Il giusto e l'empio,due vite, due destini diversi


Salmo 1
Charles H. Spurgeon: “Camminate con Dio, e voi non potete sbagliare strada, voi avete un’infallibile sapienza a dirigervi, permanente amore a confortarvi ed eterna potenza a difendervi”. Ci sono molte strade diverse di ogni persona, una serie di scelte che stanno davanti a noi: per la scelta della scuola, del lavoro, con chi sposarsi e così via. Per la Bibbia, la vita è un viaggio che offre solo due strade! Infatti in questo salmo vediamo alla fine che ci sono due tipi di scelte: la via dell’alto e la via del basso, le scelte segnano il nostro destino, nel senso che ciò che scegliamo faremo e saremo: se uno decide di rubare prima o poi lo prenderanno e sarà messo in carcere. Ciò che scegliamo determinerà la nostra vita! La stessa cosa vale per la nostra vita spirituale presente e futura. Questo salmo è stato scritto per insegnarci ciò che conta veramente nella vita! Il Salmo 1 parla di due persone, di due vie e dei loro destini: la via della benedizione e la via della maledizione, la salvezza e la morte eterna, la perdizione. Vediamo che il giusto è beato in quanto non si compromette con gli inganni e le contaminazioni di questo mondo malvagio, ma si diletta nella Parola di Dio e prospererà, al contrario l’empio perirà. 

Perciò noi vediamo due vie diverse:
I LA VIA DEL DEVOTO A DIO. (vv. 1-3)
I devoti sono abbondantemente benedetti perché essi non vivono secondo le filosofie peccaminose, pratiche, o associazioni con gli uomini peccaminosi, ma sono profondamente radicati nella Parola di Dio.

A) Il devoto è soddisfatto nel Signore. (v.1)
(1) È  Favorito da Dio. (v. 1a).
Vale a dire vive nella grazia di Dio. Questo lo vediamo dalla dichiarazione messa in enfasi che dice beato l’uomo. La forma della frase nell’ebraico sarebbe così: “oh come è veramente beato”. “Beato” (aš∙rê) indica benedetto, felice, indica una gioia straripante che non dipende dalle circostanze esterne: se tutto va bene, ma indica la posizione di grazia salvifica di Dio che circonda chi ha una relazione vitale con Dio di fede e timore. Perciò esprime più di un sentimento di pace e contentezza, si è beati perché si ha una relazione genuina con Dio che viene dimostrata nella condotta. Uno po’ dire di avere una relazione con Dio e di conoscerlo, ma come sottolinea la Bibbia, questo è dimostrato nel comportamento!

(2) È  soddisfatto pienamente in Dio (1a).
La vera felicità è l’esperienza di tutti coloro che confidano in Dio  (Salmi 16:11; 21:6; 34:8). Il giusto è soddisfatto nel Signore (Filippesi 4:4). 

B) Il devoto è separato dal mondo. 
Negativamente in primo luogo:
(1) Rifiuta il credo secolare 
“Non cammina secondo il consiglio degli empi”.Significa che non si comporta con una mentalità di quelli che non hanno il timore di Dio, che vivono senza credere in Dio, e quindi mettono al centro della loro vita se stessi. Il devoto rifiuta la mentalità atea e ciò che comporta,questa visione di vita un modo di fare che ricerca il proprio piacere e non quello di Dio!

(2) Rifiuta il comportamento sensuale. 
“Non si ferma nella via dei peccatori”.
“Ferma” significa che è saldo (ferma-amad) ha l’abitudine di vivere (via-darak) senza la legge di Dio, i peccatori (hetah)vivono senza la legge divina, mancano il segno, il bersaglio della legge divina secondo i loro sensi! Il rifiuto implica che il suo comportamento personale resiste al richiamo della folla a partecipare alle loro attività carnali e sensuali della vita.

(3) Rifiuta le cose scostumate. 
“nè si siede in compagnia degli schernitori”.
“Si siede” (yāšab) rappresenta la costanza attitudine del cuore, una disposizione fissa. “Compagnia” (môšāb) implica non solo che vivono la loro strada, ma anche prendere parte alle deliberazioni (Salmi 107:32). 
“Schernitori” (lûs) sono coloro che si burlano e disprezzano Dio e i credenti con sarcasmo e disprezzo (Proverbi 21:24). Anche se queste tre azioni ritraggono profondamente la totalità del male, comunque possono rappresentare tre tipi di attività dei malvagi o uno sviluppo culminante dal camminare, a fermarsi e a sedersi come una intensificazione delle attività peccaminosa degli empi. Cammina, ferma e sedersi può essere una progressione nell’azione, piano piano fino a raggiungere una piena partecipazione; prima è una cosa lieve:d al pensiero, si passa ai peccati occasionali fino ad allontanarsi da Dio! Dal male in peggio! 
Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi (1 Corinzi 15:33). I verbi ( in ebraico, sono perfetti- azione completata), indicano con i negativi che, per tutto il tempo, non ha mai fatto. La persona veramente consacrata a Dio, non deve mai essere coinvolta con qualcosa di contaminato con il male!

C) Il devoto è  saturo con la Parola di Dio (vv.2-3).
Positivamente si satura della Parola di Dio:
(1) Deliziandosi nella Parola di Dio.
“Il cui diletto è nel nella legge del Signore”. Questo è in contrasto con gli schernitori! “Legge” (tôrāh) si riferisce all’istruzione che viene da Dio (Deuteronomio 31:9-11; Salmi 78:1; Proverbi 1:8). Come i primi cinque libri della Bibbia (Giosuè 1:8; 8:31. “Diletto” (hāpēs) trovare piacere, non è una cosa pesante! (Salmi 119:35,97-98; 19:10; 112:1). “Diletto” indica affezione: la reazione alla rivelazione di Dio, ma anche un interrotta, o una continuità, il rapporto continuo con questa rivelazione! Questa è una chiara indicazione di chi conosce Dio, vale a dire di coloro che sono nati di nuovo. Chi è nato di nuovo desidera la Parola di Dio, appetisce leggere e meditare la Bibbia! (Giovanni 8:47) .

Si satura:
(2) Soffermandosi sulla Parola di Dio (v.2).  
“Medita” (hāgāh) indica un suono basso mormorare da qui riflettere, fare una profonda riflessione e considerazione sulle informazioni con una implicazione di parlare a bassa voce rivedendo il materiale. Un pensare ad alta voce….. Meditare significa elevare i nostri pensieri alle verità spirituali e riflettere su queste verità Giosuè 1:8. Ci sono degli animali così detti ruminanti fanno tornare il cibo dal rumine (la prima delle quattro cavità dello stomaco dei ruminanti ) alla bocca per una nuova masticazione. Noi dovremmo fare così leggiamo, e poi riflettiamo come i ruminanti fanno con il cibo! “Giorno e notte” indica sempre, questo significa che la Parola è sempre nella sua mente perché ama il Signore, perché nella Parola di Dio è rivelato Dio, la sua gloria!  (Colossesi 3:16). 
Se cammina, ferma e siede (verbo perfetto) indicano un qualcosa che non si è mai fatta, meditare (verbo imperfetto) mette in primo piano l'aspetto abituale della riflessione sulla parola di Dio. Colui che medita continuamente riflette la parola di Dio nella propria vita. Quindi la meditazione della Bibbia implica la pratica, si traduce nell’essere riempito con la volontà del Signore e in questo modo nell’osservare i suoi insegnamenti! (Luca 11:28; Giacomo 1:22). Adesso il salmista fa l’esempio dell’albero vicino ad un fiume che trae la sua vitalità dalle radici che arrivano al fiume. (Cfr. Salmi 92:13-15; Geremia 17:7-8). “Ruscelli” (pālag) rappresenta l’abbondanza di acqua, la fornitura traboccante di forza e di grazia.

Si satura:
(3) Radicandosi nella Parola di Dio  (v.3).  
“Piantato” (šātal) è radicato. Se non è piantato e se non mette radici l’albero non può vivere! 

Ma non può vivere senza acqua, perciò si satura:
(4) Abbeverandosi nella Parola di Dio (vv. 3b-e)
La persona che si satura nella Parola di Dio è come un albero piantato lungo i corsi d'acqua che trae il suo sostentamento vitale nutrimento da un ruscello che scorre attraverso le sue radici. Senza acqua non c’è vita, così senza la parola di Dio non c’è vita spirituale! La Parola di Dio ci rigenera (Giacomo 1:18;1 Pietro 1:23) e ci purifica (Efesini 5:26; Giovanni 17:17); sostiene la vita del credente (Salmi 19:7-10).

D) Lo Sviluppo
La parola di Dio da:
(1) Stabilità (v.3b).
Un albero piantato con radici profonde è stabile, non si sradica se viene la tempesta, forse spezzare, i rami si possono staccare, ma le radici profonde no, se si stacca vuol dire che non erano profonde. Così il credente quando affronta le prove, o le tentazioni rimane fermo nella Parola di Dio!

La parola di Dio da:
(2) Produttività v.3 c
“Da il suo frutto". 
Quindi produce dei risultati! Il vero credente si vede dai frutti che fa! Questo è anche un insegnamento che vediamo nel Nuovo Testamento si riferisce al comportamento (Matteo 7:15-20; Giovanni 15:1-7; Filippesi 1:11) secondo la volontà di Dio.

La parola di Dio da:
(3) Regolarità (v. 3d).
“Frutto nella sua stagione”.
È regolare in un comportamento secondo la volontà di Dio al di là del buono o del cattivo tempo! I credenti che zoppicano, molto probabilmente non hanno una intimità con la Parola di Dio. Il fogliame non appassisce, il che indica che ha un valore eterno quello che fa.

La Parola di Dio da:
(4) Prosperità (v.3e).
“tutto quello che fa prospererà”.
“ Prospererà” (sālah) è una parola che non indica che non avrà mai problemi, anzi in altri salmi vediamo che il giusto soffre Sl.34. Per esempio Giuseppe è stato venduto dai fratelli ed ha sofferto tanto in Egitto: accusato ingiustamente dalla moglie dell’ufficiale, messo in prigione, ma è scritto che Dio era con Giuseppe e lui riusciva bene in ogni cosa, e faceva prosperare tutto quello che intraprendeva (Genesi 39:2-3, 23). Perciò il significato può essere che qualunque cosa fa il giusto è buona, nel senso che si comporterà sempre bene o tutto ciò che mette in pratica ha successo o ha un esito positivo.  (1 Re. 22:12,15). Oppure può avere il senso di raggiungere l’obbiettivo per cui è stato destinato! (Isaia 55:11).
Come è normale che un certo tipo di albero, tipo di arancia, o pesca è stato creato per portare frutto così è normale che un credente porta un tipo di frutto e prospera, cioè fa la volontà di Dio, questo è il suo scopo per cui è stato creato e salvato da Dio. Quindi l’uomo che fa di Dio il centro della propria vita è benedetto! È come un albero vivo! C’è la vita nel credente che ha un rapporto quotidiano con la Bibbia!

II LA VIA DEGLI EMPI (vv.4-6).
La persona che vive senza Dio è moralmente corrotta e sarà condannata, dannata per sempre! L’empio non è beato! Anche se l’empio può avere successo nei suoi progetti malvagi, sarà condannato un giorno (Salmi 37:7).
A) L’empio è corrotto internamente  (v.4).
Come abbiamo detto gli empi sono quelli che non hanno timore di Dio (Deuteronomio 19:9,12), anzi dice che non esiste Dio (Salmo 10:1-13; Isaia 57:20).

(1) Gli empi sono inutili come pula al vento 
A differenza dei giusti che sono come l’albero ben radicato con il fogliame che non appassisce e che porta frutto, l’empio è come la pula al vento. Questa immagine è tratta dalla vita di campagna dell’epoca al momento del raccolto. Le aie palestinesi erano sulle colline dove di solito soffiava il vento, il grano raccolto Veniva portato in queste aie dove veniva schiacciato, si tirava su, il chicco di grano cadeva per terra, mentre la pula, il rivestimento del grano, volava via, veniva poi raccolta è bruciata perché non serviva a niente. Gli empi sono inutili nel senso che non faranno una buona fine! 

Oltre che a essere inutili:
(2) Gli empi sono instabili, senza forza pula al vento. 
Al contrario dei giusti che sono radicati. Gli empi non potranno contrastare con il giudizio di Dio. (Salmi 35:5; Isaia 17:13; 29:5; 41:5; Geremia 4:11-12; Sofonia 2:2). 

Perciò:
B) Gli empi andranno all’inferno:saranno giudicati  (v.5).
La pula al vento è usato nella Bibbia per il giorno del giudizio. Matteo 3:12: "Egli ha il suo ventilabro in mano, ripulirà interamente la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio,ma brucerà la pula con fuoco inestinguibile". (Isaia 33:11).

(1) Gli empi e i peccatori, non reggeranno davanti al giudizio (v.5; Atti 17:31; Romani 14:12; Apocalisse 20:11-15). Dio giudicherà gli empi per le loro opere, è tutto scritto! Davanti a Dio saremo dichiarati per quello che siamo veramente! Chi non è trovato scritto nel libro della vita, che non sono credenti, saranno gettati nello stagno di fuoco! (Apocalisse 21:8; 22:15). 
La fine dei malvagi non può essere più chiara, mentre sono vivi trafficano con cattiveria, ma dal punto di vista di Dio, gli empi non hanno futuro. Il giudizio di Dio è come quando vai a fare la spesa: metti nel carrello le cose e poi alla fine paghi alla cassa!
Essi non possono resistere al giudizio (mišpāt) di Dio. Dio è il Dio della giustizia (Malachia 2:17-3:5), che nella sua collera e indignazione detesta i peccatori. Pertanto, si tratta di un problema terribile  cadere sotto il suo giudizio. (Sofonia 1:14-18; cfr. Matteo 13:41-43 ; 1 Tessalonicesi 5:1-11).

(2) Gli empi non staranno con i giusti. (v.5 b).
“Assemblea” (āh) indica l’insieme, la comunità unita dei giusti. (Esodo 12:3). È la comunità dei giusti che loda alla presenza di Dio (Salmi 118:19-20; 111:1). Gli empi non staranno con i giusti che godranno alla presenza del Signore! 

I giusti" (saddiyq) si riferisce a:
a) Una  persona che ha messo la sua fiducia solo in Dio per la salvezza.
La parola stessa significa "conformità a uno standard”, vale a dire alla perfezione della santità di Dio. Dio è santo e giusto. (Isaia 6:3; 2 Cronache 12:6; Salmi 11:7; Geremia 12:1; Lamentazioni 1:18). Pertanto i suoi standard, i suoi giudizi, la sua parola sono giusti. (Salmi 119:144, 160, 172). Si riferisce ad una posizione di giustizia, nel senso legale, giuridico! Al peccatore che crede Dio lo giustifica per grazia cioè lo dichiara giusto perdonandogli i suoi peccati per il sacrificio di Cristo ed in questo modo entriamo in una relazione che lo soddisfa. 
È scritto di Abraamo in: Genesi 15:6: "Egli credette al SIGNORE, che gli contò questo come giustizia". Romani 3:21-24 : "Ora però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, della quale danno testimonianza la legge e i profeti:  vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono -infatti non c'è distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio-  ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù".

Ma giusto indica anche:
(2) Una persona che pratica la giustizia.
Una persona che pratica la giustizia o la conformità progressiva dell'uomo al carattere di Dio, quindi nel senso morale o etico, il vivere in conformità con le norme di Dio. Il giusto cammina con Dio, nel senso che  è ubbidiente ed integro come Noè (Genesi 6:9; 7:1), il giusto serve Dio (Malachia 3:18). Noi possiamo essere giusti nel senso etico solo attraverso Cristo, il credente è morto con Cristo e risorto con Cristo perciò si comporterà da giusto dice Paolo in Romani 6:12-14 e Filippesi 1:11. Il rapporto che uno ha con Cristo lo dimostra con il comportamento giusto! Questa giustizia etica è la conseguenza della giustizia che Dio ci ha imputato in Cristo.

(3) Gli empi saranno dannati eternamente (v.6).
“Il Signore conosce la via dei giusti.”
La ragione per la certezza del giudizio  si trova nella conoscenza di Dio negli affari degli uomini. Dio conosce (yada)chi gli appartiene. 

Questa conoscenza oltre a indicare il sapere chi sono i veri credenti:
a) Indica un rapporto intimo, personale, esclusivo speciale: Dio ha un rapporto con il giusto. (Genesi 4:1, Esodo 33:12; Mattteo 7:21-23).

b) Indica un rapporto di proprietà:il giusto è di proprietà esclusiva di Dio.
Questa parola è usata quando Dio ha scelto un popolo o una persona come Abraamo o Israele, equivale all’elezione di Dio. (Genesi 18:19; Esodo 33:12; Amos 3:2).
Ha il senso di identificare e distinguere (Deuteronomio 33:9), quindi di porre un’attenzione speciale su una persona e riconoscerla di propria proprietà. (Deuetronomio 14:2; Romani 9:10-11; 1 Pietro 2:9).

c) Indica un rapporto che Dio cura.
Dio si prende cura di chi gli appartiene, si prende cura di noi, dei giusti! “Conosce” (yada) la via dei giusti non è una conoscenza nel senso intellettuale, ma quella di riconoscere una persona come di propria proprietà ed include l’idea dell’amore e della cura (Esodo 2:25; 19:4; Osea 13:5), dell’amicizia di grazia di Dio con il Suo popolo. “Conosce” significa che Dio osserva chi gli appartiene ed è interessato al loro destino, si prende cura di loro. 
Il suo occhio è su di loro, suo orecchio è aperto a loro, e in Cristo la sua dimora dello Spirito in loro per sempre (Salmi 34:15-16; Giovanni 14:17). I veri credenti, i giusti sono al sicuro, sono nelle mani di Dio! Tu ed io siamo al sicuro perché siamo nelle mani di Dio! Non capiamo i piani di Dio, ma conosciamo bene Dio! 
Lutero: "La via io non la conosco, ma conosco bene chi mi guida”. La nostra sicurezza temporale ed eterna è nel Signore che cammina con noi sulla strada della vita fino al trapasso nell’altro mondo! Così l'eterno Dio non mancherà di tenere il giusto per l'eternità in unione con Lui sé. La via dei giusti è vivere una vita consacrata a Dio e saranno con Dio al contrario di quella degli empi che la condurrà alla rovina. “La via degli empi conduce alla rovina”. "Rovina" (abad) significa “perire”, “morire”, “distruggere”. A volte ha il significato di vagare, errare soprattutto per gli animali che si perdono e lontani dalla sicurezza del gregge moriranno. 
Altre volte per  il declino delle nazioni (Esodo 10:7; Numeri 21:29-30), ed è anche applicata alla distruzione  degli idoli pagani, immagini, e templi (Numeri 33:52; Deuteronomio 12:2-3), se impiegato di persone, il termine si riferisce in generale a morte e alla cessazione della vita (Deuetronomio 4:26; 11,4; Numeri 16:33, Levitico 26:38; Giosuè  23:16). A volte come giudizio di Dio (Deuteronomio 28:20; 30:18). Altre volte  s riferisce alle proprietà che vanno in rovina (Deuteronomio 22:3). Ma soprattutto c’è una rovina per tutta la vita l’inferno. (Matteo 10:28; Giovanni 3:16).

Conclusione
Un viaggiatore in Irlanda, una volta chiese ad un uomo, che lavorava accanto alla strada: "Amico, se si dovesse andare a Dublino, in che modo si potrebbe andare?" L'irlandese scherzando rispose: " non vorrei andarci da qui" Un modo dire forse perché lavorava e non voleva continuare così.

1) Molte persone vogliono iniziare da qualche altra parte e non dove si trovano adesso, per non continuare ad essere come sono, vogliono cambiare vita, posto ed essere diversi!
Per le cose spirituali dobbiamo cominciare da dove siamo per raggiungere la destinazione della salvezza e del paradiso! Dove siamo è il peccato, quindi dobbiamo riconoscere i nostri peccati dichiarandoli per quello che sono e confessandoli a Dio! Chi vuole entrare nella via dei giusti, deve iniziare da dove si trova. Egli deve pentirsi del suo peccato e credere in Cristo, che ha portato i peccati del suo popolo nel suo corpo sul legno della croce. 
Questa è la buona notizia del Vangelo. Si può entrare nella via del divino, se avrà la fiducia di Cristo. Ma comincia oggi così come è, adesso. Fidati di quello che dice la Bibbia: senza Gesù non c’è la salvezza e non sei sulla giusta via! Dove stai andando? Sei entrato nella porta stretta che conduce alla vita? O sei nella via larga e spaziosa che conduce all’inferno? Stai vivendo nella beatitudine di Dio? O vivi una vita empia e peccaminosa, in altre parole senza Dio? La risposta a queste domande rivelano la via che stai percorrendo! Ma anche i frutti che stai facendo rivelano che tipo di albero sei! Se del Signore oppure no!

2) Per coloro che sono sulla via dei giusti devono continuare in questa via e lo faranno perché è impossibile per chi lo è sviarsi dalla retta via della giustizia: Dio conosce la via dei giusti! 
Il giusto si rifiuta di camminare nella via del male, perché ha un rapporto con Dio,la natura di Dio è in loro e perché ha scelto di camminare nel modo giusto. 
Quando si tratta di una questione di scelta tra il consiglio degli empi, e la via del Signore, egli sceglie la seconda. Per lui la legge del Signore non è un carico pesante, e nemmeno un obbligo da rispettare, ma un piacere da gustare!

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