Luca 23:31: Il detto del legno verde e del legno secco

 Luca 23:31: Il detto del legno verde e del legno secco

L'esecuzione Romana mediante crocifissione comportava una procedura elaborata. 

Di solito il condannato veniva flagellata in modo brutale e disumana dai soldati, dopo gli davano la croce, o una parte di essa - la trave orizzontale - da portare per le strade fino al luogo dell'esecuzione, che era sempre un luogo pubblico. 

La persona veniva poi spogliata e il suo abbigliamento dato ai carnefici, e successivamente, la vittima era legata, o inchiodata mani e piedi alla croce. 

Infine, c'era l'affissione dell'iscrizione sopra la croce per indicare il crimine per cui il condannato era stato crocifisso così era per tutti i passanti un avvertimento.

La persona crocifissa soffriva naturalmente per le percosse, per l'esposizione agli elementi, per la perdita di sangue, per i maltrattamenti, per la disidratazione, per gli insetti e per la circolazione sanguigna compromessa, e alla fine moriva di shock o asfissia…Era una morte lenta e orribile!

Spesso alla persona veniva rifiutata la sepoltura come ulteriore disgrazia, e il corpo veniva lasciato sulla croce a marcire, o essere cibo per i rapaci.

Gesù durante il cammino verso la croce dice questo detto: “Perché se fanno questo al legno verde, che cosa sarà fatto al secco?”

Il detto del legno verde e del legno secco (Luca 23:31)

 Il detto del legno verde e del legno secco (Luca 23:31)

L'esecuzione Romana mediante crocifissione comportava una procedura elaborata. 

Di solito il condannato veniva flagellata in modo brutale e disumana dai soldati, dopo gli davano la croce, o una parte di essa - la trave orizzontale - da portare per le strade fino al luogo dell'esecuzione, che era sempre un luogo pubblico. 

La persona veniva poi spogliata e il suo abbigliamento dato ai carnefici, e successivamente, la vittima era legata, o inchiodata mani e piedi alla croce. 

Infine, c'era l'affissione dell'iscrizione sopra la croce per indicare il crimine per cui il condannato era stato crocifisso così era per tutti i passanti un avvertimento.

La persona crocifissa soffriva naturalmente per le percosse, per l'esposizione agli elementi, per la perdita di sangue, per i maltrattamenti, per la disidratazione, per gli insetti e per la circolazione sanguigna compromessa, e alla fine moriva di shock o asfissia…Era una morte lenta e orribile!

Spesso alla persona veniva rifiutata la sepoltura come ulteriore disgrazia, e il corpo veniva lasciato sulla croce a marcire, o essere cibo per i rapaci.

Gesù durante il cammino verso la croce dice questo detto: “Perché se fanno questo al legno verde, che cosa sarà fatto al secco?”

La natura dell’inferno. L’inferno è luogo di tenebre (Matteo 8:12) (4)

 La natura dell’inferno. L’inferno è luogo di tenebre (Matteo 8:12) (4)

La Bibbia descrive come punizione, come eterna rovina, come esilio e anche l'inferno come un luogo di totale oscurità!

L’inferno è una notte buia dove non sorgerà mai un nuovo giorno!

Tutti chi più chi meno, detestiamo l'idea dell'inferno e preferiamo credere che la morte sia la fine dell'esistenza, o che in qualche modo tutti gli esseri umani alla fine andranno in paradiso. 

Certi teologi credono che qualsiasi idea dell'inferno come luogo di punizione di eterna sofferenza è contraria al concetto di un Dio d'amore.

Molti chiedono: “Un Dio amorevole manderebbe davvero le brave persone all'inferno?”

Questa domanda è sbagliata per tre motivi.

La natura dell'inferno. L'inferno è l'esilio (3)

 La natura dell'inferno. L'inferno è l'esilio (3)

Isabelle Allende, la nipote del presidente cileno Salvador Allende, fu costretta all’esilio dopo che lo zio venne deposto dalle forze golpiste di Pinochet nel 1973.

Dopo aver ricevuto minacce di morte dal regime, decise di trasferirsi in Venezuela. Ha sempre continuato la sua carriera da giornalista anche in esilio collaborando con il giornale “El Nacional”.

Le sue novelle e i suoi romanzi, tradotti in tutto il mondo, spesso raccontano della sua esperienza di esilio. 

Nel 1985 si trasferì negli Stati Uniti e nel 1990, quando fu ristabilita la democrazia in Cile, vi ritornò dopo 15 anni di assenza per ricevere il premio “Grabiela Mistral”.

Quello che fu possibile a Isabelle Allende, vale a dire da esiliata di ritornare in Cile, non sarà assolutamente possibile per tutti coloro che andranno all’inferno, una volta là non si potrà ritornare indietro, o spostarsi in paradiso (cfr. Luca 16:19-31).

La natura dell’inferno. L'inferno è la rovina per gli increduli (2)

 La natura dell’inferno. L'inferno è la rovina per gli increduli (2)

La sera del 1808, un giovane di nome Adoniram Judson alloggiava in una locanda, mentre nella stanza accanto un uomo stava lottando contro la morte. 

Judson era un brillante studente al Providence College, dove era rimasto affascinato dalle idee dell'illuminismo provenienti dall'Europa. 

Su sollecitazione di un certo Jacob Eames, aveva adottato il deismo e la sua idea di un Dio assente. 

Nel giorno del suo ventesimo compleanno, Judson disse ai suoi genitori sconvolti che aveva abbandonato la fede cristiana e si stava trasferendo a New York per perseguire uno stile di vita mondano.

Poco dopo, Judson ascoltò la terribile angoscia nella stanza accanto e si chiese cosa stesse pensando l'uomo morente. 

I gemiti passavano attraverso le pareti e poteva sentire l'irrequieta lotta straziante dell'uomo. 

Cosa direbbe il suo amico libero pensatore Eames su come liberare l’uomo dall'ansia e dall’inquietudini riguardo l'eternità? 

Quest'uomo, come Judson, aveva rifiutato il vangelo per un sofisticato credo mondano? 

La sua angoscia suggeriva una paura del giudizio oltre la morte? 

Judson s’interrogò sul proprio destino dopo la morte, cercando di ricordare le risposte intelligenti del deista Eames per placare le sue ansie e paure.

All'alba i gemiti della lotta del suo vicino di stanza si placarono, e poco dopo Judson raccolse le sue cose per lasciare la locanda. 

All'uscita, passò davanti all'oste e chiese dell'uomo della porta accanto. "Se n'è andato, povero ragazzo!" fu la risposta. "Il dottore ha detto che probabilmente non avrebbe superato la notte". "Sai chi era?" Judson chiese. "Oh sì. Un giovane del collegio di Providence", rispose l’oste. "Il nome era Eames, Jacob Eames". Judson rimase scioccato, e per ore un solo pensiero occupò la sua mente: "Morto! Perduto! Perso!" 

Luca 23:31: Il detto del legno verde e del legno secco

  Luca 23:31: Il detto del legno verde e del legno secco L'esecuzione Romana mediante crocifissione comportava una procedura elaborata. ...