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La dottrina di Dio: Le argomentazioni per l'esistenza di Dio

 La dottrina di Dio: Le argomentazioni per l'esistenza di Dio
La Bibbia presuppone semplicemente che Dio esiste; infatti il primo versetto della Bibbia dice: “Nel principio Dio creò i cieli e la terra” (Genesi 1:1), e questo indica che la Sua esistenza è presupposta, non c’è nessuna traccia di provarne la Sua esistenza, è ovvia!
Questo ci fa capire che l’esistenza di Dio è reale e oggettiva, cioè non dipende se abbiamo un rapporto personale con Lui, o se può, o non può essere provato. Dio non esiste solo all’interno della fede, per coloro che credono, l’esistenza di Dio è oggettiva, concreta e non teoretica. Credere in Lui è fondamentale per il nostro tempo, per la nostra società malata, ed è assurdo vivere senza di Lui. 
Se Dio esiste in modo come la Bibbia dice, la Sua esistenza implica molto di più di un consenso intellettuale, implica il glorificarlo gioendo in Lui, ubbidendogli, adorandolo (cfr. per esempio Salmo 16:11; Matteo 4:10; 1 Corinzi 10:31), perciò non si tratta solo di credere con la testa. 
Nella Bibbia la fede in Dio è un coinvolgimento intellettivo, emotivo e volitivo, pertanto l’esistenza di Dio non è solo una questione concettuale, ma anche pastorale.
Tutte le persone hanno il senso interiore che Dio esiste (Romani 1:19). Coloro che rifiutano l’esistenza di Dio ne rifiutano le prove, si convincono che Dio non c’è (Salmo 10:4; 14:1).
Questo c’introduce alle argomentazioni sull’esistenza di Dio, chiamate anche prove e quindi la fede in Dio non è una fede cieca.
La domanda allora è: come può essere provata l’esistenza di Dio? Quali sono le argomentazioni che dimostrano l’esistenza di Dio?
Il primo argomento è la Bibbia.
La prova che Dio esiste la troviamo nella Bibbia. La Bibbia è la Parola di Dio mediante la quale Dio si è rivelato. Gli uomini che scrissero la Bibbia erano ispirati da Dio. 
La Bibbia, nell'Antico Testamento, abbonda di affermazioni come: "Così dice il Signore: ...", "La Parola del Signore mi fu rivolta, dicendo ...", e affermazioni simili. 
Nei libri profetici (Isaia, Geremia, ecc.) ci sono più di 1.300 citazioni di questo tipo! 
Nei libri storici (Samuele, Re, Cronache, ecc.), ci sono oltre 400 citazioni. Negli scritti mosaici (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio), ci sono quasi 700 citazioni del genere. 
Quasi la metà di tutto il libro dell'Esodo, è costituito da istruzioni e prescrizioni riportate come citazioni dirette della voce di Dio stesso. 
Complessivamente ci sono oltre 2.600 di queste rivendicazioni dirette d’ispirazione nell’Antico Testamento. Il popolo ebraico al tempo di Cristo credeva sulla divina ispirazione delle Sacre Scritture dell'Antico Testamento, e questo è stata una convinzione fondamentale in tutto il suo pensiero, infatti il popolo accettò pienamente ed esattamente gli stessi libri dell’Antico Testamento che abbiamo noi oggi, come ispirati da Dio e quindi autorevoli. 
Gli scrittori del Nuovo Testamento accettavano l’ispirazione dell’Antico Testamento, noi vediamo che citano l’Antico direttamente più di 320 volte e facendo centinaia di allusioni. Con queste citazioni si presume l’autorità divina e assoluta! 
Ma di particolare importanza è l’atteggiamento che ha il Signore Gesù Cristo verso l’Antico Testamento, il valore che dà alle Sacre Scritture. 
In Giovanni 10:35 Gesù dice: "La Scrittura non può essere annullata". 
In Matteo 5:17 sempre Gesù afferma: "Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento". 
Gesù credeva a tutto l’Antico Testamento! (Luca 24:27,44-46). 
Ancora più interessante, se vogliamo è il fatto che Gesù abbia citato parti dell’Antico Testamento messi in ridicolo dagli scettici. 
Gesù ha citato, ovviamente credendoli veri e autorevoli: il racconto della creazione dell’uomo citando i capitoli 1 e 2 di Genesi nel Vangelo di Matteo (Matteo 19:24), ha fatto riferimento al diluvio (Matteo 24:37-39). 
Gesù ha citato la distruzione di Sodoma (Luca 17:26-32), la manna (Giovanni 6:31-35); i miracoli di Elia (Luca 4:25-27); Giona e i Niniviti (Matteo 12:40-41). 
Dio si è rivelato e parlava attraverso i profeti molte volte e in molte maniere (sogni e le visioni, contatti diretti, ecc.) dice Ebrei 1:1. 
Per quanto riguarda le Scritture del Nuovo Testamento, Cristo aveva promesso ai Suoi apostoli che sarebbero stati guidati dallo Spirito Santo (cfr. per esempio Giovanni 14:26, 16:13-14). 
Gli apostoli erano consapevoli che quello che predicavano e scrivevano era Parola di Dio (cfr. per esempio Galati 1:11-12; 1 Tessalonicesi 2:13; Apocalisse 1:1). 
Sicuramente la prova più forte che la Bibbia è la Parola di Dio e quindi ci rivela la Sua esistenza, sono le profezie. 
Solo Dio conosce ciò che avverrà, il futuro (cfr. per esempio Isaia 41:26-27; 46:9-10; Atti 15:18). 
Centinaia di profezie bibliche si sono realizzate in modo specifico e dettagliato, e spesso molto tempo dopo che lo scrittore profetico era deceduto.
Il secondo argomento è Gesù Cristo.
L’esistenza di Dio è dimostrata anche dal fatto che si è incarnato, è apparso in forma umana. 
Gesù era in cielo ed è disceso dal cielo (Giovanni 3:13,16; 17:5) prendendo forma umana (Giovanni 1:1-3,14-18); per salvare i peccatori (1 Timoteo 1:15), in una vergine (Isaia 7:14; Matteo 1:20,23; Luca 1:27,34,37) per la potenza miracolosa dello Spirito Santo (Matteo 1:20; Luca 1:35).
La Bibbia dice che Gesù Cristo il Figlio di Dio (cfr. per esempio Marco 1:1; 1 Giovanni 4:15), di natura divina (cfr. per esempio Giovanni 20:28; Romani 9:5; Colossesi 1:15; Tito 2:13; Ebrei 1:1-3,8; 1 Giovanni 5:20) e che ha abitato in mezzo a noi e ci ha fatto conoscere chi è Dio (Giovanni 1:14-18; 14:8-10).  
Ci sono diverse prove riguardo la divinità di Gesù, ma ce né una in particolare: Egli solo fra tutti gli uomini che sia mai vissuto, ha vinto la morte, infatti Gesù è risuscitato dai morti come affermato nel Nuovo Testamento più volte. 
Le prove che Gesù è veramente risorto dai morti sono schiaccianti e questo più di ogni altra cosa dimostra la Sua divinità e la Sua unicità (cfr. per esempio Matteo 12:40; Giovanni 2:19-21; Matteo 28:1-20; Marco 16:1-14; Romani 1:4). 
“Il potere di risorgere dalla morte è il segno che Lo distingue non solo da tutti gli altri capi religiosi, ma da chiunque altro sia mai vissuto in questo mondo”(Josh MacDowell e Don Stewart). 
Se Gesù Cristo è veramente risorto, abbiamo un’altra prova sicura dell’esistenza di Dio!
Quattro argomenti classici riguardo l’esistenza di Dio.
L’argomento della creazione (argomento cosmologico). 
Quest’argomentazione afferma: “L'universo intorno a noi è un effetto che richiede una causa adeguata”.
Questo argomento dipende da tre presupposti: (1) ogni effetto ha una causa, (2) l'effetto causato dipende dalla causa per la sua esistenza, e (3) la natura non può nascere da se stessa.
Se c’è un effetto vuol dire che c’è una causa, nessun effetto può essere prodotto senza una causa. 
La creazione è l'opera liberamente voluta da Dio, che ha prodotto dal nulla l'universo e tutto ciò che è in esso. 
La Bibbia dice che il mondo è stato creato (cfr. per esempio Genesi 1:1-28; Atti 14:15; Romani 1:19-20; Ebrei 11:3; Apocalisse 4:11) ed è preservato da Dio (Neemia 9:16; Giovanni 5:17; Colossesi 1:17; Ebrei 1:3). 
Dunque secondo questo argomento l’universo ha avuto un inizio, tutto ciò che ha un inizio è causato da qualcos’altro e quindi il Qualcos’altro che ha causato l’universo è Dio, il nulla non può creare nulla! 
Poi c’è l’argomento dell’ordine o del disegno (argomento teleologico).
Quest’argomentazione dichiara: “L'ordine, lo scopo, e il disegno che osserviamo nel mondo richiede un disegnatore. Come il complesso, ma ordinato orologio richiede un orologiaio, allo stesso modo l’ordine del mondo richiede Qualcuno che lo ha progettato”.
L’argomento teleologico è l’argomento della progettazione secondo uno scopo un fine (telos).
Questo argomento afferma che una progettazione implica un progettista intelligente; tutti i progetti implicano un disegnatore con uno scopo. 
Siccome c’è un grande disegno nell’universo, pertanto ci deve essere un Grande Disegnatore. 
Questo argomento va visto non solo nei dettagli, ma anche negli aspetti generali. Per esempio non dobbiamo pensare che se non esistono due fiocchi di neve uguali non provino il proposito e il disegno di Dio per il mondo, ma dobbiamo vedere come in generale, la neve occupa un posto importante nel ciclo delle stagioni e per la fornitura di acqua per la terra. 
Alcuni eventi ci possono sembrare assurdi, insignificanti per noi, ma Dio ha un progetto generale, pertanto non ci sono eventi, stagioni o aspetti della natura che non siano sotto il controllo di Dio che agisce secondo un suo piano. 
Dio è all’opera in ogni momento (Giovanni 5:17), compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà (Efesini 1:11) efficacemente (Isaia 49:10; 55:10-11).
L'argomento teleologico si concentra sulle prove dell’armonia, ordine e disegno nel mondo, e sostiene che il suo disegno dà prova di un fine intelligente. 
Poiché l'universo sembra essere progettato con uno scopo, ci deve essere un intelligente e propositivo Dio che ha creato il suo funzionamento in questo modo. 
Albert Einstein disse: “L’aspetto più incomprensibile dell’universo è che è comprensibile.”  
L’universo è intellegibile, comprensibile alla mente umana, mostra una quantità impressionante di intelligibilità, sia all'interno delle cose che osserviamo e sia nel modo in cui queste cose si rapportano con gli altri fuori di sé.  
Il loro modo di esistere e coesistere, visualizzano un ordine strettamente bello e regolare per la nostra vita e salute, (come per esempio gli organi del nostro corpo) che può riempire anche l'osservatore più distratto di meraviglia. 
O questo ordine intelligibile è il prodotto del caso, il prodotto di un processo irrazionale e privo di scopo, che non prevedeva la nostra esistenza, oppure è un disegno intelligente, di un Essere intelligente che aveva uno scopo. È più credibile l’Essere intelligente con un progetto intelligente. 
Ogni volta che vediamo un disegno complesso e ordinato sappiamo per esperienza che viene dalla mente di un disegnatore: l’orologio implica un orologiaio; un edificio implica un architetto, un dipinto implica l’artista, e messaggi in codice implicano un mittente intelligente. Se c’è un effetto c’è una causa, nessuno effetto può essere composto senza causa. Ma più complesso è il disegno, maggiore sarà il progettista. 
Un castoro può fare una diga, ma non è una diga che può fare un uomo, allo stesso modo delle scimmie possono scrivere davanti a un computer, ma non potrebbero scrivere i “Promessi sposi”. Più complessa è la progettazione, più grande deve essere l’intelligenza per produrla.  
L'universo è un sistema molto complesso di forze e leggi che lavorano insieme in perfetta sintonia per il reciproco vantaggio del tutto. 
A proposito, parlando delle leggi della natura, come regolarità, il filosofo ateo che poi ha abiurato il suo ateismo, Antony Flew disse: “Il punto importante non è meramente il fatto che ci siano delle regolarità in natura, ma che queste siano matematicamente precise, universali e legate insieme.”  
Questo dimostra che c’è stato un disegno intelligente fatto da un Disegnatore Intelligente che aveva lo scopo di crearci per salvarci per glorificare il Suo nome (Efesini 1:3-14). 
Dio aveva previsto gli esseri umani quando creò il mondo, l’universo è stato creato in vista del nostro arrivo. Parlando della perfetta sintonia John Lennox e David Gooding scrivono: “Alcune recenti ricerche hanno dimostrato che numerose costanti fondamentali della natura, dai livelli energetici dell’atomo di carbonio alla velocità con cui si espande l’universo, hanno esattamente il valore necessario perché la vita esista. Basta cambiarne uno, anche di poco, e l’universo diventerebbe ostile e incapace di sostenerla”.
Possiamo fare altri esempi, ma questi bastano per farci capire che Dio ha fatto e fa in modo che la vita sulla terra è possibile per la nostra esistenza!
C’è ancora l’argomento della legge morale.
Questo argomento afferma: “Tutti gli uomini sono consapevoli di una legge morale oggettiva, ora le leggi morali implicano un Legislatore morale, pertanto, ci deve essere un supremo Legislatore morale”. 
Dio ha creato tutti con una coscienza, la facoltà di valutare moralmente ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, il bene e il male.
In primo luogo tutti gli uomini hanno un senso di giustizia innato, ci arrabbiamo davanti situazioni ingiuste, la domanda è: “Da dove proviene questo senso di giustizia?” Non lo abbiamo inventata noi, è la legge che Dio ha messo in noi. 
In secondo luogo il fatto che tutte le persone sono consapevoli di come si dovrebbero comportare perché siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio (Genesi 1:26-27), perché la legge di Dio è scritta nei nostri cuori (Romani 2:12-16). 
Dunque l'argomento morale comincia dal senso dell'uomo di giusto e sbagliato. 
James Packer scrive: “La coscienza ha in sé due elementi, (a) la consapevolezza che certe cose sono giuste e sbagliate, e (b) la capacità di applicare leggi e regole a situazioni specifiche. La coscienza, in quanto distinta dagli altri nostri poteri mentali, è unica; sembra una persona distaccata da noi, che spesso parla quando vorremmo che tacesse e dice cose che preferiremmo non sentire. Possiamo decidere se dare ascolto alla coscienza, ma non possiamo decidere se parlerà o no; la nostra esperienza è che lo decide da solo. A causa della sua insistenza nel giudicarci in base allo standard più alto che conosciamo, la chiamiamo la voce di Dio nell'anima, e fino a quel punto lo è”.
Ora qualcuno potrebbe dire che questa legge morale non è proprio oggettiva, ma solo un giudizio soggettivo che viene da convenzioni sociali.
È probabile che le coscienze degli individui riflettano gli standard, o l’educazione della famiglia e della comunità, o la loro mancanza. Il libro dei Giudici racconta storie terribili di cose accadute in un momento in cui "ognuno faceva quello che gli pareva meglio" (Giudici 17:6; 21:25).
Wyndy Corbin Reuschling scrive: “Sebbene tutti gli esseri umani possiedano una coscienza, hanno diverse attitudini per comprendere il bene dal male a causa degli effetti del peccato (Romani 1:12–16) e di altri fattori”. 
Come anche: “La menzogna e l'errore possono annullare la legge morale che Dio ha dato a ogni persona e quindi disinformare la coscienza. Anche il peccato può smussare e bruciare la coscienza. Entrambi portano a situazioni pericolose e mortali” dicono John MacArthur e Richard Mayhue (cfr. Romani 1:19-32; Tito 1:15).
Nel 1984 un jet della Avianca Airlines si schiantò in Spagna. La scatola nera recuperata dei registratori della cabina di pilotaggio ha rivelato che diversi minuti prima dell'impatto, il sistema di allarme automatico dell'aereo ha ripetutamente detto all'equipaggio: "Alzati! Tirati su!” Il pilota, pensando che il sistema stesse funzionando male, sbottò: "Zitto, Gringo!" e spense il sistema. Pochi minuti dopo, l'aereo andò a sbattere contro una montagna e morirono tutti coloro che erano sull’aereo!
Questa tragica storia illustra i risultati catastrofici della cattiva informazione della coscienza, o dell'ignorare i suoi avvertimenti.
Quindi, in un certo senso c’è una soggettività, tuttavia, questa visione non riesce a tener conto del fatto che tutti gli uomini ritengono che le stesse cose (come omicidio, stupro, furto, e la menzogna) siano sbagliate.  
Quando non facciamo ciò che è secondo la legge di Dio, ci sentiamo in colpa, la coscienza fa da giudice; infatti, la coscienza è un organo capace di valutare il nostro comportamento, di distinguere il bene dal male secondo la legge morale di Dio. 
La coscienza è la persuasione di una cosa che scaturisce da una determinata norma ed esige una determinata condotta. Dio ha dato la coscienza a tutti gli uomini affinché possiamo camminare secondo le Sue leggi, questo dimostra la Sua esistenza. 
La coscienza (suneídēsis) significa letteralmente “conoscenza con”. Esprime l’idea di una conoscenza percepita dal singolo come, in particolare, una consapevolezza dolorosa avvertita dall’io di aver agito male o una conoscenza, non dolorosa della propria innocenza, infatti parla di pensieri che si accusano e si scusano in Romani 2:15. 
La coscienza, perciò è la consapevolezza di fare il bene o male, ma è anche una testimonianza interiore, che esamina e giudica la condotta dell’uomo. 
Martyn Lloyd Jones a proposito scrive: “La coscienza è una specie di voce, una facoltà, se così vi pare, che si trova in tutti gli esseri umani. È un monitor interiore che ci comunica che determinate cose non sono corrette e che non le dobbiamo commettere. Che ci piaccia o no è così, essa esprime la sua opinione e ci condanna quando commettiamo qualche cosa di sbagliato”.
Purtroppo la coscienza a volte non è ascoltata, perché come dicevo prima, è influenzata dal peccato e si indurisce, o può essere anche debole, influenzata dal comportamento degli altri e ferita (Romani 1:19-32; 1 Timoteo 4:2; Tito 1:15; Ebrei 10:22; 1 Corinzi 8:7,10,12) e quindi come dice sempre James Packer: “I giudizi particolari della coscienza devono essere accolti come voce di Dio solo quando corrispondono alla verità e alla legge di Dio nella Scrittura. Le coscienze devono quindi essere educate a giudicare in modo scritturale”.
Dunque come la legge morale, la coscienza ci riporta all’esistenza di Dio che ha messo dentro di noi questa legge e la coscienza per farle applicare e a causa dei peccati (Ebrei 10:2) deve essere purificata da Gesù Cristo (Ebrei 9:14; 10:22) ed educata secondo Dio (cfr. per esempio Atti 24:16; 1 Pietro 3:21).
Infine c’è ancora l’argomento dell’uomo (argomento antropologico).
Questa argomentazione dice: “Come può l'uomo, un essere morale, intelligente, vivente, essere visto, o spiegato senza all’ Essere morale, intelligente, vivente Dio?”
Per argomento antropologico si intende ciò che l’uomo e ciò che ne fa parte: moralità, intelligenza, emozioni, coscienza religiosa. Questi aspetti dell'uomo che origine hanno? Sono prodotte dall’uomo stesso? Dal caso? Da forze materiali senza vita? Una creatura intelligente, con delle emozioni, ecc. come l’uomo necessita di un Creatore intelligente, infatti l’uomo è fatto a immagine e somiglianza di Dio (Genesi 1:26-28; Salmo 94:9; Atti 17:28-29). 
Una forza cieca, o impersonale non avrebbe mai potuto produrre un uomo intelligente, sensibile, volitivo, con una coscienza.
Ci sono altre argomentazioni, ma penso che queste siano più che sufficienti per credere nell’esistenza di Dio!
Rispondi a ogni domanda leggendo e trovando le risposte nei versetti.
1. Che cosa affermano gli uomini che scrissero la Bibbia?
a) 2 Samuele 23:2

b) 2 Timoteo 3:16

c) 2 Pietro 1:16-21 

2. Chi era Gesù? 
a) Giovanni 1:1-3,14-18

b) Isaia 9:5

b) Matteo 1:23

c) Colossesi 2:9

3. Che cosa dice la Bibbia riguardo l’argomento cosmologico?
a) Isaia 45:18; Atti 17:24; Apocalisse 4:11

b) Colossesi 1:17; Ebrei 1:3

c) Neemia 9:6; Salmo 104:24-30; Atti 17:28

4. Che cosa dice la Bibbia riguardo l’argomento teleologico? 
a) Genesi 1:4,10,12,18,21,25,31 (Quale aggettivo è ripetuto?)

b) Salmo 8:3-4

c) Salmo 19:1-4

c) Isaia 49:10; 55:10-11

d) Isaia 43:7; 1 Corinzi 10:31; Efesini 1:3-14

3. Che cosa dice la Bibbia riguardo l’argomento morale?
a) Romani 2:14-15 

b) Romani 1:32; 1 Timoteo 4:2; Tito 1:15

c) Ebrei 9:14

d) Atti 24:16

4. Che cosa dice la Bibbia riguardo l’argomento antropologico? 
a) Genesi 1:26-28

b) Salmo 94:9

c) Atti 17:28-29

Applicazioni
1. Sapere che Dio esiste, cosa implica per la tua vita?

2. Come puoi conoscere Dio e come può crescere questa conoscenza?

BIBLIOGRAFIA
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