giovedì 7 febbraio 2013

Il regno imbattibile


Salmo 2.
Ci sono diversi salmi che vengono chiamati messianici perché parlano del Messia, parlano profeticamente di Gesù, come questo salmo (Cfr. Matteo 3:17; Marco 1:11; Luca 3:22; 9:35; Atti 4:25-28; 13:32-33; Ebrei 1:3-6; Apocalisse 12:5; 19:15-19, ecc.). Il Salmo riflette il patto di Dio con il re Davide e di conseguenza con la sua discendenza, comporta la promessa che attraverso la dinastia davidica, Dio stabilisce il Suo dominio universale sulla terra e in modo definitivo nella persona di Gesù, che è della stirpe di Davide (Matteo 1:1; Luca 1:32; 2:4,11). Alcuni studiosi dicono che questo salmo si basava su un evento storico e veniva cantato per l’incoronazione di un re come quello riportato in 2 Samuele 5:3 quando venne unto re Davide, è una dichiarazione rituale, che il re di Gerusalemme, grazie a Yahweh è inattaccabile, imbattibile, e invincibile, ma era cantato in tempi di crisi nazionali quando le il popolo aveva bisogno di ricordare che Dio aveva stabilito il loro re e le minacce dalle nazioni sarebbero fallite. Oppure va visto alla luce della profezia di Natan dell'alleanza di Dio con Davide e la sua dinastia (2 Samuele 7:15-16). 
Israele non fu mai una superpotenza, per la maggior parte della sua storia era uno stato vassallo o una provincia sotto qualche potere imperiale. Il Salmo promette che questo non sarà sempre come stanno le cose. Così il salmo vuole stimolare il popolo di Dio ad avere fiducia in Lui considerando che ci sarebbe stato un giorno in cui tutti i nemici sarebbero stati sconfitti, l'intronizzazione del Messia e il regno universale di Dio e la pace per il Suo popolo (cfr. Salmi 72; 89; 132; Isaia 9:6-7; 11:1-10). In sostanza il popolo di Dio poteva guardare per un'epoca in cui tutti gli aspetti del salmo si sarebbero realizzati. Il salmista ( re stesso o un profeta?) è stupito, sorpreso e indignato, menziona la rivolta ostile delle nazioni e dei loro re (Salmi 2:1-3); comunica la reazione di Yahweh (Salmi 2:4-6), proclama l’investitura  del re (Salmi 2:7-9), e presenta  un ultimatum ai ribelli (Salmi 2:10-12) . In questo salmo, il salmista esorta le nazioni pagane ad abbandonare i loro progetti di rivolta contro il Signore e a sottomettersi alla Sua autorità, ma questo può essere applicato al singolo individuo. Nonostante i ripetuti tentativi dell'uomo di resistere al regno di Dio, Dio ha stabilito Suo Figlio come Signore di tutti e invita i peccatori a sottomettersi a Lui e ad abbracciarlo ora, prima che si scateni la Sua ira. 


In questo salmo vediamo:
I L’INSURREZIONE CONTRO DIO E IL SUO UNTO.
L’unto si riferisce al Re (1 Samuele 24:6-7; 24:11; 2 Samuele 23:1) quindi al Messia, a Gesù (Daniele 9:26; Matteo 1: ). Noi vediamo che c’è un’insurrezione, una ribellione, infatti il salmista al v.1 parla di tumulto (rā∙ḡǎš), cioè sono agitati, eccitati a fare male (Daniele 6:6). “Tumulto” si riferisce al clamore di un ammutinamento o di una sommossa da parte dei popoli e dei loro capi. Così anche il v. 2 dice “congiura” (yā∙sǎḏ), cioè cospirare insieme, fare un piano di ribellione. 
Nei giorni turbolenti della Rivoluzione francese, una rivoluzione politica, molti del popolo  presero d'assalto la Bastiglia (la prigione) di Parigi, cercando di eliminare ogni traccia della  legge e dell'ordine dagli occhi dei connazionali. Alcuni salirono sulla Cattedrale di Notre Dame e buttarono giù la croce dalla cima; la croce rappresentava l'autorità di Dio, è stata demolita a terra sotto gli occhi di tutti. Passò un povero contadino, un rivoluzionario si vantava dicendogli: “Stiamo andando a tirare giù tutto quello che ci ricorda di Dio!” Ma uno rispose immediatamente: “Cittadino allora devi tirare giù anche le stelle!”  L’uomo è ribelle a Dio, lo rifiuta! Spurgeon disse di questi primi tre versetti: “ Noi abbiamo una descrizione dell’odio della natura umana contro l’Unto di Dio.” 

Noi vediamo:
A) Un’insurrezione Intrigante (tramare).  
v.1: "Perché questo tumulto fra le nazioni, e perché meditano i popoli cose vane?". 
“Nazioni e popoli” molto probabilmente si riferisce a popoli nemici vicini come gli Ammoniti, Moabiti, Edomiti, Filistei,ecc. con i quali Israele era sempre in guerra. 
“Meditano” (hagag) significa mormorare tra di loro, ha il senso che  la loro mente è presa dal ragionare, tramare e deliberare un piano, dalle macchinazioni contro Dio e il Suo Unto, il re Davidico, quindi Gesù! 
Atti 4:23-27: "Rimessi quindi in libertà, vennero ai loro, e riferirono tutte le cose che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano dette.  Udito ciò, essi alzarono concordi la voce a Dio, e dissero: «Signore, tu sei colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi;  colui che mediante lo Spirito Santo ha detto per bocca del tuo servo Davide, nostro padre: 'Perché questo tumulto fra le nazioni, e i popoli meditano cose vane?  I re della terra si sono sollevati, i principi si sono riuniti insieme contro il Signore e contro il suo Cristo'.  Proprio in questa città, contro il tuo santo servitore Gesù, che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato, insieme con le nazioni e con tutto il popolo d'Israele»". (cfr. Matteo 26:47-27:26; Marco 14:53-15:15;Luca 22:54-23:25; Giovanni 18:12-19:16; Apocalisse 13:1-18; 17:8-18).

Noi vediamo in secondo luogo:
B) Un’ insurrezione Intenzionale. 
In questa insurrezione intenzionale vediamo:
(1) Un ragionamento con un Proposito. 
v.2: "I re della terra si danno convegno e i prìncipi congiurano insieme contro il SIGNORE e contro il suo Unto". 
I re della terra si danno convegno (yā∙ṣǎḇ), cioè ragionano, si consultano insieme, si siedono insieme per stabilire uno scopo: “ non vogliamo avere Dio come nostra  autorità!”  

Vediamo:
(2) Un ragionamento Prepotente.
Spezziamo i loro legami e liberiamoci dalle loro catene dicono come ci indica il v.3.

In questo ragionamento prepotente vediamo:
a) Una forte intenzione.
“Spezziamo e liberiamoci” indica una forte intenzione, un’affermazione forte, accentuata di una fissa determinazione! 

b) Una forte intenzione di ribellione.
La catena è usata nell’ Antico Testamento come immagine di sottomissione, di legame come il bue che era legato al carro  (Geremia 27:2; 30:8; Neemia 1:13). In questo versetto vediamo l’arroganza della natura umana che non vuole essere  sottomessa al Signore, non vuole essere sotto il giogo di Dio, vuole l’autonomia e l’indipendenza da Dio perciò si ribella, la carne non è sottomessa a Dio (Romani 8:7-8 ; Geremia 2:20; 5:5 ). 
L’uomo non vuole Gesù come Signore, non vuole che Gesù governi la sua vita! Come la parabola delle dieci mine, quell’ uomo nobile partì per un paese lontano e chiamati a se i suoi servi diede loro dieci mine (soldi) e disse loro di farli fruttare fino al suo ritorno. Ma i suoi concittadini l’odiarono e gli mandarono a dire: Luca 19:14: "....non vogliamo che costui regni su di noi". 
Gesù è il Re, ma non tutti gli uomini oggi come nel passato lo vogliono come Re!   

C) Un’insurrezione Inefficace.  
Il mondo è inimicizia con Dio, come coloro che hanno crocifisso Gesù, cercano  di sfuggire alle richieste di Dio sulla loro vita. I tentativi arroganti dell'uomo peccatore di rovesciare il dominio sovrano di Dio è impossibile! Nonostante la rivolta dell'uomo peccatore contro il cielo, Dio rimane senza rivali il Signore sovrano; ride dei deboli tentativi dell'uomo di contrastare i Suoi scopi eterni. Meditano cose vane. v.1. “Vane”  (rîq)è come un soffio, cioè inconsistente  in quanto falliranno.  Si possono esaltare quanto vogliono, ma loro non saranno mai capaci di arrivare in cielo e vincere Dio.

(1) Dio è Dio, è il Signore! (ʾǎḏō∙nāy).
v.4: "Colui che siede nei cieli ne riderà; il Signore si farà beffe di loro". 
Dio, come Re regna, è Colui che siede nei cieli, questo indica una distanza di natura che c’è tra l’uomo e Dio. Il Signore è re supremo, il Sovrano su tutta la terra non possiamo liberarcene!!!! Signore indica che Dio è il Padrone!!

a) Dio annulla i disegni dei popoli.
Salmi 33:10-11: "Il SIGNORE rende vano il volere delle nazioni, egli annulla i disegni dei popoli. La volontà del SIGNORE sussiste per sempre, i disegni del suo cuore durano d'età in età". È una congiura  inefficace perché non fattibile concretamente, perché Dio oppone la Sua volontà irresistibile contro la loro vana impresa!  

b) Dio stabilisce sempre i suoi disegni. 
Nel v.1 non vediamo l’ansia del salmista che Dio possa perdere questo confronto, ma vediamo lo stupore del salmista, il quale conosce la grandezza e il potere di Dio (vv.3, 8; Salmi 24:1-2). Il salmista non riesce  a credere che le nazioni possano essere così presuntuose da pensare di spezzare i legami di Dio e del Suo unto, un progetto destinato a fallire. Certo il Signore permette che l’uomo possa trasgredire la Sua legge morale, ma  comunque rimane sempre il Signore che porta avanti i propri progetti! 
Daniele 4:34-35: "Alla fine di quei giorni, io, Nabucodonosor, alzai gli occhi al cielo e la ragione tornò in me. Benedissi l'Altissimo, lodai e glorificai colui che vive in eterno: il suo dominio è un dominio eterno e il suo regno dura di generazione in generazione.  Tutti gli abitanti  della terra sono un nulla davanti a lui; egli agisce come vuole con l'esercito del cielo e con gli abitanti della terra; e non c'è nessuno  che possa fermare la sua mano o dirgli: 'Che fai?'"
 Dio è tranquillo, è scritto che è seduto nel v.4, non è agitato per questa congiura, Dio eseguirà i Suoi piani con calma (Isaia 18:4). Il fatto che siede nei cieli indica anche che domina e controlla in modo assoluto l’universo! 1 Cronache 29:11: "A te, SIGNORE, la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo! A te, SIGNORE, il regno; a te, che t'innalzi come Sovrano al di sopra di  tutte le cose!". (Cfr. Salmi 47:2-3,8).   

(2) Dio riderà e si befferà di loro.
Dio riderà e si befferà dice il v.4  perché è un piano ridicolo, stupido, assurdo e inutile, perché non ci si può liberare della Signoria di Dio, Dio porterà avanti ugualmente i Suoi piani, nonostante i loro tentativi, Lui sarà sempre il Signore!!!!! Dio ha usato le nazioni per portare avanti il Suo piano salvifico, quando Erode e Ponzio Pilato, insieme con le nazioni e con tutto il popolo d’Israele hanno crocifisso Gesù (Atti 4:28).  

(3) Dio parlerà loro nella Sua ira.
v.5: "Egli parlerà loro nella sua ira".
“Ira” (ʾaph) letteralmente è “narice fumante”, la narice per gli ebrei era la sede dell’ira, infatti troviamo questa parola associata al naso nel Salmo 18:8 e in Ezechiele 38:18. 
Vediamo che l’ira di Dio è giudiziale, cioè l’ira del Giudice che amministra la  giustizia (Romani 2:5-6 ). L’ira di Dio si manifesta contro la ribellione degli uomini, contro il peccato degli uomini, quindi è associata al comportamento degli uomini. Romani 1:18 : 18 L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia. 

(4) Dio li renderà smarriti nel Suo furore (ḥā∙rôn).
v.5: "e nel suo furore li renderà smarriti". 
Dio li renderà smarriti nel Suo furore significa una collera bruciante! Dio è presente e operante nella storia degli uomini e si impone, stabilisce la Sua autorità quando vuole, la dove gli uomini si ribellano contro di Lui. Ma a volte agisce in questo modo per spaventare, affinché si ravvedano e cerchino la faccia Sua e riconoscano che Lui regna come dice Salmi 83:14-18. 
"Smarriti" (bāhal) è panico, essere terrorizzati. Esprime un'emozione forte di chi si confronta  con qualcosa di inaspettato, minaccioso e disastroso. Per esempio Edom era terrorizzato quando ha sentito che Dio era intervenuto in favore d'Israele nel Mar Rosso (Esodo 15:15; cfr. Salmi 6:10; 83:17).  

Ma in questo salmo vediamo:
II L’INTENZIONE DÌ DIO RIGUARDO AL FIGLIO.
I popoli volevano liberarsi di Dio e di Suo Figlio, ma Dio lo stabilisce Re.
Quindi vediamo:
A) Il Re è stabilito da Dio.
Dio ha stabilito il Suo Re sopra Sion il Suo monte santo. A volte rimaniamo sbigottiti riguardo il potere che hanno avuto e che hanno degli uomini sulle nazioni, ma sono poteri e regni che oggi esistono e domani non esistono più, non così il regno di Dio e del Messia, il Suo regno non sarà scosso! Ci hanno provato in tanti, fra questi ricordiamo l’imperatore Diocleziano (245-313 d.C). Impose la figura divina dell’imperatore attuando una violenta persecuzione verso i cristiani. Su una medaglia o moneta, Diocleziano fece scrivere che il cristianesimo è estinto e fece costruire dei monumenti con delle scritte che in tutto l’impero aveva abolito la superstizione di Cristo. Ora sappiamo che l’impero romano non esiste più e Diocleziano si suicidò, ma il cristianesimo esiste ancora!!  

Dunque:
(1) Dio stabilisce il Re sopra Sion. 
v.6: "'Sono io', dirà, 'che ho stabilito il mio re sopra Sion, il mio monte santo'".
Sion è la collina dove è stata costruita Gerusalemme, anticamente era una città Cananea conquistata da Davide (2 Samuele 5:7 ). Più tardi Sion indicò l’area del tempio (Lamentazioni 1:3; Zaccaria 8:3) e poi tutta la città di Davide, Gerusalemme (Salmi 133:3; Isaia 3:16; 2 Re 19:1,31). Simbolicamente Sion è laddove Dio abita (Isaia 2:3-8; Michea 4:2 ), nel Nuovo Testamento è chiamata  la città  di Dio riferendosi alla chiesa (Ebrei 12:22). Ma qua Sion è il posto dove regnerà il Messia, il Re, Gesù. Salmi 110:2: "Il SIGNORE stenderà da Sion lo scettro del tuo potere. Domina in mezzo ai tuoi nemici!".  Tutto ciò fortifica la nostra fede e alimenta la nostra speranza perché il regno di Dio e del suo Messia sono eterni e immutabili.

(2) Dio ha generato il Re.
v.7: "Io annunzierò il decreto: Il SIGNORE mi ha detto: 'Tu sei mio figlio, oggi io t'ho generato'". A che cosa si riferisce: "tu sei mio figlio oggi ti ho generato?". È da escludere che si riferisca alla creazione di Gesù, perché è incompatibile e in contraddizione con altri passi della Bibbia. Il verbo “generato” lo troviamo diverse volte nella Bibbia.

a) Generato si riferisce alla dignità del re, intronizzazione del re, quindi del Messia  (2 Samuele 7:12-14; Salmi 89:26-27; Cfr. Atti 2:30). 

b) Generato si riferisce all’incarnazione di Gesù (Luca 1:35; Ebrei 1:5; 5:5).
Ovviamente ricorda la presentazione di Dio riguardo Gesù al Suo battesimo (Matteo 3:17).

c) Generato si riferisce alla resurrezione e all’esaltazione di Gesù (Atti 13:33; Romani 1:4).  
Qui si riferisce alla dignità di Re, alla sua funzione come atto giuridico, si riferisce all’investitura, all’insediamento e alla legittimazione del re da parte di Dio che regna sulle nazioni! (2 Samuele 7:12-14; 1 Cronache 28:6; Salmi 89:26-27). Quindi il re di Israele,secondo la stirpe di Davide, diventa come un figlio per Dio in quanto è Dio che ha voluto che questi regnasse, Dio ha generato il re lo ha adottato come figlio, anche se possiamo trovare un’allusione alla resurrezione di Gesù. 

B) Il Regno del Re.
(1) Regno universale. 
v.8: "Chiedimi, io ti darò in eredità le nazioni e in possesso le estremità della terra". 
Il regno universale del Figlio deriva dall'autorità concessa da Dio a governare con un grande potere sulle nazioni. A Gesù è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Matteo 28:18: "E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: 'Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra'" (Cfr. Matteo 21:38; Ebrei 1:5; 5:5). 
Da Sion il dominio si estende a tutte le nazioni. (Salmi 72:8-11; Isaia 49:22; 52:10; 60:3-4; Geremia 16:19; Michea 5:4; Zaccaria 9:10; Atti 13:47).
Dominio su tutte le nazioni; fino all’estremità della terra dice Michea 5:3 o come dice Zaccaria 9:10 il Suo dominio si estenderà da un mare all’altro.

(2) Regno vittorioso ed eterno.
v.9: "Tu le spezzerai con una verga di ferro; tu le frantumerai come un vaso d'argilla". 
Gesù è il Re dei re vittorioso!  Apocalisse 17:14: "Combatteranno contro l'Agnello e l'Agnello li vincerà, perché egli è il Signore dei signori e il Re dei re; e vinceranno anche quelli che sono con lui, i chiamati, gli eletti e i fedeli". (Cfr. Apocalisse 11:15;19:16-21 ).Così in Daniele 7:13-14 leggiamo: "Io guardavo, nelle visioni notturne, ed ecco venire sulle nuvole del cielo uno simile a un figlio d'uomo; egli giunse fino al vegliardo e fu fatto avvicinare a lui;  gli furono dati dominio, gloria e regno, perché le genti di ogni popolo, nazione e lingua lo servissero". 
Il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno è un regno che non sarà distrutto. Gesù non solo vince e vincerà completamente tutti i suoi nemici, ma vincerà ha vinto anche il peccato, la morte e il diavolo! (1 Corinzi 15:22-27; Colossesi 2:15; Ebrei 2:14-17). Gesù ha un regno che non può essere scosso dice Ebrei 12:28. In Daniele vediamo che il suo dominio è eterno e non sarà distrutto. Isaia 9:6-7 e 2 Samuele 7:12-16 dicono che è un regno stabile per sempre. 
La “verga” (šē∙ḇěṭ) è lo scettro, simbolo di autorità sovrana, che esercita dominio. Nell’antichità gli scettri erano di legno, oro o di avorio, qui dice una verga di ferro. Lo scettro di ferro indica qualcosa di duro che niente lo può ostacolare o resistere,  quindi vediamo la forza del Suo dominio. Era in uso nell'incoronazione egiziana per dimostrare il potere mondiale, che il re fracassasse simbolicamente i vasi di terra. Gesù frantumerà i nemici come un vaso di argilla, questo indica che schiaccia e soggioga i Suoi nemici, reprime ogni ribellione contro Dio castigandoli. (Riguardo lo scettro di Gesù vedi Salmi 2:9; 45:6 con Ebrei 1:8 ; Apocalisse 2:27 ). 
In Apocalisse 19:15 leggiamo: "Dalla bocca gli usciva una spada affilata per colpire le nazioni; ed egli le governerà con una verga di ferro, e pigerà il tino del vino dell'ira ardente del Dio onnipotente".  (cfr. Isaia 10:5; 11:4; Apocalisse 12:5). Ci piace pensare a Gesù alla mitezza, alla misericordia e alla gentilezza, ma ci viene difficile pensare a Lui così rigido, austero e pieno di terrore. Ma questa sovranità severa e terribile è messa di fronte a noi per colpire i suoi nemici e non è incoerente con la Sua gentilezza e misericordia ( 2 Tessalonicesi 2:8). 
Gesù un giorno ritornerà sulle nuvole come Salvatore e Giudice! Salvatore per i credenti e Giudice per i non credenti dice Matteo 25:31-33. (Matteo 24:30; 25:46; Salmi 18:10-14; 97:2-4; 104:3; Isaia 19:1 ; Nahum 1:3; Apocalisse 1:7).       

Infine:
III L’INVITO DÌ DIO. 
Vediamo che Dio richiama i peccatori a rinunciare alla loro ribellione considerando il Suo giudizio e la Sua autorità Sovrana invincibile che schiaccia la ribellione senza nessuna difficoltà!

Nell’invito di Dio vediamo:
A) La chiamata alla Saggezza.
v.10: "Ora, o re, siate saggi; lasciatevi correggere, o giudici della terra". 
Benché il riferimento è per i capi politici, si può applicare a tutti gli uomini. Sapendo tutto questo, dice il salmo, lasciatevi correggere, siate saggi!!!! “Saggi” (sākhal) indica ragionevoli, giudiziosi, prudenti! (Proverbi 10:5,19; 16:23; 19:11 ). C’è la chiamata a fare la scelta giusta, scelta che li porterà alla loro salvezza e non alla loro distruzione!
Gli empi pensano di farla franca davanti a Dio, infatti sono arroganti, si vantano,   schiacciano i retti di cuore, il salmista rivolge a loro queste parole: Salmi 94:8-10: "Cercate di capire, uomini stolti! E voi, sciocchi, quando sarete saggi? Colui che ha fatto l'orecchio forse non ode? Colui che ha formato l'occhio forse non vede?  Colui che ammonisce le nazioni non saprà pure castigarle, lui che impartisce all'uomo la conoscenza?" Dio conosce la via degli uomini! Non lo possiamo prendere in giro, perciò lasciamoci correggere! “Correggere” (yā∙sǎr) è istruire, lasciarci insegnare e disciplinare nelle vie del Signore. 
L’insegnamento è al pentimento, a lasciare l’orgoglio e sottomettersi  all’autorità di Gesù. Cosa rispondi tu?Vuoi lasciarti istruire? Vuoi sottometterti alla Sua autorità?

Nell’invito di Dio vediamo:
B) La chiamata al Servizio.
v.11: "Servite il SIGNORE con timore".
“Servite” (ʿā∙ḇǎḏ) indica sottomissione e riconoscere la Signoria di Dio. Ha il senso religioso di adorare Dio (cfr. Salmi 134:1) e ubbidire ai Suoi comandamenti, ma anche quello di servire, di dare le proprie energie e la devozione a Dio. Significa cambiare la fedeltà dai propri dèi all’unico vero Dio. (Esodo 23:24-25; 1 Tessalonicesi 1:9). 
Servite il SIGNORE  con timore! “Timore” (yir∙ʾāh) è rispetto, riverenza. Se noi pensiamo alla Maestà di Dio, alla Sua Gloria, Santità, non possiamo essere superficiali davanti a Lui. Colui che teme Dio è attratto da Lui in amore, adorazione e stupore per ciò che è, ma anche riverenza!       

Nell’invito di Dio vediamo:
C) La chiamata alla Gioia con Tremore.
v.11: "e gioite con tremore". 
A volte dimentichiamo che è possibile mettere queste due cose, cioè gioia e tremore fianco a fianco. Spesso quando ci rallegriamo perdiamo il nostro senso di dignità e quando temiamo Dio rischiamo di dimenticare di gustare la nostra condizione di figli di Dio.
“Gioite” ( gîl) è un emozione forte, una gioia accompagnata da grida spontanee ed entusiastiche. Quindi non dobbiamo reprimere la gioia per il Signore, ma la gioia senza tremore (reʿā∙ḏāh) rischia di creare una religiosità o un’adorazione frivola e irrispettosa nei riguardi di Dio. 
"Con tremore" assicura che sarà una gioia adeguata nel servizio, nell’ubbidienza e nell’adorazione! Servirlo è gioia, perché ci ama, perché è un grande Dio dalle grandi imprese, perché in Lui c’è la salvezza e tante benedizioni (Abacuc 3:18; Gioele 2:23; Salmi 89:16-18; 149:2-9). Mentre tremore è la reazione davanti la santità, la maestà e la potenza di Dio (Salmi 104:32).     

Nell’invito di Dio vediamo:
D) La chiamata a Rendere Omaggio al Figlio.
v.12: "Rendete omaggio al figlio".
“Rendete omaggio” (nashap) è baciare, quindi il modo come si rendeva omaggio. Nell’antichità si baciavano i piedi ai sovrani come un atto di omaggio, affetto e sottomissione come leggiamo per esempio in 1 Samuele 10:1: "Allora Samuele prese un vasetto d'olio, lo versò sul capo di lui, baciò Saul e disse: 'Il SIGNORE non ti ha forse unto perché tu sia capo della sua eredità?......'" (cfr. Isaia 49:23). 
In senso negativo si baciavano anche gli idoli, alle divinità pagane come è scritto in 1 Re 19:18: "Ma io lascerò in Israele un residuo di settemila uomini, tutti quelli il cui ginocchio non s'è piegato davanti a Baal, e la cui bocca non l'ha baciato". (Cfr. Giobbe 31:27-28; Osea 13:2). Dio ha posto il proprio sigillo su Gesù e pertanto va onorato. 
Giovanni 6:27: "Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà; poiché su di lui il Padre, cioè Dio, ha apposto il proprio sigillo". “Sigillo” indica l’approvazione di Dio sul Figlio Gesù! Siamo chiamati ad onorare il Figlio come al Padre come è scritto in Giovanni 5:23.   

Nel rendete omaggio al Figlio vediamo:
(1) Il Perché: è per l’ira di Dio.
"Affinché il Signore non si adiri" dice il v.12. 
L’ira di Dio non è solo uno stato d’animo, ma è azione concreta!       

Vediamo inoltre:    
(2) La Potenza dell’ira di Dio. 
v.12: "e voi non periate nella vostra via". 
Coloro che sono colpiti dall’ira divina sono inermi, indifesi non esiste nessuna resistenza. Peggio dello TSUNAMI o di un TERREMOTO !!!!!!! “Perire” (ʾaḇaḏ) ha il significato di andare in rovina, di essere annientato, distrutto, lo saranno coloro che non ascoltano la voce di Dio. (Deuteronomio 7:24;  8:19-20; 9:3; 11:4 ). Così è stato per gli Egiziani (Esodo 10:7) e con altri popoli (Amos 1:8; Numeri 21:9-10). “Nella vostra via” (derek ) denota sia il corso della vita e sia condotta di vita, modo di vivere, nel nostro caso nella ribellione a Dio.

Vediamo ancora:
(3) La Previdenza.
v.12: "perché improvvisa l'ira sua potrebbe divampare". 
Noi dobbiamo essere previdenti! Noi dobbiamo prevedere questo fatto e provvedere opportunamente! Noi dobbiamo onorare il Figlio, Gesù se non vogliamo incappare nel giudizio di Dio! L’ira Sua potrebbe divampare! Non possiamo sottovalutare l’ira di Dio pensando che Dio sia solo buono, una sorta di Babbo Natale! 
L’ira di Dio è qualcosa che non ci piace, eppure Arthur Pink: “Uno studio della concordanza biblica rivelerà che nella Scrittura vi sono più riferimenti alla collera, al furore e all’ira di Dio che non al Suo amore e alla Sua tenerezza”. 
Quando l’ira divampa, Dio distrugge, consuma. Deuteronomio 6:13-15: "Temerai il SIGNORE, il tuo Dio, lo servirai e giurerai nel suo nome. Non seguirete altri dèi, presi fra gli dèi degli altri popoli intorno a voi,  perché il tuo Dio, il SIGNORE, che sta in mezzo a te, è un Dio geloso; l'ira del SIGNORE tuo Dio si accenderebbe contro di te e ti farebbe scomparire dalla terra". (Cfr. Esodo 32:10 ). A volte l’ira di Dio è associata con l’acqua, che Dio riversa (Osea 5:10), ma qua vediamo che è una manifestazione di fuoco (cfr. Salmi 21:10 ; Isaia 42:25 ). 
L’ira di Dio è spesso minacciata anche verso il popolo di Israele, di cui i capi si cullavano nella falsa sicurezza di essere sempre in ogni caso il popolo eletto di Dio, dicevano di avere pace, mentre non avevano pace, le loro azioni erano macchiate dal peccato (Geremia 6:9-15; Ezechiele 13:10). 
Efesini 5:6 dice che l’ira di Dio viene sugli uomini ribelli. Questo è un monito anche per noi credenti!!! Parlando che Dio ha giudicato il popolo di Israele paragonandolo all’ulivo che viene potato, Paolo rivolgendosi ai cristiani di origine pagana per non farli insuperbire dice loro in Romani 11:22: "Considera dunque la bontà e la severità di Dio: la severità verso quelli che sono caduti; ma verso di te la bontà di Dio, purché tu perseveri nella sua bontà; altrimenti, anche tu sarai reciso". 

Infine vediamo:
(4) La Possibilità.
v.12: "Beato l’uomo che confida in Lui".
Il salmo non chiude con un’ esortazione triste, ma con la possibilità di una buona e felice esistenza: chi confida nel Signore è beato! Siamo chiamati a fare una scelta tra la Sua ira e la sua protezione, tra il perire miseramente e l’essere benedetti. “Beato” (ʾǎš∙rê) ha il significato di fortunato, felice, benedetto. “Confidare” (ḥā∙sāh) significa rimanere fermo, saldo, quindi in una posizione di sottomissione e di dipendenza, ma si riferisce anche al cercare rifugio in Lui o uno spazio protetto, così anche l’attesa e la speranza della salvezza, nel senso di sperare in Dio che possa intervenire a favore di chi confida in Lui e non certamente di essere sotto il Suo giudizio come nel contesto. 
Nahum 1:7: "Il SIGNORE è buono; è un rifugio nel giorno dell'angoscia e conosce quelli che confidano in lui".  (Cfr. Salmi 7:1; 16:1).  

CONCLUSIONE.
Moltissimi sono ribelli a Dio e ne pagheranno le conseguenze, altri, i credenti trovano la felicità in Dio nel privilegio di servirlo, nell’obbedienza e nell’adorarlo. Il ribelle è chiamato a essere saggio, la loro ribellione può solo portare alla rovina, ma beati sono tutti quelli che in Dio si rifugiano perché saranno salvati. 

Possiamo, perciò fare due tipi di applicazioni.
1) Per coloro che non sono sottomessi a Dio.
Questo salmo è motivo di riflessione per coloro che pensano che il Signore comunque sia il loro comportamento, approva sempre, abbiamo visto che non è così! Per coloro che non appartengono a Dio, questo salmo è un avvertimento a sottomettersi al Signore Gesù e a non ribellarsi a Lui. Tutti siamo chiamati a essere sottomessi al Signore perché Lui ha il potere assoluto! Tutte le nazioni e le persone con i loro governanti appartengono al Suo dominio! Proprio come nel passato i popoli e le nazioni  dell’Antico Testamento, così oggi la gente si ribella, rifiutando  l'autorità del vero Dio e di Suo Figlio Gesù Cristo. Questi sono chiamati a piegare il loro io al Signore! Sono chiamati a credere alla parola di Dio e sottomettersi alla Sua autorità e a quella di Gesù, considerando il Suo giudizio presente e quello futuro, quello definitivo all’inferno.  

2) Per coloro che sono sottomessi a Dio.   
Sono incoraggiati a continuare a esserlo. Per i credenti questo salmo è un incoraggiamento, perché riconoscono Gesù come Signore ed è un grande conforto non solo per la loro salvezza, ma anche perché l’autorità di Dio è Sovrana e il Suo regno sarà vincente per sempre. Dio vince e vincerà contro i Suoi nemici! Chi fa parte della chiesa non è nemico di Dio e di Gesù! Gesù, quindi è il vincitore su tutti i nemici!!
 Quando Lord Nelson, con il suo ammiragliato  ha riportato la sua grande vittoria sulla  flotta francese nella Battaglia del Nilo, lui disse che la parola vittoria non era abbastanza per descrivere quello che era successo. La parola vincitore per Dio, per Gesù, non è abbastanza per descrivere la dimensione della vittoria reale, finale che ha Cristo e non noi con Lui! Noi non ci rendiamo conto pienamente della vittoria che c’è in Cristo, di quello che è e ha riportato e riporterà! 
Cosa significa ancora perciò per noi tutto ciò?
1. Pregare che venga il regno di Dio come dice il Padre nostro.
2. Ringraziare che facciamo parte del regno di Dio.
3. Serenità e Sicurezza in quanto il regno non può essere scosso.    
4. Servirlo con gioia e timore sottomettendoci e confidando in Lui.
5. Siamo chiamati a onorare il Figlio come il Padre.
6. Proclamare il regno di Dio.
I cristiani oggi sono chiamati a proclamare questo e a invitare le persone ad accettare la salvezza di Cristo e a sottomettersi a Cristo riconoscendolo come unico Signore!