Passa ai contenuti principali

1 Pietro 1:15: La vera santificazione.

1 Pietro 1:15: La vera santificazione.
“Ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta”.    

“Siate” (genēthēte aoristo imperativo) santi indica che il credente deve diventare santo, o diventare più santo di quello che è, o che la santità deve essere una caratteristica del credente, del cristiano una volta per tutte.
Possiamo fare due osservazioni riguardo la santificazione.
La prima osservazione è:
A) La santificazione non deve essere doppia.
La santificazione deve essere il nostro stile di vita, quindi, deve coinvolgere tutta la nostra vita in tutto quello che facciamo all’interno di una società ostile a Dio. Robert B. Deffinbaugh a riguardo dice: “Noi dobbiamo essere santi in ogni aspetto della nostra condotta. La santità non sarà compartita in certe aree religiose della nostra vita. La santità è uno stile di vita che tocca tutto quello che noi facciamo ”.
Il cristiano corre il rischio di essere un camaleonte!  Che cosa fa il camaleonte? Il camaleonte prende il colore dall’ambiente, dove si trova per autodifesa. Possiamo comportarci da credenti quando siamo con i credenti, ma quando siamo con i non credenti, ci comportiamo come non credenti! Non deve essere così! Siate santi in tutta la vostra condotta, ci dice Pietro!
La seconda osservazione è:
B) La santificazione non deve essere differenziata. 
(1) Non dobbiamo fare differenza di peccati. 
Non possiamo prendere seriamente certi peccati e trascurarne altri, non possiamo fare la differenza tra peccati e peccatucci, o dire questo peccato lo posso fare, questo no perché è grave, il peccato davanti a Dio è peccato!      
Il peccato è grave in tutti gli aspetti ed è distruttivo per la nostra vita spirituale (Matteo 5:30), anche se la società dove viviamo minimizza, o ignora il peccato. 
(2)Non dobbiamo fare differenza dei comandamenti di Dio.
Possiamo essere santi in certi nostri comportamenti, mentre non lo siamo in altri, ci sentiamo forti e santi in certi comportamenti e ne trascuriamo altri, come facevano i farisei. 
In Luca 11:42 Gesù ammonisce: “Ma guai a voi, farisei, perché pagate la decima della menta, della ruta e di ogni erba, e trascurate la giustizia e l'amor di Dio! Queste sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre”. 
Dio aveva ordinato di dare la decima, quindi stavano facendo una cosa giusta, ma trascuravano e tralasciavano di praticare la giustizia di Dio e l’amore di Dio. Dunque, siamo chiamati a osservare tutto ciò che Dio ci ordina di fare!  
Non possiamo dire che alcuni comandamenti sono meno importanti di altri! I comandamenti della Bibbia sono tutti importanti perché provengono da Dio!!! Non esistono quelli di prima categoria e quelli di seconda categoria, la legge divina è unica e tutti i punti sono importanti!!! (Giacomo 2:10).
Pertanto essere santi in tutta la condotta si riferisce al comportamento di tutti i giorni nella società, si riferisce alla santità espressa in tutta la vita e per tutti i comportamenti personali e sociali ovunque!

Post popolari in questo blog

Dai frutti si riconosce l’albero (Matteo 7:16-20).

Dai frutti si riconosce l’albero (Matteo 7:16-20). Dai frutti si riconoscono i falsi profeti. Come fai a sapere se qualcuno è un falso profeta? C'è un modo per identificarlo? La risposta è "sì".  Il modo con il quale possiamo discernere un falso profeta, e quindi anche un falso credente è dai suoi frutti.  Infatti, anche se questo paragrafo è dedicato principalmente agli avvertimenti circa i falsi profeti, è anche una prova per tutti i veri credenti! Gesù al v. 15 esorta il suo uditorio, e quindi anche noi a guardarsi dai falsi profeti i quali vengono in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Ora ci dice che i falsi profeti si riconosceranno dai loro frutti.
Noi vediamo tre aspetti riguardo i frutti: i frutti sono secondo la specie di albero, dimostrano la qualità dell’albero, segnano il destino dell’albero.

Isaia 26:20-21: Io resto a casa!

Isaia 26:20-21: Io resto a casa! “Va', o mio popolo, entra nelle tue camere, chiudi le tue porte, dietro a te; nasconditi per un istante, finché sia passata l'indignazione.  Poiché, ecco, il SIGNORE esce dal suo luogo per punire l'iniquità degli abitanti della terra; la terrà metterà allo scoperto il sangue che ha bevuto e non terrà più coperti gli uccisi”.
In questi giorni c’è il decreto del governo e quindi l’hashtag: “Io resto a casa”, o “io sto a casa”, questa può essere un'occasione per approfondire il nostro rapporto con Dio, o per riflettere sulla nostra vita spirituale. Come noi oggi, che dobbiamo rimanere a casa a causa del coronavirus, circa tremila anni fa, per bocca del profeta Isaia, per motivi diversi, Dio disse al Suo popolo di rimanere a casa. Questi versetti fanno parte di un canto di lode dove viene esaltata la salvezza del popolo di Dio e il giudizio sul mondo, sopra gli abitanti della terra, e quindi l’incoraggiamento a confidare nel Signore. Noi nei…

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5).

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5). “Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nell'occhio tuo?  O, come potrai tu dire a tuo fratello: "Lascia che io ti tolga dall'occhio la pagliuzza", mentre la trave è nell'occhio tuo?  Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave, e allora ci vedrai bene per trarre la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello”. Verso la fine del 1800 l’astronomo più illustre del mondo, Sir Percival Lowell, era certo c'erano che vi erano canali su Marte. Con il suo telescopio gigante in Arizona, osservava Marte, e vedeva dei canali. Egli era convinto che questi fossero la prova di vita intelligente sul pianeta rosso, forse una razza più antica, ma più saggia di umanità. Le sue osservazioni avevano guadagnato ampia accettazione e nessuno osava contraddirlo. Da quel momento le sonde spaziali hanno orbitato Marte e sono sbarcate sulla sua superficie. L'intero pianeta è stato ma…