giovedì 10 luglio 2014

DIO È FEDELE (2).

DIO È FEDELE (2).
Ci sono dei modi dire che usiamo per esprimere un’idea, uno stato d’animo, e così via.
Per esempio c’è il modo di dire: “Forse che sì, forse che no”. Questa si usa un po’ scherzosamente per indicare un’incertezza, o un dubbio, o una perplessità rispetto a quanto sta per avvenire. Questa espressione è il titolo di un libro di Gabriele D’Annunzio (1863-1938), un romanzo che scrisse nel 1910. La frase è anche un motto che si trova in una delle sale di palazzo Gonzaga a Mantova, che probabilmente alludeva alla difficile situazione di Vincenzo Gonzaga al tempo delle guerre con i Turchi. È anche una frase riportata in una canzonetta di Marchetto Cara (1470-1525) cantore della corte dei Gonzaga, le cui strofe cominciano proprio con questa frase. 
Ora in mezzo alle incertezze, ai dubbi, o alle perplessità della vita noi dobbiamo ricordare che Dio è fedele.
Fedele abbiamo visto nel primo studio indica stabilità, fermezza, quindi essere costante e coerente, che rimane uguale a se stesso, verace, affidabile.
Nella prima predicazione ho parlato della natura e della manifestazione della fedeltà di Dio.
In questa predicazione vedremo l’assicurazione e l’applicazione della fedeltà di Dio!

I L’ASSICURAZIONE DELLA FEDELTÀ DI DIO. 
Nel Salmo 89:8 è scritto: “SIGNORE, Dio degli eserciti, chi è potente come te, o SIGNORE? La tua fedeltà si manifesta attorno a te”.
Dio è avvolto, circondato di fedeltà!  (cfr. 2 Samuele 22:12).
La potenza e la fedeltà garantisco che Dio realizza quanto dice! Nessuno gli è lo potrà impedire!
La fedeltà di Dio è la nostra assicurazione!
A) La fedeltà di Dio assicura il perdono dei peccati.
Il perdono indica due aspetti.
1) Il primo aspetto è la cancellazione, o la remissione di un debito, o di una condanna per i nostri peccati (Matteo 18:27-35; Matteo 6:12; Isaia 40:2; Colossesi 2:14).
Noi abbiamo un grande debito con Dio per i peccati che solo Cristo poteva pagare (Efesini 1:7; 1 Pietro 2:24; 3:18; Romani 3:23-25). 
2) Il secondo aspetto è la riconciliazione con Dio, con il perdono si riporta al suo precedente stato una relazione personale interrotta a causa del peccato(Luca 15:18-20; Romani 5:9-11;2 Corinzi 5:19).
In 1 Giovanni 1:9 è scritto: “Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità”.
“Confessare” (homologéō) i peccati, significa ammettere i propri peccati a Dio con vera contrizione e ricercare il Suo perdono. 
Significa essere d'accordo con Dio, riconoscendo davanti a Lui che un atto o un pensiero era sbagliato, e significa fare un impegno a fare in modo che non accada di nuovo. 
Chi confessa i peccati sinceramente nel nome di Gesù può avere la certezza che i suoi peccati sono perdonati. 
Dio è fedele e giusto, perciò ci perdonerà perché questo è ciò che il giusto Giudice ha promesso di fare in Cristo Gesù Suo Figlio che è morto per i nostri peccati.  (Geremia 31:34; Michea 7:18-20; 1 Giovanni 2:1-2; Romani 3:23-26). 
B) La fedeltà di Dio assicura la nostra salvezza.
1 Corinzi 1:8-9: “Egli vi renderà saldi sino alla fine, perché siate irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo.  Fedele è Dio che vi ha chiamati alla comunione con il Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro”.
“ Vi renderà saldi” (bebaiōsei- futuro attivo indicativo) è rendere una persona ferma nell'impegno, stabile, rafforzata nella fede, metterla al sicuro.
Il senso è: i veri cristiani saranno confermati nella fede, saranno preservati e confermati nel loro stato attuale di giustificazione; non saranno incolpati nel giorno del Signore, quando Gesù ritornerà.
Dio ci renderà saldi fino alla fine, perché siate irreprensibili. 
 “Siate irreprensibili” (anenklētous) indica: senza alcuna accusa contro di loro, liberi da ogni peccato e colpa. 
Si tratta di un termine legale e significa che nessuna accusa, o addebito può essere portato con successo contro di loro.
Possiamo essere sicuri della nostra salvezza eterna se siamo stati chiamati e salvati da Dio in Gesù Cristo (cfr.Romani 8:33-34; Efesini 1:7-10; 1 Tessalonicesi 5:23-24; Colossesi 1:21-23). 
Questa sicurezza non dipende dalla nostra auto-convinzione, non è una risolutezza soggettiva, non dipende dalle nostre opere, o dalla nostra capacità di perseverare, ma dipende da Colui che ha fatto la promessa di darci la vita eterna! (Tito 1:2).
Paolo non sta dicendo che i Corinzi sono irreprensibili, al momento che scrisse questa lettera. 
Paolo guarda al futuro ed esprime la sua certezza che Dio li presenterà irreprensibili al momento del giudizio finale, al momento del ritorno di Gesù Cristo (Amos 5:18-20; Gioele 2:31; 1 Corinzi 3:13-15; 5:5).
Dato che Dio ha promesso di salvarci dai peccati in Gesù Cristo (Matteo 1:21) e quindi dal Suo giudizio (Giovanni 3:16,36), possiamo essere sicuri che lo farà, non perderà nessuno per strada (Giovanni 10:27-30), perché Dio è fedele, cioè affidabile, ciò che promette farà!
Dio stesso aveva chiamato ciascuno dei credenti di Corinto alla comunione del Figlio suo, questa chiamata non sarà mai annullata!!
Se Dio ha cominciato un’opera buona in noi la porterà fino alla fine, fino al ritorno di Gesù Cristo dice Filippesi 1:6. (cfr. Romani 8:28-30).
C) La fedeltà di Dio assicura la protezione dal diavolo. 
2 Tessalonicesi 3:3: “Ma il Signore è fedele ed egli vi renderà saldi e vi guarderà dal maligno”.
“Guarderà” (phulaxei-futuro attivo indicativo) indica proteggere, custodire adottando misure attente (cfr. Luca 11:21; 1 Timoteo 6:20; 2 Timoteo 1:14).
È una parola che il Signore Gesù usa per indicare la custodia dei suoi discepoli in Giovanni 17:12 (cfr. Salmo 12:7; 121:8).
Oppure la parola è usata per le sentinelle che facevano la guardia a Pietro quando era in prigione (Atti 12:4).
Dio non abbandona il suo popolo a se stesso! 
Lo proteggerà continuamente! Lo guarderà da tutti gli assalti del diavolo.
I credenti non sono senza difesa, Dio è con loro, e così il maligno non vincerà contro di loro. 
Questa promessa non significa che i cristiani non subiranno persecuzioni (cfr. 2 Tessalonicesi 3:2), problemi, attacchi, tentazioni, ma afferma che nel bel mezzo della loro sofferenza, Dio li renderà saldi e li proteggerà in modo che essi non cadranno, li salverà per essere con Lui nella gloria (2 Pietro 2:5; Giuda 24). 
I credenti possono perdere alcune battaglie, ma la guerra contro il diavolo è già vinta! (Giovanni 12:31; Colossesi 2:15; 1 Giovanni 3:8).
Il Signore è fedele al suo impegno di salvare i suoi eletti (2 Tessalonicesi2:13-14) rafforzandoli e proteggendoli dai tentativi del maligno di distruggere le loro anime.
D) La fedeltà di Dio assicura la vittoria sulla tentazione.
1 Corinzi 10:13: “Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscirne, affinché la possiate sopportare”.
La parola “tentazione” (peirasmos) può avere il significato d’istigazione al peccato, oppure di mettere alla prova, probabilmente Paolo usa la parola in senso generale. 
Le tentazioni sono da Satana (Matteo 4:1-11; 1 Tessalonicesi 3:5) e mirano a distruggerci, le prove sono da Dio (Genesi 22:1-12; Deuteronomio 8:2) e mirano alla nostra crescita spirituale. 
La tentazione fa parte della vita del cristiano. 
Dio è fedele alle sue promesse e costante nel suo amore, soccorre il suo popolo. 
Dio non è volubile, o arbitrario, Dio è fedele al suo popolo e non permetterà che siano tentati al di là di quello che possono sopportare, non permetterà una tentazione che va oltre le nostre forze.
Che sollievo sapere che Dio pone dei limiti! Dio pone dei limiti alle tentazioni! Dio è potente e fedele, non permetterà ai suoi figli di essere chiusi e schiacciati dalle tentazioni, non permetterà un peso che non possiamo sopportare!
Dio controlla l'intensità della tentazione e promette di dare al suo popolo la forza di resistere.
Dio ci darà anche una via di uscita.
“Via diuscita” (ekbasin) secondo lo studioso Leon Morris può indicare la gola di una montagna.
L’immagine è di un esercito intrappolato fra le montagne e sfugge attraverso questa via di uscita. 
Così il credente può avere la certezza che ci sarà una via di uscita dalla tentazione per la potenza, la grazia e la fedeltà di Dio.
Non disperiamo, l’Iddio fedele ci darà la forza di sopportare e una via di uscita.
E) La fedeltà di Dio assicura l’adempimento delle sue promesse e dei suoi giudizi.
Vediamo in primo luogo:
(1) Le promesse.
Una promessa è una dichiarazione di Dio delle sue intenzioni al Suo popolo, è un'assicurazione che Dio agisce e agirà, è un impegno di Dio che quanto promesso darà!!
Molti di noi non si fidano di chi fa le promesse! 
Questo perché abbiamo avuto esperienze negative a riguardo, le persone non sono state fedeli alle promesse che ci hanno fatto.
Così a causa di queste esperienze negative, possiamo reagire con diffidenza e paura alle promesse di Dio. 
Dio non è un uomo che può dire delle menzogne, o che si può pentire (Numeri 23:19), e anche nelle migliori delle possibilità, con tutta la buona volontà non ha i mezzi necessari per realizzarle. 
Ma Dio mantiene le sue promesse perché è fedele e onnipotente! 
Le promesse di Dio non cadono a terra!
In Giosuè 21:45 è scritto: “Di tutte le buone parole che il SIGNORE aveva dette alla casa d'Israele non una cadde a terra: tutte si compirono” (cfr. Giosuè 23:14; 1 Samuele 3:19; 1 Re 8:56; Ebrei 10:23).
La promessa di Dio che avrebbe dato la terra a Israele, è uno dei motivi principali del libro di Giosuè (1:2-3, 6, 11, 13, 15; 2:9, 24; 5:6; 6:2, 16; 8:1,7; 10:8; ecc.) 
Questo dono della terra era in linea con il giuramento fatto da Dio agli antenati (Giosuè 1:6. Cfr. Genesi 24:7; 26:3; 50:24). 
Questo giuramento è ricordato anche in altri libri del Pentateuco (Numeri 11:12, 14:16, 23; Deuteronomio 1:8, 35; 6:10; ecc).
Dio mantiene le sue promesse!
Dio vigila sulla sua parola per mandarla a effetto è scritto in Geremia 1:12.
Mentre in Isaia 55:10-11 leggiamo: “Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, affinché dia seme al seminatore e pane da mangiare, così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l'ho mandata”.
Questo significa che Dio è sovrano e opera attivamente affinché raggiunga i suoi scopi!
Tutte le promesse di Dio hanno il loro “si” in lui, cioè in Gesù Cristo, pertanto possiamo essere sicuri del loro adempimento (2 Corinzi 1:20).
Possiamo fidarci di Dio, le sue promesse sono sicure! Dio onora le sue promesse! Dio non dimentica mai, non fallisce mai, non vacilla mai, e mai compromette la Sua parola e il suo carattere!
Nessuno che si sia affidato a Lui, è rimasto deluso!
Vediamo in secondo luogo:
(2) I giudizi.
La fedeltà divina è un conforto meraviglioso per coloro che gli sono leali, ma è un avvertimento molto serio per coloro che potrebbero essere inclini a diventare sleali. 
Il popolo Giudaico viveva nell’infedeltà, in 2 Cronache 36:15-21 è scritto: “Il SIGNORE, Dio dei loro padri, mandò loro a più riprese degli ammonimenti, per mezzo dei suoi messaggeri perché voleva risparmiare il suo popolo e la sua casa;   ma quelli si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti, finché l'ira del SIGNORE contro il suo popolo arrivò al punto che non ci fu più rimedio.  Allora egli fece salire contro di essi il re dei Caldei, che uccise di spada i loro giovani nella casa del loro santuario, e non risparmiò giovane, né fanciulla, né anziano, né vecchio. Il SIGNORE gli diede nelle mani ogni cosa.  Nabucodonosor portò a Babilonia tutti gli utensili della casa di Dio, grandi e piccoli, i tesori della casa del SIGNORE, e i tesori del re e dei suoi capi.  I Caldei incendiarono la casa di Dio, demolirono le mura di Gerusalemme, diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e ne distrussero tutti gli oggetti preziosi.  Nabucodonosor deportò a Babilonia quanti erano scampati alla spada; ed essi furono assoggettati a lui e ai suoi figli, fino all'avvento del regno di Persia  si adempisse la parola del SIGNORE pronunziata per bocca di Geremia), fino a che il paese avesse goduto dei suoi sabati; difatti esso dovette riposare per tutto il tempo della sua desolazione, finché furono compiuti i settant'anni”.
La parola pronunziata per bocca di Geremia si trova in Geremia 25:9-12. 
Dio è fedele alla sue promesse come anche alle sue minacce e avvertimenti. Farà tutto quello che dice!
Pertanto la fedeltà di Dio è di conforto, ma è anche di profonda riflessione riguardo il nostro comportamento sia di lealtà o di slealtà verso Dio.
F) La fedeltà di Dio assicura il suo sostegno nella sofferenza.
Lamentazioni 3:22-23: “È una grazia del SIGNORE che non siamo stati completamente distrutti; le sue compassioni infatti non sono esaurite; si rinnovano ogni mattina. Grande è la tua fedeltà!”  
Dio sostiene il suo popolo in mezzo alle più grandi afflizioni come quando Gerusalemme è stata attaccata e distrutta per mano di Nabucodonosor, strumento di giudizio di Dio (2 Cronache 36:11-21; Lamentazioni 1:5-22). 
Ma nonostante il suo giudizio; per la Sua fedeltà le Sue compassioni si rinnovavano ogni giorno.  
Dio non dimentica il suo popolo (Isaia 49:14-16), non lo abbandona (Ebrei 13:5).
Nei momenti più difficili della nostra vita, Lui è con noi!!
Dio è con noi anche nella valle dell’ombra della morte.
Nel Salmo 23:4 è scritto: “Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza”.  
“Valle della morte” è una metafora per indicare un ambiente difficile, di afflizione, tenebroso, minaccioso e ostile, uno di questo è anche in pericolo di morte (Giobbe 10:21-22; Salmo 44:19; 107:10; Geremia 2:6; Luca 1:79).
In qualsiasi situazione di pericolo ci troviamo, anche se siamo vicino alla morte, Dio non ci abbandona! 
A volte la sua presenza la sentiamo, altre volte no, ma questo non significa che la sua presenza è discontinua, Dio è sempre presente con noi anche nella sofferenza! (cfr. Isaia 43:2).
II L’APPLICAZIONE DELLA FEDELTÀ DI DIO.
A) Siamo chiamati a essere fedeli.
1 Corinzi 4:1-2: “Così, ognuno ci consideri servitori di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. Del resto, quel che si richiede agli amministratori è che ciascuno sia trovato fedele”. (Efesini 6:21; Colossesi 1:7; 4:7).
Paolo si riferisce ai predicatori (Paolo, Apollo, Cefa), ma questi versetti si possono applicare anche a chi non lo è.
Tutti i credenti sono servitori di Cristo e amministratori secondo il dono che hanno ricevuto da Dio dice 1 Pietro 4:10.
La parola “servitori” (hupēretas) nel greco classico indicava una classe inferiore di vogatori di nave (letteralmente è: "sotto-vogatore"), servivano presso il ponte più basso di una nave.
Quindi “servitore” era uno che remava nel livello inferiore di una barca a tre livelli.
Poi “servitore” è venuto a significare tutti coloro che hanno lavorato sotto un altro, quindi di un servo sotto un superiore, una persona che prendeva ordini da altri, che rispondeva a un'autorità. 
In questo senso Paolo dice che noi siamo servi di Cristo, Lui è la nostra autorità da cui prendiamo ordini e a cui dobbiamo dare conto! 
La seconda parola “amministratori” (oikonomos) originariamente era un servo fidato con le mansioni di governante, o sorvegliante incaricato per la gestione di una grande tenuta con il compito di dare provviste, strumenti e cibo per i lavoratori della tenuta.
Un ricco proprietario terriero aveva molti servitori così aveva bisogno di qualcuno per supervisionare il loro lavoro.
L’amministratore amministrava i beni e assegnava i compiti ai servi.
Quest’amministratore dava conto al proprietario riguardo l’amministrazione giornaliera dei suoi beni, quindi non esercitava il suo lavoro di propria iniziativa, ma gestiva la proprietà secondo il volere del proprietario.
Quindi, l’amministratore era un sovrintendente dei servi, però a sua volta era sottomesso al proprietario.
Ora il predicatore, ma anche tutti i credenti, sono chiamati a essere fedeli (pistos) a Dio, cioè a essere affidabili, degni di fiducia, questo si richiede agli amministratori! 
Tutti i cristiani devono obbedire ai comandi di Cristo e con attenzione insegnare le verità che Dio ha rivelato, non mescolarli con la sapienza umana, o sostituirli con altre verità al loro posto. 
Come servi fedeli di Cristo dobbiamo cercare il Suo interesse e non i nostri, cercare la sua volontà e non la nostra! 
Tutto questo è quello che Dio richiede da noi.
Egli non richiede che siamo dei geni, che abbiamo successo, o creatività, e popolarità, ma richiede che siamo fedeli.
Dio fornisce la Sua Parola, il suo Spirito, i suoi doni, e la sua potenza, ma noi siamo chiamati a essergli fedeli!
Siamo chiamati a essere fedeli, anche se questo significa morire!
Quando Pompei fu distrutta dall'eruzione del Vesuvio, c'erano molte persone sepolte tra le rovine. Alcuni sono state trovate nelle cantine, come se fossero andati lì per la sicurezza. Alcune sono state trovate nelle stanze superiori degli edifici. Ma dove è stata trovata una sentinella Romana? In piedi alle porte della città dove era stato posto dal comandante, con le mani ancora afferrate alla sua arma. Lì, mentre la terra tremava sotto di lui, mentre le inondazioni della cenere e delle scorie lo coprivano, lui si era fermato al suo posto. E lì ancora, dopo mille anni, che è stato trovato quest’uomo fedele.
In Apocalisse 2:10 è scritto: “Non temere quello che avrai da soffrire; ecco, il diavolo sta per cacciare alcuni di voi in prigione, per mettervi alla prova, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita”.
Chi è fedele fino alla morte, riceverà la vita eterna.
La chiesa, quindi tutti i credenti che ne fanno parte, deve continuare a essere fedele, anche se può portare alla morte, il riferimento è alla morte per persecuzione (cfr Apocalisse 12:11). 
Non tutti nella chiesa moriranno come martiri, ma ognuno dovrebbe essere disposto a essere ucciso per la fedeltà in Gesù Cristo.
Essere fedeli al Signore, significa prendere posizione per Lui, non tirarsi indietro anche se questo ha un costo!
B) Siamo chiamati a predicare la fedeltà di Dio. 
Salmo 89:1: “Io canterò per sempre la bontà del SIGNORE; la mia bocca annunzierà la tua fedeltà di generazione in generazione”.
Chi ha sperimentato Dio, anche se si trova in condizioni difficili annunzierà la fedeltà di Dio!
Questa convinzione che brucia nel cuore, non rimarrà lì, ma sarà predicata alle genti!
Se siamo convinti veramente che Dio è fedele, lo predicheremo! Lo diremo a tutti!
C) Siamo chiamati a fidarci di Dio.
1 Pietro 4:19: “Perciò anche quelli che soffrono secondo la volontà di Dio, affidino le anime loro al fedele Creatore, facendo il bene”.
Le chiese a cui scrisse Pietro erano perseguitate e quindi soffrivano secondo la volontà di Dio (vv.12-18).
In questa circostanza devono affidarsi a Lui che è il Creatore fedele.
“Affidino” (paratithesthōsan- presente medio imperativo) significa dare a qualcuno perché lo conservi, affidare a qualcuno perché ne prenda cura (cfr. Luca 23:46).
Quindi la Parola di Dio, ci ordina di affidare noi stessi a Dio perché si prenda cura di noi. 
Il motivo per affidarsi a Dio è: perché Dio è fedele!!
Dio mantiene la sua parola data e possiamo fidarci di ciò che dice!
Una cosa è semplicemente credere che Dio è fedele, l’altra cosa è vivere, o agire secondo questa consapevolezza anche quando soffriamo!
Arthur W. Pink teologo inglese (1886-1952): “ Vi sono momenti nella vita di ciascuno in cui non è facile, nemmeno per un cristiano, credere che Dio sia fedele. La nostra fede viene provata severamente, i nostri occhi si bagnano di lacrime, e non riusciamo più a distinguere le opere del Suo amore. Le nostre orecchie vengono distratte dai rumori di questo mondo, sconcertate dai sussurri d’ateismo di Satana, e non riusciamo più udire i dolci accenti della Sua tenue voce. Progetti che da tempo avevamo coltivato, sono stati frustrati, amici su cui contavamo ci hanno deluso, fratelli e sorelle in Cristo ci hanno traditi. Tutto questo ci sconcerta. Abbiamo cercato di essere fedeli a Dio, e ora una nube oscura ce lo nasconde dalla vista. Troviamo allora che sia difficile, se non impossibile, per la nostra ragione carnale, armonizzare le espressioni minacciose della Sua opera con le Sue promesse di grazia”.  
Quando siamo nell’oscurità dobbiamo fidarci di Dio dando la nostra vita nelle sue mani!
Isaia 50:10 ci dice: “Chi di voi teme il SIGNORE e ascolta la voce del suo servo? Sebbene cammini nelle tenebre, privo di luce, confidi nel nome del SIGNORE e si appoggi al suo Dio!”
La fedeltà di Dio significa che Dio fa ciò che ha detto di fare e adempirà quello che Egli ha promesso, anche se le circostanze sembrano dirci il contrario!
Dio mantiene le promesse!!!! 
Noi possiamo essere sicuri, gioiosi e confortati dal fatto che Dio mantiene le Sue promesse e non può essere diversamente perché Dio è Dio, il Suo carattere è perfetto.
La Sua onnipotenza, onniscienza, onnipresenza, fedeltà, amore, immutabilità, eternità, e così via, garantiscono che Dio adempierà le sue promesse.
Dio mantiene la Sua parola, non importa quanto sia incredibile la Sua promessa, Lui la manterrà (1 Re 8:56). 
Noi dobbiamo fidarci di Dio ed essere pazienti nell’attesa delle Sue promesse, Dio ti ama ed è fedele! (Romani 8:31-39; 1 Corinzi 1:9).
Il fatto che Dio mantiene la parola data, significa che è affidabile, degno di fiducia, Lui non ci abbandona mai! (1 Tessalonicesi 5:24; 2 Timoteo 2:13).
Affidiamoci, dunque a Lui!
D) Siamo chiamati ad accettare con umiltà e gratitudine ogni cosa senza lamentarci.
Il Signore sa che cosa sia veramente importante per ciascuno di noi. 
Se crediamo questo, quando ci corregge con le maniere severe, al posto di lamentarci lo ringrazieremo accettando umilmente la sua correzione! 
Anche se la vita non ti sembra sempre giusta, anche se pensi di soffrire ingiustamente, Dio è sempre fedele, sii sempre riconoscente.
In 1 Tessalonicesi 5:16-18: è scritto:  “Siate sempre gioiosi; non cessate mai di pregare; in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo verso di voi”.
Un cuore grato dovrebbe essere semplicemente uno stile di vita per coloro che Dio ha redento per mezzo di Gesù Cristo. 
Quest’ affermazione semplice e diretta toglie ogni scusa a coloro che dicono di essere credenti, ma sono ingrati. 
È anomalo per i cristiani essere ingrati!!
Essere ingrati è l'essenza del cuore non rigenerato (Romani 1:21), ma quando Dio rigenera una persona, Egli produce un nuovo cuore, un cuore riconoscente sempre a Dio! (Daniele 6:10; Efesini 5:20).
Il cristiano è chiamato in ogni cosa a rendere grazie.
“In ogni cosa” (en panti) si riferisce in tutte le circostanze, in tutto ciò che ci accade nella vita. 
Non importa quale lotta, fatica, prova, sofferenza, o fatto si verifica nella vita dei cristiani, essi devono rendere sempre grazie Dio!!
La gratitudine a Dio è segno che crediamo che Dio è fedele, che nella sua sovranità guida tutte le circostanze secondo il suo disegno benevolo(Romani 8:28-29; Genesi 50:20).
E) Siamo chiamati ad aspettare i tempi di Dio. 
I tempi di Dio molte volte non sono i nostri tempi!
Dio non arriva sempre quando desideriamo noi, però quando arriva è sempre puntuale! (Ebrei 4:16).
Noi vogliamo tutto e subito, ma Dio ha i Suoi tempi nell’adempiere le sue promesse, o profezie.
Possiamo essere certi che questo avverrà, che Dio adempirà la Sua parola detta (Ezechiele 12:25), che effettuerà tutta la sua volontà, eseguirà il suo disegno (Isaia 46:10-11).
In Abacuc 2:1-3 è scritto: “Io starò al mio posto di guardia, mi metterò sopra una torre, e starò attento a quello che il SIGNORE mi dirà, e a quello che dovrò rispondere circa la rimostranza che ho fatta.  Il SIGNORE mi rispose e disse: «Scrivi la visione, incidila su tavole, perché si possa leggere con facilità; perché è una visione per un tempo già fissato; essa si affretta verso il suo termine e non mentirà; se tarda, aspettala; poiché certamente verrà; e non tarderà.
Il profeta è perplesso riguardo al fatto che nel paese, in Giudea, la giustizia era scomparsa.
Il profeta invoca l’intervento di Dio e chiede perché la cattiveria è impunita (Abacuc 1:1-4).
Dio risponde che avrebbe inviato i Caldei per punire Giuda (Abacuc 1:5-11). 
Ma Abacuc reagisce ancora con perplessità: perché Dio si sarebbe servito di un popolo malvagio, i Caldei, per giudicare un popolo più giusto, i Giudei? (Abacuc 1:12-2:1).
Dio risponde che avrebbe giudicato anche i Caldei (Abacuc 2:2-20).
Ogni rivelazione profetica richiede un certo grado di pazienza, bisogna aspettare il suo compimento. 
Dio rassicura Abacuc: l’adempimento del giudizio dei Caldei ha un tempo stabilito, quindi la rivelazione di Dio non si rivelerà falsa. 
Anche se il compimento sembra in ritardo, anche se le circostanze sembrano contrarie, la promessa si avvererà in accordo con il Suo piano perfetto. 
Per quelli di Giuda sperimentare l'invasione Babilonese, l’esilio e poi il giudizio su questi nemici, quest’assicurazione di adempimento doveva essere un grande conforto. 
I loro nemici al tempo prestabilito da Dio, avrebbero subito il giudizio divino! 
Per certo la realizzazione di questa profezia, di questa promessa avverrà dice il Signore ad Abacuc, aspettala! (v.3)
Dio non può mentire (Numeri 23:19), ma dobbiamo imparare ad aspettare che realizzi quanto promesso!
CONCLUSIONE.
La fedeltà di Dio al suo popolo è perfetta, anche se la fedeltà degli uomini verso di Lui è imperfetta (2 Timoteo 2:13). 
Credere che Dio sia fedele, significa essere liberi dall’ansia e dalle preoccupazioni!
Quando affrontiamo le difficoltà nel presente, non dimentichiamo la fedeltà di Dio, di come ha operato nella storia Biblica e anche nella nostra esperienza passata.
Ogni giorno ricordare la fedeltà di Dio porta una nuova speranza e con essa nuove forze! (Isaia 40:30-31).