Beati i perseguitati per motivo di giustizia


Matteo 5:10-12: Beati i perseguitati per motivo di giustizia.
Policarpo è considerato come l’ultimo anello di congiunzione con coloro che avevano visto il Cristo incarnato e risuscitato, essendo stato ai piedi dell’apostolo Giovanni. Policarpo non si sa come o quando divenne cristiano, ma all’inizio del II secolo svolgeva un ministero fruttuoso a Smirne. Nel 156 d.C la persecuzione infuriò contro i cristiani nella provincia d’Asia, alcuni pagani per volontà delle autorità civili, uccisero alcuni cristiani, ma non volevano uccidere il vescovo e influente Policarpo che aveva 86 anni; le autorità volevano solo che Policarpo rinnegasse la sua fede perché sarebbe stato un duro colpo per il cristianesimo. Così le autorità romane facevano pressione su di lui affinché rinnegasse Cristo. Eusebio, uno dei primi storici della chiesa racconta: “Ma Policarpo, con sguardo risoluto, fissò la moltitudine nello stadio, agitò la mano verso di loro, sospirò e, alzando lo sguardo verso al cielo, gridò: ‘Basta con gli empi senza Dio!’ Il governatore insistette: ’Giura, e ti libererò; maledici Cristo.’ ‘Per ottantasei anni’, rispose Policarpo, ‘sono stato suo servo, ed Egli non mi ha mai fatto del male come posso bestemmiare il mio Re che mi ha salvato?’ ‘Ho delle bestie feroci’ disse il proconsole ‘se non temi le bestie , ti farò distruggere con il fuoco…’ Policarpo rispose: ’ Il fuoco che minacci brucia per un tempo ed è presto estinto; c’è un fuoco del quale tu non sai niente, il fuoco del giudizio futuro e della punizione eterna, il fuoco riservato per gli empi. Ma perché esiti? Fa ciò che vuoi ’ Il proconsole stupefatto mandò il banditore al centro dell’arena per annunciare tre volte: ‘ Policarpo ha confessato che è un cristiano’…Al che un grido si levò da ogni bocca, chiedendo che Policarpo fosse bruciato vivo. Il resto accadde tutto velocemente: le folle si affrettarono a raccogliere ceppi e fasci di legno dalle officine e dai bagni pubblici ....Quando il rogo fu pronto....Policarpo pregò......Quando ebbe offerto l’amen ed ebbe finita la sua preghiera, gli addetti accesero il fuoco, e una fiamma si levò.”
Policarpo morì martire per Gesù, bruciato vivo! Ci sembra una cosa incredibile, ma i primi cristiani erano perseguitati, soffrivano a causa della fede, la persecuzione è solo una questione del secondo secolo dopo Cristo? No!  Perché ancora oggi nel mondo credenti muoiono o sono emarginati o insultati per la loro fede cristiana! Una delle qualità di Gesù era la sua onestà pura e semplice. Gesù ha sempre detto le cose come stavano, non lasciò mai le persone nel dubbio su quello che sarebbe loro accaduto se avessero deciso di seguirlo. Gesù non ci ha salvati per renderci la vita facile, ma di farci uomini che lo avrebbero seguito nonostante le persecuzioni e la sofferenza.
Noi notiamo in questo passo tre aspetti importanti.

Il primo aspetto è che:
I LA PERSECUZIONE È  NORMALE PER I CRISTIANI.
v.12: "Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi".  Il verbo “hanno perseguitato” nel greco (diōkō- participio perfetto) letteralmente significa: quelli che sono stati e che ancora sono perseguitati. ”Perseguitato” ha il senso di inseguire un nemico o un animale, come a caccia e di accusare e far condannare in tribunale. La persecuzione era un contrassegno del discepolo di Cristo, perciò non dobbiamo pensare che la persecuzione sia un segno della disapprovazione di Dio, al contrario è un ulteriore dimostrazione che si è veri discepoli e che lo Spirito di Dio, di gloria riposa su di loro (1 Pietro 4:12-16). 
La persecuzione per un cristiano, non è una prova che Dio dimentica i suoi, o perché li sta punendo, piuttosto è il segno che Dio è all’opera nel credente, la persecuzione è una grazia di Dio (Filippesi 1:29-30). 
Uno dei motivi, per esempio del perché Dio permette la persecuzione è la purificazione dei credenti e la loro crescita spirituale (Romani 5:1-4; Giacomo 1:3-4; 1 Pietro 1:6-7). Dio è in controllo di tutte le circostanze, anche degli uomini malvagi, fa cooperare ogni cosa per il bene dei suoi figli secondo il suo piano (Romani 8:28-29 ). 
“Nessun caso nella vita del credente è accidentale o incidentale, ma sono ordinati da Dio a servire i suoi scopi eterni” (John Blanchard). Dio è troppo grande per essere portato fuori rotta dalla malvagità degli uomini. Dio guida la storia per realizzare la sua storia! Niente è a caso, nemmeno la persecuzione!

La normalità della persecuzione dei credenti è dimostrata dal fatto che:
A) Nell’Antico Testamento i giusti erano perseguitati dagli empi.
Come vediamo per esempio nella vita di Abele e nei salmi (Genesi 4:3-7; Salmi 7:1-17; 31:15-16; 69:26; 119:86,157,161).

Un’altra prova è che:
B) Gesù fu perseguitato.
Gesù ricevette una persecuzione sistematica da parte dei capi giudei fino alla morte, già da neonato (Matteo 2:13-18); e poi all’inizio del Suo ministero, poi man mano che si scontrava con le tradizioni dei capi religiosi, questi progettarono da subito di farlo morire e così poi è stato (Marco 3:6; Cfr. Luca 13:31-35; Giovanni 11:7-8; Marco 14:1-2,10-11).

E poi ancora:
C) La persecuzione nel Nuovo Testamento è vista come una cosa normale per i credenti.
Gesù avvertì i discepoli che sarebbero stati perseguitati (Matteo 10:16-22,23-39).  Paolo fortificava gli animi dei discepoli e li esortava a perseverare nella fede, dicendo loro che: “dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni.”  (Atti 14:19-22 ). 
“Tribolazioni” (thlípsis) si riferisce alle persecuzioni. (Marco 4:17; Matteo 24:21; Atti 20:23; 2 Tessalonicesi 1:4 ). 
Parlando degli avversari del Vangelo, Paolo incoraggia i credenti di Filippi, a combattere insieme con un  medesimo animo senza essere spaventati dagli avversari, che per loro è una prova di perdizione e per i credenti una prova di salvezza, poi dice, parlandone come una cosa destinata ai credenti:  Perché vi è stata concessa la grazia, rispetto a Cristo, non soltanto di credere in Lui, ma anche di soffrire per lui.  (Filippesi 1:29). 
Ancora, molto più esplicito, Paolo dice ai Tessalonicesi di non essere scossi in mezzo alle tribolazioni in quanto a queste siamo destinati come già aveva loro preannunciato (1 Tessalonicesi 3:3-4 ). I primi cristiani furono perseguitati dai giudei, basta leggere nel libro degli atti (Atti 4:1-6; 5:17-18; 8:1-4); o le lettere (Galati 1:13,23; 1 Corinzi 15:9; 2 Corinzi 11:24; Filippesi 3:6), ma  anche dai pagani a Filippi (Atti 16:35-40); a Corinto (Atti 18:12-17); a Efeso (Atti 19:35-40).
Ricordiamo, anche la prima persecuzione a opera degli imperatori romani Nerone nel 64 d.C., di Domiziano negli anni 90 e quindi con altri imperatori fino a Diocleziano 303-304 d.C. Sotto Decio e Valeriano intorno al 250 ci fu ci fu una legge statale, una persecuzione di massa, estesa in tutte le province, la persecuzione verso i cristiani durò fino al 311 d.C.,  Galerio, sul letto di morte, proclamò un editto di tolleranza verso i cristiani. Sarebbe lunga citare altre persecuzioni nella storia fino a oggi i cristiani sono perseguitati.

D) La persecuzione ha varie forme.
“Quando” (hótan) indica qualcosa che avverrà sicuramente!
(1) La forma dell’insulto.
“Insulteranno” (oneidizō) è ingiurare, oltraggiare, offendere (Matteo 27:44 ; 1 Pietro 4:14). Gesù dice che se hanno chiamato belzebù a Lui faranno la stessa cosa con noi (Matteo 10:24-25 ).

(2) La forma del male fisico.
“Persecuzione” indica atti di inimicizia, dare la caccia nel senso di male fisico. Gesù rivolgendosi agli scribi e farisei disse loro Matteo 23:34-35: "Perciò ecco, io vi mando dei profeti, dei saggi e degli scribi; di questi, alcuni ne ucciderete e metterete in croce; altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città,  affinché ricada su di voi tutto il sangue giusto sparso sulla terra, dal sangue del giusto Abele, fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachia, che voi uccideste fra il tempio e l'altare". (Atti 7:52; 9:4;  22:4; cfr. 1 Tessalonicesi 2:14-16).
Gesù, Stefano; Paolo e poi altri gli fu fatto proprio del male fisico dai giudei. I romani non furono da meno, per esempio quando scoppiò un incendio che durò diversi giorni (alcuni pensano per mano dell’imperatore Nerone) tra il 18 e il 19 Luglio del 64 d.C., l’imperatore accusò i cristiani  e li avvolse di pece, li tirò su come torce, furono torturati, lacerati dai cani di Nerone, ecc.

(3) La forma della calunnia.
E mentendo diranno contro di voi ogni sorta di male. “ Calunniare” è accusare i credenti di cose non vere, diffamandoli di qualsiasi cosa. I romani perseguitarono i Cristiani accusandoli di cannibalismo, interpretando erroneamente le parole dell’ultima cena di Gesù. Furono anche accusati per pratiche immorali, le loro riunioni erano delle orge secondo loro, perché si salutavano con un santo bacio, furono accusati falsamente di essere gli incendiari di Roma, visto che predicavano la fine del mondo in fiamme,ecc. Nel mondo occidentale, ma non in tutto il mondo, non abbiamo problemi di persecuzione fisica, in quanto viviamo in una epoca dove si accetta tutto e tutti, ma forse gli insulti, il sarcasmo, la derisione, le calunnie e l’emarginazione, si. Forse ti è capitato o ti succederà questo tipo di persecuzione morale.

II I MOTIVI DELLA PERSECUZIONE.
vv.10-11: "Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia". 
Per la giustizia e per causa di Gesù, è la stessa cosa. Il cristiano non è perseguitato per i peccati o per qualche sciocchezza, ma per motivo di giustizia e per causa di Gesù. (1 Pietro 2:20; 3:14; 4:14-15).

A) La Persecuzione c’è per coloro che hanno una relazione di fedeltà e ubbidienza verso Gesù.
William Hendriksen  disse giustamente che: “Le cicatrici sono il prezzo che paga ogni credente per la sua fedeltà a Cristo”.  
Gesù dice: “Perseguitati a motivo di giustizia”.
“Giustizia” (dikaiosynē) è la stessa parola di Matteo 5:6. Quindi quelli che sono perseguitati sono coloro che hanno un rapporto con Gesù di  assoluta fedeltà  attraverso il Vangelo e sono desiderosi di fare la volontà di  Dio, che osservano la legge di Dio, sono discepoli di Gesù e cercano di assomigliare sempre di più a Gesù. Sono coloro che hanno una elevata integrità morale e spirituale, sarà perciò un comportamento visibile di luce in mezzo alle tenebre e quindi attirerà la persecuzione. Il vero discepolo di Cristo, benché vive nel mondo, non è di questo mondo, perciò sarà visto male da quelli di questo mondo.
Giovanni 15:18-20: "Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, perciò il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detta: 'Il servo non è più grande del suo signore'. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra'". 
Gesù dice se hanno odiato me, non vi aspettate un comportamento diverso, perché il mondo ama ciò che è suo. Che idea abbiamo su chi è il cristiano? Forse pensiamo che il cristiano debba essere  accettato, debba  essere piacevole, popolare, questo è quello che io pensavo qualche anno fa, ma mi sbagliavo di grosso. 
Luca 6:26: "Guai a voi quando tutti gli uomini diranno bene di voi, perché i padri loro facevano lo stesso con i falsi profeti". M.L.Jones: "Non è forse un’idea nostra che il perfetto cristiano sia per lo più una persona piacevole, popolare, che non offende nessuno , con cui è facile rapportarsi? Se tuttavia questa Beatitudine è vera, il vero cristiano non è così, perché il vero credente non è uno che viene apprezzato da tutti. Non apprezzarono il Signore a quel tempo e non apprezzeranno mai chi Gli assomiglia adesso. Attenzione a voi, quando tutti parleranno bene di voi! È ciò che fecero con i falsi profeti, non lo fecero con Cristo". 
Se diranno bene di noi per la gloria di Dio perché facciamo la volontà di Dio senza compromessi è una cosa, ma se dicono bene di noi perché abbiamo una “fede umanizzata” come tante altre, che si discosta dalla verità compromettendola, allora dobbiamo preoccuparci! Quando parliamo con franchezza del peccato o che non dobbiamo amare il mondo, o che dobbiamo osservare i comandamenti,  o parliamo dell’inferno o che Gesù è l’unica via per la salvezza e per arrivare a Dio, aspettiamoci almeno l’antipatia di chi non conosce Cristo. Se dicono bene di noi, dobbiamo preoccuparci, lo facevano gli Israeliti con i falsi profeti!

Quindi:
B) La Persecuzione non è per tutti i cristiani.
Il cristiano nominale non è perseguitato, ma lo è, quello che assomiglia  Cristo!! (Matteo 10:24-25).  Coloro che sono consacrati a Gesù saranno perseguitati! 
2 Timoteo 3:12: "Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati".
“Piamente” (eusebōs) indica il modo di vivere, la vita in una giusta attitudine verso Dio, verso i pensieri divini e la Sua volontà in Cristo. Il punto non è solo quando testimoniamo verbalmente di Gesù, ma anche quando ci comportiamo come vuole Gesù  nella vita di tutti i giorni, al lavoro, in famiglia, con gli amici, a scuola, quando per esempio loro fanno una cosa o ti dicono di fare una cosa e tu dici che per motivo di coscienza per amore di Gesù non l’ha farai, in questi casi si rischia una qualche forma di persecuzione! (1 Pietro 4:3-4:14).
Quando prendiamo posizione per Gesù e facciamo ciò che lui ci dice di fare aspettiamoci una qualche forma di persecuzione perché i valori di questo mondo contrastano con quelli di Cristo. John Stott ha affermato che: “La persecuzione è semplicemente lo scontro tra due sistemi di valori inconciliabili.” L'unico modo per un cristiano per sfuggire alle persecuzioni di qualsiasi forma è scendere a compromessi con il mondo, di non sollevare obiezioni quando si bestemmia Dio, quando c’è da prendere posizione davanti qualsiasi cosa che va contro i principi biblici riguardo al sesso per esempio o quando si disprezza la Parola di Dio e così via. Se manifestiamo la nostra fede con le parole e con i fatti aspettiamoci almeno una persecuzione morale o verbale. Chi professa un cristianesimo genuino si attira o prima o poi una qualche forma di persecuzione. Dunque possiamo dire che la persecuzione è la prova che il credente è unito a Gesù Cristo (2 Corinzi 5:17) e possiamo essere certi che lo Spirito Santo è all'opera nel cuore di quel credente che lo sta trasformando all’immagine di Cristo (2 Corinzi 3:18 ).

Quando affronteremo una persecuzione come dovremmo affrontarla?
III IL MODO DI AFFRONTARE LA PERSECUZIONE.
v.12: "Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi".

A) La Reazione: Rallegratevi e giubilate.
Le stesse due parole le ritroviamo in 1 Pietro 4:12-13.
(1) Rallegratevi.
“Rallegratevi” (chairō) indica gioia, essere lieto, sentire piacere. La stessa parola è usata per i magi quando videro la stella si rallegrarono perché finalmente potevano vedere Gesù bambino (Matteo 2:9-10 ); oppure  quando Gesù racconta la parabola del pastore che va in cerca della pecora perduta e la ritrova e si rallegra, questo per illustrare la gioia del Signore nel cercare e trovare le persone perdute (Matteo 18:13); e quindi del padre che si rallegra nel ravvedimento del figlio che ritorna a casa (figliol prodigo Luca 15:31-32), oppure gli apostoli che ritornano dalla loro missione pieni di gioia perché i demoni gli erano sottoposti. Ma lo erano anche in situazioni di persecuzione, in un’altra occasione gli apostoli furono messi in prigione, perché predicavano Cristo e prima di essere liberati, furono malmenati e minacciati a non parlare più di Gesù, leggiamo che si rallegrarono perché furono ritenuti degni di essere stati oltraggiati per il nome di Gesù (Atti 5:41 ). 
Nel suo diario, il predicatore metodista, John Wesley (17 Giugno 1703-2 Marzo 1791) spesso si trovava di fronte una folla ostile, racconta di una predicazione all’aperto tenutasi a Moorfields, a Londra, lui scrisse così: “ho avuto l'onore di avere pietre, polvere, uova marce e pezzi di gatti morti gettati contro di me”.

(2) Giubilate.
“Giubilate” (agalliaō), letteralmente è saltare di gioia. È la gioia che attraversa e penetra tutto il nostro corpo e si vede all’esterno,è una manifestazione esteriore! Nell’Antico Testamento  questa parola traduce la gioia nel celebrare e lodare Dio per le Sue opere e per il Suo aiuto (Salmi 32:7-11; Isaia 12; 25:9);quindi una gioia piena di gratitudine davanti a Dio (Salmi 31:7-8) o anche la gioia degli ultimi tempi (Salmi 96:11-13; 97:1-8). La stessa parola è usata in 1 Pietro 1:6-8 e  Apocalisse 19:7. 
Perché allora dobbiamo rallegrarci e giubilare? Come ci si può rallegrare in questi casi?

B) La Motivazione.
Sia al v.3 che al v.10 troviamo scritto: "di loro è il regno dei cieli". Che cosa significa? Si riferisce al regno di Dio in Cristo (Matteo 12:28; Luca 17:21). L'enfasi dell'espressione è sull'attività di redenzione completa e la liberazione di Dio in Cristo che domina come re (Colossesi 1:13). Questo regno è venuto, viene e deve venire (Apocalisse 11:15; 2 Pietro 3:13; Filippesi 2:10-11).

Questo affinché il credente può gioire, ma Gesù dice che ci sono due altri motivi che il credente anche se è perseguitato può gioire:
(1) Il premio è grande in cielo.
v.10: "Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli". La sofferenza sotto la persecuzione, a motivo della fedeltà a Cristo è un segno trionfante che il regno appartiene a loro.

In contrasto con le persecuzioni:
a) Il premio è grande.
v.12: "perché il vostro premio è grande nei cieli".
Non è semplice capire di quale premio stia parlando Gesù, se parla in termini generali o di qualcosa di specifico, come le corone che saranno date ai credenti (2 Timoteo 4:8; Giacomo 1:12; 1 Pietro 5:4; cfr. Apocalisse 4:10). Comunque sia il premio c’è ed è grande. 
“Grande” (polys) indica molto, abbondante. 
Stuart Olyott dice: “Le nostre attuali sofferenze sono come un brutto portico che conduce alla soglia di un palazzo indicibilmente glorioso.”

b) Il premio è un riconoscimento da parte di Dio per il comportamento.
“Premio” (misthos) nel Nuovo Testamento è usato per la paga di chi lavora, il salario (Matteo 20:8 , Ezechiele 29:18; Giacomo 5:4; Luca 10:7; 1 Timoteo 5:18); ma anche ricompensa per un’azione. (Matteo 6:2,5 ,16; 1 Corinzi 3:8,14 ; Apocalisse 22:12 ). 
L’idea di ricompensa nell’Antico Testamento la vediamo nell’integrità di Giuseppe che poi è stato fatto vice re; nella vita di Rut che decise di rimanere con la suocera e quindi nel giudaismo, visto che era una moabita ed è stata la bisnonna di Davide, una progenitrice di Gesù; poi ancora il rifiuto di Davide di uccidere Saul, poi Davide è stato re. Comunque è scritto che i credenti saranno giudicati, non per la salvezza che è gratuita, ma andremo davanti il tribunale di Dio (Romani 14:10-12 ; 2 Corinzi 5:10 ) e saremo ricompensati per quello che abbiamo fatto, ma non per la salvezza (Efesini 2:8-9 ). 
Anche se, a differenza della salvezza, la ricompensa è per merito umano, Dio ce la dà sempre per grazia, per generosità e se noi lo abbiamo potuto servire fedelmente e sempre per la Sua grazia (Romani 15:18; 1 Corinzi 15:10; Filippesi 2:13; Ezechiele 36:26-27), perciò non ci vantiamo più di tanto! (cfr. Apocalisse 4:9-11 ).

c) Il  premio è in cielo e non sulla terra.
Forse siamo tentati a voler il premio sulla terra, ma il premio è in cielo alla presenza di Dio. Il premi in cielo non ha paragoni con la sofferenza della persecuzione. 
Romani 8:17-18: "Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui. Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev'essere manifestata a nostro riguardo". Una prova che siamo eredi con Gesù è quella della sofferenza, intesa come persecuzione sotto varie forme, senza allontanarci da Lui. “Ritengo” (logizomai) si riferisce a una calcolo matematico, figurativamente indica raggiungere a una conclusione dopo uno studio o un ragionamento accurato. Come saremo glorificati con Lui, così soffriamo con Lui, ma se noi guardiamo alla gloria che sarà in cielo con Gesù, allora le sofferenze diventano piccole! Paolo dice: “ facciamoci un po’ di calcoli, qui soffriamo per la fede siamo perseguitati, ma che cosa è la sofferenza in paragone a dove andremo e a quello che saremo?” 
John MacArthur: "In quanto seguaci di Cristo, la nostra sofferenza deriva dagli uomini, mentre la nostra gloria viene da Dio. La nostra sofferenza è terrena, la nostra gloria è celeste. La nostra sofferenza è breve, la gloria è per sempre. La nostra sofferenza è di poca importanza, la gloria è illimitata. La nostra sofferenza è nei nostri corpi mortali e corruttibili, mentre la gloria sarà nei nostri corpi perfetti e incorruttibili".  La nostra vita sulla terra è un vapore, in cielo è l’eternità con Dio (Giacomo 4:4), sulla terra c’è la  ruggine, in cielo no (Matteo 6:20 ), qui c’è la morte in cielo la vita eterna (1 Pietro 1:3-4). Per i veri cristiani, pensando che andremo in cielo, pensando che saremo con il Signore allora gioiremo (Luca 10:17-20). La ricompensa in cielo sovrasta grandemente le nostre sofferenze vissute sulla terra.

Il secondo motivo per gioire è perché:
(2) Partecipiamo alla stessa situazione dei profeti.
v.12: "… poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi".
Quindi siamo associati ai servi fedeli del Signore dell’Antico Testamento come Elia, Geremia e tanti altri, quando siamo perseguitati per la fedeltà a Gesù. Che grande privilegio! (2 Cronache 36:15-16; 1 Re 18:4,13; 1 Re 19:10; Neemia 9:26; Geremia 2:30,12,20,26,36,37,39,43;26:20-24; Matteo 23:31-39; Atti 7:52; Ebrei 11:37; Giacomo 5:10).
Il discepolo di Cristo deve sentirsi onorato perché è trattato come i servi fedeli dell’Antico Testamento!

CONCLUSIONE.
Qualche anno fa, in piena guerra fredda e di mancanza di libertà per il regime comunista in Unione Sovietica, i cristiani erano perseguitati ed erano vietati i culti, incontrarsi insieme per adorare il Signore. C’erano cristiani coraggiosi che lo facevano nelle case privatamente, con le finestre chiuse, cantavano a bassa voce, ma  ogni tanto c’erano delle perquisizioni, perciò non portavano le Bibbie, ma memorizzavano parti della Bibbia e li recitavano a memoria. Una sera, in uno di questi incontri ci fu un’irruzione, due soldati con armi automatiche, entrano e uno gridò ai presenti di mettersi a destra contro il muro dicendo: “ Chi rinnega Cristo può andare via e nessun male gli sarà fatto”. Due o tre membri andarono via, poi un altro; poi il soldato diede ancora un’altra opportunità e un altro membro andò via con la faccia a terra, ma nessun altro si mosse compresi genitori e figli che tremanti si aspettavano di essere uccisi o imprigionati. Ma il soldato disse: “ Non vi preoccupate fratelli e sorelle, anche noi siamo cristiani,  molte  settimane fa, fummo mandati dai nostri superiori in un’altra chiesa in casa per arrestare i credenti, ma in quell’occasione ci siamo convertiti”. L’altro soldato aggiunse: “Siamo spiacenti di aver spaventato quelli che sono andati via, ma almeno abbiamo imparato che le persone che non sono disposte a morire per Gesù, non sono degne di dargli fiducia”. 
Noi possiamo affermare che coloro che dicono di essere credenti, lo devono dimostrare quando c’è la persecuzione, altrimenti è come il seme che è caduto sul terreno roccioso, che non aveva molto terreno profondo, spuntò e subito si seccò. 
Questi credenti hanno ascoltato e ricevuto la Parola di Dio con gioia, dice Gesù, ma siccome non hanno radici sono di corta durata, e nel momento della tribolazione e persecuzione si sviano (Matteo 13:5,20-21). 
In qualche modo noi credenti saremo ostacolati, presi in giro, calunniati per la fede in Gesù! E non è detto che un giorno non possa cessare la libertà di incontrarci o di testimoniare di Gesù in Italia, ma come reagiremo? Se siamo veri credenti saremo disposti a morire per Gesù! Una piccola prova la possiamo avere se oggi ci vergogniamo di predicare il Vangelo, se nascondiamo di appartenere a Gesù, se è così la tua fede va rivista! Forse hai accettato Gesù solo da un punto di vista umano, culturale e non spirituale e quindi non hai una vera fede! Allora prega che Dio ti dia una vera fede!

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