Il povero e il ricco dal punto di vista di Dio


Giacomo 1:9-11: Il povero e il ricco dal punto di vista di Dio 
Ci sono delle cose che non riusciamo a capirne il funzionamento: la legge elettorale per esempio, internet, il motore di un aereo, ecc. C’era per esempio una signora nel periodo della grande depressione, cioè quella grande e drammatica crisi economica che ci fu nel 1929 negli Stati Uniti d’America, questa signora camminava lentamente verso un ufficio di assicurazione sulla vita in Minneapolis durante il periodo peggiore della Grande Depressione. Entrata chiede se potevano bloccare la rata di pagamento perché il marito era appena morto e lei non poteva più permettersi di pagare la polizza. Così l’impiegato dietro la scrivania cerca la cartella del marito e scopre che valeva diversi centinai di mila dollari!!!! Questa signora povera in realtà era ricca, ma non aveva idea di esserlo, mai nessuno aveva spiegato a lei come funzionassero le assicurazioni della vita. Ora si può essere ricchi senza saperlo, anche per le cose spirituali, un credente è ricco, però alcuni vivono una vita povera spiritualmente e non vivono nella gioia di questa ricchezza perché non conoscono la loro identità in Cristo perché non fanno proprio le promesse di Dio. Benché la stragrande dei credenti non è ricca materialmente, possiamo dire con certezza che davanti a Dio sono ricchi perché riposa su di loro la benedizione di Dio in Cristo Gesù!

Devo fare prima di ogni cosa:
I UN CHIARIMENTO.
A) Cosa non significa questo passo.
Questo passo non significa che:
(1) La povertà non è una cosa positiva in se.
Visto che, chi è di umili condizioni deve essere fiero della sua elevazione, non significa che la povertà sia una cosa buona in se. Quando non si ha una casa, o non si hanno i soldi per mangiare non è una cosa bella.

Questo passo non significa che:
(2) I poveri sono meglio dei ricchi moralmente.
Nella vita vediamo che ci sono dei poveri, che sono poveri con una grande dignità, e altri poveri che moralmente non sono meglio dei ricchi e ci sono alcuni ricchi, forse pochissimi che moralmente sono meglio di alcuni poveri.

Questo passo non dice nemmeno:
(3) Che tutti i poveri saranno salvati.
Il fatto che alcuni poveri sono elevati, non significa che lo saranno tutti i poveri, Giacomo si riferisce ai fratelli poveri, ai credenti. Quei poveri che non sono nati di nuovo, che non hanno creduto in Gesù andranno all’inferno come quei ricchi che non hanno una relazione con Dio per mezzo di Gesù, andranno all’inferno.

Inoltre:
(4) Il Signore non è contro i ricchi e la ricchezza.
Il Signore, benché è misericordioso verso tutti e severo verso coloro che non credono in Gesù, contro chi soffoca la verità con l’ingiustizia (Giovanni3:16; 3:36; Romani 1:18), ma non è contro i ricchi e la ricchezza! Dio fa arricchire e impoverire (1 Samuele 2:7-8; 1 Cronache 29:12), essere ricchi è un dono di Dio dice l’Ecclesiaste 5:19 . Come Isacco patriarca dei Giudei (Genesi 26:13 ); Davide (1 Cronache 29:28 ) o Salomone (1 Re 3:13; 10:23) Dio aveva dato a loro le ricchezze. Ci sono oggi dei credenti che sono ricchi come nel passato come Giuseppe D’Arimatea che prese il corpo di Gesù e lo seppellì nella propria tomba nuova (Matteo 27:57 ), o Zaccheo (Luca 19:1-10 ). Ma alcune volte Gesù è stato severo con i ricchi per esempio con il giovane ricco, è scritto che guardatolo lo amò e poi disse che un ricco difficilmente entrerà nel regno dei cieli, è anche vero che disse sempre nello stesso momento che a Dio ogni cosa è possibile, quindi salvare anche i ricchi (Matteo 19:23; Marco10:25; 12:41; Luca 6:20,24; 12:16; 14:12;16:19; 18:25).

Ma vediamo:
B) Il significato di questo passo.
Perché Dio umilia i ricchi? Chi sono i ricchi? Sono tutti i ricchi? Di quale tipo di ricchi sta parlando Giacomo? Ci sono quelli che dicono che ricchi qui si riferisce ai credenti ricchi e altri dicono che stia parlando dei ricchi non credenti. Il problema principale qui non è la ricchezza per sé, ma certi atteggiamenti verso la ricchezza, sia da parte dei ricchi stessi e sia da parte di coloro che vogliono diventare ricchi.

Dio ammonisce un certo tipo di ricchi, Dio ammonisce:
(1) I ricchi arroganti e avari. (Luca 12:13-20; Giacomo 4:13-16 ).
Arroganti perché pensano di fare ogni cosa autonomamente pensando di essere padroni della vita: fare i progetti senza sottoporli a Dio. Avari perché pensano di volere sempre di più, non si accontentano di quello che hanno e accumulano ricchezze per se e non sono ricchi in Dio.

Dio ammonisce:
(2) I ricchi che sfruttavano i poveri, fino anche ad ucciderli.
Chi aveva i soldi, chi era ricco aveva il potere (Giacomo 2:5-6;5:1-4,6). Ma pensate che lo sfruttamento non ci sia ancora oggi? Non serve essere ricchi per essere sfruttatori! Si può sfruttare gli altri in diversi modi. Chi sfrutta gli altri se la vedrà con Dio!

Dio ammonisce:
(3) I ricchi che vivevano senza freni nel peccato (Giacomo 5:5 ).
Dio ammonisce:
(4) I ricchi che confidavano nelle ricchezze e non in Dio (1 Timoteo 6:17).
In realtà non sono tanto le ricchezze il problema, ma l’amore per il denaro, la radice di ogni specie di mali (1 Timoteo 6:6-10). Quando quel giovane ricco va da Gesù  e gli dice che cosa doveva fare per avere la vita eterna, Gesù gli dice che doveva osservare la legge, il giovane rispose che li aveva osservati, al che Gesù gli dice di vendere tutto e di darlo ai poveri e poi di seguirlo. Che cosa fece quel giovane? 
Se ne andò rattristato perché era molto ricco e quindi confidava nelle sue ricchezze ( Matteo 19:21-22; Luca 18:23-25 ; Matteo 6:24-33). 
Geremia 9:23-24: "Così parla il SIGNORE: 'Il saggio non si glori della sua saggezza, il forte non si glori della sua forza, il ricco non si glori della sua ricchezza: ma chi si gloria si glori di questo: che ha intelligenza e conosce me, che sono il SIGNORE. Io pratico la bontà, il diritto e la giustizia sulla terra, perché di queste cose mi compiaccio', dice il  SIGNORE".

Vedete perché Giacomo parla in questo modo contro i ricchi?
Ma possiamo fare alcune applicazioni per noi:
a) Per essere avari non bisogna essere ricchi, si può essere avari anche nelle poche cose che abbiamo.
Essere avari (avarizia - pleonexia) significa avere un amore esagerato per il denaro o le cose in generale (il potere, la fama,ecc.) il desiderio di possedere sempre di più, la bramosia  e anche essere spilorci, tirchi, il non dare generosamente. Questo lo possiamo vedere anche nel modo come doniamo al Signore economicamente perché si può donare di malavoglia anche avidamente dice Paolo in 2 Corinzi 9:5.
Efesini 5:3: "Come si addice ai santi, né fornicazione, né impurità, né avarizia, sia neppure nominata tra di voi;  né oscenità, né parole sciocche o volgari, che sono cose sconvenienti; ma piuttosto abbondi il ringraziamento". (Colossesi 3:5; Salmi 119:36).

b) Non dobbiamo sfruttare gli altri (1 Tessalonicesi 4:6 ).
Anche se il contesto parla di lavoro, possiamo fare un’applicazione in generale.

c) La nostra fiducia va messa in Dio e non dobbiamo idolatrare i soldi.
Non possiamo servire due padroni ( Matteo 6:24 ).

In questo passa vediamo:
II UN’ INCORAGGIAMENTO.
Questi versetti sono di incoraggiamento per i credenti poveri. Le chiese a cui scrisse Giacomo prevalentemente erano composte da persone povere che erano oppresse e quindi potevano sentirsi trascurati da Dio, perciò l’enfasi è sull’incoraggiare questi credenti poveri e di ammonire coloro che potevano essere ricchi o volevano diventare ricchi. Per i credenti poveri, la povertà era una bella prova, ma devono pensare  alla loro esaltazione, mentre i ricchi alla loro umiliazione.

A) Chi erano i poveri? (Giacomo 1:9 )
Il povero era di:
(1) Umile condizione (Tapeinos).
Indica basso, ma non è solo il povero nel senso economico, di basso stato sociale, il misero, ma indica anche che non conta niente, insignificante agli occhi del mondo! È l’umile di condizione contrapposto a chi ha un livello sociale più alto come per esempio quando il re Saul vuole dare la figlia a Davide, quando ancora non era nessuno cosa dice Davide ai servitori di Saul?
1 Samuele 18:23: "I servitori di Saul sussurrarono queste parole all'orecchio di Davide. Ma Davide replicò: 'Sembra a voi cosa semplice diventare genero del re? Io sono povero e di umile condizione'". Il ricco era colui che disponeva di potere e considerazione davanti a tutti, mentre il povero è l’uomo da poco, che non ha nulla da dire, di poca importanza per il mondo e quindi disprezzato come dirà ancora (Giacomo 2:1-6 ) e che è oppresso dai ricchi come è scritto in alcuni salmi. (Salmi 10:18;18:27; 34:18; 81:3; 102:17; 138:6).

(2) Dio ha un interesse speciale per il povero.
a) La scopo del ministero messianico di Gesù e quindi la sua caratteristica erano le guarigioni e il Vangelo annunciato ai poveri (Matteo 11:5 riportando Isaia 61:1 ).

Poi ancora noi vediamo che:
b) Dio è sovrano nella scelta dei poveri nella salvezza (Giacomo 2:5 ).
I credenti sono gli eletti di Dio (1 Pietro 1:1). 
Efesini 1:4: "In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui". 
Così anche in 1 Corinzi 1:26-29: " Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra di voi molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili;  ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti;   Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono,  perché nessuno si vanti di fronte a Dio".
“Sceglie” (eklegomai) è fare una scelta di una o più possibili alternative, selezionare, preferire una cosa a un’altra come per esempio Maria sceglie di stare, quindi preferisce stare  seduta ai piedi di Gesù e non come Marta occuparsi delle faccende di casa (Luca 11:42 vedi anche Atti 6:5; 13:17 ).

c) Dio sceglie le persone povere insignificanti per i Suoi piani.
Per esempio la scelta di Sansone per la liberazione dai Madianiti (Giudici 6:15); o dello stesso Davide (1 Samuele 18:23). Nel Nuovo Testamento è usata per la scelta dei dodici discepoli e dei credenti in genere (Luca 6:13; Giovanni 15:16,19; Atti 1:2).  
Ma attenzione come dice 1 Corinzi 1:26-28 dice che non ci sono molti sapienti, molti potenti e molti nobili, ma non significa che non ci siano!

B) Cosa devono fare i poveri?
(1) Devono vantarsi! (Giacomo 1:9 )
“Sia fiero” (kauchaomai- imperativo presente medio) è un comando! . “Fiero” significa vantarsi, gloriarsi in Dio. Il significato è di professare ad alta voce qualcosa di cui si ha il diritto di essere orgogliosi, quindi  gioire (Salmi 32:11). 
Giacomo sceglie volutamente il termine “fiero” (kauchaomai) per far comprendere chi ha veramente motivo di vantarsi, gloriarsi. Per il ricco può essere la fierezza in se stesso e quindi segno di orgoglio, ma per il povero esprime la gioia della sua elevazione in Cristo! In questo senso continua ancora il discorso della gioia (Giacomo 1:2 ).

I poveri non devono vantarsi in loro stessi, ma:
C) Per la loro condizione spirituale donata in Cristo.
Letteralmente è nella sua elevazione! “Nella” indica la posizione! Cosa é allora “l’elevazione”? “Elevazione” (Hypson) letteralmente indica qualcosa di alto ( Efesini 3:18 ; Apocalisse 21:16), quindi il cielo da dove discese lo Spirito Santo (Luca 24:49) e dove salì Cristo trionfalmente (Efesini 4:9; Salmi 68:18). Ma in senso figurato indica una posizione elevata, alto rango, status importante. Allora “nella sua elevazione” indica il rango, lo status, la posizione che il vero cristiano ha in Cristo, dal contesto è l’elezione come leggiamo in Giacomo 2:5, con lo scopo di essere ricchi nella fede, quindi nelle benedizioni spirituali ed eredi del regno di Dio. 
Infatti questo è sottolineato per la salvezza per grazia di Dio, il protagonista è Dio, non siamo noi! (Romani 5:1-2,11; Efesini 2:8-10). Perciò il vanto non è un segno di presunzione o di orgoglio, perché è quello che ci ordina di fare ed è nel Suo nome, è in Dio (1 Corinzi 1:29-31 ; Filippesi 3:3 ; Geremia 9:23 ). Quindi questo vanto non è sbagliato perché è in Dio e quando lo facciamo ogni giorno diamo gloria a Dio perché per la Sua grazia ci ha messo in una posizione straordinaria!

Perciò:
(1) Vantati in Dio per la condizione o identità che ti ha dato in Cristo se sei un vero cristiano.
(2) Il vanto non è e non deve essere per le tue opere, ma perché Lui ti ha scelto e lo ha fatto per grazia.
L’elezione non è per opere, è per grazia dice Paolo ai Romani (Romani 9:11-16; 11:6).

(3) Giacomo ci sta comunicando di vederci non dal punto di vista del mondo, per come ci vede il mondo, ma come ci vede Dio!
Ci possono pure disprezzare quelli de mondo, ma Dio ci ha innalzati! Cosa è più importante la stima del mondo o di Dio? 
Se per i credenti poveri questi versetti sono di incoraggiamento, non lo sono per quei ricchi che non sono sottomessi a Dio, quindi vediamo per loro:
III L’AMMONIMENTO.
v.10: "e il ricco della sua umiliazione".
A) Il ricco deve vantarsi della sua umiliazione è in senso ironico.
Infatti non c’è motivo di vantarsi, perché sarà giudicato nel giorno del giudizio. In quel giorno si renderà conto che le ricchezze non contano nulla! In questo senso il ricco a cui pensa Giacomo non è un membro della chiesa.

B) Il ricco deve considerare la fragilità e la transitorietà delle sue ricchezze e della sua persona.
v.10: "passerà come il fiore dell’erba".
Il ricco è confrontato come il fiore dell’erba che quando arriva il caldo torrido fa seccare l’erba, il suo fiore cade e la sua bellezza svanisce! La vita è breve e incerta per tutti, non solo per i ricchi! Ciò che abbiamo non ci da la salvezza e non le porteremo con noi nell’altro mondo!

(1) Le ricchezze non dureranno per sempre e non ci danno la vita.
Le ricchezze sono incerte (adelotes), cioè non danno sicurezza totale e completa, ma Dio sì.
1 Timoteo 6:17: "Ai ricchi in questo mondo ordina di non essere d'animo orgoglioso, di non riporre la loro speranza nell'incertezza delle ricchezze, ma in Dio, che ci fornisce abbondantemente di ogni cosa perché ne godiamo".
Le ricchezze non danno la vita! Luca 12:15: "Poi disse loro: 'State attenti e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall'abbondanza dei beni che uno possiede, che egli ha la sua vita'". 
La nostra vita materiale e spirituale non dipende dai soldi! Le ricchezze non sono tutto nella vita, è vero che se ci sono è meglio, ma non rendono felici. 
Un giornale di Londra ha offerto un premio per la migliore definizione sul  denaro. Il premio è stato  dato a un giovane la cui definizione sul denaro era questa: “Il denaro è un articolo che può essere utilizzato come un passaporto universale ovunque, tranne che in cielo e come fornitore universale di tutto tranne che la felicità”. Con i soldi non possiamo evitare la morte e l’inferno! Chi è ricco a volte rischia di essere arrogante pensando che con i soldi può comprare tutto, non così con la salvezza! (Salmi 49:6-9 ). 
Con i soldi si può avere quasi tutto nella vita, ma non possiamo riscattare la nostra anima e nemmeno quella degli altri!

a) Perciò non confidare nelle cose materiali, ma confida in Dio e fatti un tesoro in cielo,  perché le cose sulla terra non saranno per sempre! (Matteo 6:19-24).
Traffichiamo, ci sacrifichiamo, sudiamo, ci preoccupiamo per che cosa? Per lasciare tutto qui sulla terra!

b) Ringraziamo il Signore perché la salvezza non è per i soldi o le ricchezze!
La salvezza per la sola sua grazia.

2) Ma soprattutto il ricco, quindi tutte le persone devono considerare che non camperemo per sempre!
Infatti Giacomo afferma:
a) Che il ricco passerà come il fiore dell’erba seccata dal caldo.
“Passerà” (parerchomai) è perire, svanire, scomparire, finire (Matteo 24:34; Marco 13:31; Luca 21:33 ; Apocalisse 21:1; Cfr. Salmi 90:3-6; Daniele 7:14). 
Il ricco appassirà come l’erba e il fiore che cade sotto il sole forte d’oriente o quando tira il vento di scirocco. C’è un’allusione a Giobbe 14:1-2 e  Salmi 103:15-16 dove si parla della fragilità dell’uomo che siamo un niente, siamo polvere, non camperemo in eterno. La nostra vita è fragile, non è nelle nostre mani! Eppure abbiamo il coraggio di essere arroganti pensando che non dipendiamo da Dio e che siamo in grado di cavarcela da soli!

b) La Sua bella apparenza (prosopon) svanirà.
“Apparenza” è l’aspetto esterno, la dignità, splendore, gloria come in Salmi 93:1.
 “Svanisce” (apolluni) indica distruggere, cessare di esistere come la morte (Luca  15:17; Ebrei 1:11), o per la distruzione di oggetti come gli otri vecchi si rompono (Luca 5:37; Giovanni 10:10; Atti 8:3). Quindi spiritualmente essere perduti come il figliol prodigo (Luca 15:24,32). Usato anche per il perire spiritualmente, è scritto che non dobbiamo temere chi uccide il corpo, ma chi fa perire l’anima e il corpo nella geenna (Matteo.10:28;18:11;Marco 8:35 ; Giovanni 3:16 ; Giovanni 10:28 ; Romani 2:12 ; 9:22; 1 Corinzi 1:18 ; 2 Tessalonicesi 2:10 ). Dio giudicherà il ricco non credente come il povero impenitente all’inferno!

c) Il ricco appassirà così nelle sue imprese.
“Appassirà” (marainein) letteralmente e quando le piante perdono vitalità. Quel ricco che contava, che aveva il potere, finirà per essere nessuno, che non conterà nulla, come il fiore appassito, farà una fine miserabile, la parola nel greco classico era usata quando il fuoco si spegneva, perdeva forza.

C) Il ricco (e non solo) deve considerare il giudizio di Dio.
Dio è giusto e allora giudicherà con giustizia (Salmi 58:10-11 ). C’è  un’allusione a Isaia 40:6-7 dove troviamo il paragone che quando soffia il Signore sugli uomini questi appassiranno. C’è un ribaltamento: i poveri credenti saranno innalzati e i ricchi non credenti saranno umiliati. Può essere riferito alla perdita finanziaria, infatti dice che appassiranno come il fiore nelle sue imprese (poreiai) può indicare i viaggi di affari (Numeri 33:2; Luca 13:22; cfr. Giacomo 4:13-16) o può essere la condotta della vita o il modo di comportarsi (Giacomo 1:8; Salmi 68:24; Isaia 8:11; Abacuc 3:6; Proverbi 2:7; Geremia 10:23 ). 
Come il fiore scomparirà, così il ricco morirà nel bel mezzo delle sue occupazioni, nella sua vita frenetica, nei suoi affari, nei suoi progetti!  

Comunque l’esempio del fiore reciso dal caldo torrido indica tre cose:
(1) La completezza dell’opera del sole nel recidere il fiore.
(2) L’inevitabilità del suo arrivo.
(3) La rapidità dell’appassimento.
Non è solo il ricco che corre freneticamente da un’attività all’altra senza considerare la propria vita davanti a Dio! 
Molti, anche poveri, o gente normale lasciano Dio fuori dalla loro vita dimenticando che un giorno daranno conto di come si sono comportati! C’è un giudizio dopo la morte, questo sarà sicuro! 
Ebrei 9:27-28: "Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio,  così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza".
Chi ha i peccati perdonati sarà salvato e lo attende senza paura, mentre chi non si è pentito e non ha creduto in Cristo sarà giudicato! 
Ebrei 10:31: "È terribile cadere nelle mani del Dio vivente". 
Sarai piegato completamente, perduto in un attimo e questo sarà inevitabile se non ti converti a Dio credendo a Cristo che è morto in croce per i peccati e pentendoti dei tuoi peccati! (Atti 20:21).

CONCLUSIONE.
In questi versetti vediamo che:
1) C’è una ricchezza maggiore della ricchezza materiale ed è quella che si ha in Cristo, la salvezza dal peccato e quindi la vita eterna.

Perciò:
2) Il bisogno fondamentale dell’uomo non è materiale, ma è Cristo, l’unico Salvatore e Signore.

Quindi vediamo ancora:
3) Il contrasto tra l’elevazione e l’umiliazione, tra il permanente e il provvisorio, tra il paradiso e l’inferno.

Inoltre in questo passo siamo incoraggiati a non ricercare la ricchezza pensando che il denaro sia tutto per il nostro valore personale, per la nostra sicurezza e potere.
1) L'idea che il denaro significa valore personale non è conforme alla verità di Dio.
In primo luogo Giacomo ci ricorda (Giacomo 1:9; 2:5 ) che si è amati e accettati da Dio non perché si è ricchi. 
In secondo luogo, la condizione elevata non è per le ricchezze (Giacomo 1:9), ma secondo la sola grazia sovrana di Dio in Cristo. (Romani 9:14-16; 11:5-6; Efesini 1:4; 2:8-10). 
In terzo luogo il vanto non è nelle ricchezze, ma nella condizione che il credente ha in Cristo (Giacomo 1:9 ). Pertanto possiamo dire con certezza che i nostri soldi non determinano il nostro valore personale e che chi dice che una persona ha un valore in base ai soldi che possiede,  è una menzogna, non rispecchia la volontà e la verità di Dio.

2) L'idea che il denaro significa sicurezza e potere non è conforme alla verità di Dio.
In primo luogo noi dobbiamo ricordare che i ricchi svaniranno con la stessa facilità e sicuramente come un fiore selvaggio, anche i ricchi moriranno e la loro vita è nelle mani di Dio!! (Deuteronomio 32:39; 1 Samuele 2:6; Luca 12:20). In secondo luogo le ricchezze della persona ricca non li salveranno dall’inferno, saranno umiliati (Giacomo 1:10).  Pertanto le ricchezze non danno nessuna sicurezza e potere (1 Timoteo 6:16). Allora confidiamo in Dio, confidiamo solo in Dio tramite Gesù Cristo!

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