lunedì 23 giugno 2014

2 Tessalonicesi 3:16: Una preghiera per la pace.

2 Tessalonicesi 3:16: Una preghiera per la pace.
“Il Signore della pace vi dia egli stesso la pace sempre e in ogni maniera. Il Signore sia con tutti voi”.

Paolo alla fine della sua seconda lettera ai Tessalonicesi saluta la chiesa con una preghiera:  “Il Signore della pace vi dia egli stesso la pace sempre e in ogni maniera”.
La preghiera fa eco alla benedizione della pace di Numeri 6:26 e trova anche le sue radici nella benedizione di Gesù di pace data ai suoi discepoli, registrata in Giovanni 14:27.
“Pace” potrebbe essere l'assenza di conflitti all'interno della comunità (2 Tessalonicesi 3:6-15, o dai persecutori (cfr. Atti 24:2; Apocalisse 6:4), ma potrebbe anche essere l’assenza di turbamento, di ansia. I cristiani di Tessalonica potevano essere anche turbati per vari problemi come l’oppressione esterna (1 Tessalonicesi 2:14; 2 Tessalonicesi 1:4-10). La parola “pace” (eirēnē) indica il benessere totale, indica la prosperità della persona in tutta la sua interezza. Tale pace potrebbe venire solo da Dio, infatti, è diversa da quella effimera, fragile e superficiale di questo mondo, non dipende dalle circostanze e dal tempo. In mezzo alle difficoltà, al dolore, alle persecuzioni, ai problemi di vario genere, quando tutto va a rotoli, quando non vediamo nessuna via di uscita, nelle prove di vario genere, possiamo avere la pace del Signore. La sorgente della pace è sovrannaturale, è del Signore: il Signore della pace. Paolo stava pensando a una realtà spirituale che va oltre la pace umana, una pace che può esistere e resistere anche in mezzo alle turbolenze della vita (Filippesi 4:4-6). La pace del Signore è duratura, ed è un dono gratuito, non possiamo procurarcela con i nostri sforzi. Paolo prega affinché il Signore stesso dia la pace sempre e in ogni maniera; il significato è: una pace che rimane costante nonostante le circostanze e le condizioni. La pace del Signore non è intaccata dal tempo e dalle circostanze!!
Ora la pace del Signore è possibile se c’è la pace con Dio, questa è possibile grazie al sacrificio e alla mediazione di Gesù Cristo (Romani 5:1-11). Dio non dà la vera pace spirituale ai non credenti, la pace di Dio è una caratteristica di coloro che sono salvati e non per gli empi (Isaia 48:22; 57:21). 
La pace del Signore è collegata con la Sua presenza in noi. La pace del cristiano è la presenza del Signore, infatti, Paolo conclude la Sua preghiera con una benedizione: “Il Signore sia con tutti voi”. Questa benedizione anticipa la benedizione finale della lettera (v. 18) e riflette la consapevolezza che il Signore è con coloro che appartengono a Lui (Matteo 28:20; Atti 18:10; 2 Timoteo 4:22); per questo motivo Paolo poteva pregare e sperare per la Sua presenza in ogni situazione (Romani 15:33; Filippesi 4:9; 2 Timoteo 4:22). 
In mezzo ai conflitti, alla confusione, ai problemi, il cristiano non è mai solo! Il Signore è con tutti coloro che gli appartengono, pertanto questi avranno la Sua pace!