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Bibbia

"La Bibbia, l'intera Bibbia e nient'altro che la Bibbia è la religione della chiesa di Cristo".
C. H. Spurgeon

La manifestazione della gloria di Dio nella creazione

La manifestazione della gloria di Dio nella creazione
Qual è il tuo libro preferito? O qual è il libro che hai letto e ti è piaciuto più degli altri?

Rispetto alla stragrande maggioranza delle persone nel mondo pochi leggono i due libri di Dio.

Francis Bacon (1561-1626), uno dei fondatori del moderno metodo scientifico, usò il concetto dei due libri di Dio. 
Questi due libri erano il libro delle Sue opere e il libro della Sua parola. 
Per Bacon, come per molti dei primi scienziati, questi libri dovevano essere tenuti insieme, cosa che oggi moltissimi scienziati contemporanei non fanno!

Stiamo meditando sulla gloria di Dio e in questa predicazione vediamo la gloria di Dio in relazione alla creazione.

Cominciamo con:
I LA GLORIA DI DIO MANIFESTATA NELLA NATURA
La creazione testimonia dell’esistenza di Dio!

In Genesi 1:1 leggiamo che: "Nel principio Dio creò i cieli e la terra". 

Il Salmo 19:1-2 dice: "I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l'opera delle sue mani. Un giorno rivolge parole all'altro, una notte comunica conoscenza all'altra". 

“Cieli” (šāmayim) si riferisce ovviamente anche a ciò che c’è in cielo, le stelle e il sole (Genesi 1:14). 

La parola “raccontare” (sā·p̄ǎr) è usata costantemente nei Salmi per la dichiarazione elogiativa delle opere di Dio in un ambiente di culto (cfr. per esempio Salmo 107:22; 118:17; 145:6).

La gloria di Dio (kĕbôd) è la potenza, la grandezza e la maestà che si manifestano nell'universo creato. 

Il nome “Dio” (ʾēl) si riferisce all'essere soprannaturale che ha dato origine e governa l'universo; indica la sovranità e il potere del Creatore e dell'essere supremo nell'universo.

“E il firmamento annunzia l'opera delle sue mani”. 

La parola “firmamento” (rāqiya) indicava una piastra solida (Esodo 39:3; Numeri 17:3; Geremia 10:9; Giobbe 37:18). 

Il firmamento è una distesa celeste, uno spazio, si riferisce alla calotta che divide le acque dal mondo celeste (Genesi 1:6-8), o alla volta del cielo, l’atmosfera al di sopra del cielo che avvolge la terra considerato nell’antichità come solido (Ezechiele 1:22, 23, 25, 26; 10:1). 

Davide usa questa parola per indicare il potere infinito e travolgente del Signore Creatore, il fatto che ha creato qualcosa di grande, infatti quando noi guardiamo il cielo rimaniamo meravigliati, fa pensare all’infinito, così come anche, se non molto di più, coloro che studiano l’universo! 

“Annunzia” (maggîd) può avere il senso come tradotto qui di annunciare (cfr. per esempio Isaia 41:22), proclamare (cfr. per esempio Isaia 42:12), come d’informare, far conoscere, rivelare ciò che non si conosce (cfr. per esempio 1 Samuele 3:13; Rut 3:16), ma anche dichiarare (cfr. per esempio 2 Re 7:12; Isaia 41:26), affermare con enfasi e autorevolezza che ciò che ha creato Dio.

Così il firmamento proclama, o rivela, o dichiara che c'è un Creatore che ha fatto tutto con le Sue mani (antropomorfismo), un modo di dire per indicare la Sua azione creativa.

È interessante che “un giorno rivolge parole all'altro, una notte comunica conoscenza all'altra” suggerisce l’immagine dell'irrefrenabile zampillo di una sorgente che si riversa fuori, e quindi la costanza della creazione che giorno e notte, costantemente comunica la conoscenza del Creatore, la Sua potenza, grandezza, maestà!

La creazione ci parla di Dio, trasmette la conoscenza che riguarda Dio!

La creazione non può contenere se stessa, ma proclama e ci fa conoscere costantemente la gloria di Dio: la Sua potenza, grandezza e maestà!

Non è possibile osservare la creazione e non essere sopraffatti dalla forza infinita della gloria di Dio!

La creazione non può fare a meno di essere una continua testimonianza del suo Creatore. 

I testimoni celesti possono sembrare silenziosi, ma la loro testimonianza è continua: giorno dopo giorno, notte dopo notte! 

Dunque allora possiamo affermare che:
A) La creazione manifesta che c’è un Creatore
Dio è la sorgente della creazione. 

Il mondo è stato creato per insegnare a coloro che lo abitano che esiste un Creatore!

Apocalisse 4:11 dice:  "Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono". 
La creazione mostra la mano di un unico Dio! Non siamo il prodotto di un caso! 

Non è credibile che l’universo, che è molto più complesso di un orologio sia stato originato dal caso! 

Come un orologio mostra la mano di un artefice intelligente, così la creazione mostra la mano intelligente di un Creatore!

Provate a immaginare che dal caso sono stati fatti tutti i pezzi di un orologio e poi si sono messi insieme da soli per caso.

Oppure un libro come la divina commedia possa essere nato dal caso, o da una scimmia! 

Questo è impossibile!

Albert Einstein, generalmente considerato uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi disse: "La mia religione consiste in un’umile ammirazione dello sconfinato Spirito superiore che rivela se stesso nei minimi dettagli che noi siamo capaci di percepire con le nostre menti deboli e fragili. Questa convinzione profondamente sentita della presenza di una superiore forza razionale che si rivela nell’universo incomprensibile, costituisce la mia idea di Dio!” 

Probabilmente Einstein non parlava del Dio della Bibbia, ma si rendeva conto, ammirando l’universo che c’è una forza superiore, che esiste Dio che ha rivelato la Sua esistenza nei minimi dettagli dell’universo anche se era consapevole che non siamo capaci di percepirLo pienamente.
La creazione è l'atto libero e sovrano di Dio. 
Non c'è stata costrizione esterna, una ragione al di fuori di Lui, o perché a Lui mancasse qualcosa, quindi qualcosa che gli era necessario, o un bisogno nevrotico, perché Dio è perfetto, auto-sufficiente, infinitamente glorioso e immutabilmente beato! 

Quindi Dio non aveva bisogno di migliorare se stesso creando qualcosa! 
Dio ha creato i mondi, non per aumentare la Sua gloria, o beatitudine, ma solo per rivelarla. 

Dio non ha creato ogni cosa perché gli mancasse qualcosa, la creazione non aggiunge niente a Lui! 

La natura di Dio, cioè Egli stesso, è la causa delle Sue attività creative. Nessuna forza esterna ha spinto Dio a creare! 

Quando Dio si propose di creare lo ha fatto prima che ogni creatura esistesse, quindi la ragione e il fine della creazione stava in Dio stesso, non nella creatura non esistente! 
L'assoluto, l’infinito non può essere subordinato al relativo e al finito. 

A muovere Dio nel creare è stato Lui stesso, perché solo Lui è eccelso, buono e migliore di ogni cosa, pertanto ha creato ogni cosa per Lui! 

Il teologo Stephen Charnock disse: “La ragione che indusse (Dio) a creare deve essere tanto eccelsa quanto lo è egli stesso. Il motivo non può essere indipendente da lui, perché nulla esiste senza di lui….Inoltre, il fine che ogni agente persegue è quello che egli considera buono e migliore per il genere di azione che compie. Poiché nulla, all’infuori di Dio, può considerarsi buono, il fine ultimo di Dio non può che essere Dio stesso e la sua bontà….Dio non può volere come fine delle sue azioni nient’altro che se stesso, diversamente la sua stessa divinità ne risulterebbe compromessa”. 

Non solo la creazione dimostra che c’è un Creatore, infatti:
B) La creazione manifesta alcuni aspetti del carattere di Dio
Benché al momento vediamo come gli specchi antichi che non riflettevano chiaramente (cfr. per esempio 1 Corinzi 13:12), il mondo dove viviamo rivela alcune caratteristiche di Dio, del suo essere e delle sue vie. 

La creazione è un’insegna che mostra la gloria di Dio, è come una predicazione della gloria di Dio, come un libro senza parole dove possiamo leggere che c’è un Dio che ha creato ogni cosa dal nulla oppure come lo ha definito il teologo riformatore Giovanni Calvino come un’aula nella quale siamo ammaestrati. 

Romani 1:18-21 dice: "L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia;   poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro;  infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili,  perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si son dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato". 

Nella creazione oltre la potenza (Isaia 40:26,28), Dio ha rivelato anche la sua sapienza (Proverbi 8; Salmi 104:24); la sua volontà (Apocalisse 4:11; Cfr. Salmi 136:5; 33:5). 

Dio è la sorgente, la causa della creazione è il motivo per cui lo ha fatto è per se stesso. 

Senza la creazione, Dio non avrebbe potuto esercitare per esempio che è buono, verace, potente, santo, fedele, e così via, con la creazione ha potuto manifestare queste qualità, li ha esercitati. 

Jonathan Edwards disse: "Se il mondo non fosse stato creato questi attributi - la giustizia, la potenza, la bontà, e la saggezza - non sarebbero mai stati esercitati”. 
Il fatto che Dio desidera ciò, è una cosa giusta, in quanto tale perfezione non poteva rimanere nascosta, o sconosciuta. 

Perciò Dio ha creato il mondo per condividere con il mondo il Suo carattere. 

A questo si aggiunge il fatto che Dio è un essere relazionale e quindi ci ha creato per relazionare con noi, per condividere con noi la propria natura.

Infine:
C) La creazione manifesta l’eccellenza di Dio
Il Signore ha creato ogni cosa per uno scopo (cfr. per esempio Proverbi 16:4).

Vediamo lo scopo della creazione:
(1) Riguardo l’umanità
John Hannah scrive: "Molte chiese sono divenute preda dell’assimilazione culturale. Hanno degenerato fino a subliminare (nascondere) il peggior egoismo celebrando Dio primariamente per la sua funzione di donatore, e hanno cominciato a diffondere un messaggio che non differisce affatto dal diffuso narcisismo culturale e dal più barbaro utilitarismo".

La società mette il proprio Io al centro dell’universo e non Dio, purtroppo anche alcuni credenti mettono anche se stessi al centro e non Dio, benché lo adorano, o lo pregano, ma lo fanno in virtù di loro stessi, usano Dio per sentirsi meglio, o per i loro interessi, per chiedere affinché ricevano quello che gli serve! 

Ma lo scopo della nostra vita è Dio e non noi stessi! È mettere Dio al centro della nostra esistenza e non noi stessi!

Solo la gloria di Dio implica il giusto scopo per tutta la vita: uno scopo centrato su Dio e non la propria realizzazione o autorealizzazione!

Dio ci ha creato per la Sua gloria. 
Noi dobbiamo vivere una vita teocentrica e non egocentrica! 

Paolo in Romani 11:36 afferma: "Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen". 

Così ancora in Colossesi 1:16-17 afferma: "Poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potenze; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.  Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui". 

Dio è la sorgente, il sostenitore e lo scopo finale della creazione! 

Dio vuole che l’umanità lo glorifichi ogni giorno! (cfr. per esempio 1 Corinzi 10:31). 

Ma questa forse per Dio è una forma di vanità e di egocentrismo? 

Che Dio voglia la gloria non è una cosa sbagliata o peccaminosa, almeno per quattro motivi.

Il primo motivo:
a) Perché Dio è degno di sovrana lode (Salmi 96:4; 145:3).
Sarebbe sbagliato, o peccaminoso se Dio non ne fosse degno, la gloria attribuita a Dio è assolutamente giusta e opportuna!

Il secondo motivo:
b) Perché la gloria di Dio è lo scopo intrinsecamente più prezioso perché si riferisce a Dio che è più prezioso e più importante di tutto e di tutti!
Le nazioni sono come una goccia di acqua che cade da un secchio, come la polvere minuta delle bilance, come un pulviscolo che vola dice Isaia 40:15. 

Ebrei 6:13 dice: "Infatti, quando Dio fece la promessa ad Abraamo, siccome non poteva giurare per qualcuno maggiore di lui, giurò per sé stesso".

Nessuno è maggiore (megas), superiore di Dio in importanza e grandezza, quindi che Dio cerchi la Sua gloria e che noi siamo chiamati a glorificarlo è cosa giusta.

Il terzo motivo:
c) Perché la sua gloria è l'unico fine, scopo perché Dio è autosufficiente e sovrano
In Atti 17:24-25 leggiamo: "Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d'uomo; e non è servito dalle mani dell'uomo, come se avesse bisogno di qualcosa; lui, che dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa".

Ogni essere è dipendente da chiunque, o qualunque cosa e ne fa il suo fine ultimo. 

Se per Dio il Suo fine fosse la creatura, Dio dipenderebbe dalla creatura, ma poiché Dio dipende solo da se stesso, deve trovare in sé il Suo fine, il Suo scopo!

Il quarto motivo per cui è giusto che Dio voglia la gloria:
d) Perché la Sua propria gloria è un fine che comprende e assicura, il bene delle sue creature
Non c'è santità, o felicità per le creature a eccezione di quanto Dio è sovrano assoluto ed è riconosciuto come tale. 

Non è quindi egoismo, ma benevolenza il fatto che Dio fa della Sua stessa gloria l'oggetto supremo della creazione. 

“Gloria” non è vanagloria, ma Dio esprime se stesso alla Sua creazione e comunica alle Sue creature il bene massimo possibile. 

Sicuramente se ogni uomo, o nazione avessero come obbiettivo la gloria di Dio, ci sarebbe santificazione, ubbidienza e le cose andrebbero meglio. 

Isaia 48:17-19 dice: "Così parla il SIGNORE, il tuo salvatore, il Santo d'Israele: Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che t'insegna per il tuo bene, che ti guida per la via che devi seguire. Se tu fossi stato attento ai miei comandamenti la tua pace sarebbe come un fiume, la tua giustizia, come le onde del mare, la tua discendenza sarebbe come la sabbia, il frutto del tuo seno come la sabbia del mare; il suo nome non sarebbe cancellato né distrutto davanti a me".

Ora consideriamo lo scopo della creazione:
(2) Riguardo a Dio stesso

Prima di tutto:
a) Dio ha creato ogni cosa principalmente per glorificare se stesso!
Questo è il Suo scopo come abbiamo visto anche prima.

Parlando del popolo di Israele, in Isaia 43:6-7 leggiamo: "Dirò al settentrione: 'Da'!' E al mezzogiorno: 'Non trattenere'; fa'venire i miei figli da lontano e le mie figlie dalle estremità della terra: tutti quelli cioè che portano il mio nome, che io ho creati per la mia gloria, che ho formati, che ho fatti". (Cfr. Isaia 60:21; 61:3; 1 Corinzi 10:31; 1 Pietro 4:11).

E ancora riguardo se stesso:
b) Dio stima se stesso superiore ad ogni cosa e poiché lo è veramente, egli stesso è il fine della creazione
Isaia 48:11 dice: "Per amor di me stesso, per amor di me stesso io voglio agire; perché infatti dovrei lasciare profanare il mio nome? Io non darò la mia gloria a un altro". 

Dio creò il mondo per manifestare la Sua eccellenza e quindi essere glorificato. Dio è talmente così glorioso che non solo si compiace di sé, ma desidera rivelarsi per la Sua gloria. 

Dio ama e si diletta in se stesso in modo supremo (non può essere diversamente) e nella sua creazione ammira, o si diletta nel vedere il Suo riflesso, il Suo splendore, la Sua gloria. 

Dio si diletta non tanto nel guardare la creazione, ma nel vedere la manifestazione di se stesso in essa!
 
Dio non guadagna nulla nell’ammirare se stesso in essa, materiale, o spirituale che sia, tuttavia ama vedere se stesso nella creazione. 

Sempre John Hannah afferma: ”Dio creò il mondo per manifestare la sua eccellenza non solo perché fosse ammirata dalle creature, ma in modo che egli stesso la contemplasse. Dio fece il mondo principalmente per se stesso sebbene, come per tutte le opere da lui compiute, la creazione stessa abbia ottenuto immensi e meravigliosi benefici. La bellezza e le perfezioni del mondo materiale sono state portate all’esistenza affinché rispecchiassero la bellezza e la perfezione di Dio. In tal modo, nell’ammirazione di se stesso, Dio è glorificato”.

Infine:
c) Dio si compiace di se stesso e gioisce nella Sua perfezione
Dio si è dilettato nelle Sue opere dopo ogni azione creativa! (Genesi 1:4,10,12,18, 21,25,31). 

Infatti troviamo sette volte il ritornello "ed era buono" in Genesi 1 che indica l’approvazione che mostra il piacere e la soddisfazione di Dio in ogni fase della sua creazione e ordinamento del mondo, e questa deve essere anche la nostra gioia!

Walter Brueggemann a riguardo dice: “La creazione è fonte di gioia e delizia per il creatore e la creatura ... Tutta la creazione è caratterizzata dalla gioia di Dio". 

Dio si rallegrò nelle sue opere. Era contento di quello che aveva fatto e lo dovremmo essere anche noi mostrandolo con l’adorazione, la lode il ringraziamento!

Ma vediamo:
II LA GLORIA DI DIO MANIFESTATA DALLA CREAZIONE DELL’UOMO
L’umanità è l’apice della creazione di Dio!

Parlando della creazione dell’uomo Calvino disse che è il più nobile ed eccellente capolavoro in cui appaiono la giustizia, la sapienza e la bontà di Dio.

Consideriamo:
A) La meraviglia riguardo la creazione dell’uomo
Il genere umano ha un posto speciale nella creazione. 

Nel Salmo 8:3-8 leggiamo: "Quand'io considero i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai disposte, che cos'è l'uomo perché tu lo ricordi? Il figlio dell'uomo perché te ne prenda cura? Eppure tu l'hai fatto solo di poco inferiore a Dio, e l'hai coronato di gloria e d'onore. Tu lo hai fatto dominare sulle opere delle tue mani, hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi: pecore e buoi tutti quanti e anche le bestie selvatiche della campagna; gli uccelli del cielo e i pesci del mare, tutto quel che percorre i sentieri dei mari". 

Davide è impressionato e sopraffatto dalla grandezza del cielo con il suo splendore che ci fa capire quanto Dio è grande e quindi anche impressionato e sopraffatto dalla grandezza di Dio. 

Noi infatti lo vediamo quando dice che considera i cieli, opera delle mani di Dio e che con le Sue dita ha fatto la luna e le stelle. 

Quando potente e grande deve essere questo Dio che con le Sue dita ha creato il cosmo infinito e ha stabilito la luna e le stelle senza numero! 

In confronto a tale grandezza infinita dell’universo e di Dio, Davide e anche noi ci sentiamo piccoli, una nullità! 

Verso Dio il Creatore, l’uomo è solo una creatura e diventa cosciente della propria nullità! 

Artur Weiser scriveva: "Lo sguardo agli spazi infiniti del firmamento mostra in tutta la sua grandezza e contraddittorietà la differenza tra Dio e l’uomo:il finito sta a confronto con l’infinito, il transitorio con l’eterno, la quiete e la sicurezza e l’ordine che manifestano le orbite degli astri, con le perenni ansie e paure dell’uomo errabondo. Tutto è racchiuso nella domanda: Che cosa è l’uomo?".

Eppure davanti tale vastità e grandezza Dio, questo piccolo punto, in mezzo all’universo, Dio ha coronato di gloria (kā∙ḇôḏ) e onore il genere umano! 

Questo indica che Dio ha dato al genere umano un posto particolare, speciale in tutto l’universo! 

Dal punto di vista oggettivo, gli esseri umani non sono che frammenti più piccoli in un universo gigantesco, non è concepibile che potevamo avere un significato, o una posizione centrale in tale universo, ma Dio nella Sua grazia e sovranità incomprensibili, ha voluto così! 

Ogni individuo dovrebbe essere consapevole della dignità che ha per il disegno di Dio, la dignità di essere formato nella immagine e somiglianza di Dio. 

Ogni figlio di Dio, per quanto umile sia la sua situazione, può gioire per la consapevolezza che Dio lo ha coronato con la Sua somiglianza e gli ha dato di dominare sul creato. 

Quando guardiamo il vasto universo sembriamo così piccoli, ma quando ci guardiamo in confronto a questo mondo per quello che è il piano di Dio allora siamo grandi per la gloria di Dio! 

La creazione del genere umano era l’apice della creazione e quindi come per lo scopo ultimo della creazione era di glorificare se stesso per manifestare e riflettere le perfezioni del suo Creatore, la creazione dell’uomo e della donna avevano come scopo riflettere nel loro carattere e nelle loro attività, il carattere e le attività di Dio. 

In Genesi 1:26-27 è scritto: "Poi Dio disse: 'Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra'". 

Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina (cfr. per esempio Genesi 9:6 ;1 Corinzi 11:7; Giacomo 3:9).

Abbiamo un grande valore, una grande dignità, senso e significato, questo implica essere stati creati a immagine e somiglianza di Dio!
Solo l’umanità lo è!

Il teologo olandese Herman Bavinck scrisse: "Il mondo intero è una rivelazione di Dio, uno specchio delle sue virtù e perfezioni; ogni creatura è a suo modo e secondo la sua misura incarnazione di un pensiero divino. Ma tra tutte le creature solo l'uomo è l'immagine di Dio, la rivelazione più alta e più ricca di Dio e quindi il capo e la corona dell'intera creazione".

Il fatto che siamo a immagine e somiglianza di Dio:
(1) Significa che c'è un divario incolmabile tra la vita umana e la vita animale
Anche se siamo biologicamente simili a certi animali, siamo distinti nelle nostre capacità morali, intellettuali e spirituali.

Il fatto che siamo a immagine e somiglianza di Dio:
(2) Significa che c'è anche un divario incolmabile tra la vita umana e la vita angelica
David Guzik commenta: “Da nessuna parte ci è stato detto che gli angeli sono fatti a immagine di Dio. Gli angeli non possono avere lo stesso tipo di rapporto di amore e di comunione con Dio che possiamo avere”.

Il fatto che siamo a immagine e somiglianza di Dio:
(3) Significa che la vita umana ha un valore intrinseco perché la vita umana è fatta a immagine di Dio
Quindi non dovremmo disprezzare la nostra vita e nemmeno quella degli altri!

Siamo preziosi per Dio! Apparteniamo a Lui!
Dio conosce ognuno di noi intimamente e allora adoriamolo! (cfr. per esempio Salmo 139:14; Isaia 43:1; Matteo 10:29-31).

Inoltre, noi glorifichiamo Dio quando viviamo conformemente allo scopo per cui siamo stati creati. 

Siamo stati creati per essere degli specchi che riflettono verso Dio il suo carattere, non perché noi stessi ne possiamo beneficiare, anche se ne beneficiamo, ma in modo che Dio sia glorificato nell’ammirare se stesso nelle Sue creature che si comportano secondo il Suo carattere, quindi anche in modo santo e giusto. 

Dio ci ha creati per vedere se stesso in noi ed Egli si compiace nel vedere la Sua immagine riflessa nel genere umano. 

Ma non dobbiamo fare l’errore di mettere la creatura, o noi stessi al di sopra di Dio, perché il diletto principale di Dio non è tanto la creatura, anche se ci ha dato una grande dignità, ma in Se Stesso, nel proprio carattere rivelato mediante il carattere della creatura. 

Così quando noi conosciamo Dio, lo stimiamo, adoriamo, serviamo, amiamo, gioiamo, ci santifichiamo, la gloria di Dio è esibita e conosciuta, ricevuta e restituita!

Ma vediamo:
B) La Mostruosità
Qualcosa di triste poi è accaduto, vale a dire l’orrore del peccato.

La gloria di Dio nella creazione e quindi anche nell’uomo è stata rovinata e deturpata a causa del peccato! 

La ribellione di Adamo ha avuto ripercussioni terribili sulla creazione (cfr. per esempio Genesi 3:17; Romani 8:19-23). 

Come uno specchio sporco, anche se riflette sempre non riflette allo stesso modo di quando è pulito! 

Lo scopo divino per la creazione è quello di rivelare il carattere di Dio, dopo il peccato è un sottile barlume, una debole luminosità se paragonata allo splendore che avevano goduto Adamo ed Eva prima di peccare! 

L’uomo fu cacciato dalla presenza di Dio, a causa del suo peccato c’è stata una separazione spirituale e subì la completa corruzione del suo carattere. 

Al posto del frutto dello Spirito Santo (Galati 5:22-23), che riflette il carattere di Dio e così avrebbe adempiuto lo scopo per cui è stato creato di glorificare Dio, il carattere dell’uomo cominciò a essere caratterizzato dalla sua nuova natura corrotta. 

Separandosi da Dio, le facoltà del genere umano: l’intelletto, i sentimenti e la volontà si volsero a fini narcisistici, egoistici ed egocentrici e non più alla gloria di Dio venendo perciò meno allo scopo per cui è stato creato!

Jonathan Edwards disse: “La rovina che la caduta provocò nell’anima dell’uomo consiste essenzialmente nella perdita dei suoi principi più nobili ed estesi e nella sottomissione totale al governo di un amore egocentrico.
L’amore di sé divenne il padrone assoluto dell’anima, mentre i principi più nobili e spirituali scomparvero.” 

L’uomo oggi è un peccatore, questo significa che decide di peccare volontariamente e non riflette più il carattere santo e giusto di Dio! 

Dio ci fece per questo scopo supremo, ma l’uomo ha deciso di percorrere la strada del peccato, dell’egoismo e non di glorificarlo con un carattere santo! 

Qualunque azione, pensiero, scopo e anche motivazioni che non riflette il carattere di Dio è peccato e quindi non glorifica Dio!

C) Il modo migliore per ristabilire ciò che il peccato ha rovinato

(1) Il modo per glorificare meglio Dio è una persona nuova, rigenerata
Grazie a questo evento che produce un cambiamento, noi possiamo glorificare Dio! 

Ezechiele 36:23-27 dice: "Io santificherò il mio gran nome che è stato profanato fra le nazioni, in mezzo alle quali voi l'avete profanato; e le nazioni conosceranno che io sono il SIGNORE, dice il Signore, DIO, quando io mi santificherò in voi, sotto i loro occhi.  Io vi farò uscire dalle nazioni, vi radunerò da tutti i paesi, e vi ricondurrò nel vostro paese; vi aspergerò d'acqua pura e sarete puri; io vi purificherò di tutte le vostre impurità e di tutti i vostri idoli.  Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne.  Metterò dentro di voi il mio spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni". 

Dio rigenera per la Sua gloria come leggiamo nelle parole che santificherò il mio gran nome che è stato profanato e le nazioni riconosceranno che è il Signore!

(2) I mezzi della rigenerazione
Noi troviamo che una persona è salvata mediante, o per mezzo del bagno della rigenerazione e rinnovamento dello Spirito Santo. 

In Tito 3:3-6 leggiamo: "Perché anche noi un tempo eravamo insensati, ribelli, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella cattiveria e nell'invidia, odiosi e odiandoci a vicenda. Ma quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli uomini sono stati manifestati, egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo, che egli ha sparso abbondantemente su di noi per mezzo di Cristo Gesù, nostro Salvatore" (cfr. per esempio Giovanni 3:6; Romani 8:5-9; Galati 5:22-23; Tito3:4-6). 

Solo Dio poteva salvarci e questo lo ha fatto secondo la Sua misericordia! 
Noi non ci siamo salvati da noi stessi, o non possiamo salvarci da noi stessi, per le nostre opere giuste, ma per la misericordia di Dio.

"Bagno" (loutron), può essere una metafora del battesimo spirituale, o di lavaggio di pulizia (cfr. per esempio 1 Corinzi 12:13, Efesini 5:26).

"Rigenerazione" (palingenesia) si riferisce al fatto che si diventa nuove creature, che c’è una rinascita (cfr. per esempio Matteo 19:28; 2 Corinzi 5:17).

Si riferisce all’ingresso nella nuova vita.

"Rinnovamento" (anakainōsis) si riferisce al mutamento che risulta in seguito alla rigenerazione si riferisce ad un cambiamento interno, che in questo contesto può suggerire un processo iniziato nel credente. 

Perciò segna la qualità del carattere e dello stile di vita.

Lo Spirito Santo è stato sparso su di noi abbondantemente (plousiōs) in grande misura, generosamente, ma questo è stato possibile tramite Gesù Cristo il nostro Salvatore dei peccati, il sacrificio espiatorio e sostitutivo per i nostri peccati.

Senza Gesù Cristo non c’è salvezza e nemmeno il dono dello Spirito Santo (cfr. per esempio Atti 16:31; Giovanni 14:16 –17, 26; 16:7–13; Atti 2:33. 

Quindi per essere partecipi della natura morale di Dio bisogna nascere di nuovo per azione dello Spirito Santo affinché possiamo essere ripieni dello Spirito Santo così possiamo essere e saremo conformi di nuovo al carattere di Dio ed in questo modo glorificheremo Dio! (cfr. per esempio 2 Pietro 1:4; Ebrei 3:14; Galati 5:22-23).

Perciò l’uomo per glorificare Dio, ha bisogno di un innesto di un nuovo principio. 

Come una pianta selvatica fa frutti selvatici, ma con l’innesto con l’immissione di una pianta nuova farà frutti buoni. 

L’infusione del carattere di Dio per opera dello Spirito Santo, produce la trasformazione della vita del credente e si attua nella condotta cristiana. 

Un uomo al tempo del suo servizio militare nel corpo dei marines, in Vietnam, si guadagnò la fama di killer abile e spietato. Già prima di allora veniva chiamato in senso sarcastico per accentuare il contrasto con i suoi modi rozzi e violenti: “Benny il gentile”. Questo uomo per la misericordia di Dio, fu rigenerato e rinnovato. A seguito dell’evidente cambiamento e considerando il suo comportamento passato, da allora in poi il suo nome fu: ”Benny il mansueto”.

CONCLUSIONE
C’è una canzone di John Lennon del 1965 “Nowhere Man”, vale a dire “Uomo di nessun dove”, cioè inesistente, una parte di questa canzone dice così:
“È davvero un uomo inesistente 
Seduto nella sua inesistente terra 
Facendo tutti i suoi vacui progetti
Per nessuno
Non ha un punto di vista
Non sa dove stia andando
Non somiglia un po’ a te e a me?”

Di sicuro non assomiglia a un vero cristiano, perché sa che vive in una terra creata da Dio, con il proposito di glorificare Dio, quindi non ha un progetto inutile, ha un punto di vista, sa dove sta andando! 

La creazione e quindi anche noi traiamo significato e senso da Dio. 
Vivere senza Dio è una follia! 
Vivere senza glorificarlo è sprecare la tua vita! 

C’era un uomo che si convertì in età avanzata, la chiesa aveva pregato per lui per decine di anni, ma egli rimaneva ostile al Vangelo. 
Una sera, per qualche motivo, si trovò in chiesa, dopo la predicazione, mentre si stava cantando un inno, con stupore di tutti, l’uomo si fece avanti e prese il predicatore per mano e si sedettero sul primo banco. Mentre i credenti uscivano dal locale, quell’uomo aprì il proprio cuore al Vangelo di Cristo. Tuttavia, ciò non lo trattenne dal bisbigliare, tra le lacrime: "L’ho sprecata, l’ho sprecata!"  
Si riferiva alla sua vita, al fatto che si convertì e si consacrò al Signore quando era già avanti negli anni.

L’unico modo per non sprecare la nostra vita è quella di glorificare Dio! 

Jonathan Edwards non sprecò la sua vita, ma l’ha vissuta fino alla sua morte con passione per la supremazia di Dio, scrisse delle risoluzioni quando era ventenne per intensificare la sua vita per la gloria di Dio.

Risoluzione n.5: "Risoluto a non perdere mai un istante di tempo, ma utilizzarlo nel modo più fruttuoso possibile".

Risoluzione n.6: "Risoluto a vivere al massimo fin che possibile".

Noi siamo chiamati a vivere per la gloria di Dio in questo dobbiamo essere risoluti, decisi a vivere per la gloria di Dio, donando il meglio e il tutto di noi stessi, non sprecando il tempo! 

Devi vivere per la gloria di Dio! 

Puoi scrivere una tua risoluzione è appiccicarla davanti lo specchio del bagno dove ogni giorno di guardi e puoi scrivere così: “Signore voglio vivere per la tua gloria oggi e sempre, non voglio sprecare la mia vita, aiutami a glorificarti nei pensieri, quando lavoro, quando mi riposo, quando faccio sport, quando cammino, quando guido, quando parlo, quando guardo, quando ascolto. Aiutami Signore a darti la gloria che ti spetta in qualsiasi momento se sto bene, o e se sto soffrendo, se mi apprezzano o mi insultano! Aiutami a vivere per il progresso del tuo regno, a vivere per te, a non sprecare la mia vita. In tutto questo voglio essere risoluto!” (cfr. per esempio Salmo 119:33-40).

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