:7; Apocalisse 4:11). Come stiamo adorando Dio? Siamo completamente ed esclusivamente a Lui devoti?

Esodo 20:4: Il modo giusto di adorare Dio.

Esodo 20:4: Il modo giusto di adorare Dio.
Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra.

Il secondo comandamento si riferisce al fatto che Dio ha il diritto di essere adorato nel modo giusto, come Lui vuole, quindi il secondo comandamento mette in risalto il come adorare Dio. 
Questo comandamento proibisce la creazione di idoli. Un idolo è qualcosa realizzato da mani umane mediante uno strumento, scolpito in legno, in pietra o inciso nel metallo, è una rappresentazione artificiale di qualche essere divino.
L'idolatria in tutta la Bibbia è vista come il più grande insulto che, la creatura possa dare al Creatore. Noi in questo secondo comandamento vediamo che l'idolatria è assolutamente vietata!!
Se il primo comandamento è contro l'adorazione di un falso dio, il secondo comandamento è contro l’adorazione del vero Dio in un modo falso. Non basta adorare il Dio giusto! Noi dobbiamo adorare il Dio giusto in modo corretto come Lui vuole! Perciò il secondo comandamento non si riferisce solo al culto delle immagini di dèi,all’infuori di Yahweh, ad esempio il culto idolatra Babilonese, che Isaia derideva (Isaia 44:9-20; 46:1-8), o il paganesimo del mondo Greco-Romano al tempo di Paolo (Romani 1:23-25;Atti 17:29). L'idolatria si riferisce anche a non farsi idoli adorando il vero Dio, quindi senza rappresentazioni di vario tipo! Adorare Dio con le immagini significa adorare Dio in un modo pagano, significa metterlo al pari degli dèi pagani, significa idolatria (Isaia 44:9-20; Geremia 10:5). Dio è spirito, invisibile, non può essere rappresentato, farlo significa peccare, significa disonorare Dio e distorcere la verità di ciò che Lui veramente è (Deuteronomio 4:15-19; Giovanni 4:24; 1 Timoteo 1:17). Pertanto se noi vogliamo essere adoratori come vuole Dio, non dobbiamo fare uso di rappresentazioni visive, o pittoriche del Dio Trino, o di una qualsiasi persona della Trinità ai fini della preghiera. Questo comandamento, perciò, non si occupa dell’oggetto di chi adoriamo, ma come dobbiamo adorare. Statue e dipinti raffiguranti Colui che adoriamo non vanno usati come aiuto per adorarlo!

Isaia 26:12: Speranza per il futuro.

Isaia 26:12: Speranza per il futuro.
SIGNORE, tu ci darai la pace; poiché ogni opera nostra la compi tu per noi.

A volte il futuro ci può sembrare incerto, buio per varie ragioni come poteva essere per il futuro di Israele, ma qui troviamo una meravigliosa certezza: Dio darà la pace al suo popolo. La “pace” (shālôm) è intesa come benessere totale, questo è il risultato di ciò che Dio fa nella nostra vita. Dio avrebbe dato pace al suo popolo sconfiggendo i loro nemici; in contrasto con il giudizio sugli empi, Dio darà la pace al suo popolo (vv.10-14).
Gli empi nel tempo del profeta non sapevano ciò che Dio aveva fatto in passato, oppure avevano rifiutato di riconoscere Dio come il vero potere che controlla la storia (vv.10-11).
Il profeta riconosce umilmente che tutte le realizzazioni di Israele sono venute da Dio. Dio è potente e attivo nella storia, è l’Iddio della storia, con la sua mano sovrana ha vinto le nazioni malvagie intervenendo a favore del Suo popolo: Israele. Il profeta probabilmente stava pensando agli esempi dell'esodo dall'Egitto, la conquista dei Cananei, e altri eventi nel corso della storia di Israele, del Suo soccorso decisivo in favore del suo popolo.
Alla luce di ciò che Dio ha fatto in passato, egli è fiducioso dei propositi che Dio ha verso il suo popolo. 
Ecco come superare l’incertezza, o la paura del futuro, guardare al passato per come Dio ha operato!(Salmo 77:11-20). Dio è la speranza del tuo futuro!
Dio darà la pace al suo popolo, poiché ogni opera del suo popolo la compie Dio!  
“Ogni opera nostra” si riferisce a ogni nostra occupazione per la nostra pace (benessere totale) e quindi la salvezza dai nemici come poteva essere per Israele. Ogni opera per la nostra pace, è Dio stesso che la compie per noi. Noi operiamo, ma Lui è l’artefice, noi facciamo, ma Lui produce in noi il volere e l’agire secondo il suo piano (Cfr. Filippesi 1:6; 2:12-13). Pertanto non ti vantare, non abbiamo nessun vanto se non solo in Dio (1 Corinzi 1:31).

Isaia 26:3-4:La pace è in chi confida in Dio.

Isaia 26:3-4:La pace è in chi confida in Dio.
A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida.  Confidate per sempre nel SIGNORE, perché il SIGNORE, sì il SIGNORE, è la roccia dei secoli.

La pace è una di quelle condizioni che ricerchiamo di più. Dio dona la sua pace a colui che è fermo nei suoi sentimenti. “Fermo” (sā•mǎḵ- participio passivo) significa appoggiato su qualcosa, e quindi mantenuto, o reso incapace/risoluto a non deviare. “Nei suoi sentimenti” (yēṣer) indica la mentalità, il nostro modo di vedere la vita (cfr. Genesi 6:5; Deuteronomio 31:21), in questo caso si riferisce a una fiducia stabile in Dio. Questa pace gli empi (rāshāʿ) coloro che negano Dio (Salmo 10:4); e abbandonano la legge o l'istruzione di Dio (Salmo 119:53), e quindi confidano in loro stessi, non ce l’hanno (Isaia 48:22; 57:21). È interessante che il profeta ripete due volte “pace”, questo uso di ripetere due volte la stessa parola può significare una pace che abbraccia tutto, o è detto per enfatizzare appunto la pace che hanno chi ha fiducia in Dio.
Il profeta ci dice che un credente per avere la pace deve esercitare la fede in Dio, questo è l'opposto di uomo doppio d’animo, instabile (Giacomo 1:6-8). Chi ha la pace di Dio, è colui che si è affidato totalmente a Dio senza alcuna riserva. Il profeta esorta a confidare solo e sempre nel Signore, quindi non deve essere l’esplosione emotiva di un momento come un fuoco di paglia, ma un atteggiamento continuo, quotidiano, anche nei momenti difficili. 
Isaia dà la motivazione per confidare sempre nel Signore: perché il SIGNORE, sì il SIGNORE, è la roccia dei secoli.
“Signore, Signore” (Yāh, Yahweh) richiama l'attenzione sulla fedeltà del suo nome e carattere; mentre “roccia dei secoli”  descrive uno sperone roccioso su cui una persona molestata poteva salire e trovare riparo. “Roccia dei secoli” è protezione, sicurezza e permanenza. Dio è una roccia dove possiamo trovare rifugio e salvezza sicura, una roccia duratura che non cambia con il tempo (Isaia 12:2; 17:10), possiamo fidarci, il Signore è fedele. Alleluia!

Esodo 20:1-3: Dio deve avere la priorità!

Esodo 20:1-3: Dio deve avere la priorità!
Allora Dio pronunziò tutte queste parole:”Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dèi oltre a me”.

 “Non avere altri dèi oltre a me”  indica un divieto enfatico che riflette una forte aspettativa di obbedienza. 
Dio ci vuole ricordare la sua autorità, il diritto legittimo della sua persona e quindi della sua legge. Solo Dio deve avere la priorità, Dio ha il diritto di essere adorato solo lui, di essere invocato solo lui, di essere servito solo lui. Ci sono due motivi.
Il primo motivo è semplicemente perché è l’unico Dio (Deuteronomio 6:4-5), è
l’unico Creatore Sovrano, il v.2 dice: "Io sono il SIGNORE, il tuo Dio". La parola ebraica per "Dio" (Elohim) indica una natura superlativa della potenza di Dio. La parola è usata in Genesi 1 dove si parla che dal nulla Dio creò ogni cosa (cfr. Isaia 40:28; 45:18; Atti 17:24; Apocalisse 4:11). Dio ci ha creati per la sua gloria (Isaia 43:7; Romani 11:36; Colossesi 1:16). 
Il secondo motivo è perché è l’unico Salvatore. Dio ha liberato il suo popolo, Israele dalla schiavitù in Egitto (v.2;Cfr. Osea 13:4), è stato lui e nessun altro!
Così Dio come Creatore oggi ha il diritto di avere la priorità e anche se non siamo stati liberati da una schiavitù umana, noi cristiani oggi siamo chiamati a mettere Dio sopra ogni cosa perché siamo stati salvati dalla schiavitù del peccato grazie a Gesù Cristo (Matteo 1:21; Atti 4:12;1 Timoteo 2:5). Quindi Dio deve avere la priorità come unico Creatore e unico Salvatore… La domanda è:Dio è al primo posto nella tua vita? (Salmo 16:2,4,8; 73:25).

Genesi 1:27: L’uomo non è una scimmia evoluta!

Genesi 1:27: L’uomo non è una scimmia evoluta!
Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. 

L’uomo è molto di più una scimmia raffinata, o di un animale evoluto! Benché l’uomo sia un puntino davanti all’immensità dell’universo eppure ha una posizione unica nell’universo, tanto che il salmista rimaneva meravigliato davanti questa realtà! (Salmi 8:3-9).
Creato a immagine di Dio non significa che l’uomo abbia una forma divina, Dio è Spirito, o che sia Dio in miniatura con tutte le Sue caratteristiche, piuttosto indica che come Dio l’uomo è un essere spirituale, morale, razionale e relazionale. 
Noi possiamo ringraziare Dio e gioire in lui perché se siamo su questa terra, è per un suo progetto, non è un capriccio, o uno scherzo del destino, o un incidente della storia, o un caso di un boom cosmico.
Noi possiamo ringraziare Dio perché ci ha dato la gioia di essere fatti a Sua immagine, quindi siamo creature uniche, perché siamo a immagine e somiglianza di Dio.
Noi possiamo ringraziare Dio perché ci ha fatto in un modo stupendo! (Salmo 139:13-16).

Apocalisse 18:4-5: Uscite da Babilonia!

Apocalisse 18:4-5: Uscite da Babilonia!
Poi udii un'altra voce dal cielo che diceva: «Uscite da essa, o popolo mio, affinché non siate complici dei suoi peccati e non siate coinvolti nei suoi castighi;perché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo e Dio si è ricordato delle sue iniquità.. ».

Dio vuole che il suo popolo esca da Babilonia, la grande madre delle prostitute e delle abominazioni (Apocalisse 17:5, usato simbolicamente per indicare un grande sistema di empietà che porta le persone lontano dal culto di Dio e alla propria distruzione Apocalisse 14:8). Dio vuole che il suo popolo esca per due motivi: (1) per non essere complici dei suoi peccati; (2) per non essere coinvolti nei suoi castighi; infatti, quando i peccati raggiungono un certo limite, Dio agisce giudicando. Dio vuole che il suo popolo non si comprometta con i peccati; Dio vuole che il Suo popolo si separi dal peccato, il pericolo è incorrere nel suo giudizio. Far parte del popolo di Dio non significa essere esenti dal Suo giudizio (cfr.1 Pietro 4:17), crederlo è una falsa sicurezza. Dio odia il peccato (Salmo 45:7; Abacacuc 1:13).

Matteo 6:34: A ogni giorno il suo affanno.

Matteo 6:34: A ogni giorno il suo affanno.
Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.

Gesù conclude il suo discorso sulle preoccupazioni per i bisogni primari riguardo il futuro, dice di non essere ansiosi. Dio si prenderà cura di noi perché fa così con gli uccelli e i campi, non preoccupiamoci del futuro perché il domani si preoccuperà di se stesso, basta a ciascun giorno il suo affanno, cioè viviamo un giorno alla volta con i suoi problemi o difficoltà quotidiani. Molte preoccupazioni riguardano il futuro per paure inesistenti, altre sono reali per problemi economici presenti, ma affrontiamo il presente con la certezza che Dio fin qui ci ha soccorsi (1 Samuele 7:12). Dio non abbandona i suoi figli, li ama e li cura teneramente.

Matteo 6:33: Ciò che deve veramente preoccuparci.

Matteo 6:33: Ciò che deve veramente preoccuparci.
Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più.

Gesù in questo versetto ci esorta a cercare continuamente (ricerca ansiosa) prima di ogni cosa il Regno e la giustizia di Dio, cioè vivere sotto il Suo regno, mettere Dio al primo posto, riconoscerlo come unico Signore, quindi obbedirgli. Dio deve essere la persona più importante sopra tutto e tutti. Quindi se dobbiamo avere una preoccupazione, non è per il cibo e per i vestiti, ma per Dio! Con Dio al primo posto arriva anche la Sua benedizione, infatti, leggiamo che tutte queste cose (mangiare e vestire) ci sanno date in più. Sperimentare la benedizione di Dio è la conseguenza del fatto che abbiamo messo Dio prima di ogni cosa, l'obbedienza ne è una dimostrazione. Non tentennare, affidati a Dio completamente.

Matteo 6:25-32: La cura per l'ansia.

Matteo 6:25-32: La cura per l'ansia.
Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito?  Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita? E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro.  Ora se Dio veste in questa maniera l'erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? Non siate dunque in ansia, dicendo: "Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?"  Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose.

Non dobbiamo essere ansiosi del futuro per i nostri bisogni primari (cibo e vestiti) perché Dio si prende cura di noi proprio come fa con gli uccelli e i campi. Noi siamo più importanti, abbiamo un grande valore per Dio, questa è la garanzia, è il Padre nostro celeste. Dobbiamo avere solo fede, Gesù rimprovera coloro che dubitano.
Il segreto per non essere ansiosi è: la consapevolezza e il credere che Dio c'è, esiste e si prende cura dei suoi figli; sono i pagani che ricercano queste cose, ma Dio nostro Padre sa che abbiamo bisogno del cibo e dei vestiti. Gesù in questi versetti mette in enfasi Dio come Padre per ricordare ai suoi discepoli e a noi: la cura, la premura, la provvidenza, la sensibilità, la responsabilità, l'amore di Dio proprio come un padre umano sano di mente per i propri figli.

Isaia 55:10-11: I progetti di Dio sono efficaci.

Isaia 55:10-11: I progetti di Dio sono efficaci.
Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, affinché dia seme al seminatore e pane da mangiare, così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l'ho mandata.

In un momento difficile della vita del suo popolo, infatti sono esiliati in Babilonia, Dio promette loro la liberazione e il ritorno in patria come leggiamo sempre in Isaia 55:12-13 (cfr. Isaia 35;49,ecc.) e che per certo avverrà. La storia ci dice che questo è accaduto qualche anno dopo nel 538 a.C., per opera del  re persiano Ciro (Isaia 45:1-4). 
I vv.10-11, quindi ci parlano della sovranità di Dio! Dio regge e governa ogni cosa con la sua potenza, tutte le cose gli sono sottoposte e dipendono da lui. Dio è rivestito di un'autorità illimitata e incondizionata sopra tutte le sue creature e la sua creazione.  
I vv.10-11 indicano che ciò che Dio annuncia si avvera, ciò che lui ha progettato realizzerà sicuramente, ciò che Dio ha deciso lo porta a compimento. Come l’acqua e la neve raggiungono lo scopo di fecondare e far germogliare la terra, così la parola di Dio non torna a lui a vuoto, senza aver compiuto ciò che lui vuole e condotto a buon fine ciò per cui l'ha mandata.          
Quindi Dio porta a compimento i suoi progetti! (Isaia 46:9-10; Daniele 4:34-35). 
Questo per noi è una sicurezza, conforto, fede e serenità.

Isaia 55:9: I progetti di Dio sono incomprensibili.

Isaia 55:9: I progetti di Dio sono incomprensibili.
Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri. 

Il significato di questo versetto è: come i cieli sovrastano la terra così da non poter essere misurati dall’uomo, così le vie e i pensieri di Dio sovrastano quelli dell’uomo al punto di non poter essere afferrati nella loro totalità. In altri termini, le vie e i pensieri di Dio risultano incomprensibili all’uomo. L'uomo può trovare Dio, ma non lo potrà mai capire pienamente!! Dio sfugge alla nostra piena comprensione! Non possiamo sapere tutto di Dio per l'ovvia ragione che il finito, l’uomo, non può comprendere l'infinito, Dio! Dio è un essere a sè, è così trascendente ed eterno che tutti i nostri sforzi per arrivare a una comprensione piena e completa sono destinati fin dall'inizio al fallimento! Invece, noi cerchiamo sempre di comprendere, o di stabilire quale sia il piano di Dio per la nostra vita e quindi cerchiamo di darci una risposta, o spiegazione razionale a quello che ci è accaduto e ci accade, o che accade nella vita di quelli che conosciamo. A volte rimaniamo perplessi davanti certe circostanze e ci chiediamo il perché (Abacuc 1:2; Geremia 15:18), non riusciamo a comprendere i suoi progetti, è troppo per la nostra mente finita! Noi non possiamo capire i piani di Dio, i suoi progetti sono incomprensibili all’uomo! Non è importante che noi capiamo tutto, ciò che è importante credere a quello che è Dio!Quello che possiamo fare e solo fidarci di Lui della sua saggezza, amore, fedeltà e potenza.

Isaia 55:8: I progetti di Dio sono diversi da quelli degli uomini.

Isaia 55:8: I progetti di Dio sono diversi da quelli degli uomini.
Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie», dice il SIGNORE. 

La parola ebraica “pensieri” (maḥšbôtay) ha l'idea di base dell'impiego della mente nel pensare per agire, indica piani, progetti, disposizioni, obiettivi (Ester 8:3-5; 9:25; Proverbi 15:22; 19:21; Geremia 18:18; 29:10-14; 51:29). Mentre “vie” (darkêkem) indica le azioni, il comportamento, il modo di vivere, (Deuteronomio 32:4; Salmi 50:23; Isaia 55:7).  Quindi Isaia ci sta dicendo che sia i progetti come le azioni di Dio differiscono radicalmente da quelli degli esseri umani e questo sappiamo, che molte volte stride, è in contrasto con i nostri piani e comportamenti. 
Dio ha una natura, una logica e una prospettiva diversa dalla nostra.
Dio non è come te e me! Dio è Dio! Ragiona da Dio, ha un carattere da Dio e ha progetti da Dio! Qualcuno può pensare: visto che Dio è buono, ci ama allora non dobbiamo soffrire, ma è proprio per questo motivo che soffriamo perché ci ama! (Ebrei 12:5-6).
L’amore di Dio non è l’amore che soddisfa tutti i nostri desideri, non è l’amore che non permetterà mai la sofferenza, o i problemi, non sarebbe vero amore! Nella prova e nella difficoltà, ricordati che Dio ti ama! Ci sono aspetti della vita, aspetti del carattere cristiano che possiamo imparare solo attraverso la sofferenza (Romani 8:28-29).

Isaia 25:9: Chi ha sperimentato la salvezza di Dio esulta in Dio.

Isaia 25:9: Chi ha sperimentato la salvezza di Dio esulta in Dio.
In quel giorno, si dirà: «Ecco, questo è il nostro Dio; in lui abbiamo sperato, ed egli ci ha salvati. Questo è il SIGNORE in cui abbiamo sperato; esultiamo, rallegriamoci per la sua salvezza!»

Con un tono fiducioso il profeta incoraggia il popolo di Dio ha esultare e a rallegrarsi per la salvezza che Dio ha dato loro. Li riporta a considerare chi è il Dio in cui hanno sperato.
"Questo è il nostro Dio" si riferisce al fatto che Dio li ha liberati dai nemici (vv.2-5) e poi fiduciosamente dice che in quel giorno, il giorno della restaurazione del regno di Dio, ogni persona che l'ha aspettato ansiosamente, che ha sperato in Lui, sarà salvato. Questo è un ritratto finale, non è provvisorio. Dio toglierà dal suo popolo il velo del lutto (v.7; cfr. 2 Samuele 15:30; 19:5; Geremia 14:3), annienterà per sempre la morte, asciugherà le lacrime da ogni viso; queste parole le ritroviamo in Apocalisse 21:4, quando si parla dei nuovi cieli e della nuova terra. 
Il cristiano sa che è in Gesù Cristo la morte è stata sconfitta una volta e per sempre, per tutti i popoli della terra che hanno creduto e sperato in Lui (Giovanni 3:16,36; Romani 6:23; 1 Corinzi 15:12-57; 1 Tessalonicesi 1:9-10; 4:14; 2 Timoteo 4:8; Apocalisse 1:17, 18).
Di questo possiamo esserne certi che accadrà perché i disegni di Dio sono fedeli e stabili (v.1), ciò che Dio promette, come la vita eterna adempirà (Numeri 23:19; Tito 1:2).
Non così per Moab (popolo nemico di Israele e l'incarnazione dell'orgoglio), sarà giudicata per il suo orgoglio (vv.10-12). Dio resiste ai superbi, ma fa grazia agli umili (Giacomo 4:6; 1 Pietro 5:5).
Ci sono solo due porte e due vie; Gesù ci dice di entrare per la porta stretta che conduce alla vita, mentre quella larga conduce alla perdizione (Matteo 7:13-14). Gli umili entreranno per la porta stretta e saranno salvati.

Salmo 47:1-2: Un invito a lodare Dio.

Salmo 47:1-2: Un invito a lodare Dio.
Battete le mani, o popoli tutti; acclamate Dio con grida di gioia! Poiché il SIGNORE, l'Altissimo, è tremendo, re supremo su tutta la terra.

L'invito del salmista con un tono entusiasta per tutti i popoli è: rendere omaggio, celebrare, lodare Dio, battere le mani e acclamare Dio con grida di gioia.
Battere le mani e acclamare Dio con grida di gioia era tipico nell'intronizzazione di un nuovo re (1 Samuele 10:24; e 2 Re 11:12).
Il motivo della lode è: perché il Signore, l'Altissimo è tremendo, re supremo su tutta la terra. Ci sono due aspetti particolari insoliti, il primo è che tutti i popoli devono battere le mani e acclamare Dio con grida di gioia. Uno si aspetterebbe che solo i credenti dovrebbero fare questo, mentre l'invito è per tutti i popoli, anche coloro che Dio sottomette a Israele (v.3). Questo invito a tutti i popoli era di riconoscere ciò che Dio è: il Re Sovrano su tutta la terra e quindi a sottomettersi a Lui.
L'altro aspetto insolito: poiché il SIGNORE, l'Altissimo, è tremendo, re supremo su tutta la terra. Uno potrebbe pensare di celebrare Dio perché è amore, buono, fedele, ma non lodarlo perché è tremendo (nôra'-indica che suscita timore reverenziale), re supremo su tutta la terra! Questo implica il suo controllo assoluto, universale, vittorioso. La terra è nelle mani di un grande Dio e non nelle mani degli uomini, la nostra vita dipende da Dio, perciò siamo chiamati a lodarlo.

Salmo 46:1-3: Dio è sempre pronto per aiutarci.

Salmo 46:1-3: Dio è sempre pronto per aiutarci.
Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà.   Perciò non temiamo se la terra è sconvolta, se i monti si smuovono in mezzo al mare, se le sue acque rumoreggiano, schiumano e si gonfiano, facendo tremare i monti.

Di fronte una circostanza difficile più grande di noi, di fronte ai pericoli, a un terremoto, o uno tsunami (letterali o metaforici), di fronte un problema grosso, quando ci sentiamo impotenti, quando non sappiamo come affrontare una situazione, e non abbiamo i mezzi per superarla, nelle battaglie spirituali, non temiamo, ricordiamoci che Dio è per noi un rifugio e una forza.   
Rifugio ricorda una fortezza inespugnabile nella quale un uomo può fuggire, o ripararsi tranquillamente e può essere assolutamente sicuro. Dio è la nostra protezione. Ma Dio è anche la nostra forza, questo ci ricorda l'energia, la capacità, per poter compiere opere, o azioni che vanno al di là delle nostre abilità personali naturali. Dio, oltre a essere rifugio è anche una fonte infallibile di forza, ci potenzia per affrontare i pericoli, o i problemi di vario genere che ci assalgono. Noi possiamo ogni cosa in Colui che ci fortifica (Filippesi 4:13). Noi troviamo una promessa meravigliosa in questi versetti: Dio è un aiuto sempre pronto nelle difficoltà! È il nostro pronto soccorso! Pertanto non temiamo quando le nostre situazioni sono minacciose, o quando ci sentiamo impotenti davanti i nostri problemi, quando ci sentiamo schiacciati dalle difficoltà. 

Salmo 45:6: Dio regna!

Salmo 45:6: Dio regna!
Il tuo trono, o Dio, dura in eterno; lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia.

Dio regna! Non vediamo la sua presenza, ma lui governa su ogni cosa e su tutti perché è Onnipotente, Onnisciente, Onnipresente.
Dio può ogni cosa, sa ogni cosa, è in ogni posto. Il Regno di Dio è eterno ci dice il salmista, questo significa che durerà per sempre, quindi è un regno vittorioso, un regno sicuro, stabile. Questo significa serenità e conforto per chi lo ama. Ma Dio governa anche con giustizia. Questo indica che agisce con giustizia, e detesta il peccato e lo giudica, quindi non dobbiamo lamentarci, perché Dio non sbaglia mai. Questo ci spinge a confidare in Lui e a essergli riconoscenti, ma anche a temerlo!

Giovanni 5:35: La passione di Giovanni Battista.

Giovanni 5:35: La passione di Giovanni Battista.
Il motivo per cui il Signore Gesù Cristo pronunciò il discorso che leggiamo a partire dal versetto 17, fu il mormorio e il progetto di ucciderlo di certi Giudei, probabilmente i capi religiosi, dopo che ebbe guarito un paralitico alla vasca di Betesda in giorno di sabato. 
Gesù Cristo si difese affermando la propria comunione col Padre, sia riguardo alla sua natura e sia alle sue opere (vv.18-29), dimostrando di essere così “Signore del sabato” (Giovanni 5:17).
Il Signore Gesù, poi fa riferimento alla testimonianza di Giovanni il Battista riguardo a Lui in quanto, generalmente, essi lo consideravano come un grande profeta. 
Sembra che per un certo periodo, questi Giudei, fossero stati toccati e compunti profondamente dal fatto che Dio, dopo un lungo periodo in cui non aveva più mandato profeti, avesse suscitato un così grande profeta tra loro come Giovanni.
Gesù dice a questi Giudei che hanno voluto per breve tempo godere alla sua luce, alla luce del Battista.
“Godere” (agalliathēnai) denota gioia, entusiasmo, felicità.
Questi capi religiosi Giudei accorrevano a lui nel fiume Giordano (Matteo 3:6-7), sono stati attratti emotivamente e superficialmente da Giovanni, ma senza pentirsi veramente e senza riconoscere Gesù come il Messia.
Hanno voluto godere brevemente, ma non hanno preso veramente sul serio Giovanni Battista, infatti è scritto “avete voluto per breve tempo”.
In questo modo Gesù li incolpa per la loro superficialità e ipocrisia perché non hanno creduto in Lui come dovevano (cfr. Giovanni 2:23-25).
Gesù dice: voi avete chiesto a Giovanni chi fosse e Giovanni ha reso testimonianza alla verità (Giovanni 5:31-33; cfr. Giovanni 1:19-28), ma voi non lo avete creduto per come doveva esserlo. 
A questo punto, Gesù pronunciò le parole di omaggio e di approvazione riguardo a Giovanni del v.35: “  egli era la lampada ardente e splendente e voi avete voluto per breve tempo godere alla sua luce”.
Gesù mette in evidenza di Giovanni Battista il fatto che era:

La passione di Giovanni Battista (Giovanni 5:35).

La passione di Giovanni Battista (Giovanni 5:35).
Il motivo per cui il Signore Gesù Cristo pronunciò il discorso che leggiamo a partire dal versetto 17, fu il mormorio e il progetto di ucciderlo di certi Giudei, probabilmente i capi religiosi, dopo che ebbe guarito un paralitico alla vasca di Betesda in giorno di sabato. 
Gesù Cristo si difese affermando la propria comunione col Padre, sia riguardo alla sua natura e sia alle sue opere (vv.18-29), dimostrando di essere così “Signore del sabato” (Giovanni 5:17).
Il Signore Gesù, poi fa riferimento alla testimonianza di Giovanni il Battista riguardo a Lui in quanto, generalmente, essi lo consideravano come un grande profeta. 
Sembra che per un certo periodo, questi Giudei, fossero stati toccati e compunti profondamente dal fatto che Dio, dopo un lungo periodo in cui non aveva più mandato profeti, avesse suscitato un così grande profeta tra loro come Giovanni.
Gesù dice a questi Giudei che hanno voluto per breve tempo godere alla sua luce, alla luce del Battista.
“Godere” (agalliathēnai) denota gioia, entusiasmo, felicità.
Questi capi religiosi Giudei accorrevano a lui nel fiume Giordano (Matteo 3:6-7), sono stati attratti emotivamente e superficialmente da Giovanni, ma senza pentirsi veramente e senza riconoscere Gesù come il Messia.
Hanno voluto godere brevemente, ma non hanno preso veramente sul serio Giovanni Battista, infatti è scritto “avete voluto” (ēthelēsate- aoristo attivo indicativo).
In questo modo Gesù li incolpa per la loro superficialità e ipocrisia perché non hanno creduto in Lui come dovevano (cfr. Giovanni 2:23-25).
Gesù dice: voi avete chiesto a Giovanni chi fosse e Giovanni ha reso testimonianza alla verità (Giovanni 5:31-33; cfr. Giovanni 1:19-28), ma voi non lo avete creduto per come doveva esserlo. 
A questo punto, Gesù pronunciò le parole di omaggio e di approvazione riguardo a Giovanni del v.35: “  egli era la lampada ardente e splendente e voi avete voluto per breve tempo godere alla sua luce”.

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