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Visualizzazione dei post da Agosto, 2016

1 Corinzi 13:5-6: Ciò che l’amore non fa’ (Terza parte).

1 Corinzi 13:5-6: Ciò che l’amore non fa’ (Terza parte). “Non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia”. L’apostolo Paolo parlando della natura dell’amore dice ciò che l’amore non fa’. L’amore non s’inasprisce. Chi ama non è facilmente provocato all'ira (inasprisce-paroxunetai), non cede all’ira a quelli intorno a lui, o lei, e nemmeno provoca rabbia negli altri con la sua irritabilità. L'amore non si arrabbia quando ci dicono, o fanno qualcosa che ci dispiace (cfr 1 Pietro 2:21-24).  Chi ama non è permaloso, non è suscettibile, non si offende facilmente, non s’irrita. Probabilmente, a Corinto coloro che avevano doni più spettacolari irritavano, con il loro senso di superiorità, chi non lo aveva, e chi non l’aveva si lasciava irritare.

1 Corinzi 13:5: Ciò che l’amore non fa’ (Seconda parte).

1 Corinzi 13:5: Ciò che l’amore non fa’ (Seconda parte). “Non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse” Paolo continua a parlare della natura dell’amore, quindi ciò che l’amore non fa’. L’amore non si comporta in modo sconveniente. “Sconveniente” (aschēmonei), viene da una parola (aschḗmōn 1 Corinzi 12:23; Genesi 34:7) che indica inaccettabile, indecente. “Sconveniente” indica ciò che non è fatto secondo la forma dovuta, indica un comportamento che non è in armonia con la norma stabilita di decenza, quindi ciò che è vergognoso, disonorevole, indecente, improprio. Paolo può riferirsi a qualcosa d’indecente riguardo gli aspetti sessuali (aschēmonei -1 Corinzi 7:36; Cfr. 5:1-2; cfr. aschēmosúnē - Romani 1:27, Apocalisse 16:15, Levitico 18:6-7; aschḗmōn -1 Corinzi 12:23).

1 Corinzi 13:4: Ciò che l’amore non fa’ (Prima parte).

1 Corinzi 13:4: Ciò che l’amore non fa’ (Prima parte). “L'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, Un aspetto interessante è il tempo presente dei verbi, descrivono azioni abituali, azioni presenti”. Dopo aver parlato su ciò che l’amore è, l’apostolo Paolo parla ora di ciò che l’amore non fa. L’amore non invidia. “Non invidia” include l'idea di bruciare o di bollire, quindi indica passione, zelo; il significato principale è di avere un forte desiderio: avere ciò che ha altro, e anche desiderare il male per qualcun altro. È un sentimento negativo per il successo degli altri, invece all’amore non dispiace il successo che hanno gli altri. Chi ama è contento se gli altri hanno di più! Questo sembra essere stato un problema particolare a Corinto, quelli che pensavano di avere doni "minori" invidiavano quelli che loro pensavano avevano doni  "maggiori" (1 Corinzi 12:12-31). L’invidia riflette lo zelo per la propria auto-promozio

Introduzione alla Bibbia. La Rivelazione.

Introduzione alla Bibbia. La Rivelazione Tutto quello che noi conosciamo del cristianesimo è stato rivelato a noi da Dio.  Il termine rivelazione deriva dal latino "revelatio" che significa scoprimento.  La parola ebraica per rivelare è "galah", invece una parola greca comune per "rivelare" è "apokalypto".   Rivelare esprime sia l'idea della scoperta e anche quello che era nascosto.  Così rivelazione indica svelare qualcosa di nascosto, in modo che possa essere visto e conosciuto per quello che è; vuol dire svelare rimuovendo un velo da qualcosa che era celato.  L’idea, dunque è di rendere le cose oscure chiare, portare alla luce cose nascoste, affinché la persona a cui è rivolto il messaggio possa vedere, sentire, percepire, capire e conoscere. Per quanto riguarda Dio, indica che svela se stesso, si fa conoscere.  Giorgio Girardert scriveva: “Tutto il messaggio biblico è fondato sul presupposto che Dio esiste, ma è i