Passa ai contenuti principali

1 Tessalonicesi 4:9-10: Amatevi sempre di più!

1 Tessalonicesi 4:9-10: Amatevi sempre di più!
“Quanto all'amore fraterno non avete bisogno che io ve ne scriva, giacché voi stessi avete imparato da Dio ad amarvi gli uni gli altri, e veramente lo fate verso tutti i fratelli che sono nell'intera Macedonia. Ma vi esortiamo, fratelli, ad abbondare in questo sempre di più”.

Cosa dovrebbe contraddistinguere i cristiani dal resto della società? Due particolarità distinguevano i cristiani nel periodo del Nuovo Testamento: la santità e l’amore. In questo passo vediamo che Paolo parla di amore fraterno.
“L’amore fraterno” (philadelphia), tra i greci si riferiva, all’amore familiare, all’amore che univa i figli di uno stesso padre, e nel Nuovo Testamento si riferisce all’amore che unisce i cristiani l’uno all’altro, quindi un amore che unisce i fratelli, figli di uno stesso Padre, cioè Dio.
Quelli di Tessalonica avevano imparato da Dio ad amarsi gli uni gli altri; Paolo non aveva bisogno di scrivere riguardo quest’argomento, la chiesa già ne era a conoscenza, per il dono e l’opera dello Spirito Santo (1 Tessalonicesi 4:8; cfr. Romani 5:5; Galati 5:22). Alla conversione, i cristiani ricevono lo Spirito Santo (Atti 2:38-39; 15:8; 1 Corinzi 12:13), e sono abilitati (Giovanni 14:16-17; Romani 8:11; Efesini 1:13-14; 5:18; 2 Timoteo 1:14; 1 Giovanni 2:27;cfr. Ezechiele 36:27). Lo Spirito Santo insegna loro ad amare (cfr. Giovanni 14:26; 16:13; 1 Corinzi 2:10).  Se l’odio non ha bisogno di essere insegnato, basta solo che sia provocato, l'amore deve essere appreso e imparato. Amare i fratelli della chiesa non è naturale, non fa parte della nostra natura umana decaduta, ma chi ha conosciuto Dio, chi è nato di nuovo, amerà (1 Pietro 1:22-23; cfr.1 Giovanni 4:7-8). Chi non ama non è nella luce, ma nelle tenebre (1 Giovanni 2:9-10; 3:14; 4:7-8, 12). Perciò è impossibile per i credenti non amare! (Giovanni 13:34-35; 1 Giovanni 3:17; 4:20-21; 5:1). L’amore fraterno è generato nell’intimo di un cristiano nel momento in cui diventa un figlio di Dio, il suo amore è rivolto verso coloro che fanno parte della famiglia di Dio. Quelli di Tessalonica amavano tutti i fratelli della regione, Paolo ne era a conoscenza, infatti dice: “veramente lo fate”. L’amore si dimostra con fatti concreti e questi cristiani lo facevano costantemente, infatti, “lo fate” (poieite- presente attivo) indica un’azione continuata, abituale. Questi cristiani non amavano a intermittenza, ma regolarmente, sempre. Non possiamo dire di amare senza mostrarlo praticamente (1 Giovanni 3:16-17; 4:9-11), e non possiamo amare solo quando le cose ci vanno bene, o quando è nei nostri interessi farlo, o quando non costa nessun sacrificio, siamo chiamati ad amare sempre! Paolo, però li esorta ad abbondare sempre di più in questo! Egli è desideroso che i Tessalonicesi continuino ad amarsi sempre di più, ad abbondare in questo. Non possiamo accontentarci che già amiamo, nell’amore fraterno dobbiamo abbondare sempre di più! Ci sono sempre nuovi bisogni per esercitare l’amore fraterno, ma è importante essere presenti, vivere una vita comunitaria per poterlo fare.

Post popolari in questo blog

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5).

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5). “Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nell'occhio tuo?  O, come potrai tu dire a tuo fratello: "Lascia che io ti tolga dall'occhio la pagliuzza", mentre la trave è nell'occhio tuo?  Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave, e allora ci vedrai bene per trarre la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello”. Verso la fine del 1800 l’astronomo più illustre del mondo, Sir Percival Lowell, era certo c'erano che vi erano canali su Marte. Con il suo telescopio gigante in Arizona, osservava Marte, e vedeva dei canali. Egli era convinto che questi fossero la prova di vita intelligente sul pianeta rosso, forse una razza più antica, ma più saggia di umanità. Le sue osservazioni avevano guadagnato ampia accettazione e nessuno osava contraddirlo. Da quel momento le sonde spaziali hanno orbitato Marte e sono sbarcate sulla sua superficie. L'intero pianeta è stato ma…

Luca 9:62: Seguire Gesù è impegno e concentrazione.

Luca 9:62: Seguire Gesù è impegno e concentrazione. "Ma Gesù gli disse: 'Nessuno che abbia messo la mano all'aratro e poi volga lo sguardo indietro, è adatto per il regno di Dio'". 
Gesù ha pronunciato queste parole per mettere in guardia una persona, che aveva interesse a seguirlo, ma che voleva andare a salutare prima i suoi familiari. Gesù mette in chiaro che nel regno di Dio non c’è posto per chi guarda indietro, ma è chiamato a guardare a quello che sta facendo. Se il contadino vuole tracciare un solco dritto e fare così un lavoro buono e completo, non può permettersi di guardare indietro, deve essere concentrato nel solco che sta facendo e guardare avanti senza distrazioni se non vuole fare mezzo lavoro. Chi arava e guardava indietro lasciava un solco a zig zag e una parte del terreno non arato!

Galati 4:19: Cristo formato in voi!

Galati 4:19: Cristo formato in voi! “Figli miei, per i quali sono di nuovo in doglie, finché Cristo sia formato in voi”.
Molte persone che si dicono cristiane, la loro crescita spirituale può essere paragonata a stare seduti su un cavallo a dondolo che non va da nessuna parte: si muove, ma non fa passi avanti! Paolo soffriva per la condizione spirituale dei cristiani della Galazia, come una donna in doglie. La sua sofferenza era che Cristo non era ancora formato in loro. Il verbo “sia formato”, era una parola che si riferiva al processo mediante il quale l’embrione di un bambino si sviluppa nell'utero della madre. “Cristo sia formato in voi” indica che Gesù deve crescere in un vero cristiano, e questo si riferisce al carattere di Gesù Cristo (cfr. 2 Corinzi 3:18; Efesini 4:21-24; Colossei 3:9-11).