mercoledì 27 marzo 2013

I nemici della spiritualità Biblica.


I nemici della spiritualità Biblica.
In questa lezione vedremo che:
1.Il credente è in una guerra spirituale.
2.Il credente deve conoscere i nemici spirituali.
3.Il credente deve conoscere il modo come vincere i nemici spirituali.

La Bibbia è chiara e inequivocabile: il cristiano e quindi la persona spirituale è in guerra, una guerra spirituale. I nemici della spiritualità sono la carne, il mondo e il diavolo; ovviamente questi tre nemici hanno una cosa in comune il peccato, che è il problema di fondo o l’ostacolo vero della spiritualità. Nel loro insieme, questi tre nemici, comprendono quando il male, il peccato sia profondo e ampio. La carne è il peccato in noi, il mondo è il peccato che ci circonda e il diavolo è il peccato sopra di noi. Il peccato è come un cancro distruttivo per la vita spirituale sia personalmente che per le relazioni con Dio e il prossimo. Il conflitto con questi nemici e quindi con il peccato durerà per tutto il tempo che staremo su questa terra. Per la nostra crescita spirituale è importante sapere le caratteristiche di questi tre nemici e come affrontarli. I credenti se vogliono avanzare spiritualmente non possono ignorare questi nemici. Abbiamo bisogno di disciplina, di resistenza, dell'uso sapiente delle armi spirituali e della dipendenza dalla potenza di Dio. 

Ma vediamo il primo nemico.
1. La carne.
Per “carne”(sarx) la Bibbia intende diversi aspetti distinti. “Carne” indica così la parte materiale che copre il corpo umano di una persona o di un animale 1 Cor.15:39: "Non ogni carne è uguale; ma altra è la carne degli uomini, altra la carne delle bestie, altra quella degli uccelli, altra quella dei pesci". Poi la parola carne viene usata corpo fisico come entità funzionante, corpo unico Atti 2:26: "Per questo si è rallegrato il mio cuore, la mia lingua ha giubilato e anche la mia carne riposerà nella speranza". 
Oppure un essere vivente 1 Pie.1:24: "Infatti, 'ogni carne è come l'erba, e ogni sua gloria come il fiore dell'erba. L'erba diventa secca e il fiore cade'". La natura umana mortale, discesa sulla terra, Rom.1:3: "riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne". Quindi un essere umano (Giov.1:14). 
In senso etico nelle epistole di Paolo, (a) come una potenza peccaminosa e sensuale che tende o spinge verso il peccato e contrasta l’opera dello Spirito Santo Gal. 5:17: "Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste"; (b) come la vita fuori dallo Spirito di Dio controllata dal peccato, quindi la sede del peccato, Rom.8:9: "Voi però non siete nella carne, ma nello Spirito, se lo Spirito di Dio abita veramente in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui". (Rom.7:18,25; 8:5,12-13). La carne spinge sempre a vivere in modo egoistico e indipendente da Dio (Rom.8:5-8). 
Il vero credente rigenerato dallo Spirito Santo ha una nuova natura (Ef.4:17-24; Col.3:9-10) ,ma insieme alla nuova natura è presente anche la vecchia, la carne che non può essere migliorata e sradicata fino a quando il credente non sarà in cielo. Quindi nel presente vi è un conflitto interiore benché il credente non è nella carne, ma nello Spirito (Rom. 7:15-23, 8:9). La carne con i suoi desideri controllata dal peccato, ci spinge a fare ciò che è contrario allo Spirito Santo, ma sempre per l’aiuto dello Spirito Santo il credente sarà in grado di vincere la battaglia contro il peccato (Rom. 8:2; Gal.5:16-25). Se cerchiamo di vincere la battaglia contro il peccato con le nostre forze siamo destinati al fallimento, perché tutti in natura siamo completamente sopraffatti, dominati, sotto l’autorità implacabile e vincolante del peccato (Rom.7:18-19; 8:2). 
La vittoria sul peccato quotidianamente è opera dello Spirito Santo, resa possibile solo attraverso ciò che Cristo ha operato con il suo sacrificio perfetto liberandoci dal domino del peccato affinché il credente che cammina secondo lo Spirito e non secondo la carne, potesse vivere secondo la volontà di Dio (Rom.7:25-8:4). Quindi la liberazione dal dominio del peccato è stato possibile grazie a Gesù e grazie allo Spirito Santo oggi possiamo vincere i continui attacchi del peccato. A proposito C.E.B Crainfield osserva: “Noi sappiamo che, per quanto potente sia ancora il peccato su e in noi, e sia in grado di avere la meglio su di noi ogni volta, la potenza dello Spirito Santo è di gran lunga più forte e alla fine deve trionfare, mentre il potere del peccato e della morte passeranno.”  Quindi se non si è uniti a Cristo, alla sua morte e resurrezione il credente non può essere liberato dal dominio della carne (o il vecchio uomo) (Rom.6:3-11; Galati 5:24) e nemmeno lo Spirito Santo può essere dato (Giov.7:39; Galati 3:14; Efesini 1:13 ). 
In virtù di ciò che già siamo in Cristo, della nuova identità,  in virtù dell’unione con Cristo alla sua morte e resurrezione, il credente deve considerarsi ogni giorno morto al peccato e camminare in novità di vita, cioè a vivere consacrato a Dio (Rom.6:4-19). Siamo liberi e non siamo più obbligati a vivere secondo la carne (Rom.8:12-13). Perciò facciamo nostre le parole dell’Apostolo Paolo:"Non regni dunque il peccato nel vostro corpo mortale per ubbidire alle sue concupiscenze;e non prestate le vostre membra al peccato, come strumenti d'iniquità; ma presentate voi stessi a Dio, come di morti fatti viventi, e le vostre membra come strumenti di giustizia a Dio" (Romani 6:12-13). 
In Galati 5:19-23 Paolo contrappone le opere della carne con il frutto dello Spirito. Le opere della carne sono manifeste e sono fornicazione, impurità e dissolutezza (peccati morali), poi idolatria e stregoneria (peccati religiosi) e poi inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte (peccati sociali) e infine ubriachezze e orge (peccati di intemperanza). Al contrario, il frutto dello Spirito, invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo. Ogni persona ha una tendenza o disposizione carnale diversa, uno può avere un problema di gelosia e un altro di dissolutezza e così via. 
L’uomo spirituale è consapevole dei propri limiti e delle proprie tendenze sarà onesto nel vedere quali sono le aree in cui si è più vulnerabili (Per l’elenco oltre a Galati 5:19-21; vedi 1 Corinzi 6:9-10; Efesini 4:25-31; Colossesi 3:5, 8-9), ma altresì è consapevole che se cammina secondo lo Spirito non adempirà affatto ai desideri della carne (Galati 5:16) Cosa significa “camminare secondo lo Spirito?” Cosa significa camminare secondo lo Spirito? Gli studiosi sono divisi sull’interpretazione, “secondo” nell’originale non c’è! Il significato potrebbe essere per lo Spirito (strumentale), nello Spirito (spaziale) o secondo lo Spirito (modale). 
“Per lo Spirito” indicherebbe che la vita cristiana dipende dalla guida e dalla potenza dello Spirito Santo, perciò il credente si lascerà guidare e controllare dallo Spirito Santo. Invece “nello Spirito” indicherebbe lo spazio dove muoversi, lo spazio dove vivi, il confine della Sua volontà e non andare al di fuori, quindi il comportarsi come Dio vuole. 
Per esempio: camminare nella verità (2 Gv.4)
                    camminare nella santità (Ef.5:8-9).
                    camminare nell’amore (Ef.5:2);
                    camminare come Gesù (1 Gv.1:2-6).
“Secondo lo Spirito” indica il modo di comportarsi, nel senso etico, in modo spirituale. “Camminate secondo lo Spirito” sembrerebbe di più strumentale e perciò vivere dipendendo dallo Spirito Santo e in sottomissione allo Spirito Santo lasciando che la mia condotta sia diretta dallo Spirito Santo che è la risorsa e il sostegno dei credenti e implica il modo spirituale di comportarsi. Quindi: se io mi sottometto, se dipendo e mi lascio controllare dallo Spirito Santo, mi comporterò di conseguenza, cioè avrò una vita cristiana secondo i desideri dello Spirito Santo, una vita cristiana santa! Galati 5:18 ( Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge.)  confermerebbero la dipendenza, il controllo, la sottomissione allo Spirito Santo, quindi fare affidamento dello Spirito Santo. 
“Guidati”(ago) era usato per la deportazione degli schiavi o dei prigionieri, quindi erano sottomessi. Il passo parallelo Romani 8:14 ( infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio) conferma ancora questa verità.  Chi si lascia guidare dallo Spirito Santo non cammina secondo la carne! (cfr.Rom.8:12-13). “Guidati” è al passivo presente indicativo, così come camminate di Galati 5:16 è al presente (imperativo quindi non è un optional), perciò ogni giorno camminiamo in sottomissione allo Spirito Santo lasciandoci guidare! 
Il principio sarebbe quello che vediamo in Matt.11:28:"Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me perché io sono mansueto ed umile di cuore". Il giogo era uno strumento usato dai contadini per tenere insieme i buoi quando aravano, così andavano insieme e si sostenevano. Quindi se tu ti svuoti di te stesso, ti sottometti allo Spirito Santo ne sarai controllato, ripieno e ti comporterai di conseguenza operando secondo i desideri dello Spirito. D.L. Moody disse: “Io credo fermamente che nel momento in cui i nostri cuori saranno svuotati dell'orgoglio, dall'egoismo, dall'ambizione e da tutto ciò che è contrario alla legge di Dio, ecco che lo Spirito Santo riempirà ogni angolo dei nostri cuori. Ma se noi siamo pieni di orgoglio, di presunzione e di ambizione e del mondo, non c'è posto per lo Spirito di Dio. Noi prima ci dobbiamo svuotare per poi essere riempiti”. 
Quindi l’uomo o la donna spirituale si sottomette allo Spirito Santo per vivere la vita cristiana, non conterà sulle proprie risorse perché è consapevole che da solo non può vincere la propria carne, quindi si affiderà alla potenza dello Spirito Santo! Per se stesso e per il bene degli altri, con il quale sarà in contatto, l’uomo spirituale è consapevole di quattro verità importanti: (1) In Cristo il credente non è più dominato o schiavo della carne. (2) In ogni cristiano, la carne è ancora presente, la guerra è incessante, è deve combattere. (3) Il campo di battaglia si trova all'interno del credente. Il suo cuore, il suo essere più profondo. (4)In ogni cristiano è presente lo Spirito ed è quindi dotato di capacità vittoriosa sulla carne. (5 ) La vittoria sulla carne è per fede che dipende dallo Spirito Santo e non dalle proprie risorse. (6) Camminare secondo lo Spirito è la cura per il legalismo e il libertinismo; questo perché lo Spirito Santo non solo ci rende una nuova persona, ma anche ci da anche la sua forza per vivere in modo cristiano! 

2. Il Mondo.
La parola “mondo”(kosmos) significa ordine, disposizione regolare, organizzazione. Nel Nuovo Testamento la parola è usata in vari modi per indicare: (1) ornamento (1 Pie. 3:3); (2) la terra in senso fisico (Mar.16:15; Atti 17:24); (3) questo pianeta abitato dall’umanità, la terra (Mar. 14:9); (4)L’umanità (Matt.18:7); (5) nel senso morale l’ umanità estranea, ostile e ribelle a Dio, irredenta (Giac. 1:27; 4:4;1 Giov. 2:15; 5:19); (6) La somma totale, un entità collettiva di qualcosa  (Giac. 3:6). Ora è chiaro come nemico della spiritualità intendiamo “mondo” ciò che si oppone a Dio e alla sua volontà. Quindi considereremo come nemico la filosofia, i valori, il sistema di pensiero, desideri che si oppongono a Dio. 

a) In primo luogo vediamo le caratteristiche del mondo.
(1) Il mondo è sotto il potere di Satana (1 Giov.5:19).
Satana è il principe di questo mondo (Giov. 12:31; 14:30; 16:11) che acceca le menti agli increduli (1 Cor.4:4) e opera negli uomini ribelli (Efesini 2:1-3).

(2) Il mondo ha un suo sistema, una sua filosofia, i suoi valori che sono contrari ai principi e alla volontà di Dio.
La sapienza di questo mondo è in contrasto con quella di Dio (1 Corinzi 1:20-21; 2:12; 3:19; Giacomo 3:13-18).  Il mondo incoraggia a uno stile di vita egocentrico e indipendente da Dio ed è caratterizzato dalla malvagità (Giovanni 7:7), non conosce Dio (17:25) né hanno conosciuto Gesù, il Cristo (1:10), anzi lo hanno odiato (Giov.7:7; 15:18). Nel mondo vi è corruzione a causa della concupiscenza( 2 Pie.1:4). 
I credenti secondo le promesse di Dio sono diventati partecipi della natura divina dopo essere sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza. La “corruzione” (phthora) si riferisce letteralmente alla decomposizione di un cadavere dopo che è stato sepolto, questo ha portato molti studiosi a dire che si trattasse in primo luogo nel senso fisico, che la vita qui sulla terra è temporaneo e non permanente. Ma altri studiosi la intendono in senso etico nel senso di degrado morale e la conseguente perdita dell’anima. Questo degrado morale è dovuto alla concupiscenza (epithymia), che è un grande desiderio disordinato, cattivo, peccaminoso, quindi contro la volontà di Dio (Col. 3:5; 1 Tim. 6:9; 2 Tim. 3:6; 4:3; Tito 3:3; Giac.1:14-15; 1 Pie. 1:14; 4:2, 3; 2 Pie.3:3; Giuda 1:16, 18; cfr. Gal. 5:16, 24; Ef.2:3; 2 Pie.2:18; 1 Giov.2:16). 
In un modo molto chiaro vediamo le caratteristiche di ciò che troviamo nel mondo in 1 Giovanni 2:15-17: 1 Giovanni 2:15-17:  Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui.Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo.E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno. Noi vediamo tre caratteristiche di ciò che è presente nel mondo.

• La prima caratteristica è la concupiscenza della carne.
La concupiscenza della carne (ho epithymia ho sarx ) si riferisce al desiderio passionale o il desiderio cattivo e peccaminoso che proviene dalla natura malvagia, corrotta, decaduta, non rigenerata ostile a Dio. 

• La seconda caratteristica è la concupiscenza degli occhi.
Sottolinea che i desideri dell'uomo sono suscitati soprattutto da ciò che vede. “È la tendenza a lasciarsi attrarre dall’aspetto esteriore delle cose, senza indagare sul loro valore reale”.Si riferisce al desiderio di avere qualcosa che è bello da vedere (Eva giudica l’albero proibito bello da vedere Gen.3:6; altri esempi vedi Gios.7:21; 2 Sam.11:2) pensando che quella cosa porti la felicità, ma in realtà una volta avuta si vuole ancora di più, gli occhi sono insaziabili (Pro.27:20; Eccl.1:8). La concupiscenza degli occhi continua a essere un grosso ostacolo per i cristiani, ma siamo chiamati a usare le parti del corpo come strumenti di giustizia a Dio (Roma.6:13). 

• La terza caratteristica è la superbia della vita. 
“Vita”(bios) si riferisce alla vita nella sua presente manifestazione concreta dello stile di vita riguardo il cibo, il vestiario, i beni materiali; la stessa parola usata in 1 Giovanni 3:17 tradotta con “beni”. L'immagine è quella dell'uomo e della donna che cercano una vita costruita su tutto ciò che il mondo ha da offrire. “Superbia” (alazoneia) quindi il superbo(alazṓn) indicava un millantatore, un vanaglorioso (Rom.1:30; Tim.3.2; Giac.4:16). Si riferisce a chi presuntuoso e pretenzioso che cerca di “impressionare tutti quelli che incontra attribuendosi un’importanza che non ha”.  
Secondo Plummer la superbia della vita è “il desiderio di brillare o di sorpassare in splendore gli altri eclissandoli.”  Questo lo fa in un modo sfarzoso di vivere. La superbia della vita implica essere orgogliosi del proprio stile di vita, dei propri beni materiali. È chiaro che il Signore ci chiama alla semplicità e a non ricercare o confidare nelle ricchezze (1 Tim.6:6-8,17; Eb.13:5), questo farà l’uomo spirituale.

b) In secondo luogo vediamo il comportamento del credente verso il mondo.
Il mondo è come una calamita che attira tutti anche i credenti per conformarsi ai suoi standard. La reazione dei discepoli non è di ritirarsi dal mondo, ma di vivere nel mondo senza seguire il sistema filosofico e quindi non esserne influenzati negativamente a livello morale e  spirituale. Come cittadini del cielo e pellegrini su questa terra, i cristiani siamo chiamati ad astenersi dalle carnali concupiscenze che danno assalto all’anima (1 Pie.2:11). Il cristiano non è di questo mondo (Giov. 15,19; 17:14,16), benché siamo presenti in questo mondo (Giov. 17:11) e quindi siamo chiamati ad amare la gente(Giov.3:16; Matt.22:39), ma  non deve amare il sistema ribelle contrario alla natura e alla volontà di Dio (1 Giov.2:15). Ecco colui o colei che sono spirituali non ameranno questo mondo! Tutti coloro che appartengono a Dio, prima di essere chiamati da Dio, appartenevano al mondo (Giov.17:6) e continuano a vivere nel mondo (Giov.13:1; 17:11, 15), ma essi non condividono più la stessa filosofia o sistema di pensiero del mondo perché appartengono a Gesù Cristo, avendo ricevuto la sua parola (Giovanni 17:14) e sono diventati liberi ( 2 Pie.1:4, “sfuggiti” non è tanto quello di scappare, ma di essere libero in questo caso dalla corruzione che è nel mondo). 
Il credente è considerato morto per il mondo e il mondo è morto per il credente (Gal. 6:14; Cfr. Col. 3:2-3). 
Il cristiano deve conservarsi puro dal mondo (Giac. 1:27), il che significa mantenere se stessi puri ogni giorno senza permettere che il mondo possa influenzarci negativamente, quindi cercare di essere senza macchia, senza difetto, colpa o corruzione e quindi incontaminati. Un predicatore una volta visitò una zona dove c’erano miniere di carbone. La città vicina era molto desolante: gli edifici, gli alberi erano tutti anneriti dalla polvere di carbone. Questo missionario stava camminando con un caposquadra e si accorse tra le piccole margherite di un fiore dai petali bianchissimi. Il predicatore disse con un tono meravigliato: “Che cura! Sicuramente il proprietario si prende cura di questo fiore, visto che è così pulito!” Il caposquadra prende una manciata di polvere di carbone e la getta sul fiore, ma immediatamente quella polvere cadde e scivolò sul terreno e il fiore rimase pulito senza macchia come prima. Il caposquadra spiegò dicendo: “ questo fiore ha uno smalto che impedisce a  qualsiasi polvere di attaccarsi su di esso, io penso che è stato creato per stare in questo posto”. 
La persona spirituale ha questo tipo di smalto, non lascia che il mondo lo influenzi negativamente! Il credente è chiamato a non essere amico del mondo perché l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio (Giac. 4:4). Come il mondo ha odiato Gesù così odieranno i suoi discepoli perché non appartengono al mondo (Giov.15:19; 17:14), pertanto un vero credente non deve aspettarsi pacche sulle spalle o applausi!! Nonostante le ostilità del mondo chi è spirituale sarà fedele al Signore, non c'è via di mezzo, nessun territorio neutrale (Gios.24:14-23; Matt.6:24;12:30). Se Gesù è il tuo Signore questo richiederà il costo di rinunciare a te stesso, di prendere la propria croce ( la sofferenza  per la causa di Cristo, perciò è proporzionata alla nostra dedicazione a Cristo.) e seguirlo (Mar.8:34).

c) In terzo luogo vediamo la cause perché il mondo non va amato.
(1) La prima causa per cui non dobbiamo amare il mondo è perché l’amore per il mondo è incompatibile con l’amore di Dio.
1 Giov.2:15: "Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui". “Non amate” (mē agapaō) è un imperativo presente attivo il che significa che dobbiamo impegnarci attivamente ogni giorno a non amare il mondo. La prima ragione perciò per non amare il mondo (sistema filosofico ribelle a Dio) è perché l’amore per il mondo e l’amore per Dio si escludono a vicenda. Se noi amiamo il mondo vuol dire che non amiamo il Padre. A riguardo John Stott dice: “ Se la visione di un mondo che rifiuta Cristo e l’aspirazione per esso prendono completamente un uomo, è evidente che egli non ha amore per il Padre”.  
Giovanni mette in guardia i lettori contro l’amore per il mondo e ciò che appartiene a esso che non sono secondo la volontà di Dio. Egli non consiglia al cristiano di abbandonare questo mondo o di vivere in solitudine. Giovanni non sottolinea che un cristiano deve andare a vivere lontano da tutto e di tutti, ma l'amore per il mondo e l'amore per il Padre non possono esistere fianco a fianco. Siamo chiamati a una devozione attiva a Dio che modella tutto ciò che siamo e facciamo. Dio e mondo sono rivali per il cuore umano. Il mondo non è semplicemente un'entità passiva, ma un rivale per la fedeltà di ogni persona. Pertanto chi è spirituale secondo il cuore di Dio non amerà il mondo.

(2) La seconda causa per cui non dobbiamo amare il mondo è perché le caratteristiche che troviamo nel mondo non provengono da Dio.
1 Giov.2:16: "Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo". La concupiscenza della carne, degli occhi e la superbia della vita non sono è quello che Dio ha dato al mondo, sono caratteristiche peculiari del mondo stesso e non di Dio. Dio non approva queste caratteristiche e quindi questo distrugge il rapporto con lui (1 Giov.1:5-7). I cristiani dovrebbero rinunciare alle cose mondane perché non glorificano Dio e sono quindi senza valore, infatti ciò che non glorifica Dio non ha valore!

(3) La terza causa per cui non dobbiamo amare il mondo è perché il mondo passa via con la sua concupiscenza.
1 Giov. 2:17: "E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno". Il mondo non durerà per sempre, è transitorio!! (vedi anche Rom.8:18-25;1 Cor.7:31; 2 Pie.3:7-13; Apoc.21:1-4). Gli atteggiamenti mondani come i beni materiali sono passeggeri, cesseranno, o meglio, stanno passando via giorno dopo giorno (passa- paragō, è al tempo presente). “Fare la volontà di Dio” era l’obbiettivo di Gesù (Giov.4:34; 5:30; 6:38-40) e indica l’obbedienza. L’obbedienza di Gesù diventa il modello per i suoi discepoli (1 Giovanni 2:3-6; 3:22; 5:2-3). La chiesa è piena di persone che dicono parole vuote. Loro dicono che sono cristiani, ma non fanno la volontà di Dio. 
Fare la volontà (thelema) di Dio significa mettere in pratica, ubbidire ai suoi comandamenti (Matteo 5:16, 20 48; 7:12, 20,24-29.) Questa obbedienza viene dal profondo del cuore, non è esteriore, ma riempie tutto il nostro essere interiore: pensieri, sentimenti, volontà e si esprime all’esterno! Il nostro comportamento e la confessione sono influenzati da ciò che realmente siamo all'interno. Se il cuore è sincero davanti a Dio lo saranno sia la fede, sia la confessione e il pentimento, quindi il comportamento! Giovanni sta forse dicendo che la salvezza è per opere? Sta forse dicendo che dobbiamo guadagnarci la salvezza? No! Assolutamente no! La salvezza è per grazia, mediante la fede! Ma l’ubbidienza dimostra la nostra fede, la nostra salvezza (Ef.2:8-10; Giac. 1:22-25; 2:14-26), la volontà di Dio sarà quindi anche l’obbiettivo del credente (1 Pie.4:1-2). 
Pertanto una professione di fede senza ubbidienza a Dio, è una professione di fede vuota e sterile. Invece colui che fa la volontà di Dio rimane in eterno (2 Cor.4:18). Essi continueranno a esistere per sempre, verranno salvate (Matt.7:21-27; Giov.6:51,58; 8:51; 10:28; 11:26). 

3. Satana.
Due sono gli errori che fanno in genere le persone riguardo al diavolo: o lo prendono troppo sul serio oppure non lo prendono abbastanza sul serio. Ci sono quelli che lo vedono dappertutto e quelli che invece pensano sia una favola. L'esistenza del diavolo è così chiaramente insegnata nella Bibbia che dubitare della sua esistenza significa  dubitare della Bibbia stessa!!! 
Noi vediamo nella Bibbia che Satana è un nemico reale di Dio e implacabile contro coloro che appartengono a Dio. Ci vorrebbe uno studio a parte per approfondire la personalità e l’azione di Satana e non è lo scopo di questa lezione, ma possiamo vedere brevemente alcune caratteristiche di Satana. La Bibbia usa altri nomi per Satana, egli è chiamato “il diavolo” (Matt. 4:1, 13:39; 25:41; Apoc.12:9; 20:2; ecc.), “il serpente” (Gen. 3:1,14; 2 Cor.11:3; Apo.12:9; 20:2); “Belzebù” (Matt.10:25; 12:24, 27; Luca 11:15), “il principe di questo mondo” (Giov.12:31;14:30;16:11); “il principe della potenza dell'aria” (Ef.2:2), “ il maligno” (Matt.13:19 ; 1 Giov.2:13),ecc.

a) Il Carattere di Satana.
(1) Seduttore (Ap. 12:9).
Satana è un seduttore (planáō) uno che inganna, che ti porta fuori strada (Matt. 18:12; 1 Pie. 2:25; Ebr. 11:38), che ti allontana dalla verità(Giac.5:19), ti conduce in errore come ha fatto con Adamo ed Eva che li ha ingannati dicendo loro che non sarebbero morti se avessero preso del frutto dell’albero, che Dio aveva loro comandato di non prendere, altrimenti sarebbero morti (Gen.2:17; 3:1-4,13). Il più grande inganno del diavolo è quello di convincere il mondo che lui non esiste. 

(2) Bugiardo (Giov.8:44).
Satana è bugiardo, in lui non c’è verità come abbiamo visto con Adamo ed Eva. Meglio quindi conoscere la verità della Parola di Dio per non essere ingannati dalle sue bugie.  

(3) Avversario (1 Pie. 5:8).
“Satana” è il nome personale del capo dei demoni. Questo nome è menzionato in Giobbe 1:6, dove troviamo scritto che “i figli di Dio vennero a presentarsi davanti al Signore e anche Satana andò in mezzo a loro.” Nel contesto vediamo che Satana appare come un nemico di Dio e di coloro che appartengono a Dio (Giob.1:7-2:7). Satana è nemico come vediamo dal significato del nome, “Satana” è una parola ebraica (שָׂטָן-śā∙ṭān) che significa avversario. Il Nuovo Testamento utilizza anche il nome di “Satana” (Satanás Matt.4:10; Luca 10:18, ecc.). Il diavolo è l’avversario dei credenti. Va in giro cercando chi possa divorare. 
“Avversario” (antídikos) era un termine usato per indicare un antagonista o un avversario in tribunale. Nella traduzione greca dell’Antico Testamento(Settanta) indica coloro che si oppongono al popolo eletto di Dio (Is.41:11; Ger.27:34; 28:36,ecc.). Il diavolo (diábolos- caluniatore, l’accusatore) cercherà di divorare come un leone ruggente i credenti!

b) L’attività e lo scopo di Satana.
(1) Ostacolare l'opera di Dio (Matt.13:36-39;16:23; Atti 13:8-10; 1 Tess.2:18).
L'opposizione di Satana per l'opera di Dio non avrà successo. Non avrà successo perché Satana è sotto controllo di Dio (Giob.1:12,21;2:1-7;42) e perché Gesù ha dimostrato di essere più forte (la tentazione Matt.4:1-11 e i numerosi esorcismi Matt.12:28-29). Gesù Cristo è venuto per distruggere le opere di Satana ( 1 Giov.3:8; Ebr. 2:14-15). Gesù è il vincitore e i credenti in e con lui  (Giov.12:31; 14:30; 16:11; Atti 10:38; Col.1:13; 2:15; Luca 10:19; Rom.8:35-39; 16:20; 1 Giov.2:13-14; Apoc.17:14) Il regno di Satana è temporaneo, un giorno sarà gettato nello stagno di fuoco!! (Matt.25:41; Apoc.20:7-10). 

(2) Allontanare gli uomini da Dio.
Lo scopo di Satana è allontanare gli uomini da Dio come vediamo quando colpì Giobbe per fargli rinnegare Dio (Giobbe 2:4-5). Nella parabola del seminatore vediamo che il seme caduto per strada gli uccelli (Satana) lo mangiarono; così Satana porta via la parola “seminata” in alcune persone (Mar. 4:15).  Satana cerca di corrompere e sviare le menti dei credenti dalla consacrazione di Cristo (2 Cor.11:3).

(3) Istigare al peccato. 
Satana è il tentatore (Matt.4:3;1 Tess.3:5) cerca di istigare, sollecitare le persone e quindi anche i credenti a commettere peccato. Ci ha provato senza successo con Gesù (Matt.4:1-11). Ebbe successo invece con Giuda Iscariota (Giov.13:2,27). 

c) Il metodo di Satana.
Vediamo solo alcune caratteristiche dei metodi che usa Satana.
(1) Si traveste di angelo di luce (2 Cor. 11:14).
Thomas Adams: “L’ipocrisia è il capolavoro del diavolo”. Questo indica che Satana è un attore nei travestimenti, in questo caso come angelo di luce. Satana è il grande ingannatore  che assume aspetti falsi, ciò che non è. Satana non si presenta come Satana, di solito si presenta di bell'aspetto. “Il diavolo ha il potere di assumere una forma piacevole”.  Satana cerca abitualmente di raggiungere i suoi scopi malvagi all'interno della chiesa astutamente assumendo le sembianze di un emissario celeste, che sembra in apparenza incarnare tutto ciò che è giusto e vero come rappresentante del regno della luce (purezza e verità), in realtà rappresenta il dominio delle tenebre ( impurità e menzogna), che è ciò che fa parte della sua natura (Atti 26:18; Ef. 6:12, Col. 1:13). 

(2) Insinua dubbi (Gen. 3:1).
Satana insinua il dubbio, cerca di influenzare le persone a dubitare di Dio e della sua parola facendolo vedere ciò che Dio non è! Cerca di dimostrare che Dio non dice il vero. “Satana dipinge Dio con i propri colori”.  

(3) Distorce la Scrittura. 
Matt. 4:5-6: "Allora il diavolo lo portò con sé nella città santa, lo pose sul pinnacolo del tempio, e gli disse: 'Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; poiché sta scritto: -Egli darà ordini ai suoi angeli a tuo riguardo, ed essi ti porteranno sulle loro mani, perché tu non urti con il piede contro una pietra'-". 
In questa tentazione di Satana a Gesù viene messa in gioco la relazione di Gesù con il Padre. E come se Satana stesse dicendo: “ visto che ti affidi a Dio allora buttati dal tempio e gli angeli ti salveranno”. 
Luogo dell’azione è Gerusalemme, la punta più alta del tempio. Gesù nella qualità di Figlio di Dio, poteva avere il diritto della straordinaria protezione divina, quale è promessa al pio, il gettarsi giù dall’alto costituirebbe una prova esemplare. La citazione è di Salmi 91:11-12: "Poiché egli comanderà ai suoi angeli di proteggerti in tutte le tue vie. Essi ti porteranno sulla palma della mano, perché il tuo piede non inciampi in nessuna pietra".  
Il salmo si riferisce che chi confida nel Signore sarà protetto. Notate che Satana ha preso un passo della Scrittura e lo ha usato in modo distorto, la sana interpretazione è che Dio è il nostro rifugio contro gli empi, i nemici, gli angeli ci proteggeranno e gli empi  saranno castigati. Ma da qui dire buttati e gli angeli ti salveranno è completamente distorto!

(4) Utilizza macchinazioni (2 Cor. 2:11).
“Satana non agisce a casaccio, ma attacca sistematicamente”.Il termine macchinazioni (noēma) indica disegni, schemi, progetti, stratagemmi malvagi. Il diavolo riflette su come far male alle persone!! Satana è molto intelligente, sa esattamente quale esca utilizzare per ogni tipo di “pesce” in base al loro habitat!! 

(5) Accusa i credenti (Zacc.3:1; Apoc.12:10).
Un’altra caratteristica del diavolo è accusare i credenti. Quando i credenti peccano, ecco li accusa facendogli vedere i loro peccati e tenendoli prigionieri con i sensi di colpa. Ebbene ricordare e ricordargli  che Gesù perdona da tutti i tipi di peccato in virtù del suo sacrificio se li confessiamo sinceramente ( Zacc.3:1-5; Ef.1:7; 1 Giov.1:8-10).

d) Come vincere gli attacchi di Satana.

(1)Rispondendo agli attacchi con la verità della Parola di Dio.
Questo c’insegna Gesù! A ogni attacco di Satana rispondeva con la verità della Parola di Dio (Matt.4:1-11). Questo implica conoscere bene la Parola di Dio per rispondere colpo su colpo.

(2) Coprendoci con l’armatura che Dio ci ha dato. (Efesini 6:10-17). 
Combattendo con la forza della potenza di Dio e non con le nostre forze o con spavalderia! Affidandoci a Gesù (Ebr.2:18; 4:15).

(3) Pregando (Matt. 6:13; Matt.26:41; Luca 22:31-32 Giov. 17:15). 
John White: “Le legioni dell’inferno sono terrorizzate dalla preghiera….Satana trema quando vede il più debole dei santi inginocchiato”. 

(4) Vegliando (1 Pie.5:8).
Noi dobbiamo essere assennato, attenti, avveduti (sobri-nḗphō). Dobbiamo vegliare (grēgoreúō), non dobbiamo dormire, dobbiamo stare in allerta perché il diavolo è attivo e non demorde mai, va in giro per compiere la sua missione distruttiva. C’è una guerra spirituale in corso, come soldati dobbiamo stare in guardia!! Dobbiamo essere pronti alle insidie del nemico. Il cristianesimo è una lotta spirituale contro le forze spirituali del diavolo!

(5) Resistendo (Giac.4:7; 1 Pie.5:9).
Dobbiamo sottometterci a Dio e resistere al diavolo stando fermi nella fede ed egli fuggirà via! 
Quindi il credente spirituale è consapevole del carattere, dell’attività e del metodo o metodi che usa Satana.Benché non sia un superuomo o un superdonna, l’uomo o la donna spirituale con l’aiuto della potenza di Dio saprà come affrontare gli attacchi di questo nemico pericoloso.

Domande.
1. Sapresti descrivere le caratteristiche del nemico “carne” e come vincerla?
2. Che cosa è “il mondo” (come nemico, non le persone) e per quali motivi non dobbiamo amarlo?
3. Quali metodi usa il diavolo? Come possiamo affrontare vittoriosamente i suoi attacchi?

Bibliografia.
Arichea, D. C., & Hatton, H. (1993). A handbook on the letter from Jude and the second letter from Peter. UBS handbook series; Helps for translators. New York: United Bible Societies.

Beale, G. K. (1999). The book of Revelation : A commentary on the Greek text. Grand Rapids, Mich.; Carlisle, Cumbria: W.B. Eerdmans; Paternoster Press.

Elwell, W. A., & Beitzel, B. J. (1988). Baker encyclopedia of the Bible. Grand Rapids, Mich.: Baker Book House.

Grudem, W. A. (1994). Systematic theology : An introduction to biblical doctrine. Leicester, England; Grand Rapids, Mich.: Inter-Varsity Press; Zondervan Pub. House.

Haas, C., Jonge, M. d., & Swellengrebel, J. L. (1994). A handbook on the letters of John. UBS handbook series; Helps for translators. New York: United Bible Societies.

Harris, M. J. (2005). The Second Epistle to the Corinthians : A commentary on the Greek text. Grand Rapids, Mich.; Milton Keynes, UK: W.B. Eerdmans Pub. Co.; Paternoster Press.

Henri Bloncher, La Creazione l’inizo della Genesi, Edizioni G.B.U., Roma, 1984. 

John Blanchard, The Complete Gathered Gold, Evangelical Press 2006. Database 2007 WORDsearch Corp.

John Stott, Le epistole di Giovanni, Edizioni Gruppi Biblici Universitari, Roma, 1972.

John White, Scacco Matto! Edizioni G.B.U.,Roma, 1983.

Kenneth Boa, Conformed to His Image: Biblical and Practical Approaches to Spiritual Formation, Zondervan, Grand Rapids, Michigan,2001.

Ladd, G. E. (1993). A Theology of the New Testament (D. A. Hagner, Ed.) (Rev. ed.). Grand Rapids, MI: William B. Eerdmans Publishing Company.

Manser, M. H. (1999). Zondervan Dictionary of Bible Themes. The Accessible and Comprehensive Tool for Topical Studies. Grand Rapids, MI: Zondervan PublishingHouse.

Murphy, E. F. (1997). Handbook for spiritual warfare. Nashville: Thomas Nelson.

Paul J.Actemeier, La prima lettera di Pietro, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2004.

R.V.G: Tasker, La seconda epistola di Paolo ai Corinzi, Edizioni G.B.U., Roma, 1977.

Simon Chan, Spiritual Theology, A systematic Study of the Christian life, InterVarsity Press, Downers Grove, Illinois,1998. 

Smalley, S. S. (2002). Vol. 51: Word Biblical Commentary: 1,2,3 John. Word Biblical Commentary. Dallas: Word, Incorporated.

Swanson, J. (1997). Dictionary of Biblical Languages with Semantic Domains: Greek (New Testament) (electronic ed.). Oak Harbor: Logos Research Systems, Inc.

Water, M. (2000). The new encyclopedia of Christian quotations. Alresford, Hampshire: John Hunt Publishers Ltd.

Zodhiates, S. (2000). The complete word study dictionary: New Testament (electronic ed.). Chattanooga, TN: AMG Publishers.