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La dottrina di Dio: La conoscibilità di Dio (Prima parte)

 La dottrina di Dio: La conoscibilità di Dio (Prima parte)
Grant M. Sutherland riguardo la conoscibilità di Dio scrive: “La conoscibilità di Dio si riferisce alla misura e ai mezzi con cui l'umanità può conoscere Dio. Tutta la Scrittura proclama che Dio Uno e Trino si è fatto conoscere, che è conoscibile, e che il mezzo e il fine della salvezza è proprio conoscerlo”.
Ciò che vediamo nella Bibbia è che Dio si è fatto conoscere. Noi nella Bibbia vediamo che Dio può essere conosciuto (cfr. per esempio Geremia 9:23-24; Giovanni 14:7; 17:3; Galati 4:9; 1 Giovanni 2:3,13; 4:8; 5:20), e quando parla di conoscere Dio.
Quindi vediamo che c’è la possibilità di conoscere Dio e questo è lo scopo della nostra esistenza secondo James I. Packer quando dice: “Per quale scopo siamo stati creati? Per conoscere Dio. Quale obiettivo dovremmo prefiggerci nella vita? Conoscere Dio”. 
Dio è veramente conoscibile, ma non completamente comprensibile! Come già detto nello studio sull’incomprensibilità di Dio non possiamo comprendere pienamente Dio sia per la Sua natura e sia per la nostra natura limitata e peccaminosa, ma questo non significa che non lo possiamo conoscere, noi lo possiamo conoscere nella misura in cui si è rivelato attraverso la Bibbia. “La Bibbia rende Dio conoscibile agli esseri umani, nella misura in cui il contenuto della Bibbia rivela la verità su di lui” (John MacArthur e Richard Mayhue). 
Conoscere Dio è la cosa più importante per l’umanità! L'umanità ha bisogno di conoscere Dio più di qualsiasi altra cosa! C.H. Spurgeon disse: “La conoscenza di Dio è la grande speranza dei peccatori”.
Cosa significa conoscere Dio?
Conoscere Dio non è solo consapevolezza. La consapevolezza nel senso che sei certo che Dio esiste da qualche parte e avere qualche informazione su di Lui, o credere per logica che Dio esiste. Conoscere Dio va oltre questo.
Conoscere Dio non è solo cultura. Avere una conoscenza culturale per sentito dire ed essere preparati sull’argomento dai libri. Per esempio sapere tutto di una città, delle sue strade, dei suoi negozi, monumenti, ma tutto questo può essere una conoscenza acquisita dai libri. Così anche per Dio, ne possiamo avere una conoscenza come chi studia la teologia, e ha la sua importanza, ma la conoscenza di Dio non è solo questa. Anche i più grandi teologi possono avere questo tipo di conoscenza scolastica, pur tuttavia non essere credenti, o non aver nessun rapporto con Dio!
Così puoi leggere la Bibbia, averla letta decine di volte, conoscerla tutta, ascoltare una predica su Dio, frequentare tutti gli incontri nella chiesa, puoi anche emozionarti, ma questo non significa conoscere veramente Dio! Certamente conoscere Dio significa avere informazioni riguardo a ciò che è, che ha fatto, ma non significa conoscerlo veramente!
Conoscere Dio non è solo una conoscenza di contatto. Avere un contatto con Dio personale, fare l’esperienza di Dio. Tornando all'esempio precedente, sarebbe possibile per qualcuno che sia vissuto in una città particolare e dire: "La mia conoscenza non è conoscenza da libro, io ho vissuto veramente a Mosca, ho camminato per la strade di Mosca, ho fatto acquisti nei negozi di Mosca, sono stato a cinema a Mosca e così via". Certo rispetto agli altri precedenti tipi di conoscenza, è un passo in più, ma ancora non è l’idea piena di conoscenza nel senso pieno del concetto biblico per conoscenza. Come puoi gustare il clima di Mosca, puoi gustare anche la presenza di Dio, ma non significa conoscerlo veramente! Certamente chi conosce Dio fa l’esperienza di Dio. 
Questi tre tipi di conoscenza hanno la loro importanza e verità, ma per essere la conoscenza nel senso pieno del concetto per come la intende la Bibbia, manca un’altra cosa, quindi vediamo oltre a tutto ciò.
Conoscere Dio significa avere comunione con Lui. "Conoscere" (ginosko) indica che l’oggetto conosciuto diventa familiare, in questo senso indica avere un rapporto intimo e profondo come un marito con una moglie, il padre con un figlio, come descrive a volte la Bibbia il rapporto tra Dio e il Suo popolo (cfr. per esempio 2 Corinzi 11:2; Efesini 5:22-32 Romani 8:15-17). Perciò conoscere Dio indica un rapporto personale familiare, intimo (cfr. per esempio Genesi 4:1; 4:17,25; 1 Samuele 1:19; Matteo 1:25). 
Conoscere Dio è la pienezza di un rapporto di fede che porta alla salvezza, significa far parte del Nuovo Patto di Dio in Cristo (Matteo 20:26-29; Ebrei 8:8-13). 
Conoscere Dio è avere un coinvolgimento con Lui. Indica un coinvolgimento intellettivo, personale nella mente (Conoscere è anche riconoscere Giovanni 7:49; Romani 1:19-20; 2:18-20; 2 Corinzi 10:5), quindi riconoscere che Dio è Dio! (Deuteronomio 7:9). In questo senso, il popolo di Israele nel riconoscere Dio, doveva essere fedele a Dio, riconoscere e vivere il patto di fedeltà con Dio! (Deuteronomio 11:1-25), aspetto che ha trascurato (Isaia 1:2-4). 
Il luogo della slealtà come della lealtà è la mente, la mente è importante per la vera spiritualità (cfr. per esempio Salmo 119:33-34; 119:104,130; Luca 24:27,32; Romani 1:28; Efesini 4:17-18, 20-22). 
Con la ragione noi dovremmo essere in grado: di comprendere quale sia il nostro posto e compito nel mondo, di riconoscere che Dio è verità, ciò che è come rivelato nella Bibbia, di ragionare come portare gloria a Dio, cosa fare in modo che Dio sia onorato.
Conoscere Dio implica un coinvolgimento emotivo. Il credente anche se non ha visto Dio, esulta di una gioia ineffabile e gloriosa per la salvezza dice Pietro 1:8). Ma non gioisce solo per se stesso! Infatti chi conosce Dio si rallegrerà quando il nome di Dio è onorato come Barnaba che fu mandato dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme ad Antiochia perché avevano sentito che vi erano state delle conversioni da parte di alcuni credenti che erano scappati via per la persecuzione da Gerusalemme. Quando Barnaba giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò nel vedere quelle conversioni! (Atti 11:23).  Ma è chiaro che chi conosce Dio, si rattristerà è quando la legge di Dio non è rispettata come dice il Salmi 119:136, e se viene meno ai doveri divini proverà vergogna e dolore come leggiamo nel Salmo 51 e in Luca 22:61.
Conoscere Dio implica un coinvolgimento volitivo. Nella volontà, la persona che conosce Dio gli ubbidirà. La vera conoscenza di Dio coinvolge l’ubbidienza (cfr. per esempio Geremia 22:11-16). Dio si rivela affinché il Suo popolo possa obbedire! (Deuteronomio 4:32-40). Perciò a volte quando si parla di mancanza di conoscenza nella Bibbia, non si riferisce all’ignoranza intellettuale di Dio, ma alla mancata pratica di obbedienza a Dio. Quando si parla di conoscenza di Dio implica praticare la giustizia (Geremia 22:16), l’amore (1 Giovanni 4:7-8), la fiducia (Salmi 9:9-10; 1 Giovanni 2:4,9,11; 3:6,11; 4:20); l’adorazione (Salmi 135:5-7; 13; 139:14), avere la vita eterna (Giovanni 17:3). 
Conoscere Dio è essere conosciuti da Dio. Conoscere Dio è un atto della sua grazia sovrana! (cfr. per esempio Esodo 33:12-17; Romani 9:14-16). Conoscere Dio, è un’iniziativa che parte sempre da Lui (Galati 4:8-9). Possiamo avere un rapporto con Dio, la comunione, ma questa non è raggiunta dalla nostra capacità di elevarci a Lui, è impossibile. Chi conosce Dio, lo conosce per iniziativa Sua e non per la nostra! Se Egli non si mostra, non possiamo trovarlo e conoscerlo.
Non siamo in grado di elevarci al livello di Dio, ma è Dio che si compiace di rivelarsi all’uomo. 
Per conoscere Dio, è necessario che Egli si riveli all’uomo.
Gesù dice: “Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce il Figlio, se non il Padre; e nessuno conosce il Padre, se non il Figlio, e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo” (Matteo 11:27). Il Figlio non solo conosce il Padre, ma ha la facoltà di scegliere coloro ai quali egli rivelare il Padre (Dio). Nessuno, quindi, può conoscere Dio senza che il Figlio non lo voglia rivelare. Non è un diritto naturale, non è a caso, ma dipende dalla scelta del Figlio (cfr. per esempio Genesi 18:18-19; Giovanni 15:16; Romani 9:14-16; 1 Corinzi 1:26-28; 1 Pietro 1:1-2)
Possiamo conoscere Dio perché Dio si rivela veramente a noi. Dio è totalmente al di sopra di noi, irraggiungibile a causa della Sua natura (cfr. per esempio 2 Cronache 2:6; Salmo 90:2-4; Isaia 57:15; 1 Timoteo 6:16); perché siamo morti spiritualmente e quindi disinteressati a Dio (Efesini 2:1-5), separati da Dio a causa del peccato (Isaia 59:1-2), con le menti accecate (2 Corinzi 4:4); estranei alla vita di Dio, con il cuore indurito (Efesini 4:17-19). Infine non siamo in grado di conoscere Dio con la nostra sapienza i pensieri di Dio (Isaia 55:9; 1 Corinzi 1:21; 2:9-11). Con la nostra sapienza non siamo in grado di conoscere Dio, se ci provassimo falsificheremmo la Sua natura, creandoci un dio a nostra immagine e somiglianza!
Pertanto prima che una persona possa cercare Dio, Dio deve prima cercare la persona. Prima che un peccatore, o una peccatrice possa avere un giusto pensiero che riguarda Dio, deve esserci stato un’opera d’illuminazione fatto dentro di essa da parte dello Spirito di Dio! Quindi noi cerchiamo Dio, perché è Dio che ha messo questo desiderio in noi! Dio è precedente alla nostra azione verso di Lui! Non siamo noi a fare amicizia con Dio, ma è Dio che fa amicizia con noi per la sua grazia (Galati 4:9). Indica che la grazia viene prima e rimane nella salvezza dei credenti. La conoscenza di Dio è la conseguenza che Dio ha dei credenti! La conoscenza che Dio aveva di loro indica che Dio li aveva scelti per la sua grazia, infatti quando si parla di conoscere in riferimento a Dio indica la grazia sovrana di Dio, l’iniziativa di Dio nell’amare, nell’eleggere, nel salvare, nel chiamare, nel preservare. Infatti la parola conoscenza la troviamo quando Dio scelse Abramo (Genesi 18:18-19); Geremia (Geremia 1:5); il popolo di Israele (Amos 3:2). Noi possiamo conoscere Dio, perché lo vuole Lui! Possiamo dire che conoscere Dio significa essere reso vivo da Dio in un nuovo senso, essendo nato di nuovo (Giovanni 3:3-5), significa conversare con Dio intimamente in modo tale che lo conosciamo sempre di più. 
Conoscere Dio significa rendersi conto che Dio ci apre il cuore, che Lui si fa amico, Padre e ci recluta come suoi collaboratori (Giovanni 15:15; Romani 8:15-16; Galati 4:4-6; 1 Corinzi 3:9). 
Nel senso biblico, la conoscenza di Dio non è separata dalla spiritualità, la testa non è separata dal cuore e quindi dagli aspetti pratici della fede. 
La vera conoscenza di Dio significa essere trasformati da Lui, significa fare l’esperienza della sua potenza. 
La vera conoscenza di Dio implica l’adorazione, l’obbedienza e la speranza della vita eterna. 
In questo senso conoscere Dio, non significa solo ammettere semplicemente la Sua esistenza, ma comprendendo quando per noi sia importante conoscerlo per la Sua gloria.
Conoscere Dio significa avere una relazione con Lui, e questo sarà possibile solo tramite Gesù Cristo. La conoscenza di Dio sorge da un incontro personale con Cristo! (Giovanni 14:6). Noi lo possiamo incontrare e conoscere solo attraverso Gesù Cristo, Colui che è morto e risorto per riconciliarci con Dio (Romani 5:8-11). La separazione che c’è tra Dio e l’uomo è collegata dall’unico ponte che è Gesù (1 Timoteo 2:5).
Infine, non possiamo concludere senza prima aver menzionato il fatto che la conoscenza di Dio è progressiva. Una volta che s’inizia a conoscere Dio, non significa che si conosce tutto in una volta, è una crescita. In Colossesi 1:10, nella preghiera di Paolo per i Colossesi leggiamo: “Perché camminiate in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio” (Efesini 4:11-15; 2 Pietro 3:17-18).
“Crescendo” (auxanomenoi- presente passivo participio) nella conoscenza di Dio indica aumentare, crescere sempre di più riguardo la conoscenza di Dio, conoscere sempre meglio Dio. Il tempo presente nel greco pone l'accento sull'azione abituale, denota una crescita costante. La forma verbale raffigura un albero che dà frutto e continua a crescere, a differenza del grano che produce il raccolto e poi muore. Proprio come nei rapporti umani la conoscenza di una persona cresce, aumenta con il passare del tempo così è riguardo la conoscenza di Dio. Come per i rapporti umani si cresce nella conoscenza di una persona se il rapporto è curato, così lo è nel rapporto con Dio; per conoscerlo sempre di più dobbiamo dedicare tempo in preghiera, nella lettura, meditazione, studio della Bibbia, e nel frequentare una chiesa locale.
Rispondi a ogni domanda leggendo e trovando le risposte nei versetti.
1. Cosa dice la Bibbia riguardo la possibilità di conoscere Dio?
a) Geremia 9:23-24

b) Giovanni 14:7

c) Giovanni 17:3

d) 1 Giovanni 2:3,13

e) 1 Giovanni 4:8

f) 1 Giovanni 5:20

2. Quali immagini usa la Bibbia per indicare il rapporto tra Dio e il credente, o la credente?
a) Romani 8:15-17

b) 2 Corinzi 11:2

c) Efesini 5:22-33

3. Conoscere Dio significa far parte di un Patto? Quale? (Matteo 20:26-29; Ebrei 8:8-13). 

4. Che cosa dice Deuteronomio 7:9,riguardo il conoscere Dio?

5. Che cosa è coinvolta nella conoscenza di Dio?
a) Salmo 119:33-34,104,130; Luca 24:27,32; 1 Pietro 1:8; Atti 11:23

b) Salmo 119:136; Luca 22:61-62

c) Deuteronomio 4:32-40; Geremia 22:11-16; 

6. Di chi è l’iniziativa di conoscere Dio?
a) Esodo 32:12-17; Romani 9:14-16; Galati 4:8-9

b) Matteo 11:27

c)1 Corinzi 1:26-28

6) Perché è necessaria la rivelazione di Dio per farsi conoscere?
a) 2 Cronache 2:6; Salmo 90:2-4; Isaia 57.15; 1 Timoteo 6:16

b) Isaia 59:1-2; Romani 3:23; Efesini 2:1-5; 2 Corinzi 4:4

c) Isaia 55:9; 1 Corinzi 1:21

7) Com’è possibile conoscere Dio?
a) Giovanni 14:6

b) Romani 5:8-11

c) 1 Timoteo 2:5

Applicazioni
1. Cosa suscita in te il pensiero di conoscere Dio?

2. Cosa t’impedisce di conoscere Dio e di crescere in questa conoscenza?

BIBLIOGRAFIA
Blanchard, J. (2006). In The Complete Gathered Gold: A Treasury of Quotations for Christians. Evangelical Press.
James I. Packer, Conoscere Dio, Voce della Bibbia, Formigine (MO),1995.
MacArthur, J., & Mayhue, R., a c. di. (2017). Biblical Doctrine: A Systematic Summary of Bible Truth. Crossway.
Sutherland, G. M. (2018). God’s Knowability. In M. Ward, J. Parks, B. Ellis, & T. Hains (A C. Di), Lexham Survey of Theology. Lexham Press.


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