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Aggeo 1:1-3: La chiamata alle guide per un risveglio.

Aggeo 1:1-3: La chiamata alle guide per un risveglio.
Molto spesso, questo capitolo è citato solo in quei momenti della vita ecclesiale, quando devono essere fatti dei lavori nel locale di culto.

Ma questo capitolo non deve essere pensato solo per motivare la costruzione, o per ristrutturare un locale di culto.

Ai tempi di Aggeo, la casa del Signore era in rovina, il problema di questa trascuratezza era che avevano messo i propri interessi prima di quelli di Dio!

"Ricostruire la casa di Dio" va pensata, anche come metafora più ampia di mettere Dio e la Sua opera al primo posto, e di servirlo nelle varie forme, non solo per il locale di culto!

Vediamo brevemente il contesto.
Grazie all’editto di Ciro di Persia (cfr. Esdra 1:1-4) nel 538 a.C., il popolo giudeo - circa 50.000 persone - potè fare ritorno nella propria terra, sotto l’autorità del governatore Zorobabel e del sommo sacerdote Giosuè (Esdra 3:2).

Nel 536 a.C. il popolo iniziò con grande entusiasmo a costruire il tempio (cfr. Esdra 3:1-4:5), ma a causa dell’opposizione dei popoli confinanti e per l’indifferenza degli stessi giudei, il lavoro fu abbandonato per sedici anni (Esdra 4:1-24).

2 Corinzi 5:21: La morte di Gesù per la nostra giustificazione.

2 Corinzi 5:21: La morte di Gesù per la nostra giustificazione.
Nel 1347 un'armata mongola mentre assediava una postazione commerciale genovese di Caffa in Crimea, l'Ucraina moderna, catapultò i corpi delle vittime della peste bubbonica sulle mura della città. I difensori terrorizzati fuggirono  in Italia, portando con sé i micidiali batteri della peste. Nei tre anni successivi, la peste si diffuse in tutta Europa nella massiccia epidemia conosciuta come “la Morte Nera”. Si stima che in Europa, che contava tra 70-80 milioni di persone, tra i 20 e i 25 milioni di persone morirono!
I secoli a venire avrebbero visto ricorrenti focolai della peste bubbonica, che sarebbe rimasta pericolosa e incontrollata fino allo sviluppo degli antibiotici nel XX secolo.

Anche se la peste nera è l'epidemia più terribile della storia, non è stata l'unica. 

L'epidemia di influenza del 1918-19, chiamata “Spagnola”, o “Grande influenza”, o “Epidemia spagnola” uccise dai 30 ai 50 milioni di persone, e diversi milioni di altri morirono all'incirca nello stesso periodo in un focolaio di tifo nell'Europa orientale. 

Altre 210 malattie infettive, come la malaria, la febbre gialla e, in tempi più recenti, l'AIDS, hanno anche causato milioni di vittime.

Ma c'è una piaga che è più diffusa e mortale di tutte le altre combinate  insieme, che lo scrittore puritano Ralph Venning definì la “piaga delle piaghe”. 

1 Corinzi 11:1: L’esempio da seguire.

1 Corinzi 11:1: L’esempio da seguire.
“Siate miei imitatori, come anch'io lo sono di Cristo”.

Questo versetto serve a concludere l'argomentazione di Paolo per questa sezione. Paolo ha appena dato il suo principio di azione al v.33 del capitolo 10, egli ora esorta a seguire il suo esempio (cfr. 1 Tessalonicesi 1:6; 2 Tessalonicesi 3:7,9). “Siate miei imitatori, come anch'io lo sono di Cristo” indica sia l’autorità che aveva Paolo e sia il modello di rinunciare al proprio diritto di libertà per il bene degli altri. Allora l’esortazione di Paolo ai credenti è di seguire il suo esempio come lui segue quello di Cristo! “Siate” è un imperativo presente e indica “diventate” piuttosto che “essere”, inoltre indica lo sforzo morale. Quale punto di somiglianza ha in mente Paolo?

LE RISPOSTE ALLE PREGHIERE (3). Le risposte che non sono come vogliamo.

LE RISPOSTE ALLE PREGHIERE (3).
Le risposte che non sono come vogliamo.
Ruth Bell Graham, la moglie dell’evangelista Bill Graham disse: “Dio non ha sempre risposto alle mie preghiere. Se lo avesse fatto, avrei sposato l'uomo sbagliato, diverse volte!”

Possiamo essere scoraggiati, frustrati, tristi quando Dio non risponde alle nostre preghiere come vogliamo, ma non deve essere così! Dio sa il fatto suo!

William Culbertson diceva: “Continua a pregare, ma sii grato che le risposte di Dio sono più sagge delle tue preghiere!”.

Abbiamo visto fino ad ora le risposte dirette alle preghiere, le risposte ritardate, ora vediamo le risposte che non arrivano, le risposte differenti,  le risposte negative.

1 Corinzi 10:33: Compiacere a tutti!

1 Corinzi 10:33: Compiacere a tutti!
“Così come anch'io compiaccio a tutti in ogni cosa, cercando non l'utile mio ma quello dei molti, perché siano salvati”. 

Paolo c’insegna a compiacere a tutti. Nel compiacere a tutti troviamo:
(1) Il servizio.
“Così come” introduce un paragone spiegando il modo e il motivo per cui non essere motivo di scandalo. “Compiaccio” indica accogliere, dare piacere, soddisfazione, felicità, indurre qualcuno a sentirsi bene, quindi essere premurosi, rispettosi verso tutti. Ha l’idea di servizio nell’interesse degli altri, il cercare il benessere degli altri. Il verbo, tra i greci era usato spesso in contesti di schiavitù: l'obiettivo dello schiavo era di compiacere il padrone. Ora Paolo non ci vuole dire di cercare di guadagnarsi il favore degli uomini a discredito della verità del Vangelo e quindi della gloria di Dio. Paolo non cambiava il messaggio del Vangelo, secondo le persone che aveva davanti per renderle felici, o per cercare la loro approvazione!! Non cercava l’approvazione degli uomini, di piacere a loro, ma a Dio (Galati 1:10). Era caparbiamente  attaccato alla verità del Vangelo e non se ne vergognava (Romani 1:16), a tal punto di essere disposto a soffrire per questo (2 Corinzi 11:23-28). Non scese mai a compromessi!! Paolo non predicava un messaggio che gli altri volevano sentire secondo la sapienza del mondo a discapito della verità! Il senso di “compiacere” è di essere servo per guadagnare a Cristo molte persone (1 Corinzi 9:19). 
Nel compiacere a tutti troviamo:
(2) Il sacrificio per uno scopo.
“Cercando non l'utile mio ma quello dei molti, perché siano salvati”. La nostra libertà cristiana è data a noi non per il nostro bene, ma per il bene degli altri. La preoccupazione di Paolo non è che lui stesso sia gradito alle persone, ma che il suo comportamento sia tale che egli non possa ostacolare la loro salvezza. “Così come anch'io compiaccio a tutti in ogni cosa, cercando non l'utile mio ma quello dei molti, perché siano salvati” significa farsi servo di tutti senza discriminazione, in ogni cosa in un modo da conquistare le persone a Dio (1 Corinzi 9:3-4, 19-25). Ciò che Paolo voleva sacrificare non era la verità del Vangelo, ma se stesso per salvare le anime. Non si trattava di modificare il Vangelo per adattarlo al mondo, ma di comportarsi in modo tale da non essere un ostacolo all’ascolto e alla comprensione del Vangelo per le persone (1 Corinzi 9:19-23). Paolo non cercava il proprio tornaconto personale, ma il bene dei molti (Isaia 53:11; Marco 10:45; Romani 5:15-19); cercava il loro beneficio, cioè  la loro salvezza. Il verbo “siano salvati” è in forma passiva, e ha Dio come agente. È la salvezza dal peccato e dalla perdizione eterna, dall’inferno (Matteo 1:21; 18:11; Luca 19:10; Atti 2:40; Romani 5:9; Giovanni 3:16-17; Giacomo 5:20).  I servi di Dio, non sono gli autori della salvezza di una persona, ma strumenti nelle mani di Dio che proclamano il Vangelo, che spiegano la via della salvezza, e Dio si aspetta che questi siano fedeli alla Sua Parola (1 Corinzi 4:1-2). Attraverso il sacrificio espiatorio di Gesù Cristo e l'azione dello Spirito Santo, Dio concede la salvezza al Suo popolo. Il cristiano deve solo predicare il Vangelo così com’è ed essere disposto a sacrificare se stesso per questa missione!

1 Corinzi 6:12: Uno slogan da rivedere.

1 Corinzi 6:12: Uno slogan da rivedere.
“ Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è utile. Ogni cosa mi è lecita, ma io non mi lascerò dominare da nulla”.

La nostra società è piena di slogan, uno slogan per esempio è: “Se ti fa sentire bene, fallo!”; un altro: “Importante è l’amore”;   ecc. Che cos'è uno slogan? È una frase piena di concetti e sintetica, orecchiabile e coinvolgente, destinata a rimanere impressa nella mente e a convincere l'ascoltatore. Ora la dichiarazione: “Ogni cosa è lecita”, probabilmente a Corinto era uno slogan e Paolo lo usa per presentare una verità importante per tutti. Oppure i cristiani avevano frainteso l’insegnamento di Paolo riguardo la libertà che si ha in Gesù Cristo confondendola con la libertà di peccare. Ma nessuna azione può essere legittima se è contraria alla rivelazione di Dio: la Bibbia. Come molte persone oggi, i cristiani di Corinto razionalizzavano i loro peccati, erano abili a dare buone ragioni quando facevano azioni sbagliate.

1 Corinzi 10:31: Fate tutto alla gloria di Dio!

1 Corinzi 10:31: Fate tutto alla gloria di Dio!
“Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio”.

Dio ci tiene alla Sua gloria (Isaia 48:11). Dio ha creato ogni cosa principalmente per glorificare se stesso! Questo è il suo scopo! Dio è la sorgente, il sostenitore e lo scopo finale della creazione! (Isaia 43:6-7; 60:21; 61:3; Romani 11:36; Colossesi 1:16-17; 1 Pietro 4:11). Dio salva i peccatori per innalzare se stesso (Efesini 1:6,12,14). Ora, “fate tutto alla gloria di Dio” si riferisce agire in modo tale che Dio, il Suo carattere e le sue azioni siano innalzate, onorate! La gloria di Dio è la Sua suprema preoccupazione e dovrebbe essere la nostra suprema preoccupazione.

1 Corinzi 10:13: Dio ci darà una via di uscita!

 1 Corinzi 10:13: Dio ci darà una via di uscita! L'incrocio più pericoloso per gli incidenti negli Stati Uniti tra il 1999 e il 2000 è s...

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