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Bibbia

"La Bibbia, l'intera Bibbia e nient'altro che la Bibbia è la religione della chiesa di Cristo".
C. H. Spurgeon

Isaia 40:29-31: Sperare nel Signore rinnova le forze

 Isaia 40:29-31: Sperare nel Signore rinnova le forze
Quando siamo stanchi siamo più vulnerabili agli attacchi del diavolo, o deboli, proprio come Amalek, senza avere alcun timore di Dio, attaccò gl’Israeliti più deboli stanchi e sfiniti, dopo che uscirono dall’Egitto (Deuteronomio 25:17-18).

Secondo alcuni studiosi, Gesù è stato tentato dal diavolo, dopo quaranta giorni di digiuno, quando cominciò ad avere fame (Matteo 4:1-11; Luca 4:1-2), quindi in un periodo debolezza fisica.

Quindi dobbiamo stare molto in guardia quando siamo stanchi fisicamente, ma anche interiormente, quando siamo scoraggiati, o depressi.

Queste parole sono rivolte a quei Giudei che si trovavano in esilio a Babilonia e quindi erano scoraggiati.
Isaia ricorda loro la grandezza del Signore per incoraggiarli a guardare la loro situazione attraverso, appunto, la Sua grandezza.

In momenti difficili di grande scoraggiamento il popolo deve ricordare che nonostante il Signore per il momento non cambia la situazione ardua e difficile, dona comunque la forza a coloro che sperano in Lui.

Così prima di tutto consideriamo che:
I IL SIGNORE DONA LA FORZA (v.29) 
Il v. 29 dice: “Egli dà forza allo stanco e accresce il vigore a colui che è spossato”.  

Nella predicazione precedente (Isaia 40:28) abbiamo visto che il Signore è instancabile, cioè non si affatica e non si stanca!

Quello che vediamo in questo versetto è che il Signore trasmette la Sua forza a chi è stanco e spossato.

Qualcuno ha detto: “Le esigenze dell'uomo non prosciugano le risorse di Dio”.

E Thomas Manton affermava: “Dio non si spreca nel donare”.

Il Signore è il Dio Onnipotente (cfr. per esempio Genesi 17:1; Apocalisse 4:8), ha risorse infinite di forza, e dandola ogni giorno a miliardi di persone da millenni, non si è svuotata, o svuota di questa!

La potenza di Dio è ben al di là di quello di qualsiasi altro essere, è la fonte di ogni potere e può fare tutto ciò che vuole fare, tutto ciò che gli piace evidentemente in accordo con la Sua natura e i Suoi piani.

Per il Signore niente è impossibile! 

Il Signore ha il potere e l’autorità di fare qualsiasi cosa!

Dio possiede la forza per mandare a effetto, senza sforzo e senza ritardi, il Suo eterno proposito nel modo esatto in cui Egli lo ha concepito; possiede l'abilità di compiere le Sue promesse senza compromessi, l'autorità di fare tutto ciò che desidera e quando lo desidera. 

Non c’è niente di troppo difficile per Dio! (cfr. per esempio Geremia 32:27).

In risposta allo scetticismo di una donna vecchia, come Sara, il Signore disse al marito Abraamo: “Vi è forse qualcosa che sia troppo difficile per il SIGNORE? Al tempo fissato, l'anno prossimo, tornerò e Sara avrà un figlio” (Genesi 18:14).
 
Giobbe riconobbe l’onnipotenza del Signore quando disse: “Io riconosco che tu puoi tutto e che nulla può impedirti di eseguire un tuo disegno” (Giobbe 42:2).

Nessun piano del Signore può essere ostacolato!

John Hartley scrive: “Nessuna forza ostile, sia terrena che celeste, impedisce a Dio di realizzare il suo proposito”.

La grande potenza di Dio è sottolineata molte volte nell’Antico Testamento, per esempio quando liberò il Suo popolo dalla schiavitù d’Egitto (cfr. per esempio Esodo 32:11; Deuteronomio 4:34,37; 5:15; 6:21; 7:8, 19; 9:26, 29; 26:8; 2 Re 17:36; Daniele 9:15). 

E ancora dopo essere stato liberato dalla mano di Saul, Davide dice "Dio è la mia potente fortezza, e rende la mia via diritta" (2 Samuele 22:33, cfr. Genesi 49:24 e Neemia 1:10). 

Spesso i Salmi parlano del potere di Dio di liberare dal pericolo fisico e dalle avversità, quindi che il Signore è il rifugio (cfr. per esempio Salmo 59:16; 91:1; 106:8; 111:6).

Ma il Signore non mostra la Sua potenza liberando quando vogliamo noi (cfr. per esempio Ebrei 4:14-16), ma nel frattempo, ci rafforza per affrontare situazioni difficili come questa dei Giudei esiliati in Babilonia!

Albert Barnes commentava: “Lo scopo di questo versetto è quello di dare consolazione alle persone afflitte e oppresse in Babilonia, ricordando alla loro mente la verità che era una delle caratteristiche di Dio che egli forniva forza a coloro che erano consapevoli della propria debolezza e che guardavano a lui per avere sostegno. È una verità, tuttavia, applicabile a noi come a loro, una verità inestimabilmente preziosa per coloro che si sentono deboli e fiacchi, e che guardano a Dio per ricevere aiuto”.

Noi allora vediamo che:
A) Il Signore dà forza allo stanco 
George Matheson disse: “C'è un braccio che non si stanca mai, quando la forza umana cede”.
Questo braccio evidentemente è il Signore!

E ciò che è stato detto al popolo d’Israele, lo possiamo applicare anche oggi per noi che facciamo parte della chiesa del Signore!

Ogni volta che le nostre forze verranno meno e saremo scoraggiati, dobbiamo ricordare Colui che ci dona la forza!

“Dà” (nōtēn - qal participio attivo) indica una donazione come per esempio il Signore ha donato in eredità il paese, la terra promessa a Israele e certamente non lo ha fatto perché questo lo meritasse, ed è una Sua caratteristica (cfr. per esempio Genesi 17:8; Levitico 14:34; Numeri 32:5,29; Deuteronomio 4:21; 7:8-9).

John Oswalt riguardo questo verbo dice: “Sottolinea che questo dare è caratteristico di Dio in ogni momento”.

“Forza” (kōaḥ) è in enfasi, e si riferisce alla caratteristica di essere fisicamente, o mentalmente forti, o come in questo caso anche spiritualmente.

Dio è Colui che dà una forza in modo che gli stanchi non si stanchino, o si indeboliscano durante il loro periodo di difficoltà.

Edward Young scrive: “Dio non è assente, non disponibile, o non disposto ad aiutare. Lamentarsi dei problemi attuali non li farà sparire. La soluzione è riconoscere che tutto ciò che accade fa parte del piano sovrano di Dio e che Dio dona liberamente e abbondantemente una parte della sua forza a coloro che ne hanno bisogno nei momenti difficili. Attraverso la debolezza umana, la sua potenza e la sua gloria sono mostrate”.

Così quando Paolo ha pregato di essere liberato dalla spina che aveva nella carne, il Signore gli ha risposto: “’La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza’. Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me.  Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché, quando sono debole, allora sono forte” (2 Corinzi 12:9-10).

Dio non solo non si stanca (v.28), ma ha un'infinita riserva di forza per le persone allo stremo delle forze.

Il Signore dona la forza, perché ce l’ha in modo immenso!

Il Salmo 147:5 dice: “Grande è il nostro Signore, e immenso è il suo potere (kōaḥ); la sua intelligenza è infinita”.

La parola Ebraica per “forza” (kōaḥ) è associata a volte alla creazione (Geremia 27:5; 32:17) dove viene descritta come “grande” (gā·ḏôl), cioè “notevole”, o “fuori dall'ordinario in grado, grandezza, o effetto” (per esempio Deuteronomio 2:7, 10, 21; 4:6–8, 32, 34, 36–37; 5:25; 6:22; 7:19, 21, 23; 8:15; 9:29; 10:17; 18:16; 26:5, 8; 28:59; 29:2, 23, 27; 34:12; Salmo 147:5; Naum 1:3).

La forza del Signore non trova ostacoli, fa ciò che vuole! (cfr. per esempio 2 Cronache 20:6).

Così ancora, “forza” è usata per indicare la rivelazione della potenza efficace di Dio al faraone, con i prodigi e i miracoli fatti in favore del popolo d’Israele quando lo liberò dalla schiavitù in Egitto frantumando i nemici (Esodo 9:16; 32:11; Deuteronomio 4:37;9:29; 2 Re 17:36).

Nel descrivere questa potenza vittoriosa del Signore, una parte del canto che celebra la liberazione dall’Egitto, in Esodo 15:6 dice: “La tua destra, o SIGNORE, è ammirevole per la sua forza. La tua destra, o SIGNORE, schiaccia i nemici”. 

Così con la Sua forza immensa e grande la può trasmettere, ovviamente in una certa misura, al Suo popolo facendo la differenza nella loro vita.

Come in questo versetto, in 1 Cronache 29:12 vengono riconosciute la forza e la potenza sovrana del Signore: “Da te provengono la ricchezza e la gloria; tu signoreggi su tutto; in tua mano sono la forza (kōaḥ) e la potenza, e sta in tuo potere il far grande e il rendere forte ogni cosa”.

Isaia dice che il Signore dà forza allo stanco.

La parola “stanco” (yāʿēp̱) significa “esausto”, “affaticato”.

Questa parola è usata nell’Antico Testamento per gli uomini stanchi che hanno combattuto una battaglia militare (Giudici 8:15), o per aver viaggiato nel deserto (2 Samuele 16:2).

Ma qui come in Isaia 50:4, la parola “stanco” si riferisce a una stanchezza interiore, emotiva, mentale, spirituale, coloro che sono scoraggiati in esilio a Babilonia che sono chiamati a sperare nel Signore.

Molte volte ci sentiamo stanche non tanto fisicamente, ma per le condizioni difficili e dure che viviamo.

Quante volte sentiamo dire, o abbiamo detto sconfortati: “Non ce la faccio più!”
O: “Non possiamo andare avanti più così!”

Questo per varie ragioni: stress di vario genere, preoccupazioni, problemi che non finiscono mai, e così via.

C’è una frase dal film “Alice in Wonderland” (2010) che dice: “Come pensi di poter scappare da ciò che è dentro la tua testa?”
Molte volte vorremo “scappare” dalle nostre ansie, preoccupazioni, pensieri negativi che ci tormentano e ci logorano dentro di noi, siamo stanchi! Esausti! Depressi! Scoraggiati!

Ma non dobbiamo dimenticare che il Signore dà la forza interiore a chi è scoraggiato! Stressato! Interiormente esausto!

In secondo luogo vediamo:
B) Il Signore accresce il vigore di chi è spossato 
John Mackay scrive: “Coloro che mancano di risorse interiori per far fronte a tutto ciò che la vita mette loro davanti, hanno l'aiuto di chi è attento ai loro bisogni”.

L’aiuto viene dal Signore che creato il cielo e la terra! (Salmo 121:1-2).

La parola “accresce” (yarbeh -hifil imperfetto attivo) è “rendere più grande” (cfr. per esempio Esodo 16:17-18), o “più abbondante” (cfr. per esempio Isaia 30:33), o “moltiplicare” (cfr. per esempio Isaia 9:2).

Si riferisce a un aumento di volume, estensione, potere, o influenza (cfr. per esempio Genesi 7:17, 18; Salmo 49:16; Daniele 12:4).

Il Signore accresce il vigore (ʿoṣĕmâ), secondo James Swanson, si riferisce a una forza che ha il potere di raggiungere i fini, o gli scopi prefissati (Isaia 40:29; 47:9).

“Spossato” (ʾônîm) indica chi è senza forza, energia fisica o mentale, evidentemente qui è forza mentale, emotiva e spirituale.

Quante volte ci siamo sentiti senza energie interiori che non ci permettevano di raggiungere i nostri obbiettivi, ma il Signore ci ha dato queste energie sovrabbondanti!

Altre volte abbiamo sperimentato, o sperimenteremo che il Signore non cambia le nostre circostanze dure e difficili, ma ci dona la forza mentale, fisica e spirituale per affrontarle la qualsiasi situazione.

In Isaia 41:10 abbiamo la promessa: “Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia”.

Così anche con Paolo per fede possiamo affermare: “Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica: dice Filippesi 4:13.

Passiamo ora al secondo punto principale:
II LE PERSONE CHE RICEVONO LA FORZA (v.30-31) 

Prima di tutto vediamo:
A) La consuetudine 
Il v.30 dice: “I giovani si affaticano e si stancano; i più forti vacillano e cadono”.  

C’è un contrasto con il v.28 con il Signore che non si affatica e si stanca, mentre i giovani, anche se sono forti fisicamente e pieni di energia, si affaticano e si stancano, i più forti vacillano e cadono.

Questa parola “giovani” (naʿar), nell’Antico Testamento a volte è usato per un giovane, un ragazzo (Genesi 19:4); o uno abbastanza grande da servire in battaglia, o come forza privata personale (Genesi 14:24; 1 Samuele 30:13,17); o come aiutante nell'esercito (1 Samuele 14:1).

Così anche “i più forti” (baḥûrîm) sono gli uomini scelti per il loro vigore per una missione di guerra, per un’impresa pericolosa, giovani adulti al culmine della loro forza, o capacità (Deuteronomio 32:25; 1 Samuele 9:2; Salmo 148:12; Geremia 9:21; Gioele 2:28), uomini in età militare, un soldato, cioè un abile combattente, spesso con particolare attenzione alla forza e all'abilità del soldato maschio (2 Cronache 11:1).

In entrambi i casi, l'implicazione è di giovani uomini in condizioni ottimali, in buona salute, i più vitali e forti, ma anche loro hanno i loro limiti.

Anche i meglio soldati preparati come i Marines, si affaticano e si stancano!

Gli esseri umani nella loro forma più vigorosa sono mortali e fallibili, hanno i loro limiti fisici!

Infatti, “si affaticano” (yiʿăpû) e “si stancano” (yigāʿû) significano essere sopraffatti dalle circostanze, vacillano (kāšôl) e cadono (yikkāšēlû), ma nel primo caso è il fallimento dovuto alla perdita della forza intrinseca, e nel secondo caso è attraverso la durezza oggettiva della vita, a differenza del Signore che non si affatica e si stanca! (v.28).  

Queste immagini ci fanno capire che è normale che i giovani, o i più forti arrivati a un certo punto si affaticano e si stancano, vacillano e cadono, ma non quelli che sperano nel Signore!!

E questo c’introduce al secondo sottopunto:
B) La condizione (v.31)
Nel v. 31 leggiamo: “Ma quelli che sperano nel SIGNORE”. 

"Ma" (wĕ) introduce un contrasto con il verso precedente.

Lo scopo è di evidenziare che i più vigorosi della razza umana si stancano, in contrasto con quelli che sperano nel Signore che non si stancano.

La condizione per non stancarsi mentalmente, o emotivamente, o spiritualmente, e quindi non scoraggiarsi è: sperare nel Signore!
La speranza nel mondo secolare ha una grande importanza, a maggior ragione quella che si ha nel Signore.

Viktor Frankl fu uno dei principali psichiatri europei. Ma dal 1942 al 1945 subì la prigionia ad Auschwitz e in altri tre campi di concentramento nazisti. Vide cosa faceva la differenza tra i sopravvissuti e quelli che morivano, e non era una questione di salute fisica e di forza. 
Ciò che faceva la differenza era la speranza: qualcosa per cui vivere oltre il filo spinato, qualcosa da guardare avanti, qualcosa per tornare a casa dopo la guerra. Ne ha scritto in ‘Alla ricerca di un significato nella vita’: “Il prigioniero che aveva perso la fiducia nel futuro – il suo futuro – era condannato. Con la sua perdita di fiducia nel futuro, perse anche la sua presa spirituale. Si lasciò abbattere e divenne soggetto al decadimento mentale e fisico. Di solito questo accadeva abbastanza improvvisamente, sotto forma di una crisi, i cui sintomi erano familiari al detenuto esperto del campo. Di solito iniziava con il prigioniero che si rifiutava una mattina di vestirsi e lavarsi, o di uscire sulla piazza d'armi. Nessuna supplica, nessun colpo, nessuna minaccia ha avuto alcun effetto. Se ne stava lì, muovendosi a malapena. Se questa crisi era causata da una malattia, rifiutava di essere portato al centro di malattia, o di fare qualsiasi cosa per aiutare se stesso. Ha semplicemente rinunciato. Rimase lì, sdraiato nei suoi stessi escrementi, e nulla lo disturbò più. Non sopravviveremo senza qualcosa per cui vivere al di là del filo spinato di questa vita. Ci arrenderemo e mentiremo qui. È una condizione comune, chiamata disperazione”.

Anche la psicologa e scrittrice Edith Eva Eger un’altra Ebrea internata ad Auschwitz da ragazzina e sopravvissuta, dopo qualche anno in un suo libro ‘La scelta di Edith’, ricorda la morte di una donna nel campo di concentramento che fin quando aveva la speranza della liberazione, andò avanti, ma poi morì perché l’aveva persa, la psicologa scrive: “Credo che quella voce di speranza dentro di lei l’avesse tenuta in vita, ma quando perse la speranza, non riuscì più a sopravvivere”.

Ma Edith Eva Eger, quella speranza non la perse mai, scrive ancora: “Mentre attorno a me quasi tutti, dagli ufficiali dalle SS, alle kapò, alle altre detenute, mi ripetevano ogni giorno e ogni momento che non sarei mai uscita viva dal campo di sterminio, io mi dedicai a sviluppare una mia voce interiore che offrisse una storia alternativa. ‘È una situazione temporanea, dicevo a me stessa. ‘Se riesco a sopravvivere oggi, domani sarò libera’”.

La speranza, quindi, ha un ruolo importante nella nostra vita.

Il verbo “sperano” (qōwê – qal participio attivo) indica una relazione conservata.

“Sperano” significa avere fiducia in qualcuno, nel nostro caso, nel Signore soprattutto per quanto riguarda il futuro.

Significa guardare a Dio per tutto ciò di cui abbiamo bisogno (cfr. per esempio Isaia 26:3; 30:15).

È aspettare pazientemente con aspettativa e riposare con fiducia che la cosa attesa avverrà, quindi c’è una componente di certezza (cfr. per esempio Genesi 49:18; Giobbe 3:9; 6:19; 7:2; 17:13; 30:26; Salmo 25:5,21; 27:14; 37:34; 39:7; 40:1; 52:9; 69:20; 130:5; Proverbi 20:22; Isaia 5:2,4,7; 8:17; 25:9; 26:8; 33:2; 51:5; 59:9,11; Geremia 14:22; Osea 12:7).

Quando l'oggetto della speranza è il Signore, c'è un'ardente attesa di salvezza, o di liberazione.

Qui si riferisce a quei Giudei che stavano soffrendo una lunga e dolorosa prigionia in Babilonia, e che non avevano alcuna prospettiva di liberazione se non solo nel Signore.

Ma è applicabile a tutti coloro che sono scoraggiati, che stanno soffrendo per una qualche ragione.

Riporre la speranza nel Signore implica che esiste un legame spirituale che permetta alle persone di ammettere la propria impotenza e di affidare completamente la propria vita nelle mani del Suo forte potere.

Così “sperano” implica la completa dipendenza attiva da Dio.

Sperare nel Signore significa ammettere che non abbiamo altro aiuto, né in noi stessi né in un altro!

Perciò impotenti speriamo in Lui fiduciosi che agirà in nostro favore. 

Quindi sperare nel senso biblico non è semplicemente far passare il tempo, o aspettare con una vita inattiva, ma è fiduciosa attesa nell’intervento del Signore (cfr. per esempio Isaia 8:17; 25:9; 33:2; 49:23; 64:4). 

Dunque, la speranza è qualcosa che caratterizza il popolo di Dio (cfr. per esempio Salmo 25:3; 37:9; Lamentazioni 3:25).

Infine vediamo:
C) La certezza (v.31)
Nel v.31 vediamo il punto centrale del brano, e troviamo delle promesse.

Cominciamo con il:
(1) Il rinnovamento (v.31)
“Acquistano nuove forze”. 

Mentre gli esseri umani più forti esauriscono inevitabilmente la loro energia, le persone che sperano nel Signore trovano nuovo vigore attraverso la speranza nel Signore.
Dale e Juanita Ryan scrivono: “La speranza dà forza. Abbiamo bisogno di forza nel nostro viaggio verso la maturità. Abbiamo bisogno di forza per fare i cambiamenti che si rendono necessari – e per piangere le perdite causate dal cambiamento. Abbiamo bisogno di forza per non smettere di andare avanti. L’energico atto di affrontare le nostre sofferenze e cercare guarigione richiede gran quantità di forza fisica, emozionale e spirituale. Questa forza ci viene data giorno per giorno dalla speranza”. 

Aggiungiamo nel Signore!

Chi spera nel Signore ha nuova forza! (kōaḥ - singolare), e questo indica energia, potenza, la capacità di agire e di poter produrre. 

La traduzione della Settanta, la traduzione greca, usa una parola (ischys) che descrive la capacità di funzionare efficacemente. 

È la forza che aveva Gedeone, quando ricevette l'ordine dal Signore di andare a liberare Israele dai Madianiti (Giudici 6:14).

O quella di Sansone quando fece crollare l’edificio nella casa dei Filistei dove si trovava (Giudici 16:28-30).

Coloro che si rivolgono in attesa fiduciosa al Signore sostituiranno, o cambieranno la loro forza affievolita e logorata con una nuova forza consistente e fresca, in loro germoglierà una nuova forza, o la loro forza sarà rinnovata come nuova. 

“Acquistano nuove” (yaḥlîpû -hifil imperfetto attivo) indica rinnovare, ristabilire su una base nuova, solitamente migliorata, o rendere nuova, o come nuova.

È interessante che la parola Ebraica per “acquistano nuove” (yaḥlîpû) è associata alla speranza di un albero che germoglia di nuovo quando è tagliato (Giobbe 14:7).
Quando un albero viene abbattuto, a volte un nuovo germoglio spunta dal vecchio ceppo. 
Se ciò accade, un nuovo albero alla fine si trova al posto del vecchio. 
Anche se un ceppo può rimanere dormiente per molto tempo, una buona pioggia abbondante spesso stimola una nuova crescita.

Inoltre, un altro aspetto di questa parola è che viene usata anche per descrive il cambio delle vesti, o dei vestiti (Genesi 35:2).

Ogni giorno coloro che sperano nel Signore hanno una nuova forza! 
Si rivestono di nuova forza, quella forza necessaria per affrontare le circostanze difficili, o per adempiere ciò che il Signore vuole da noi!
 
Il Signore, il Creatore dell'universo rinnova, riveste di nuova forza coloro che si fidano di Lui e dà loro una capacità soprannaturale per superare le prove più dure, o per servire il Signore in situazioni difficili!

Consideriamo ora:
(2) Le raffigurazioni (v.31)

Vediamo la prima immagine, o promessa:
(a) Voleranno come un'aquila 
“Si alzano a volo come aquile”.

In realtà, la parola tradotta qui con “aquile” (nešer), secondo lo studioso John Goldingay, potrebbe riferirsi a vari uccelli di alta quota come aquile e avvoltoi in generale, ma il suo probabile riferimento specifico è al comune "grifone", che secondo A. Alon è: "Il più grande, il più impressionante e il più elevato di tutti gli uccelli che si trovano in Israele". 

Si tratta di un uccello con un'apertura alare di tre metri.

Questo uccello è descritto come carnivoro (Proverbi 30:17); è noto per la sua testa calva (Michea 1:16) e per il suo volo estremamente alto (Abdia 4); e la sua impennata è descritta come una maestosa meraviglia (Proverbi 30:19). 
Questi uccelli sono noti per i loro nidi sulle alte rupi delle montagne (Giobbe 39:27; Geremia 49:16), per la loro audacia (Giobbe 39:27) e per la loro forza e resistenza (Salmo 103:5; Isaia 40:31).

“Si alzano” (yaʿălû – qal imperfetto giussivo attivo) esprime la volontà di salire in alto (cfr. per esempio Esodo 19:20; Numeri 13:17), di sollevarsi, di volare come aquile (o grifone).

Il senso della parola Ebraica per “volo” (ʾēber) è allungare le ali per volare, indica una specifica parte del corpo alare di un uccello chiamato pignone, la forte area articolare attaccata al corpo, con il significato associativo di libertà e/o forza (cfr. per esempio Salmo 55:6).

Apparentemente senza sforzo l'aquila (o grifone), sale in alto; così i credenti, come se fossero aquile, si sollevano con libertà e forza, dal profondo delle loro sofferenze e difficoltà!
    
Quindi le persone che sperano nel Signore si alzano liberamente e con forza sui loro problemi, non ne sono schiacciati!

John Oswalt scrive: “Lungi dall'essere schiacciati sulla terra dalla propria impotenza, coloro che dipendono da Dio possono allungare le ali nel modo senza sforzo delle aquile e navigare nel vento”.

La seconda immagine, o promessa:
(b) Correranno come un corridore 
“Corrono e non si stancano”.

Isaia si riferisce alla corsa in senso figurato usando una metafora presa dai corridori in una corsa, che si sforzano duramente e che spendono le loro forze per raggiungere qualche obiettivo. 
Questa stessa immagine ricorre negli scritti greci, dove denota la volontà di affrontare il pericolo estremo, che a sua volta richiede l'esercizio di tutti i propri sforzi per superarlo (cfr. per esempio 2 Timoteo 4:7)

L’immagine che troviamo qui allora è di un corridore che corre e non si stanca.

Immaginati un maratoneta che finisce la gara e ha ancora le forze per continuare a correre!

Per coloro che sperano nel Signore, le gambe stanche si trasformeranno in gambe forti che corrono veloci.

Il Signore è il Creatore e il Signore della storia, non si stanca e si affatica (Isaia 40:28).

Egli è quindi una fonte inesauribile di forza per coloro che sono stanchi mentalmente, emotivamente e spiritualmente, che sono scoraggiati, che “hanno le batterie scariche”.

La terza immagine, o promessa è:
(c) Cammineranno come un viaggiatore a piedi
“Camminano e non si affaticano”.

L’immagine qui è di un viaggiatore che fa tanti chilometri a piedi dalla mattina presto alla sera, senza sentire la stanchezza.
 
Così chi spera nel Signore non si stancherà! 

Le immagini del correre e del camminare senza fatica mostrano che la persona sta camminando con il Signore, spera nel Signore!

La loro posizione fondamentale di fiducia per il futuro è nel Signore e così non saranno stanchi emotivamente, mentalmente e spiritualmente!

Geremia 31:25 dice: “Poiché io ristorerò l'anima stanca, sazierò ogni anima languente”.

Così anche Gesù in Matteo 11:28-30: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.  Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre;  poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero”.

Possiamo sintetizzare questo punto con le parole di Andrew Davis: “Dà forza a chi è stanco e rafforza chi è impotente in ogni momento (v. 29). Il popolo di Dio sulla terra ha bisogno di un costante rafforzamento, sia che siamo soldati d'élite o fragili anziani in una casa di cura. Le parole di Dio riportate in questo capitolo ci convincono che questo Dio incomprensibilmente maestoso sta piegando tutti i poteri della sua potenza e della sua mente verso la nostra salvezza finale. Sentendolo parlare, troviamo il nostro cuore rafforzato in modi sorprendenti, e riprenderemo il nostro cammino per la sua gloria: ci alzeremo su ali come aquile, correremo senza stancarci, cammineremo senza svenire”.

Hai le “batterie scariche”?
Sei senza forza?
Il tuo corpo e il tuo cuore ti stanno dicendo che sei in riserva?
Allora spera in questo momento e ogni giorno nel Signore!

Ti rinnoverai le forze!
“Correrai” e non ti stancherai!
“Camminerai” e non ti affaticherai!

CONCLUSIONE 
I pensieri sbagliati sul Signore distorcono la nostra prospettiva sulla vita e ci portano allo scoraggiamento, oltre che a renderci malati spiritualmente parlando. 

Questo era il problema di quei Giudei esiliati a Babilonia, e come loro se non abbiamo la giusta conoscenza del Signore e fede, quando viviamo una situazione difficile di salute, o di qualsiasi altra cosa, in quel momento è facile che ci chiederemo dov’è Dio e perché non risponde alle nostre preghiere, e di conseguenza ci scoraggiamo, o deprimiamo.

Allora impegniamoci a conoscere meglio il Signore con lo studio della Bibbia e preghiamo che ci dia la giusta conoscenza, o consapevolezza della Sua natura!

Ti senti scoraggiato?
Pensi che il Signore non conosce la tua situazione? Che ti abbia perso di vista?
Che ti abbia abbondonato? 
Che ti abbia dimenticato come la pensavano gli esuli Giudei in Babilonia? (cfr. per esempio Isaia 49:14; 54:7-8).

Pensi che il Signore non si curi di ciò che è giusto riguardo la tua vita? 
Che ti stia ignorando completamente?

Ti senti piccolo tanto che Dio non si preoccupa di te, o pensi che Dio abbia cose più importanti da fare e non i tuoi problemi?

O pensi proprio che Dio non si è mai veramente preoccupato di te, o che ha smesso da tempo di farlo?

Pensa a quello che è e a quello che fa!

Ricordati che il Signore è eterno, il Creatore che non si stanza e affatica, che le Sue risorse di forza non si esauriscono e sono a tua disposizione se speri in Lui!

Ti senti prigioniero confinato dentro “una recinzione con un filo spinato” come lo erano Viktor Frankl ed Edith Eva Eger nel campo di concentramento?

Raymond Ortlund c’incoraggia così: “A volte cerchiamo la speranza nei posti sbagliati. Cerchiamo motivi per vivere qui dentro il filo spinato piuttosto che là fuori, nella gloria promessa da Dio. Ma voi e io non abbiamo bisogno di una soluzione rapida. Ciò di cui abbiamo bisogno è una visione più chiara di Dio e una passione più intensa per la sua gloria. Abbiamo bisogno di trovare riposo nella sua fedeltà ed energia nella sua desiderabilità. Il cristianesimo non è un modo per fare un accordo con Dio per avere una vita più facile adesso. Il cristianesimo è ciò che ci rinnova per vivere per la nostra vera ricompensa nel futuro che Dio ha promesso”. 

Ti senti debole spiritualmente, spera nel Signore che ti dona la forza!
Come già abbiamo letto prima: La grazia di Dio si dimostra perfetta nella tua debolezza! (2 Corinzi 12:9).

Jim Cymbala, pastore di una chiesa di Brooklyn, scrive della scoperta che fece quando riconobbe la sua debolezza: "Quella sera, quando ero al minimo, confuso dagli ostacoli, disorientato dall'oscurità che ci circondava, incapace persino di continuare a predicare, scoprii una verità sorprendente: Dio è attratto dalla debolezza. Non può resistere a coloro che umilmente e onestamente ammettono quanto disperatamente abbiano bisogno di lui. La nostra debolezza, infatti, fa spazio al suo potere".

Dipendi dal Signore, confida in Lui! Sii paziente e tranquillo nell’aspettarlo! (cfr. per esempio Salmo 37:7; Isaia 26:3-8; Lamentazione 3:24-26)
Sono beati quelli che lo aspettano (cfr. per esempio Isaia 30:18).

Sperare nel Signore è importante, non è tempo perso perché è da Lui non solo proviene la forza, ma anche tutte le benedizioni di cui abbiamo bisogno (Isaia 30:18), compreso l'aiuto (Salmo 33:20), la salvezza (Salmo 62:1).

Sperare nel Signore non sarà mai deludente! (Salmo 25:3; 69:6; Isaia 49:23).

Ricordiamoci sempre questa verità!


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