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Bibbia

"La Bibbia, l'intera Bibbia e nient'altro che la Bibbia è la religione della chiesa di Cristo".
C. H. Spurgeon

Osea 2:17-18: L’azione del Signore per Israele

 Osea 2:17-18: L’azione del Signore per Israele
Stephen Charnock disse: “Essere Dio e sovrano sono inseparabili”.
La Bibbia presenta il Signore come un Dio sovrano; se il Signore non fosse sovrano cesserebbe di essere Dio! 
Layton Talbert dice: “La sovranità di Dio si riferisce al suo dominio assoluto e ineguagliabile su tutte le sue creature e sulle loro circostanze. Affermare che Dio è sovrano significa affermare che Dio regna universalmente e invincibilmente. La sovranità di Dio implica la sua proprietà assoluta (Genesi 14:22; Deuteronomio 10:14; Giobbe 41:11; Salmo 24:1), autorità (Salmo 47:2,7) e controllo (Giobbe 38–39; Geremia 5:22; Efesini 1:11) su ogni cosa”.
In questi versetti vediamo l’azione del Signore per Israele che dimostrano la Sua sovranità.
Dopo aver parlato del ristabilimento d’Israele da parte del Signore, quindi del Suo corteggiamento e della reazione del popolo, nei vv.17-23 si ritorna di nuovo all’azione del Signore.
In questa predicazione vediamo due aspetti della Sua azione.
Cominciamo con la prima:
I L’ABOLIZIONE DEL SIGNORE (v.17) 
Nel v.17 leggiamo: “Io toglierò dalla sua bocca i nomi dei Baal, e il loro nome non sarà più pronunciato”.
Nell’abolizione del Signore vediamo che toglierà dalla bocca d’Israele i nomi dei Baal, delle divinità pagane e il loro nome non sarà più pronunciato. 
Dio rimuoverà la devozione d’Israele profondamente radicata negli idoli pagani.
Consideriamo:
A) La rimozione 
“Io toglierò dalla sua bocca i nomi dei Baal”.
Israele non nominerà più i nomi di Baal!
Questo cambiamento non è attribuito alla volontà degl’Israeliti, ma il Signore è Colui che rimuoverà il nome di Baal dalle loro labbra.
Il Suo amore, la Sua grazia, la Sua fedeltà e la Sua potenza efficace di trasformazione porteranno questo cambiamento nel Suo popolo. 
Dio toglierà dalla bocca d’Israele i nomi dei Baal, si riferisce all’invocazione come anche all’adorazione ai Baal.
Troviamo qui la predizione della rimozione del culto di Baal tra il popolo di Dio in modo che non ci sia occasione di nominare i Baal.
“Nomi” indica i vari nomi per descrivere i vari Baal locali, come per esempio Baal-Gad (Giosuè 11:17), Baal-Asor (2 Samuele 13:23) o Baal-Peor (Deuteronomio 4:3; Osea 9:10).
Quindi, Dio rimuoverà l’idolatria dalla bocca d’Israele! 
La sua bocca sarà purificata dal Signore e non ci sarà più traccia della devozione fuorviante e in definitiva vuota del loro passato.
Anche altrove, nell’Antico Testamento, è menzionato il fatto che Dio distruggerà i nomi degl’idoli e non si faranno più menzione di loro, il Signore purificherà Israele dagl’idoli (Isaia 2:18; Ezechiele 6:6; 36:25-26; 37:23; Zaccaria 13:2).
I nomi degl’idoli d’Israele saranno solo ricordati nella storia del loro peccato come registrato evidentemente nella Bibbia.
Quando Dio opera in una persona lo purifica in Cristo mediante il Suo Spirito!
Questo lo vediamo per esempio in 1 Corinzi 6:9-11: “Non sapete che gl'ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v'illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio.  E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio”.
Paolo in questi versetti mette in luce che coloro non sono giusti secondo gli standard di Dio, non erediteranno il regno di Dio, cioè non parteciperanno nella beatitudine eterna dopo la morte con un corpo glorificato (cfr. per esempio 1 Corinzi 15:50).
La Bibbia parla di un regno di Dio futuro (Matteo 6:10; 7:21-22; 8:11; 20:21; 25:34; 26:29; Marco 9:1,47; 13:1-37; 14:25; Luca 22:18; cfr. Giacomo 5:8; 1 Pietro 4:7; Apocalisse 11:15) in cui non sarà più nascosto (Isaia 45:22-23; Zaccaria 14:9).
Arriverà il giorno del giudizio, Gesù sconfiggerà i Suoi nemici e il Suo regno eterno si consumerà nel nuovo cielo e nella nuova terra, abitata solo da persone i cui nomi sono scritti nel libro della vita e godranno felicemente della presenza di Dio e dell’Agnello (Apocalisse 21-22).
Nei nuovi cieli e nella nuova terra, non entreranno gli impuri! (Apocalisse 21:8).
Non entreranno i codardi, gl'increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri, tutti i bugiardi, gli effeminati, i sodomiti, i ladri, gli avari, gli ubriachi, gli oltraggiatori, i rapinatori, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda.
Se c’è qualcuno che crede, che nonostante continui a peccare, Dio alla fine lo salverà comunque, o salverà tutti, si sbaglia di grosso, si sta illudendo, dice Paolo, gl’ingiusti non saranno salvati!
Tra loro c’erano anche alcuni cristiani di Corinto, e Paolo dice a loro che anche loro erano ingiusti, ma nel loro presente non era più così!
Paolo vuole sottolineare gli effetti attuali dell’opera di Dio nella loro vita e quindi della loro rigenerazione!
Quando Dio salva una persona dai loro peccati, opera una trasformazione nella sua vita!
La grazia di Dio non significa che Dio accetti benignamente le persone in tutta la loro caduta morale e spirituale, li perdoni e poi li lasci in quella caduta; Dio non maschera i peccati, ma trasforma i peccatori!! (cfr. per esempio 2 Corinzi 5:17; Tito 3:3-8).
Se fossero rimasti come queste persone, o se fossero tornati ai vecchi comportamenti, non avrebbero avuto alcuna parte nel regno di Dio.
Infatti sono stati lavati dai loro peccati, sono stati santificati e giustificati nel nome del Signore Gesù e allo Spirito Santo.
Così grazie all’opera di Gesù e dello Spirito Santo non solo i nostri peccati sono rimossi, ma siamo anche cambiati!
Se tu non vedi cambiamenti dello Spirito di Dio nel tuo carattere e azioni, allora devi rivedere la tua fede!
Vediamo ora:
B) La trasformazione 
“E il loro nome non sarà più pronunciato”.
È difficile per la natura umana cambiare se stessa (cfr. per esempio Geremia 13:23), ma non impossibile per Dio! 
Quando Gesù disse ai Suoi discepoli che un ricco difficilmente entrerà nel regno di Dio, questi sbigottiti si chiedevano chi potesse essere salvato; Gesù rispose loro: “Agli uomini questo è impossibile; ma a Dio ogni cosa è possibile” (Matteo19:26).
Ritornando al nostro testo di Osea, Lloyd Ogilvie scrive: “Sappiamo per esperienza che ciò che è sulle nostre labbra è prima nelle nostre menti e nei nostri cuori. Quindi l'implicazione qui è una trasformazione totale, una nuova creazione, una nuova natura interiore. Non solo i santuari e il culto pagano di Baal saranno rimossi dalla terra, ma anche dalla devozione distratta del cuore d’Israele”.
La stessa parola “pronunciare” la troviamo in Esodo 23:13 dove Dio aveva esortato il popolo dicendo: “Farete attenzione a tutte le cose che io vi ho dette, e non pronuncerete il nome di dèi stranieri: non lo si oda uscire dalla vostra bocca”.
Il Signore aveva proibito a Israele l’adorazione alle divinità pagane, addirittura gli aveva ordinato anche di distruggere gli altari degl’idoli (cfr. per esempio Esodo 23:32–33; Deuteronomio 12:3; 18:20). 
Questo divieto era secondo il primo comandamento (Esodo 20:3; Deuteronomio 5:7), un testo base di Osea di riprensione per l’idolatria d’Israele.
Ma nel corso degli anni Israele è stato mancante, e ora il Signore mediante Osea dice che trasformerà la pratica di pronunciare gl’idoli pagani: non lo faranno più!
“Non sarà più pronunciato” (lōʾ-yizzokĕrû -nifal imperfetto passivo) indica l’effetto dell’opera del Signore, cioè non saranno più ricordati (cfr. per esempio Numeri 10:9; Ester 9:28; Salmo 83:4; Geremia 11:19), quindi invocati (cfr. per esempio Salmo 20:7; Isaia 48:1; Amos 6:10).
Osea allude alla pratica degli adoratori di Baal di invocare ad alta voce il nome della loro divinità (1 Re 18:26) mentre si affannano a manipolarlo per mostrare favore alla creazione (1 Re 18:28). 
Come abbiamo già visto in Osea 2:5,8, l’invocazione ai Baal è per chiedere prosperità materiale (Osea 7:14).
Invece era il Signore che gli dava prosperità (Osea 2:8), quindi il popolo doveva dipendere da Lui, il Creatore e il fornitore da cui dipendeva la sua prosperità secondo il patto con cui era legato, e quindi questa dipendeva dalla loro fedeltà a questo patto, invece di cercare di forzare la mano dei Baal!
Secondo il Patto Sinaitico mediato da Mosè, l’obbedienza fedele al Signore, cioè Yahweh, avrebbe portato prosperità (Levitico 26; Deuteronomio 27-28).
A.A. MacIntosh scrive: “Totalmente consacrato a Yahweh, Israele non farà più ricorso, come per inerzia, ai Baal, manifestazioni locali del dio omonimo. Non li invocherà per nome nelle feste e nelle cerimonie dei santuari locali con l'obiettivo di costringere le forze della natura a soddisfare i suoi bisogni. Israele non sarà più associato ai Baal, né i Baal a Israele e, atrofizzati dalla loro negligenza, svaniranno nell'oblio (cfr. Isaia 2:18 – così Rashi, e Zaccaria 13:2)”.
Attraverso il giudizio e il successivo rinnovamento, il Signore rimuoverà l’idolatria a Baal da Israele (Osea 2:9–20). 
Quando il castigo avrà compiuto la sua opera, il popolo conoscerà ancora una volta il Signore (Osea 2:20).
La moglie infedele (Osea 2:2–5) sarà trasformata in una nuova sposa fedele.
Tutte le tracce dell'infedeltà passata sarebbero state rimosse (Osea 2:16–17). 
La relazione interrotta per l’adulterio spirituale d’Israele, non verrebbe semplicemente ricucita, ma completamente trasformata e rinnovata.
Quando c’è una vera conversione (vv.14-16) c’è un cambiamento di direzione, dagl’idoli al Signore, che è un cambiamento di fedeltà!
Giovanni Calvino disse: “La vera conversione è provata dal tenore costante della vita”.
Le nostre azioni parlano se c’è stata una vera conversione!
“Nell'Antico Testamento la conversione è fondamentalmente una svolta o un ritorno dal proprio corso di vita precedente verso il Signore, il Dio d'Israele. Israele dovette spesso ritornare al suo Dio (Deuteronomio 4:30), sia come individui (Salmo 51) sia come nazione (Geremia 4:1); le nazioni straniere avevano bisogno di rivolgersi a Dio per la prima volta (Salmo 22:27). Il tratto caratteristico è che si passa dalla malvagità (Ezechiele 18:21,27; 33:9,11; Geremia 26:3; 36:3), da una vita di slealtà verso Dio a una vita di obbedienza a Dio (Geremia 34:15; Isaia 10:20,21; 44:2; Osea 14:4). Conversione significa cambiamento di orientamento interiore che trova espressione in un mutato stile di vita” (Elwell, W. A., & Beitzel, B. J.).
I Tessalonicesi si convertirono dagl’idoli al Dio vivente e vero per servirlo (douleuein) radicalmente, esclusivamente e totalmente come uno schiavo, questo è lo scopo della conversione (1 Tessalonicesi 1:9). 
La conversione è un completo capovolgimento della fedeltà, dagl’idoli al servizio di un Dio vivo e vero.
La salvezza significa una rottura decisiva con gl’idoli e un nuovo orientamento di tutta la propria vita a Dio!
Quindi non è nella natura della vera conversione a Dio, dividere la fedeltà a Dio con gl’idoli!
Il fatto di lasciare gl’idoli e volgersi a Dio, è segno di vero pentimento e fede (cfr. per esempio Atti 20:21).
Dio può cambiare le nostre persone, può far nascere di nuovo spiritualmente (Giovanni 3:3-8), rigenerarci (Tito 3:4-6) cioè renderci delle nuove persone in Cristo (2 Corinzi 5:17) con nuovi desideri, aspirazioni, azioni, pensieri, carattere in linea con quello di Gesù Cristo, e il nato di nuovo cercherà dunque di non seguire più l’idolatria (cfr. per esempio Colossesi 3:5-6) che oggi prende forme diverse, ma che comunque è tutto ciò che mettiamo prima, o a fianco Dio, che amiamo, che è più importante, o in cui confidiamo invece che Dio!
Il secondo e ultimo punto è:
II L’ALLEANZA DEL SIGNORE PER ISRAELE (v.18)
Nei v.18 è scritto: “Quel giorno io farò per loro un patto con le bestie dei campi, con gli uccelli del cielo e con i rettili del suolo; spezzerò e allontanerò dal paese l'arco, la spada, la guerra, e li farò riposare al sicuro”.
Come nel v.16, “quel giorno” è un riferimento retorico, che a volte è usato come in questo caso per il ristabilimento, la restaurazione d’Israele, la speranza futura di Dio per il Suo popolo (Osea 2:18,21; cfr. per esempio Geremia 39:16–17; Gioele 3:18), è usato qui per introdurre una promessa di buone cose a venire, e si riferisce al momento in cui il Signore recupera a sé Israele (vv.14-16) che si era allontanato da Lui. 
Possiamo raggruppare le azioni di Dio in due parti, la terza la vedremo una prossima volta, a Dio piacendo:
A) Il Signore farà un patto con gli animali 
Il v.18 dice:“Io farò per loro un patto con le bestie dei campi, con gli uccelli del cielo e con i rettili del suolo”.
Questo versetto non ha una sola interpretazione condivisa.
L'iniziativa del Signore nel fare il patto dovrebbe essere notata in linea con la Sua completa padronanza della situazione qui, Dio è sovrano in modo efficace, attua la Sua volontà senza ostacoli!
Non ci sono negoziati, poiché il Signore fa tutto ciò che gli piace (Salmo 115:3) e nessuno lo può fermare (Isaia 14:27), o chiedere conto delle Sue azioni (Daniele 4:35), o frustrare il Suo piano (Salmo 33:10-11).
Il verbo “farò” (kārattî – qal perfetto attivo) trasmette la volontà di Dio nel fare questo patto.
Questo verbo indica stipulare un patto, letteralmente è “tagliare”, come il taglio di un sacrificio associato alla conclusione di un patto, quindi il significato di questa parola deriverebbe dalla pratica di tagliare un animale sacrificale in due durante la cerimonia di un patto (cfr. per esempio Genesi 15:7-18), dove la persona passava attraverso il centro delle due metà dell'animale.
Questo atto metteva in moto una maledizione se questa persona non avesse mantenuto i suoi obblighi.
Così questa parola implica una maledizione su qualcuno che prende l'impegno e lo infrange (cfr. per esempio Genesi 15; Geremia 34:17-22).
“Patto” (bĕrît) probabilmente deriva da una parola che significa “legare”, quindi indica un accordo contrattuale vincolante tra due parti.
Denota un impegno formale con implicazioni pratiche per le persone coinvolte, un impegno come un contratto.
Dio lo ha fatto con Noè (Genesi 6:18) con Abraamo (Genesi 15:18), con Israele (Deuteronomio 5:2,28:69; 29:13-14; Aggeo 2:5); con Davide (2 Samuele 7:1–17; 23:1–5; Salmo 89:3-4); con la chiesa (Matteo 26:26-29), ma con gli animali sembra strano!
Il patto Sinaitico, o Mosaico, prevedeva punizioni se veniva violato da Israele, e includeva anche gli animali selvatici dannosi per la comunità (Levitico 26:21-22; Deuteronomio 28:26,38-42); dunque la disobbedienza del popolo alla volontà di Dio, avrebbe comportato il giudizio anche attraverso gli animali, ma il Signore ora promette che non sarà così.
In precedenza in Osea 2:12 abbiamo visto la punizione d’Israele per la sua idolatria; in questa punizione, Dio avrebbe ridotto in un bosco le campagne e che gli animali avrebbero divorato i suoi prodotti.
Il Signore della natura, il Dio sovrano, poteva usare gli animali selvaggi come strumenti di giudizio (cfr. per esempio Geremia 5:5–6; 8:17; 15:3; Ezechiele 5:17).
Certo ci può essere un’immagine dei popoli come gli Assiri, o i Babilonesi, strumenti di giudizio del Signore, che hanno devastato Israele e deportato la popolazione (cfr. per esempio 2 Re 18:11-12; 2 Re 24:10-25:21).
Ma ora, il Signore promette di ristabilire l'ordine facendo un patto tra Israele e una triplice lista di animali in armonia con Israele che evoca l'immagine della benedizione originale di Dio sulla creazione (Genesi 1:30), così come la sua conservazione e restaurazione attraverso il patto di Noè (Genesi 7:14-15; 8:17, 19; 9:9-10), ma per altri studiosi dal contesto sembra riferirsi solo a Israele.
Ci sono profezie simili che riguardano la pace in Isaia (Isaia 11:6-10; 35:9; 65:25) ed Ezechiele (Ezechiele 34:25,28).
Qualcosa di simile di questo patto di pace la troviamo anche in Ezechiele 37:26, e questo secondo alcuni studiosi implica il rinnovamento alla fine dei tempi della creazione del Signore per assomigliare al giardino di Eden.
Per esempio Duane Garrett afferma: “Yahweh quindi media tra l'umanità e il resto della creazione per porre fine all'allontanamento tra i due (vedere Genesi 3:17–19; Romani 8:20–21). Ciò che Osea ha in mente, quindi, è una restaurazione dell'ordine della creazione, un paradiso riconquistato. È la stessa visione che Isaia ha in 11:6-7, e che ha il suo compimento nel nuovo cielo e nella nuova terra di Apocalisse 21:1”.
Comunque sia, il Signore afferma il Suo potere sulla creazione!
La creazione sotto il controllo del Signore, in un perfetto equilibrio, porterà di nuovo prosperità a Israele, gli animali agiranno in modo tale che nessun danno colpirà gl’Israeliti, o le colture da cui dipende il suo benessere.
Alcuni studiosi pensano che questo patto sia una riaffermazione del patto Sinaitico, altri ci vedono profeticamente il Nuovo Patto, o un’anticipazione di questo.
Entrambi le interpretazioni sono messe in discussione da altri studiosi perché questo patto è tra il Signore e gli animali, è imposto a favore del popolo di Dio agli animali con la pace come scopo per la prosperità d’Israele, dunque Israele, o la chiesa non sono direttamente parte di questo patto con gli animali.
In ogni caso, il patto di pace che il Signore farà per Israele con il regno animale, si riferisce alla benedizione originale sulla creazione, come anche la sua conservazione e restaurazione per la sovranità di Dio.
B) Il Signore farà cessare la guerra 
Sempre il v.18 dice:“Spezzerò e allontanerò dal paese l'arco, la spada, la guerra, e li farò riposare al sicuro”. 
Il pericolo della devastazione animale e militare lo troviamo altrove nell'Antico Testamento (cfr. per esempio Giobbe 5:19–23; Geremia 15:2–3). 
La guerra significava sia l'abbandono dei campi che la distruzione delle mura e delle torri di guardia delle città, fornendo l'opportunità per la devastazione da parte degli animali.
Anche questa benedizione è un capovolgimento delle maledizioni e sono manifestazioni della benedizione generale della restaurazione del popolo.
La promessa di pace passa quindi da un patto con gli animali alla fine della guerra dalla terra d’Israele (cfr. per esempio Levitico 26:6). 
La guerra e i suoi strumenti per volontà del Signore, saranno aboliti. 
Non solo le bestie dei campi, con gli uccelli del cielo e con i rettili del suolo non faranno danni a Israele, il Signore porterà anche pace; porterà a un ambiente in cui la gente sarà in grado di dormire senza paura, infatti il Signore promette: “E li farò riposare al sicuro”. 
La parola “riposare” (šāḵaḇ) è far distendere, far assumere una posizione reclinata spesso con l'implicazione del riposo, quindi sdraiarsi a riposo (cfr. per esempio Genesi 19:4; Levitico 14:47; Deuteronomio 6:7; Giosuè 2:1; Salmo 3:5).
Il teso dice “al sicuro” (lābeṭaḥ), quindi senza ansia, o paure, è la fiducia, cioè la convinzione, o un sentimento di sicurezza e protezione (cfr. per esempio Isaia 32:17; Giobbe 24:23; Michea 2:8); questo perché è il Signore che li farà abitare al sicuro!
Le stesse parole le troviamo nel Salmo 4:8 dov’è troviamo scritto: “In pace mi coricherò e in pace dormirò, perché tu solo, o SIGNORE, mi fai abitare al sicuro”.
A.A. MacIntosh a riguardo dice: “Ancora una volta la promessa corrisponde alla minaccia specifica di un versetto precedente (1:5) in cui la potenza militare di Israele deve essere distrutta. In questo particolare contesto, come in Amos 5:11 e Sofonia 1:13, l'orrore delle invasioni è visto specificamente in termini di conseguente saccheggio e danni ai raccolti e alle proprietà. Il Signore distruggerà le armi di tali invasori e libererà la terra dalla loro minaccia (cfr. Isaia 2:4; 9:3; Michea 5:4-5; Zaccaria 9:10), permettendo ai suoi abitanti una vita di pace e benessere. Quest'ultimo sentimento è espresso nella frase ‘e li farò riposare al sicuro’”.
Tra le benedizioni del patto Sinaitico, in Levitico 26:6 il Signore prometteva: “Io farò sì che la pace regni nel paese; voi vi coricherete e non ci sarà chi vi spaventi; farò sparire dal paese le bestie feroci e la spada non passerà per il vostro paese”.
John Mackay scrive: “L'immagine del riposo e della tranquillità va oltre l'assenza di disturbi e comprende il benessere totale e il godimento ininterrotto di tutte le benedizioni dell'alleanza”, cioè del patto.
Dunque, il Signore, il Dio sovrano, spezzerà la minaccia di un invasore straniero, e quindi darà sicurezza alla nazione; ci sarà un nuovo periodo di sicurezza e beatitudine.
La terra d’Israele sarà libera da minacce e non ci sarà più bisogno di armamenti, è una visione di una nazione in pace con i suoi vicini. 
Il Signore ha il potere di fermare la guerra, di distruggere le armi (Salmo 46:8-9;10; 76:4-5), e donare riposo e tranquillità nazionale e personale.
Non dobbiamo cercare la pace altrove!
Oggi la pace di Dio l’abbiamo in Cristo (Isaia 9:6-7; Giovanni 14:27; Filippesi 4:7), nel Nuovo Patto che ci riconcilia con Dio (cfr. per esempio Romani 5:1,9-11), è il frutto dello Spirito Santo in noi (Atti 9:31; Galati 5:22), e si realizzerà pienamente alla presenza di Dio (cfr. per esempio Apocalisse 21:2-4).
Ancora Lloyd Ogilvie ci dice: “L'immagine della pace focalizza la nostra mente sulla maggiore sicurezza e serenità che ci sono state offerte nel Nuovo Patto. Attraverso la riconciliazione con Dio attraverso il sangue di Cristo, sperimentiamo una pace duratura. È la pace del perdono, la profonda fiducia e la certezza che Dio provvederà esattamente ciò di cui abbiamo bisogno per affrontare ogni ora. La pace è il dono che viene dato nella valle dopo aver varcato la porta della speranza. L'inimicizia tra noi e Dio, tra noi e gli altri, e tra noi e il mondo naturale è finita. La pace è sapere che apparteniamo a Dio per sempre”.
CONCLUSIONE 
George M. Adams diceva: “L'incoraggiamento è ossigeno per l'anima”.
Proprio così, lo sperimentiamo tra noi umani, ma lo è ancora di più quando proviene da Dio e di solito lo fa attraverso la Sau parola, come in questo caso.
Questi versetti sono di grande incoraggiamento perché ci presentano un Dio sovrano che opera grandi cambiamenti nella vita dell’umanità e che dona pace, fa riposare al sicuro.
Pertanto se sei scoraggiato, o scoraggiata per un peccato che ti assilla, o per una circostanza difficile che stai vivendo, credi e ricordati il Signore, è il Dio sovrano delle trasformazioni e della pace.
Apri il tuo cuore in Sua presenza, digli onestamente quello che stai vivendo, svuota davanti a Lui il tuo cuore, quello che è impossibile agli uomini è possibile a Dio! Affidati a Lui mediante Gesù Cristo e vedrai grandi cambiamenti nella tua vita e godrai la pace con Dio e la pace di Dio.

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