venerdì 29 marzo 2013

La spiritualità Biblica e la chiesa.


La spiritualità Biblica e la chiesa.
In questa lezione vedremo:
1.La natura della chiesa.
2.La necessità della chiesa riguardo la spiritualità.

“Una persona che dice di credere in Dio, ma non va mai in chiesa è come chi dice di credere nella formazione, ma non va mai a scuola”. (Franklin Clark Fry)   La chiesa secondo il modello biblico è importante per la formazione spirituale. La dottrina della chiesa è un argomento su cui c’è molto da dire e necessità di una serie di studi a parte, ma per il momento ci limiteremo su alcuni aspetti della relazione che c’è tra la chiesa e spiritualità.
1. La natura della chiesa.
La vera chiesa, secondo il Nuovo Testamento, è un gruppo di persone che professano e dimostrano di essere state salvate dalla grazia di Dio, per la Sua gloria, solo tramite la fede e unicamente in Cristo (Ef.1:3-14;2:8-10;Giov.14:6).

a. La chiesa è un organismo.
Il teologo Hammond afferma: “La chiesa è un organismo, più che un’organizzazione”.Sullo stesso piano è anche Gary Inrig: “La chiesa non è un’istituzione, ma un organismo, un corpo vivente composto da credenti. Le implicazioni di questo semplice fatto sono enormi, ma per la gran parte sono state oscurate dalla cristianità moderna e dalla grande importanza che viene data agli edifici, alle strutture, ai programmi, alle organizzazioni e ai radunamenti formali. Così molti credenti vedono la chiesa come un edificio nel quale, a volte, ci si incontra. 
Per altri si tratta di un avvenimento che ha luogo per due o tre ore la domenica, e che non si ripeterà fino alla settimana successiva. In contrasto con questi concetti della chiesa ‘istituzione’ o della chiesa ‘organizzazione’, nel Nuovo Testamento troviamo la descrizione della chiesa ‘organismo’ un corpo vivente composto dai credenti uniti insieme per partecipare ad un'unica vita. Se siamo credenti nel Signore Gesù, ciò implica che più che frequentare le riunioni di chiesa, noi siamo la chiesa”.  
La chiesa quindi non è un’istituzione e nemmeno un’organizzazione, non è nemmeno un edificio, ma  il corpo di Cristo (1 Cor.12:27; Ef.5:29-30; Col. 1:18). I credenti sono membra del corpo di Cristo, come corpo di Cristo prendono la vitalità, il vigore dall’unione con Cristo e sono dinamici per la presenza dello Spirito Santo, infatti la chiesa è il tempio dello Spirito Santo. 
La chiesa, come corpo di Cristo, è l'organismo a cui Egli dà vita spirituale e attraverso il quale Egli manifesta la sua potenza e grazia. Pertanto, la Chiesa non può essere definita come un club, un’associazione di individui con scopi benevoli o spirituali, perché c'è un elemento spirituale e trascendente, è il corpo di Cristo dove Cristo si rivela in modo potente (Ef.1:22- 23). 
Come corpo di Cristo, la chiesa e quindi i credenti hanno un unione spirituale con Cristo e tra di loro come membra di questo corpo. Quella stessa potenza vitale divina, che assicura il perdono e la perseveranza del credente, lo unisce a tutti gli altri credenti. Questa unione con Cristo è la vita della chiesa che non morirà mai! (Matt.16:18). Gesù Cristo rende la chiesa superiore e più stabile di tutte le organizzazioni umanitarie!! 

b. La chiesa è un popolo appartato per Dio.
La parola chiesa, nel greco ekklēsia viene dalla parola  “ek” (fuori  e dalla parola “klèsis”, (chiamata) quindi chiamati fuori. Questa parola nel greco classico era usata per indicare un’assemblea, una congregazione, un radunamento di persone. Secondo L. Coenen la parola “ekklēsia indica l’assemblea plenaria dei cittadini della polis aventi capacità giuridica”.  Aldo Sbaffi dice a riguardo: “Nel greco classico il termine indica l’assemblea del popolo (dēmos) di una città libera, ha cioè significato politico e non religioso; i cittadini che formano l’ ekklēsia sono gli ekklētoì, i convocati”.  Queste assemblee erano convocate a intervalli frequenti, (anche quaranta volte l'anno nel caso di Atene), mentre l'autorità dell’  ekklēsia era limitata a determinate le materie, tutti quelli che erano cittadini a pieno titolo, gli veniva permesso di votare riguardo tali materie. 
Anche nel Nuovo Testamento questa parola viene usata con questo significato, per esempio per descrivere un’assemblea dei cittadini di Efeso riunitisi per parlare contro la nuova Via, Cristo e il cristianesimo(Atti 19:32,39,41), oppure per indicare l’assemblea di Israele nel deserto (Atti 7:38). Ma questa parola, ha più uno sfondo dell’Antico Testamento che dal mondo pagano, infatti nella traduzione greca dell’Antico Testamento(la settanta, LXX), la parola “ekklēsia” ha un significato di assemblea, congregazione e tra i vari usi (convocazione per il servizio militare, riunione per consultazione politica,ecc.) ha anche un significato religioso, infatti veniva usata per descrivere il radunamento del popolo di Dio per ascoltare la lettura della Sua legge e per altri scopi religiosi (Deut.9:10; 18:16; 31:30, Sal. 22:22,25; 89:5;ecc.). 
Nel Nuovo Testamento vi è anche la descrizione della chiesa del Signore, con questo sfondo religioso dell’Antico Testamento (Matt.16:18; 18:17; Atti 9:31;1 Cor.1:2;6:4;1 Tim3:15;ecc.). Coloro che fanno parte della chiesa, sono stati chiamati da Dio fuori dal mondo, fuori dal mondo malvagio e incredulo per entrare a far parte del popolo di Dio, un popolo appartato per Lui (Atti 15:14;Tito 2:11-14). Coloro che sono stati chiamati fuori, sono gli eletti ( Ef.1:4; 2 Tess.2:13-14; 1 Pie.1:1-2;2:9-10; cfr.1 Cor.1:26-31). La chiesa è stata acquistata da Dio con il Suo sangue (Atti 20:28); salvata e santificata da Gesù( Ef. 5:25-29). 
La chiesa di Dio è composta da tutti coloro che ascoltano la predicazione del Vangelo della grazia e rispondono con fede e pentimento (Atti 20:28), è la comunità di tutti i veri credenti di tutti i tempi. La chiesa non nasce e cresce per gli sforzi umani, Gesù edifica la Chiesa, chiamando il suo popolo a sé. Egli ha promesso: “Io edificherò la mia chiesa” (Matteo 16:18). Luca ci dice che “il Signore aggiungeva alla loro comunità quelli che venivano salvati” giorno per giorno il numero quelli che erano salvati” (Atti 2:47). 

c. La chiesa ha due dimensioni.
C’è una distinzione, ma non una separazione tra la chiesa locale o visibile, con la chiesa universale o invisibile.

(1) La chiesa locale e visibile. 
Noi troviamo nel Nuovo Testamento molti riferimenti alla chiesa locale (Atti 8:1; 13:1; 14:23; 15:41; 20:17; Rom.16:5; 1 Cor.1:2;ecc.). Questa espressione si riferisce alla chiesa,  a ogni gruppo di credenti che si raduna in un determinato luogo per eseguire le funzioni proprie di una chiesa (culto, evangelizzazione, comunione fraterna, predicazione ed edificazione,ecc.). 
La chiesa locale è costituita da tutti coloro che hanno fatto professione di fede in Gesù Cristo (Atti 16:30-31; Rom.10:9-12) e sono stati battezzati in acqua (Matt.28:19; Atti 2:41) e che rendono visibile la loro professione di fede (Atti 1:8; 4:31) e seguono l’insegnamento apostolico (Matt.28:20;Atti 2:41-47). 
La chiesa locale è di grande importanza per Dio, infatti, lo vediamo negli ammonimenti di Gesù nel libro dell’Apocalisse, dove alcune chiese sono chiamate a non scendere a compromessi con la menzogna (Apoc. 2:14-16) o con l’immoralità (Apoc. 2:20-23) o nell’apatia spirituale (Apoc. 3:15-17). Gesù richiama queste chiese al ravvedimento, altrimenti rincorreranno nel Suo giudizio. (Vedi anche Apocalisse 2:5). 
Ora chi fa parte della chiesa universale o invisibile, frequenterà una chiesa locale o visibile come dice chiaramente, logicamente e biblicamente R.B. Kuiper: “È chiaro che al tempo degli apostoli ricevere i credenti nella chiesa visibile fosse una pratica universale. Cos’è più logico? Chi crede in Cristo è unito a lui; la fede lo lega a Cristo; è un membro del corpo di Cristo, ossia della chiesa invisibile. Ora, che cos’è la chiesa visibile se non la manifestazione esteriore di quella invisibile? Ogni membro della chiesa invisibile dovrebbe essere spontaneamente anche membro della chiesa visibile. In Atti vi è un passo molto significativo a questo proposito: ‘ Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che venivano salvati’ (Atti 2:47). Il Signore Gesù non solo richiede a coloro che sono salvati di associarsi alla chiesa, ma egli stesso li unisce alla chiesa.”  
Nessun nuovo cristiano nasce nel vuoto, è consegnato nella comunione della chiesa. Egli è battezzato da un solo Spirito nel corpo di Cristo e perciò entra a far parte della comunione dei santi, della chiesa (1 Cor.12:12-13). 

(2) La chiesa universale e invisibile.
Questa espressione fa riferimento alla chiesa nel mondo intero, che non conosce confine, differenze denominazionali, sociali e di razza. Tutti coloro che Dio ha salvato, quindi rigenerati e battezzati dallo Spirito Santo ne fanno parte (Matt.16:18; Tito 3:4-7; 1 Cor.12:12-13; Ef.2:11-3:10; 5:25-27;Col.3:18-24). La chiesa invisibile in un certo senso è la chiesa che solo Dio vede in quanto conosce veramente chi gli appartiene e chi no (2 Tim.2:19). Non tutti coloro che frequentano una chiesa locale sono veri credenti!! Molti lo sono solo di nome e sono ipocriti e non saranno salvati (Matt.7:21-23). Noi non possiamo vedere la condizione spirituale del cuore della gente. Possiamo vedere solo esteriormente quelli che frequentano la chiesa, ma non possiamo vedere e leggere nei loro cuori e il loro stato spirituale reale, solo Dio può farlo. La chiesa visibile “include” esteriormente non credenti che possono sembrare  o si dicono credenti, ma che non lo sono, la natura della vera conversione sarà manifestata solo al momento del giudizio di Dio(Matt.7:15-16; 13:24-30, 36-43; Atti 20:29-30, Gal.2:4; 2 Tim.3:5-9;Giuda 4). La frequenza di una chiesa locale o visibile, non assicura la salvezza se non si appartiene alla chiesa invisibile, la vera chiesa, perché in realtà non si è stati veramente salvati da Gesù!

2. La necessità della chiesa riguardo la spiritualità.
Prov.27:17: "Il ferro forbisce il ferro; così un uomo ne forbisce un altro". Come il ferro, affila il ferro, per esempio un coltello, così un uomo “affila” un altro uomo! Le persone (intelligenza, carattere,ecc.) sono influenzate e imparano dal contatto con altre persone.  Prov.13:20: 20 Chi va con i saggi diventa saggio, ma il compagno degli insensati diventa cattivo.         
1 Cor.15:33: "Non v'ingannate: “Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi”. Ci sono dei benefici spirituali di crescita personale, nei rapporti interpersonali l’uno con l’altro, nella comunione fraterna. Non c’è crescita spirituale senza gli altri cristiani, senza la chiesa, la vera crescita avviene all’interno del corpo di Cristo. La crescita spirituale avviene in comunione con altri credenti, mai senza di essi! Da Efesini 4:12-16 possiamo apprendere che, una delle funzioni della chiesa è l’edificazione dei credenti. 
Dio ha dato vari doni alla chiesa, per il perfezionamento dei credenti in vista del servizio e per l’edificazione del corpo di Cristo (la chiesa) con lo scopo di raggiungere la maturità la statura perfetta di Cristo e quindi, diventare adulti spiritualmente parlando, in modo tale da non essere più bambini sballottati da ogni vento di falsa dottrina per la frode degli uomini, per la loro astuzia nelle arti seduttrici, ma seguendo la verità nell’amore, i cristiani crescono  in ogni cosa verso il capo  (Cristo), del corpo spirituale (la chiesa). Ma non c’è crescita spirituale senza la verità e l’amore. 
La “verità” (alētheúontes) in questo contesto sembra riferirsi al Vangelo (Ef.1:13;4:21; 6:14,ecc.), predicare o rimanere saldi nella verità e non lasciarsi corrompere dall’errore predicato dai falsi maestri, uomini disonesti, che cercano i loro interessi. 
La verità non deve essere disgiunta dall'amore (agapē) o promossa a spese dell’amore, per i propri interessi. Lo scopo di ogni credente è di edificare l’altro e questo può avvenire all’interno del corpo di Cristo, con la comunione fraterna (Atti 2:42; 4:32-37;1Cor.12:7-26; 14:4-5; Gal.6:2,ecc.). Molto interessante è Efesini 4:16 dove troviamo scritto: 16 Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l'aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore di ogni singola parte, per edificare sé stesso nell'amore. (Vedi anche  Col.2:18-19). 
Questo passo ci fa capire come non è contemplato che un membro del corpo di Cristo (un cristiano), possa vivere la propria vita cristiana in modo individualista senza far parte attivamente di una chiesa locale. 
C. S. Lewis a proposito afferma: “Il Nuovo Testamento non prevede religione solitaria”.  La metafora del corpo riguardo alla chiesa e quindi l’interdipendenza per la crescita e il sostegno reciproco nell’unità e diversità dei membri, è ulteriormente evidenziata in questi versetti, come anche in 1 Corinzi 12:14-27. Cristo non è soltanto l'obiettivo della crescita del corpo (Ef.4:14-15), ma anche il capo che governa il corpo, che è la fonte della crescita del corpo, che fornisce tutto il necessario per il suo benessere, tra cui la sua unità, il nutrimento e il progresso. 
La chiesa trae la sua vita da Colui (Gesù) che provvede a tutti i suoi bisogni, quindi, la chiesa cresce mediante la Sua azione. “Ben collegato” (synarmologeomai, participio presente passivo) e “ben connesso” (symbibazō, participio presente passivo), questi due verbi sono pressoché sinonimi e indicano che vi è un processo continuo di crescita unitaria per il corpo, un corpo ordinato, intero e unito. Considerati insieme, queste due parole indicano la necessità per la chiesa a rimanere unita. Mentre il potenziamento della crescita viene dall'alto, da Gesù, i membri del corpo sono pienamente coinvolti nel processo, infatti dice: da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l'aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore di ogni singola parte, per edificare sé stesso nell'amore.  
Quindi vediamo un collegamento verticale con Gesù e orizzontale tra credenti. La parola tradotta con “giunture,” (haphē) indica punto di legame o di contatto (cfr.Ef. 2:19; Col. 4:16). 
Ogni giuntura rappresenta ogni singola parte di tutte le membra del corpo.Il corpo tra il proprio sviluppo nella misura in cui ogni singola parte, nella sua giusta posizione, agisce per edificare se stesso (crescita spirituale) nell’amore. Quindi, in questo quadro riassuntivo del v. 16 vediamo che ogni membro ha un suo posto importante all’interno del corpo di Cristo e nella misura che ognuno opera ci sarà la crescita di tutta la chiesa. Essere uniti al corpo di Cristo significa interessarsi alla vita degli altri credenti e prendersi cura di loro. Ora, è chiaro che, per la propria crescita spirituale e per aiutare gli altri credenti a crescere in base alle capacità che Gesù ci ha dato, è importante frequentare una chiesa locale. 
L’autore dell’epistola agli Ebrei al capitolo dieci ci esorta a non abbandonare la a frequentare una chiesa locale, Ebr.10:24-25: "Facciamo attenzione gli uni agli altri per stimolarci all'amore e alle buone opere,non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni sono soliti fare, ma esortandoci a vicenda; tanto più che vedete avvicinarsi il giorno". 
Siamo chiamati a frequentare una chiesa locale attivamente senza scuse. “So che vi sono alcuni che dicono: ‘ Beh, ho consacrato me stesso al Signore, ma non ho intenzione di concedermi ad alcuna chiesa’. Orbene, perché no? ‘ Perché posso essere cristiano senza di essa’. Siete proprio sicuri? Potete essere così fedeli come cristiani disobbedendo al comando del vostro Signore, illudendo voi stessi di essere obbedienti? A cosa servono i mattoni? Per contribuire a costruire una casa. Se un mattone è abbandonato per terra anziché essere al suo posto nella fabbrica della casa, a cosa serve dire che è un buon mattone? Certo, è un buon mattone, buono a nulla! Così, voi cristiani che siete come pietre che rotolano qua e là, non credo che stiate vivendo secondo la vostra vocazione. Voi state vivendo in modo opposto a come Cristo vuole che viviate e, inoltre, siete da biasimare molto per l’offesa che arrecate.”  (Charles H. Spurgeon)  
Così ai giorni nostri Mark Dever, seguendo l’insegnamento della Bibbia ci esorta ad essere parte attiva in una chiesa locale dicendo: “ Dobbiamo smettere di vedere l’appartenenza alla chiesa come una vaga affiliazione utile di tanto in tanto, e considerarla invece una responsabilità costante di interessarci agli altri secondo le ingiunzioni del Vangelo”.  
A ogni membro del corpo (chiesa), è stata data la grazia (Ef.4:7), di ricevere quella capacità necessarie per eseguire una funzione che permette al corpo di crescere. Quindi possiamo pertanto affermare che non esiste una vera crescita senza essere parti del corpo di Cristo e chi ne fa parte non può vivere la fede in modo individualistico o separato!! 
Veniamo alla fede come individui, ma si cresce in comunità! La vita spirituale non è mai stata pensata da Dio per essere vissuta da soli, ma in un contesto di comunità, nel contesto della chiesa locale. La vita in Gesù non è destinata a essere solitaria e individualistica, ma a essere condivisa e comunitaria. La conversione a Cristo porta a sua volta, alla conversione alla comunità. Il battesimo con lo Spirito Santo ci fa essere parti del corpo di Cristo! (1 Cor.12:12-13). 
Senza l'incoraggiamento, il supporto, l'insegnamento, l'amore, l’esortazione, i doni spirituali e le preghiere di altri membri del corpo di Cristo, non saremmo in grado di crescere nella fede!!! I fratelli e le sorelle della chiesa sono strumenti nelle mani di dio per la crescita degli altri fratelli e e sorelle della chiesa. Certo questo non significa che non ci saranno momenti di per appartarsi, di solitudine personale con Dio di preghiera e meditazione. La vita spirituale è allo stesso tempo personale ed ecclesiale, è verticale con Dio e orizzontale con gli altri membri del corpo dove Dio lo ha inserito. 
La nostra anima si ciba da una comunione personale e da una comunione con la chiesa locale, Dio usa entrambi per la nostra crescita. La spiritualità biblica conosce questo equilibrio tra il personale e il comunitario come vediamo per esempio nella vita di Gesù. Gesù passò la notte in solitudine con Dio, e la mattina ha formato la “comunità”, raccogliendo attorno a sé i Suoi discepoli. Poi nel pomeriggio Gesù con i suoi discepoli provvede alle necessità fisiche e spirituali delle persone che sono venute ad ascoltarlo (Luca 6:12-19). 
In conclusione possiamo dire che la spiritualità nasce e cresce attraverso la chiesa. Ma di che tipo di chiesa stiamo parlando? Ovviamente della chiesa che rispecchia quella del Nuovo Testamento! La chiesa locale da frequentare è una chiesa dove si crede che la Bibbia sia la Parola di Dio, quindi la sola autorità suprema e la si predica con franchezza (2 Tim.3:14-17;Atti 17:2;20:27; 4:31); dove si insegna che la salvezza è per solo grazia e per sola fede (Ef.1:3-14; 2:8-9; Gal.3:6-11); dove s’insegna che la salvezza è solamente per Cristo (Giov.14:6, Col.1:13-18;1 Tim.2:5-6); dove si da gloria solo a Dio e non si mette al centro l’uomo (Rom.11:36;1 Cor.10:31), quindi dove vi è il timore di Dio, dimostrato da un comportamento santo e il peccato,quindi è chiamato peccato (Sal.2:11;1 Pie.1:17), dove ci si prende cura dei bisogni degli altri (Atti 2:42-45; Giov.13:34-35;1 Giov.3:16-17).

Domande.
1) Descrivi brevemente la natura della chiesa.
2) Sapresti descrivere la differenza tra chiesa locale o visibile, con quella universale e invisibile?
3) Perché secondo te non è contemplata nel Nuovo Testamento una fede solitaria e individualista?
4) Sei attratto dalla chiesa? Perché?

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