martedì 12 febbraio 2013

Le caratteristiche della tentazione di Gesù.


Matteo 4:1-11 Le caratteristiche della tentazione di Gesù.
Si discute se questa è solo una tentazione del diavolo o una prova da parte di Dio. Può essere l’uno e l’altro, cioè mentre Dio prova il Figlio il diavolo lo tenta, o Dio prova il Figlio attraverso il diavolo. Il tema centrale è quello di insinuare in Gesù il dubbio  (come ha fatto con Adamo ed Eva) sulla Sua identità di Figlio di Dio, cosa che era impossibile, usando e distorcendo la Parola di Dio. Queste tre tentazioni possono essere considerate come  rappresentative della tentazione umana in generale, ma si riferiscono soprattutto alla tentazione di deviare Gesù dalla sua vocazione messianica per salvare l'umanità. Gesù rifiuta ogni altra via che non sia la croce, il diavolo lo vuole distogliere dalla croce! Il racconto della prova di Gesù è collegato strettamente al racconto precedente del battesimo, infatti la parola chiave è Figlio di Dio.

I IL MOTIVO PER CUI GESÙ È STATO TENTATO.
A) La mobilitazione.
Gesù fu condotto nel deserto dallo Spirito Santo per essere tentato dal diavolo. Vediamo che Matteo sottolinea proprio il fatto che Gesù doveva essere tentato! Prima di Lui, Mosè e dopo di Lui, Paolo ebbero una preparazione nel deserto (Esodo 3:1-4,17; Galati 1:17). 
"Per essere tentato" (peirazo) significa provare, eseguire un test in un buono o cattivo senso, può essere usato sia per prova e sia per tentazione. Quando è Dio a provare lo fa per il nostro bene, per vedere la nostra fedeltà (Genesi 22:1; Esodo 20:20; Deuteronomio 8:2; Giovanni 6:6; 2 Corinzi 13:5; Ebrei 11:17), ma non ci istiga a commettere il male (Giacomo 1:13-14), a volte lo fa per la  nostra crescita (Giacomo 1:3-4), il diavolo lo fa per distruggerci, per allontanarci da Dio, per istigarci al  male (1 Corinzi 7:5; 1 Tessalonicesi 3:5). 
In questo contesto vediamo entrambi le cose. Si discute sul fatto se Gesù potesse peccare (peccabilità) o se Gesù non potesse peccare (impeccabilità). Come uomo avrebbe potuto peccare, anche se non aveva ereditato la natura peccaminosa di Adamo, ma ha scelto di non peccare, come Dio no, non poteva peccare! Quindi non poteva peccare! 

Perché Gesù doveva essere provato dal Padre e tentato dal diavolo?
1. Per dimostrare che Gesù non poteva peccare e dimostrare la Sua superiorità sul male.
Il punto principale non era di evitare una sconfitta, quanto di riportare una concreta vittoria sul diavolo! Dimostrare la Sua perfetta santità agli uomini, agli angeli e ai demoni.

2. Per dimostrare l’ubbidienza e la fedeltà al Padre anche sotto pressione e di prepararlo per la missione ardua.
In questo senso Gesù doveva dimostrare di essere pronto a intraprendere un servizio così difficile fino al culmine della morte orrenda in croce. Lo scopo di questo test da parte di Dio era di provare l’ubbidienza e la fedeltà del Figlio in vista della missione redentiva, del piano di salvezza e di prepararlo in vista di questo piano, era come un apprendistato (Ebrei 5:7-8). C'è un confronto immediato con le forze spirituali negative che caratterizzerà tutto il suo ministero. Gesù doveva imparare ad essere fedele anche sotto pressione, nella sofferenza e nella privazione. (Cfr. Deuteronomio 8:2-3). 
R.T. France: “ La sua missione doveva comportare una privazione continua per amore del Suo ministero della Parola di Dio; una preoccupazione per il proprio benessere materiale avrebbe solo avuto l’effetto di esporla a dei rischi.” 

3. Per Simpatizzare con il genere umano. (Ebrei 2:18; 4:14-16).
Come vero uomo Gesù doveva essere tentato come tutti gli altri del genere umano! In questo modo può simpatizzare con l’essere umano! Quando siamo tentati, Gesù ci capisce perché è stato tentato anche Lui, ma con una differenza, che Lui non ha peccato!

B) La matrice della tentazione.
Chi è tentatore? È il diavolo, Satana. Il diavolo è il rivale reale e potente di Dio, colui la cui autorità è minacciata dal regno dei cieli che Gesù stava inaugurando (Matteo 12:24-29; 13:19,39; 16:23). Satana (satanas) significa l’avversario, il nemico di Dio e di chi appartiene a Dio. Il diavolo vuole sedurre Gesù, come fece con Adamo ed Eva (Genesi 3:1-7), affinché si allontani da Dio, è il leone ruggente che va in giro cercando di divorare i credenti (1 Pietro 4:8).
È il Diavolo (diabolos), cioè il calunniatore. Il diavolo fa di tutto per farci peccare, una volta che pecchiamo poi ci accusa! (Zaccaria 3:1-5; Apocalisse 12:10). È bugiardo, il padre della menzogna (Giovanni 8:44), spinge a commettere il male  (Giovanni 13:2); molti sono sotto il suo potere (Atti 10:38; 26:18). Il diavolo ha cercato di distogliere Gesù dalla volontà di Dio, cioè essere infedele all’ opera messianica. Prima lo fa con la manipolazione: “Se tu sei il Figlio di Dio”, poi lo fa apertamente cercando l’adorazione di Gesù.

C) Il momento della tentazione.
Il diavolo tenta Gesù nel momento in cui Gesù ebbe fame, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti. Quaranta ricorda il tempo degli anni della permanenza del popolo di Dio nel deserto. (Numeri 14:34). Ma Gesù era anche solo. Quando siamo più deboli: per stanchezza, per stress, allora aspettiamoci un attacco del diavolo, un attacco alla tentazione. Quando accadrà chiama un amico credente, o un fratello della chiesa, o il tuo pastore per pregare insieme!

II LA NATURA DELLA TENTAZIONE.
Molti studiosi vedono in queste tre tentazioni delle analogie con il popolo di  Israele quando è stato provato nel deserto, dopo aver fatto “il battesimo del Mar Rosso”. L’attenzione è soprattutto su Deuteronomio 6 e 8, questi capitoli sono citati tre volte da Gesù nelle Sue risposte agli inviti di Satana : il v.4 con Deuteronomio 8:3; il v.7 con Deuteronomio 6:16; il v.10 con Deuteronomio 6:13. In questi capitoli di Deuteronomio, noi troviamo una descrizione delle lezioni date da Dio agli Israeliti nel deserto prima della conquista della terra promessa, quando Egli  li mise alla prova e li disciplina come un uomo fa  con il proprio figlio (Deuteronomio 8:2,5). 
Gesù affronta le stesse prove nel deserto e le supera, mentre gli Israeliti non li superarono.

Cominciamo a vedere:
A) La prima tentazione: disubbidire a Dio.
In questa prima tentazione viene messa in gioco la missione di Gesù. Dio è grande, il diavolo lo sa . Giovanni Battista dice che Dio dalle pietre può far sorgere dei figli ad Abramo (Matteo 3:9) e dalla roccia Dio fece sgorgare l’acqua  per dissetare gli Israeliti (Esodo 17:1-7). Quando il popolo di Israele era nel deserto, si erano lamentati  che in Egitto avevano pane a sazietà, invece nel deserto solo fame, Dio provvede loro la manna dal cielo (Esodo 15:3-4).
Il diavolo dice a Gesù: se tu sei di natura divina trasforma queste pietre in pane. La tentazione è forte, perché Gesù ha fame, sta quasi per morire! Gesù aveva il potere di soddisfare le necessità fisiche con mezzi miracolosi (Matteo 14:15-21; 15:32-38), quindi poteva usare la Sua potenza per soddisfare i Suoi bisogni. Gesù non fece quel miracolo perché la privazione, la fame era un’esperienza che voleva il Padre, non era nella volontà di Dio che Lui mangiasse. 
Dio oltre a provarlo, lo stava preparando per la Sua missione di sofferenza, perciò quel miracolo e il mangiare il pane, era incompatibile con la missione ordinata dal Padre, che era quella della fame, Gesù doveva continuare ad avere fiducia nel Padre nonostante tutto, il diavolo vuole distogliere Gesù dall’ubbidienza e dalla fiducia al Padre (bontà e guida). Ma Gesù  replica con una citazione di Deuteronomio 8:3 per far capire che non si vive di solo pane, ma anche della Parola di Dio: Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provar la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per insegnarti che l'uomo  non vive soltanto di pane, ma che vive di tutto quello che procede dalla bocca del SIGNORE.
Israele è stato messo alla prova da Dio per quarantanni, per vedere ciò che aveva nel cuore e se avesse osservato i comandamenti, per insegnargli che l’uomo vive di ogni Parola che viene da Dio! (Cfr. Deuteronomio 32:46-47).
Gesù da più valore alle cose spirituali che materiali! Non dovrebbe essere così anche per noi? Cosa è più importante per noi? Il diavolo vuole distogliere Gesù dall’ubbidienza alla Parola di Dio, tenta Gesù ad agire indipendentemente dal Padre, a convincerlo che il Padre non si sta prendendo cura di Lui, ma Gesù risponde che è di  vitale importanza la Parola di Dio e quindi l’ubbidienza, senza cercare le proprie soluzioni, quindi avere fiducia!  

B) La seconda tentazione: dubitare di Dio.
In questa seconda tentazione viene messa in gioco la relazione di Gesù con il Padre. E come se Satana stesse dicendo: “ visto che ti affidi a Dio allora buttati dal tempio e gli angeli ti salveranno” Luogo dell’azione è Gerusalemme, la punta più alta del tempio. Gesù nella qualità di Figlio di Dio, può avere il diritto alla straordinaria protezione divina, quale è promessa al pio, il gettarsi giù dall’alto costituirebbe una prova esemplare, ma non era detto che Dio lo avrebbe fatto. 
La citazione è del Salmi 91:11-12: "Poiché egli comanderà ai suoi angeli di proteggerti in tutte le tue vie. Essi ti porteranno sulla palma della mano, perché il tuo piede non inciampi in nessuna pietra".
Il salmo si riferisce che chi confida nel Signore sarà protetto. Gesù risponde con la Scrittura Deuteronomio 6:16: "Non tenterete il SIGNORE, il vostro Dio, come lo tentaste a Massa".
"Tentare" (ekpeirazo) significa mettere Dio alla prova. Provare Dio è la fede falsificata è segno di incredulità! Chi ha fede non ha bisogno di provare Dio! Che cosa era successo a Massa? Il popolo tentò il Signore per due motivi: perché protestarono e mormorarono contro Dio per la mancanza di acqua e perché dubitarono della presenza di Dio in mezzo a loro. (Esodo 17:2-7). 
Di solito chi non ha una fede matura, brontola, non è paziente, è incredulo! Alla luce di 1 Corinzi 10:9, (Numeri 25:1-9 ; Atti 5:9 ; Atti 15:10 ) potrebbe anche essere di non esasperare la pazienza di Dio oppure non richiedere delle prove, dei segni (Isaia 7:12), ma confidare nelle promesse di Dio come appare qui al v.7 o ancora il mettere in dubbio la bontà di Dio come fecero gli Israeliti. 
In ogni caso l’implicazione è che Dio non è al servizio dell’uomo nel fare tutte le volte ciò che noi desideriamo, ma noi siamo al servizio di Dio perciò non lo dobbiamo tentare. La religione diventerebbe un servizio divino fatto all’uomo, non un servizio umano fatto a Dio. Quello che ci insegna Gesù è che non dobbiamo ricercare privilegi speciali o interventi straordinari. 
Possiamo richiedere in base ai nostri  bisogni senza pretenderlo (mi devi) e nemmeno possiamo metterci in certe occasioni difficili per forzare la mano di Dio e provare quanto Dio è esistente o fedele. Dobbiamo avere in ogni modo fede! Sarebbe un errore grave tentare Dio! Cosa succederebbe se Dio non rispondesse? Il dubbio! La crisi! Lo scopo del diavolo è causarci una crisi di fede. Ancora, Dio è sovrano e fa quello che vuole! Gesù ci vuole dire che Dio è Dio è va trattato come Dio! Dio ha il diritto di provare la nostra fede; noi non abbiamo alcun diritto di provare Dio, specialmente nel modo che Satana ha suggerito.

C) La terza tentazione: il dominio.
La terza tentazione riguardo il dominio, il potere, differisce dalle precedenti per due aspetti: in primo luogo è un’azione peccaminosa palese, mentre le altre erano abilmente camuffate facendola apparire come qualcosa che era legittima per Gesù, il Messia, in questo caso Satana vuole l’adorazione di Gesù. In secondo luogo è che Satana cerca il Suo tornaconto, ma questo era il suo obbiettivo finale, la questione era Satana al posto di Dio. Il   luogo dell’azione è un monte.

Ma vediamo:
1. La proposta di Satana a Gesù. (V.8).
Il dominio del diavolo è su tutto il mondo (Giovanni 12:30; 14:30;  2 Corinzi 4:4; 1 Giovanni 5:19), ma sopra di lui comunque domina Dio! Un giorno gli sarà completamente tolto il suo regno (1 Corinzi 15:25-26). 
Sembra che il diavolo stia scimmiottando le parole di Dio riguardo a Gesù nel Salmo 2:7-9. Satana gli offre il potere universale, ma quello appartiene a Gesù, poteva ottenere il regno messianico senza passare per la croce e la morte! (Atti 2:30-36; Matteo 28:18; Efesini 1:22-23). Satana offre il dominio a Gesù questi non ha niente, nemmeno il mangiare!

2. Il profitto: cosa voleva in cambio Satana da Gesù?
Satana voleva l’adorazione! In questo Israele aveva fallito perché si era fatto un vitello d’oro e lo avevano adorato. (Esodo 32:1-35; Deuteronomio 6:10-15). Loro nella terra promessa caddero nell’idolatria (1 Re 11:5-8; Geremia 18:15-17; 19:3-9). 
Cosa è l’adorazione? (proskuneo) L'adorazione è rendere omaggio alla divinità.
L’adorazione implica:
a) La fedeltà a chi si adora.
b) La superiorità di chi è adorato ( Dall’inferiore al superiore).
c) L'umiltà dell'adoratore con chi si adora.

L'adoratore ammette che lui non è sufficiente senza Colui che adora.
3. Il proposito di Gesù.
Il proposito di Gesù e di tutti noi lo vediamo nella risposta di Gesù. Nel v.10 leggiamo che Gesù lo caccia via come farà più tardi con Pietro (Matteo 16:23) usando Deuteronomio 6:13: "Temerai il SIGNORE, il tuo Dio, lo servirai e giurerai nel suo nome". (cfr. 2 Re 17:35-38). Al diavolo non interessava l’adorazione esclusiva, gli bastava che Gesù lo adorasse. Gesù risponde che bisogna adorare solo il Signore e solo a Lui rendere il culto (latreuo). 
"Culto" è servire il Signore, è un servizio religioso (Esodo 3:12), ministero sacrificale (Ebrei 8:5, 9:9 ,10:2; l’adorazione (Esodo 20:5, 23:24; Deuteronomio 4:28; Apocalisse 7:15). 
Se noi adoriamo sia Dio e un’altra persona, noi non stiamo veramente adorando Dio, lo stiamo riducendo con gli altri idoli, siamo chiamati ad adorare solo Dio!

III IL MODO COME GESÙ HA AFFRONTATO LA TENTAZIONE: LA PAROLA DI DIO.
Il diavolo usa in maniera distorta la Bibbia, fuori contesto. Notate ha preso un passo della Scrittura e lo ha usato in modo distorto, il senso è che Dio è il nostro rifugio contro gli empi, i nemici, gli angeli ci proteggeranno e gli empi  saranno castigati. Ma da qui dire buttati e gli angeli ti salveranno è completamente distorto. Dunque Satana conosce la Bibbia e sa come usarla per i propri scopi! A volte gli amici o i colleghi presenteranno interessanti e convincenti ragioni,ma false che noi credenti dovremmo confutare. 
Essi possono anche trovare versetti biblici che sembrano sostenere il loro punto di vista. Ecco perché è importante studiare la Bibbia con attenzione, soprattutto in contesti più ampi dei versi specifici, in modo da capire i principi di Dio per la vita e cosa vuole per la tua vita. Solo se realmente conosciamo la verità biblica saremo in grado di confutare la menzogna, di riconoscere gli errori di interpretazione, di quei versetti presi fuori dal contesto facendogli dire ciò che non dicono! Il versetto fuori contesto è un pretesto! 

Come Gesù ha affrontato la tentazione?
B) Gesù cita la Parola di Dio.
Gesù motiva il Suo rifiuto nel seguire il diavolo facendo ricorso alla Scrittura. La Parola di Dio è un’arma spirituale che fa parte dell’armatura del credente (Efesini 6:17). Il diavolo è bugiardo e ci dirà solo che bugie e mezze verità, per neutralizzare i suoi attacchi dobbiamo conoscere la verità della Bibbia. Possiamo evitare una banconota falsa se conosciamo quella vera! Quindi agli attacchi del diavolo bugiardo dobbiamo contrapporre la verità della Parola di Dio, ma per fare ciò dobbiamo conoscere la Bibbia, per non cadere nel tranello di Satana.

C) Gesù si sottomette alla Parola di Dio.
L’ubbidienza di Gesù non solo si manifesta nel respingere Satana, ma anche nella positiva prontezza nell’adorare l’unico Dio e nel rimanere fedele a Dio. L’arma per resistere alla tentazione è la consacrazione! Giacomo 4:7: "Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi". Il diavolo lasciò Gesù. 
A volte il diavolo ci tenta, altre volte siamo noi stessi che pecchiamo, ma questo da l’opportunità al diavolo di inserirsi per farci commettere altri peccati. Il diavolo opera negli uomini ribelli (Efesini 2:1-3).
Un comportamento peccaminoso apre le porte al diavolo! (Efesini 4:26-27, per esempio l’ira fornisce l’opportunità al diavolo di intervenire per i suoi loschi propositi). Gesù è stato in grado di resistere a tutte le tentazioni del diavolo, perché non solo conosceva la Scrittura, ma anche obbedito alla Scrittura. Efesini 6:17 dice che la Parola di Dio è una spada da usare in combattimento spirituale. Conoscere i versetti della Bibbia è un passo importante per aiutarci a resistere agli attacchi del diavolo, ma dobbiamo anche obbedire alla Bibbia. Invece Satana conosceva le Scritture, ma le praticava! 

CONCLUSIONE.
Una aspetto molto importante in una guerra e quindi nella guerra spirituale è: conoscere il nemico, conoscere le sue armi, le sue astuzie. Satana, il nemico di tutti i credenti, userà gli stessi modi che ha usato nella storia Biblica, conoscerli, ci aiuterà a neutralizzarlo e a vincerlo con le armi spirituali che Dio ci ha dato. 

1. Gesù ci offre un modello da seguire di ubbidienza e su come affrontare la tentazione.
A differenza degli Israeliti nel deserto, Gesù vince la tentazione e rimane fedele al Padre. Per vincere  la tentazione e quindi il peccato, la Parola di Dio deve essere nel nostro cuore. (Salmi 119:11; Colossesi 3:16) e dovremmo interpretarla correttamente. Possiamo superare la tentazione in qualunque situazione (1 Corinzi 10:13). Abbiamo lo Spirito Santo che ci aiuta come ha aiutato Gesù (Luca 4:1 ; Romani 8:12-13).

2. Gesù ha resistito alla tentazione e il diavolo se ne è andato (Giacomo 4:7).
Il diavolo e il suo esercito, cercheranno di distaccarci da Dio utilizzeranno vari stratagemmi  e insidie, è un combattimento spirituale. (Luca 4:13; Efesini 4:12). Come con Gesù passerà da un argomento ad un altro, senza mostraci il costo della tentazione. Presenterà la tentazione sempre appetibile, innocua e sempre per il tuo piacere ed egoismo vedi Adamo ed Eva (Genesi 3:1-5).

3. Gesù è stato provato da Dio: La chiamata di Dio è provata.
Mentre il diavolo aveva in progetto i suoi loschi piani, Dio aveva in progetto quello di preparare il Figlio per la missione che gli aveva affidato, una missione di sofferenza per la salvezza della Sua chiesa, del Suo popolo. Con il battesimo comincia la missione di Gesù, ma prima di affrontare il Suo ministero pubblico, è stato provato e preparato da Dio per la sofferenza! Il numero quaranta richiama alla mente i quaranta giorni di pioggia nel diluvio universale (Genesi 7:17), Mosè trascorse 40 giorni sul monte Sinai (Esodo 24:18), i quarant'anni di Israele che vagarono nel deserto (Deuteronomio 29:5), i quaranta giorni di scherno di Golia al popolo d' Israele prima vittoria di Davide (1 Samuele 17:16), e i quaranta giorni di tempo di Elia nel deserto (1 Re 19:8). In tutte quelle situazioni, Dio ha lavorato nel suo popolo, e li ha preparati per compiti speciali.

4. Gesù è stato rivitalizzato da Dio.
Dio ci vivifica dopo una prova. Dio porta trionfo quelli che rimangono fedeli alla verifica (v.11). Gli angeli lo hanno rivitalizzato portandogli probabilmente del cibo! Perciò chi colui o colei  che il Signore chiama a servire, avrà i suoi "40 giorni nel deserto" affinchè Dio lo prepari a servirlo in modo efficace! 
Non c'è vittoria senza sofferenza! Ma possiamo essere certi che Dio ci rivitalizzerà!