lunedì 16 novembre 2015

Michea 7:18-19: Il perdono di Dio è completo e per sempre.

Michea 7:18-19: Il perdono di Dio è completo e per sempre.
“Quale Dio è come te, che perdoni l'iniquità e passi sopra alla colpa del resto della tua eredità? Egli non serba la sua ira per sempre, perché si compiace di usare misericordia. Egli tornerà ad avere pietà di noi, metterà sotto i suoi piedi le nostre colpe e getterà in fondo al mare tutti i nostri peccati”.

Questi versetti e anche il v.20 sono un inno di lode a Dio, e mostrano una grande fede, mostrano che Dio è completamente affidabile ed esalta la misericordia di Dio che perdona i peccati del Suo popolo. 
Il profeta conclude il suo libro per ricordare l’unicità e la misericordia di Dio a se stesso e ai suoi lettori (cfr. Esodo 34:6-7). 

La domanda retorica: “ Quale Dio è come te?” (cfr. Esodo 15:11; Salmo 35:10; 71:19; 77:13; 89:6; 113:5), ricorda il nome “Michea” (Micaiah) e può essere un gioco di parole, infatti il nome significa: "Chi è come il Signore?" La risposta è ovvia: nessuno è come il Signore! La domanda è un modo per affermare l’incomparabilità di Dio, incomparabile nel perdono e nella misericordia.
Michea afferma alcune verità su Dio.
(1) Dio perdona l’iniquità e passa sopra la colpa (cfr. Michea 1:5; 3:8; 6:7) del residuo d’Israele (cfr. Michea 2:12; 4:7; 5:7-8) della sua eredità (cfr. Michea 7:14).
La caratteristica di Dio che lo delimita come unico è qui indicato come la sua capacità e volontà di perdonare i peccati. 
In questo verso vediamo che il profeta usa tre parole per indicare il peccato: iniquità (ʿāwōn vv.18,19), colpa(pešaʿv.18) peccati (ḥaṭṭāʾṯ v.19)
Questo ha l'effetto di sottolineare la capacità e la completezza di Dio di perdonare tutti i tipi di peccato. 
(2) Dio non rimane adirato per sempre ( cfr. Salmo 30:5; 103:8-18). 
A causa del peccato si adira verso chi lo commette, ma non rimane sempre adirato
(3) A Dio piace mostrare misericordia (Esodo 33:19;Osea 1:6-7).
(4) Dio ritornerà ad aver pietà d’Israele (cfr. Salmo 102:13; 103:4,13; 116:5; 119:156; Osea 14:3; Zaccaria 10:6).
(5) Dio, metaforicamente, metterà sotto i Suoi piedi le colpe del Suo popolo e getterà in fondo al mare tutti i peccati del Suo popolo.
Michea credeva tutto questo perché Dio è fedele al suo popolo secondo le promesse fatte ai patriarchi d’Israele: Abraamo e Giacobbe (Michea 7:20).
Dio non può mentire; Egli è fedele alla Sua Parola e fedele ai suoi impegni (Numeri 23:19).
Due sono le immagini metaforiche che il profeta usa per indicare il completo perdono di Dio, la prima: mette tutti i nostri peccati sotto i Suoi piedi, questo indica sottomissione; il peccato è visto come un nemico che Dio vince completamente e da cui ci libera. Quando Dio perdona toglie la colpa e la forza del peccato, e quindi non ci condanna.
L’altra immagine: getterà in fondo al mare tutti i peccati del Suo popolo, ricorda come il Signore scagliò i carri del Faraone e il suo esercito nel mare inabissandoli come una pietra (Esodo 15:4-5), quindi Dio perdona i nostri peccati e rimuove la colpa per sempre allontanandoli da noi (cfr. Geremia 50:20). 
Il punto è che i peccati sono totalmente e definitivamente rimossi.
Dio non getta i nostri peccati vicino alla spiaggia, così quando c’è la bassa marea, riaffiorano, ma in fondo al mare nell’abisso e lì rimarranno! Non ce li rinfaccerà! 
Dio perdona e offre un nuovo inizio! 
Pentiti dei tuoi peccati (Atti 3:19), portali a Lui, confessali nel nome di Gesù il nostro unico mediatore che è morto e risorto per i peccatori per riconciliarci con Dio (Giovanni 14:6; Romani 5:1,9-11), e Dio ti perdonerà (1 Giovanni 1:8-10).