Passa ai contenuti principali

Tito 1:16: Le nostre azioni negano, o affermano la nostra professione di fede.

Tito 1:16: Le nostre azioni negano, o affermano la nostra professione di fede. 
“Professano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, essendo abominevoli e ribelli, incapaci di qualsiasi opera buona”.

Molte persone affermano di conoscere Dio. Come possiamo sapere se davvero lo conoscono? Non lo sapremo con assoluta certezza in questa vita, ma uno sguardo al loro stile di vita ci dirà tanto se lo conoscono veramente.
Paolo ha lasciato Tito a Creta per organizzare la chiesa e costituire gli anziani (responsabili di chiesa). L’anziano deve avere certe caratteristiche, tra le quali quella di essere attaccato alla Parola di Dio, in grado di esortare secondo la sana dottrina e di convincere quelli che contraddicono (Tito 1:9). Paolo mette in guardia Tito riguardo il fatto che a Creta vi sono molti ribelli, ciarloni e seduttori, quindi falsi dottori; Tito li deve riprendere perché siano sani nella fede e non diano retta alle favole giudaiche e né a comandamenti degli uomini che girano le spalle alla verità (Tito 1:10-14).
Queste persone dicevano di conoscere Dio, ma lo rinnegavano con i fatti! Si può dire di conoscere Dio con la bocca, ma essere atei nella pratica! La professione di fede deve essere accompagnata da azioni che siano conformi alla verità che crediamo, quindi essere fedeli a Dio e alla Sua parola rivelata. Con le loro azioni, dice Paolo, questi uomini, stavano negando proprio le cose che affermavano, quindi il conoscere Dio. Il loro comportamento smentiva la loro affermazione che conoscevano Dio. Infatti, erano abominevoli (bdeluktoi), cioè indica qualcosa che è detestabile, che provoca disgusto a Dio perché è immorale (cfr. il sostantivo corrispondente in Matteo 24:15 riguardo l’anticristo. Apocalisse 21:27). Erano ribelli (apeithes), vale a dire che si rifiutavano di sottomettersi a Dio e alla sua verità, disobbedienti come i pagani (cfr. Efesini 2:2; 5:6; Colossesi 3:6; Tito 3:3). Erano incapaci di qualsiasi opera buona, in contrasto cioè con il continuo appello contenuto in questa lettera (2:7,14; 3:8,14). Incapaci (adokimoi) significa respinti dopo la prova, suggerisce essere messo alla prova con lo scopo di essere approvato, ma non rispondendo ai requisiti richiesti ne consegue che è disapprovato.  Dio disapprova quelle persone che dicono di essere credenti, ma che sono privi di qualsiasi opera buona.
Questi versetti dovrebbero fare riflettere coloro, che affermano di conoscere Dio, ma le loro azioni sono incoerenti con quest’affermazione. Si può essere orgogliosi di conoscere Dio, ma quando la professione di fede e la pratica sono in conflitto, allora viene dimostrato che non si conosce veramente Dio!! Le nostre azioni dimostrano se conosciamo veramente Dio (cfr. Matteo 7:15-20;1 Giovanni 2:4-6). 
Dunque, la nostra condotta dice chiaramente se conosciamo Dio. Cosa dice la tua condotta agli altri? Stai comunicando con le tue azioni che conosci veramente Dio?

Post popolari in questo blog

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5).

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5). “Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nell'occhio tuo?  O, come potrai tu dire a tuo fratello: "Lascia che io ti tolga dall'occhio la pagliuzza", mentre la trave è nell'occhio tuo?  Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave, e allora ci vedrai bene per trarre la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello”. Verso la fine del 1800 l’astronomo più illustre del mondo, Sir Percival Lowell, era certo c'erano che vi erano canali su Marte. Con il suo telescopio gigante in Arizona, osservava Marte, e vedeva dei canali. Egli era convinto che questi fossero la prova di vita intelligente sul pianeta rosso, forse una razza più antica, ma più saggia di umanità. Le sue osservazioni avevano guadagnato ampia accettazione e nessuno osava contraddirlo. Da quel momento le sonde spaziali hanno orbitato Marte e sono sbarcate sulla sua superficie. L'intero pianeta è stato ma…

Luca 9:62: Seguire Gesù è impegno e concentrazione.

Luca 9:62: Seguire Gesù è impegno e concentrazione. "Ma Gesù gli disse: 'Nessuno che abbia messo la mano all'aratro e poi volga lo sguardo indietro, è adatto per il regno di Dio'". 
Gesù ha pronunciato queste parole per mettere in guardia una persona, che aveva interesse a seguirlo, ma che voleva andare a salutare prima i suoi familiari. Gesù mette in chiaro che nel regno di Dio non c’è posto per chi guarda indietro, ma è chiamato a guardare a quello che sta facendo. Se il contadino vuole tracciare un solco dritto e fare così un lavoro buono e completo, non può permettersi di guardare indietro, deve essere concentrato nel solco che sta facendo e guardare avanti senza distrazioni se non vuole fare mezzo lavoro. Chi arava e guardava indietro lasciava un solco a zig zag e una parte del terreno non arato!

Galati 4:19: Cristo formato in voi!

Galati 4:19: Cristo formato in voi! “Figli miei, per i quali sono di nuovo in doglie, finché Cristo sia formato in voi”.
Molte persone che si dicono cristiane, la loro crescita spirituale può essere paragonata a stare seduti su un cavallo a dondolo che non va da nessuna parte: si muove, ma non fa passi avanti! Paolo soffriva per la condizione spirituale dei cristiani della Galazia, come una donna in doglie. La sua sofferenza era che Cristo non era ancora formato in loro. Il verbo “sia formato”, era una parola che si riferiva al processo mediante il quale l’embrione di un bambino si sviluppa nell'utero della madre. “Cristo sia formato in voi” indica che Gesù deve crescere in un vero cristiano, e questo si riferisce al carattere di Gesù Cristo (cfr. 2 Corinzi 3:18; Efesini 4:21-24; Colossei 3:9-11).