Sal.73:25. Il desiderio più grande.

Salmo 73:25. Il desiderio più grande.
George Verwer scriveva: “Saprete di essere veramente dei discepoli di Gesù soltanto quando desidererete con tutto il cuore una profonda comunione con il vostro Creatore, quando avrete il desiderio di conoscerlo, di camminare con Lui e di vivere con Lui”.
In altre parole il Verwer dice per un vero discepolo, il Signore è la cosa più importante della vita! 
Per un cristiano Dio non è un peso!
La parola “desiderio” (ḥā•p̄ēṣ) denota la direzione del cuore, ciò che ha valore, il piacere, la passione, la gioia.
La stessa radice di questa parola la troviamo nel Salmo 1:2 tradotta con “diletto”, cioè chi si diletta nella legge del Signore, e indica non solo un’ inclinazione emotiva, ma anche un orientamento esistenziale della vita intera!
Il contrario degli empi che non desiderano Dio (Giobbe 21:14; Geremia 6:10; Proverbi 18:2).
Perché il salmista desiderava Dio?
Perché era consapevole della grandezza delle opere di Dio, della presenza di Dio nella sua vita, della Sua protezione e guida, e della certezza della sua salvezza! (vv.23,24,26-28; Cfr. Salmo 111:2)
Senza consapevolezza di chi è Dio e della nostra salvezza noi non lo desidereremmo! Non troveremmo piacere in Lui!
Il salmo 73 si può dividere in due parti: da una parte notiamo che il salmista porta invidia ai prepotenti, ai malvagi che prosperano e non sono tribolati, sono violenti, arroganti, increduli e il popolo va dietro a loro, sono sempre tranquilli e accrescono le loro ricchezze. 
In questa prima parte vediamo che il salmista ha una visione egocentrica, materialista e utilitarista della fede (v.13), come per dire a che serve la fede se questi hanno tutto e non sono credenti, mentre io no?
Ma poi dal v.16, il salmista comincia a vedere le cose in modo diverso perché ha cominciato a vederle dal punto di vista spirituale (v.17), e ha considerato la fine di costoro, ma soprattutto ha cominciato a guardare se stesso in relazione a Dio ( vv.23-28).
Al v.25 dice: “Chi ho io in cielo fuori di te? E sulla terra non desidero che te”. 
Il salmista dice che la cosa più importante delle cose materiali, della prosperità, ciò che lui desidera di più è Dio!
Lutero disse: “Quando io ho solo te, non chiedo nulla al cielo e alla terra”.
Avere Dio è avere tutto! 
Ma in questo v.25 notiamo tre aspetti importanti per la nostra vita spirituale e la nostra relazione con Dio.
“Chi ho io in cielo fuori di te? E sulla terra non desidero che te” indica la:

Rom.12:1-2. La consacrazione a Dio.

Rom.12:1-2. La consacrazione a Dio.
La consacrazione a Dio è la risposta alla misericordia di Dio, o la motivazione per la misericordia di Dio! 
“Dunque” (oun) indica una conclusione logica, ragionevole di tutto ciò che Paolo ha detto finora, raggruppa tutto il grande argomento dottrinale dei capitoli 1-11 dove si parla delle benedizioni ricevute per mezzo di Gesù Cristo e in modo particolare i capitoli 9-11, dove si parla della grazia salvifica di Dio in Cristo.
Paolo ha appena sintetizzato la misericordia universale di Dio in Romani 11:30-32 e ha lodato Dio per questo in Romani 11:33-36. 
Il “dunque” introduce l'appello di Paolo alla consacrazione che è la conseguenza logica della salvezza per la misericordia di Dio.
Paolo esorta i cristiani (fratelli) a rispondere alla misericordia di Dio con la consacrazione.
“Esorta” (parakalō) significa implorare, è un appello ai credenti a dedicarsi completamente a Dio nel nome della misericordia di Dio.
“Esorta” esprime l’urgenza e la prontezza, ma anche l’autorità dell’apostolo nel nome dell’autorità del Vangelo.
Quindi la consacrazione è la risposta del cristiano a Dio, una risposta di gratitudine per la misericordia di Dio, per quello che ha fatto per noi in Cristo!
Noi vediamo tre aspetti della consacrazione a Dio!
Nella consacrazione c’è:

Luca 23:31: Il detto del legno verde e del legno secco

  Luca 23:31: Il detto del legno verde e del legno secco L'esecuzione Romana mediante crocifissione comportava una procedura elaborata. ...