venerdì 29 marzo 2013

La spiritualità Biblica. Le discipline spirituali: La preghiera (Prima parte).


La spiritualità Biblica. Le discipline spirituali: La preghiera (Prima parte).
In questa lezione vedremo il significato della preghiera:
1. La preghiera è comunicare con Dio.
2. La preghiera è comunione con Dio.
3. La preghiera è l’elevazione dell’anima.
4. La preghiera è l’affermazione che dipendiamo da Dio.

“La preghiera è il polso della anima rinnovata, e la costanza del suo battito, è la prova e la misura della vita spirituale”. (Octavius Winslow)  
La mancanza di spiritualità di molte persone che si dicono cristiane, è da ricercare nella trascuratezza delle discipline spirituali, quindi anche della preghiera. La preghiera con la Bibbia e la disciplina che Dio usa per farci crescere spiritualmente. Nella preghiera la grammatica non è necessaria, né le parole raffinate ed eloquenti, ciò che conta è che queste riflettano il rispetto e l'onore per Dio. La preghiera come stile di vita è uno dei segni che siamo veri cristiani, sono i credenti quelli che perseverano nella preghiera, che hanno uno stile di vita di preghiera. La preghiera è la misura spirituale del credente! Ci fa capire il tipo di cristiani che siamo. È il rapporto con Dio, il modo in cui uno prega pertanto rivela lo stato di tale rapporto! “La preghiera non è qualcosa che faccio, la preghiera è qualcosa che io sono”. (Warren Wiersbe).  

La preghiera è sia un privilegio mediante la quale andiamo alla presenza di Dio o mediante la quale sperimentiamo la presenza di Dio, ma anche un dovere perché Dio vuole che noi preghiamo e che preghiamo costantemente! (Luca 18:1-8; Col.4:2;1 Tess.5:17). Come per quanto riguarda il rapporto con la Bibbia e altresì importante con la preghiera, avere dei momenti durante il giorno precisi e appartati di raccoglimento per dedicarsi alla preghiera, ma questo non significa che non dobbiamo avere un atteggiamento di preghiera in tutto ciò che facciamo durante il giorno! Dio si aspetta che ogni cristiano si dedichi alla preghiera e alla preghiera incessante. 
Martin Lutero diceva riguardo a questo: “Come è l'attività dei sarti fare vestiti e dei calzolai riparare le scarpe, il compito dei cristiani è di pregare”. Anche se siamo stati creati per avere comunione con Dio, gli effetti della caduta hanno lasciato la maggior parte di noi pigri e indifferenti verso qualcosa di importante come la preghiera. Ma la Bibbia ci dice che dobbiamo pregare. La preghiera è per il cristiano come il respiro è per la vita, indispensabile per la vita cristiana, per una vita santa e spirituale… eppure è la cosa che trascuriamo di più! 
L'abbandono della preghiera è una delle principali cause della stagnazione nella vita cristiana. Come è il tuo cristianesimo? È stagnante come uno stagno senza vita oppure è come un torrente pieno di vita? La preghiera è importante per la nostra crescita spirituale. Ma vediamo il significato della preghiera.

1. La preghiera è comunicare con Dio.
Attraverso il rapporto con la Bibbia, Dio parla a noi, attraverso la preghiera noi parliamo con Dio, entrambi sono necessari per lo sviluppo di un rapporto personale.La preghiera è comunicare con Dio con la certezza che ci sta ascoltando. La preghiera non è semplicemente soliloquio, un puro esercizio di auto-analisi terapeutica, o di una recitazione religiosa, la preghiera è comunicare personalmente con Dio stesso il Creatore dei cieli e della terra, il Sovrano assoluto, il redentore del Suo popolo!

a. Questa comunicazione è fondata sulla rivelazione di Dio nella Scrittura secondo i principi spirituali che ne governano l’accesso e anche la risposta.
La Bibbia mette molto l’enfasi all’atteggiamento con cui preghiamo. Dio è attento a colui che prega, ma anche a come prega. Dio non ascolta le preghiere religiose delle troppe parole (Matt.6:7-8), ma le preghiere del giusto (Giac.5:16); le preghiere fatte con il cuore (Ger.29:13); le preghiere fatte con umiltà (Luca18:9-14); senza ipocrisia (Sal.66:18;Matt.6:5-6).

b. Noi comunichiamo i bisogni, le richieste, ma esprimiamo anche ciò che sentiamo per Dio.
La preghiera è l’espressione variegata della condizione umana davanti la presenza di Dio.

Quindi la preghiera ha varie sfumature:
(1) L’Adorazione.
(Sal.34:3; 96:8; 100:4; Matt.4:10; Luca 1:46; Giov.4:23-24; Ef.3.20-21; Apoc. 4:8-11,ecc.). L’adorazione è la dichiarazione di una creatura davanti al Suo Creatore! L’adorazione è dare gloria a Dio per quello che Lui è in se stesso: Santo, Giusto, Amore,ecc.  Come nel modello del Padre nostro (Matt.7:9), il modo più appropriato per iniziare la preghiera è con l’adorazione. Purtroppo, alcune preghiere sono solo come la lista della spesa! Solo richieste! Omettere l'adorazione è come togliere il cuore alla preghiera!  
Almeno due sono le cause principali per cui un credente non adora Dio: La prima è la mancanza di un vocabolario adeguato. Noi tendiamo a essere incapaci a esprimerci quando si tratta di adorazione. Forse è per quello che i salmi sono poetici, perché la poesia solleva l’anima in alto. I Salmi sono stati scritti in linguaggio semplice, ma potente attraverso il quale il cuore degli scrittori ha espresso il timore per Dio, ma senza evitare la mente. Le loro bocche pronunciavano lode sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, ma da uomini le cui menti erano immerse nelle cose di Dio.                   
Questo ci porta a un’altra causa: la seconda causa è per una mancanza di adorazione è l'ignoranza. Non conosciamo bene Dio e quindi se non lo conosciamo non lo adoriamo! L’adorazione è una reazione di stima verso Dio, ma se non lo conosciamo come facciamo a stimarlo e quindi ad adorarlo? “L'adorazione è una risposta alla grandezza”. (Tom Wells).  Quindi noi adoriamo Dio perché siamo rapiti dalla Sua Maestà, dalla Sua grandezza, pertanto conoscerlo è significativo per essere Suoi adoratori secondo la Sua verità.

Poi vediamo ancora un’altra sfumatura della preghiera:
(2) Il Ringraziamento.
Anche il ringraziamento deve essere parte integrante delle nostre preghiere. Nel ringraziamento diamo gloria a Dio per quello che ci dà, per i suoi benefici. (Sal.100:4; 103:2; 1 Tess.5:18; Ef.5:20;Col.2:7). Gesù guarì dieci lebbrosi solo uno e tornato indietro per ringraziarlo! (Luca 17:11-19). L’ingratitudine è una cosa seria. Non esagerava Giovanni Calvino quando disse: “La dimenticanza dei benefici di Dio è una sorta di follia”.  L'incapacità di essere grati è un segno dei pagani come dice Romani 1:21. Noi, se siamo cristiani, non possiamo essere ingrati a Dio per tutte le benedizioni che ci ha dato, che ci dà e che ci darà! Se lo facciamo è perché non siamo maturi spiritualmente, abbiamo la memoria corta e siamo egocentrici, vogliamo tutto a modo nostro. L’ingrato è colui che vuole sempre di più e a modo suo!

Un’altra sfumatura della preghiera è:
(3) La Confessione dei peccati.
Noi davanti a Dio dobbiamo riconoscerci peccatori perché questo siamo veramente! Il nostro Dio è un Dio santo e qualsiasi cosa contamini i nostri pensieri e le nostre azioni è un’ ostacolo alla comunione con Lui e quindi all’esaudimento delle nostre preghiere (Sal.66:18, Giac.4:1-3). I nostri peccati devono essere confessati a Dio chiedendogli perdono e devono essere anche abbandonati. (Pro.28:13; Is.6:5; Atti 8:22;1 Giov.1:8-10).  Come il Padre nostro ci insegna, la confessione è una parte normale della nostra conversazione con Dio.
La confessione non è una questione frivola che la facciamo una volta ogni tanto o senza vero pentimento, la confessione deve essere un’attività quotidiana fatta con il cuore, perché i  nostri peccati sono quotidiani contro la legge divina e perché Dio conosce la realtà del nostro cuore (1 Sam.16:7). Noi facciamo le cose che non dobbiamo fare e omettiamo di fare quelle cose che Dio ci comanda di fare. 
In una vera confessione non si minimizza la gravità del peccato e non ci sono  razionalizzazioni o auto-giustificazioni, infatti nel Salmo 51 Davide non  fa questo! Inoltre Davide riconosce che Dio è giusto quando parla e non sbaglia quando giudica, quindi non si lamenta contro Dio. E ancora chiede a Dio di perdonarlo e di creare un cuore puro e di rinnovare uno spirito ben saldo, in altre parole c’è un vero pentimento, senza il quale non c’è perdono e si riconsacra a Dio con un atteggiamento di sottomissione e dipendenza da Dio, si affida al perdono di Dio alla sua misericordia. Davide nella confessione, dimostra la sua umiltà, infatti, riconosce che Dio è giusto e misericordioso e lui è un peccatore, quindi un fallito spiritualmente parlando, in quanto ha mancato la perfezione che Dio richiede da noi secondo i suoi comandamenti!

Vediamo ancora un’altra sfumatura della preghiera:
(4) L’Intercessione.              
L’intercessione è l’amore in ginocchio! Infatti dimostriamo l’amore per gli altri pregando per loro. L’ intercessione è pregare per gli altri, grande intercessore fu Mosè per esempio, pregò per Maria e Aronne quando parlarono contro di lui, Maria per il giudizio di Dio divenne lebbrosa, Mosè gridò al Signore e il Signore la guarì! (Num.12, cfr. Num.14:18-20). Il Nuovo Testamento è pieno di preghiere di intercessione, Paolo per esempio pregava per le chiese (Rom.10:1; 2 Cor.1:11; 9:14; Ef.6:18-20; Fil.1:19; Col.1:1,3;4:3; 1 Tess.5:25).

Infine un’altra sfumatura della preghiera è:
(5) La Supplicazione o richiesta.
Si intende la preghiera per le nostre necessità. In Fil.4:6-7 è scritto: "Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti.E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù". 
Niente è troppo grande o troppo piccolo da portare davanti a Dio nella preghiera, finché non è qualcosa che sappiamo essere in contrasto con la volontà espressa di Dio. Dio è attento alle suppliche di chi gli appartiene. Dio ha un orecchio aperto continuamente per i credenti, per i giusti (Sal.34:15), per i Suoi figli (Matt. 7:7-11). 

Ma la preghiera è più di una semplice comunicazione:
2. La preghiera è comunione con Dio. 
La preghiera è l'espressione del rapporto ininterrotto del cristiano con il Padre. Giovanni riporta le parole di Gesù in Apoc.3:19-20: "Tutti quelli che amo, io li riprendo e li correggo; sii dunque zelante e ravvediti.Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me". 
È un passo che viene applicato nell’evangelizzazione, ai non credenti, ma in realtà dal contesto si riferisce alla chiesa di Laodicea, quindi ai credenti. Questo passo si riferisce alla mancanza di comunione della chiesa di Laodicea con Gesù, era una chiesa tiepida, aveva perso lo zelo eppure questa chiesa si sentiva a posto, autosufficiente compiacente e orgogliosa. Gesù li esorta allo zelo e al ravvedimento. 
Gesù non forza la Sua entrata, ma piuttosto si rende disponibile, il credente tiepido deve prendere la decisione di fare entrare Gesù, nel senso di ristabilire la comunione con 
Lui, quindi Gesù chiede una risposta, invita il credente a pentirsi e ad avere comunione con Lui. Se il credente tiepido si ravvede, cioè ascolta la voce di Gesù e gli apre la porta, quando Gesù bussa al suo cuore, Gesù avrà di nuovo comunione con il credente che si era allontanato, questo è illustrato dalla cena comune. La cena nel medio oriente era una pratica di amicizia, di comunione, di condivisione intima e gioiosa fraternità! Quando le persone si allontanavano, la cena era un momento di riconciliazione! 
Ecco perché Gesù andava a cena con i peccatori e fu accusato di essere amico dei peccatori (Matt.11:16-19). In tal senso allora la promessa qui è del perdono, dell’accettazione, della condivisione, della benedizione e della comunione profonda, ma anche un anticipo del banchetto finale messianico (Apoc.19:16-19; Luca 13:29; 22:29-30). Ma O. Hallesbay applica questi versetti anche alla preghiera dicendo che: “Pregare è lasciare che Gesù entri nei nostri cuori”.  
Quindi sotto questo aspetto le nostre preghiere sono sempre il risultato dei colpi che Gesù batte alla porta del nostro cuore. Il che non è sbagliato in quanto ci sono dei passi nella Bibbia che confermano questo, come per esempio Sal.27:7-8 dove troviamo scritto: "O SIGNORE, ascolta la mia voce quando t'invoco; abbi pietà di me, e rispondimi. Il mio cuore mi dice da parte tua: 'Cercate il mio volto!' Io cerco il tuo volto, o SIGNORE". 
Quindi la preghiera è la risposta alla chiamata di Dio. Ora se nel linguaggio biblico il pasto comune è il simbolo di un intima e gioiosa fraternità, sempre Hallesbay dice: “Dio ha istituito la preghiera come mezzo di intima e gioiosa comunione fra Dio e gli uomini”.  
La preghiera è aprire il cuore davanti al Signore come fece Anna che supplicava Dio con un’anima piena di amarezza perché era sterile (1 Sam.1:15; vedi anche Sal.62:8). Questo indica fare partecipe Dio delle nostre cose più intime, questa è la comunione! Noi sappiamo che la conoscenza è importante anche perché senza di essa, non possiamo sapere ciò che Dio richiede, ma la conoscenza e la verità rimarranno astratti se non c’è la comunione con Dio nella preghiera. Noi dobbiamo ringraziare Dio per lo Spirito Santo perché insegna, ispira e illumina la  Parola di Dio per noi e ci aiuta a rispondere al Padre con la preghiera (Giov.16:14-16; Rom.8:26-27).

Nel significato della preghiera possiamo ancora dire che:   
3. La preghiera è l’elevazione dell’anima all’azione di Dio in noi.
“La preghiera è il respiro stesso dell'anima nel seno del suo Padre celeste”. (Thomas Watson).  In Sal.25:1 leggiamo: "A te, o SIGNORE, io elevo l'anima mia". (vedi anche Sal.86:4;  143:8). In altre parti è scritto: “elevare i cuori” (Lam.3:41). Quindi la preghiera non è solo una semplice comunicazione, ma è il colloquio, la reazione fatto con trasporto, amore, passione a Dio. Chi ama Dio cercherà la comunione con Lui! Questo farà la persona spirituale! Quindi la preghiera che Dio gradisce non fa fatta a memoria,  ma con il cuore. Dio guarda più al cuore che alle parole (Matt.5:8;15:7-9). “Solo quella preghiera che viene dal nostro cuore può arrivare al cuore di Dio”. (C. H. Spurgeon).

4. La preghiera è l’affermazione che noi dipendiamo da Dio.
Noi abbiamo bisogno di Dio in tutti gli aspetti della nostra vita materiale e spirituale! Tutto il bene di cui abbiamo bisogno, non si trovano in noi stessi, ma si trovano in Dio e nel Suo Figlio Gesù Cristo, nel quale il Padre ha affidato la pienezza delle Sue benedizioni (Deut.28-30; Ef.1:3; Giac.1:17). La preghiera è un mezzo della grazia di Dio affinché noi possiamo ricevere da Dio o che Dio ci dà ciò di cui abbiamo bisogno. 
Giovanni Calvino diceva: “La preghiera è il principale esercizio della fede; per mezzo di essa riceviamo quotidianamente i benefici di Dio”.  Dio è distributore di tutti i beni!  Perciò noi preghiamo per chiedere a Dio ciò di cui necessitiamo, sapendo che dipendiamo da Lui e che tutto dipende da Lui (Cfr. 1 Sam.2:6-10; Giov.15:5). 
Ci sono alcuni che si illudono di essere dei super uomini tipo superman, ma dobbiamo ammettere che senza Dio non possiamo vivere o non possiamo avere o fare nulla! David Hubbard: “La preghiera è la nostra dichiarazione  di dipendenza da Dio”.  
Con la preghiera noi confessiamo il nostro senso del bisogno di Dio! (cfr. Sal.40:17). Ma questo non solo per quanto riguarda i bisogni materiali, ma anche quelli spirituali: come la conoscenza di Dio e delle sue vie, la potenza, la sapienza, anche per rafforzare la  nostra fede.  Perciò la preghiera è il mezzo mediante la quale non solo possiamo crescere nella conoscenza, ma possiamo essere influenzati positivamente per la nostra santificazione e quindi crescere spiritualmente per servirlo secondo i suoi piani e anche per realizzarli (Ef.1:15-19;3:14-19,ecc.). Tutto questo implica la consapevolezza che Dio è Sovrano, vale a dire che Dio governa, guida tutto nell’universo (1 Cro.29:11–12; Dan. 4:34-39; Rom.8:28; Ef.1:11).         
Infatti quando noi preghiamo stiamo riconoscendo che Dio è Sovrano, noi preghiamo perché crediamo che Dio può cambiare le circostanze, chiediamo di salvare le persone, preghiamo che guidi le autorità, preghiamo che ci protegga e così via! Ma la sovranità di Dio indica che Dio ha il diritto di fare ciò che Lui vuole, ciò che a Lui piace e non deve dare conto a nessuno ( Sal.115:3; Dan.4:35). Quindi Dio, secondo come Egli vuole, può esaudire o non esaudire la nostra preghiera.  Lutero diceva: “La preghiera non è vincere la riluttanza di Dio, ma farci forti della Sua volontà”. La nostra preghiera sarà esaudita se è secondo la Sua volontà come dice 1 Giovanni 5:14. Perciò il nostro atteggiamento deve essere: non la mia, ma la tua volontà sia fatta! (Matt.26:39,42,44). Quindi la preghiera è andare alla presenza di Dio, dirgli i nostri bisogni, affidargli la nostra vita e poi lasciare che Egli agisca come Egli ritenga meglio.         

Domande.
1. Che cosa comunichiamo a Dio in preghiera?
2. Perché la preghiera è la comunione con Dio?
3. Che cosa significa secondo te che la preghiera è l’elevazione dell’anima?
4. Sei d’accordo che la preghiera è l’affermazionde che dipendiamo da Dio? Perché?


Bibliografia.
John Blanchard, The Complete Gathered Gold, Evangelical Press 2006. Database  2007 WORDsearch Corp.

Donald S. Whitney, Spiritual disciplines for the christian life, Navepress, Colorado Springs, 1991.

O. Hallesbay, La preghiera,Casa editrice Battista,Roma, 1976.