Le prove che conosci Dio.


In che misura Dio può essere conosciuto è stato vigorosamente dibattuto sia in filosofia e sia nella teologia. I filosofi hanno raggiunto una posizione agnostica (Kant, Fichte, Comte, Spencer, ecc.), mentre alcuni hanno assunto una posizione atea (Feuerbach, Marx, Freud, ecc.). Nella teologia la possibilità per l'uomo di conoscere Dio non è mai stato messo in dubbio o negato. Dio incomprensibile, ma conoscibile! La Chiesa cristiana confessa da un lato, che Dio è incomprensibile ma anche dall'altro lato, che egli può essere conosciuto. (Giobbe 11:7; Isaia 40:18; Giovanni 17:3; 1 Giovanni 5:20). Giovanni Calvino: "Io considero che conosciamo Dio non ammettendo semplicemente l’esistenza di un qualche Dio, ma comprendendo quanto è a noi necessario sapere e giova alla sua gloria, in breve ciò che è convenevole."

 Pertanto possiamo dire che:
1)Si possono sapere tante cose su Dio, senza avere molta conoscenza di Dio. Possiamo avere molti interesse per la teologia, per la storia del cristianesimo, studiare il credo cristiano, conoscere la Bibbia a memoria, ma questo non significa conoscere Dio! Alcuni possono chiedere una nostra opinione riguardo argomenti di natura cristiana, ma questo non significa che conosciamo veramente Dio! 

2)Si possono sapere tante cose sul rapporto con Dio, senza avere molta conoscenza di Dio. Possiamo sapere molte cose sulla preghiera, l’evangelizzazione, su come meditare la Bibbia, sui doni spirituali, sul donare, e così via, ma questo non significa conoscere veramente Dio. Daniele in questo libro racconta la sua deportazione in Babilonia, da giovanissimo insieme ad altre famiglie nobili giudee (605 a.C.), qua egli trascorse il rimanente della sua lunga vita.(85 anni o di più). In questi anni fu consigliere del re, governatore di Babilonia e profeta. Visse in due regni: quello Babilonese (Daniele 2:48) e quello medo-persiano (Daniele 6:1-2).

In questo libro vediamo le prove di coloro che conoscono veramente Dio!
I QUELLI CHE CONOSCONO DIO HANNO UNA GRANDE CONSACRAZIONE PER DIO. (Daniele 11:32).
Gerusalemme è attaccata dai soldati del seleucida Antioco Epifane, che con l’aiuto di giudei infedeli, si misero di guardia vicino al tempio, impedendone la celebrazione del culto, mentre altri attaccarono la città in giorno di sabato, uccidendo uomini, donne e bambini; i soldati profanarono il tempio di Israele, bandirono la circoncisione e i sacrifici umani (1 Maccabei 1:44-54) e sacrificarono un maiale (animale impuro) sull’altare e poi, sempre i nemici di Israele, misero una statua dentro il tempio in onore di Zeus, divinità dell’Olimpo, questa è l’abominazione della desolazione. 
Il v.32 dice che alcuni giudei tradirono il patto con Dio, mentre altri quelli che conoscevano veramente Dio furono fedeli mostrando fermezza e azione. Preferirono rimanere fermi su ciò che credevano, preferendo morire che scendere a compromessi. (Daniele 11:33-35). Grazie a questa fedeltà, al loro impegno intransigente di fedele adesione al patto e alla legge mosaica, c’è stata la sopravvivenza spirituale della nazione fino alla prima venuta del Signore  Gesù. 

In questa consacrazione noi vediamo:
A) Il rapporto Reale.
Un rapporto reale con Dio! ma il popolo di quelli che conoscono il loro Dio mostrerà fermezza e agirà. "Conoscere" ( yāḏa) sottolinea non solo la conoscenza intellettuale di un soggetto, ma un intimo rapporto personale e positivo, indica trovarsi in un rapporto reale con Dio, intimo e personale,  fare l’esperienza, avere familiarità. (Genesi 4:1; 19:05, 1 Re 1:4 ; Osea 2:20; Isaia 53:3). Solo chi conosce veramente Dio, sarà consacrato a Dio! (Romani 12:1-2; Cfr. Giosuè 24:14-18). 

Noi vediamo nella consacrazione:
B) Un rapporto Resistente.
v.32: "ma il popolo di quelli che conoscono il loro Dio mostrerà fermezza e agirà". 
"Fermezza" (ḥāzaq) indica mantenere una posizione, afferrare, tenere fermo, rimanere forti. 
Vediamo l’esempio di Daniele con i suoi tre amici. Questi conoscevano Dio, agivano con fermezza contro le convenzioni e le regole irreligiose dei babilonesi dove erano in esilio. È scritto che Daniele prese in cuor suo la decisione di non contaminarsi con i cibi del re e con il vino che il re beveva (Daniele 1:8-16). Così al capitolo 6 quando il re Dario ordinò di sospendere la pratica della preghiera, pena la morte, ma Daniele continuava a pregare tre volte al giorno con la finestra aperta. (Daniele 6:1-13). 
Chi conosce il Signore rimane forte in Lui e resiste alle lusinghe dei nemici: del mondo, del diavolo, del peccato e del compromesso. C’è una storia vera della moglie di uno studente a tempo pieno in un seminario il "Covenant Seminary". 
Come le mogli di molti seminaristi, Karen, questo è il suo nome, lavorava per mantenere il marito a scuola e per il proprio sostentamento. Karen era un ispettore di controllo di qualità per una grande azienda farmaceutica. 
Un giorno, le macchine automatiche, per un guasto produssero un grosso ordine di siringhe contaminate, Karen riportò il problema al suo capo, ma dopo aver calcolato i costi di riproduzione dell'ordine, si accorsero che il costo era elevato, così il  capo ordinò a Karen di firmare l'autorizzazione di controllo, nonostante la contaminazione. Lei rifiutò, ma questo non era solo il problema, infatti a causa di alcuni regolamenti federali, solo Karen poteva firmare il modulo di approvazione, se Karen non firmava, le siringhe non potevano essere commercializzate. Il capo esortò e minacciò Karen, ma Karen rimase ferma. 
Questa situazione intricata tra Karen e il suo capo, indusse il suo capo a una visita del presidente della società, anche questi calcolò i costi di riproduzione e decise che i moduli dovevano essere firmati. Karen avrebbe avuto il fine settimana per riflettere sul nulla osta . Il presidente le disse che se era ancora decisa a non firmare i moduli il lunedì, il suo lavoro sarebbe stato in pericolo, un lavoro ben pagato non facilmente sostituibile e poi un’unica fonte di reddito, quindi in pericolo c’era anche gli studi del marito: speranze, i sogni e piani di carriera di molti anni potevano essere distrutti a causa della scelta che doveva essere fatta nei prossimi due giorni. 
Per questa giovane coppia, tutto il gergo teologico e l'insegnamento dottrinale circa la consacrazione, la giustizia e la santità improvvisamente diventò qualcosa di concreto da praticare; una decisione doveva essere presa: potevano permettersi di rimanere senza macchia dalla contaminazione del mondo di pratiche commerciali  oppure scendere al compromesso! Questa situazione di coppia è simile a quello che parte del popolo affrontò, alle pressioni al compromesso, parte del popolo rimase fermo nel Signore! 
Chi conosce Dio osserva i suoi comandamenti. (1 Giovanni 2:3-4). La prova di un cristiano autentico è l’osservanza dei comandamenti di Dio! Nessuna esperienza religiosa è valida se non ci sono prove morali. Come dice Paolo a Tito 1:16 alcuni professano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti essendo abominevoli e ribelli. Se uno dice di conoscere Dio, ma non osserva i suoi comandamenti è bugiardo! Lo ha conosciuto solo per sentito dire, ha avuto qualche informazione, ma non lo ha conosciuto personalmente. Certo qualcuno potrebbe dire: "ma nessuno è in grado di essere perfettamente ubbidiente". 
Questo è vero, ma la parola "osserviamo" (tēréō) indica un’ubbidienza vigilante e rispettosa, quindi possiamo dire che nella persona che dice di conoscere Dio è presente il desiderio, il rispetto, lo sforzo di ubbidire a Dio secondo le proprie possibilità. 

Nella consacrazione vediamo:
C) Un rapporto Reattivo.
v.32: "ma il popolo di quelli che conoscono il loro Dio mostrerà fermezza e agirà". 
"Agirà" (āśāh) è una resistenza attiva, una reazione alle tendenze anti-Dio di coloro che erano attorno a loro, prendere posizione per Dio. Antioco era un uomo seducente, un uomo carismatico, ha sedotto le persone per i suoi interessi, ma altri hanno resistito con la forza. Uno di quelli che ha resistito era un vecchio sacerdote di nome Mattatia. Quando i soldati del re, cercarono di costringere tutti nella sua città natale(Modin) a sacrificare a Zeus, Mattatia resistette forzatamente tirò giù l'altare pagano, lui e i suoi cinque figli poi fuggirono nel deserto, dove si nascondevano altri gruppi. Quando morì, suo figlio, Giuda Maccabeo, divenne il leader dell’esercito che si rifiutava di sottomettersi ai nemici pagani. Ma prima di morire il vecchio sacerdote, Mattatia non solo ha resistito fermamente ai soldati, ma insieme ad altri saggi, istruì molti secondo la parola di Dio (Daniele 12:33-34). 
La saggezza è associata nelle Scritture con la Parola di Dio. (Proverbi 2:6).
In un momento di grande crisi, questi credenti furono pronti per la battaglia. Non aspettate che la crisi inizi, preparati alla battaglia. Nel 1990 le truppe americane sono stati coinvolti nell'operazione Desert Storm per liberare il Kuwait dagli invasori dell'Iraq. Per mesi i soldati addestrati nel deserto in piena marcia in attesa che un giorno potrebbero essere impegnati in battaglia. Quando la guerra finalmente iniziato, erano pronti. Sarebbe stato troppo tardi per iniziare la formazione il giorno prima della battaglia. 

Una seconda prova è che:
II QUELLI CHE CONOSCONO DIO HANNO UNA GRANDE CONSAPEVOLEZZA DÌ DIO.
Hanno grandi pensieri per Dio! Il libro del profeta Daniele parla molto riguardo alla saggezza, alla potenza e alla verità di Dio che governa la storia e che dimostra la sua sovranità con atti di giudizio e misericordia verso le azioni e gli individui secondo i suoi piani. 
Il libro di Daniele mette in evidenza i temi della sovranità dell'uomo e della sovranità divina, e il rapporto tra di loro. James I. Packer: " Di fronte alla potenza e allo splendore dell’impero babilonese, che aveva inghiottito la Palestina, e alla prospettiva di altri grandi imperi mondiali che sarebbero seguiti, rimpicciolendo Israele secondo ogni metro di giudizio umano, il libro costituisce nel suo insieme un drammatico monito: cioè, che il Dio di Israele è Re dei re e Signore dei signori, che il dominio appartiene al cielo (Daniele 4:26), che la mano di Dio è sulla storia in ogni situazione (e anzi la storia non è altro che la Sua storia, lo svolgimento del suo piano eterno),e che alla fine sarà il regno di Dio a trionfare." Daniele è consapevole di Dio perciò ha grandi pensieri per Dio. 

I grandi pensieri di Daniele su Dio riguardano la Sovranità di Dio, noi lo vediamo da:
A) Come viene chiamato Dio.
Daniele 1:1-2: "Il terzo anno del regno di Ioiachim re di Giuda, Nabucodonosor, re di Babilonia, marciò contro Gerusalemme e l'assediò. Il Signore gli diede nelle mani Ioiachim, re di Giuda, e una parte degli arredi della casa di Dio. Nabucodonosor portò gli arredi nel paese di Scinear, nella casa del suo dio, e li mise nella casa del tesoro del suo dio". 
La parola "Signore" (ʾǎḏō∙nāy) del v.2 indica il vero Dio con una particolare attenzione per l'autorità  e la maestà di un regno, indica la suprema autorità e potenza di Dio (Genesi 18:27; Salmi 2:4; Isaia 6:1). Questo indica che non è solo il Dio di Daniele, ma di tutte le nazioni, questo è confermato anche dal nome Altissimo (ʿil∙lāy aramaico; cfr. Daniele 4:17, 24-25, 32; 5:18, 21;7:25). "Altissimo" indica l'unico Dio vero che è sopra ogni cosa in potere ed in rango. È il Dio degli dèi, il Signore dei re dice il re Nabucodonosor Daniele 2:47 . Quindi un Dio unico e assoluto sovrano. 

Noi vediamo la sovranità di Dio dal:
B) Controllo della storia e dei sovrani. (Daniele 2:20-21).
Il tema predominante del libro è il controllo sovrano che Dio esercita su tutte le nazioni e sui loro dominatori e il loro finale spodestamento da parte di Dio.
Il controllo di Dio della storia è espressa nella visione nel capitolo 7, dove si vede Dio sul trono dell'universo decidere il destino delle superpotenze della storia e dare il dominio a chi vuole.
Nella sua sovranità, egli volle che i Babilonesi (605-539 a.C.), i Medo-Persiani(539- 331 a.C.), Greci (331-146 a.C.) e Romani (146 a.C. 476 d.C.) dominassero Israele. (Cfr. Giosuè 21:44-45; Proverbi 21:31; Isaia 10:5-19; 14:26-27; 45:1-13; Abacuc 1:5-11). 
Dio stabilisce il destino e i confini geopolitici delle nazioni. "Egli li ha tratto da uno solo tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche loro assegnate, e i confini della loro abitazione”. (Atti 17:26). 
I cristiani hanno bisogno di ricordare la potenza di Dio sui governanti del mondo in tempi di elezioni nazionali. Molti cristiani sono così frustrati se viene eletto questo o quell’altro leader. 
Dio conosce, preconosce e preordina tutte le cose! (Isaia 46:9-10). Egli è colui che ha l’ultima parola, sia nella storia del mondo e sia nei singoli individui. (Salmi 33:10-11). Alla fine il suo regno, un regno eterno e la sua giustizia trionferanno perché ne gli uomini e ne gli angeli o qualsiasi altra cosa lo potranno ostacolare! (Daniele 7:27). Isaia 40:22-25: "Egli è assiso sulla volta della terra, da lì gli abitanti appaiono come cavallette; egli distende i cieli come una cortina e li spiega come una tenda per abitarvi; egli riduce i prìncipi a nulla, e annienta i giudici della terra; appena piantati, appena seminati, appena il loro fusto ha preso radici in terra, egli vi soffia contro, e quelli inaridiscono e l'uragano li porta via come stoppia.  'A chi dunque mi vorreste assomigliare, a chi sarei io uguale?' Dice il Santo".  

Noi vediamo la sovranità di Dio dal:
C) Controllo della salvezza.
Il Dio di Daniele non è un sovrano a distanza. Dio agisce nella storia,  specialmente per liberare coloro che gli sono fedeli. Dio è preoccupato per i singoli (Matteo 10:29-31). 
Coloro che conoscono Dio hanno grandi pensieri riguardo la sua salvezza! In Daniele ci sono due storie di liberazione miracolosa, ognuna delle quali termina in una confessione reale di questa caratteristica divina. Gli amici di Daniele furono gettati legati in una fornace ardente perché non si inchinarono agli dèi babilonesi. 
Ma gli amici di Daniele erano consapevoli che Dio è un Dio che libera, minacciati dal re risposero: Daniele 3:16-17: "Sadrac, Mesac e Abed-Nego risposero al re: 'O Nabucodonosor, noi non abbiamo bisogno di darti risposta su questo punto.  Ma il nostro Dio, che noi serviamo, ha il potere di salvarci e ci libererà dal fuoco della fornace ardente e dalla tua mano, o re...'" 
Gettati nella fornace, che il re fece alimentare sette volte più del solito, e mentre il calore uccise gli uomini che avevano gettato i tre nella fornace, i tre fedeli servi del Signore,  non si bruciarono perché Dio era con loro, infatti c’era una quarta persona con loro, simile a quello di un figlio degli dèi! Il re Nabucodonosor li fece uscire in Daniele 3:28 leggiamo: "Nabucodonosor prese a dire: 'Benedetto sia il Dio di Sadrac, di Mesac, e di Abed-Nego, il quale ha mandato il suo angelo e ha liberato i suoi servi che hanno confidato in lui, hanno trasgredito l'ordine del re, hanno esposto i loro corpi per non servire né adorare alcun altro Dio che il loro'". 
Anche Daniele sotto il regno del persiano Dario fu gettato in una fossa piena di leoni perché aveva trasgredito l’ordine che non doveva pregare il suo Dio, ma in Daniele 6:26-27 Dario dice: "Io decreto che in tutto il territorio del mio regno si tema e si rispetti il Dio di Daniele, perché è il Dio vivente che dura in eterno; il suo regno non sarà mai distrutto e il suo dominio durerà sino alla fine. Egli libera e salva, fa segni e prodigi in cielo e in terra. È lui che ha liberato Daniele dalle zampe dei leoni". 
Ma l'atto finale di salvataggio avverrà alla fine dei tempi con la vita eterna per quelli che sono stati scritti nel libro della vita. (Daniele 12:1-2). 

In tutto ciò vediamo:
D) Il controllo di Dio con i miracoli.
I tre amici di Daniele erano convinti che Dio potesse fare una cosa Sovrannaturale, che Dio aveva il potere di salvarli e di liberarli dal fuoco della fornace ardente e dalla mano del re, infatti loro non si sono bruciati! 
Per liberare i tre, Dio fece un grande miracolo,  cioè un’azione potente sovrannaturale, per dimostrare la sua potenza salvifica!
Il libro di Daniele è un libro che descrive i miracoli di Dio come l’interpretazione dei sogni (capitoli 2,4, 7), la mano del Signore che scriveva sul muro e Daniele interpretava (capitolo 5) e quindi anche la protezione di Daniele dalla fossa dei leoni (capitolo 6) e le profezie sovrannaturali (Daniele 2:7-8; 9:24-12:13). Così lo ha riconosciuto anche il re Nabucodonosor Daniele 3:27: "Egli libera e salva, fa segni e prodigi in cielo e in terra. È lui che ha liberato Daniele dalle zampe dei leoni". 
L’Iddio del sovrannaturale, lo vediamo in tutta la Bibbia dalla Genesi all’Apocalisse. Per Dio niente è difficile (Genesi 18:14; Geremia 32:17; Matteo 19:26). 
Ora il vero credente ha i grandi pensieri che Dio è il Dio dell’impossibile! Efesini 3:20-21: "Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo,  a lui sia la gloria nella chiesa, e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen". 
Il nostro Dio è capace di fare tutte le cose! Noi dobbiamo avere questa convinzione, pur mantenendo un atteggiamento di sottomissione alla sua volontà sovrana, se diversa dalla nostra richiesta.

Un’altra prova è che:
III QUELLI CHE CONOSCONO DIO HANNO UN GRANDE CORAGGIO PER DIO.
Chi di noi non ha mai sperimentato la paura davanti una circostanza. P. Dempsey riguardo la paura dice: " La paura può essere descritta come un penoso indietreggiare della personalità di fronte al pericolo e alla minaccia, presenti di fatto o immaginati. È causata da qualunque cosa che temiamo abbia il potere di danneggiarci o di procurarci grande pena." 
Possiamo avere paura della sofferenza, di avere una cattiva reputazione o di non essere accettati, e così via. Abbiamo visto che sia i tre amici nonostante gli venisse comandato di adorare la statua che il re babilonese fece erigere, i tre amici si rifiutarono. 
Poi anche Daniele qualche anno dopo coraggiosamente, nonostante il divieto di non pregare il suo Dio, lui pregava con le finestre aperte tre volte al giorno. Sia Daniele che i suoi amici rischiarono tanto, ma non erano sprovveduti o spacconi, sapevano quello che facevano, avevano calcolato il costo, avevano valutato il rischio, erano ben consapevoli delle conseguenze che avrebbero avuto le loro scelte ed azioni! 
Questi uomini avevano il coraggio e la fede genuina, a differenza dei due ragazzini che sono entrati in uno studio dentistico. Uno dei ragazzi disse:"Dottore è qui che si tirano i denti giusto?" Il dentista rispose: "ma non dobbiamo fare l’anestesia prima?" Il ragazzo disse: "No! Basta solo uno strattone grande!" Il dottore rispose: "Certo! Questo è ciò che io chiamo essere valoroso e coraggioso. Ora mostrami il dente che desideri che io tolga". Il ragazzo si voltò verso suo fratello minore e disse: "Vieni qui Alfredo mostra il tuo dente al dottore!". 
Carissimi, noi siamo coraggiosi per gli altri, ma per quanto si tratta di noi stessi noi non abbiamo coraggio! Questi servi del Signore  avevano il coraggio vero e proprio prendendo posizione per il Signore, non lo hanno rinnegato! 

Perché questi credenti erano coraggiosi?
A) Perché credevano in un Dio vivente e fedele. (Daniele 3:17).
Dio per loro era una certezza, era vivo, presente nella loro vita e credevano che si prendeva cura di loro. (Deuteronomio 33:27). 
Il coraggio cresce quando guardiamo a ciò che Dio è! Questo non significa che Dio impedirà la sofferenza o la persecuzione, la derisione (1 Corinzi 4:11-13; 2 Corinzi 11:24-27; Ebrei 11:39), ma che comunque sarà con noi a sostenerci. 2 Timoteo 4:16-17. A Giosuè lo aspettava il grande compito di sostituire Mosè e di guidare il popolo alla conquista della terra promessa, ma Dio gli dice: Giosuè1:9: "Non te l'ho io comandato? Sii forte e coraggioso; non ti spaventare e non ti sgomentare, perché il SIGNORE, il tuo Dio, sarà con te dovunque andrai". 

Il secondo motivo perché questi credenti erano coraggiosi è che:
B) Ubbidire a Dio è  la cosa più giusta.
I tre amici si rifiutarono di inchinarsi alla statua d’oro che Nabucodonosor aveva fatto erigere. Loro osservarono il comandamento della legge di Dio (Esodo 20:3-6). Poco prima di morire una giovane donna di 22 anni pronunciò queste parole prima del suo martirio. Il governatore (Romano) Ilariano mi disse: " Abbi pietà dei capelli grigi di tuo padre; abbi pietà del tuo bambino neonato. Offri il sacrificio a favore degli imperatori." "No!" risposi. Ilariano mi chiese: "Sei cristiana?" e io dissi di si. Quando mio padre insistette per cercare di dissuadermi, Ilariano ordinò che fosse gettato a terra e battuto con una verga. Mi sentivo male per mio padre, come se fossi stata battuta io. Poi Ilariano emise la sentenza contro tutti noi: fummo condannati ad essere pubblicamente sbranati e divorati dalle bestie feroci e noi tornammo in prigione contenti…

Tutto ciò implica che:
(1) Dio deve essere messo prima del nostro io, dell’amore proprio.
Una condizione del vero discepolo di Gesù è rinunziare a se stessi. (Marco 8:34-35). Il vero credente è sommerso dal sentimento potente che l’unica cosa che importa è Dio e non il proprio benessere! (Atti 20:24). Questo sentimento influenza la nostra mente e condiziona tutta la nostra vita! 

(2) Dio è messo prima dell’approvazione degli uomini.
Agli amici di Daniele non interessavano di essere approvati da una persona importante come Nabucodonosor e quindi di ubbidire a lui, ma a Dio! La stessa cosa fecero gli apostoli quando per l’ennesima volta furono ammoniti dai capi religiosi di non predicare Cristo in  Atti 5:29 è scritto: "Ma Pietro e gli altri apostoli risposero: 'Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini'". 
Il vero credente è morto con Cristo in croce (Galati 2:20 ! George Mueller disse: "C’è stato un giorno in cui sono morto, completamente morto alle mie opinioni, alle mie preferenze, ai miei gusti e alla mia volontà- morto al mondo, ai suoi plausi e alle sue censure- morto all’approvazione o al biasimo anche dei fratelli e degli amici; da allora mi sono studiato di apparire sempre approvato dinanzi a Dio". 

Un’ultima e quarta prova è che:
IV QUELLI CHE CONOSCONO DIO HANNO GRANDE COMPIACIMENTO IN DIO.
I veri credenti si sentono completamente appagati in Dio. I tre amici di Daniele erano appagati da Dio, erano in pace con Dio. All’ultimatum del re Nabucodonosor di adorare la statua che lui aveva fatto erigere, altrimenti, sarebbero stati gettati nella fornace ardente, i tre rimasero tranquilli. 
Daniele 3:14-18: "Nabucodonosor disse loro: 'Sadrac, Mesac, Abed-Nego, è vero che non adorate i miei dèi e non vi inchinate davanti alla statua d'oro che io ho fatto erigere?  Ora, appena udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del saltèrio, della zampogna e di ogni specie di strumenti, siate pronti a inchinarvi per adorare la statua che io ho fatta; ma se non la adorerete, sarete immediatamente gettati in una fornace ardente; e quale Dio potrà liberarvi dalla mia mano?' Sadrac, Mesac e Abed-Nego risposero al re: 'O Nabucodonosor, noi non abbiamo bisogno di darti risposta su questo punto. Ma il nostro Dio, che noi serviamo, ha il potere di salvarci e ci libererà dal fuoco della fornace ardente e dalla tua mano, o re. Anche se questo non accadesse, sappi, o re, che comunque noi non serviremo i tuoi dèi e non adoreremo la statua d'oro che tu hai fatto erigere'. Non c’è nemmeno l’ombra di un po’ di panico in questi servi del Signore! Comunque vada, anche se Dio non ci libera, noi non serviremo i tuoi dèi e non adoreremo la tua statua! Loro erano soddisfatti in Dio ed erano preoccupati di piacere solo Dio sia con la morte o con la vita! 
Non so se è un canto o una poesia, ma è sono davvero incoraggianti queste parole:
Signore, non sta a me preoccuparmi se vivo o muoio;
amarti e servirti, ecco la mia parte,
e questo deve darmi la tua grazia.
Se questa vita sarà lunga, ne sarò contento,
per poterti a lungo obbedire;
se sarà breve, perché essere triste
quando so di salire verso l’eterno giorno?
Sei appagato in Dio? L’appagamento è un’altra prova che lo conosci! 

Questo compiacimento o appagamento è il risultato della: 
A) Pace con Dio per mezzo di Cristo. 
Romani 5:1: "Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore". 
La storia racconta di un giovane scaricatore di porto che ha sentito un predicatore di nome Henderson predicare un sermone su Romani 5:1. Anche se colpito dalla verità che si può avere pace con Dio solo per i meriti del Signore Gesù, egli non si affidò a Gesù come suo personale Salvatore. Il giorno dopo l'uomo si iscrisse come parte dell'equipaggio e navigò su una nave per Londra. Poco tempo dopo fece naufragio. Diversi mesi dopo un marinaio incontra il predicatore e gli chiese:"Sei tu il pastore Henderson?" "Sì, sono io", rispose. "Sono venuto per dirvi che ho parlato e pregato con un giovane a bordo di una nave per Londra, questo giovane aveva ascoltato il tuo sermone sulla lettera ai Romani 5:1. Egli era preoccupato per la sua anima, ma non ha capito bene il piano di salvezza, abbiamo parlato ancora insieme e l’ho condotto al Signore. Solo pochi minuti dopo eravamo naufraghi, e abbiamo lanciato una delle scialuppe di salvataggio. Nel farlo, mi disse: 'Matteo, se arrivi a riva , e ti capita di incontrare il Pastore Henderson, comunicagli che sono stato salvato; in qualche modo, non è riuscito ad entrare nella scialuppa di salvataggio, l'ultima volta che lo vidi, era aggrappato ad un albero della nave, e agitando il cappello e gridando mi disse: Giustificati per fede abbiamo pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!'" 
Non sappiamo se quell’uomo si salvò fisicamente, ma spiritualmente sì!
Il credente è giustificato, cioè approvato da Dio grazie a Gesù ed è quindi in pace con Dio, cioè riconciliato con Dio, non è più nemico di Dio. La pace qui è un dato di fatto! In questo senso, non siamo più sotto la condanna di Dio (Romani 5:9-11; 8:1). Siamo suoi figli e quindi eredi (Romani 8:16-17). 
Nessuno ci potrà accusare e strappare dall’amore di Dio (Romani 8:28-39). James I. Packer: "Non esiste pace simile a quella di coloro la cui mente possiede la piena certezza non soltanto di aver conosciuto Dio e di essere da Lui conosciuti, ma anche che tale rapporto garantisce loro il suo favore durante la loro vita, attraverso la morte, e poi per sempre." 
Chi ha la pace con Dio è sereno con la relazione con Dio e quindi è appagato! La pace con Dio implica serenità, una serenità che proviene dal fatto che il mezzo stabilito da Dio e fornito in Cristo, è realmente ciò che soddisfa la giustizia, la santità di Dio, è consapevole che non dipende dai propri sforzi, ma dal carattere e dall’opera di Cristo, perciò è sereno. Chi ha Dio in Cristo è pienamente soddisfatto! (Colossesi 2:10). 
Solo Dio in Cristo può soddisfare i nostri bisogni spirituali più profondi! Il vero credente è consapevole che la felicità è in Dio! Pascal: "La felicità non è ne dentro né fuori di noi: è nella nostra unione con Dio". Per questo motivo Dio è messo al primo posto e cercato! Salmi 63:1: Salmo di Davide, quand'era nel deserto di Giuda. "O Dio, tu sei il mio Dio, io ti cerco dall'alba; di te è assetata l'anima mia, a te anela il mio corpo languente in arida terra, senz'acqua". Salmi 73:25: "Chi ho io in cielo fuori di te? E sulla terra non desidero che te". 
Chi conosce Dio è pienamente soddisfatto in Lui e non cercherà nessun altro!

B) La pace con Dio annulla ogni nostalgia della vita prima la conversione. (Filippesi 3:7-10).
Le cose del passato per Paolo sono considerate spazzatura, questo significa non solo che le reputa prive di valore, ma anche che non occupano i suoi pensieri, che non ha nostalgia. Come si può avere nostalgia dei rifiuti? Ma molti che si dicono credenti hanno questo tipo di nostalgia, il che dimostra la mancanza di vera conoscenza di Dio. Una persona che conosce Dio le cose della vecchia vita, prima della conversione non hanno più nessuna importanza perché è appagata completamente in Dio! Ciò che ha guadagnato in Cristo, toglie dalla mente i piaceri o i dispiaceri del passato.

CONCLUSIONE.
Desideriamo conoscere più in profondità Dio?
1) Dobbiamo essere umili. (Filippesi 3:13).
Dobbiamo riconoscere che abbiamo molta strada da fare, che ancora non conosciamo come dovremmo conoscere! In questo non dobbiamo contare su noi stessi, ma sullo Spirito Santo. (1 Corinzi 2:9-11).

2) Dobbiamo pregare per conoscere di più Dio.
Paolo pregava per le chiese affinché Dio desse loro uno spirito di sapienza e rivelazione per conoscere pienamente Dio. (Efesini1:17).

3) Dobbiamo leggere, meditare e studiare di più la Bibbia.
Non ci sono altri mezzi per conoscere Dio. Dio si è rivelato attraverso la sua Parola. (Salmi 1:1-2; 2 Timoteo 3:16-17).

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