Non arrenderti mai: La perseveranza nella preghiera Il tema universale del “non arrendersi mai” risuona profondamente nel cuore umano. Lo spirito di questa determinazione è stato celebrato da generazioni, e artisti come Bruce Springsteen lo hanno catturato in inni come “No Surrender”, un vero e proprio omaggio alla lealtà, alla resistenza e allo spirito combattivo di fronte alle difficoltà della vita. Questo spirito del “non arrendersi mai” lo vediamo ovunque nella vita umana: l’atleta che si allena per anni per vincere una medaglia olimpica; l’imprenditore che non molla nonostante i fallimenti; lo studente che studia tutta la notte per superare un esame; i genitori che lottano senza sosta per i propri figli. Ma Gesù Cristo ci chiama a un “no surrender” ancora più importante quando insegnò la parabola della vedova e del giudice per mostrare che dobbiamo pregare sempre e non stancarsi (Luca 18:1). Paolo sapeva qualcosa di questa determinazione quando scrisse ai Romani: “Siate...
Amos 5:6: Senza Dio non c’è vita!
“Cercate il Signore e vivrete”.
Queste parole sono rivolte alla casa di Giuseppe, Efraim e Manasse che rappresentavano il regno del nord d’Israele (Ezechiele 37:16,19), questo regno necessitava di una rinascita spirituale perché era assente una vera adorazione e una mancanza di giustizia.
Noi in questo passo vediamo il comando a cercare Dio, di conseguenza il popolo sarebbe rimasto in vita.
Noi troviamo qui una chiamata al pentimento, Dio è ancora misericordioso e longanime, ma pone un limite al peccato.
Le sue braccia erano aperte e tese, pronte a ricevere i peccatori pentiti (cfr. Isaia 65:2-5), ma voleva che si allontanassero completamente dalla falsa adorazione idolatrica nei santuari di Betel, Ghilgal e Beer-Seba (cfr. v.5), nonché dal loro peccato, dall’avidità e dal maltrattamento dei poveri (vv.10-17).
Israele è esortato a rivolgersi a Dio con tutto il cuore e a smettere di praticare l’idolatria, se non l’avessero fatto Dio li avrebbe giudicati, come leggiamo nel v. 6: “Affinché egli non si avventi come un fuoco sulla casa di Giuseppe e la consumi senza che a Betel ci sia chi la spenga”.
Dio è un fuoco consumante (Deuteronomio 4:24), il fuoco a volte rappresenta la Sua ira (Deuteronomio 32:22; Ezechiele 22:21) e il Suo giudizio (Salmo 21:9; Isaia 30:27,30; Geremia 5:14; Ezechiele 15:7; Amos 1:12,14; 5:6; 7:4; Ebrei 10:26-27) che si concretizzerà con la guerra e la distruzione portata da eserciti invasori.
Questo giudizio nessuno lo potrà fermare! Nessuno sarà in grado di spegnere il fuoco del giudizio di Dio! Nessuno potrà aiutare il regno del nord!!
Noi impariamo alcune verità importanti.
1) Per Dio il peccato è una cosa seria.
Dio è santo (Isaia 6:3; Abacuc 1:13), e giusto (Esdra 9:15; Salmo 11:7)quindi non è indifferente al peccato.
I giudizi di Dio sono veri e giusti! (Apocalisse 16:5:7; 19:2), e punisce i peccatori perché ricevano la giusta pena dovuta per il loro peccato (Esodo 34:6-7; Salmo 99:8; 119:137; 129:4; Romani 1:18).
2) Il giudizio di Dio non ha ostacoli.
Nessuno può spegnere il fuoco del giudizio di Dio! È una cosa terrificante affrontarlo (Ebrei 10:31; Apocalisse 6:15-16).
Non possiamo prendere alla leggera tutti quei passi della Bibbia che ci parlano del giudizio di Dio!
Dio è un Dio di amore, ma è anche santo e giusto!
3) Al di fuori di Dio non c’è vita!
La vita è possibile solo con un vero ritorno al Signore!
È necessario pentirsi dei nostri peccati (Atti 3:19), confessandoli a Lui (1 Giovanni 1:8-10) e credere in Gesù Cristo (Giovanni 3:16,36), l’unico salvatore(Giovanni 4:42; Atti 4:12) e mediatore (1 Timoteo 2:4-5)che Dio ha stabilito per avere un rapporto con Lui, Gesù è la via, la verità e la vita, nessuno può andare a Dio se non per mezzo di Lui (Giovanni 14:6).
Gesù ci libera dal giudizio finale dopo la morte, quindi dall’inferno (Matteo 25:41; 1 Tessalonicesi 1:10; 2 Tessalonicesi 1:8-10; Ebrei 9:27-28).
Coloro che amano le tenebre al posto della luce saranno giudicati per andare all’inferno.