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Bibbia

"La Bibbia, l'intera Bibbia e nient'altro che la Bibbia è la religione della chiesa di Cristo".
C. H. Spurgeon

Osea 2:21-23: La presenza del Signore

 Osea 2:21-23: La presenza del Signore 
Il Signore non è assente dalla vita del Suo popolo! (cfr. per esempio Salmo 121; Isaia 41:10; Matteo 28:20; Ebrei 13:5).
Questa è una delle più confortanti verità del cristianesimo che riguardano la nostra relazione con il Signore il Dio che ci ha creati!
A.W. Tozer disse: “Quando cantiamo: ‘Attirami più vicino, più vicino, Signore benedetto’, non pensiamo alla vicinanza del luogo, ma alla vicinanza della relazione. È per gradi crescenti di consapevolezza che preghiamo, per una coscienza più perfetta della Presenza divina. Non abbiamo mai bisogno di gridare attraverso gli spazi a un Dio assente. Egli è più vicino della nostra anima, più vicino dei nostri pensieri più segreti”.
Dunque, uno degli aspetti della relazione tra il Signore e il Suo popolo, è la Sua presenza dinamica.
Nelle precedenti predicazioni abbiamo visto l’azione del Signore nell’abolire il Baalismo e il dare prosperità a Israele, che fidanzerà a Sé Israele, in questa predicazione vediamo la presenza del Signore al Suo popolo donando loro benedizioni.
Cominciamo con il considerare:

Isaia 6:4-13: La conseguenza della visione della gloria del Signore a Isaia

 Isaia 6:4-13: La conseguenza della visione della gloria del Signore a Isaia
Parlando che questo capitolo descrive Dio travolgente, Bob Fyall scrive: “Questo non è un semplice dio, confinato in una località o sfera di attività. Questo Dio regna mentre i poteri umani vanno e vengono. È il sovrano del cielo e della terra, la cui realtà sfolgorante penetra ovunque, qualunque cosa suggeriscano le apparenze esteriori. È essenzialmente santo e richiede santità dai suoi adoratori. Ciò ha implicazioni per la natura del nostro culto. Viviamo in un’epoca non deferente in cui ci relazioniamo in modo informale gli uni con gli altri. Ma spesso dimentichiamo che Dio è “alto ed elevato” e diventiamo molto disinvolti nel nostro approccio a lui. Tremare davanti a Lui non è un atteggiamento che ci riesce facile. A dire il vero, non vogliamo formalità pompose e tradizionalismo morto, e sappiamo che culture diverse esprimono il culto in modi diversi. Eppure, quando Isaia vede il Signore, non è divertente; al contrario, è terrorizzato e lo lascia quasi morto. Allo stesso modo, anche i nostri cuori dovrebbero esprimere vera riverenza quando ci presentiamo davanti a Dio, qualunque cosa assomigli nella nostra cultura”.

Queste parole di Bob Fyall ci fanno riflettere, descrivono quello che Isaia sperimentò davanti la visione della gloria di Dio.

Nel capitolo 6 d’Isaia vediamo la dinamica della consacrazione, come già detto precedentemente nella predicazione dei vv.1-3.

Dai vv.1-3 abbiamo visto la visione della gloria del Signore a Isaia, in questi versetti, vediamo ancora che siamo in questa visione e la conseguenza alla gloria di Dio, come reagì Isaia.

Prima di tutto nella conseguenza della visione della gloria del Signore vediamo:

Osea 2:19-20: Il Signore fidanzerà a Sé Israele

 Osea 2:19-20: Il Signore fidanzerà a Sé Israele
Non so se esistono ancora gli auguri di fidanzamento tipo queste:
"Oggi siete fidanzati è un giorno molto bello e speciale. Vi auguro che quello che provate oggi vi accompagni per tutta la vita".

"Per la vostra proposta di fidanzamento vi auguro un futuro meraviglioso pieno di amore. Tanti auguri per questo viaggio intrapreso insieme".

 "Tanti auguri a voi, siete una bellissima coppia che ha deciso finalmente di fidanzarsi ufficialmente".

Ora due delle immagini che troviamo nella Bibbia della relazione tra Dio e il Suo popolo, è il fidanzamento e il matrimonio.

Nella precedente predicazione abbiamo visto l’azione del Signore nell’abolire il Baalismo e il dare prosperità a Israele, la garanzia della sua sicurezza e tranquillità in due modi: farà un patto con gli animali e non permetterà le guerre.
Oggi vedremo che il Signore fidanzerà a Sé Israele.

Il Signore, ora si rivolge a Israele personalmente e direttamente dicendo che la fidanzerà a Sé.

Prima di tutto vediamo:

Osea 2:17-18: L’azione del Signore per Israele

 Osea 2:17-18: L’azione del Signore per Israele
Stephen Charnock disse: “Essere Dio e sovrano sono inseparabili”.
La Bibbia presenta il Signore come un Dio sovrano; se il Signore non fosse sovrano cesserebbe di essere Dio! 
Layton Talbert dice: “La sovranità di Dio si riferisce al suo dominio assoluto e ineguagliabile su tutte le sue creature e sulle loro circostanze. Affermare che Dio è sovrano significa affermare che Dio regna universalmente e invincibilmente. La sovranità di Dio implica la sua proprietà assoluta (Genesi 14:22; Deuteronomio 10:14; Giobbe 41:11; Salmo 24:1), autorità (Salmo 47:2,7) e controllo (Giobbe 38–39; Geremia 5:22; Efesini 1:11) su ogni cosa”.
In questi versetti vediamo l’azione del Signore per Israele che dimostrano la Sua sovranità.
Dopo aver parlato del ristabilimento d’Israele da parte del Signore, quindi del Suo corteggiamento e della reazione del popolo, nei vv.17-23 si ritorna di nuovo all’azione del Signore.
In questa predicazione vediamo due aspetti della Sua azione.
Cominciamo con la prima:
I L’ABOLIZIONE DEL SIGNORE (v.17) 
Nel v.17 leggiamo: “Io toglierò dalla sua bocca i nomi dei Baal, e il loro nome non sarà più pronunciato”.
Nell’abolizione del Signore vediamo che toglierà dalla bocca d’Israele i nomi dei Baal, delle divinità pagane e il loro nome non sarà più pronunciato. 
Dio rimuoverà la devozione d’Israele profondamente radicata negli idoli pagani.
Consideriamo:
A) La rimozione 
“Io toglierò dalla sua bocca i nomi dei Baal”.
Israele non nominerà più i nomi di Baal!
Questo cambiamento non è attribuito alla volontà degl’Israeliti, ma il Signore è Colui che rimuoverà il nome di Baal dalle loro labbra.
Il Suo amore, la Sua grazia, la Sua fedeltà e la Sua potenza efficace di trasformazione porteranno questo cambiamento nel Suo popolo. 
Dio toglierà dalla bocca d’Israele i nomi dei Baal, si riferisce all’invocazione come anche all’adorazione ai Baal.
Troviamo qui la predizione della rimozione del culto di Baal tra il popolo di Dio in modo che non ci sia occasione di nominare i Baal.
“Nomi” indica i vari nomi per descrivere i vari Baal locali, come per esempio Baal-Gad (Giosuè 11:17), Baal-Asor (2 Samuele 13:23) o Baal-Peor (Deuteronomio 4:3; Osea 9:10).
Quindi, Dio rimuoverà l’idolatria dalla bocca d’Israele! 
La sua bocca sarà purificata dal Signore e non ci sarà più traccia della devozione fuorviante e in definitiva vuota del loro passato.
Anche altrove, nell’Antico Testamento, è menzionato il fatto che Dio distruggerà i nomi degl’idoli e non si faranno più menzione di loro, il Signore purificherà Israele dagl’idoli (Isaia 2:18; Ezechiele 6:6; 36:25-26; 37:23; Zaccaria 13:2).
I nomi degl’idoli d’Israele saranno solo ricordati nella storia del loro peccato come registrato evidentemente nella Bibbia.
Quando Dio opera in una persona lo purifica in Cristo mediante il Suo Spirito!

Romani 15:4: Come conservare la speranza

 Romani 15:4: Come conservare la speranza
Fëdor Dostoevskij disse: “Totalmente senza speranza non si può vivere. Vivere senza speranza significa cessare di vivere”.

La speranza è una forte energia che ci motiva nella vita, e questo vale soprattutto con la vita cristiana.

In questo versetto vediamo come conservare la speranza.

Il contesto di questo passo è sull’unità dei credenti.
I più forti devono sopportare le debolezze dei deboli e non agire per compiacere se stessi, ma per compiacere al prossimo nel bene per l’edificazione.

Cristo è l'esempio perfetto di qualcuno che ha sempre agito considerando gli altri, anche a costo della morte (Romani 15:1–3). 

Cristo ha ricevuto tutto e ha servito tutti, forti e deboli, Giudei e Gentili, e i cristiani devono fare lo stesso gli uni con gli altri (Romani 15:7–9). 

Secondo Paolo, i cristiani Giudei dovrebbero essere grati per la fedeltà di Dio nel mantenere le promesse fatte a Israele. 

I cristiani Gentili dovrebbero essere grati a Dio per la Sua misericordia nell'offrire loro la salvezza (Romani 15:10–12). 

Entrambi dovrebbero rallegrarsi insieme nella speranza, nella gioia e nella pace che Dio dona attraverso lo Spirito Santo (Romani 15:13).

Così, alcuni studiosi vedono il v.4 in relazione all’unità dei credenti, e in questo senso attraverso le Scritture come menzionato dal passo profetico del Salmo 69:9 menzionato nel v.3, così come attraverso l'esempio di Cristo, Dio incoraggia i cristiani a vivere in unità tra di loro (Romani 15:4–6).

Isaia 6:1-3: La visione della gloria del Signore a Isaia

 Isaia 6:1-3: La visione della gloria del Signore a Isaia
Noi nella Bibbia troviamo i profeti, i messaggeri di Dio che a volte sono chiamati davanti il trono di Dio. 
Per questo motivo non siamo sorpresi poi, che molti di loro hanno parlato spesso della gloria di Dio. 
Gli studiosi non sono concordi se questo capitolo si riferisca alla chiamata iniziale di Isaia, quindi a un’esperienza iniziale, oppure se si riferisca a una commissione, quindi a un’esperienza successiva.
Al di là di questo, quello che noi vediamo nei vv.1-13, è la dinamica della consacrazione in seguito alla visione e alla purificazione che Isaia ebbe della gloria di Dio. 
E in questo senso noi vediamo in questa visione di Isaia la dinamica della consacrazione, e quindi la deduzione del perché molti che si dicono credenti non sono consacrati al Signore.
Questi molti, o non sono veri credenti, oppure non sono veramente consapevoli della gloria di Dio! 
La qualità della vita cristiana dipende dalla consapevolezza che abbiamo della gloria di Dio. 
Molti credenti non hanno una vita consacrata perché non hanno la giusta conoscenza di Dio, o non hanno mai sperimentato la manifestazione della gloria di Dio nella loro vita in una certa misura! 
Non sto parlando di vedere letteralmente il Signore, ma di un’esperienza personale con Lui e quindi della consapevolezza di quello che è! 
Se Isaia si consacrò al Signore è perché divenne consapevole della gloria di Dio, perché conobbe Dio, entrò nel cuore di Dio. 
La scena avviene nel tempio come indica il v. 1. 
Ora, l'affermazione che Isaia vide il Signore (v.1), non contraddice le dichiarazioni che è impossibile vedere Dio (Genesi 32:30; Esodo 19:21; 33:20; Giudici 13:22), o che nessun uomo ha visto e né può vedere (Giovanni 1:18; 1 Timoteo 6:15-16). 
La Bibbia riferisce che diverse persone "hanno visto" manifestazioni di Dio come Agar (Genesi 16:9-13); Giacobbe (Genesi 28:13-15); Mosè, Aaronne, Nadab e Abihu, e i settanta anziani sul monte Sinai (Esodo 24:9-11); il profeta Micaia (1 Re 22:19). 

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