sabato 30 marzo 2013

La spiritualità Biblica: Le discipline spirituali. Il digiuno (Seconda parte).


La spiritualità Biblica: Le discipline spirituali. Il digiuno (Seconda parte).

In questa lezione vedremo:
1. Quando il digiuno ha un valore davanti a Dio.
2. Quali sono gli scopi per il digiuno.

“Il digiuno aiuta a esprimere, ad approfondire e a confermare la nostra determinazione di essere pronti a sacrificare qualsiasi cosa, anche noi stessi, per ottenere quello che cerchiamo per il regno di Dio”.
(Andrew Murray)
Il digiuno biblico ha solo valore davanti a Dio, se è fatto per la gloria di Dio e non per i propri interessi, infatti, noi vediamo nella Bibbia che il digiuno non provoca automaticamente una reazione positiva del Signore come leggiamo per esempio in Zacc. 7:5: "Parla a tutto il popolo del paese e ai sacerdoti, e di:'Quando avete digiunato e fatto cordoglio il quinto e il settimo mese durante questi settant'anni, avete forse digiunato per me, proprio per me?'" E ancora in Is.58:3: "'Perché', dicono essi, 'quando abbiamo digiunato, non ci hai visti? Quando ci siamo umiliati, non lo hai notato?' Ecco, nel giorno del vostro digiuno voi fate i vostri affari ed esigete che siano fatti tutti i vostri lavori". (Vedi anche Ger.14:12).
Per Dio è importante la motivazione per cui facciamo un digiuno. A proposito Arthur Walis afferma:  “Anche in quegli ambienti dove il digiuno è accettato come un normale esercizio spirituale, spesso se ne parla tanto come mezzo di beneficio personale- per essere rivestiti di potenza, per i doni spirituali, per la guarigione fisica, per ottenere l’esaudimento della preghiera- che il suo primo aspetto è dimenticato. Non è che sia sbagliato ricercare queste cose, ma le motivazioni che stanno alla base devono innanzitutto essere giuste.Non ha caso Gesù, nel primo riferimento neotestamentario al digiuno, ne tratta la motivazione (Matt.6:16-18). 
Nessun aspetto è più importante di questo. A Dio non interessa soltanto cosa facciamo ma anche perché lo facciamo. Un’azione giusta può essere privata di tutto il suo valore agli occhi di Dio se è fatta per un motivo errato”.

Se utilizziamo le verità e le discipline spirituali per i nostri scopi, per i nostri interessi è sempre il segno di una falsa devozione. A volte i nostri desideri e le nostre aspirazioni spirituali mirano a innalzare il nostro io. Questo era il peccato di certuni che si credevano giusti e disprezzavano gli altri, come quel Fariseo che si vantava di non essere un ladro, ingiusto, adultero, di non essere come quel pubblicano, che con lui stava al tempio, ma che digiunava due volte a settimana, che dava la decima su tutto ciò che aveva. Ebbene questo Fariseo non serviva Dio, ma il proprio orgoglio, usava le pratiche spirituali per innalzare il proprio io, questa non è vera spiritualità secondo il cuore di Dio, infatti, questi religiosi non sono approvati da Dio (Luca 18:9-14).
Noi possiamo usare Dio per i nostri interessi materiali e spirituali in modo consapevole quando ci chiediamo per esempio: “ che cosa ci guadagno personalmente o che cosa ci ricavo io?”, o in modo più sottile, inconsapevole quando pratichiamo il digiuno per ricevere qualcosa e lo facciamo per noi stessi, per la nostra gloria per esempio e non per la gloria di Dio!!Il digiuno deve essere sempre centrato su Dio e non deve essere fatto per farsi vedere dagli altri per la vanagloria, per cercare la lode degli uomini (Matt.6:16-18).
Se il digiuno non viene fatto per la gloria di Dio abbiamo fallito! Il digiuno deve mirare a glorificare Dio!! Anna, la profetessa non si allontanava dal tempio e serviva Dio notte e giorno con digiuni e preghiere su Dio (Luca 2:37). Così anche la chiesa di Antiochia mentre digiunavano, celebravano Dio (Atti 13:2).
Noi siamo chiamati a fare tutto per la gloria di Dio anche quando digiuniamo per i vari bisogni, dobbiamo sempre ricercare la gloria di Dio e non i nostri interessi personali. Quindi, per esempio se io digiuno per la santificazione o per la guarigione di una malattia lo farò, non per il mio interesse personale, ma affinché il nome di Dio sia glorificato (cfr. Is.43:7; Rom.11:36; 1 Cor.10:31;1 Pie.4:11). La gloria di Dio deve essere la nostra motivazione per il digiuno!! Inoltre non dobbiamo pensare che tramite il digiuno possiamo meritare la salvezza o qualche altra cosa da Dio, i meriti appartengono a Gesù, Dio ci salva per Gesù!!! (cfr.Gal.2:16;3:1-3; Ef.2:1-10; Tito 3.5-7). Pertanto non dobbiamo digiunare per acquisire meriti davanti a Dio perché Lui dona per grazia e questo implica che noi non meritiamo niente da Lui.

Dopo questa premessa importante vediamo alcuni scopi per il digiuno.

1. Per rafforzare preghiera.
Giovanni Calvino diceva: “Ogni volta che gli uomini devono pregare Dio per tutte le questioni grandi sarebbe opportuno fare il digiuno insieme alle preghiere”. Il sacerdote Esdra prima di intraprendere un pericoloso viaggio per Gerusalemme senza scorta militare, proclamò un digiuno ed è scritto in Esdra 8:21-23: "Là, presso il fiume Ahava, io proclamai un digiuno per umiliarci davanti al nostro DIO, per chiedergli un viaggio sicuro per noi, per i nostri bambini e per tutti i nostri beni.Infatti io avevo vergogna di chiedere al re una scorta di soldati e cavalieri per difenderci lungo il cammino dal nemico, perché avevamo detto al re: "La mano del nostro DIO è su tutti quelli che lo cercano per il loro bene, ma la sua potenza e la sua ira sono contro tutti quelli che lo abbandonano".Così digiunammo e invocammo il nostro DIO per questo motivo, ed egli diede ascolto alla nostra preghiera".
Esdra dice che sono stati esauditi da Dio grazie al digiuno e alla preghiera. Così anche Neemia digiunò e pregò davanti a Dio (Nee.1:4), anche Daniele (Dan. 9:3), Israele che dopo essere stato sconfitto due volte dai Beniamiti, benché avessero pregato due volte, ma poi la terza volta digiunarono e pregarono, Dio diede loro una schiacciante vittoria (Giu.20). Così anche nella chiesa di Antiochia vediamo che la preghiera è associata al digiuno(Atti 13:3).
Ora il digiuno associato alla preghiera, non significa che Dio è costretto a esaudire le nostre preghiere. Il digiuno come la preghiera, sono mezzi della grazia di Dio, che Dio usa per realizzare la Sua volontà. La preghiera esaudita è la preghiera che è conforme alla volontà di Dio (1 Giov.5:14-15; cfr.2 Sam.12:16,22).
Dio s’impegna a fare tutto per la Sua gloria, questo è il fine ultimo delle Sue opere. Dio elegge il suo popolo prima della creazione del mondo per la sua gloria (Ef.1:6). Egli crea l'uomo per la sua gloria (Is.43:7). Egli sceglie Israele per la sua gloria (Is.49:3). Li libera dalla Egitto per la sua gloria (Sal. 106:7-8). Li libera dall’esilio per la sua gloria (Is.48:9-11). Mette Suo Figlio a morte per evidenziare la gloria della Sua giustizia (Rom.3:23-26). Egli manda lo Spirito Santo per glorificare Suo Figlio (Giov. 16:14). Egli comanda il suo popolo a fare ogni cosa per la Sua gloria (1 Cor. 10:31). Egli manderà il suo Figlio una seconda volta per essere glorificato (2 Tess.1:9-10). E alla fine riempirà la terra con la conoscenza della Sua gloria (Abac.2:14).
Ma ritornando al digiuno, dobbiamo dire che il digiuno è una dichiarazione a Dio, quando uno prega e digiuna sta dichiarando che fa sul serio, che sta ricercando Dio con tutto il cuore. Arthu Wallis dice: “Il digiuno è inteso a portare una nota di sollecitazione e di insistenza alla nostra preghiera e a dare forza alla nostra arringa presso la corte celeste. Chi aggiunge il digiuno alla preghiera, dà prova di fare sul serio; di non avere intenzione di desistere, né di lasciare andare Dio senza benedizione….Egli esprime la serietà delle sue intenzioni in una maniera prescritta da Dio, usando il mezzo da Lui stabilito per far sì che la sua voce sia ascoltata dall’alto.”  Il digiuno, quindi,  dà forza alla preghiera.

2. Per esprimere il dolore.
Per il lutto. Dopo la morte e la sepoltura di Saul, degli uomini valorosi digiunarono per sette giorni(1 Sam.31:13). Anche Davide (e coloro che erano con lui), appena seppe della morte di Saul, si stracciò le vesti, fece cordoglio, pianse e digiunò (2 Sam.1:11-12). Il digiuno può essere accompagnato anche al cordoglio per i peccati, come segno sincero di pentimento, così fecero gli Israeliti al tempo di Samuele (1 Sam.7:6) e di Neemia (Nee.9:1-2), i Niniviti (Gio.3:5,10) e così anche esortava il profeta Gioele (Gioe.2:12-14). Il digiuno può essere un’espressione di dolore per i peccati e deve essere accompagnato alla confessione (1 Sam. 7:5-6; Nee. 9:1-2; Dan. 9:3-6), ma ha valore se c’è un vero pentimento (Is. 58:1-10; Ger. 14:10-12; Luca 18:9-14). Il digiuno richiede uno spirito di pentimento (Gioe.1:13-14; 2:12-13; Gio. 3:1-10).
Questo è collegato con l’umiliarsi davanti a Dio.

3. Per umiliarsi davanti a Dio.
Noi troviamo scritto diverse volte che, il digiuno era associato nell’umiliare se stessi davanti a Dio (Esd.8:21;1 Re 21:27-29; Sal.35:13; 69:10; Is.58:3-5). Il digiuno, se praticato con le motivazioni giuste, è un’espressione fisica di umiltà davanti a Dio, proprio come inginocchiarsi in preghiera può riflettere l'umiltà davanti a Lui. In questo senso, come ci sono momenti in cui si sente il bisogno di esprimere l'umiltà con la preghiera in ginocchio, così ci sono momenti in cui è possibile esprimere con il digiuno, un senso di umiltà davanti al Signore.

4. Per chiedere la benedizione nel servizio cristiano.
Atti 13:2-3: "Mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: 'Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati'. Allora, dopo aver digiunato, pregato e imposto loro le mani, li lasciarono partire".
In primo luogo questo culto e digiuno è stato occasione per una guida speciale dello Spirito di Dio, infatti mentre digiunavo e celebravano il culto al Signore, lo spirito di Dio si rivela a loro. Non sarebbe sbagliato in un periodo di confusione, prima di fare scelte importanti digiunare per capire cosa fare secondo la volontà di Dio, ricercare sinceramente la volontà di Dio per noi stessi e la chiesa. 
Questo momento è stato importante per la chiesa di allora, ma anche per noi oggi, ha avuto e ha un’importanza storica. Fino a quel momento Paolo non aveva fatto un viaggio missionario, da questo culto e digiuno nacque un movimento missionario, senza questo non sarebbero nate molte chiese e le lettere importanti di Paolo a queste chiese, quindi ci mancherebbe parte del Nuovo Testamento. Non sarebbe sbagliato digiunare per cercare di capire come intraprendere un’opera missionaria o evangelistica nella e con la propria chiesa!!! A proposito John Piper riguardo a questo dice: “Questo momento di preghiera e digiuno ha provocato un movimento di missioni che ha  catapultato il cristianesimo dall'oscurità a essere la religione dominante dell'Impero Romano nel giro di due secoli e mezzo, e ha prodotto 1,3 miliardi di seguaci della religione cristiana a oggi, con una testimonianza cristiana in praticamente tutti i paesi del mondo. E tredici dei ventisette libri del Nuovo Testamento (le lettere di Paolo) sono il risultato del ministero che è stato lanciato in questo momento storico di preghiera e digiuno. Quindi penso che sia giusto dire che Dio si è compiaciuto di fare del culto e la preghiera e il digiuno il trampolino di lancio per una missione che avrebbe cambiato il corso della storia mondiale”.
In secondo luogo il digiuno è per chiedere la benedizione di Dio sul servizio cristiano. L’imposizione delle mani era un atto di identificazione, di comunione della chiesa con il compito o la chiamata che lo Spirito Santo ha fatto a Baranaba e a Saulo, e li raccomandava alla grazia di Dio. Insieme al digiuno e la preghiera si chiedeva a Dio, la benedizione sul loro ministero che era del tutto nuovo. I.Howard Marshall a proposito dice: “La partenza dei missionari fu preceduta da un altro periodo di preghiera e di digiuno, questa volta senza dubbio per intercedere per la loro futura opera”.  Lo stesso significato ha Atti 14:21-23.

5. Per chiedere liberazione o protezione.
Uno dei digiuni più comuni nei tempi biblici era per cercare la salvezza dai nemici o dalle circostanze difficili. Dopo essere stato informato che un grande esercito (alleanza dei Moabiti, Ammoniti e Maoniti) stava venendo contro di lui, il re Giosafat ebbe paura e bandì un digiuno per tutto Giuda. Giuda si radunò per implorare l’aiuto di Dio e da tutte quante le città di Giuda venivano le genti a cercare il Signore (2 Cro.20:1-4). 
Anche Esdra condusse un gruppo di esuli a Gerusalemme, dopo che pregarono e digiunarono per chiedere assistenza durante il viaggio (Esd.8:21-24). Così anche la regina Ester chiede di digiunare per lei a tutti i Giudei che si trovavano a Susa per la protezione da una possibile ira del re (Est.4:16). Quindi contro le persecuzioni o le ingiustizie da parte della famiglia, dei compagni di scuola, dei vicini di casa o dei colleghi di lavoro a causa della nostra fede, digiuniamo chiedendo a Dio protezione e liberazione, al posto di reagire con rabbia o azioni legali, o pettegolezzi, imitando le pratiche peccaminose dei nostri nemici che sono tipiche di questo mondo.

6. Per esprimere preoccupazione per l'opera di Dio.
Neemia digiunò perché Gerusalemme era in rovina (Nee.1:3-4). Così fece anche Daniele (Dan.9:3). In questi due uomini di Dio vediamo la loro identificazione con Dio, la Sua opera e il Suo popolo. Non sarebbe sbagliato pertanto oggi, vista la situazione di molte chiese, digiunare affinché queste siano consacrate e glorifichino Dio con l’ubbidienza e la passione per il progresso del Vangelo. 
La persona spirituale che digiuna, brama per un’opera profonda di Dio in mezzo al Suo popolo, desidera vedere che le chiese locali abbiano uno zelo missionario per diffondere fra le genti, affinché loro riconoscano, la supremazia di Cristo su tutte le cose, quindi che siano trasformati dalla grazia di Dio per essere nuove persone, persone trasformate che a loro volta diventano appassionati per la supremazia di Cristo, che passino dalle tenebre alla luce per essere luce in questo mondo di tenebre (Atti 26:18; Matt. 5:16).

7. Per esprimere l'amore e il culto a Dio.
Luca racconta di una vedova di ottantaquattro anni che non si allontanava mai dal tempio e serviva giorno e notte Dio con digiuni e preghiere (Luca 2:36-38). L’attività quotidiana di Anna rifletteva una fede e una devozione rigorosa. 
La parola “serviva” (latreuō) descrive un servizio religioso, usato spesso nell’Antico Testamento per indicare un’attività sacerdotale cultuale (Num.16:9;ecc.) La stessa parola è usata per esempio in altre parti del Nuovo Testamento per indicare doveri religiosi, anche per l’adorazione (Matt. 4:10; Atti 24:14; 26:7; Rom. 1:9, 25; Fil.3:3; 2 Tim 1:3; Ebr. 8:5; 9:9; Apoc. 22:3).
Il digiuno biblico è un atto di devozione pura a Dio, un'espressione del più grande piacere e gioia della e nella vita in Dio. In questo senso si può digiunare nel prepararsi anche per l’adorazione comunitaria prima di andare in chiesa o per prepararsi per la cena del Signore sempre per glorificare Dio come Lui merita. Lo scopo del digiuno deve essere quello di cercare il volto di Dio e di essere ripieni di Lui!! Il digiuno in definitiva è l’espressione di fame dell’anima di Dio, il digiuno esprime la fame che abbiamo per Dio (1 Cro.16:11; Sal.42:1-2; 73:25-26;Ger.29:13;ecc.), digiuniamo dunque per cercare più in profondità Dio.

Indubbiamente a questi sono alcuni scopi per digiunare, potreste fare voi una ricerca nella Bibbia per vederne altri.

Domande
1. Quando il digiuno ha un valore nel senso biblico davanti a Dio?
2. In che senso il digiuno rafforza la preghiera?
3. Puoi descrivere brevemente quali sono gli scopi del digiuno?

Bibliografia.
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