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Bibbia

"La Bibbia, l'intera Bibbia e nient'altro che la Bibbia è la religione della chiesa di Cristo".
C. H. Spurgeon

Isaia 40:29-31: Sperare nel Signore rinnova le forze

 Isaia 40:29-31: Sperare nel Signore rinnova le forze
Quando siamo stanchi siamo più vulnerabili agli attacchi del diavolo, o deboli, proprio come Amalek, senza avere alcun timore di Dio, attaccò gl’Israeliti più deboli stanchi e sfiniti, dopo che uscirono dall’Egitto (Deuteronomio 25:17-18).

Secondo alcuni studiosi, Gesù è stato tentato dal diavolo, dopo quaranta giorni di digiuno, quando cominciò ad avere fame (Matteo 4:1-11; Luca 4:1-2), quindi in un periodo debolezza fisica.

Quindi dobbiamo stare molto in guardia quando siamo stanchi fisicamente, ma anche interiormente, quando siamo scoraggiati, o depressi.

Queste parole sono rivolte a quei Giudei che si trovavano in esilio a Babilonia e quindi erano scoraggiati.
Isaia ricorda loro la grandezza del Signore per incoraggiarli a guardare la loro situazione attraverso, appunto, la Sua grandezza.

In momenti difficili di grande scoraggiamento il popolo deve ricordare che nonostante il Signore per il momento non cambia la situazione ardua e difficile, dona comunque la forza a coloro che sperano in Lui.

Così prima di tutto consideriamo che:

Isaia 40:28: Le caratteristiche del Signore che rinnovano le nostre forze

 Isaia 40:28: Le caratteristiche del Signore che rinnovano le nostre forze
In questo versetto vediamo alcune caratteristiche del Signore.
Le parole del capitolo 40 sono parole d’incoraggiamento per quei Giudei esiliati in Babilonia. 
Dai vv.12-31 il profeta parla dell'incomparabile Dio d’Israele.
Se qualcuno dubitava della capacità di Dio di ristabilire Israele nella sua patria, questi versetti di lode allontanano tutti i dubbi. 
L'uomo è impressionato dalla grandezza e dalla potenza di molte cose in questo mondo: uomini e nazioni potenti, ma il Dio della Bibbia è superiore a tutti! 
Primo, il Signore è più grande del mondo creato (vv.12–14).
Isaia pose una serie di domande con lo scopo di mettere l'uomo al suo giusto posto. 
La grandezza di Dio è indicata dalla vastità della sua creazione. 
Dio è autosufficiente e indipendente! Non ha chiesto consiglio quando ha creato il mondo. 
Il Signore non ha bisogno che qualcuno lo istruisca sulla giusta linea di condotta. 
Secondo, il Signore è più grande delle nazioni (vv.15–17).
La grande forza delle nazioni più potenti è per Dio come un granello di polvere, o una goccia che cade dal secchio. 
Se uno avesse costruito un fuoco sull'altare con tutti i cedri del Libano e sacrificato ogni bestia in quelle foreste, non avrebbe comunque fatto un sacrificio degno di un Dio così grande. 
Terzo, il Signore è più grande degli idoli (vv.18-20).
Gli idoli sono rappresentazioni create dall'uomo. 
Non importa quanto sia bella l’opera artigiana, non importa quanto siano preziosi i materiali, gli idoli non possono catturare l'essenza di Dio. 
Gli idoli hanno difficoltà a stare in piedi. 
Come potrebbero quindi sostenere coloro che li adorano? 
Quarto, il Signore è più grande dei governanti (vv.21-24).
Fin dall'inizio la conoscenza del Creatore sovrano era stata tramandata. 
Egli siede sul Suo trono sulla volta della terra sostenendo provvidenzialmente e mantenendo tutto ciò che esiste. 
I potenti governanti di questo mondo sono sotto la Sua autorità; può privarli del potere in un istante.
Si limita a soffiare su di loro ed essi appassiscono come una pianta, e vengono spazzati via dalla scena della storia come stoppia senza valore. 

Sofonia 3:17: Il Signore gioirà per il Suo popolo

 Sofonia 3:17: Il Signore gioirà per il Suo popolo 
“Il Signore, il tuo Dio è in mezzo a te, come un potente che salva; egli si rallegrerà con gran gioia per causa tua; si acqueterà nel suo amore; esulterà, per causa tua con grida di gioia”.
In questo versetto troviamo quello che O.P. Robertson ha chiamato: “Una poesia d'amore personale". 
Nel contesto di questo capitolo vediamo che prima Sofonia profetizza il castigo di Gerusalemme per i propri peccati, una città ribelle, contaminata e piena di soprusi, i suoi capi, giudici, profeti e sacerdoti erano corrotti, arroganti, infrangono la legge. 
Sofonia profetizza che il Signore avrebbe portato vera giustizia per tutti i popoli nel giorno della Sua ira (vv.1-8). 
Dopo profetizza le benedizioni future (vv.9-20). 
Il Signore benedirà sia Gerusalemme e sia le nazioni. 
Nel mezzo del giudizio c'è misericordia per il pentito. 
I peccatori purificati di tutte le nazioni adoreranno e serviranno Dio con cuore puro (vv. 9–10).
Gerusalemme non sarà più caratterizzata dall'orgoglio, dalla ribellione, dalla disonestà e dall'inganno dei giorni di Sofonia.
Il male sarà rimosso dalla comunità del popolo di Dio (vv.11–13).
Sebbene in precedenza Israele possa aver provato dolore a causa delle punizioni di Dio, ora proverà gioia. 
Dimoreranno insieme a Dio, il loro Re, senza timore di ulteriori giudizi (vv.14–15). 
In vista di questo futuro promettente, non devono essere pigri, o scoraggiati, ma vigili e pieni di fiducia. 
La sconfitta sarà sostituita dalla vittoria. 
Dio toglierà loro la vergogna e nel Suo amore darà loro nuova vita (vv.16–18). 
Gli esiliati saranno raccolti dalle terre della loro oppressione e saranno ristabiliti nella loro stessa terra. 
Sotto il dominio di Dio parteciperanno con Lui a ricevere lode da tutta la terra (vv.19-20).
Nel v.17 vediamo tre aspetti che dobbiamo tenere a mente.
Prima di tutto vediamo:

La natura di Dio: Introduzione agli attributi di Dio

La natura di Dio: Introduzione agli attributi di Dio
La Bibbia ci parla della grandezza di Dio e c’invita a lodarlo (Salmo 150:2).
Dio ha fatto molte opere potenti, ma anche se non le avesse fatte, sarebbe sempre degno di lode per la grandezza della sua persona.
La grandezza di Dio è descritta in molti modi nella Bibbia, anche come attributi.
Certo, secondo Louis Berkhof: “Il nome ‘attributi’ non è ideale, poiché trasmette la nozione di aggiungere, o assegnare qualcosa a uno, ed è quindi atto a creare l'impressione che qualcosa sia aggiunto all'Essere divino. Indubbiamente il termine ‘proprietà’ è migliore, in quanto indica qualcosa che è proprio di Dio e solo di Dio”; ma non useremo la parola “attributi” per aggiungere qualcosa a Dio, ma per indicare le perfezioni intrinseche di Dio, e perché è di uso comune nello studio che lo riguarda.
Lo studio degli attributi di Dio è importante non solo perché ci fanno conoscere chi è Dio, ma anche per quello che ci si può aspettare da Lui e cosa Lui si aspetta da noi!
Conoscere gli attributi di Dio è importante perché questo determina la nostra fede, la nostra preghiera e il nostro comportamento.
Avere una visione distorta di Dio ci rende “malati” spiritualmente parlando.
Quindi, lo scopo degli attributi divini non è quello di mostrare se Dio esiste, o di attribuire a Dio delle caratteristiche, ma esporre chi è Dio, il Suo carattere distintivo, come si è rivelato attraverso la storia Biblica, in modo che la fede possa avere una base solida e una speranza certa. 
Iniziamo a considerare il significato di “attributi”
Dio si è rivelato affinché noi possiamo conoscere il Suo carattere.

Osea 2:9-13 Il giudizio di Dio per il suo popolo idolatra

 Osea 2:9-13 Il giudizio di Dio per il suo popolo idolatra
Leon Morris diceva: "L'amore non è mai duro, ma può essere severo".
Così è l’amore di Dio! Non significa che non ci disciplini severamente quando è necessario! (cfr. per esempio Ebrei 12:4-11).
Nel precedente studio abbiamo visto che il Signore rimprovera il Suo popolo che ha commesso due mali: non lo riconoscevo come Colui che provvedeva la prosperità, ma Baal e ciò che il popolo riceveva dal Signore lo offriva ai Baal.
Il popolo peccava d’idolatria!
Per il suo adulterio spirituale, ora l’attende il giudizio inevitabile di Dio! 
Di questo parlano i vv.9-13.
Ora, quando leggiamo i profeti, dobbiamo tenere sempre presente che il loro messaggio era fondato sul patto (o alleanza) che Dio aveva stabilito con Israele.
Il giudizio minacciato era secondo quello che era stato stipulato sul monte Sinai attraverso Mosè su iniziativa del Signore che aveva liberato Israele dalla schiavitù d’Egitto (cfr. per esempio Esodo 19-24; Levitico 26; Deuteronomio 27-29; Osea 8:14; 11:1; 12:9,14; 13:4; Amos 2:10; 3:1-2; 9:7; Michea 6:4; 7:15).
Il Signore li portò nella Terra Promessa (Michea 6:5) e sconfisse i loro potenti nemici (cfr. per esempio Amos 2:9–10).
Ma Israele si è dimenticato più volte di Dio, è stato più volte ribelle! (cfr. per esempio Osea 9:9-10; 10:9; 11:2; 13:6), ha violato il patto (cfr. per esempio Osea 1:2; 2:2–13, 4:15, 5:4,7; 6:10; 9:1; Amos 2:4,6; Michea 6:1-8), e lo ha fatto anche con l’idolatria.
L’idolatria è adulterio spirituale, è violare il patto con Dio (cfr. per esempio Deuteronomio 31:16).
Commettere adulterio era una grave violazione del patto matrimoniale.
Il rapporto tra Dio e Israele era simile a un matrimonio ed era richiesta una perfetta fedeltà.
La risposta di Dio a questa ribellione era la minaccia del giudizio secondo il patto, annunciata dai Suoi profeti al Suo popolo disobbediente.
I profeti consideravano il giudizio del Signore su Israele come l'attuazione delle maledizioni, o minacce contenute nel patto (Levitico 26:14–39; Deuteronomio 28:15–68).
Dunque, queste parole di Osea hanno il loro fondamento sulle sanzioni del patto Sinaitico, o Mosaico.
Prima di tutto allora vediamo:

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