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Bibbia

"La Bibbia, l'intera Bibbia e nient'altro che la Bibbia è la religione della chiesa di Cristo".
C. H. Spurgeon

La vera luce non conosciuta (Giovanni 1:8-10)

 La vera luce non conosciuta (Giovanni 1:8-10)
La prima foto inviata tramite un telefono cellulare è stata spedita vent’anni fa: l’11 giugno del 1997; la foto ritrae una neonata appena nata.
Oggi la tecnologia possiamo fare delle belle foto con gli smartphone.
Non tutti sono a conoscenza che la fotografia iniziò con Louis Jacques Mande Daguerre, che produsse il primo dagherrotipo nel 1839. Dopo aver prodotto la prima immagine fotografica, l'inventore gridò: "Ho afferrato la luce". 
I cristiani hanno un grido diverso: "Mi ha afferrato la Luce!"
Senza Cristo, anche i cristiani camminavano nelle tenebre spirituali, ma una volta presi da Gesù Cristo non è stato più così!
Dopo aver parlato che Giovanni Battista è venuto come testimone per rendere testimonianza alla luce, ora l’evangelista Giovanni fa una precisazione e una negazione.
Cominciamo con: 
I LA PRECISAZIONE (vv.8-9) 
In questa precisazione consideriamo:
A) L’affermazione
Nel v.8 leggiamo: “Egli stesso non era la luce, ma venne per rendere testimonianza alla luce”.
Vediamo prima di tutto:
(1) Ciò che non era Giovanni Battista (v.8)
“Egli stesso non era la luce” (v.8).
L’evangelista Giovanni aveva messo in evidenza la grandezza di Giovanni Battista, quella di essere stato mandato da Dio per essere testimone della Luce (vv.6-7), ora mette in evidenza i suoi limiti.
“Egli stesso” (ekeinos – pronome dimostrativo) ha un forte senso enfatico, Giovanni afferma fortemente che il Battista non era la luce, è molto probabile che lo faccia perché alcune persone erano così affascinate dal Battista che gli diedero un posto più alto di quello che avrebbe dovuto avere, anche più in alto a Gesù, forse lo ritenevano il Messia. 

Giovanni 1:8-10: La vera luce non conosciuta

 Giovanni 1:8-10: La vera luce non conosciuta
La prima foto inviata tramite un telefono cellulare è stata spedita vent’anni fa: l’11 giugno del 1997; la foto ritrae una neonata appena nata.
Oggi la tecnologia possiamo fare delle belle foto con gli smartphone.
Non tutti sono a conoscenza che la fotografia iniziò con Louis Jacques Mande Daguerre, che produsse il primo dagherrotipo nel 1839. Dopo aver prodotto la prima immagine fotografica, l'inventore gridò: "Ho afferrato la luce". 
I cristiani hanno un grido diverso: "Mi ha afferrato la Luce!"
Senza Cristo, anche i cristiani camminavano nelle tenebre spirituali, ma una volta presi da Gesù Cristo non è stato più così!
Dopo aver parlato che Giovanni Battista è venuto come testimone per rendere testimonianza alla luce, ora l’evangelista Giovanni fa una precisazione e una negazione.
Cominciamo con: 
I LA PRECISAZIONE (vv.8-9) 
In questa precisazione consideriamo:
A) L’affermazione
Nel v.8 leggiamo: “Egli stesso non era la luce, ma venne per rendere testimonianza alla luce”.
Vediamo prima di tutto:
(1) Ciò che non era Giovanni Battista (v.8)
“Egli stesso non era la luce” (v.8).

La vocazione di Giovanni Battista (Giovanni 1:6-7)

 La vocazione di Giovanni Battista  (Giovanni 1:6-7)
Se dovessimo fare un sondaggio chiedendo alle persone di dire qual è il più grande bisogno del mondo, le risposte sarebbero molte. 
C’è chi direbbe di porre fine alla fame; altri risponderebbero la pace, altri direbbero l’istruzione per tutti; altri direbbero di rispettare l’ambiente, altri più investimenti per la sanità, altri lavoro per tutti.
Certamente sono bisogni importanti, ma secondo la Bibbia il più grande bisogno dell’umanità è Gesù Cristo! (cfr. per esempio Giovanni 20:31; Romani 3:9-30).
L’apostolo Giovanni aveva parlato prima della Parola che era con Dio ed era Dio, mediante la quale è stata creata ogni cosa ed era la vita, e la vita era la luce degli uomini.
Ora parla della chiamata di un uomo da parte di Dio che è stato mandato per rendere testimonianza alla luce
Prima di tutto vediamo:
I IL MANDANTE (v.6)
Nel v.6 leggiamo: “Vi fu un uomo mandato da Dio”.
“Uomo” è in contrasto con Gesù Cristo, la “Parola” (Giovanni 1:14-18) che era più di un uomo, “Dio” che era fin dal principio (Giovanni 1:1-3), che risale ai giorni eterni (cfr. per esempio Michea 5:1; Giovanni 8:58), mentre Giovanni era solo un uomo!
Giovanni venne in un momento definito nel tempo in netto contrasto con la Parola che c’è sempre stata! 
L’esistenza di Giovanni come anche la sua missione, sono da annoverare tra tutte le cose che sono avvenute nella storia, la sua esistenza non era immaginaria, illusoria, ma reale!
Infatti, il verbo “vi fu” (ginomai - aoristo medio indicativo) indica essere presente in un dato momento storico.
“Vi fu” allora si riferisce all'apparizione storica, all’entrata in scena di una persona (cfr. per esempio Marco 1:4; Luca 9:37).

Giovanni 1:6-7: La vocazione di Giovanni Battista

 Giovanni 1:6-7: La vocazione di Giovanni Battista 
Se dovessimo fare un sondaggio chiedendo alle persone di dire qual è il più grande bisogno del mondo, le risposte sarebbero molte. 
C’è chi direbbe di porre fine alla fame; altri risponderebbero la pace, altri direbbero l’istruzione per tutti; altri direbbero di rispettare l’ambiente, altri più investimenti per la sanità, altri lavoro per tutti.
Certamente sono bisogni importanti, ma secondo la Bibbia il più grande bisogno dell’umanità è Gesù Cristo! (cfr. per esempio Giovanni 20:31; Romani 3:9-30).
L’apostolo Giovanni aveva parlato prima della Parola che era con Dio ed era Dio, mediante la quale è stata creata ogni cosa ed era la vita, e la vita era la luce degli uomini.
Ora parla della chiamata di un uomo da parte di Dio che è stato mandato per rendere testimonianza alla luce
Prima di tutto vediamo:
I IL MANDANTE (v.6)
Nel v.6 leggiamo: “Vi fu un uomo mandato da Dio”.
“Uomo” è in contrasto con Gesù Cristo, la “Parola” (Giovanni 1:14-18) che era più di un uomo, “Dio” che era fin dal principio (Giovanni 1:1-3), che risale ai giorni eterni (cfr. per esempio Michea 5:1; Giovanni 8:58), mentre Giovanni era solo un uomo!
Giovanni venne in un momento definito nel tempo in netto contrasto con la Parola che c’è sempre stata! 

2 Corinzi 12:9b-10: La soddisfazione di Paolo nella sofferenza

2 Corinzi 12:9b-10: La soddisfazione di Paolo nella sofferenza
John Piper dice: “Dio è più glorificato in voi quando siete più soddisfatti in lui”.
A mio avviso, questo non deve avvenire solo quando tutto va bene, ma anche quando soffriamo!
In 1 Corinzi 12, ci troviamo di fronte a quella che è stato definito “il discorso del folle”.
In 1 Corinzi 12 Paolo vuole riportare la chiesa di Corinto, influenzata negativamente dai falsi apostoli, a vedere nella loro giusta prospettiva spirituale la natura della potenza di Cristo in lui.
A riguardo, David Garland scrive: “I falsi apostoli impediscono ai Corinzi di vedere come la potenza di Cristo è all'opera in lui e li allontanano dalla croce di Cristo. L'obiettivo di Paolo non è semplicemente quello di difendersi, ma di aiutarli a 'vedere le cose correttamente' attraverso la giusta lente spirituale”.
Dalla seconda parte del v.9 vediamo la logica conclusione di Paolo su ciò che aveva detto prima, il senso parafrasato è: “Visto che la grazia del Signore è sufficiente per affrontare e sopportare la sofferenza cronica e visto che la potenza del Signore si dimostra perfetta nella debolezza, allora io mi vanto e mi compiaccio delle sofferenze di vario genere”.
Le parole del Signore rivolte a Paolo, sono universalmente applicabili a tutti i cristiani e non invitano però alla rassegnazione, ma a continuare a servirlo con la Sua potenza sapendo che si dimostra perfetta nella nostra debolezza!

La vera luce non conosciuta (Giovanni 1:8-10)

 La vera luce non conosciuta (Giovanni 1:8-10) La prima foto inviata tramite un telefono cellulare è stata spedita vent’anni fa: l’11 giugno...

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