lunedì 7 settembre 2015

La provvidenza di Dio: la cooperazione.

La provvidenza di Dio: la cooperazione.
Noi vediamo nella Scrittura che Dio dirige, dispone e governa tutte le creature e tutte le cose, in modo saggio e santo secondo i suoi piani immutabili decretati dall’eternità per la Sua gloria (Ebrei 1:3; Daniele 4:34; Salmo 135:6; Atti 17:25,26,28; Matteo 10:29-31; Proverbi 15:3; Salmo 104:24; 145:17; Atti 15:18; Salmo 94:8-11; Efesini 1:11; Salmo 33:10,11; Isaia 43:14; Efesini 3:10; Romani 9:17; Genesi 45:7; Salmo 145:7).

Il modo come Dio esercita la provvidenza nel mondo nella vita delle sue creature è chiamato concorso, o cooperazione.
Questa dottrina descrive il rapporto tra la sovranità di Dio e le azioni volitive umane.


Louis Berkhof riguardo questa dottrina scriveva: ”La divina cooperazione può essere definita come quell’opera di Dio, mediante la quale Egli coopera con tutte le Sue creature e fa si che esse agiscono precisamente nel modo che fanno”.
    
Dio coopera con tutte le sue creature, implica che opera in modo tale che queste agiscono come Lui vuole affinché realizzino i suoi scopi.
Dio agisce in loro e attraverso di loro per portare a compimento i suoi piani!

C’è un concorso tra l'azione di Dio e le azioni degli esseri umani, ma non possiamo capire come questo avviene.

Con questa dottrina si cerca di spiegare l’inspiegabile, cioè qualcosa che è misteriosa, ma la questione rimane complessa e difficile.


Possiamo fare diversi esempi della dottrina della cooperazione, o concorso riguardo la provvidenza di Dio: la storia di Giuseppe venduto dai fratelli; il tradimento di Giuda con Gesù, le azioni di Caiafa, Erode e Ponzio Pilato riguardo la morte di Gesù, eccetera.

In questo studio riguardo la cooperazione, o il concorso noi vediamo che:
I LA PROVVIDENZA DI DIO INDICA CHE DIO REALIZZA CIÒ CHE HA DECRETATO. 
Dio ha decretato, o progettato ogni cosa prima la creazione!

Il decreto di Dio è il Suo eterno proposito, o progetto, nel quale Egli ha preordinato ogni cosa, ha prestabilito in precedenza ciò che debba avvenire.

Il decreto di Dio è l’ eterno piano di Dio per mezzo del quale, prima della  creazione del mondo, dall’eternità, Egli ha determinato che tutto accadesse; è la sua decisione eterna che rende certo tutte le cose che avverranno. 

In Efesini 1:11 leggiamo: “In lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà”. ( Filippesi 2:13; Isaia 14:26-27).

In questo passo vediamo che Paolo evidenzia il decreto, o il piano di Dio. 
Notate come Paolo sia ricco nel sottolineare il piano di Dio: predestinati, proposito, decisione, volontà.
Questo versetto ci parla di un piano meticoloso di Dio e il Suo controllo sovrano su tutto.

Ci parla che Dio agisce in base al Suo piano, non farà cose diverse dal suo progetto che è stato preparato prima la creazione del mondo.

In questo versetto vediamo che:
A) Il cristiano è stato fatto erede da Dio in Gesù.
“Stati fatti eredi” (eklērōthēmen-aoristo passivo indicativo) indica determinare qualcosa, scegliere qualcuno.
Può essere inteso sia come essere un patrimonio di Dio, o che Dio ci dà un patrimonio, nel senso spirituale.

B) La causa è: perché Dio ci ha predestinati (prooristhentes- cfr. Atti 4:28; Romani 8:29,30; 1 Corinzi 2:7; Efesini 1:5).
“Essendo stati predestinati” (prooristhentes-aoristo passivo participio) significa determinare, o decretare in anticipo, predeterminare, è una decisione fatta prima da Dio.

C) La conformità è: secondo il proposito di Dio.
“Secondo” (kata) indica in accordo al “proposito”, (prothesin) al piano, al disegno preparato prima, a una decisione presa prima, o lo scopo che Dio intendeva realizzare.

La stessa parola (prothesin) la troviamo in Romani 8:28 dove dice che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno (prothesin).

E poi ancora in Efesini 3:11 si parla del disegno eterno, quindi prima del tempo, attuato mediante il nostro Signor Gesù Cristo.

L'idea espressa è che i cristiani sono diventati eredi di Dio a causa del fatto che Dio li ha predestinati secondo il suo scopo, progetto. 

La scelta non è per caso e neppure condizionata da noi, ma unicamente a causa della decisione di grazia sovrana onnipotente di Dio!        

D) Il completamento di Dio.
“Compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà”.
“Compie” (energountos) è operare, lavorare dentro attivamente, eseguire, portare a termine.
Implica la potenza sovrannaturale di Dio nel portare a compimento i Suoi progetti e quindi comporta l’amministrare la storia degli uomini.

Ciò che Dio ha decretato sicuramente realizzerà perché i suoi decreti sono immutabili! (Salmo 33:10-11; Giobbe 23.13; Proverbi 19:21; Ebrei 6:17).       

In Isaia 46:9-10 è scritto: “Ricordate il passato, le cose antiche; perché io sono Dio, e non ce n'è alcun altro; sono Dio, e nessuno è simile a me. Io annunzio la fine sin dal principio, molto tempo prima dico le cose non ancora avvenute; io dico: Il mio piano sussisterà, e metterò a effetto tutta la mia volontà”.

Il decreto copre ogni cosa, tutte le cose nessuna esclusa, a Dio sono note tutte le cose dall’eternità perché Lui ha decretato che ogni cosa avvenisse! (Atti 15:18).

“Ogni cosa” (panta) indica tutto, non solo la nostra salvezza, ma anche i dettagli, il Suo governo su tutto e tutti secondo il Suo piano!

Molte analogie, sebbene insufficienti, possono  aiutarci a capire questo concetto. 
Il piano di Dio è come il piano dell'architetto di una casa, prima è disegnato mentalmente, poi su carta secondo un'intenzione, e solamente dopo esegue in una struttura reale.
L’architetto sarà lì a guidare e a controllare i lavori dopo aver progettato la casa e la terminerà senza problemi direttamente e con gli operai.

C’è un programma di una televisione inglese che fa vedere la costruzione delle case: famiglie prendono delle case vecchie e li ristrutturano, o ne costruiscono di nuove. 
In alcuni casi spendono più di quello che avevano previsto, sottovalutano possibili problemi, i costi, e poi sono costretti a bloccare i lavori.

Per Dio non esiste tutto ciò! Lui è il perfetto architetto in virtù della Sua natura perfetta non si sbaglia mai e per questo motivo ciò che ha decretato non lo cambierà! 

Dio non è preso alla sprovvista perché ha decretato tutto e lavora attivamente nel suo piano perfetto! Perciò Dio non corre alcun rischio! 

“Decisione” e “volontà” sono usati a volte come sinonimi, ma qui sono usati in modo diverso.
“Decisione” (boulēn) indica lo scopo, l'intenzione, risoluzione, decreto come il risultato di una riflessione; deliberazione, consiglio, infatti questa parola era usata tra i greci per indicare il senato, o l’assemblea di un concilio dove si prendevano delle decisioni.

Dunque, “decisione” indica il processo e il risultato di una deliberazione, cioè di una decisione presa, stabilita. 

“Volontà” (thelēmatos) indica progetto, disegno, desiderio e scelta basato sulla propria inclinazione e quindi carattere.
         
Quindi decisione si riferisce alla specifica azione della volontà, è la potente volontà dispiegata in azione.

Secondo la decisione della propria volontà, indica che Dio opera in tutte le cose secondo un progetto prestabilito prima la creazione.

Dio agisce in accordo con se stesso, con ciò che Egli ha determinato dall’eternità.  

II LA PROVVIDENZA DI DIO CONDUCE A UNO SCOPO.
Dio ha decretato ogni cosa per uno scopo.    

A) Dio ha decretato ogni cosa con lo scopo di raccogliere ogni cosa sotto Cristo.
In Efesini 1:7-10 leggiamo: “ In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia, che egli ha riversata abbondantemente su di noi dandoci ogni sorta di sapienza e d'intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo il disegno benevolo che aveva prestabilito dentro di sé,  per realizzarlo quando i tempi fossero compiuti. Esso consiste nel raccogliere sotto un solo capo, in Cristo, tutte le cose: tanto quelle che sono nel cielo, quanto quelle che sono sulla terra”. (1 Corinzi 15:24-25; Efesini 3:3-11; Filippesi 2:9-11; Colossesi 1:20). 

Dio ha un progetto e amministra (per realizzarlo- oikonomian) la storia, tutti gli eventi per realizzare questo progetto e lo farà nella pienezza dei tempi, cioè nel tempo da lui stabilito.

Infatti “tempi” non sono i giorni, mesi ed anni (chronos), ma la parola “tempi” (kairōn) indica  tempi particolari, tempi decisivi dei disegni di Dio fino al culmine del ritorno di Cristo quando raccoglierà ogni cosa.
Indica il tempo giusto, appropriato, adatto, maturo!

Quindi Dio progetta, amministra la storia, e realizza il suo piano nel suo tempo che reputa giusto, attua il suo piano al momento adatto!

Dio nella sua saggezza e sovranità ha guidato la storia sia nel periodo dell’Antico Testamento in modo da preparare l’incarnazione, la morte, la resurrezione di Gesù, e sta guidando la storia per il culmine del suo piano: il ritorno di Gesù, quando attraverso di Lui, o nella Sua persona come capo, Dio raccoglierà ogni cosa.

La parola “raccogliere” (anakephalaiōsasthai) indica riunire, mettere insieme.
Questa parola era usata in riferimento al riunire insieme delle cose e presentarle in unico complesso, per esempio addizionare una colonna di cifre e porre la somma in cima, questo processo veniva chiamato con questa parola tradotta qui con raccogliere.

A proposito Francis Foulkes: ”In questa parola sono presenti tre idee: restaurazione, unità, e la suprema autorità”.

Il peccato ha portato disordine e disgregazione, un giorno Gesù ristabilirà l’ordine su tutti sotto la Sua autorità!

Ma non significa che tutti saranno salvati, perché esiste l’inferno e i peccatori impenitenti andranno all’inferno! (Matteo 25:31-46; Luca 16:19-31; Apocalisse 20:11-15).        
Significa che ogni ginocchio si piegherà davanti a Lui! (Filippesi 2:10).

B) Dio ha decretato ogni cosa per la Sua gloria (Isaia 63:14; Giovanni 9:3).

Perché Dio ha creato il mondo? Perché ha decretato il verificarsi del peccato? 
Perché ha decretato la salvezza degli uomini e non per gli angeli?        
Perché non salva tutti?
La risposta è per la Sua gloria!       

J.I. Packer definisce la provvidenza come: “L’incessante attività del Creatore per mezzo della quale, nella Sua infinita bontà e benevolenza, Egli sostiene le creature nella loro esistenza, guida e governa tutti gli eventi, le circostanze e i liberi atti degli angeli e degli uomini, e dirige ogni cosa al fine cui è ordinata, per la Sua gloria”. 
(Salmo 145:9; Matteo 5:45-48; Atti 17:28; Colossesi 1:17; Ebrei 1:3; Salmo 107; Giobbe 1:12; 2:6; Genesi 45:5-8).

Lo scopo dei decreti (piani) di Dio e quindi della provvidenza è la gloria di Dio.

Lo scopo principale della nostra esistenza e della nostra salvezza, non è la nostra realizzazione, o soddisfazione, ma la gloria di Dio, perché questo è il fine di Dio: la sua gloria.        

In Romani 11:36 è scritto: “Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen”.
Dio ha creato ogni cosa e sostiene ogni cosa per la Sua gloria! 

“Gloria” nella Bibbia ha vari significati: indica gli attributi gloriosi di Dio, la sua immutabile essenza, la perfezione infinita, la divina maestà e santità (Atti 7:2; Romani 1:23; Efesini 1:17); alla sua bellezza maestosa e al suo splendore (Esodo 33:18-23; Ezechiele 1:28); la Sua potenza in azione (Giovanni 11:40; Romani 6:4; 9:23; Efesini 1:12, 14, 18; 3:16; Colossesi 1:11; 2 Pietro 1:3. Cfr. Salmo 57:5,11; 108:5; 113:4); la Sua manifestazione (Esodo 24:17; 34:5; Ezechiele 43:2).

“Gloria”  implica l’idea di chi ha un peso, qualcuno di importante. 
Descrive la reputazione, l’onore, l’opinione (Isaia 43:7; Luca 14:10; Giovanni 5:41, 44; 7:18, 8:50, 54; 2 Corinzi 6:8; 1 Tessalonicesi 2:6).

Quindi rendere gloria a Dio è attribuire a Lui il suo pieno riconoscimento significa esaltarlo, onorarlo, lodarlo (Giovanni 11:4; Romani 3:7; 15:7; Filippesi 1:11; Galati 1:5; 1 Pietro 4:11; Luca 2:14; 1 Cronache 16:28-29; Salmo 29:9; 104:35).

Dio agisce per amore della Sua gloria. 
In Isaia 48:9-11 è scritto:  “Per amore del mio nome io rinvierò la mia ira, e per amor della mia gloria io mi freno per non sterminarti. Ecco, io ti ho voluto affinare, ma senza ottenere argento; ti ho provato nel crogiuolo dell'afflizione. Per amor di mestesso, per amor di me stesso io voglio agire; perché infatti dovrei lasciare profanare il mio nome? Io non darò la mia gloria a un altro”.

Dio è degno di essere glorificato!
In Apocalisse 4:11 leggiamo: “Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono”.


Noi siamo chiamati a glorificarlo con la nostra vita, con lodi, adorazione, servizio e il comportamento santo e ubbidiente imitando Cristo. (cfr. Matteo 5:16; 9:8; 15:31, Marco 2:12; Luca 2:20; 5:25-26; 7:16; 13:13; 17:15; 18:43; 23:47; Giovanni 13:31-32; 14:13, 15:8, 17,4; 21: 19; Atti 4:21; 11:18; 21:20; Romani 1:21; 15:6, 9; 1 Corinzi 6:20; 2 Corinzi 9:13; Galati 1:24; 1 Pietro 2:12; 4:11,16; Giovanni 17:4).

C) Dio ha decretato ogni cosa per il bene del suo popolo.
In Romani 8:28-29 leggiamo: “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli”. ( Geremia 32:41).

Jerry Bridges ha scritto: “ La provvidenza di Dio consiste nella sua costante cura verso 
tutta la creazione e il suo dominio assoluto su di essa a sua gloria e per il bene del suo popolo”.

Quindi Dio nella Sua provvidenza regna con gli obiettivi della Sua gloria e il bene del Suo popolo!        

Sempre Jerry Bridges ha detto: “……il duplice obiettivo della provvidenza di Dio: la Sua gloria e il bene del Suo popolo; due aspetti che non sono mai antitetici, ma sempre in reciproca armonia. Dio non persegue mai la Sua gloria a scapito del bene del Suo popolo, né ricerca mai il secondo a spese della prima; Egli ha concepito l’eterno Suo disegno in maniera tale che la Sua gloria e il nostro bene siano indissolubilmente congiunti”.

In questi versetti vediamo chiaramente la provvidenza di Dio nel guidare e controllare tutti gli eventi e tutte le circostanze secondo il suo disegno nell’essere all’immagine del Figlio Suo.

“ Cooperano” (sunergei) indica che “lavorano insieme”.
Quindi sia le gioie e le sofferenze, sia le cose favorevoli e sia le cose più avverse, quelle che ci sembrano dannose sono per il nostro bene secondo il disegno di Dio.

Thomas Watson disse: “Un letto di malattia a volte può insegnare più di un sermone!”

“Bene” (agathon) indica un alto standard di qualità, implica beneficio, vantaggio. 
Questo è in riferimento sia in questa vita come in quella avvenire.

“Disegno” (prothesin) si riferisce al disegno di salvezza, all’elezione e quindi all’immagine, del Figlio Suo. 

“Immagine” (eikonos) indica la santificazione progressiva su questa terra, assomigliare a Gesù nel carattere (Colossesi 3:9-10; 2 Corinzi 3:18).
Quindi, Dio usa tutte le circostanze per modellarci come a Cristo! (Giacomo 1:3-4).

Ma “immagine” indica anche la glorificazione finale in cielo e la nostra piena conformità all’immagine del Cristo glorificato (Filippesi 3:21; 1 Giovanni 3:2; 1 Corinzi 15:49). 

III LA PROVVIDENZA DI DIO INDICA CHE DIO USA COME SUOI STRUMENTI TUTTE LE COSE CREATE PER REALIZZARE I SUOI PIANI.
Nel Salmo 119:91 troviamo scritto:  “Tutto sussiste anche oggi secondo le tue leggi, perché ogni cosa è al tuo servizio”. 
Ogni cosa è al servizio di Dio e li gestisce come vuole!

Dio si preoccupa sia a livello macro, cioè più esteso e sia a livello micro, cioè a livello più circoscritto, o specifico.  

Dio ha in controllo e usa tutta la creazione, tutti gli eventi e tutte le circostanze per realizzare i Suoi piani decretati prima la creazione.

Ciò che Dio ha decretato non è stato condizionato dall’uomo e l’uomo non ha il potere di ostacolare, o cambiare con il proprio comportamento, o influenzare Dio, perché Dio non dipende dagli uomini e dalle loro scelte! 

Dio fa tutto ciò che gli piace, ciò che ha decretato dall’eternità lo realizzerà, ma Dio usa le azioni degli uomini che agiscono in modo libero e responsabile per realizzare i suoi piani (Salmo 33:11; Proverbi 19:21; Isaia 14:24,27; 46:10; Atti 15:18; Romani 9:11-18. Isaia 40:13-14).

Quindi Dio è sovrano, ma vediamo anche che l’uomo è responsabile delle proprie azioni.

Una volta venne chiesto a C.H. Spurgeon di mettere d’accordo queste verità (sovranità di Dio e responsabilità dell’uomo), egli rispose: “Non provo mai a conciliare degli amici…sono entrambe nella Bibbia”.

Noi vediamo nella Bibbia che la sovranità di Dio e la responsabilità degli uomini sono perfettamente compatibili.
D. A. Carson scrive:“La Bibbia nella sua interezza, e a volte in brani specifici,  presuppone, o insegna che entrambe le seguenti proposizioni siano vere: 
1. Dio è assolutamente sovrano, ma la sua sovranità non si esplica mai in modo da limitare, minimizzare, o mitigare la responsabilità umana.

2. Gli esseri umani sono creature moralmente responsabili: essi scelgono, si ribellano, ubbidiscono, credono, sfidano, prendono delle decisioni, e via dicendo, in modo cosciente e significativo. E, a ragione, sono tenuti responsabili di tali azioni; ma questa caratteristica non si esplica mai per rendere Dio contingente, ossia legato alle nostre scelte e da queste dipende”.

Questa è una cosa misteriosa per noi che non possiamo capire pienamente!
In tutta la Bibbia noi vediamo queste due verità: la sovranità di Dio (per esempio Giobbe 42:2; Salmo 33:11; 115:3; Proverbi 19:21; 21:30; Daniele 4:35); e vediamo la responsabilità dell’uomo riguardo alle scelte che fa (per esempio  Giovanni 1:12; 3:16; 6:40; Atti 2:38; Giovanni 3:19; 5:40; 8:43-44; Giosuè 24:14-15; Esodo 20:1-17; Matteo 5-7; Levitico 19:1:1-2; 1 Pietro 1:15-16; 1 Corinzi 10:31; 1 Corinzi 9:19-22; Atti 2:40; Matteo 29:18-20; 1 Corinzi 1:21; 9:16; Romani 10:14).

A volte sovranità di Dio e responsabilità dell’uomo si trovano insieme (per esempio Genesi 50:19-20; 1 Re 8:46-61; Isaia 10:5-15; Proverbi 16:4-5; Luca 22:22; Giovanni 1:12-13; 6:37-40; Atti 2:23; 4:27-28; Filippesi 2:12-13).

Noi a volte leggiamo nella Bibbia che gli esseri umani scelgono di fare ciò che vogliono (per esempio Matteo 17:12; Giovanni 5:40; Giacomo 1:14; cfr. Deuteronomio 30:19) e Dio nella Sua sovranità non limita, minimizza, o mitiga la loro responsabilità, o libertà di azione.

Noi siamo responsabili delle nostre azioni, e le nostre azioni hanno degli effetti reali e modificano il corso degli eventi.

Dio giudicherà credenti (Romani 14:10-12; 2 Corinzi 5:10), e non credenti per il loro comportamento (Romani 2:5-7; Apocalisse 20:12-13). 

Quindi noi abbiamo ragioni convincenti per credere sia alla sovranità di Dio e sia alla responsabilità dell’uomo; l’uno e l’altro poggiano su una chiara e solida evidenza; ma resta il mistero come possano accordarsi, vanno accettate insieme perché sono due aspetti della stessa realtà.

Ma questo spinge a chiedersi tre domande.
A) La prima domanda.
“Come può una persona essere libera e responsabile se le sue azioni sono state preordinate dall'eternità?”
Una possibile risposta può essere: Dio influenza ognuno ad agire in modo tale che lo fanno liberamente e in modo responsabile, e influenza ognuno ad agire secondo la propria natura.

In primo luogo:
(1) Dio influenza ognuno ad agire in modo tale che lo fanno liberamente e in modo responsabile. 

Dio agisce in due modi: direttamente senza mezzi come per esempio quando risuscitò Gesù dai morti (Atti 2:32), oppure indirettamente usando le forze della natura e della volontà umana come suoi strumenti per realizzare i Suoi piani, per esempio ha usato Erode e Ponzio Pilato per crocifiggere Gesù (Atti 4:27-28).

Alcuni teologi hanno chiamato Dio causa primaria e la creazione causa secondaria. Dio usa le cause secondarie, ma nessuna delle cause secondarie opera senza che lo voglia Dio: la causa primaria.

Quindi le cause secondarie nel mondo come le forze della natura e della volontà umana, non operano indipendentemente, o in autonomia da Dio, ma Dio è all’opera in ciascun atto delle Sue creature sia gli atti buoni che quelli cattivi.

Dio determina, stimola o permette l’azione, le accompagna in ogni momento e poi le rende efficaci secondo la sua volontà, o i suoi piani.

Dobbiamo dunque ricordare:
(a) Dio e l’uomo non sono cause messe allo stesso livello.
Dio è la causa primaria e l’uomo è sempre la causa secondaria.       
Dio fa in modo che le cause secondarie agiscano secondo la sua volontà.     

L’uomo compie sotto il governo di Dio ciò che Dio ha decretato, ciò che fa parte del suo piano, anche se l’uomo non ne è consapevole.

Dobbiamo ancora ricordare:
(b) Le azioni di Dio e dell’uomo non vanno pensati come un lavoro di squadra o come due cavalli che tirano lo stesso carro.
Questo perché è Dio che guida i cavalli, Dio pur agendo simultaneamente insieme agli uomini, gli uomini rimangono il Suo strumento e Dio non è condizionato.
              
Ma stiamo forse dicendo che Dio è autore, o co-autore del peccato dell’uomo, quando l’uomo pecca?
No! Perché Dio non è l’autore del nostro peccato, Dio non tenta nessuno dice Giacomo 1:13 (Abacuc 1:13; 1 Giovanni 1:5).
Il fatto che Dio coopera con l’uomo non significa che sia l’autore del peccato.

Dio controlla gli eventi e agisce simultaneamente agli strumenti, anche quando loro peccano, senza essere l’autore del loro peccato com’è successo con la morte di Gesù, quando uomini iniqui l’hanno crocifisso (Atti 2:23) secondo il piano di Dio che aveva prestabilito prima della creazione (Isaia 53:4,10; Atti 4:27-28; 1 Pietro 1:19-20).

Dio non esonera le azioni malvagie degli uomini e saranno giudicati per questo (cfr. Isaia 10:5-16; Proverbi 16:4-5), ma ha lavorato attraverso le macchinazioni malvagie degli uomini al fine di realizzare il suo scopo.       

Come avviene questa cooperazione non la possiamo capire pienamente, ma per l’Iddio Onnipotente niente è impossibile rimanendo coerente con se stesso! 

In secondo luogo:
(2) Dio influenza ognuno ad agire secondo la propria natura.
Come per esempio il sole scioglie il burro e indurisce la creta, oppure come il sole fa’ crescere il tipo di seme piantato: grano, orzo e così via secondo le loro caratteristiche, così Dio usa gli uomini secondo la loro natura, con le loro caratteristiche, e quindi azioni particolari che sono proprio le loro.

Dio mantiene le cose in un tale stato, e opera negli uomini in modo che essi stessi collaborano come cause seconde.  
    
Dio influenza in modo tale gli uomini che agiscono liberamente e in modo responsabile secondo la loro natura. 

Dio non annulla la responsabilità, o la libertà dell’uomo, non fa nemmeno violenza alla loro volontà, ma Dio nella Sua sovranità agisce in un modo tale che gli uomini agiscono in modo responsabile, o libero per realizzare i suoi decreti! 

Dio ha decretato dall’eternità tutte le cose che avrebbero avuto luogo e usa gli uomini per realizzarli in modo tale che non perdono la loro libertà.

Dio ci mette nelle condizioni che Lui vuole affinché ci possiamo comportare in modo libero secondo i suoi piani in virtù di fattori come circostanze, motivi, bisogni che giocano sulla nostra volontà e quindi per comportarci in un certo modo, o affinché un certo evento si realizzi, ma senza costrizione.

Dio produce in noi il volere e l’agire secondo il suo disegno benevolo (Filippesi 2:13; cfr. Isaia 26:12).
        
B) Seconda domanda.
“Se Dio controlla tutte le cose, comprese le decisioni umane come possiamo essere responsabili delle nostre azioni? Siamo forse dei robot, dei burattini?”
La risposta è: lo stesso Dio che ha decretato tutti gli eventi ha ordinato la libertà umana nel mezzo di questi eventi! 

Il piano di Dio non costringe le creature umane ad agire in un modo particolare, ma lo rende certo che loro agiranno liberamente in quel modo.                

Non siamo robot, nemmeno burattini, ma Dio ha decretato che gli esseri umani avrebbero avuto la loro libertà di azione, o responsabilità  secondo la loro natura sotto la Sua sovranità secondo i suoi decreti. 

C) Terza domanda.
 “Come possiamo conciliare il fatto che Dio ha decretato ogni cosa e il fatto che a volte la preghiera cambi il corso degli eventi?”
(1 Cronache 5:18-20; Matteo 8:5–13; 9:18–22; Marco 6:6; Giovanni 16:24; Giacomo 4:1-3; Filemone 22).
Possiamo rispondere che lo stesso Dio che ha decretato tutti gli eventi ha decretato anche la preghiera.

(1) La preghiera è il mezzo che Dio usa per realizzare i suoi piani.
Il Dio che ha determinato di concedere una benedizione, è lo stesso che concede lo spirito di supplica prima di ricerca la benedizione.
Anche se Dio ha stabilito nella sua eternità che tutto sarebbe accaduto nella storia del creato, ha previsto non solo i risultati, ma anche i mezzi con cui questi risultati sono raggiunti. 
Dio ha dunque dato la preghiera supplichevole come un ruolo efficace nel realizzare i suoi scopi.

(2) La preghiera è legittima per chiedere a Dio il suo intervento nella creazione e in questo modo riconosciamo che è il Creatore.
La preghiera è stata stabilita affinché attraverso di essa il nome del Signore è onorato, riconoscendo il Suo dominio e attraverso di essa diamo Lui il culto. 

(3) La preghiera è un comandamento.
Gesù c’insegna a pregare con perseveranza e così anche Paolo. (Luca 11:8-10; 18:1-10; Filippesi 4:6; 1 Tessalonicesi 3:1-21; 5:16).

(4) La preghiera è una dichiarazione di dipendenza da Dio.
Quando noi preghiamo stiamo affermando che abbiamo bisogno di Dio e che dipendiamo da Dio.
La preghiera è una dichiarazione che dipendiamo da Dio!

(5) La preghiera è un mezzo per la nostra crescita.

(a) La preghiera ci rende umili davanti la grandezza di Dio.

(b) La preghiera è finalizzata all’esercizio della nostra fede.
Infatti se preghiamo lo facciamo perché abbiamo fede in Lui e chiediamo le cose, o il suo intervento perché crediamo che è Sovrano.

(c) La preghiera innesca l’amore per Dio.
Coloro che amano Dio desiderano stare sempre con Lui.

CONCLUSIONE.
Cosa significa per noi tutto ciò?
1) Non possiamo capire tutto; Dio è infinito e noi esseri finiti, il rapporto sovranità di Dio e responsabilità umana per noi rimane un mistero.
Non possiamo capire tutto! (Deuteronomio 29:28; Giobbe 26:14; 28).

2) Tutto questo c’insegna che siamo creature, polvere e cenere (Genesi 18:27).
Dio è davvero grande ha decretato ogni cosa e lo realizzerà guidando la storia degli uomini! Davanti a Lui vediamo tutta la nostra pochezza!

Dio è l’Iddio della storia che guida ogni evento per la sua gloria e il nostro bene usando gli uomini e gli uomini sono responsabili delle loro azioni!
    
Ma se noi limitiamo la provvidenza di Dio come se Lui non guidasse tutto il corso della storia e la natura, noi non diamo a Dio la gloria che merita!
Adora questo Dio grande umiliando te stesso! Sei polvere e cenere!

3) Sii riconoscente per tutto (Abacuc 3:17-19).
 1 Tessalonicesi 5:18 leggiamo:  “In ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. (Cfr. Salmo 103:2).


Anche se non capisci tutto quello che ti accade, ricorda tutte le cose cooperano per il tuo bene!

Non possiamo permetterci di criticarlo perché Dio è il nostro Creatore, il nostro vasaio (Isaia 29:16; 45:9; 64:8; Geremia 18:10; Romani 9:19-24).
Dio sa il fatto suo! È presciente, onnisciente, saggio, giusto,  perfetto, fedele e così via!  

4) Non devi avere paura, ma fiducia in Dio.
Il Salmo 91:5-6 dice:  “Tu non temerai gli spaventi della notte, né la freccia che vola di giorno, né la peste che vaga nelle tenebre, né lo sterminio che imperversa in pieno mezzogiorno”.  (Cfr. Matteo 10:29-31; Salmo 121).

Se Dio non avesse tutto sottocontrollo, se gli sfuggisse un solo evento, non sarebbe degno di fiducia.

5) Noi dobbiamo avere pazienza nel sopportare le difficoltà (Salmo 39:10).
Se il Signore l’ha voluto non possiamo resistergli e poi non permetterà qualcosa di ingiusto e inutile.

6) Noi abbiamo un grande incoraggiamento alla preghiera.
Sapere che Dio guida la storia degli uomini, sapere che è l’Iddio della provvidenza sarà un grande incoraggiamento a pregare, in quanto può cambiare le circostanze.

7) Noi siamo responsabili delle nostre azioni.
La sovranità di Dio non annulla la tua responsabilità.
J.I.Packer a riguardo scriveva:”Dio ci ha fatti persone che possono agire moralmente in modo autonomamente responsabile, e non ci tratterà da meno. La Sua parola ci interpella individualmente, e ciascuno di noi è responsabile del modo in cui risponde, della sua attenzione o disattenzione, della sua fede o incredulità, dell’obbedienza e della disobbedienza. Non possiamo eludere la responsabilità della nostra condotta verso la rivelazione di Dio. Viviamo sotto la Sua legge. Dobbiamo rispondere a Lui della nostra vita”.   

Noi vediamo nella Bibbia che gli esseri umani sono colpevoli delle proprie azioni sono giudicate per questo!
Perciò comportiamoci in modo responsabile e prudente!