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Bibbia

"La Bibbia, l'intera Bibbia e nient'altro che la Bibbia è la religione della chiesa di Cristo".
C. H. Spurgeon

Osea 3:2: Un amore redentivo

 Osea 3:2: Un amore redentivo 
Stiamo ancora esplorando una delle storie più commoventi e profonde dell'Antico Testamento: la vicenda del profeta Osea e della sua moglie infedele, Gomer. 
A differenza di altre figure profetiche che erano titubanti, o scettici contro la difficile chiamata di Dio, vedi per esempio Mosè (Esodo 4:10) e Geremia (Geremia 1:6), Osea non si oppone alla chiamata del Signore, obbedisce diligentemente al comando di riprendere sua moglie adultera. 
Nella Bibbia, il libro di Osea offre una rappresentazione singolare e potente dell'amore di Dio. 
Il profeta narra le vicende del suo matrimonio con Gomer, una donna infedele che lo tradisce con altri uomini. 
Nonostante il dolore e il tradimento, Osea, su comando di Dio, riporta a casa Gomer riscattandola dalla schiavitù.
Questa storia non è solo un racconto di amore umano tradito e restaurato, ma è anche una potente immagine dell'amore redentore di Dio per il Suo popolo.
Ci parla anche dell'amore sacrificale di Gesù Cristo, che ha pagato il prezzo ultimo per liberaci dalla schiavitù del peccato e di Satana.
Nella precedente predicazione di Osea 3, abbiamo visto che l’amore di Dio persiste al tradimento con la storia di Osea e di sua moglie infedele, oggi vediamo che l’amore è un amore redentivo.

Osea 3:1: Un amore che persiste al tradimento

 Osea 3:1: Un amore che persiste al tradimento
L'amore di Dio per il Suo popolo è un amore che trascende ogni comprensione umana. 
Dio ci ama nonostante la nostra infedeltà!
La storia del profeta Osea, narrata nell'Antico Testamento, offre un'immagine potente e toccante dell'amore divino. 
Dio chiama Osea a sposare Gomer, una donna che si rivelerà infedele, adultera a lui. 
Attraverso questa esperienza dolorosa, Osea è chiamato a vivere e a testimoniare un amore che rispecchia quello di Dio verso il Suo popolo infedele, che lo tradisce con gli idoli di Baal.
In Osea 3:1 leggiamo l’importante azione che Osea doveva fare: “Il SIGNORE mi disse: ‘Va' ancora, ama una donna amata da un altro, e adultera; amala come il SIGNORE ama i figli d'Israele, i quali anche si volgono ad altri dèi e amano le schiacciate d'uva’”.
Questo versetto contiene verità profonde sull'amore incrollabile di Dio per noi, nonostante la nostra infedeltà e idolatria. 
Oggi esamineremo da vicino questo passo per comprendere meglio l'incomparabile amore del Signore e come dovremmo rispondere.
Cominciamo a vedere:

Efesini 3:20: La potenza è la consuetudine di Dio

 Efesini 3:20: La potenza è la consuetudine di Dio
La mancanza di consapevolezza della potenza di Dio che un cristiano ha, può portare a scelte sbagliate e a una vita priva della pienezza che Dio desidera per lui.
C'è la storia di un giovane di nome Danny Simpson. 
All'età di ventiquattro anni, rapinò una banca di Ottawa, in Canada, sotto la minaccia di una pistola. Ha derubato la banca di 6.000 dollari. Poco dopo è stato catturato. 
La tragedia di questa storia vera è che l'arma usata per rapinare la banca era una Colt semi automatica calibro 45 del 1918 del valore di 100.000 dollari! 
Danny Simpson ha rapinato una banca per 6.000 dollari con un'arma del valore di 100.000 dollari!
Il problema di Danny era che non sapeva cosa avesse in mano; se lo avesse saputo, probabilmente non avrebbe scelto di fare il ladro. 
Quello che aveva in mano gli avrebbe dato molto di più se l’avesse venduto!
Questa storia sottolinea l'importanza di riconoscere e comprendere cosa abbiamo in noi, spiritualmente è la potenza di Dio!
Se certi cristiani sapessero cosa hanno in Dio, avrebbero una vita diversa!
Dalla traduzione “Nuova Riveduta” leggo: “Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo”.
Oggi mediteremo questa frase: “Mediante la potenza che opera in noi”.
Quest’affermazione è un pilastro fondamentale della fede cristiana; racchiude una verità ricca di implicazioni per la nostra vita e il nostro rapporto con Dio. 
Siamo alla terza predicazione su questo versetto di Efesini.
Nella prima predicazione abbiamo visto la potenza infinita di Dio, nella seconda che Dio opera al di là delle nostre aspettative, oggi vedremo che la potenza è la consuetudine di Dio.
Cominciamo con il considerare che:

Giosuè 14:12: Possiamo farcela!

 Giosuè 14:12: Possiamo farcela!
“C’è la possiamo fare!” racchiude in sé un messaggio di grande forza e positività. È un invito a non arrendersi mai.

Nello sport, gli atleti usano spesso questo motto per motivarsi a vicenda e a raggiungere la vittoria.

Nel mondo del lavoro, i gruppi utilizzano questo motto per incoraggiarsi a vicenda e a raggiungere gli obiettivi comuni.

Nel sociale, le persone usano questo motto per promuovere la giustizia, l'uguaglianza e un mondo migliore per tutti.

Ma io oggi voglio usare questo motto in relazione alla fede, considerando l’esempio di Caleb, il figlio di Gefunne, il Chenizeo.
In Giosuè 14:12 leggiamo le sue parole: “Dammi dunque questo monte del quale il SIGNORE parlò quel giorno, poiché tu udisti allora che vi stanno degli Anachiti e che vi sono delle città grandi e fortificate. Forse il SIGNORE sarà con me, e io li scaccerò, come disse il SIGNORE”.

Questo versetto fa parte del racconto della distribuzione della terra di Canaan tra le tribù di Israele dopo la conquista, sotto la guida di Giosuè. 

Caleb e Giosuè, unici tra gli esploratori inviati da Mosè, ritornarono dopo 40 giorni con un resoconto positivo sulla possibilità di conquistare Canaan.

Nonostante il pessimismo degli altri dieci esploratori, che enfatizzavano la forza dei nemici, le città fortificate e la presenza dei giganti Anac (Numeri 13-14), Caleb e Giosuè rimasero fermi nella loro convinzione, sostenendo che con l'aiuto di Dio, Israele avrebbe potuto trionfare.

Esodo 4:2: Dio trasforma l'ordinario in straordinario

 Esodo 4:2: Dio trasforma l'ordinario in straordinario
Nella società moderna, siamo costantemente bombardati dall'idea che per avere successo e impatto dobbiamo possedere qualcosa di straordinario: talenti eccezionali, risorse illimitate, o conoscenze influenti. 
Ma la verità biblica ci ricorda che Dio fa la differenza, e Dio non è limitato da ciò che il mondo considera potente, influente, o prestigioso.
Anzi, spesso Dio sceglie l'improbabile e l'umile per confondere i sapienti di questo mondo. 
Un esempio lampante di questa verità si trova in Esodo 4:2, quando Dio si rivolge a Mosè chiedendogli: “Che cos'è quello che hai in mano?”. 
La semplice risposta di Mosè fu: “Un bastone”.
Da quel momento, quel semplice bastone divenne uno strumento di Dio nelle mani di Mosè che combatterà una delle più grandi superpotenze dell'antichità: l'Egitto dei faraoni. 
Per volontà e azione di Dio, quel semplice bastone si trasformò in un'arma potente in grado di scatenare piaghe, dividere il mare e condurre un popolo intero alla libertà.
Da Esodo 4:2 impariamo tre verità importanti che sono grandi incoraggiamenti per ogni cristiano oggi: Il Signore usa persone deboli con i loro strumenti ordinari, opera con quello che abbiamo e lo trasforma, e infine aggiunge e controlla.
Cominciamo a vedere:
I IL SIGNORE USA PERSONE DEBOLI CON I LORO STRUMENTI ORDINARI
Prima di tutto nel libro dell’Esodo troviamo:
A) I dubbi di Mosè
La Bibbia ritrae gli uomini di Dio con le loro debolezze come Mosè: era un uomo timido e insicuro, con un problema di comunicazione.
Dio non ha bisogno della nostra grandezza, o potere umano, ma può usare ciò che è debole per manifestare la Sua gloria sovrana. 
Le nostre debolezze non sono un ostacolo per Dio, che è più che sufficiente per portare a termine i Suoi propositi attraverso strumenti improbabili come Mosè e il suo bastone.
Il Signore si manifesta a Mosè in Oreb, mentre questi pascolava il gregge di Ietro suo suocero, per chiamarlo a compiere la missione di liberare il Suo popolo dalla schiavitù in Egitto.
Mosè non si sente all’altezza (Esodo 3:11), dubita che il popolo d’Israele crederà alla sua autorità e che lo seguirà (Esodo 4:1).

Osea 3:2: Un amore redentivo

 Osea 3:2: Un amore redentivo   Stiamo ancora esplorando una delle storie più commoventi e profonde dell'Antico Testamento: la vicenda d...

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