lunedì 30 giugno 2014

1 Timoteo 4:7: Un ordine al positivo.

1 Timoteo 4:7: Un ordine al positivo.
“Esèrcitati invece alla pietà”.

Letteralmente è: “esercita, invece te stesso per la pietà”. Al posto di perdere tempo con le favole profane, Timoteo deve esercitarsi alla pietà (v.6). “Esercitati” potrebbe essere tradotto con: “continua a esercitare te stesso”. “Esercitati” significa addestrarsi, disciplinarsi, mantenere se stesso disciplinato, tenersi allenato. Era un termine di disciplina sportiva, di atletica, quindi d’impegno, di sudore, di duro e serio allenamento di “esercizi ginnici”, infatti, era un termine usato per allenare gli atleti che gareggiavano. La parola “esercitati”, dunque, parla del rigore, di fatica, di formazione, di sacrificio di un atleta che si prepara per la gara. “Esercitati” indica anche il controllare se stesso con la disciplina in modo accurato, un atleta è disciplinato anche nel suo stile di vita:mangiare, bere, riposo per esempio.
Paolo prendendo l’esempio dagli esercizi fisici, trasferisce questo nella realtà spirituale, esorta Timoteo a esercitarsi a progredire verso la virtù nella sfera morale e spirituale secondo la volontà di Dio. “Esercitarsi” è utilizzato per sottolineare lo sforzo che è coinvolto per progredire verso una maggiore virtù, quella della divinità. Quindi, questo esercizio si occupa di crescita cristiana e disciplina spirituale.
Il verbo “esercitarsi” indica che questo tipo di formazione per una vita devota deve essere continuo e persistente. Non si raggiungono buoni risultati dall’oggi a domani, ci vuole tempo, costanza, e disciplina per vincere, così anche per la formazione spirituale. La formazione spirituale non avviene per caso! Richiede il tuo impegno, la tua responsabilità! Un atleta per vincere è concentrato e impegnato, in costante formazione, rifiutandosi di mollare. I credenti devono avere la stessa attenzione e impegno, rifiutando di essere distratti dall’ insegnamento sbagliato (vv.1-6). Non si diventa pii senza impegno (cfr. Ebrei 12:14; 2 Pietro 1:5-7) e senza pagare il prezzo di una rigorosa disciplina quotidiana per la formazione spirituale che Dio vuole per la nostra vita.
Come ci possiamo esercitare per la pietà?
Come per un atleta il credente è chiamato a disciplinarsi: allenarsi e a cibarsi di cibo spirituale sano, come la disciplina della preghiera, della lettura, meditazione e studio della Bibbia, il servizio, il digiuno, ecc. Non ci sarà crescita spirituale senza un impegno costante, o regolare in queste aree! Ma è importante sottolineare questo: le discipline non sono fini a se stessi, ma mezzi per una relazione più piena con Dio. Le discipline non ci cambiano, ma attraverso di queste ci mettiamo nelle condizioni, dove il cambiamento può avvenire. Le discipline spirituali non producono cambiamenti, ma sono mezzi, della grazia di Dio che Lui usa per farci crescere spiritualmente, ci permettono di metterci davanti a Dio in modo che lo Spirito Santo può operare in noi. Oppure sono “luoghi” dove il nostro cambiamento può verificarsi per opera di Dio. 
A noi aspetta coltivare la nostra vita quotidiana in un terreno fertile nel quale Dio può portare una crescita spirituale. Dio che ci fa crescere spiritualmente (Giovanni 17:17; 1 Tessalonicesi 5:23; Ebrei 2:11).