Passa ai contenuti principali

2 Samuele 22:7: Dio è presente nella vita del suo popolo.

2 Samuele 22:7: Dio è presente nella vita del suo popolo.
Nella mia angoscia invocai il SIGNORE, gridai al mio Dio. Egli udì la mia voce dal suo tempio. Il mio grido giunse ai suoi orecchi.

Queste parole fanno parte di un canto di ringraziamento di Davide in onore del Signore. Un canto che esprime un’esperienza vissuta. Davide era vicino alla morte a causa dei suoi nemici (v.1,5-6), ma Dio lo ha soccorso. L’uscita da una situazione drammatica è dall’Alto, da Dio. Davide ha gridato a Dio nella sua angoscia (ṣārar-distretta, legame, difficoltà), e Dio l’ha liberato. Dalla profondità della disperata situazione, Davide ha pregato e Dio ha risposto. L’aiuto di Dio è a un alito di preghiera.
Davide invocò, gridò a Dio, cioè gli ha chiesto aiuto, soccorso e Dio ha ascoltato la sua voce liberandolo.
Davide dice che Dio si trovava nel tempio, alcuni pensano al tempio terreno di Gerusalemme, altri al tempio in cielo. Molto probabilmente è il tempio in cielo (cfr. vv.10-11; Salmo 11:4).  
Da questo versetto possiamo imparare alcuni aspetti importanti.
1) Non esistono problemi, anche disperati che Dio non può risolvere in risposta alla preghiera.
Dio è Onnipotente, può liberarci da qualsiasi difficoltà come vediamo in questa storia di Davide e in tutta la Bibbia. Dio è il nostro soccorritore sempre pronto ad aiutarci (Salmo 46:1).
2) Dio non è limitato dalla distanza fisica.
Dio è sempre vicino, pronto a liberare i suoi figli. Dio si prende cura del suo popolo. Dio è trascendente, ma anche immanente. Dio è distante, ma nello stesso tempo è vicino al suo popolo, è distante per la sua natura, ma è presente nella vita del suo popolo. Dio non è solo al di là della creazione, è anche fortemente presente nella vita del suo popolo.
3) Dio ascolta la preghiera dei suoi figli.
I suoi occhi sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti al loro grido (Salmo 34:15). L’Iddio che abita in cielo, così distante è accessibile in preghiera. 
Dio soccorre al momento opportuno (Ebrei 4:16).
Benediciamo questo Dio grande presente nella vita del suo popolo. Un Dio che libera!


Post popolari in questo blog

Luca 9:62: Seguire Gesù è impegno e concentrazione.

Luca 9:62: Seguire Gesù è impegno e concentrazione. "Ma Gesù gli disse: 'Nessuno che abbia messo la mano all'aratro e poi volga lo sguardo indietro, è adatto per il regno di Dio'". 
Gesù ha pronunciato queste parole per mettere in guardia una persona, che aveva interesse a seguirlo, ma che voleva andare a salutare prima i suoi familiari. Gesù mette in chiaro che nel regno di Dio non c’è posto per chi guarda indietro, ma è chiamato a guardare a quello che sta facendo. Se il contadino vuole tracciare un solco dritto e fare così un lavoro buono e completo, non può permettersi di guardare indietro, deve essere concentrato nel solco che sta facendo e guardare avanti senza distrazioni se non vuole fare mezzo lavoro. Chi arava e guardava indietro lasciava un solco a zig zag e una parte del terreno non arato!

Galati 4:19: Cristo formato in voi!

Galati 4:19: Cristo formato in voi! “Figli miei, per i quali sono di nuovo in doglie, finché Cristo sia formato in voi”.
Molte persone che si dicono cristiane, la loro crescita spirituale può essere paragonata a stare seduti su un cavallo a dondolo che non va da nessuna parte: si muove, ma non fa passi avanti! Paolo soffriva per la condizione spirituale dei cristiani della Galazia, come una donna in doglie. La sua sofferenza era che Cristo non era ancora formato in loro. Il verbo “sia formato”, era una parola che si riferiva al processo mediante il quale l’embrione di un bambino si sviluppa nell'utero della madre. “Cristo sia formato in voi” indica che Gesù deve crescere in un vero cristiano, e questo si riferisce al carattere di Gesù Cristo (cfr. 2 Corinzi 3:18; Efesini 4:21-24; Colossei 3:9-11).

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5).

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5). “Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nell'occhio tuo?  O, come potrai tu dire a tuo fratello: "Lascia che io ti tolga dall'occhio la pagliuzza", mentre la trave è nell'occhio tuo?  Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave, e allora ci vedrai bene per trarre la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello”. Verso la fine del 1800 l’astronomo più illustre del mondo, Sir Percival Lowell, era certo c'erano che vi erano canali su Marte. Con il suo telescopio gigante in Arizona, osservava Marte, e vedeva dei canali. Egli era convinto che questi fossero la prova di vita intelligente sul pianeta rosso, forse una razza più antica, ma più saggia di umanità. Le sue osservazioni avevano guadagnato ampia accettazione e nessuno osava contraddirlo. Da quel momento le sonde spaziali hanno orbitato Marte e sono sbarcate sulla sua superficie. L'intero pianeta è stato ma…