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Matteo 6:19-21: Il vero valore di un tesoro

 Matteo 6:19-21: Il vero valore di un tesoro
Il vero valore del tesoro è determinato dalla natura della sua collocazione, questo è ciò che vediamo in questi versetti.

Gli esseri umani hanno un istinto ad accumulare cose che ritengono abbia un valore duraturo, sono naturalmente orientati, fortemente inclini a ricercare e a godere i beni materiali. 

John Stott disse: " Le ambizioni mondane hanno un forte fascino per noi. L'incantesimo del materialismo è molto difficile da rompere ".

Il materialismo è un idolo, ci sono diversi motivi per cui la gente accumula ricchezze sulla terra: sicurezza nella vita, valore personale, potere, indipendenza, piacere.

Ma quali ricchezze dobbiamo ricercare?

Prima di tutto vediamo:
I IL COMANDO (vv.19-20) 
Gesù fa due tipi di comando.

Cominciamo a considerare:
A) Il comando in forma negativa (v.19)
Il v.19 dice:“Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano”.

Cerchiamo di capire:
(1) Il significato del comando in forma negativa
Qual è il significato di “non fatevi tesori sulla terra”?

Il senso della frase greca è: “Non accumulare per te stesso i tesori mentre vivi su questa terra”.

Il problema non è tanto accumulare tesori (thēsaurízō), ma per chi li accumuliamo, se li accumuliamo per noi stessi e non per Dio!

Quindi c’è una componente egoistica che Gesù condanna.

“Tesori” nel greco si riferisce a oggetti di valore, come metalli preziosi (Matteo 13:44,52; 25:25), o agli abiti costosi (Giosuè 7:21; 2 Re 5:22-23; 7:8), o ai magazzini pieni di grano (Luca 12:18), questi erano tra i principali segni di ricchezza in questo periodo. 

“Non fatevi tesori” (thēsaurizete-presente attivo imperativo) indica “non accumulare, non accatastare ciò che è materialmente prezioso”.

Dunque il significato è: riporre oggetti di valore per un uso futuro, o mettere al sicuro dei beni preziosi conservandoli, accatastandoli, immagazzinandoli, raccogliendoli, risparmiandoli, ammassandoli per se stessi.

Il verbo indica un divieto di quest’attività nel presente, quindi un’azione in corso, con il senso di: “Smetti di accumulare tesori sulla terra”.

Gesù non sta dicendo che non bisogna lavorare, oppure non cercare di gestire le proprie attività in modo redditizio, oppure di non essere previdenti per il futuro. 

In altre parti, è scritto nella Bibbia che un uomo è chiamato a provvedere ai suoi parenti (2 Corinzi 12:14; 1 Timoteo 5:8), è chiamato a lavorare prendendo l’esempio della formica, che lavora e conserva per il futuro (Proverbi 6:6-8; cfr. Genesi 41:33-36; 2 Tessalonicesi 3:10).

La Scrittura c’incoraggia a godere delle cose buone che il Creatore ci dona (Ecclesiaste 5:19-20; 1 Timoteo 4:3-4; 6:17). 

Abramo, Giobbe, Salomone, erano stati benedetti da Dio, erano ricchi.

Gesù vuole dire che accumulare ricchezze non deve essere la priorità della nostra vita a discapito dei tesori eterni!

I tesori terreni non vanno messi prima di quelli eterni (cfr. Matteo 6:24,33). 

Ciò che Gesù ha in mente sono quelle persone che ottengono tutta la loro soddisfazione dalle cose che appartengono solo a questo mondo. 

Gesù si riferisce all’egoismo di coloro che sono avari e concentrano le loro ambizioni, interessi e speranze sulle cose di questa vita.

La signora Bertha Adams aveva settantuno anni quando morì da sola a West Palm Beach, in Florida, la domenica di Pasqua del 1976. Il rapporto del coroner, cioè il magistrato a cui è affidato il compito di condurre inchieste sui casi di morte sospetta, diceva: "Causa della morte ... malnutrizione". Dopo aver perso fino a cinquanta chili non poteva più rimanere in vita. Quando le autorità statali hanno fatto le loro indagini preliminari sulla sua casa, hanno trovato un vero e proprio "porcile ... il più grande disordine che si possa immaginare". Un ispettore esperto dichiarò di non aver mai visto un'abitazione in maggiore disordine. Bertha aveva supplicato cibo ai suoi vicini di casa e i vestiti li aveva ricevuti dall'Esercito della Salvezza. 
Le apparenze dicevano che era una reclusa squattrinata, una vedova in una condizione pietosa e dimenticata. 
Ma non era così! In mezzo al guazzabuglio dei suoi effetti personali sporchi e in disordine, sono state trovate due chiavi di cassette di sicurezza in due diverse banche locali. 
La scoperta è stata incredibile. La prima cassetta conteneva oltre 700 certificati azionari, oltre a centinaia di altre banconote di valore, obbligazioni e solidi titoli finanziari, per non parlare della liquidità pari a 200.000 dollari! 
La seconda cassetta non aveva certificati, solo contanti: 600.000 dollari per l'esattezza. 

Bertha Adams era una milionaria! Eppure morì di fame!!
La sua vita è un esempio estremo dei pericoli letali dell’avarizia!

Gesù richiama i discepoli contro l’avarizia! 
La ricerca ad avere sempre di più per se stessi e non per donare a Dio aiutando gli altri, o per divulgare il Regno di Dio! 

Il pericolo è di diventare schiavi delle ricchezze ed essere consumati da queste come questa signora Americana, o il ricco stolto ed egoista del vangelo di Luca che voleva accumulare sempre di più per se stesso, che poi alla morte lascerà ciò che ha accumulato, la morte di cui non si è padroni e che può arrivare all’improvviso! 

Nessuno ha la certezza di vivere gli anni che vorrebbe pensando di avere il futuro e la morte sotto controllo, e nel frattempo accumulare ricchezze avaramente per se stesso! (Luca 12:13-20). 

Questa tentazione non è solo per i ricchi, ma anche per i poveri.
Ognuno ha qualche "tesoro", un oggetto principale nella propria vita. 

Si può avere la tentazione di desiderare e accumulare le ricchezze, queste potrebbero distogliere dal discepolato.

L'amore per la ricchezza è la radice di ogni male dice Paolo a Timoteo.
“Invece quelli che vogliono arricchire cadono vittime di tentazioni, di inganni e di molti desideri insensati e funesti, che affondano gli uomini nella rovina e nella perdizione. Infatti l'amore del denaro è radice di ogni specie di mali; e alcuni che vi si sono dati si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori”. (1 Timoteo 6:9-10).

È giusto provvedere per le nostre famiglie, fare progetti ragionevoli per il futuro, fare investimenti saggi, avere i soldi per portare avanti un’attività commerciale, dare ai poveri, sostenere l'opera del Signore. 

Ma è sbagliato essere avidi, avari, accumulare e spendere solo per noi stessi questo non solo non è saggio, ma è anche peccaminoso!

(2) La spiegazione per non farsi tesori sulla terra
Nel v.19 leggiamo:“Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano”.

Salomone, nei Proverbi, dice di non affannarsi a diventare ricchi, di smettere di applicarvi la propria intelligenza perché non è duratura (Proverbi 23:4-5; 27:24).

In Giacomo 5:1-3 è scritto: “A voi ora, o ricchi! Piangete e urlate per le calamità che stanno per venirvi addosso! Le vostre ricchezze sono marcite e le vostre vesti sono tarlate. Il vostro oro e il vostro argento sono arrugginiti, e la loro ruggine sarà una testimonianza contro di voi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori negli ultimi giorni”.

Gesù avverte che le ricchezze terrene possono scomparire, non danno sicurezza e nemmeno soddisfazioni eterne. 

Gesù specifica che la tignola e la ruggine sono distruttivi.

La “tignola” (sēs- Nome dei vari insetti lepidotteri della famiglia tineidi, noti anche come tarme: sono piccole farfalle che vivono nelle abitazioni e nei magazzini, i cui bruchi si cibano di tessuti e di alimentari) si riferisce a ciò che distrugge qualsiasi tipo di panno, o abbigliamento particolarmente pregiato, che era valutato come una forma di ricchezza. 

La tignola, nell’Antico Testamento era usata come un simbolo della distruzione (cfr. Isaia 50:9; 51:8; Giobbe 4:19).

La “ruggine” (brōsis) è letteralmente “il mangiare”, era un termine generico per consumo.
Può significare la corrosione che attacca oggetti metallici, o il mangiare di qualsiasi parassita, o topo, dai tarli, o altro animale, colture, viti (cfr. Malachia 3:11), o mais e grano riposto in grandi granai. 

Il riferimento è comunque a tutto ciò che consuma.
I beni più preziosi sono soggetti a essere consumati (consumano -aphanizei), cioè a essere distrutti, rovinati completamente.

Il punto è che i beni materiali sono soggetti a decadimento in una varietà di modi, e possono essere persi, quindi non essere più utilizzabili; questo significa perdita al proprietario e quindi non sono sicuri.

La tignola e la ruggine sono utilizzati per rappresentare tutte le cause e i processi che diminuiscono il valore dei vari tipi di beni terreni.

Oltre alla tignola e alla ruggine, c’è un altro motivo per non farsi tesori sulla terra e cioè per i ladri:“E dove i ladri scassinano e rubano”.

Il furto con scasso non era raro nel mondo antico, e non era nemmeno difficile per i ladri farsi un buco (scassinano- diorussousin- è scavare attraverso) nei muri di mattoni di fango, o di argilla della casa tipica Giudea (cfr. Giobbe 24:16), e quindi entrare per rubare i tesori accumulati.

I tesori nel mondo antico erano spesso sepolti sotto i pavimenti delle case, come gli archeologi hanno ripetutamente scoperto. 

Benché, oggi le case sono più sicure, i ladri comunque riescono a entrare dentro e rubare di tutto.

Oltre ai ladri vecchio stile, ci sono altre forme di corruzione e si può rubare per esempio con: i ladri che si spacciano per dipendenti di compagnie telefoniche, o della luce, o del gas, istituzioni disoneste, frode informatica, phishing, clonazione di carte di credito, i mercati azionari manipolati e sfruttamento finanziario. 

Lensky scriveva: “Questo non è un posto dove immagazzinare tesori, perché qui sulla terra tutti i tesori che possiamo cercare di tenere per noi stessi sono soggetti a tutti i tipi di forze distruttive”.

Quindi la ricchezza terrena è sempre precaria, vulnerabile e può essere facilmente persa. 

I tesori terreni sono vulnerabili a causa di agenti naturali e appropriazione indebita.

I tesori sulla terra sono insicuri e non durano a lungo anche per noi oggi! 

L’economia mondiale è incerta, le cose possono cambiare con una guerra mondiale, una malattia, un terremoto, un tornado, l'inflazione, recessioni, depressioni economiche, la tassazione opprimente che potrebbe portare alla confisca, fallimenti bancari, crolli di borsa, le spese in relazione con le malattie prolungate, tali e tante disgrazie simili hanno lo stesso effetto della tignola e della ruggine a cui si riferiva Gesù. 

Inoltre, il corpo dell'uomo, anche quello più forte si consuma piano piano fino alla morte (Salmo 32:3; 39:4-7; 90:10; 103:15-16; Ecclesiaste 12:1-8).
 
Quando uno muore, tutti i tesori terreni su cui sono costruite le proprie speranze svaniscono con lui!!

Randy Alcorn scrive: "Quando Gesù ci mette in guardia dall’accumulare tesori sulla terra, non è solo perché le ricchezze forse possono essere perdute, ma perché sono sempre perdute, inevitabilmente! Se non ci lasciano mentre siamo in vita, ci lasciano di certo quando moriamo, senza eccezioni!" 

Secondo Gesù, accumulare tesori terreni non è solo sbagliato, è anche segno di stupidità.

Se siamo saggi, noi dobbiamo costruire la nostra felicità in cose che non possiamo perdere, cose che sono indipendenti dalle possibilità e le variazioni di questa vita.

Nella vita, non dobbiamo mai dare il nostro cuore alle gioie che nel corso degli anni non ci saranno più, dobbiamo trovare la nostra gioia nelle cose il cui tempo è impotente a consumare, che sono quindi eterne!

Passiamo ora a vedere:
B) Il comando in forma positiva 
Il v.20 dice: “Ma fatevi tesori in cielo”.

Mentre stiamo su questa terra dobbiamo accumulare tesori in cielo! 

“Tesoro” (thēsauros) indica qualcosa di prezioso, ciò che è di eccezionale valore, qualcosa di prezioso.

Il tesoro non sono solo i soldi, ma qualunque cosa che si pensa sia meglio, quello che si sforza più ardentemente di raggiungere, quello che egli teme di più perdere, quello che si pensa che avere sia benedetto, o essere scontenti se si pensa di perdere.

Questo è il punto più importante del comandamento di Gesù su cui vuole attirare la nostra attenzione!

Nel comando in forma positiva vediamo:
(1) La sostanza dei tesori in cielo
La natura, la caratteristica di questi tesori celesti non è scritto qui. 

A cosa si riferisce Gesù?
Intanto, possiamo dire che il cielo è la dimora del Dio sovrano (cfr. per esempio Matteo 6:9; 5:16, 45; 6:1; 7:11,21; 10:32, 33; 12:50; 16:17;18:10,14,19).
 
Nella Bibbia vediamo che la nostra speranza come eletti di Dio è riposta in cielo, luogo di salvezza, dove c’è la nostra casa e saremo con Gesù (cfr. Giovanni 14:1-3; 2 Corinzi 5:1-2; Filippesi 3:20; Colossesi 1:5), dove le corrosioni di questo mondo sono sconosciute (1 Pietro 1:4). 

La speranza cristiana è fissata non nel futuro, ma nell'eternità, in cielo, a cosa ci sarà dopo la morte.
 
Siamo chiamati a concentrare la nostra attenzione su una dimensione della realtà che non riusciamo a percepire con i nostri sensi fisici, e che coloro che non sono d'accordo con noi tendono a liquidare come qualcosa di mitico, irreale.

Sono state date diverse interpretazioni che possiamo dividerle in questo modo riguardo “i tesori in cielo”.
(a) “I tesori in cielo” è l’eredità conservata in cielo per i discepoli di Gesù
1 Pietro 1:3-4 dice: “Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Essa è conservata in cielo per voi”. 
(cfr. 2 Corinzi 4:18; Colossesi 1:5).

Gesù, nel vangelo di Matteo, risponde alla domanda di Pietro sul fatto che hanno lasciato ogni cosa e cosa riceveranno i discepoli? 
Gesù rispose che nella nuova creazione, quando il Figlio di Dio sarà seduto sul trono della sua gloria, loro siederanno su dodici troni, e poi dice che chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi a causa del mio nome, ne riceverà cento volte tanto, ed erediterà la vita eterna (Matteo 19:27-29).

Un’altra interpretazione è che:
(b) “I tesori in cielo” sono tutte le benedizioni spirituali promesse nella Scrittura
Queste benedizioni sono per esempio il perdono dei peccati (Matteo 6:14); la preghiera esaudita (Matteo 7:7); la speranza del cielo (Giovanni 14:2-3); l'iscrizione della nostra i nomi in cielo (Luca 10:20); la pace (Giovanni 14:27); la gioia di Cristo (Giovanni 15:11); l'amore del Padre (Giovanni 16:27); la vittoria sul mondo (Giovanni 16:33); la presenza dello Spirito Santo in modo permanente (Giovanni 14:16,26; 15,26). 

Ancora, un’altra interpretazione è che: 
(c) “I tesori in cielo” si feriscono a ciò che è importante, buono, giusto ed eterno secondo la volontà di Dio che viene fatto sulla terra, oppure mettere Dio al primo posto (Matteo 6:24,33), e di conseguenza si dimostra questo con le buone opere

È importante che non fraintendiamo ciò che Gesù sta dicendo qui, e cioè che si possa guadagnare la salvezza con le nostre opere, perché sarebbe negare la dottrina centrale del Nuovo Testamento della giustificazione per sola grazia e per sola fede (cfr. per esempio Romani 3:23-28; 4:5; Galati 2:16).

Quello che Gesù sta dicendo è che i credenti saranno positivamente premiati nell'eternità secondo il loro modo di vivere qui sulla terra (cfr. per esempio Romani 14:10-12; 1 Corinzi 3:9-15; 2 Corinzi 5:10).

I “tesori in cielo” sono le azioni che ottengono l'approvazione di Dio e che egli ricompenserà nel regno futuro (cfr. 2 Corinzi 5:9). 

R.T. France scrive: “I tesori in cielo sono ‘immagazzinati’ per il tramite dell’ubbidienza a Dio in tutti gli aspetti della vita; sono la ricompensa per il discepolo che pone Dio al primo posto”. 

I “tesori in cielo” sono le buone opere accumulate davanti a Dio, sono atti di bontà e generosità, il fare del bene agli altri, ai bisognosi (Matteo 6:4; 10:42; 19:21; 25:40; 1 Timoteo 6:17-19); amare i nemici (Matteo 5:44-46).

Si riferisce in particolare all'uso dei beni materiali per contribuire a soddisfare le esigenze delle altre persone, sia spirituale, o materiale per la gloria di Dio! 

Le benedizioni materiali che Dio ci ha dato, mentre viviamo su questa terra, dobbiamo usarle per il progresso del regno di Dio! (cfr. 1 Corinzi 9:3-14; Filippesi 4:14-19; 1 Timoteo 5:17-18).

Bisogna essere ricchi materialmente per fare questo? Assolutamente no!

Oseola McCarty era una donna afroamericana di Hattiesburg, Mississippi. Ha lasciato la scuola dopo la sesta elementare, che corrisponde alla nostra prima media in Italia, per prendersi cura di un parente che era malato, e dopo di che è andata a lavorare come lavandaia. 
Per settantacinque anni, McCarty ha lavato, stirato e piegato il bucato dei ricchi banchieri, avvocati e medici della città. 
Guadagnava solo pochi centesimi, ma cercava di mettere via tutto ciò che poteva, aprì un conto di risparmio presso la First Mississippi National Bank. 
McCarty visse una vita semplice. I suoi tesori sulla terra erano pochi. 
Viveva in una modesta casa di legno, a pochi isolati dal campus della University of Southern Mississippi. 
Non ha avuto un condizionatore d'aria fino ai suoi ottant’anni, e l’accendeva solo quando era in compagnia. 
Non ha mai posseduto un'auto, si spostava a piedi. 
Andava la domenica alla Friendship Baptist Church, portando una Bibbia tenuta insieme con dello scotch.
Quando arrivò all'età di ottantasette anni, le sue mani nodose dall'artrite non gli permettevano di lavorare più, così la McCarty dovette ritirarsi. 
Cominciò a mettere ordine nei suoi conti e a decidere cosa voleva fare con quello che aveva accumulato.
Nel 1995, l'ufficio della University of Southern Mississippi ricevette una telefonata dalla banca. La banca aveva un assegno per loro da una certa Oseola McCarty, era un assegno di 150.000 dollari!
Nessuno al college aveva mai sentito parlare di Oseola McCarty. Non aveva mai messo piede nel campus. 
Questa lavandaia che non era mai stata al liceo, per non parlare del college, ha messo da parte dei soldi, per un fondo di borse di studio per studenti delle minoranze.
Questa donazione ha fatto notizia. McCarty è stata invitata alla Casa Bianca e ha anche ricevuto una laurea honoris causa da Harvard. 
In un'intervista poco prima di morire, le è stato chiesto perché non ha speso i soldi che aveva guadagnato per se stessa. Sorrise dicendo: "Li sto spendendo per me stessa".

“Li sto spendendo per me stessa", perché certamente questa credente ha accumulato tesori per il cielo con la sua generosità!

Ciò che è egoisticamente accumulato si perde, ma che ciò che viene generosamente dato porta un tesoro in cielo!

I tesori terreni possono essere trasformati in tesori in cielo!

A.W. Tozer ha detto: “Le cose materiali e temporanee come spesso, sono i soldi, possono essere trasformate in tesoro eterno, possono essere convertite in cibo per gli affamati e vestiti per i poveri, possono essere mezzo d’aiuto per un missionario e la possibilità di farlo rimanere in un posto dove testimoniare a uomini, donne e bambini e mostrare loro la luce del Vangelo, e quindi essere trasformati in valori celesti. Qualunque possedimento materiale e temporaneo può essere trasformato in ricchezza eterna, qualunque cosa viene data a Cristo viene immediatamente toccata dall’immortalità”.

In questo senso l’atteggiamento nei confronti del denaro dovrebbe essere governato dalle realtà della vita nell'età a venire! (cfr. 1 Timoteo 6:19).

(2) La spinta a farsi tesori in cielo.
Nel v.20 è scritto: “Ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano”. (cfr. Colossesi 3:1-3).

Sempre Tozer disse: “So che viviamo in un'epoca in cui i discepoli credenti dell'umile e modesto Nazareno hanno più beni e comodità di questo mondo di qualsiasi altra generazione nella storia. Queste cose cospirano per rendere questo un tempo pericoloso per il popolo di Dio....Mosè voltò le spalle ai piaceri e ai tesori dell'Egitto. Vorremmo, potremmo noi voltare le spalle ai soldi, alle comodità, ai comfort che abbiamo per essere il popolo di Dio? Confesso che mi sento obbligato a gridare nella preghiera: ‘Mio Signore, ho tanti tesori terreni! Devo continuamente rendere grazie a Te, mio Dio, per le Tue benedizioni. Ma so che un giorno dovrò lasciare queste cose, rinunciare a tutto. Perciò scelgo deliberatamente di cercare seriamente i tesori spirituali, mettendoli al di sopra di tutto. Sono gli unici tesori che non periranno’".

I tesori in cielo sono sicuri, sono eterni!
Niente potrà distruggerli, o rubarli come i tesori terreni! 

Farsi tesori in cielo non è solo giusto, ma è anche saggio! 

Le ricchezze materiali non sono di alcuna utilità dopo la morte, non ce li porteremo con noi (Salmo 49:16-19).

Non possiamo portarci i tesori terreni in cielo!

Tutankhamen, il re giovane Egizio, aveva appena diciassette anni quando morì. Il suo luogo di sepoltura era pieno di tonnellate d’oro. Fu sepolto insieme a carri d’oro e migliaia di oggetti d’oro fatti a mano. La sua bara d’oro fu trovata all’interno di altri contenitori d’oro, l’uno nell’altro come le bambole russe. Gli Egiziani credevano nella vita dopo la morte, una vita in cui i morti potevano portare con sé i propri tesori terreni, eppure tutti i tesori per i piaceri eterni del Re Tutankhamen sono rimasti là dove si trovavano, finché Howard Carter ha scoperto quel luogo di sepoltura, nel 1922. 
Non erano stati toccati per più di tremila anni!

I tesori nell’aldilà non sono di alcuna utilità perché non li porteremo con noi con la morte.

Un uomo molto importante, appassionato di cultura e arte, verso la fine della sua vita, è stato trovato un giorno da un vecchio servitore di famiglia, che si muoveva lentamente e con passi barcollanti attraverso la sua splendida biblioteca. Accarezzava dolcemente i suoi molti libri. Poi guardava i molti bellissimi dipinti e mentre si muoveva lentamente diceva più e più volte: "Io devo lasciare, devo lasciare ".

Questa è la verità! Non possiamo prendere nessuno dei nostri tesori terreni con noi! 
Facciamoci dunque un tesoro in cielo!
 
Vediamo ora il secondo punto principale:
II LA CAUSA
Nel v.21 leggiamo: “Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore?”

“Perché” (gar) indica la ragione, la causa, e spiega o deduce qualcosa di importante.

“Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore? Può significare:
A) Rivelazione
Il tesoro rivela l’impegno del nostro cuore. 
La posizione del nostro tesoro indica dov’è il nostro cuore.

Se il nostro tesoro è in cielo lì sarà anche il nostro cuore, se è qui sulla terra, qui sarà anche il nostro cuore.

Colui i cui tesori sono sulla terra rivela che ha il suo cuore ancorato alla terra; colui i cui tesori sono nel cielo rivela che ha il suo cuore ancorato in cielo.

“Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore?” può avere un altro significato, o entrambi, cioè: 
B) Risultato
Ciò che per le persone è prezioso diventa il principio guida per tutta la loro vita.
Il cuore è impegnato in tutto ciò che considera tesoro.

Le cose che ci sono preziose, come risultato occupano il nostro cuore e di conseguenza il cuore sarà determinato a seguire il tesoro, le cose che ci sono preziose. 

L’orientamento del cuore deriva dalla determinazione di dove è il tesoro.

Il nostro cuore è inevitabilmente attratto da ciò che apprezziamo di più. 

Se i tesori del cielo sono la priorità, di conseguenza noi cercheremo un tesoro in cielo (Colossesi 3:1-4).

Se invece poniamo i nostri tesori sulla terra, di conseguenza la nostra attenzione, impegno, i nostri desideri e le aspirazioni, saranno su questa terra.

Come il girasole si volge al sole, il nostro cuore segue i nostri tesori, e questo significa che i nostri tesori domineranno e influenzeranno la nostra vita! 

I nostri tesori prenderanno il controllo dei nostri affetti, richiederanno il nostro tempo, consumeranno la nostra energia, determineranno i nostri pensieri, questi saranno concentrati costantemente dai tesori! 

Randy Alcorn scrive: "Con la stessa sicurezza con cui l’ago della bussola segue il nord, così il nostro cuore seguirà il nostro tesoro".

Immaginiamo di comperare delle azioni di un’azienda. Cosa succede? Può succedere che all’improvviso ci troviamo a maturare degli interessi e quindi controlliamo le pagine delle finanze ogni giorno, quando vediamo un articolo sull’azienda in questione, ne leggiamo avidamente ogni pagina, o seguiremo tutti i notiziari in televisione, anche se magari un mese prima sarebbe stato indifferente.

Poiché l'effetto dei nostri tesori è così grande su di noi, saremo molto preoccupati nella scelta dei nostri tesori.

Infine vediamo:
C) La riflessione
Il “cuore” (kardia) è il centro della vita di una persona, il centro del nostro essere interiore; la sede dei pensieri, o della mente, dei sentimenti e della volontà; esprime la totalità del proprio sé, del carattere, e quindi le attenzioni, gli interessi e l'impegno di quella persona.

Così dove ci sarà il nostro tesoro ci sarà interamente tutta la nostra persona.

Il cuore è la fonte delle nostre azioni (Matteo 15:18–19; Proverbi 4:23).

In questo senso dove c’è il nostro tesoro ci sarà il nostro cuore che influenza il nostro comportamento.

Il punto del v.21 allora non è tanto la ricchezza, ma il discepolato assoluto e incondizionato (Matteo 10:34-39; 16:24-26).

Il materialismo ci distrae dal discepolato!!! 

Ci distrae dalla fedeltà assoluta, esclusiva e dall’impegno verso Dio (v.24).
Quello che per noi è un tesoro, sarà quello che c’influenza e controlla.
 
Il Signore Gesù vuole farci capire il terribile potere che le cose terrene, quindi la mondanità tende a esercitare su di noi, non solo una parte, ma tutto il nostro cuore, tutta l’intera persona! 

Martyn Lloyd Jones scriveva: “Siamo tutti alla portata dei tentacoli di questo terribile potere - la mondanità - che, se non facciamo attenzione, ci afferra, avviluppa e domina…Questi tesori avvincono e assoggettano i nostri sentimenti, i nostri affetti, tutta la nostra personalità. Tutta quella parte della nostra natura ne è conquistata, tanto che noi iniziamo a desiderarli, amarli, a non poterne fare a meno”. 

Se si sceglie di seguire Gesù, l'impegno e il servizio che comporta sono assoluti, radicali e totali! 

È impossibile essere un discepolo di Gesù Cristo a metà, o part-time; non è possibile servire due padroni (v.24).

Molte persone, anche certi che si dicono cristiani, tremano al pensiero di lasciare questo mondo, perché sono più legati ai tesori che hanno accumulato e conservato in questo mondo e sono riluttanti a lasciarli.

John Wesley un giorno visitò una vasta piantagione insieme al suo orgoglioso padrone. Hanno cavalcato per ore, coprendo solo una piccola parte della proprietà dell’uomo. Alla fine della giornata si sono seduti per cenare e il proprietario della piantagione chiese con curiosità: “Beh, signor Wesley, che ne pensa?”
Wesley rispose: ”Penso che sarà molto difficile per lei lasciare tutto questo”.

CONCLUSIONE
Certamente con ciò che il Signore ci ha dato, dobbiamo dare cure appropriate alla nostra famiglia e impedire loro di diventare un peso per gli altri (1 Tessalonicesi 4:11-12; 2 Tessalonicesi 3:6-15; 1 Timoteo 5:8).

Dobbiamo aiutare coloro che sono nel bisogno, specialmente i credenti (Proverbi 19:17; Atti 11:27-30; Romani 15:25-27; 2 Corinzi 8:1 - 15; Galati 6:7-10; Efesini 4:28; 1 Timoteo 5:3-7). 

Dobbiamo incoraggiare e sostenere l'opera di Dio, nel diffondere il Vangelo di Dio in tutto il mondo (1 Corinzi 9:3-14; Filippesi 4:14-19; 1 Timoteo 5:17-18). 

Quello che abbiamo, è un dono di Dio (cfr. per esempio 1 Cronache 29:12-14, Giacomo 1:17) perché lo amministriamo per il progresso del Suo regno.

Martyn Lloyd Jones scriveva a riguardo: ”Perciò, se vedo me stesso come una persona che ha ricevuto il grande privilegio di essere un custode e un amministratore dei possedimenti di Dio, non mi aggrapperò avidamente ai beni terreni. Essi non diverranno il centro della mia vita. Non vivrò per loro, non penserò costantemente a loro, non assorbiranno la mia vita. Al contrario, li terrò in mano senza stringere troppo, ovvero mantenendo un atteggiamento di sereno distacco. Non sarò dominato da loro, ma saranno loro a essere dominati da me; e gestendoli così, mi farò dei tesori in cielo”. 

Se mettiamo Gesù al centro della nostra vita, se lo amiamo con tutto ciò che siamo, useremo adeguatamente e in modo saggio tutte le benedizioni che lui ci dà per sostenere la propria famiglia, per aiutare coloro che sono nel bisogno e per la divulgazione del Vangelo di Dio evitando l'idolatria moderna del materialismo.

Possiamo dire ancora che il posto dove scegliamo di accumulare e custodire i nostri tesori dipende per lo più da ciò che consideriamo essere la nostra vera casa e dove passeremo l’eternità!!

La Bibbia ci dice che qui sulla terra siamo pellegrini, stranieri (Ebrei 11:13). 

Noi siamo ambasciatori che rappresentano il loro vero paese (2 Corinzi 5:20). 

“La nostra cittadinanza è nei cieli” (Filippesi 3:20). 

Siamo cittadini di una patria di gran lunga superiore, di una patria celeste (Ebrei 11:16).

Fai parte del regno dei cieli, e sei un figlio di Dio e sarai per sempre con Lui!
Pertanto fatti un tesoro in cielo!

Chiediamoci: 
1) Chi, o che cosa occupa i nostri pensieri? Quali sono i nostri desideri?  Chi o che cosa controlla i nostri affetti? Il nostro tempo? Chi, o che cosa consuma la nostra energia? È Gesù Cristo? O il materialismo? Siamo attaccati di più a Cristo, o a questo mondo?

2) Di cosa ci preoccupiamo di più? Della casa? Dei vestiti? Del conto in banca? O di Gesù Cristo?  

3) Cosa abbiamo paura di perdere? I nostri cari? La casa? I soldi? O l’approvazione di Dio?

4) Stiamo usando gli averi che Dio ci ha donato per la Sua gloria? O egoisticamente per noi stessi?

In Giovanni 6:27 Gesù dice: “Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà; poiché su di lui il Padre, cioè Dio, ha apposto il proprio sigillo”.

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