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Esodo 33:17-20: La manifestazione della gloria di Dio in relazione alla preghiera

 Esodo 33:17-20: La manifestazione della gloria di Dio in relazione alla preghiera
Il teologo J. I. Packer disse: “L'unica cosa che Dio è tenuto a fare è proprio ciò che ci richiede: glorificare se stesso”.
Questo è lo scopo di Dio ed è il motivo per cui ci ha creati (cfr. per esempio Isaia 43:7; 1 Corinzi 10:31), e quindi quello che dobbiamo ricercare anche nella preghiera.
In questa predicazione vedremo tre aspetti riguardo la preghiera.
Cominciamo a vedere:
I LA SITUAZIONE DELLA PREGHIERA 
In Esodo 33:17-18 è scritto: “Il SIGNORE disse a Mosè: 'Farò anche questo che tu chiedi, perché tu hai trovato grazia agli occhi miei, e ti conosco personalmente'.  Mosè disse: 'Ti prego, fammi vedere la tua gloria!'”
 C’è un dialogo tra Dio e Mosè. 
Mosè chiede a Dio indicazioni riguardo i suoi piani. 
Dio rispose promettendo a Mosè la sua presenza e dicendo che ha trovato grazia ai Suoi occhi e che lo conosce personalmente (ʾēdoʿăkā bĕšēm), cioè c’è una relazione speciale intima basata sull’elezione (cfr. per esempio Genesi 18:19; Esodo 32:12,17; Geremia 1:5; Amos 3:2) e quindi la speciale presenza personale di Dio con Mosè e il popolo d’Israele; questo tipo di conoscenza e presenza di Dio sono inseparabili.
Anche i singoli veri cristiani sono conosciuti da Dio (cfr. per esempio Giovanni 10:14; Romani 8:28-30; Galati 4:8-9), eletti a salvezza in Cristo per grazia Dio prima della creazione (cfr. per esempio Atti 13:48; 1 Corinzi 1:26-31; Efesini 1:4; 2 Tessalonicesi 2:13; 2 Timoteo 1:9), questo ci deve dare un grande conforto perché apparteniamo a Dio e nessuno ci potrà allontanare da Lui!! (cfr. per esempio Giovanni 10:27-30; Romani 8:31-39).
Questo rassicurò Mosè poiché non vedeva nessuna luce nell'ingresso di Israele in Canaan come popolo di Dio se la Sua presenza non fosse stata in mezzo a loro (Esodo 33:12-16).
Quando non vedi nessuna luce, ricordati la tua posizione in Cristo: ”Sei conosciuto personalmente da Dio!”
Pertanto la tua vita è nelle Sue mani!
La risposta di Dio incoraggiò Mosè a chiedere ancora di più. 
Vediamo allora:
A) La supplicazione di Mosè
“Ti prego, fammi vedere la tua gloria!”
Mosè prega per vedere tutta la pienezza della gloria del Signore! Voleva vedere il Suo volto, voleva cioè, la rivelazione diretta dell'essenza della Sua divina maestà. 
C’è un senso di enfasi, intensità e urgenza nella parola Ebraica “ti prego!” (nā – particella avverbiale di modo)
Per Mosè la richiesta di vedere la gloria del Signore è appassionata, importante, urgente!
Questa preghiera viene dal suo cuore!
Mosè voleva una maggiore comprensione spirituale della natura di Dio, voleva vedere la Sua gloria, e questo come disse Spurgeon: “È la più grande richiesta che l'uomo abbia mai fatto a Dio".
Pensiamoci un attimo! Mosè aveva visto già la manifestazione della gloria di Dio. Per esempio la vide nel pruno ardente (Esodo 3:1-6), attraverso tutti i miracoli in Egitto (Esodo 7:14-11:10; 14:1-31;16:7-8; Numeri 14:22), con i settant’anziani (Esodo 24:9-11), e poi da solo sulla cima del monte (Esodo 24:15-17).
Aveva visto abbastanza, eppure desiderava vedere di più del Signore! 
Indubbiamente, Mosè prega in questo modo perché vuole la conferma da Dio che sarebbe stato con loro dopo quello che era accaduto poco tempo prima, cioè 
dopo che il popolo si sviò da Dio creandosi l’idolo del vitello d’oro (Esodo 32:1-14).
Come poteva ora il Signore stare con Israele visto la loro ribellione?
Come poteva il Dio santo condividere ancora la Sua presenza con questo popolo peccatore e idolatra?
Allora questa è una richiesta di un segno, di una prova che Dio stesso dimorerà veramente in mezzo a loro.
Mosè esprime la preoccupazione che il Signore non continui a essere in mezzo al Suo popolo; la Sua presenza è considerata indispensabile per il loro continuo benessere e la conquista di Canaan, per questo vuole una dimostrazione che Dio effettivamente sarebbe stato ancora con loro, ancora presente in mezzo al Suo popolo nel loro viaggio da quel momento in poi. 
Consideriamo ora:
B) La reazione del Signore
Dio ha risposto alla preghiera di Mosè con un “sì e un no”, avrebbe mostrato a Mosè un barlume della Sua gloria, ma non poteva mostrargliela completamente, altrimenti Mosè sarebbe morto. 
La pienezza gloriosa del Signore non può essere vista! 
Allora il Signore risponde a questa preghiera di Mosè in modo diverso!
Ti dico di “sì”, ma a modo Mio! Alle Mie condizioni!
Dio non esprime alcun dispiacere per la richiesta di Mosè, ma era una creatura come noi, finita e peccaminosa, e come tale non poteva vedere Dio e vivere!
Nessuno può vedere Dio e vivere, comunque Mosè ha avuto quell’esperienza unica.
Dio era disposto a mostrare di Sé quanto Mosè poteva sopportare, con dei limiti. 
Alcune cose vanno oltre la nostra capacità di conoscere, e lo era anche per Mosè che non poteva vedere il carattere assoluto di Dio così com'è in Se Stesso!
In Esodo 33:19–23 leggiamo: “Il SIGNORE gli rispose: ‘Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà, proclamerò il nome del SIGNORE davanti a te; farò grazia a chi vorrò fare grazia e avrò pietà di chi vorrò avere pietà’. Disse ancora: ‘Tu non puoi vedere il mio volto, perché l'uomo non può vedermi e vivere’. E il SIGNORE disse: ‘Ecco qui un luogo vicino a me; tu starai su quel masso; mentre passerà la mia gloria, io ti metterò in una buca del masso, e ti coprirò con la mia mano finché io sia passato; poi ritirerò la mano e mi vedrai da dietro; ma il mio volto non si può vedere’”.
Questa storia ci fa capire che Dio a volte risponde alle nostre preghiere in un modo diverso di come ci aspettiamo!
Oswald Chambers disse: “Non fare mai l'errore di provare a prevedere il modo in cui Dio risponderà alla tua preghiera”.
Dio a volte risponde diversamente alle nostre preghiere avendo come fine un bene maggiore di quello che abbiamo richiesto.
A volte pensiamo che ciò che desideriamo, o una soluzione sia la migliore, ma Dio nella Sua saggezza ha un piano migliore, e a volte usa anche la sofferenza e le difficoltà per adempierlo (cfr. per esempio Genesi 50:19-20; Romani 8:28).
Dio rispose rivelando a Mosè la Sua bontà e facendosi vedere di "schiena", possiamo dire, vide un barlume della Sua gloria, e che avrebbe protetto Mosè ponendolo nella fenditura di una roccia e lo avrebbe coperto, quindi protetto dal Suo splendore, dalla Sua luce inaccessibile (1 Timoteo 6:16) dalla grandezza della Sua stessa gloria, con la Sua mano.
Una volta passato, ritirerà la Sua mano e lo vedrà da dietro!
Essere esposti alla piena rivelazione di quella gloria sarebbe stato ed è fatale!
'Tu non puoi vedere il mio volto, perché l'uomo non può vedermi e vivere'" (v. 20). 
“Affermando che nessuno può vedere il suo volto e vivere, Dio evidenzia l'abisso che esiste tra lui e l'umanità peccatrice. Anche Mosè, nonostante la sua intima relazione con Dio, non può guardare il volto di Dio senza mettere in pericolo la propria vita” (Alexander Desmond).
Vedere “le spalle di Dio” significa avere un'esperienza minore della Sua gloria, come una specie di scia.
Philip Graham Ryken scrive a riguardo: “Potremmo pensare a ciò che Mosè vedeva come le scie di condensazione della gloria di Dio, le nuvole luminose che scendevano dal suo essere divino”.
Nella situazione della preghiera infine vediamo:
C) La deduzione
La manifestazione della gloria di Dio può essere vista, o desiderata in preghiera in due modi.
(1) In primo luogo vedendolo fisicamente 
Così come siamo con questo corpo fragile e peccaminoso, non è possibile vedere il Signore come dice Esodo 33:20.
Inoltre non è il modo come il Signore opera oggi normalmente, infatti Paolo dice camminiamo per fede e non per visione (2 Corinzi 5:7).
Quindi deduciamo che non possiamo pregare per questo soggetto!
Oppure possiamo desiderare:
(2) In secondo luogo vedendolo operare in un modo spirituale, nel realizzare quanto gli piace, quanto gli porta gloria, ma che noi vediamo gli effetti potenti
a) Questo potrebbe significare che Dio non permette determinate circostanze che noi desideriamo anche se possono essere buone
Per esempio lo Spirito di Dio non permise a Paolo e a Timoteo di predicare la Parola in Asia (Atti 16:6), poi provarono a entrare in Bitinia, ma lo Spirito di Gesù non gli è lo permise (Atti 16:7).
b) Potrebbe significare che Dio permette determinate circostanze dandoci la potenza di realizzarlo come nel predicare la Sua Parola
Quando il popolo udì la prima predicazione di Pietro è questi furono compunti nel cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: "Fratelli che dobbiamo fare?" (Atti 2:37).
Quando Paolo ha annunziato il Vangelo a Tessalonica è stato fatto non solo a parole, ma anche con potenza, Spirito Santo e piena convinzione (1 Tessalonicesi 1:5). 
Quindi non sempre Dio opera, o manifesta la Sua gloria secondo i nostri desideri, o le nostre preghiere, lo fa secondo la Sua volontà (cfr. per esempio 1 Giovanni 5:14-15).
In preghiera questo lo dobbiamo sempre ricordare per non incorrere in una delusione!
Quindi Dio ha sempre un motivo valido sia se risponde, o non risponde alle nostre preghiere!
Fidiamoci di Lui! 
Per che cosa noi allora dobbiamo pregare riguardo la manifestazione della gloria di Dio? Consideriamo:
II LA SOSTANZA DELLA PREGHIERA
Dio si compiace di mostrare la Sua gloria, e quindi la preghiera deve essere fatta affinché Dio ci mostri la Sua gloria.
Questo implica che:
A) Chiediamo a Dio di manifestare Se Stesso: il Suo carattere come meglio crede
In Esodo 33:19 leggiamo: "Il SIGNORE gli rispose: 'Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà, proclamerò il nome del SIGNORE davanti a te; farò grazia a chi vorrò fare grazia e avrò pietà di chi vorrò avere pietà'".
Mosè poteva sperimentare la bontà e il nome del Signore, e questo indica la disposizione della natura divina a mostrare la grazia e la pietà del Signore. 
In questo caso, riguardo il Suo carattere, il Signore ha creduto meglio manifestare la Sua bontà (ṭûḇ).
David Guzik dice: “Dio non ha rivelato la Sua giustizia a Mosè, né la Sua potenza, né la Sua ira contro il peccato. Tutti questi sono veramente aspetti della natura di Dio, ma quando si è mostrato a Mosè ha mostrato la sua bontà”.
Dio essendo buono va celebrato dice il Salmo 136:1.
“Solo Lui è buono” disse Gesù al giovane ricco (Marco 10:18).
L’invito è a gustare e a vedere quanto il Signore è buono (Salmo 34:8).
Nel Salmo 119:68 è scritto: “Tu sei buono e fai del bene”.
In Dio non c'è altro che il bene, è fonte del benessere, della prosperità umana (cfr. per esempio Numeri 10:29; Salmo 21:3; 23:6; Isaia 63:7; Geremia 31:12,14), perdono e liberazione (cfr. per esempio Salmo 25:7-8; 27:13).
Il fatto che il Signore concede a Mosè una manifestazione di Se Stesso è una dimostrazione della Sua bontà, ed era quello che Mosè aveva bisogno, visto che il popolo si era appena ribellato a Dio facendo l’idolo del vitello d’oro!
Ma c’è un altro aspetto davvero molto interessante nelle parole: “Proclamerò il nome del SIGNORE davanti a te”.
Non è Mosè che proclamerà (qārāʾtî), cioè griderà a voce alta il nome del Signore, ma il Signore stesso lo farà davanti a Mosè! (Esodo 34:6-7).
Un primo motivo per cui il Signore farà questo ce lo dice Douglas Stuart: “Dio promise a Mosè che avrebbe pronunciato il proprio nome in modo che Mosè sapesse con certezza con chi aveva a che fare e non sarebbe stato soggetto a dubitare che i suoi occhi gli avessero giocato brutti scherzi, o qualcosa del genere. Questo è un esempio del modo in cui Dio ha dato a una persona la speciale rassicurazione di cui aveva bisogno in una situazione speciale, fornendo prove fortemente convincenti della sua presenza a quella persona in modo uditivo, parallelamente al modo visivo in cui il suo splendore poteva fare la stessa cosa”.
Un secondo motivo per cui il Signore griderà il Suo nome: “Yahweh”, e perché questo nome è legato alla compassione del Signore, la compassione che ha avuto quando si presentò a Mosè per liberare il Suo popolo dalla schiavitù in Egitto (Esodo 2:24-25; 3:13-15).
Questo nome, dunque è il nome, con cui si è fatto conoscere ed era conosciuto come il Dio di Israele che è entrato nella storia del Suo popolo per cambiarla. 
“Signore” è considerato il nome del Patto con cui era legato al Suo popolo, perché è il nome con cui si è rivelato agli Israeliti per mezzo di Mosè quando entrò in alleanza con loro (cfr. per esempio Esodo 3:14-15; 6:2- 3; 15:1-13; 33:19; 34:6-7).
“Signore” indica la Sua auto-esistenza, immutabilità, eternità, essere una realtà dinamica, attiva, presente ed efficace, che subentra in scena, infatti, si è presentato a Mosè per intervenire nella vita del Suo popolo per liberarli dalla schiavitù in Egitto.
Il nome, quindi, è strettamente legato ai Suoi meravigliosi benefici, alla promessa di perdono e benedizioni, alla fedeltà, e compassioni di Dio!
Il nome è proclamato a Mosè come espressione della continuità delle Sue promesse e insieme alla bontà, riflette la disposizione a dare grazia al Suo popolo.
Quello che manifesterà il Signore in risposta alla tua preghiera sarà la cosa giusta in base alla tua circostanza secondo i Suoi piani!
Porta pure la tua richiesta al Signore, ma fidati di Lui per come risponderà!
Allora alla fine chiedigli di manifestare Se Stesso, ma come meglio crede!
Pregare che Dio ci mostri la Sua gloria implica che:
B) Chiediamo a Dio di essere Se Stesso e nient’altro: questa è la nostra sottomissione e fede
La fede significa lasciare che Dio sia Dio e non quello che vogliamo noi!
Noi possiamo portare al Signore le nostre richieste, anche quelle più impossibili all’umanità, ma alla fine dobbiamo lasciare tutto nelle Sue mani!
Con Mosè Dio rivelò Se Stesso, la Sua bontà, in modo che Mosè potesse sopportare quel barlume della manifestazione della Sua gloria, ma non ha manifestato ciò che voleva Mosè, altrimenti Mosè sarebbe morto (cfr. per esempio Esodo 33:20; 1 Timoteo 6:16). 
Perciò dobbiamo fidarci di Dio in preghiera dicendogli che manifesti Se Stesso come Lui reputa meglio!
Gesù ci ha insegnato a pregare: "Sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in terra" (Matteo 6:10).
Come Gesù (Matteo 26:36-44), facciamo la nostra richiesta a Dio, ma alla fine dobbiamo dire: “Sia fatta la tua volontà”.
Quando noi supplichiamo Dio, lo facciamo perché si realizzino i nostri interessi, questa è anche la volontà di Dio, vuole il nostro bene!
Chris Tiegreen riguardo il pregare che sia fatta la volontà di Dio dice: "Quando preghi perché sia fatta la volontà di Dio, in realtà stai pregando perché i tuoi migliori interessi si realizzino. La volontà di Dio per noi non contraddice mai il nostro desiderio di benedizione. La sua prospettiva eterna Lo qualifica eminentemente a condurci attraverso luoghi difficili quando sa che il risultato finale soddisferà i desideri del nostro cuore. La nostra visione è troppo limitata per vederlo, quindi esitiamo a pregare come Gesù ha istruito. Ma non saremo mai delusi quando lo faremo".
La volontà di Dio è la cosa migliore per noi, è per il nostro beneficio! È il meglio che Dio ci dona!
Dio è buono, così lo è anche la Sua volontà, che è anche gradita e perfetta dice Romani 12:2.
Pertanto la dobbiamo accettare così com’è!
Toccanti sono le parole di Greg Laurie: "Dobbiamo ricordare che la volontà di Dio è buona. A volte potrebbe non sembrare così, ma lo è. Il suo piano per noi è buono. Tuttavia, di solito non ci dà un progetto dettagliato. Di solito, Dio ci rivela la Sua volontà a pezzettini. Lui vede il quadro generale, mentre noi vediamo solo un po' alla volta. 
Se tu fossi stato il padre di Giuseppe, sicuramente come tutti i genitori, avresti pregato per il benessere di tuo figlio. Ma quando Giuseppe fu venduto come schiavo dai suoi stessi fratelli, avreste potuto facilmente dire: 'Dio, che cosa stai facendo? Perché hai permesso questo?' Tuttavia, se Dio non avesse permesso che ciò accadesse, Giuseppe non sarebbe mai stato messo in quella posizione di influenza che gli permise di salvare il paese e la sua famiglia.
Se tu fossi stata la madre di Mosè, come ti saresti spezzato il cuore quando hai visto tuo figlio essere portato alla corte del Faraone! Eppure faceva tutto parte del piano di Dio di plasmare Mosè in quel capo che avrebbe condotto Israele fuori dall'Egitto e dalla sua schiavitù.
Se tu fossi stata la madre di Gesù e avessi visto tuo figlio appeso a quella croce, con quanta facilità avresti potuto dire: 'Signore, perché hai lasciato che questo accadesse?' Ma se Gesù non fosse morto su quella croce e non avesse preso su di sé i nostri peccati, oggi non potremmo conoscerLo.
Quindi, quando guardi alla volontà di Dio in corso, potrebbe non avere sempre senso. Ma devi credere che Dio sa quello che sta facendo. La sua volontà è buona. Aspettate solo che Egli finisca ciò che ha iniziato".
Pregare che Dio ci mostri la Sua gloria implica che:
C) Chiediamo con la consapevolezza che Dio fa grazia a chi vuole, la Sua grazia è sovrana e non dipende da noi!
In Esodo 33:19 Dio afferma: "Farò grazia a chi vorrò fare grazia e avrò pietà di chi vorrò avere pietà".
Noi possiamo avvicinarci al trono inavvicinabile del Dio tre volte santo (Isaia 6:3; Apocalisse 4:8), essere accolti da Lui ed essere esauditi per la Sua grazia (ḥā·nǎn) e pietà (rā·ḥǎm).
Ma questo non è automatico come se Dio fosse un distributore che metti una moneta e prendi quello che vuoi!
Johann Heinrich Heine era un poeta tedesco nato in una famiglia Ebrea nel 1797. Dal 1831 fino alla sua morte nel 1856 visse a Parigi, dove fu una figura influente sulla scena letteraria. 
Si racconta che quando gli fu chiesto sul letto di morte se Dio lo avrebbe perdonato, disse: "Certo che Dio mi perdonerà; questo è il suo lavoro". 
Secondo questo passo non è così!
Un'attenta lettura di Esodo 32–34 rivela che non dovremmo presumere la grazia di Dio, perché non tutti gli Israeliti furono perdonati!
Molti Israeliti furono puniti per la loro idolatria sul Monte Sinai (Esodo 32:33-35), e nei secoli che seguirono il Signore trovò spesso necessario rimproverare e punire il Suo popolo per aver ignorato gli obblighi del Patto con cui era legato con Dio!
La grazia divina non è data automaticamente e non deve essere pretesa arrogantemente!
Non è qualcosa che riceviamo perché lo abbiamo influenzato magicamente!
Nahum Sarna scrive: “L'esercizio degli attributi di Dio è un atto di pura volontà da parte Sua. Nella religione di Israele non esiste alcuna pratica magica che sia automaticamente efficace nell'influenzare il comportamento divino”.
La scelta e la decisione di Dio di agire in quel modo è interamente governata dalla Sua libera sovranità! Non è obbligato verso nessuno!
Il Signore è assolutamente libero di mostrare la Sua grazia a chi vuole! Non la mostra a tutti! 
La Sua grazia è sovrana!
A riguardo James Hamilton scrive: “Queste parole dichiarano che Yahweh non è obbligato a fare ciò che Mosè ha chiesto. Yahweh sceglie quando e a chi rivelare la sua gloriosa bontà”.
Del perché ad alcuni mostra la Sua grazia e pietà, e ad altri no, non ci viene detto!
John Mackay a riguardo scrive: “Non esiste una logica umanamente accessibile che possa spiegare perché il SIGNORE operi in quel modo, sia a livello del suo favore verso l'umanità che si ribella contro di lui, sia a livello degli individui che chiama a sé”.
Dio non è il tuo maggiordomo che fa ciò che tu vuoi, quando tu vuoi e come tu vuoi!
Oggi molti pensano a Dio, come una sorta di lampada di Aladino per compiere grandi imprese, o piccoli miracoli a nome di chiunque lo invochi per soddisfare i loro bisogni.
Il Signore è per loro il Dio utilitario, il Dio che soddisfa tutte le preghiere, tutti i nostri desideri, i nostri scopi!
A riguardo Tom Wells scrive: “È l’epoca del ‘dio’ utilitario, il dio che si vuole usare per i nostri fini. Se volete ottenere felicità e successo è sufficiente avvicinarsi con la giusta formula questo dio, che aspetta dietro le quinte, pronto a darvi quanto il vostro cuore desidera”.
Dio è sovrano! E non il dio utilitario!
Così vediamo:
III LO SCOPO DELLA PREGHIERA 
Nello scopo della preghiera, il Suo compiacere di mostrare la Sua gloria:
A) È finalizzata secondo la Sua intenzione 
Dio manifesta Se Stesso secondo i Suoi progetti, per ciò che gli piace. 
Nel Salmo 115:3 è scritto: "Il nostro Dio è nei cieli; egli fa tutto ciò che gli piace" (cfr. Salmi 135:6). 
Quindi “i quando”, “i come” e “a chi” manifestarsi è una decisione secondo la volontà sovrana di Dio! 
Noi moltissime volte non comprendiamo Dio e i Suoi piani!
I Suoi progetti sono spesso incomprensibili, e possono sembrarci assurdi come quando Dio non condusse gli Israeliti per la strada più vicina del paese dei Filistei. 
Questo lo ha fatto almeno per due motivi: il primo motivo perché Dio voleva evitare che il popolo di fronte a una guerra si potesse pentire e ritornare in Egitto (Esodo 13:17-18). 
Il secondo motivo era quello di mettere in apparenza il Suo popolo in trappola tra il mare e l’esercito potente e ben equipaggiato degli Egiziani (Esodo 14:4,17-19,21-28). 
Anche il piano di salvezza per Giudei e Gentili va al di là della nostra piena comprensione, infatti Paolo dopo aver parlato del piano di salvezza in Romani 11:33 dice: "Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie!". 
I disegni di Dio non possiamo capirli pienamente! (Isaia 55:10-11). 
La qualsiasi cosa che ci può accadere ha sempre uno scopo per Dio (Romani 8:28-29), e noi dobbiamo fidarci di Lui perché è buono, saggio, perfetto, onnisciente, onnipresente, onnipotente!
Il suo compiacere di mostrare la Sua gloria:
B) È finalizzata per la Sua glorificazione 
Alla domanda: “Qual è lo scopo primario di Dio?“, la risposta è: “Lo scopo primario di Dio è glorificare Se Stesso!” 
Lo scopo di Dio è manifestare i Suoi attributi, perfezioni, o persona, affinché il Suo nome possa essere conosciuto e glorificato. 
La gloria di Dio è il Suo scopo ultimo! 
Nulla distoglierà il Signore da questo scopo! Possiamo esserne più che sicuri! 
Dio opera per amore del Suo nome, per innalzare Se Stesso sia nel giudicare che nel salvare. 
Dio non si è liberato tutta in una volta del Faraone, ma gli ha indurito il cuore e lo ha lasciato in vita per mostrargli tutta la Sua potenza e perché il Suo nome potesse essere proclamato su tutta la terra (Esodo 7:3; 9:16; Romani 9:17). 
Quindi il fatto che Dio ha salvato il Suo popolo non lo ha fatto solo perché il Suo popolo aveva un valore per Lui (cfr. per esempio Esodo 2:23-25), ma lo ha fatto anche per la Sua gloria, per amore del Suo nome, per l’infinito e profondo valore Suo personale, per farsi conoscere.
In 1 Samuele 12:22 leggiamo: "Infatti il SIGNORE, per amore del suo grande nome, non abbandonerà il suo popolo, poiché è piaciuto al SIGNORE di fare di voi il suo popolo". 
Il fatto che Dio agisce per amore del Suo nome lo troviamo tante volte nella Bibbia! (cfr. per esempio Esodo 16:12; 29:46; 31:13; Deuteronomio 29:5; 1 Re 20:13,28; Isaia 45:3; 49:23,26; 60:16). 
Il grande nome del Signore, la Sua stessa identità e reputazione – garantisce la Sua promessa (cfr. per esempio Giosuè 7:9; Isaia 48:9; Geremia 44:26; Ezechiele 20:9,14,22; 36:23).
Il senso è che Dio non abbandonerà il Suo popolo, perché la Sua reputazione ne risentirebbe se lo facesse.
Dio ha salvato il Suo popolo giudicando il Faraone per farsi conoscere, per glorificare se stesso, per il Suo onore. 
In Giosuè 2:10-11 è scritto: "Prima che le spie si addormentassero, Raab salì da loro sulla terrazza,  e disse a quegli uomini: 'Io so che il SIGNORE vi ha dato il paese, che il terrore del vostro nome ci ha invasi e che tutti gli abitanti del paese hanno perso coraggio davanti a voi. Poiché noi abbiamo udito come il SIGNORE asciugò le acque del mar Rosso davanti a voi, quando usciste dall'Egitto, e quel che faceste ai due re degli Amorei, di là dal Giordano, Sicon e Og, che votaste allo sterminio.  Appena l'abbiamo udito, il nostro cuore è venuto meno e non è più rimasto coraggio in alcuno, per causa vostra; poiché il SIGNORE, il vostro Dio, è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra'". 
Isaia 63:12-14 dice: "Allora il suo popolo si ricordò dei giorni antichi di Mosè: Dov'è colui che li fece uscire dal mare con il pastore del suo gregge? Dov'è colui che mise in mezzo a loro lo spirito suo santo, che fece andare il suo braccio glorioso alla destra di Mosè, che divise le acque davanti a loro, per acquistarsi una rinomanza eterna, che li condusse attraverso gli abissi, come un cavallo nel deserto, senza che inciampassero? Come il bestiame che scende nella valle, lo spirito del SIGNORE li condusse al riposo. Così tu guidasti il tuo popolo, per acquistarti una rinomanza gloriosa" (Neemia 9:10; Salmi 106:7-8; Isaia 43:23; Ezechiele 20:9; Daniele 9:15; cfr. Esodo 14:4,17-19, 21-28). 
Anche se Dio è già glorificato quando noi lo preghiamo, secondo questi passi della Bibbia, le nostre preghiere non devono essere egoistiche! 
Dovremmo imparare a pregare che Dio mostri la Sua gloria per glorificare Se Stesso! 
È significativo che il primo aspetto della preghiera del “Padre nostro” inizia con “Sia santificato il tuo nome”, e questo fra le altre cose indica: che Dio dovrebbe avere l’onore che gli è dovuto perché ne è degno!
Dio ci farà comunque del bene nel glorificare Se Stesso (cfr. per esempio Romani 8:28-29). 
Noi dobbiamo amare la Sua gloria più di noi! 
Se amiamo la Sua gloria più di noi, chiederemo a Dio di manifestare la Sua gloria non per noi, ma per Lui! 
Chiederemo che Lui operi ciò che a Lui fa più piacere! 
Se amiamo veramente la gloria di Dio dobbiamo chiederGli che faccia non ciò che noi pensiamo sia la cosa giusta, o migliore, questo, o quell’altro, ma che Lui mostri la Sua gloria, Se Stesso e di fare quello che vuole, secondo il Suo carattere, il Suo cuore, secondo come il Suo nome sarà glorificato!
Non dico che non dobbiamo portare a Dio le nostre preoccupazioni, malattie, e così via (cfr. per esempio Filippesi 4:6-7; 1 Pietro 5:6-7), ma sia noi che le nostre preghiere devono avere come scopo la Sua gloria, che Dio glorifichi Se Stesso come meglio crede!
O. Hallesbay scriveva: “Pregare è permettere che Gesù glorifichi il Suo nome in mezzo alle nostre necessità. Pregare non è nient’altro che aprire la porta, mostrargli quello di cui abbiamo bisogno e permettergli di esercitare il Suo potere occupandosi delle nostre necessità…La preghiera ci è data ed è stata istituita allo scopo di glorificare Dio…Perciò sia che tu preghi per cose grandi, o per cose piccole, non dimenticare di dire a Dio: “Se questo glorifica il tuo nome, esaudisci la mia preghiera e aiutami, ma se non è alla gloria del tuo nome, lascia che io rimanga nella mia difficoltà. E dammi di glorificare il Tuo nome nella situazione nella quale mi trovo”.
Le nostre preghiere devono mirare a glorificare Dio, pertanto pregheremo affinché il nome di Dio sia glorificato!
Porteremo i nostri bisogni, desideri e intercessioni, ma avendo in mente che il nome di Dio sia glorificato.
Allora non sarà sbagliato durante una supplicazione, o intercessione aggiungere: “Se questo glorificherà il Tuo nome”.
Allora aspettiamoci la realizzazione delle Sue promesse, l’esaudimento  della preghiera in modo che non ci aspettiamo!
Sempre O. Hallesby scriveva: “Se noi useremo la preghiera, non per strappare a Dio dei vantaggi per noi stessi, o per i nostri cari, o per sfuggire alle sofferenze e alle difficoltà, ma per chiedere per noi e per gli altri quelle cose che glorificheranno il nome di Dio, noi vedremo che le più forti e le più audaci promesse della Bibbia, riguardo la preghiera si compiranno anche per mezzo delle nostre piccole e deboli preghiere. Allora noi vedremo tali risposte alla preghiera come non avremmo mai sperato”. 
CONCLUSIONE
Quando preghiamo, o c’è una risposta immediata, o ritardata, o rifiutata, dobbiamo pensare, o imparare che Dio decida cos’è meglio, o giusto per la gloria del Suo nome!
Perciò:
1. Noi non dobbiamo ricercare egoisticamente il nostro piacere, o interessi nella preghiera.
2. Noi non dobbiamo ricercare il vedere, o sentire Dio fisicamente.
3. Ma dobbiamo ricercare e accettare la Sua volontà, il Suo piacere sovrano.
Questo piacere sovrano di Dio non lo rivela a tutti e non lo rivela a volte come noi ci aspettiamo! 
Non dobbiamo aspettarci che si rivela tutte le volte che uno lo può chiedere e in alcuni incontri organizzati per sperimentare lo Spirito Santo, perché lo Spirito soffia dove vuole (cfr. per esempio Giovanni 3:8), Dio farà grazia a chi vorrà fare grazia! (cfr. per esempio Esodo 33:16,19). 
Queste aspettative organizzate possono creare nella mente delle persone, false, limitate, o fuorvianti aspettative rispetto a ciò che Dio può e vuole fare veramente. 
Noi non dobbiamo pregare per le manifestazioni di Dio, nel senso di visibili con l’occhio, o con l’orecchio, ma che il Signore manifesti la Sua gloria, cioè lasciare che manifesti Se Stesso secondo la Sua gloria, in questo modo può superare le nostre migliori aspettative, perché va al di là di quello che possiamo chiedere, o pensare! (Efesini 3:20-21). 
Noi dobbiamo concentrarci sul Signore stesso, piuttosto che su ciò che Egli può fare per noi, dobbiamo chiedergli di rivelarsi come meglio crede. 
Egli è sovrano, il che significa che Egli ha il diritto di fare delle scelte e di rivelare Se Stesso a chi vuole, come vuole, quando vuole! 
Ma sarà la cosa perfetta e giusta perché l’opera Sua è perfetta e tutte le Sue vie sono giustizia dice Deuteronomio 32:4.
Sottomettiamoci e fidiamoci del Signore!


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