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2 Re 5:14-17: Naaman riconosce il Dio d’Israele come il solo Signore

 2 Re 5:14-17: Naaman riconosce il Dio d’Israele come il solo Signore
La narrazione della guarigione di Naaman è una delle più grandi storie della Bibbia, anche Gesù ne ha parlato nel Vangelo (Luca 4:27).

Questi versetti ci parlano della grazia di Dio.
La grazia di Dio è un atteggiamento favorevole verso i peccatori, il favore concesso con generosità a chi non possiede alcun merito per ottenerlo, può essere chiamato "favore immeritato". 
Dio si abbassa per abbracciare i miseri e i meno amabili, e per concedere benefici agli ingiusti, ai peccatori.

Dio ha mostrato la Sua grazia al pagano Naaman.

Naaman era il generale dell’esercito di Siria molto stimato dal suo re perché uomo vittorioso, forte e coraggioso.
Non era un adoratore del Signore, ma di altre divinità!
 
Quest’uomo si ammalò di lebbra, sua moglie aveva una schiava Israeliana che era stata fatta prigioniera.
Era normale a quei tempi fare schiavi i prigionieri (cfr. per esempio Numeri 31:9; Giudici 5:30; 1 Samuele 4:9).

Questa schiava, incoraggiò la sua padrona a parlare con il marito per andare in Samaria dove c’era il profeta (Eliseo) che lo avrebbe guarito.

Non è sbagliato pensare che le schiave venivano regolarmente maltrattate dai loro padroni (cfr. per esempio Genesi 16:1–6; 21:8–14). 

Certamente questa giovane schiava aveva molte ragioni per non aiutare il suo padrone; eppure lei è stata il fattore iniziale per la sua guarigione!!

La lebbra era una malattia della pelle profondamente temuta nel mondo antico perché incurabile e molto contagiosa, pertanto per contenerla, la strategia principale era l'isolamento e l’esclusione dalla società. 
Quindi la sofferenza di Naaman era fisica e sociale.

Naaman informa il re della Siria e con il suo benestare parte per la Samaria con una quantità enorme di doni, circa trecentoquaranta chilogrammi d'argento e novanta chilogrammi d'oro (stiamo parlando di milioni di euro odierni!), e dieci cambi di vestiario (ci fanno capire la gravità della crisi personale dovuta alla salute) con una lettera per il re d’Israele mediante la quale gli chiede la guarigione.

Il re d’Israele, certamente non mostrò di avere fede, infatti fu preso dal panico e pensava che il re Siriano cercava pretesti per attaccare Israele (vv.1-6).

C’è un chiaro contrasto tra la serva credente, piena di aspettativa e fiducia e il re d’Israele spaventato!
Il profeta Eliseo saputa la cosa rassicurò il suo re, dicendogli di farlo venire da lui e avrebbe sperimentato che c’è un profeta in Israele.

Sono tre aspetti principali che noi vediamo nei vv.14-17: la guarigione di Naaman, la dchiarazione di Naaman e la determinazione di Naaman.

Cominciamo con:
I LA GUARIGIONE DI NAAMAN
Nel v.14 leggiamo:“Allora egli scese e si tuffò sette volte nel Giordano, secondo la parola dell'uomo di Dio; e la sua carne tornò come la carne di un bambino; egli era guarito (v.14).

Il profeta tramite un messaggero consigliò a Naaman di lavarsi sette volte nel fiume Giordano e sarebbe guarito!

Non sappiamo perché doveva tuffarsi sette volte nel Giordano, il numero “sette” simboleggia la completezza e la perfezione, alcuni studiosi lo considerano un numero sacro. 

L'opera di creazione di Dio era sia completa che perfetta, e fu completata in sette giorni, nell’ultimo si riposò e lo santificò (Genesi 1:1–2:4; Esodo 20:8). 

Nel sogno del faraone i sette anni buoni furono seguiti dai sette anni di carestia (Genesi 41:1–36) rappresentavano un ciclo completo di abbondanza e carestia. 

Il settimo anno la terra doveva riposarsi dai raccolti, quindi niente potature, o semine (Levitico 25:2–7). 

La festa della Pasqua (Esodo 12:15-16), la festa delle Settimane (Deuteronomio 16:9-10), dei Tabernacoli (Deuteronomio 16:13) e del Giubileo (Levitico 25:8), erano tutte ordinate per sette.

Le feste nuziali duravano sette giorni (Giudici 14:12,17).

Sette è il numero del sacrificio (2 Cronache 29:21; Giobbe 42:8), della purificazione e della consacrazione (Levitico 4:6,17; 8:11,33; 14:9,51), del perdono (Matteo 18:21-22; Luca 17:4), della ricompensa (Deuteronomio 28:7; 1 Samuele 2:5) e della punizione (Levitico 26:21,24,28; Deuteronomio 28:25).

Questi sono alcuni esempi dell’uso di sette.

Quello che vediamo nella guarigione di Naaman è che:
A) Le vie di Dio invertono le nostre aspettative
All’inizio Naaman si rifiutò di farlo perché gli sembrava una cosa assurda, pensava di essere guarito dal profeta Eliseo in un modo diverso, cioè con la preghiera e toccando con la mano la parte malata (v.11) e non lavandosi per sette volte! 

Il generale pensava che i fiumi di Damasco erano più puliti, poteva lavarsi lì e guarire (v.12).

Naaman doveva imparare l’umiltà e ad avere fiducia.

Secondo lo studioso Wiseman: "Lo scopo era insegnargli l'umiltà e la fede ... il grande uomo può aspettarsi qualcosa di grande, mentre Dio spesso ci mette alla prova con piccole cose".

Naaman aveva la sua idea secondo la sua logica!

Anche noi siamo così e poi rimaniamo delusi da Dio!
Pensiamo che debba agire secondo la nostra logica e quando non lo fa, ci rimaniamo male, ci prende la delusione!

Dale Ralph Davis scrive: “Non siamo così lontani da Naaman. Quante volte abbiamo già la nostra idea di come Dio dovrebbe operare. Quando non si adatta alle nostre aspettative, diventiamo ‘delusi’ da Dio”.
Ma anche rancorosi verso Dio, aggiungo io.

Il punto allora è che usiamo la nostra logica su come Dio dovrebbe operare, su quello che deve, o non deve fare, su come lo deve fare, e poi rimaniamo delusi e rancorosi!

Vogliamo il beneficio di Dio, ma anche il modo come ce lo deve dare! 
Vogliamo il Dio sovrano come nostro maggiordomo!!
In questo modo incapperemo in una delusione!

Dobbiamo fidarci della saggezza di Dio e smettere di usare la nostra logica! 

Dio ha una logica diversa dalla nostra e la Sua saggezza è varia e infinita (cfr. per esempio Isaia 55:9-10; Efesini 3:10).

Ma lo scetticismo di Naaman si trasformò in fede incoraggiato dai suoi stessi servi (vv.10-13).

Naaman non conosceva Dio, e sappiamo che Dio opera i Suoi miracoli a volte in modo insolito! (cfr. per esempio Giosuè 6:1-26; Giudici 7:5-6).

B) Le vie di Dio sono infinite
Conosciamo il proverbio “Le vie del Signore sono infinite”.
Si tratta di una frase utilizzata nel momento in cui ci si trova di fronte a un qualcosa che si ritiene difficilmente realizzabile e, quindi, ci si affida alla Divina Provvidenza affinchè si possa realizzare, o possa sbrogliare la complicata “matassa”.

I tempi brutti, situazioni difficili si possono presentare nella nostra vita in diverse forme: problemi economici e bollette da pagare che si accumulano, il dottore ci dà notizie tristi sulle analisi del sangue, i nostri figli che iniziano a fare scelte sbagliate e a sviluppare cattive abitudini, problemi al lavoro e così via.

Ma dobbiamo ricordare e non perdere mai la speranza che a Dio non mancano mai gli strumenti per compiere la Sua opera di grazia e per liberarci da qualsiasi situazione difficile!

E quando è la Sua volontà (cfr. per esempio 1 Giovanni 5:14), sotto il potere della Sua grazia certamente agirà senza difficoltà!
Nessuno può impedire di agire! (cfr. per esempio Salmo 115:3; Isaia 14:27; 46:10; Daniele 4:34-35).

Naaman non sapeva che era sotto il potere della grazia di Dio. 
Quando la grazia di Dio si impossessa di un uomo, non lo lascia andare, non può essere resistita! 

Naaman alla fine fece come gli aveva detto di fare il profeta Eliseo e la sua carne diventò come quella di un bambino!

Il Signore aveva operato un miracolo!
Anche se Naaman era un Siriano, Dio lo guarì!

Poteva accarezzare l'evidenza della grazia guaritrice di Dio, che aveva toccato potentemente la sua pelle con potere rigenerante!
Per niente è impossibile! (cfr. per esempio Genesi 18:14; Geremia 32:17; Matteo 19:26)

C) Le vie di Dio sono illimitate
Il predicatore Charles Spurgeon disse: “La grazia di Dio è così grande che tu potresti prima svuotare il mare delle sue acque, o privare il sole della sua luce, o rendere troppo angusto lo spazio, che diminuire la grande grazia di Dio”.

Dio non era obbligato a limitare la Sua grazia solo al popolo di Israele!

Nella sua grazia sovrana, Egli poteva e andò oltre Israele per salvare anche i Gentili (cfr. per esempio Giona 3:5-10), anche se vi erano lebbrosi in Israele! (Luca 4:25-27).

Questo doveva essere lo scopo d’Israele: far conoscere Dio ai popoli (cfr. per esempio Esodo 19:5-6; Salmo 57:9; 96:10-13; Giona 1:2; 3:2) e il desiderio di chi gli appartiene è proprio che sia lodato dalle nazioni (cfr. per esempio Salmo 67:5; 117:1).

La grazia di Dio è abbastanza ampia per il mondo intero come vediamo anche nel Nuovo Testamento, che salva non solo i Giudei, ma anche il resto delle nazioni (cfr. per esempio Romani 1:16; 9-11; Efesini 2:11-22).

C'è grazia per i Gentili così come per gli Ebrei, perché lo scopo ultimo di Dio è quello di salvare persone in Cristo da tutte le nazioni (cfr. per esempio Genesi 12:3; Matteo 8:11; Galati 3:26-29; Apocalisse 5:9; 7:9-12). 

Così, la guarigione di Naaman era un accenno dell'Antico Testamento sulla portata internazionale della grazia divina e sulla diffusione mondiale del Vangelo.

Dunque, non fu la carenza di lebbrosi in Israele che fece sì che Dio concedesse la guarigione a Naaman (cfr. per esempio Luca 4:27), ma perché Dio nella Sua grazia sovrana, scelse di guarire Naaman. 

La salvezza è sempre una questione di grazia di Dio (cfr. per esempio Efesini 2:8-9).

E per la sola fede, Naaman fece ciò che gli aveva detto il profeta Eliseo e fu guarito.

L'esperienza di Naaman ci parla della necessità di umiliarci davanti al messaggio del Vangelo. 

Infatti, anche noi oggi abbiamo una malattia, peggio della lebbra, una malattia spirituale che si chiama peccato che ci porta alla morte eterna, all’inferno, ma da cui possiamo essere salvati per la fede in Gesù Cristo che è morto sulla croce per i peccatori (cfr. per esempio Giovanni 3:16; Romani 5:6-11; 6:23; 1 Timoteo 1:15) pentendoci dei nostri peccati (cfr. per esempio Atti 3:19-20).

La cura per il peccato è solo Gesù Cristo! 
Ma per moltissime persone la croce di Gesù Cristo è assurda! (cfr. per esempio 1 Corinzi 1:18).

Queste persone “guardano quella croce insanguinata” e pensano che ci doveva essere un altro modo, non cruento, più sofisticato e attraente.
 
Queste persone come Naaman che non voleva lavarsi nel Giordano, non hanno problemi a pensare ad altri modi che hanno più senso come i fiumi di Damasco (v.12), ma Dio c’indica inesorabilmente solo la croce di Gesù Cristo come l'unica via di salvezza e di comunione con Dio (cfr. per esempio Giovanni 4:42; 14:6; Atti 4:12).

Dio ci salva alle Sue condizioni, non alle nostre, e il modo in cui ha scelto di farlo è attraverso il sacrificio di Gesù sulla croce e in nessun altro modo! 

Gesù Cristo, con la Sua vita perfetta (cfr. per esempio Atti 3:14; 2 Corinzi 5:21; 1 Pietro 3:18; 1 Giovanni 3:5) e la Sua morte espiatoria (cfr. per esempio Romani 3:21-25; 8:1-4), ha fatto tutto ciò che è necessario affinché i nostri peccati fossero perdonati (cfr. per esempio Efesini 1:7) e affinché potessimo avere la vita eterna (cfr. per esempio Giovanni 3:16; Romani 6:23).

Questa salvezza come per Naaman è per grazia e non per opere (cfr. per esempio Romani 4:4-5; 11:5-6; Galati 2:16; Efesini 2:8-9; Tito 2:4-7), infatti Eliseo si rifiutò di essere pagato dal generale (vv.15-16).

E questa è un’altra cosa che molte persone trovano assurda: ricevere gratis qualcosa! 

La grazia di Dio è completamente gratuita! Altrimenti non è più grazia!

Questa è stata una sorpresa per Naaman, che si aspettava di pagare, invece non doveva pagare niente: Dio lo ha guarito per la sola Sua grazia!

Philip Graham Ryken scrive a riguardo: “Così è con la salvezza in Cristo. Non c'è sacrificio che possiamo fare per espiare i nostri peccati. Non c'è penitenza a cui possiamo sottoporci per allontanare il giudizio divino. Non c'è buona azione che possiamo compiere per compensare le nostre cattive azioni. Non c'è amore che possiamo offrire per conquistare l'affetto di Dio. Al contrario, la Scrittura insegna che è "Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio.  Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti" (Efesini 2:8–9). Se vogliamo essere salvati dai nostri peccati, possiamo solo venire a chiedere a Dio il dono della sua grazia, donata gratuitamente in Gesù Cristo. Allora non avremo nulla di cui vantarci, in modo che tutta la gloria possa andare a Dio”.

In questi versetti troviamo anche:
II LA DICHIARAZIONE DI NAAMAN
I brutti tempi, o le preoccupazioni di vario genere personali, familiari, o anche nazionali, possono essere strumenti di Dio per farci guardare a Lui, di cercare il Suo aiuto e quindi per conoscerlo per quello che Egli è!!

Nella dichiarazione di Naaman vediamo:
A) L’unicità di Dio
Naaman appartiene a quelle persone di origine pagana che hanno riconosciuto l’unicità del Dio d’Israele, come per esempio Ietro il suocero di Mosè (Esodo 18:10-11), e Raab di Gerico (Giosuè 2:9-11).

Dopo la guarigione Naaman tornò con tutto il suo seguito da Eliseo, l'uomo di Dio, e gli disse: “Ecco, io riconosco adesso che non c'è nessun Dio in tutta la terra, fuorché in Israele” (v.15).

Il tema teologico principale del libro dei Re è il Dio di Israele come vero e unico Dio. 

Il Signore non va confuso con le varie divinità adorate all'interno e all'esterno di Israele, perché queste sono semplicemente creazioni umane (cfr. per esempio 1 Re 12:25-30; 2 Re 17:16; 19:14-19). 

Gli idoli fanno parte dell'ordine creato, come le persone che li adorano, e sono entità impotenti e futili (cfr. per esempio 1 Re 16:13; 18:22-40; 2 Re 17:15; 18:33-35). 

Il Signore, invece, è l'incomparabile Creatore del cielo e della terra (cfr. per esempio 1 Re 8:23; 2 Re 19:15). 

È assolutamente distinto dal mondo che ha creato (1 Re 8:9,14-21, 27-30)

Naaman ha riconosciuto, quindi creduto che non c’è nessun Dio in tutta la terra, ma solo in Israele!

Questo per dire che dalle altre parti gli dèi non sono Dio! Solo il Signore è il vivente e vero Dio! (ʾĕlōhîm – cfr. per esempio Geremia 10:10; 1 Tessalonicesi 1:9).

Naaman guarito e convertito voleva dire che solo il Signore, Colui che Israele adora, è il vivente e vero Dio! 
Naaman non riconosce giustamente il profeta, o il Giordano, gli strumenti della guarigione, ma Dio è l’origine della sua guarigione!

Chi sperimenta il Signore lo riconosce come il vivente e vero Dio!

Più volte nella Bibbia viene sottolineata la verità che non c’è nessun Dio oltre il Signore!

Per esempio Deuteronomio 4:35 dice: “Tu sei stato fatto testimone di queste cose affinché tu riconosca che il SIGNORE è Dio, e che oltre a lui non ve n'è nessun altro”.

La fede d'Israele era monoteistica, cioè era una fede in cui si affermava l'esistenza di un solo Dio!  

Così il Signore non solo è Dio, ma è l'unico Dio!
Solo il Signore è il vivente e vero Dio, non ha paragoni!

Il Signore era ed è di gran lunga superiore a tutte le divinità pagane dei popoli, era ed è un Dio dinamico, che salva e giudica questo Israele lo ha sperimentato storicamente con la liberazione dall’Egitto.

I Suoi grandi atti nella storia, hanno dimostrato la sovranità di Dio e hanno tolto ogni dubbio riguardo la sua unicità, o incomparabilità (cfr. per esempio Esodo 8:10; 9:14; Deuteronomio 33,26; Isaia 45:5,14; 46:9).

Lo scopo degli atti terrificanti del Signore era rivelatore, i Suoi eventi storici dimostravano che solo Lui merita il titolo di Dio (ʾelōhîm) e che non ce n'è nessun altro del Suo genere. 

Il Signore è al di sopra di tutti gli dèi! È il  “Dio degli dèi” dice Deuteronomio 10:17.

In Isaia 44:6 è scritto: “Così parla il SIGNORE, re d'Israele e suo redentore, il SIGNORE degli eserciti:’Io sono il primo e sono l'ultimo,e fuori di me non c'è Dio’”. (cfr. per esempio Isaia 44:8; 45:5,14, 22; 46:9; Daniele 3:29; Gioele 2:27; Marco 2:7; 10:18; 12:29; Luca 18:19; 1 Corinzi 8:4, 6; Galati 3:20; Efesini 4:5-6; Giacomo 2:19).

Dio è molto più grande degli "dèi" ed è sovrano su di loro e temuto al di sopra di tutti gli dèi (cfr. per esempio Salmi 96:4) ed è esaltato molto al di sopra di tutti gli dèi (cfr. per esempio Salmi 97:9).

Non c'è nessuno che possa essere paragonato al Signore!

Non è solo che è il più grande degli dèi, ma in confronto a Lui non c'è nessun altro dio! 

Qualunque siano gli dèi, non sono nella stessa categoria del Signore.

“Io sono il primo e sono l'ultimo” è una frase che non è solo un titolo, ma anche una descrizione della Sua unica sovranità su tutti gli eventi della storia!

Dio, il Signore, controlla la storia dell’umanità!

Isaia 44:6 sottolinea l’eterna trascendente grandezza e unicità del Signore come Dio!

Non c'è niente e nessuno con cui confrontarlo!
Dio non ha paragoni, e come il Signore degli eserciti ha il potere di realizzare ciò che vuole. 

“Io sono il primo e sono l'ultimo” indica che Dio esisteva prima di tutte le cose ed esisterà per sempre, quindi ci parla di eternità, di auto-esistenza, ma anche della sovranità di Dio sulla storia.

Come “primo”, il Signore, era sulla scena quando ancora non esisteva la terra, e così era sulla scena anche quando cominciò a crearla, e come ”l’ultimo”, sarà ancora sulla scena quando chiuderà la storia di questo mondo, quando dirà la parola: “Fine!” 

Ma è implicito che tra l’inizio e la fine Dio è anche durante, nel senso che sta guidando la storia dall’inizio alla fine!

Gary Smith riguardo “Io sono il primo e sono l'ultimo” scrive: “Una frase che non è solo un titolo, ma anche una descrizione della sua sovranità unica su tutti gli eventi. Sa cosa è successo in passato, ha pianificato e rivelato al suo popolo alcune delle cose che accadranno in futuro. Questa non è una dichiarazione filosofica astratta della sua eternità, ma un promemoria che le sue opere coprono l'intero ambito della storia dall'inizio alla fine dei tempi. Quest’affermazione darebbe assicurazione al pubblico che Dio sa tutto sui loro problemi passati e sarà con loro per aiutarli in futuro… Quando Dio afferma di essere il primo (41:4; 48:12), indica che ha preceduto i primi eventi della creazione e continuerà come Signore sovrano sulla creazione fino agli ultimi eventi”. 

Così ancora in 1 Timoteo 2:5 leggiamo: “Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo”.

Guidato dallo Spirito Santo, Paolo è categorico ed esclusivista: c’è un solo Dio e un unico mediatore tra Dio e gli uomini, Gesù Cristo uomo!

Solo Gesù può fare da mediatore, infatti il mediatore è colui che deve conoscere bene le due parti in causa: Gesù essendo perfettamente Dio può rappresentare Dio agli uomini e così essendo perfettamente uomo può rappresentare gli uomini davanti a Dio.
Gli altri mediatori tra Dio e gli uomini sono illusori, non ci portano a Dio!

Il mediatore (mesitēs) funge da intermediario per riconciliare Dio e le persone. Un mediatore è qualcuno che media tra due parti per rimuovere un disaccordo e per portare alla riconciliazione.

Gesù è l’unico che ci riconcilia con Dio! 

Il peccato ci ha divisi da Dio (cfr. per esempio Isaia 59:1-2), Gesù Cristo ha rimosso la separazione causata dal peccato tra Dio e l'umanità riconcilia i credenti con Dio (cfr. per esempio Romani 5:9-11).

Gesù è mediatore in quanto per mezzo di Gesù, Dio realizza il Suo scopo di salvare le persone e di portarle in comunione con Lui.

Attraverso Cristo e la Sua opera di redenzione, gli esseri umani non solo sono salvati, ma sono portati alla comunione con Dio (cfr. per esempio Giovanni 14:6).

Infine vediamo:
III LA DETERMINAZIONE DI NAAMAN 
Per riconoscenza, il comandante Siriano, voleva fare un regalo all’uomo di Dio, il profeta Eliseo, ma lo rifiutò!

Così in modo determinato, Naaman disse: “Il tuo servo non offrirà più olocausti e sacrifici ad altri dèi, ma solo al SIGNORE”.

In Deuteronomio 6:4 troviamo la confessione di fede che ogni fedele Ebreo faceva ogni giorno:“Ascolta, Israele: Il SIGNORE, il nostro Dio, è l'unico SIGNORE”.

Naaman mise da parte i falsi dèi della Siria per adorare l'unico vero Dio che governa su tutto.

Questa è la versione nell’Antico Testamento di 1 Tessalonicesi 1:9: “Perché essi stessi raccontano quale sia stata la nostra venuta fra voi, e come vi siete convertiti dagl'idoli a Dio per servire il Dio vivente e vero”.

Anche quando sarebbe ritornato in Siria, Naaman è determinato ad adorare il Dio d'Israele. 

Mai più avrebbe fatto un'offerta, o un sacrificio a nessun altro dio.

Naaman si rende conto di quello che significa la conversione al Signore senza compromessi con gli idoli, dice al v.18: “Tuttavia il SIGNORE voglia perdonare una cosa al tuo servo: quando il re, mio signore, entra nella casa di Rimmon per adorare, e si appoggia al mio braccio, anch'io mi prostro nel tempio di Rimmon. Voglia il SIGNORE perdonare a me, tuo servo, quando io mi prostrerò così nel tempio di Rimmon! Eliseo gli disse: ‘Va in pace’”

Qualcuno potrebbe dire: “Ma come Naaman non aveva appena dichiarato con determinazione che adorerà solo il Signore, come mai dice che s’inginocchierà nella casa della divinità pagana Rimmon?” 

Iain Provan spiega così la situazione: “Il dio Siriano Rimmon è ora chiaramente inteso come un mero idolo, e il ‘culto’ di Rimmon da parte di Naaman sarà limitato alle occasioni inevitabili in cui si troverà nel tempio di Rimmon nel corso dei suoi doveri ufficiali".

Naaman non chiede il permesso di compromettere la sua fede adorando gli idoli!
Non dice che sarà lui ad adorare, ma è il suo re che lo farà:

Naaman entrerà nel tempio di Rimmon e s’inginocchierà perché accompagnerà, scorterà il suo re come suo lavoro, come suo dovere ufficiale e fa capire che non lo può evitare perché il re si appoggia al suo braccio.

Se chiede il perdono in anticipo, vuol dire che è consapevole che la conversione comporta totalità, radicalità ed esclusività al Signore!

Ecco se tu sei convertito al Signore lo devi essere in modo totale, radicale ed esclusivo!

Questo è un esempio dell'essere nel mondo senza essere del mondo (Giovanni 15:19), siamo in questo mondo, ma nello stesso tempo, non dobbiamo compromettere le nostre convinzioni cristiane, e comprometterci moralmente!

Quando c’è una vera conversione non è solo un passaggio da una teologia errata a una corretta, ma è coinvolta un processo di trasformazione che cambia tutto il nostro modo di pensare ed è coinvolta tutta la nostra persona (cfr. per esempio 2 Re 23:25) che adora solo Dio e lo segue conformandosi alla Sua parola senza compromessi con il mondo, cioè quel sistema o visione, pratiche e norme connesse con la società che non segue la volontà Dio, che è ribelle a Dio! (cfr. Romani 12:1-2).

Una volta che Naaman ricevette il dono gratuito della grazia di Dio, tutta la sua vita cambiò. 

Il suo rapporto con Dio cambiò!
La sua adorazione e la sua confessione cambiarono. 

La grazia del Signore è trasformante!

Il Signore non solo guarì Naaman dalla sua lebbra, ma lo rese un fedele e timoroso adoratore!

Chi sperimenta la grazia di Dio non è più lo stesso!

Ci sono molti che fanno una professione di fede, ma non mostrano alcuna prova di cambiamento. Naaman non era uno di questi!

L'opera di Dio lascia prove chiare.

Un ragazzo vicino a Sandfields, Inghilterra, raccontò al suo insegnante del pranzo che la sua famiglia aveva gustato a mezzogiorno: sugo, patate, carne, cavoli, persino budino di riso. Poi spiegò tutto: “Mio padre si è convertito”. Quello che aveva speso venerdì sera per ubriacarsi lo aveva portato a casa per sfamare la sua famiglia.

Ricevere la grazia di Dio è un'esperienza che cambia la vita!

Se non lo ha già fatto prega che Dio si possa manifestare a te in questo momento!

Tutto quello che devi fare è ammettere che sei un peccatore che ha bisogno della grazia di Dio, e poi chiedere a Gesù di purificarti da ogni peccato!

CONCLUSIONE
In un'intervista, il cantante degli U2, Bono, ha parlato del dono della grazia di Dio dicendo che è totalmente diversa da quella che offre qualsiasi altra religione. Bono ha detto: “Vedete, al centro di tutte le religioni c'è l'idea del Karma. Sai, ciò che fai ti ritorna; occhio per occhio, dente per dente, o in fisica – nella legge fisica – a ogni azione corrisponde un'azione uguale o contraria. Per me è chiaro che il Karma è al centro dell'universo. Ne sono assolutamente sicuro. Eppure, arriva questa idea chiamata ‘Grazia’ per capovolgere ‘come raccogli, così seminerai’. La grazia sfida la ragione e la logica. L'amore interrompe, se volete, le conseguenze delle vostre azioni, che nel mio caso è davvero un'ottima notizia, perché ho fatto un sacco di cose stupide. Questo è tra me e Dio. Ma sarei in grossi guai se il Karma fosse finalmente il mio giudice. Non giustifica i miei errori, ma io mi aggrappo alla grazia. Mi aggrappo al fatto che Gesù abbia portato i miei peccati sulla croce, perché so chi sono e spero di non dover dipendere dalla mia religiosità. Il punto della morte di Cristo è che Cristo ha preso su di sé i peccati del mondo, in modo che ciò che abbiamo fatto non ci ritorni indietro, e che la nostra natura peccaminosa non raccolga la morte evidente. Questo è il punto. Dovrebbe tenerci umili.... Non sono le nostre buone opere a farci varcare le porte del cielo”.

Bono ha ragione nel confidare nella grazia di Dio in Cristo e nel dire che non sono le nostre opere a portarci in cielo, ma la grazia di Dio in Cristo!

Quella grazia che è potente, per tutte le nazioni, salvifica e trasformante!

Chi conosce la grazia di Dio non la tiene per se stesso!

La schiava di Naaman ed Eliseo, hanno manifestato la grazia al prossimo!

Gesù ci esorta ad amare i nostri nemici (Matteo 5:43-44), e questa giovane serva e il profeta Eliseo lo hanno dimostrato al terribile nemico Siriano Naaman!

Questa schiava avrebbe avuto molte ragioni per odiare Naaman. 
Era una schiava in una terra straniera, tagliata fuori dalla sua famiglia e costretta a servire la moglie dell'uomo che probabilmente era responsabile della sua situazione.

L'odio, la rabbia, la repulsione e l'amarezza non sarebbero sorprendenti per una persona nella sua situazione. 
Eppure lei è stata l’inizio della guarigione e conversione di Naaman. 

Anche Eliseo poteva avere meno ragioni della ragazza per vedere Naaman come un nemico, ma comunque era pur sempre un nemico d’Israele!

Circa ottocento anni prima di Gesù, questa ragazza Israelita fu rapita in un'incursione e portata in un paese straniero per servire come schiava; circa quattrocento anni dopo Gesù, un ragazzo britannico fu rapito in un'incursione e portato in un paese straniero per servire come schiavo. Dopo sei anni di schiavitù, il ragazzo fuggì e tornò a casa. Mentre era a casa, vide una visione in cui le persone della terra della sua prigionia lo stavano richiamando, dicendo: "Ci appelliamo a te, santo servo ragazzo, di venire e camminare in mezzo a noi". Patrizio tornò in Irlanda, la terra della sua oppressione e, proprio come la serva di Naaman, parlò alla popolazione locale di Dio. 

Dio usa sia coloro che gli altri considerano insignificanti come la serva della moglie di Naaman che fra altro era anche giovane, come anche persone più considerevoli come Eliseo.

Dio sceglie le cose deboli del mondo svergognare le forti, i deboli per confondere i potenti (cfr. per esempio 1 Corinzi 1:27).

Dall’altra parte il famoso e coraggioso, vincente Naaman ha dimostrato umiltà, nel senso che si è lasciato guidare da una persona considerata insignificante, perché schiava, giovane e straniera e da un profeta che gli ha detto di fare una cosa assurda come lavarsi sette volte nel fiume Giordano, e di seguire anche i consigli dei suoi servi quando era scettico di farsi il bagno nel Giordano!

La sua fede e la sua umiltà lo hanno premiato con la guarigione.
Non rimanere ancorato in un credo, in una filosofia, o in un ideale se Dio ti fa vedere che non sono secondo la Sua verità. 
Abbi il coraggio di mettere tutto in discussione se lo Spirito Santo ti fa vedere, alla luce della Bibbia, che è sbagliato e ti guida nella Sua verità!

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