1 Pietro 5:8-9: Tre imperativi per non essere divorati dal diavolo

 1 Pietro 5:8-9: Tre imperativi per non essere divorati dal diavolo

Una donna disse a una sua amica che non parlava mai male di nessuno: "Credo che diresti qualcosa di buono anche sul diavolo". "Beh", rispose, "devi certamente ammirare la sua perseveranza.”

Il diavolo è vivo, attivo e perseverante nel cercare di fare del male ai cristiani; desidera distrarli, deviarli, ingannarli, divorarli.

Un cristiano semplicemente non può ignorare il fatto che il diavolo lo attaccherà prima o poi! 

Nessun cristiano è esente dal suo attacco, Pietro lo dà per scontato!

Allora è necessario prepararsi a questo attacco!

In questi versetti Pietro esorta i cristiani a essere all’erta contro il diavolo.

Il tipo di attacco che Pietro aveva in mente consisteva principalmente nella persecuzione, con la conseguente tentazione all'apostasia.

La Bibbia insegna chiaramente che i veri cristiani subiranno tentazioni e persecuzioni (cfr. per esempio Matteo 5:11; 10:17-18; Giovanni 15:19-20; Atti 14:22; Filippesi 1:29; 2 Timoteo 2:8-9; 3:11-12; Ebrei 10:32-34; 1 Pietro 1:6; 4:14,16). 

Pietro è attento a mantenere il giusto equilibrio tra il gettare su Dio ogni nostra preoccupazione (vv. 6-7) e la necessità di essere sobri, vigili e a resistere al diavolo durante il pellegrinaggio sulla terra.

"La protezione divina non elimina la necessità di una vigilanza costante" (Elliott). 

1 Pietro 5:6-7: Dio ha cura di noi!

 1 Pietro 5:6-7: Dio ha cura di noi! 

Davide nel Salmo 142 grida al Signore esponendo la sua tribolazione e a un certo punto al v.4 prega: “Guarda alla mia destra e vedi; non c'è nessuno che mi riconosca. Ogni rifugio mi è venuto a mancare; nessuno si prende cura dell'anima mia”. 

“Nessuno si prende cura dell’anima mia!”

Molte persone si chiedono chi si prenderà cura di loro, altre sono disperate perché non c’è nessuno che si prende cura di loro, altre pur avendo delle persone accanto a loro a causa dei problemi umanamente irrisolvibili, impotenti si chiedono chi li potrà aiutare. 

Pietro dà la risposta: Dio si prende cura di noi! 

Dal contesto di questo passo, vediamo che Pietro richiama tutti i cristiani all’umiltà perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili; sapendo questo Pietro esorta a umiliarsi sotto la potente mano di Dio gettando su di Lui ogni nostra preoccupazione perché ha cura di noi. 

1 Pietro 5:10-11: Il conforto nella sofferenza

 1 Pietro 5:10-11: Il conforto nella sofferenza

“Ora il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo Gesù, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà stabilmente. A lui sia la potenza, nei secoli dei secoli. Amen.”

Cosa ci può essere di più confortante nella sofferenza per un vero cristiano sapere che un giorno finirà, questa è la promessa di Dio in questi versetti! Pietro conclude la sua lettera con una forte dichiarazione di speranza (1 Pietro 5:10-11) che riecheggia l'apertura della lettera (1 Pietro 1:1-7). Nei vv.10-11, ci troviamo di fronte un nuovo tema, quello della grazia di Dio nella vita di chi ha chiamato alla Sua salvezza e che opera nella loro vita. Dio permette che chi ha chiamato alla gloria eterna soffra, ma la sofferenza non è per sempre, è per breve tempo, dopo di che Dio li perfezionerà, li renderà fermi, li fortificherà, li stabilirà. Pietro ha parole di lode e non di lamentela contro Dio in questi versetti.

1 Pietro 5:8-9: Tre imperativi per non essere divorati

 1 Pietro 5:8-9: Tre imperativi per non essere divorati

“Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, gira come un leone ruggente cercando chi possa divorare.  Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo”.

In questi versetti Pietro con tre imperativi mette in guardia i credenti dall’avversario, il diavolo.

Il primo imperativo è: “Siate sobri”. 

“Siate sobri” (nēpsate - aoristo attivo imperativo) indica “autocontrollo”, “essere disciplinato”, “ben equilibrato”; era una parola usata per non bere vino, quindi non ubriacarsi, e perdere quindi il controllo. 

Ma “siate sobri”, non è riferito all’ubriachezza, ma a una lucidità mentale che deriva dalla libertà della confusione mentale, o della passione; è la capacità dell'uomo di guardare la realtà con una mente lucida e che sa autocontrollarsi.

Lo stesso verbo è usato in 1 Pietro 1:13 e 4:7, in contesti dove si affrontano la necessità di vigilanza poiché la fine è imminente (cfr. anche 1 Tessalonicesi 5:6, 8; 2 Timoteo 4:5).

Il secondo imperativo è: “Vegliate”.

Una preghiera di dipendenza (Salmo 86:8-10) (3)

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