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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2016

Genesi 1:1: Il Dio della Bibbia è il Creatore.

Genesi 1:1: Il Dio della Bibbia è il Creatore. “Nel principio Dio creò i cieli e la terra”. La vigilia di Natale del 1968 l'equipaggio della nave spaziale Apollo 8 (la prima navicella a orbitare intorno alla luna), nei loro auguri di Natale verso terra, gli astronauti citarono queste parole: “In principio Dio creò i cieli e la terra”. Dio è diventato per molti poco più di un concetto filosofico astratto, ma per la Bibbia non è così. Senza andare molto lontano, Dio in Genesi 1, è un Dio che agisce e parla, la sua esistenza è vista nei suoi atti; Egli non può essere concepito a parte le sue opere. La prova evidente della realtà di Dio è la creazione (Salmo 19:1; Atti 14:15; 17:24-31; 1 Tessalonicesi 1:8-9).  Questa frase di apertura, è molto semplice, ma nello stesso tempo molto profonda, ed è un’introduzione all’intero prologo della creazione.

La pace con Dio (Galati 5:22).

La pace con Dio (Galati 5:22).  Le nazioni ogni anno spendono milioni e milioni di dollari per mantenere la pace.  I diplomatici viaggiano per tutto il mondo per perseguire la pace tra le nazioni. Migliaia di persone spendono ogni anno, un sacco di soldi per consulenti per trovare la pace interiore e per avere buone relazioni con gli altri. Ma possiamo avere la pace se prima non abbiamo la pace con Dio? La pace, quindi è una conseguenza della pace che si ha con il Dio della pace. Dio ha preso l'iniziativa di stabilire la pace con gli uomini, Egli è l'autore della pace interiore e della pace tra gli uomini.  “La pace non nasce dall’assenza di problemi, ma dalla presenza di Dio” (Alexander Maclaren). Che cosa s’intende per pace? Alcuni pensano che in Galati 5:22 si riferisca alla pace con Dio (Romani 5:1; Efesini 2:17), altri pensano si riferisca alla pace interiore, libero dall’ansia (Filippesi 4:7), altri alla pace con gli altri (Romani 14:19; Efesini

Luca 2:36-38: Una donna devota a Dio.

Luca 2:36-38: Una donna devota a Dio.  Ci troviamo nel tempio dove Giuseppe e Maria hanno presentato Gesù al Signore e il sacrificio di purificazione dopo il parto di Maria. Nel tempio, guidato dallo Spirito Santo, incontrano un certo Simeone che benedisse prima Dio prendendo in braccio il piccolo Gesù e poi Giuseppe, Maria e Gesù. Luca ora ci racconta che nel tempio vi era anche una donna che ha riconosciuto, come Simeone, questo bambino speciale. Entrambi riconoscono in Gesù l’intervento salvifico di Dio in mezzo al Suo popolo, come risultato lodano Dio. La domanda è perché Luca ha deciso di riportare anche l’incontro con Anna? Forse per dare valore legale alla testimonianza profetica, la testimonianza di una persona non era sufficiente sotto l’antico Patto ( cfr. Deuteronomio 19:15); o forse un altro motivo potrebbe essere il mettere una figura femminile a fianco di quella maschile di Simeone. L’accento è posto sulla sua età avanzata e sulla sua devozione asso

Una donna devota a Dio (Luca 2:36-38).

Una donna devota a Dio (Luca 2:36-38).  Ci troviamo nel tempio dove Giuseppe e Maria hanno presentato Gesù al Signore e il sacrificio di purificazione dopo il parto di Maria.  Nel tempio, guidato dallo Spirito Santo, incontrano un certo Simeone che benedisse prima Dio prendendo in braccio il piccolo Gesù e poi Giuseppe, Maria e Gesù.  Luca ora ci racconta che nel tempio vi era anche una donna che ha riconosciuto, come Simeone, questo bambino speciale. Entrambi riconoscono in Gesù l’intervento salvifico di Dio in mezzo al Suo popolo, come risultato lodano Dio.  La domanda è perché Luca ha deciso di riportare anche l’incontro con Anna? Forse per dare valore legale alla testimonianza profetica, la testimonianza di una persona non era sufficiente sotto l’antico Patto ( cfr. Deuteronomio 19:15); o forse un altro motivo potrebbe essere il mettere una figura femminile a fianco di quella maschile di Simeone.  L’accento è posto sulla sua età avanzata e sulla sua devozione a

Romani 5:1,9-10: La morte di Gesù riconcilia con Dio.

Romani 5:1,9-10: La morte di Gesù riconcilia con Dio. “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore……Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira. Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita”.  Nel mondo in cui viviamo viene considerata la riconciliazione tra nazioni, gruppi, etnie, individui, ma non certamente la riconciliazione di un individuo con Dio. Se la riconciliazione è importante nelle relazioni umane, lo è ancora di più quella con il nostro Creatore. La riconciliazione presuppone che vi è un’inimicizia bilaterale tra due parti, così nella relazione con Dio l’uomo è nemico di Dio e Dio è nemico dell’uomo.   Che cosa s’intende per riconciliazione e perché l’uomo è nemico di Dio e ha bisogno di riconciliarsi con Lui? 

Matteo 1:21:Gesù si è fatto uomo per salvare il suo popolo dai loro peccati.

Matteo 1:21:Gesù si è fatto uomo per salvare il suo popolo dai loro peccati.  “Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati”.  Nei versetti precedenti Matteo dice che un angelo del Signore apparve a Giuseppe dicendogli che il bambino nel grembo della fidanzata Maria è stato generato dallo Spirito Santo; ora il messaggero di Dio gli comunica altri aspetti importanti riguardo questo bambino: il nome come lo doveva chiamare e la sua missione.  Giuseppe doveva prendere, a casa sua Maria per formalizzare il matrimonio (v.20), e doveva dare il nome al bambino generato in Maria dallo Spirito Santo. In questo modo, Gesù poteva essere stabilito della discendenza di Davide, infatti, il dargli anche il nome (Matteo 1:21; 1:25), significava che Giuseppe riconosceva formalmente Gesù, come proprio figlio, e quindi in questo modo faceva parte della discendenza del re Davide attraverso Giuseppe, che era della stirpe di Davide.

Filemone 25: Gesù è il nostro modello e forza per perdonare.

Filemone 25: Gesù è il nostro modello e forza per perdonare. “La grazia del Signore Gesù Cristo sia con il vostro spirito”. Chi di noi non ha ricevuto qualche torto? Sappiamo per esperienza che perdonare chi ci ha fatto del male, per la nostra natura, non è facile per nessuno, ma non è impossibile! La benedizione di grazia con cui l’apostolo Paolo aveva cominciato la lettera (v.2) salutando Filemone e la chiesa in casa sua, è espressa anche alla fine di questa. Paolo scrisse questa lettera a Filemone, un cristiano di sua conoscenza, che aveva ricevuto la salvezza dai peccati grazie alla predicazione dell’apostolo. Paolo scrisse questa lettera per chiedere a Filemone di accogliere e, quindi perdonare Onesimo. Onesimo, quando non era ancora cristiano, era uno schiavo di Filemone, gli rubò dei soldi e fuggì dal suo padrone a Roma. A Roma, in qualche modo, Paolo lo incontrò e gli predicò il Vangelo e Onesimo si convertì (vv.10-11). L’apostolo si era affezionato allo schiavo (vv.