venerdì 22 marzo 2013

Al di sopra dei problemi


Al di sopra dei problemi!
Indubbiamente, giovani e anziani, ricchi e poveri, credenti e non credenti, italiani o tedeschi, tutti abbiamo dei problemi grandi o piccoli. Ci sono problemi finanziari, problemi di salute, problemi interpersonali, come anche problemi di senso di colpa, di depressione, di tentazione, di fallimento, ecc. sappiamo che ciò che è un problema per una persona non lo è per un’altra. Sappiamo benissimo che a volte un problema nasconde un altro problema, nel senso che alla radice di un problema la causa è un altro problema. “Come sarebbe bello vivere senza problemi” direbbe qualcuno, ma questo non è possibile, perché, senza esagerare, quasi ogni giorno, abbiamo problemi, più o meno gravi direttamente o indirettamente, da affrontare. Dio non ha mai promesso che la nostra vita e la nostra vita cristiana sarebbe stata facile. Egli non ha promesso che non avremmo avuto problemi quotidiani e pressioni di vario genere. Egli non ha promesso di portarci alla nostra dimora celeste su una nuvola soffice! Inoltre quando abbiamo problemi, noi desideriamo un sollievo immediato, ma è raro che gli scopi di Dio si realizzano in un istante!! Ma perché dobbiamo soffrire? Perché dobbiamo avere dei problemi? In questa serie di studi vedremo come elevarsi al di sopra dei problemi.
Prima lezione: Perché Dio ci permette di avere dei problemi?
Noi, come cristiani non siamo esenti da problemi dolorosi e spesso abbiamo più problemi rispetto ai non cristiani, perché il tentatore, il diavolo, cerca di ostacolare o deviare dalla via del Signore (1 Tessalonicesi 3:5). Ma dietro i nostri problemi vi è la mano invisibile di Dio che li guida secondo uno scopo ben preciso.
Quale era la preoccupazione per la chiesa di Tessalonica riguardo a questo? (1 Tessalonicesi 3:3-5; cfr. anche Giovanni 16:33).




La parola greca tradotta tribolazioni (thlipsis) significa “pressare o pressione che pesa sul nostro spirito”. Si riferisce alla profonda sofferenza o angoscia, all’afflizione, a problemi con sofferenza, dal contesto è in riferimento alla persecuzione(Atti 11:19; 14:22),ma possiamo applicarlo a ogni aspetto della vita.
Leggi Romani 8:35-36 vedi quanti problemi descrive l’apostolo Paolo, ma nei vv.37-39 qual è la certezza del cristiano?




Noi cristiani siamo più che vincitori e abbiamo la certezza che tutte le circostanze della vita cooperano al bene per coloro che amano Dio i quali sono chiamati secondo il Suo disegno (Romani 8:28). Dio ha sottocontrollo i tuoi problemi, Dio cura i dettagli della tua vita secondo il Suo piano sovrano. Dobbiamo essere fiduciosi che Dio è sovrano e guida tutte le circostanze della nostra vita, anche il male benché da Lui non provenga il male. Il male è diffuso nel nostro mondo decaduto, ma Dio è in grado di trasformare ogni circostanza, anche il male in bene.
Dio non sta lavorando per renderci felici, ma per il nostro bene secondo il Suo proposito. (Bene, agathos indica un alto standard di qualità, implica beneficio, vantaggio, dal contesto è essere conformi a Gesù).
Helmut Thielicke disse: “Niente potrà toccarmi che non sia passato al suo esame, cosicché ciò che mi tocca servirà al mio vero bene”. Dio non ci ha promesso e assicurato una vita piacevole, non esaudisce sempre i nostri desideri, non fa sempre tutto quello che secondo noi dovrebbe realizzare, ma fa cooperare tutte le cose per il bene dei Suoi figli, perché li ama! Notate inoltre che questa promessa non è per tutti, ma solo per coloro che amano Dio. 
Leggi Genesi 50:19-20 che cosa risponde Giuseppe ai suoi fratelli?




Non perdiamo la speranza in Dio perché Dio dal male può trarre il bene. Quale bene può venire fuori dai problemi? Possono essere diversi beni, ma ne vediamo alcuni.
Dio usa i problemi per dirigerci, per ispezionarci, per correggerci e per perfezionarci.

1. In primo luogo, per dirigerci.
C.S. Lewis scrittore, critico letterario, studioso e professore universitario scrisse: “Dio sussurra nei nostri piaceri, parla nelle nostre coscienze, ma grida nelle nostre sofferenze; il dolore è il Suo megafono per svegliare un mondo sordo”.  Attraverso i giudizi, gli uomini imparano la giustizia (Isaia 26:9). Dio usa i problemi per richiamarci, per farci tornare in pista, la pista della Sua via, o per farci tenere la giusta rotta riguardo la Sua Parola. 

Come il Salmo 119:67,71 esprime questa verità? 



Tramite la sofferenza Dio a volte ci fa capire che non siamo autosufficienti, ma che dipendiamo da Lui. Israele è stato messo alla prova da Dio per quarant’anni, per vedere ciò che aveva nel cuore e se avesse osservato i comandamenti del Signore, per insegnargli che l’uomo vive di ogni Parola che viene da Dio! (Cfr. Deuteronomio 32:46-47). Quindi, Dio usa i problemi per dirigerci a dipendere da Lui.
Leggi Deuteronomio 8:2-3, in che modo  Dio ha insegnato al Suo popolo che dipendeva da Lui?



Dio ci permette di avere problemi per dirigerci e ...
2. In secondo luogo, per ispezionarci.
Qualcuno ha detto che  “i cristiani sono come le bustine di tè. Tu non sai cosa c’è dentro fino a quando non entra un po’ d’acqua calda”. I problemi sono solo test per rivelare che tipo di cristiani realmente siamo. Giacomo ci dice che i cristiani devono considerare una grande gioia quando si vengono a trovare in prove svariate (Giacomo 1:4). Pietro dice che è necessario che siamo afflitti da svariate prove (1 Pietro 1:6).
La parola “prove” (peirasmos) indica sottoporre a un test per vedere la qualità o il valore di qualcuno o qualcosa. Tra i greci veniva usata per indicare i test di medicina per vedere il loro effetto in certe malattie.
Secondo 1 Pietro 1:7b qual è uno degli scopi della prova? 



Pietro ci dice che la fede viene messa alla prova e fa l’esempio della prova dell’oro con il fuoco. L’oro era provato con il fuoco per due ragioni, la prima per vedere se era vero oro. Così la nostra fede che è più preziosa dell’oro che perisce deve essere provata per vedere se è vera. Non possiamo conoscere la profondità del nostro carattere fino a quando vediamo come reagiamo sotto pressione. È facile essere gentili con gli altri, quando tutto sta andando bene, ma possiamo ancora essere gentili quando gli altri ci trattano ingiustamente? Quando siamo sottopressione possiamo capire meglio di che pasta è fatta la nostra fede o la genuinità della fede, o il nostro vero carattere, quindi dell’obbedienza, della realtà delle nostre risorse morali (Genesi 22:1-2; Deuteronomio 8:2; 13:1-4 Giudici 2:21-23; 3:1:4). Dio permette tali prove al fine di valutare la forza, il valore e la qualità della nostra fede. Quindi la prova è un esame, serve a vedere di che pasta è fatta la nostra fede, attraverso la prova Dio mette a nudo la natura della nostra fede o del nostro carattere. La seconda ragione per cui l’oro era provato con il fuoco, era per togliere le impurità attorno all’oro, quindi per pulirlo. Come l’oro è mescolato ad altri materiali meno pregiati e solo con il  fuoco veniva purificato dalle impurità, così è la nostra fede può essere mescolata da cose che non onorano il Signore, con la prova la fede viene purificata. 
Leggi e rifletti sul Salmo 139:23-24. Personalizza e scrivi qui sotto:



Dio ci permette di avere problemi per dirigerci, per ispezionarci e ...
3. In terzo luogo, per correggerci.
Dio corregge colui che Egli ama! Lo fa per il nostro bene, per la nostra buona salute spirituale, affinché possiamo assomigliargli in santità, affinché siamo conformi al Suo carattere. Dio ci dirigerà sempre in questa direzione e a volte lo farà disciplinandoci.
Thomas Watson disse: “Un letto di malattia a volte può insegnare più di un sermone!” Non è mai piacevole essere corretto e disciplinato da Dio, ma la sua disciplina è il segno del suo profondo amore per noi.
Spurgeon disse: “Il Signore fa cadere i suoi santi proprio al centro del fuoco ardente e lo fa-tenetelo ben presente- perché sono i suoi figli teneramente amati”. 
Leggi Ebrei 12:4-11. Quali misure il Signore a volte prende nei confronti di quelli che sono suoi figli? Perché? (12:5-6)




Cosa impariamo da Dio dal fatto che ci disciplina? (12:6-7).




Quale verità si può dedurre da coloro che non hanno mai sperimentato la disciplina di Dio? (12:8).




Perché Dio disciplina i propri figli? (12:9-10).




Che cosa produce la disciplina ? (12:11).




Dio non agisce sulla base di giudizi arbitrari, i Suoi giudizi sono sempre giusti e non come i padri terreni che, anche, con tutta la loro buona volontà, non sono e sono stati perfetti ( e nemmeno noi come padri lo siamo!). Dio esercita sempre la disciplina giusta, nel modo giusto e al momento giusto. Nel Suo infinito amore e saggezza, nella Sua Onniscienza, Dio ci disciplina “per il nostro bene”. La parola bene (sumpheron) indica vantaggio, profitto; il bene è che siamo partecipi della Sua santità. La disciplina di Dio aiuta i cristiani a diventare sempre più maturi e completi, più simili a Cristo (Matteo 5:48, Romani 8:28-29).
A nessuno piace essere disciplinato. Non è mai una bella sensazione, non la desideriamo volentieri e non “una molla” sul nostro passo, almeno non lo è inizialmente, ma secondo questo passo, nella  correzione di Dio vi è una benedizione. Tutti i cristiani sperimentano la disciplina di Dio e tutti i cristiani dovrebbero accettare la disciplina con sottomissione. Mentre nessuna disciplina è piacevole, al momento, ma è dolorosa, i cristiani possono rispondere a essa, ricordando il risultato finale della disciplina: un frutto di pace e di giustizia.
La “pace” (eirēnikos) si riferisce a una tranquillità interiore, libero dall’ansia e dall’agitazione (Filippesi 4:6-7). “Giustizia” (dikaiosunē), invece si riferisce alla condotta secondo la volontà di Dio, alla qualità di un comportamento retto. Il frutto di giustizia evoca l’immagine di potatura. Con la potatura di una pianta, si verifica una maggiore fecondità (cfr. Giovanni  15:2). 

Dio ci permette di avere problemi per dirigerci, per ispezionarci, per correggerci, e ...
4. In quarto luogo, per perfezionarci.
C. H. Spurgeon disse: “Molti uomini devono la grandezza della loro vita alle loro difficoltà enormi”. Giacomo (Giacomo 1:2-3) ci dice di considerare una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate,  sapendo che la prova della vostra fede produce costanza e poi al quarto versetto dice il motivo, qual è? 



La parola tradotta “perfetto” (teleios) per i greci significava completo, senza difetti (Matteo 19:21; Romani 12:2; Colossesi 1:28), la parola era usata per gli animali destinati al  sacrificio. Anche nell’Antico Testamento (Settanta, traduzione greca) la parola tradotta dall’ebraico era usata per gli animali offerti in sacrificio che dovevano essere senza difetti (Esodo 12:5; Levitico 1:10; 3:6). Quindi attraverso la prova Dio rimuove le imperfezioni. Ma Giacomo aggiunge “completi” (holokleros). Questa parola è usata solo un’altra volta nel Nuovo Testamento in 1 Tessalonicesi 5:23 per indicare l’intero nostro essere. Alcuni pensano che “perfetti” e “completi” siano sinonimi, il motivo per cui Giacomo li usa è per incrementare o enfatizzare la maturità del carattere in processo. Altri dicono che “completi” (holokleros) si riferisce alla completezza, che non manca di niente, letteralmente intero in tutte le sue parti. In questo senso “completi” (holokleros) si riferisce all’ampiezza: vale a dire che  al cristiano non manca di alcuna virtù che debba avere, e che “perfetti” (teleios) si riferisce al livello:  alla perfezione, alla maturità, alla pienezza e non ai suoi deboli inizi, quindi è in contrasto con l’essere bambini. Quindi possiamo affermare che il periodo buio nella nostra vita durerà fino a quando il Signore non compierà ciò si era prefissato per noi per la nostra crescita morale e spirituale.
Secondo Matteo 5:48 ed Efesini 4:13 qual è lo scopo di Dio per la tua vita? 



Quindi possiamo affermare che: “I problemi sono spesso gli strumenti attraverso i quali Dio ci modella per cose migliori”.  Paolo fece tre viaggi missionari, ha scritto tredici epistole che costituiscono quasi la metà dei libri del Nuovo Testamento! Paolo ebbe rivelazioni eccezionali da parte di Dio ed è scritto che gli è stata messa una spina nella carne, una malattia. Questa sua malattia era cronica e grave. Il motivo di questa malattia era che potesse rimanere umile e quindi che non si potesse insuperbire per ciò che il Signore gli aveva rivelato (2 Corinzi 12:7). Paolo pregò tre volte per essere guarito, ma Dio gli rispose:  "La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza" (2 Corinzi 12:9). Dio a volte non cambia le circostanze perché vuole manifestarci la Sua potenza e lo fa in modo particolare quando noi siamo deboli!
Cosa significa la verità contenuta in questo versetto(2 Corinzi 12:9) e come puoi applicarla alla tua vita?



Un ultima parola di speranza. In confronto alla gloria che sarà manifestata al credente, Paolo ha insegnato che le sofferenze del presente devono essere considerate come nulla. Nel considerare i nostri problemi dobbiamo vedere le cose a lunga scadenza. Il dolore del trapano di un dentista, o la sofferenza per una malattia non sarà per sempre ed è poca cosa a quello che sarà in cielo o in vista di cosa sarà l’eternità!  "Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui. Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev’essere manifestata a nostro riguardo" (Romani 8:17-18). Paolo ritiene (logizomai), questo si riferisce a una calcolo matematico, figurativamente indica raggiungere a una conclusione dopo uno studio o un ragionamento accurato. Come saremo glorificati con Lui, così soffriamo con Lui, ma se noi guardiamo alla gloria che sarà in cielo con Gesù, allora le sofferenze diventano piccole! Paolo dice: “ facciamoci un po’ di calcoli, qui soffriamo per la fede siamo perseguitati, ma che cosa è la sofferenza in paragone a dove andremo e a quello che saremo?” (2 Corinzi 4:16-17). Paolo ha sofferto tanto e in modo atroce per il vangelo, ma cosa lo spingeva a ritenerle leggere e momentanee?........ La gloria in cielo! Hodge: “Solamente mettendo quelle sofferenze a paragone con la gloria eterna, esse si rimpicciolivano sino a diventare insignificanti”. 
Dio ci permette di avere problemi per dirigerci, ispezionarci, correggerci, e per perfezionarci. 


Come questa lezione ha cambiato il tuo atteggiamento verso i problemi e perché?




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