giovedì 7 marzo 2013

Tre caratteristiche che deve avere un cristiano.


Giacomo 1:19-20: Tre caratteristiche che deve avere un cristiano. 
Una giorno è stato chiesto alla moglie dello scienziato Albert Einstein  se avesse capito la famosa teoria sulla relatività. La sua risposta è stata: “Oh no, anche se mio marito me la spiegato tante volte, ma non è necessario per la mia felicità”. Nella nostra vita ci sono cose che non hanno molta importanza se le conosciamo o no. 
Ma ci sono cose molto importanti che facciamo bene a conoscere per la nostra salute spirituale. In questi versetti noi vediamo che Giacomo esorta i credenti affinché sappiamo delle verità importanti.
“Sappiate” (oída il verbo perfetto imperativo attivo) indica che noi dobbiamo avere una conoscenza piena e accurata delle verità che Giacomo dirà al v.20.
In questi versetti vediamo tre caratteristiche  che deve avere un cristiano! 

La prima caratteristica è: 
I PRONTO AD ASCOLTARE.
È:
A) La Sollecitudine ad ascoltare. 
Il credente deve essere premuroso ad ascoltare. 
Il verbo “sia” (eimí presente imperativo attivo) indica che i credenti sono obbligati continuamente ad ascoltare, e quindi lenti a parlare e lenti all’ira, un triplice dovere permanente unitario. 
“Pronto” (tachús) indica fare presto, essere rapidi, veloci, quindi indica la tempestività, la sollecitudine come per esempio quando morì Lazzaro, la sorella Maria appena seppe che Gesù era arrivato si alzò di fretta e andò da Lui. (Giovanni 11:29; cfr. Galati 1:6; 2 Pietro 2:1). 
“Ascoltare” è la virtù di chiudere la bocca e l'apertura delle orecchie e del cuore.

Pronto ad ascoltare è: 
B) Lo Scopo di ascoltare.
Infatti “ascoltare” (akousai, infinitivo di scopo) nel greco indica appunto uno scopo e il credente in questo deve essere premuroso. Quindi il tuo scopo è quello di essere premuroso ad ascoltare.

Che cosa devi ascoltare? Devi ascoltare:
(1) L’ Insegnamento Biblico.
I destinatari a cui scrisse Giacomo, sapevano della potenza della Parola di Dio, del suo effetto rigenerante (Giacomo 1:18). Noi vediamo che questo verbo è usato per l’ascolto della Parola di Dio.

Lo vediamo nella vita dei primi:
a) Credenti. 
Atti 4:4: "Ma molti di coloro che avevano udito la Parola credettero; e il numero  degli uomini salì a circa cinquemila". (cfr. Atti 10:44; 13:7; 13:44; 15:7; Romani 10:14-18).

Lo vediamo dal:
b) Contesto.
Al v.18 Giacomo parla della parola di verità, il vangelo e poi dai vv.21-25 parla della Parola di Dio. 

Pronto ad ascoltare è:
(2)L’Incitamento ad ascoltare l’insegnamento biblico.
Noi vediamo molte esortazioni da parte dei profeti ad ascoltare la Parola di Dio (Isaia 1:10; Geremia 2:4; Amos 7:16). Non ascoltare la Parola di Dio  è una colpa, la conseguenza è il giudizio di Dio. Parlando del giudizio di Dio su Israele Osea 9:17 dice: "Il mio Dio li rigetterà, perché non gli hanno dato ascolto; essi saranno nomadi fra le nazioni".  (Geremia 7:13).

Ma vediamo:            
C)Il Significato di ascoltare.
Ascoltare la Parola di Dio è l’essenza più profonda della religione Biblica.

Ascoltare implica:
(1) Desiderio.
Quando una persona è rigenerata da Dio desidererà ardentemente conoscere la Parola di Dio, pertanto sarà premuroso ad ascoltarla con attenzione. Come noi siamo nati di nuovo tramite la Parola di Verità, quella Parola noi dobbiamo continuare ad ascoltarla! 
Certo la nuova nascita è un atto unico nella vita del credente, ma questo non significa  che adesso non abbiamo bisogno più della Parola di Dio! Anzi la fame e la sete della Parola di Dio è un segno della Nuova Nascita. Hai fame per la Parola di Dio?              
Noi dovremmo essere ansiosi, premurosi ad ascoltare la Parola di Dio per essere guidati nel pellegrinaggio di questa vita, per essere istruiti riguardo alla fede e alla volontà di Dio. Noi vediamo l’atteggiamento premuroso verso la Parola di Dio in Salmi 1:1-2 dove è scritto che l’uomo beato è separato dai peccatori, ma si diletta nella legge di Dio e la medita notte e giorno. La Parola di Dio è un diletto, un piacere perciò la si medita. La Parola di Dio è una gioia e si ama! (Salmi 119:47, 97; 103; 119:162).            

Ascoltare implica:
(2) Disponibilità.
Come il sacerdote Eli consigliò il piccolo Samuele a rispondere a così a Dio quando lo avrebbe chiamato 1 Samuele 3:9: "Ed Eli disse a Samuele: 'Va'a coricarti; e, se sarai chiamato ancora, dirai: -Parla, SIGNORE, poiché il tuo servo ascolta-'"
Dio si rivela a chi è umile, a chi ha un cuore contrito per i propri peccati e riconosce di avere bisogno di Lui e prende sul serio la Sua Parola. 
Isaia 66:1-2: "Così parla il SIGNORE: 'Il cielo è il mio trono e la terra è lo sgabello dei miei piedi; quale casa potreste costruirmi? Quale potrebbe essere il luogo del mio riposo? Tutte queste cose le ha fatte la mia mano, e così sono tutte venute all'esistenza', dice il SIGNORE. 'Ecco su chi io poserò lo sguardo: su colui che è umile, che ha lo spirito afflitto e trema alla mia parola'". (Esdra 9:4; 10:3).            
“Trema” (ḥāraḏ) esprime una sensibilità che desidera, di piacere, quindi la nostra sensibile attenzione nei confronti della Sua Parola vera e non superficiale! Vuoi che Dio si manifesti nella tua vita? Allora sii sottomesso a Lui e rispetta ciò che Dio ci dice attraverso la Sua Parola!

Ascoltare indica:
a) Attenzione alla Parola di Dio.
Prestano attenzione coloro che appartengono a Dio.
Giovanni 8:47: "Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non le ascoltate; perché non siete da Dio". (cfr. Matteo 18:15; Luca 16:29-31; Giovanni  10:8; Giacomo 2:5). 
Un vero credente presta attenzione a quello che dice il Signore nella sua Parola. Gesù parlava a certi Giudei che pensavano di essere credenti figli di Abramo, ma in realtà rifiutavano l’insegnamento di Gesù, la Sua Parola non penetrava in loro (Giovanni 8:37). 
Il significato di “penetrare” (chōrei) indica il fargli posto per permettere uno sviluppo! In questo senso dobbiamo raccoglierci, prepararci interiormente per essere concentrati prima di leggere e meditare la Bibbia, o prima di ascoltare una predicazione! Dobbiamo prepararci per il culto e l'ascolto della Parola di Dio. 
Non è esagerato dire che noi dobbiamo prepararci il giorno prima affinché abbiamo l’atteggiamento giusto nel giorno della riunione! Noi dobbiamo preparare il nostro cuore per far posto alla Parola di Dio! Noi dobbiamo prepararci in preghiera affinché l’indifferenza, la superficialità e le preoccupazioni mondane cedano il posto al tremore della Parola di Dio!

Ascoltare indica:
b) Afferrare la Parola di Dio. 
Indica capire, comprendere intellettualmente una notizia. Marco 4.33: "Con molte parabole di questo genere esponeva loro la parola, secondo quello che potevano intendere". (Cfr. Atti 22:9; 26:14; Matteo 13:13; Giacomo 5:11). 
Gesù parlava con i discepoli in modo che lo potessero comprendere. Quindi non è un ascoltare superficiale, perciò quando leggiamo la Bibbia o ascoltiamo una predica, siamo chiamati a essere attenti per capire! 
Luca 8:18: "Attenti dunque a come ascoltate: perché a chi ha, sarà dato; ma a  chi non ha, anche quello che pensa di avere gli sarà tolto". Il contesto di questo versetto è la parabola dei quattro terreni, in tre terreni la Parola di Dio non porta frutto, mentre nel terreno buono, cioè nei cuori onesti e buoni, porta frutto.       
Il frutto della Parola nella nostra vita dipende da come noi ascoltiamo, da come noi riceviamo la parola di Dio! Il modo come noi ascoltiamo determinerà ciò che possederemo! (a chi ha sarà dato). Questo significa che se noi siamo disponibili, ben predisposti davanti la Parola di Dio (come dice Luca 8:15), questo  porterà frutto, crescita nella nostra vita. Il modo come noi ascoltiamo rivela ciò che siamo, se siamo veri credenti o no (ma a chi non ha, anche quello che pensa di avere gli sarà tolto). Perciò chi pensa di essere già maturo secondo il suo orgoglio, quindi di essere un vero credente, in realtà non lo è e non sarà salvato! 

Ascoltare indica:
c) Accettare la Parola di Dio.
Giovanni 6:60: "Perciò molti dei suoi discepoli, dopo aver udito, dissero: 'Questo parlare è duro; chi può ascoltarlo?'" (Cfr. Giovanni 8:43). 
Molta gente accetta dalla Bibbia alcune cose, mentre altre le rifiuta. Il vero credente accetta tutta la Parola di Dio!

Ascoltare indica:
d) Applicare la Parola di Dio.
Matteo 17:4-5: "E Pietro prese a dire a Gesù: 'Signore, è bene che stiamo qui; se vuoi, farò qui tre tende; una per te, una per Mosè e una per Elia'. Mentre egli parlava ancora, una nuvola luminosa li coprì con la sua ombra, ed ecco una voce dalla nuvola che diceva: 'Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo'". (Atti 3:22; 4:19). 
Ascolto implica azione, perciò ascoltare non è una semplice percezione uditiva! Nella Bibbia troviamo uno stretto legame tra l’udire e l’operare! Quindi è più che un semplice ascolto sensoriale, ha una valenza intellettuale e quindi anche azione. 
Deuteronomio 30:11-14: "Questo comandamento che oggi ti do, non è troppo difficile per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: 'Chi salirà per noi nel cielo e ce lo porterà e ce lo farà udire perché lo mettiamo in pratica?'.  Non è di là dal mare, perché tu dica: 'Chi passerà per noi di là dal mare e ce lo porterà e ce lo farà udire perché lo mettiamo in pratica?'. Invece, questa parola è molto vicina a te; è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica". (Esodo 19:5-8; 24:7; Deuteronomio 28:1; Giosuè 1:8; Isaia 1:2,10; Geremia 2:4; 7:2,13; 9:19; Michea 1:2; Osea 9:17; Ezechiele 3:7; Matteo 7:24-29; Luca 11:28; Giovanni 10:16, 27; Giacomo 1:22-25). Quindi ascoltare è più di un semplice sentire, è ricevere la Parola di Dio e obbedirgli, è un ascolto attento che influenza l’azione!  
In questo senso essere premurosi ad ascoltare, riflette il tipo o la qualità del rapporto che una persona ha con Dio e la Sua rivelazione. 
L’ubbidienza dimostra che il rapporto che hai con Dio è vivo, vero e profondo! 

Una seconda caratteristica che si deve trovare in un credente è che sia: 
II LENTO A PARLARE.
Un giovane andò dal grande filosofo Socrate per essere istruito nell’ arte dell’ oratoria. Nel momento in cui il giovane è stato introdotto, ha iniziato a parlare e non la finiva più, quando Socrate finalmente cominciò a parlare disse al giovane: “Giovane uomo io dovrò farla pagare il doppio”. “Perché il doppio?”  chiese il giovane. Il vecchio saggio rispose: “ Perché io vi devo insegnarvi due scienze . In primo luogo, come tenere la vostra lingua a freno e poi, come usarla”. 

Primariamente vediamo:
A) Il Riferimento.
“Lento a parlare” si riferisce all’insegnamento, alla predicazione, alla comunicazione della Parola di Dio.

Infatti questo è:
(1) Confermato dall’ uso nel Nuovo Testamento.
Il parlare nel Nuovo Testamento  a volte si riferisce all’insegnamento, alla predicazione della Parola di Dio. (Atti 16:6;1 Corinzi 2:13; 3:1; Efesini 6:20; Colossesi 4:3-4; 1 Tessalonicesi 2:2-4, 1 Tessalonicesi 2:16). Atti 14:1: 1Anche a Iconio Paolo e Barnaba entrarono nella sinagoga dei Giudei e parlarono in modo tale che una gran folla di Giudei e di Greci credette.   

Ancora vediamo che questo è:     
(2) Confermato dal contesto.
Vediamo che è sempre in relazione alla Parola di Dio. Le chiese a cui scrisse Giacomo erano caratterizzate da conflitti interni (Giacomo 4:1-3) e ognuno voleva farsi da maestro come indica l’esortazione di Giacomo 3:1-2: "Fratelli miei, non siate in molti a far da maestri, sapendo che ne subiremo un più severo giudizio, poiché manchiamo tutti in molte cose. Se uno non sbaglia nel parlare è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo". 
Essere un maestro, un rabbino, un insegnante era una posizione particolarmente onorata fra gli Ebrei e molti aspiravano a questo, Giacomo avverte che riceveranno un giudizio più severo da parte di Dio. Anche oggi si pensa che questa sia una posizione privilegiata, ma Giacomo dice che la responsabilità sarà maggiore e quindi l’insegnante riceverà un giudizio più severo da parte di Dio. 
Oggi in alcune chiese, invece si da la predicazione a tutti senza considerare se si ha il dono oppure no. Questo passo scoraggia tale pratica!

Lento a parlare implica:
B) La Ragionevolezza.
Indica il parlare e agire con equilibrio e buon senso.

Nella ragionevolezza vediamo che:
(1) Non dobbiamo essere Affrettati nel parlare.
“Lento” (bradús)  a “parlare” (lalēsai) significa non essere frettolosi nel parlare, non essere precipitosi, impulsivi. 
“Lento a parlare” non significa lentezza nel parlare, ma è un invito alla moderazione sulle reazioni affrettate e sconsiderate a ciò che si sente.
Prendere tempo per una comprensione più piena e per valutare ciò che abbiamo ascoltato. L'idea è anche di pesare le parole!
Ciò che viene detto deve essere attentamente ponderato nel momento opportuno! Quindi non avere reazioni superficiali, smodati e immaturi. 
Molte parole sono dette così tanto per dire, sono parole superficiali e non sono sincere (Geremia 6:12-14). Il richiamo è alla prudenza come molti passi del libro dei proverbi che ammoniscono o esortano contro il parlare frettoloso. 
Proverbi 13:3: "Chi sorveglia la sua bocca preserva la propria vita; chi apre troppo le labbra va incontro alla rovina". (Proverbi 10:19; 11:12; 17:27-28; 29:20).

Lenti a parlare implica che:
(2) Non dobbiamo essere Arroganti nel parlare.
Indubbiamente alcuni delle chiese a cui scrisse Giacomo erano arroganti (Giacomo 4:6). Gli arroganti sono irrispettosi verso gli altri e presuntuosi.              
Pensano che loro siano i migliori, pensano che hanno sempre ragione. Guardano gli altri dall’alto verso il basso! Così non ascoltano gli altri quando parlano perché si concentrano a ciò che devono dire loro e non ascoltano quello che l’altro sta dicendo! 
Un certo Eleana aveva due mogli Anna e Pennina, Anna era sterile e veniva per questo mortificata continuamente dall’arrogante Pennina che aveva dei figli. Anna era piena di amarezza pregava Dio per un figlio, Dio ha risposto alle sue preghiere, e diede il nome al figlio Samuele. Nella sua lode al Signore fra diverse cose Anna dice 1 Samuele 2:3: "Non parlate più con tanto orgoglio; non esca più l'arroganza dalla vostra bocca; poiché il SIGNORE è un Dio che sa tutto e da lui sono pesate le azioni dell'uomo". (Proverbi 8:13).              
Pertanto è meglio fare attenzione a come parliamo, è meglio non essere arroganti! Dio farà cessare l’alterigia  dei superbi e abbatterà l’arroganza dei tiranni! (Isaia 13:11; Proverbi 16:18; come fece con il re babilonese Nabucodonosor a cui Dio tolse il trono (Daniele 5:20).

(3) Non dobbiamo Abbattere con il parlare.
"Morte e vita sono in potere della lingua…." dice Proverbi 18:21. L’obbiettivo primario dei credenti è di glorificare Dio e di servire gli altri a scopo di edificazione, affinché il nostro prossimo sia influenzato verso una maggiore consacrazione a Dio. (1 Corinzi 10:23-24; 2 Corinzi 13:10; Romani 14:19; Efesini 4:15-16). 
Efesini 4:29: "Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l'ascolta". 
“Cattiva” (saprós) indica nocivo è utilizzato per descrivere ciò che è malsano e moralmente corrotto che non è di nessuna utilità, in contrasto con una parola buona (agathós). Se abbiamo una parola utile, una parola che edifica, che fa del bene diciamola, altrimenti è meglio stare zitti!

Ma vediamo una terza caratteristica che deve avere un credente, deve essere:
III LENTO ALL’IRA.
Certo l’ira non è una virtù, anzi! (Ecclesiaste 7:9)
Proverbi 14:29: "Chi è lento all'ira ha molto buon senso, ma chi è pronto ad andare in collera mostra la sua follia".  
Così ancora Proverbi 16.32: "Chi è lento all'ira vale più del prode guerriero; chi ha autocontrollo vale più di chi espugna città".

Noi vediamo che:
A) L’ira è una Passione. 
“L’ira” (orgē) era considerata nella storia antica una passione come la più forte di tutte le passioni, gli impulsi, e i desideri. La parola indicava  un moto interno, specialmente quello delle piante  o dei frutti che si gonfiavano per il succo.

(1) In primo luogo l’ira è un’ Irritazione Interiore.
L’ira è un profondo risentimento che cova, bolle, dentro una persona. È un atteggiamento persistente di odio e vendetta.

(2) In secondo luogo è un Impeto Esteriore.
L’impeto è un moto improvviso e violento di cosa o persona che investe con forza qualcosa o qualcuno: uno Tsunami, un uragano e così via… Possiamo dire che l’ira è la mancanza di autocontrollo, mancanza di pazienza. È un’ emozione o passione violenta di sdegno, di rabbia (Deuteronomio 32:35; Romani 12:19).  Un tumultuoso sfogo di forte passione.            

B) L’ira ha un Prodotto.
L’ira ha degli effetti negativi devastanti. Epitteto, filosofo greco del primo secolo d.C. disse: “Ogni volta che sei in collera, stai pur certo che non si tratta soltanto di un male momentaneo,  anzi, l’hai aumentato un po’”. Non so a cosa si riferisse di preciso, ma l’ira produce molti problemi.

L’ira produce:
(1) Problemi di Salute.
Studiosi hanno accertato che c’è un collegamento tra l’ira e certi malesseri o malattie fisiche: mal di schiena, diarrea, infarti, aterosclerosi, ipertensione, danni renali, ecc.

L’ira produce:
(2) Problemi Sociali.
L’ira ha anche effetti negativi a livello sociale: la gente litiga e cessa ogni rapporto!  
Proverbi 15:18: "L'uomo collerico fa nascere contese, ma chi è lento all'ira calma le liti. 
C’è chi arriva a uccidere fisicamente preso da uno scatto di ira! Caino uccise per gelosia Abele (Genesi 4:5-8). 
Simeone e Levi vendicarono la sorella Dina uccidendo molti Sichemiti (Genesi 49:5-9). 
Erode fece uccidere tutti i bambini da due in giù in Betlemme (Matteo 2:16). 
Quei Giudei contro Stefano che poi lo uccisero (Atti 7:54-55).  

L’ira produce:                       
(3) Problemi Spirituali.
Addirittura possiamo arrivare ad arrabbiarci con Dio o con la Sua Parola, perché non accettiamo certi versetti o certe circostanze! In questo senso non siamo d’accordo con Dio per come governa l’universo e la nostra vita! Per quello che ci succede, c’è la prendiamo con Lui, perdendo la comunione con Dio, perché in questo modo dimostriamo incredulità e ribellione. 
Per esempio il re Asa si adirò contro il profeta e lo fece mettere in prigione, perché il profeta gli parlò da parte di Dio ammonendolo perché aveva peccato contro Dio e per questo Dio lo avrebbe giudicato (2 Cronache 16:10). Asa si arrabbiò perché non accettò la verità della Parola di Dio!           

Ma noi vediamo che:
C) L’ira è un Peccato.
Giacomo dice il motivo per cui noi non dobbiamo adirarci. 
v.20: "perché l'ira dell'uomo non compie la giustizia di Dio". 
Che cosa è la “giustizia” (dikaiosynē) di Dio? 
La giustizia di Dio è uno dei grandi temi teologici della Bibbia! Innanzitutto Dio è giusto (Salmi 116:5; Giovanni 17:25; 1 Pietro 2:23; Apocalisse 16:5).

Questo perciò indica che:
(1)L’ira dell’uomo non è un Azione che viene da Dio.
Noi troviamo diverse esortazione a mettere da parte l’ira Efesini 4:31: "Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria!" (Colossesi 3:8; 1 Timoteo 2:8.). Efesini 4:26 sembra che ci faccia capire che possiamo adirarci. Anche Gesù si è adirato, ma era motivato dallo zelo per la gloria di Dio contro i commercianti del tempio (Giovanni 2:13-17). In questo senso dobbiamo adirarci, cioè  solo nel caso in cui la giustizia di Dio o la gloria di Dio è infranta!             
Attenzione però a non giustificare l’ira ricordando questo passo! Adirarsi senza peccare non è facile perché molte volte quando ci adiriamo degeneriamo nel peccato offendendo qualcuno oppure la motivazione può essere peccaminosa:orgoglio, odio, vendetta,ecc!              
Giacomo si riferisce all’ira dell’uomo motivata dall’odio, dalla vendetta, in questo senso l’ira dell’uomo non compie( ergazomai) cioè non produce, realizza o adempie la giustizia di Dio, quindi non è un’azione che viene da Dio. (2 Corinzi  7:10; Giovanni 6:27).  

Di conseguenza: 
(2) L’ira dell’uomo non trova Approvazione davanti  al giusto giudizio di Dio.
L’ira dell’uomo non corrisponde alla misura di Dio, non compie ciò che Dio vuole e, quindi, non può ricevere l'approvazione di Dio (Matteo 5:22). 
Questo  sarebbe in accordo con Giacomo 2:21-24 dove è scritto che Abramo fu dichiarato giusto e amico di Dio per la sua fede operante.

Infine:
(3) L’ira dell’uomo non Adempie le richieste di Dio.
Quello che Dio esige, lo standard di Dio come norma per la condotta umana, essere conformi alla volontà di Dio! L’ira dell’uomo non realizza ciò che è giusto agli occhi di Dio! 
Mussner a riguardo scrive: "La giustizia nell’Antico Testamento si manifesta come lo statuto rivelato dell’alleanza divina:esso vuole ordinare tutta la vita in Israele e portarla a compiere la volontà di Dio, compie la giustizia di Dio chi corrisponde agli statuti dell’alleanza". 
Quando noi siamo conformi ai comandamenti di Dio, noi compiamo la giustizia di Dio! Giustizia è l’atto nel fare quello che Dio richiede secondo il Suo carattere e legge! 
La giustizia è l’azione morale in accordo con la volontà di Dio! (1 Samuele 26:23; Giobbe 29:14; Salmi 15:2; 50:6; Proverbi 8:18-20; Matteo 5:6, 10,20; Efesini 5.9; Romani 6:13; Romani 6:18-20;1 Timoteo 6:11;  2 Timoteo  2:22; Ebrei 1:9; Ebrei 7:2; Apocalisse  19:11). 
Quindi quando noi ci adiriamo non stiamo osservando la legge Dio!             
Giacomo sta parlando in generale e non si capisce a cosa si riferisce, se alla mancanza di amore verso il prossimo, oppure all’ egoismo, all’orgoglio o a qualche altra cosa. 
Come possiamo evitare l’ira? Alcuni hanno delle tecniche per non adirarsi. Thomas Jefferson ha detto: “Quando sei arrabbiato conta fino a dieci prima di parlare, se sei molto arrabbiato conta fino a cento”. La signora Fulton Oursler aveva l'abitudine di contare fino a dieci, quando veniva provocata. Ma un giorno pensò alle prime parole del Padre nostro e ora, invece di contare fino a dieci, dice lentamente:” Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome”. (Undici parole). 
Ma non è una questione di tecnica è una questione di prospettiva! La tecnica migliore è cambiare prospettiva!

Primariamente:
1) Devi Morire a te stesso e mettere gli altri prima di te ! (Matteo 20:26-27;1 Corinzi 10:23-24; Filippesi 2:1-5). Ci possono essere tanti motivi per cui uno si lascia andare all’ira! (Esempi di cause Genesi 4:5;1 Samuele 18:8-11; 2 Re 5:12; Ester 3:5; Luca 4:28; Atti 19:28; Giacomo 4:1-3). 
Ma secondo lo psicologo cristiano Bob Phillips andiamo in collera perché siamo egoisti! “La causa di fondo della collera è l’egoismo. Noi vogliamo quello che vogliamo, quando lo vogliamo: vogliamo che gli altri reagiscono come fa piacere a noi; vogliamo che le circostanze della nostra vita si verifichino esattamente secondo i nostri piani. Quando non succede nulla di questo, ci arrabbiamo”.   

2) Devi Meditare che Dio controlla l’ira degli uomini secondo i suoi progetti. 
Anche l’ira degli uomini ritornerà a lode di Dio dice Salmi 76:10. 
Giuseppe si poteva vendicare dei suoi fratelli che lo avevano venduto come schiavo e di conseguenza ha visto molta sofferenza, ma alla fine, divenne un uomo potente e mentre i suoi fratelli avevano paura di lui, Giuseppe disse Genesi 50:20: "Giuseppe disse loro: 'Non temete. Sono io forse al posto di Dio?  Voi avevate pensato del male contro di me, ma Dio ha pensato di convertirlo in bene per compiere quello che oggi avviene: per conservare in vita un popolo numeroso'". 
Dio ha un progetto per te e usa anche i peccati degli uomini, benché non è Lui che istiga al peccato,  per farti crescere o per qualche altro progetto attraverso di te per gli altri. Tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio: gli elogi come le ingiustizie! La sofferenza come i lieti eventi! (Romani 8:28). 
La sofferenza fa parte del progetto di Dio per noi! (Filippesi 1:29; 2 Timoteo 3:12; 2:12).             
Non ti adirare! Ma sii sempre riconoscente a Dio! (1 Tessalonicesi 5:18).   
    
3) Devi Mettere tutto nelle mani di Dio, non fare le tue vendette, anzi aiuta il tuo  nemico se ha bisogno (Romani 12:17-19). 
Perciò non ti adirare se qualcuno ti fa del male, ma perdona!

CONCLUSIONE. 
(1) Dio ti chiama ad esser pronto ad ascoltare la Sua Parola.
Pronto ad ascoltare è la risposta positiva alla rivelazione di Dio in quanto in te c’è la    vita e la presenza di Dio.      
     
a)Pronto ad ascoltare la Parola di Dio indica quanto tu sei Premuroso per Dio.

b)Pronto ad ascoltare la Parola di Dio indica quanto tu sei Desideroso di Dio. 

c)Pronto ad ascoltare la Parola di Dio indica quanto tu sei Rispettoso per Dio.         

(2)Dio ti chiama ad essere lento a parlare.
La Bibbia parla di tre tipi di parole:

a) Parole superficiali (Geremia 6:12-14). 

b) Parole mortali (Proverbi 18:21).           

c) Parole vitali (Proverbi 18:21).               

Il nostro obbiettivo nelle relazioni non è quello di dire parole che non hanno nessun fondamento che non recano nessun beneficio agli altri e nemmeno parole che uccidono: offensive, svalutanti, scoraggianti, ma parole che vitalizzano gli altri. 
Quindi non ti fare frettolosamente da maestro, parlando superficialmente verso gli altri bacchettando, giudicando e dicendo agli altri come si devono comportare! 
È vero che la Bibbia ci esorta ad ammonirci, esortarci e così via, ma  è anche vero che va fatto nei modi giusti, con discernimento e nei tempi giusti. Pesa le parole, conosci bene le circostanze e parla al momento opportuno ricordando che lo scopo ella nostra esistenza è la gloria di Dio e l’edificazione del nostro prossimo! 

(3)Dio ti chiama a essere lento all’ira.
a) Rinnova il tuo cuore.
L’ira è un risentimento interiore. Nasce dal tuo egoismo! Sei chiamato a servire gli altri e non ad essere servito!

b) Rifletti su Dio.
Dio controlla le circostanze per la tua santificazione, per farti crescere con circostanze difficili.

c) Ricorda i problemi causati dall’ira:
Problemi di salute: Danni fisici
Problemi sociali: Distacco relazionale cessazione
Problemi spirituali: Disapprovazione di Dio.