Una preghiera importante per la nostra vita


Giacomo 1:5-8 Una preghiera importante per la nostra vita.
Ci sono diverse preghiere importanti da fare a Dio, ma ce ne una in particolare: pregare Dio per ricevere la saggezza. Avere saggezza nella vita è importante e lo sappiamo tutti, ma non è solo averla importante, lo è anche usarla. Il filosofo romano Cicerone (106 a.C-43 a.C) disse: “ Non basta acquistare la saggezza:bisogna anche usarla”. Il punto,comunque, prima di usarla è averla! Come averla possiamo? Basta l’esperienza? Leggere tanti libri? Sembra immotivato e inaspettato il fatto che Giacomo parli di saggezza a questo punto, ma la  saggezza è necessaria nell’affrontare le prove come le persecuzioni per le chiese del primo secolo. A volte non sappiamo come affrontare le prove:una malattia, problemi di lavoro, familiari, economici e così via. Nell’ora della prova  a volte ci sentiamo disorientati, in affanno, soli, corriamo qua e là in cerca di conforto e non sappiamo cosa fare in una determinata situazione. A volte sono prove difficili, altre volte problemi di poca cosa, ma che nella nostra testa assumono proporzioni gigantesche tanto da auto-commiserarci e da esserne risucchiati, schiacciati, ecco perché è importante la saggezza. Quest’oggi vediamo tre aspetti riguardo la saggezza e perché è importante pregare per averla.


Il primo aspetto è:
I LA NATURA DELLA SAGGEZZA.
"Saggezza" (Sophia- traduce i derivati della radice khkm) nella Bibbia indica (in alcuni casi nel greco) la competenza o l’abilità in un determinato campo quale un mestiere o un’ arte (Esodo 36:1-2; Proverbi 8:18,21; 8:15-16; 1 Re 5:9,14; 3:5-28; 5:11,14,21; 10:1-9,23); la conoscenza (Daniele 1:17; 2:30), un saggio comportamento umano  che insegna a vivere e chi la trova ha il favore di Dio (Proverbi 8:32-36); il mettere in pratica i comandamenti di Dio (Deuteronomio 4:6; Salmi 119:97-98; Proverbi 2:2); il timore di Dio, la saggezza è temere Dio  (Giobbe 28:28; Salmi 1:10; Proverbi 1:7;  9:10; 15:33; Michea 6:9); discernere la volontà di Dio (Proverbi 2:10-19); prudenza (Proverbi 12:8; 23:9).

Ma a che cosa si riferisce Giacomo?
Vediamo:
A) Il significato della saggezza.
La saggezza implica tre aspetti:
(1) La saggezza implica la conoscenza data da Dio della sua volontà.
Dio ci dà la saggezza facendoci conoscere la sua volontà in una determinata occasione attraverso la rivelazione della sua parola. (1 Corinzi 1:19-21; 2:6-8; Efesini 1:8,17; Colossesi 1:9; 1:28; 3:16). Quindi la saggezza implica conoscenza intellettuale.

Ma non è solo questo:
(2) La saggezza implica discernimento.
È il mezzo mediante la quale il devoto può discernere il bene dal male e può eseguire la volontà di Dio (Proverbi  2:3-6,10-19; 9:1-6) e vale meglio delle ricchezze dice Proverbi 3:13-14. Giacomo sta parlando di saggezza pratica ed è legata alla relazione con Dio! La saggezza è il discernimento che consente al credente di affrontare la vita e le sue esperienze facendo decisioni e agendo coerentemente con la volontà di Dio.
La saggezza è tradurre in pratica la volontà di Dio, è l’agire retto secondo i puri, amorevoli e saggi assoluti della volontà di Dio, quindi è il retto uso della conoscenza biblica. Perciò la saggezza indica il discernimento, cioè sapersi comportare correttamente applicando la Parola di Dio in modo specifico in base alla circostanza che stai vivendo!

Quindi:
(3) La saggezza è l’abilità data da Dio, la capacità di mettere in pratica la volontà di Dio, il vivere praticamente ciò che conosciamo intellettualmente vivere
praticamente la fede. (Esodo 36:1-2; Atti 6:3; Colossesi 4:5).
In questo senso la saggezza è la dotazione del cuore e della mente che è necessario per la buona condotta di vita. Nella Bibbia, in generale, la saggezza equivale non solo alla semplice conoscenza o l'intelligenza, ma vi aggiunge l'elemento concreto di vivere ciò che si crede. Perciò è legato al timore di Dio. La saggezza è temere il Signore, quindi avere una relazione con Lui, se abbiamo timore di Dio ricercheremo la Sua volontà e gli ubbidiremo, cercheremo di agire rettamente. Questa è la saggezza di cui parla Giacomo: conosco la verità, la volontà di Dio e mi comporto di conseguenza, così sarò integro!

B) L’importanza della saggezza che viene da Dio nell’affrontare le prove.
(1) Giacomo nella sua lettera parla di due tipi di saggezza (Giacomo 3:13-17).
Le nostre esigenze, le nostre aspirazioni e i nostri desideri tendono ad occupare il nostro cuore in modo esclusivo, se sono secondo la volontà di Dio, non c’è problema, il problema nasce, quando non sono in linea con la volontà di Dio, quando non è la saggezza che viene dall’alto! Quindi ci sono due tipi di saggezza: quella carnale e diabolica e quella che viene dal cielo (Cfr.1 Corinzi 1:17-30; 2:4-6). 

(2) La saggezza regge la vita del credente.
Il rischio del credente è incombente, quando siamo sotto pressione viene fuori ciò che siamo veramente e pur di non soffrire possiamo optare per un piano B, per delle scorciatoie, per un comportamento che non è secondo la volontà di Dio, per una saggezza che non è quella di Dio, ma quella più comoda, umana, carnale, diabolica! 
Quindi il cristiano si può comportare da stolto. R.V.G. Tasker: “ In questo pellegrinaggio l’abilità umana e la saggezza mondana sono sempre insufficienti, ma spesso decisamente fuorvianti. Il cristiano ha bisogno di una sapienza diversa, un intuito spirituale che lo salvi dallo scivolare di nuovo nelle stoltezze dell’uomo non rigenerato, quelle stoltezze descritte nel libro dei Proverbi come follia dello stolto che si crede savio e cerca di vivere a suo modo irritandosi quando altri lo riprendono”. 
Il libro dei proverbi parla molto del confronto tra saggi e stolti. Lo stolto non si comporta seguendo i principi biblici e come abbiamo detto prima la saggezza è l’agire retto, in obbedienza alla volontà di Dio, se manca questa e come una casa senza fondamenta, crolla la nostra vita cristiana secondo il cuore di Dio! Con quale saggezza affronti le prove e l’intera vita? Quante vite si sono rovinate perché erano senza fondamenta: non avevano proprio la saggezza che viene dall’alto! Se non hai la saggezza che viene dall’alto la tua vita cristiana non è una vita cristiana, ma una vita da stolto, agirai come uno stolto!

Ma in questo versetto c’è:
II Il COMANDO DI CHIEDERE A DIO LA SAGGEZZA.
“ La chieda a Dio” (v.5).
Vi ricordate Salomone? (1 Re 4:29-34 ; 3:5-15,28). La saggezza di Salomone era di conoscenza pratica, ma anche di discernimento: il sapere e agire affrontando decisioni e situazioni dell’esistenza umana come quella delle due prostitute, l'illuminazione divina che mostra ad uno come agire. "Chieda a Dio" è un imperativo presente, il che indica sempre se manchi di saggezza la devi chiedere a Dio; la saggezza non va ricercata altrove, ma in Dio. Dio vuole che noi chiediamo la saggezza a Lui!
La saggezza è il dono di Dio! Non è innato nell’uomo, non servono nemmeno i corsi accelerati! "Chieda" (aiteo) significa implorare, richiedere, chiedere insistentemente, desiderare avere qualcosa. Tra i vari modi, questo verbo è usato anche per la preghiera (Matteo 7:7-10; Marco 11:24; Luca 11:10-11; Giovanni 11:22;1 Giovanni 5:16).

A) L’importanza della preghiera.
Noi vediamo l’importanza della preghiera proprio nella Bibbia, per come viene sottolineata! Dalla genesi all’apocalisse vediamo come la preghiera è importante nella vita di un credente. La cosa meravigliosa è che: Dio ascolta le nostre preghiere nel nome di Gesù! 
Giovanni 14:13-14:  "e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò". (Cfr. Geremia 29:12-13; Giovanni 15:7; 16:23). Non solo la preghiera è importante, ma anche una preghiera costante; 1 Tessalonicesi 5:17:  "non cessate mai di pregare" (cfr. Efesini 6:18). Dobbiamo chiedere a Dio che ci dia saggezza, in modo particolare in quelle circostanze che non sappiamo come comportarci e quindi nelle prove. Qui vediamo una promessa se noi preghiamo Dio che ci dia la saggezza, Dio c’è la da! Ma come è la tua vita di preghiera? A chi ti rivolgi quando non sai quello che devi fare?

Ma:
B) Perché chiedere a Dio la saggezza.
(1) Perché è buono ed è lui che la dà (Matteo 7:9-11).

(2) Perché Dio è saggio.
Proverbi 3:19: "Con la saggezza il SIGNORE fondò la terra, e con l'intelligenza rese stabili i cieli".

(3) Perché Dio ha una risorsa inesauribile e variegata.
Dopo aver parlato del piano di salvezza, della relazione Gentili e Giudei, Paolo scrive in Romani 11:33: "Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie!".
"Profondità" (bathos) indica l’immensità, qualcosa di sconfinato dello spazio, della terra dell’abisso del mare. Questo versetto indica che non ci sono parole per descrivere la saggezza di Dio e ne possiamo comprenderla! 
Efesini 3:10: "affinché i principati e le potenze nei luoghi celesti conoscano oggi, per mezzo della chiesa, la infinitamente varia sapienza di Dio".
"Infinitamente varia" (polypoikilos) indica variegata, era una parola che i greci usavano in riferimento a tessuti o fiori, e suggeriva l’intricata bellezza di un disegno ricamato o l’infinita varietà dei colori dei fiori! Se la sapienza di Dio è descritta così dalla Bibbia, scusatemi io la chiedo a Dio!
Non aver paura che si possano esaurire le riserve della saggezza di Dio le sue riserve sono illimitate. Ultimamente si è discusso sulle riserve energetiche per esempio fino a quando durerà il petrolio. I pessimisti (e sono i più) delineano scenari di un vero e proprio medioevo energetico: la fine dell’era del petrolio, a loro giudizio, ci coglierà comunque impreparati e alle prese con problemi che non si sono mai affrontati nelle moderne società industriali. 
Gli ottimisti, che pure non mancano, sono convinti che di petrolio ne resti quanto basta, seppure non più a buon mercato, per consentire una transizione “morbida” verso nuove tecnologie energetiche. Per Dio non esiste tutto ciò, la sua saggezza è infinita (Salmi 147:5).

III LA CERTEZZA DELLA PROMESSA DI DIO RIGUARDO LA SAGGEZZA.
“ che dona a tutti” (v.5); “ e gli sarà donata” (v.5).
Dio promette di rispondere a coloro che gli chiedono la saggezza. Possiamo essere certi che Dio risponderà a questo tipo di preghiera perché è la sua volontà! Una richiesta secondo la sua volontà riceve la sua risposta! 
1 Giovanni 5:14-15: "Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. Se sappiamo che egli ci esaudisce in ciò che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo chieste".

A) L’estensione del dono della saggezza.
Sarà donata a tutti coloro che pregano per riceverla. A tutti indica a tutte le classi, le razze e i tipi di persone. Noi non dobbiamo fare altro che pregare e Dio ci darà la saggezza. È una promessa! Dio mantiene le promesse. Donare è la parola più comune per indicare che un soggetto dà una cosa a qualcuno o a qualcosa, così che, chi la riceve ne può disporre. Dio è designato come donatore (Giacomo 1:17). 
Il dono per eccellenza è il Figlio (Giovanni 3:16 , quindi il donare di Dio è collegato con il carattere realistico dell’amore (Giacomo 2:16; 1 Giovanni 3:17); Dio da cose buone a chi gli chiede (Mattteo 7:10-11).

B) Il tempo e il modo come riceviamo la saggezza.
(1) Dio dona continuamente: sempre.
Il tempo nel greco “dona” (presente participio attivo) indica che Lui da più volte e più volte ancora, da continuamente, esprime una ripetuta azione, che è una caratteristica costante di Dio, fa parte della sua natura donare. Dio non rimanda a domani nel donare, questo è un esempio per noi! Proverbi 3:27-28 : Non rifiutare un beneficio a chi vi ha diritto, quando è in tuo potere di farlo.  28 Se hai di che dare, non dire al tuo prossimo: «Va'e torna, te lo darò domani».

(2) Dio dona generosamente.
La parola nel greco generosamente (haplós viene da haplous) può avere il significato di:
a) Sinceramente, genuinamente senza motivi impuri ( 2 Corinzi 1:12; 2 Corinzi 11:3; Efesini 6:5; Colossesi 3:22- haplotes) limpido (Matteo 6:22; 11:34 -haplous). 
Incondizionato nel senso che non da perché vuol qualcosa in cambio, non ha secondi fini, come a volte avviene per alcuni che danno perché vogliono ottenere qualcosa.

Oppure:
b) Integrità spirituale .
Alcuni studiosi pensano che si riferisca all’integrità, in relazione alla cultura giudaica  (3 Macc. 3:21; Sap.1:1-2)  e allo scopo di Giacomo appunto dell’integrità dei credenti che Giacomo qui lo applica a Dio in contrasto della mancanza di integrità dei credenti. Vv.6-8; 4:8-10 In questo senso Dio da in maniera integra.

Oppure:
c) Francamente, liberamente, semplicemente contrapposto alla complessità.
Per esempio questa parola è il contrario di un’altra parola (poikilos) che veniva usata per  le cose complesse come una coperta di stoffe o per le frodi elaborate, generosamente significa in modo incondizionato, franco, senza contrattazione, senza riserve, senza restrizioni, senza esitazione, generosamente ( 2 Corinzi 8:2; 9:11-13; Romani 12:8-aplotes). 
Dio non da in modo spilorcio, non è tirchio! Penso che si tratti di generosità, in questo senso la parola generosamente (haplós) indicherebbe senza astuzia e limite, quindi Dio nel Suo dare è assolutamente libero da ogni sorta di calcoli meschini o parsimoniosi. 
Il senso è tirare “fuori la mano”, “allungare la mano”! La mano di Dio è stesa ha dare generosamente la saggezza! La parola indica anche abbondanza del dono e allo spirito pieno di grazia con cui è dato. Quindi Dio dona la saggezza non in modo sdegnoso e altero, ma con cordialità, questa sembra la giusta interpretazione.

Dio dona:
(3) Senza rinfacciare. ( oneidizo)
Quando Dio dona lo fa sempre senza rinfacciare!!!! La parola in italiano indica gettare sulla faccia di qualcuno. (Il verbo nel  greco, presente participio attivo lo stesso di dona). Questa parola indica trovare un difetto e svilire chi c’è l’ha, rimproverare, insultare, deridere, disprezzare o brontolare, biasimare (Matteo 5:11; Luca 6:22; 11:20; 27:44). 
Dio non ci disprezza o deride perché siamo indegni di avvicinarci a lui per i nostri peccati, per la nostra mancanza di saggezza. Dio non si lamenta perché lo disturbiamo continuamente per avere saggezza. Dio non ci sgrida perché non siamo saggi, perché abbiamo usato male i doni precedenti che lui ci ha fatto. Egli è sempre pronto ad aggiungere nuove benedizioni a quelle vecchie senza rinfacciarci niente per le nostre numerose lacune. Noi uomini siamo così perché non siamo pazienti e perché siamo avari, ma non Dio! 
Calvino: “ Essa è aggiunta per tema che qualcuno abbia paura di rivolgersi a Dio troppo spesso. Gli uomini, anche i più generosi, quando qualcuno si rivolge molte volte a loro per ricevere aiuto, reagiscono facendo menzione delle loro precedenti azioni di bontà e dichiarando di non poterne più fare  nel futuro. Nulla di simile con Dio; Egli è pronto ad aggiungere nuove benedizioni alle vecchie senza porvi fine o limitazione.” Se Dio lo facesse non sarebbe generoso, infatti il verbo era usato nei contesti del dare quando un regalo era accompagnato da un rimprovero, questo indicava una mancanza di generosità. Perciò non devi provare vergogna quando andiamo da lui a chiedere saggezza! Manchi di saggezza? Chiedila a Dio! Dona sempre; dona senza calcoli meschini e parsimoniosi, dona senza brontolare! 

Il fatto che Dio ci dice di chiedere in preghiera a lui la saggezza che c’è la darà ci fa capire che:
1) Dio è interessato ai nostri problemi ed è interessato che li affrontiamo secondo la sua volontà.
2) Ci assicura che Dio non ha abbandona chi gli appartiene.
3) Ci fa capire come Dio è coinvolto negli avvenimenti quotidiani della nostra vita.
4) Invece di essere un ostacolo, le prove presentano una meravigliosa opportunità di diventare saggio!

CONCLUSIONE.
La saggezza biblica coinvolge molto di più la conoscenza enciclopedica o le intuizioni raffinate della vita.La saggezza è un impegno morale che permette ai credenti di sopportare le prove della vita con l'azione che piace a Dio. Le persone sagge hanno assunto un impegno a seguire Dio e vivono alla luce di tale impegno.Come credenti nati di nuovo le nostre vite sono diverse dai non-credenti? Siamo motivati e guidati dalla  saggezza di Dio? È visibile questa saggezza in famiglia, con i nostri amici e colleghi di lavoro? Amiamo la saggezza che viene dall’alto o quella terrena? 
Anassagora (500-478 a.C.) filosofo e scienziato greco.Consigliato dagli amici di mettere ordine nei suoi affari sacrificandovi qualche ora, Anassagora rifiutò dicendo:"amici miei mi domandate l’impossibile! Come dividerei il mio tempo fra gli affari e gli studi, io che preferisco una goccia di saggezza a una botte di ricchezza?"Se questo filosofo amava la saggezza umana, noi a maggior ragione dovremmo amare la saggezza divina perché la saggezza che viene da Dio è indispensabile per la nostra vita, se manca faremo scelte sbagliate, faremo cose sbagliate di cui ci pentiremo forse anche amaramente! Ma soprattutto non onoreremo Dio!

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