martedì 30 aprile 2013

Le motivazioni contro le discriminazioni.


Giacomo 2:1,5-11: Le motivazioni contro le discriminazioni. 
L’ultima volta abbiamo visto il comandamento contro i favoritismi, le caratteristiche e le cause dei favoritismi. 
Oggi vediamo tre motivazioni contro i favoritismi verso i ricchi a danno dei poveri.
Quali sono queste motivazioni?

La prima motivazione è che:
I I FAVORITISMI SONO INCONCILIABILI CON GESÙ CRISTO (v.1).
v.1: “Fratelli miei, la vostra fede nel nostro Signore Gesù Cristo, il Signore della gloria, sia immune da favoritismi”.
La Bibbia “Paoline” dice: “Fratelli miei, non potrete mantenere la fede nel nostro Signore glorioso Gesù Cristo, praticando favoritismi di persona”.
La Bibbia “Diodati”: “Fratelli miei, non associate favoritismi personali alla fede del nostro Signore Gesù Cristo, il Signore della gloria”.
Giacomo ci sta dicendo: “non possiamo avere fede in Gesù e nello stesso tempo praticare favoritismi!” 
Per un cristiano avere favoritismi significa negare la fede in Cristo!

Riguardo a Gesù ci sono almeno tre motivi per non avere favoritismi:
Il primo motivo è:
A) Gesù non aveva favoritismi.
In Matteo 22:15-16 è scritto: “Allora i farisei si ritirarono e tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nelle sue parole. E gli mandarono i loro discepoli con gli erodiani a dirgli: ‘Maestro, noi sappiamo che sei sincero e insegni la via di Dio secondo verità, e non hai riguardi per nessuno, perché non badi all'apparenza delle persone’”.
Certamente c’è un po’ di adulazione, di malizia e d’ipocrisia da parte degli scagnozzi dei farisei e da parte degli erodiani, ma comunque questa era l’attuale reputazione di Gesù e cioè che era un uomo sincero, che insegnava la via di Dio secondo verità e senza riguardi per nessuno perché non badava all’apparenza delle persone. Infatti, Gesù stava sia con i farisei che con le persone emarginate dalla società, tanto da essere considerato amico dei pubblicani e dei peccatori (Matteo 9:11;11:19).
Perciò seguendo la strada del nostro maestro noi non dobbiamo fare discriminazioni!

Il secondo motivo è perché:
B) Gesù è il Signore della gloria(doxēs v.1). 
Noi dobbiamo chiederci perché Giacomo specifica che Gesù è il Signore della gloria, poteva anche evitarlo (Cfr.1 Corinzi 2:8). “Gloria” si può riferire sia che Gesù è glorioso (genitivo di qualità o descrittivo) nel senso che descrive come è Gesù in riferimento alla Sua esaltazione, cioè come Signore (Atti 2:36), oppure che Gesù è la gloria (apposizione) cioè la gloria descrive la natura, lo splendore e la presenza, la manifestazione divina di Gesù. 
In Giovanni 1:14 leggiamo: “E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre”.        
Entrambi le interpretazioni ci fanno vedere comunque che Gesù era di natura divina! (Cfr. 2 Corinzi 4:4-6; Ebrei 1:1-3; Esodo 24:16; 40:34).

Ma perché Giacomo sottolinea la divinità di Gesù?
Il primo motivo è:
(1) Per contrastare un culto della personalità verso i ricchi!
Gesù mette in contrasto la gloria di Gesù coni ricchi di questa terra, ma non c’è paragone, perché Gesù è unico!
Forse qualcuno vedeva Gesù solo da un punto di vista terreno e non divino, così i favoritismi verso i ricchi erano esagerati mettendoli allo stesso livello di Gesù!
Questo per noi significa che nessuno deve essere messo al posto o allo stesso livello di Gesù!
Significa che dobbiamo mettere Gesù sopra ogni cosa e sopra ogni persona! 
L’amore per Gesù deve essere prioritario, sopra ogni cosa anche delle persone più care! (Luca 14:26).

Giacomo mette in evidenza che Gesù è il Signore della Gloria secondo alcuni studiosi lo fa:
(2) Per evidenziare che Gesù,il Signore un giorno ritornerà come giudice.
In Giacomo 5:7-9 è scritto: “Siate dunque pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Osservate come l'agricoltore aspetta il frutto prezioso della terra pazientando, finché esso abbia ricevuto la pioggia della prima e dell'ultima stagione. Siate pazienti anche voi; fortificate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.  Fratelli, non lamentatevi gli uni degli altri, affinché non siate giudicati; ecco, il giudice è alla porta”.
Così in Matteo 16:27 leggiamo: “Perché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo l’opera sua”.
Gesù nel Suo ritorno rivelerà la natura del suo carattere divino, in questo caso è la gloria del Padre suo come Giudice.
In questo senso il suo ritorno come giudice sarà un deterrente per non fare favoritismi se non vogliamo essere giudicati! Fai bene attenzione a non fare favoritismi perché un giorno daremo conto a Gesù! Possiamo essere certi che giudicherà senza favoritismi! 
(Cfr. Deuetronomio 10:17-18; Atti 17:30-31; Romani 2:5,11; 1 Pietro 1:17).

Il terzo motivo per non avere favoritismi riguardo sempre a Gesù e quindi riguardo ai ricchi disprezzando i poveri è perché:
C) Gesù si è fatto povero.
2 Corinzi 8:9: “Infatti voi conoscete la grazia del nostro Signore Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché, mediante la sua povertà, voi poteste diventar ricchi”.
Gesù Cristo è il Signore che ha lasciato la gloria del cielo ed è venuto in questo mondo corruttibile per salvare gli uomini. Gesù ha messo da parte la posizione più alta di esaltazione e di onore di Dio stesso per farsi povero, per servire come un umile servitore (Filippesi 2:5-8).
Se Gesù non ha disprezzato la povertà, così non dobbiamo disprezzare i poveri.

In secondo luogo:
II I FAVORITISMI VERSO I RICCHI SONO INCONCILIABILI CON I PIANI DI DIO. 
vv.5-7: “Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto quelli che sono poveri secondo il mondo perché siano ricchi in fede ed eredi del regno che ha promesso a quelli che lo amano? Voi invece avete disprezzato il povero! Non sono forse i ricchi quelli che vi opprimono e vi trascinano davanti ai tribunali? Non sono essi quelli che bestemmiano il buon nome che è stato invocato su di voi?" (Cfr. Proverbi 14:31).
Nel 178 d.C., il filosofo romano Celso attaccò molto i cristiani, perché la maggior parte di loro erano poveri e ignoranti. Ha ritratto i credenti come volgari, come uno sciame di pipistrelli, formiche striscianti fuori dalle tane, come le rane in possesso di un simposio in mezzo a una palude, o vermi in un convegno in un angolo di fango.    
Anche la storia ha documentato il peccato dei favoritismi verso i ricchi nella chiesa. Nel 1700 in Inghilterra la chiesa era diventata di elite per l'uomo comune, nel 1739, John Wesley cominciò a predicare alle masse più povere tanto che 30.000 minatori di carbone si convertirono, Wesley non era scismatico, ma perché non c'era posto nella chiesa per la gente comune, ha fondato a malincuore la Chiesa metodista che oggi conta milioni di membri.
Il punto generale di Giacomo è abbastanza chiaro: la scelta di Dio di dare il suo regno ai poveri è la prova del suo riguardo per loro, mostra come alcuni cristiani sbagliano a discriminare le persone povere.
Discriminare la classe più povera significa andare contro l’intenzione di Dio e quindi disonorare Dio stesso e invertire l’ordine di Dio: Dio ha scelto i poveri in modo particolare per il Suo regno, le persone più disprezzate dalla società, che erano visti come insignificanti e senza valore che erano sfruttati, oppressi e trascinati nei tribunali ingiustamente da coloro che bestemmiano Dio! 
In una netta inversione di tendenza della loro condizione, i credenti poveri sono diventati ricchi in fede, eredi del regno di Dio, cioè ricchi delle benedizioni spirituali future nell’altro mondo conservate per il credente ( 1 Corinzi 6:9-10; 15:50; Galati 5:21; Efesini 5:5). 
Giacomo ci sta insegnando che noi siamo chiamati a vedere le cose, quindi le persone da un punto di vista spirituale e non materiale! Siano credenti o non credenti, noi dobbiamo valutare le persone secondo standard spirituali e non di questo mondo!
Quindi la maggior parte dei primi credenti erano poveri e in tutta la Scrittura Dio ha un particolare interesse per loro e ci esorta ad interessarci a loro (Levitico 25:35-37,39; Salmi  41:1; 68:10, 72:4, 12; Proverbi 17:5; 21:13; 28:27; 29:7; Isaia 3:14-15; 31:9, 20; 10:1-2; 25:4; Galati 2:10).
Ma qualcuno potrebbe pensare, ma Dio favorendo i poveri discrimina i ricchi? Giacomo sta condannando una forma di discriminazione e la sostituisce con un’altra? Ma Dio è contro la ricchezza? Dio non è contro la ricchezza!

Infatti, noi vediamo nella Bibbia che:
A) Dio non odia i ricchi.
Vi ricordate di quel giovane ricco che andò da Gesù e inginocchiatosi davanti a lui gli chiese che cosa doveva fare per avere la vita eterna, Gesù rispose che doveva osservare i comandamenti e il giovane gli disse che questo già lo faceva, così leggiamo in Marco 10:21: “Gesù, guardatolo, l'amò e gli disse: ‘Una cosa ti manca! Va', vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi’”.

B) Dio fa impoverire e arricchire.
1 Samuele 2:7: “Il SIGNORE fa impoverire e fa arricchire, egli abbassa e innalza”. (cfr. Ecclesiaste 5:19-20)
Se Dio dona ricchezze non è contro i ricchi!

C) Dio salva anche i ricchi.
In televisione ho visto una volta un programma che parlava delle persone più ricche del mondo, ebbene c’era un fratello Battista degli Stati Uniti che era ricco impegnato attivamente in un ministero nella chiesa nell’aiutare i poveri, quindi nel dare loro da mangiare, ma anche dava, ai suoi dipendenti più bisognosi, delle borse di studio per l’università! 
Abraamo (Genesi  13:2); Lot (Genesi 13:5-6); Isacco  (Genesi 26:13-14); Giacobbe  (Genesi 32:5,10); Giuseppe (Genesi 45:8,13); Giuseppe di Arimatea (Matteo 27:57); Zaccheo (Luca 19:2) erano persone ricche!
Si pensa anche che l’etiope eunuco e ministro di Candace, regina di Etiopia, fosse sovrintendente e tutti i tesori di lei e quindi molto probabilmente era ricco (Atti 8:26-38), anche il proconsole Sergio Paolo probabilmente era ricco (Atti 13:7,12), forse anche Lidia commerciante di porpora era ricca (Atti 16:14); così a Tessalonica si convertirono non poche donne delle famiglie più importanti (Atti 17:4).  

Dall’altra parte non significa che tutti i poveri sono o saranno salvati!
D) Dio non salva tutti i poveri.
Molti poveri non sono credenti e non si comportano moralmente bene! Ma perché Dio ha un occhio particolare verso questa categoria? Certamente i pensieri di Dio non sono i nostri pensieri (Isaia 55:8-11), ma è scritto che tutte le sue vie sono giustizia (Deuetronomio 32:4), Dio in tutto quello che fa è giusto e certamente ha le sue ragioni, i suoi piani che per noi sono difficili a volte da comprendere! (Deuteronomio 29:28).
             
E) Dio ha scelto di salvare in modo particolare i poveri.
Per quali motivi Dio ha scelto di salvare in modo particolare i poveri? Lo vediamo in modo particolare nella prima lettera di Paolo ai Corinzi.
1 Corinzi 1:26-31: “Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra di voi molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili; ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, perché nessuno si vanti di fronte a Dio.  Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, ossia giustizia, santificazione e redenzione; affinché com'è scritto: ‘Chi si vanta, si vanti nel Signore’”.
Paolo sta parlando che la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono e che Dio ha reso pazza la sapienza di questo mondo, ma la pazzia di Dio è più saggia degli uomini e la debolezza di Dio è più potente degli uomini e riferendosi a questa pazzia e a questa debolezza di Dio ora lo illustra.
Paolo dice guardate la vostra chiamata alla salvezza, al regno di Dio, non ci sono tra di voi molti sapienti (sophoi), molti potenti (dunatoi) e né molti nobili  (eugeneis).
Sapienti sono le persone intellettuali, potenti si riferisce alle persone influenti la cui ricchezza permetteva loro di esercitare  sia il potere politico e sociale (cfr. Atti 25:5; Apocalisse 6:15,  nobili sono quelli di sangue blu, di buona famiglia che hanno un pedigree fiero e appartengono alla classe dirigente ricca. (cfr. Luca 19:12; Atti 17:11). Quindi c’erano credenti sapienti, ricchi e quelli di sangue blu, ma non erano tanti.

Ma la domanda è perché Dio scelse soprattutto i poveri?
Noi troviamo almeno due motivi:
(1) Il primo motivo è per svergognare e ridurre al niente la classe sociale più alta.
Dio scelse le cose pazze, deboli, ignobili e disprezzate, le cose che non sono di questo mondo con lo scopo di svergognare i sapienti, le cose forti, per ridurre al niente le cose che sono.
“Svergognare” (kataischunē) è umiliare, screditare, può essere visto come un giudizio da parte di Dio. “Cfr. Salmi 6:10;31:17; 35:4; 26-27; 40:15; 83:16-18; Isaia 41:11;Geremia 2:26).
“Ridurre al niente” (katargēsē)indica rendere inefficiente.
C’è da dire una cosa molto importante e cioè che i sapienti, i potenti e i nobili erano le persone onorate pubblicamente nel mondo greco-romano secondo gli standard umani, mentre chi non apparteneva a questa categoria non era onorata, ma per loro era una vergogna. I valori cardini della società erano onore e vergogna, le persone misuravano la loro vita da ciò che un gruppo delimitato di altri pensavano di loro.  
Pertanto Dio scelse le persone che dal punto di vista umano erano e sono le meno promettenti! Dio scelse persone modeste per una ragione straordinaria: quella di annullare le cose che sono! 
In altre parole, Dio riempì la chiesa con persone che non valevano niente agli occhi degli standard umani, per dimostrare che questi standard erano sbagliati!

(2) Il secondo motivo è glorificare se stesso, portare l’uomo a vantarsi in Dio e non in se stesso.
Dio capovolge gli standard del mondo per glorificare se stesso! Anche il vanto faceva parte di questo fenomeno pubblico dell’onore e della vergogna. In questo tipo di cultura dove era importante che il proprio valore venisse riconosciuto da altri pubblicamente, quindi dove era importante la propria reputazione, non poteva perciò mancare il proprio vanto.           
Lo scopo finale era che Dio voleva dimostrare che nessuno doveva vantarsi in se stesso, perché ci potesse essere qualcosa di straordinario, ma in Dio che ci ha eletto e salvati! (1 Corinzi 1:30-31) 
L’elezione, la salvezza, se siamo in Cristo è perché Dio lo ha voluto, quindi l’elezione e la salvezza dipendono dalla sovranità e grazia di Dio e non dai nostri meriti! (Deuetronomio 7:7; 2 Timoteo 1:9; Efesini 2:8-9).
La chiamata sovrana e di grazia di Dio perciò esclude qualsiasi vanto umano! Qundi, chi si vanti si vanti del Signore, in ciò che il Signore ha fatto in loro e per loro! Hodge disse: “Le qualità che nel mondo rendono gli uomini importanti - istruzione, influenza, rango - non sono in se stesse quelle che conducono a Dio o alla salvezza”. In questo modo Dio mostra anche la sua sovranità nel salvare i poveri!
Quindi nel presente contesto, Dio elimina ogni vanto umano, infatti conferisce la sua salvezza a coloro che nel mondo sono considerati stupidi (pazzi- mōra), incapaci (deboli-asthenē), famiglie di classe inferiore (ignobili-agenē), chi non è tenuto in considerazione (exouthenēmena-le cose disprezzate) ciò che non vale nulla (le cose che non sono –ta mē onta) questo per glorificare se stesso!
          
III I FAVORITISMI SONO INCONCILABILI CON LA LEGGE REGALE (vv.8-11). 
Noi non siamo chiamati ad avere riguardi personali, ma ad amare il prossimo secondo com’è scritto nella legge regale! (Levitico 19:15-18; Matteo 19:19;22:39; Romani 13:9; Galati 5:14).
Quindi, il favoritismo trasgredisce il comandamento dell’amore!

Noi vediamo dunque che in primo luogo che questo comandamento è: 
A) Il Comandamento di Dio.
La legge è regale perché è la legge del regno di Dio, data da Dio stesso che è il nostro Re Supremo. 
Nel v.8 leggiamo: “Certo, se adempite la legge regale come dice la Scrittura: ‘Ama il tuo prossimo come te stesso’, fate bene”.

Quindi vediamo che:
(1) L’Adempimento della legge di Dio deve essere il nostro scopo.
Siamo chiamati ad adempiere (teleite- indicativo presente attivo) cioè a eseguire completamente la legge regale.
Adempiere la legge regale è una forte enfasi! Giacomo sottolinea questo perché noi lo considerassimo con attenzione! Dio ha dato una legge affinché fosse osservata, adempiuta!
Noi facciamo parte del regno di Dio, di cui Dio è il Re e a cui noi dobbiamo essere sottomessi! (Esodo 19:6; 1 Pietro 2:9).
La parola “legge” (nomon) indica quello che è stato assegnato, distribuito da Dio per noi; ha un significato normativo e vincolante, una realtà oggettiva al di sopra del popolo, quindi va osservata. (Esodo 31:13; Levitico 20:8; 22:32; 1 Re 2:3-4; 2 Re 23:25). In questo contesto “legge” si riferisce in modo particolare ai dieci comandamenti! (Esodo 20:1-17; 34.28; Deuteronomio 5:6-21).

Inoltre noi vediamo:
(2) L’Ampiezza della legge di Dio.
Questa legge si racchiude nell’amare Dio con tutto il nostro essere e il nostro prossimo come noi stessi. (Matteo 22:36-39; Marco 12:30-31; Romani 13:8-10; Galati 5:13-14).   
            
a) Che cosa è l’amore?
Che cosa significa amare?
“Amare”(agapáō) il prossimo(plēsíon) come se stessi significa avere un caldo riguardo e interesse, una cura tenera, un affetto sincero e un riguardo verso il prossimo! 

b) Come dobbiamo amare?
Amare il prossimo significa trattarlo come tu vuoi essere trattato! Significa curare gli altri, interessarci agli altri, amarli per come ci amiamo noi stessi! (cfr. Matteo 7:12).

c) Chi è il prossimo?
Il prossimo (plēsíon) è chi ti sta vicino! Per i Giudei il prossimo erano solo i Giudei (Atti 7:27; Esodo 2:13), ma Cristo dice che il prossimo è quello che ti sta vicino, quindi il fratello della chiesa (Romani 15:2; Efesini 4:25; Giacomo 4:12), come può essere anche un tuo nemico, una persona  straniera (Luca 1:58; Matteo 5:43-47; Luca 10:29-37).
Può darsi che alcuni giustificassero i favoritismi verso i ricchi richiamandosi al comandamento dell’amore com’è espresso più volte nella Bibbia, ma il loro errore era comunque la discriminazione! 
Giacomo non giudica il trattamento amorevole verso il ricco, ma la discriminazione verso il povero, hanno amato il ricco e contemporaneamente disprezzato il povero!

Infine vediamo:
(3) L’Approvazione di Dio.
Se adempiamo la legge facciamo bene(kalōs -v.8). Se noi adempiamo la legge: cioè se amiamo il prossimo come noi stessi, quindi non facciamo discriminazioni, facciamo bene, cioè è una cosa esatta, giusta, una cosa che va fatta, una cosa corretta,moralmente buona che Dio approva perché gli piace. (Giacomo 2:19; Atti 13:33; Filippesi 4:14; 2 Pietro 1:19; 3 Giovanni 6). 
Infatti, è in accordo con la Scrittura che dice di amare il prossimo come te stesso, è una citazione di Levitico 19:18. Oltre a questo certamente amare il prossimo è un grande beneficio per la testimonianza!
Ernest Gordon, nel suo libro: “Attraverso la valle del Kwai”, narra la miracolosa trasformazione che ha avuto luogo tra i prigionieri alleati in un campo di concentramento giapponese nel 1943. Nel 1942 il campo era un mare di fango e sporcizia, i prigionieri erano sfruttati nei lavori, affamati e il trattamento era brutale da parte delle guardie giapponesi. Non c'era cibo, la legge che era presente tra i prigionieri era la legge della giungla: ognuno pensava per sé.  Dodici mesi dopo, il terreno del campo era ripulito, i letti ristrutturati con canne di bambù, le capanne ricostruite con verdi canne di bambù, la mattina di Natale 2.000 uomini erano al culto. Cos’era successo? Nel corso dell'anno un prigioniero aveva condiviso la sua ultima briciola di cibo con un altro uomo che era anche in disperato bisogno. Poi morì. Si chiedevano come mai quell’ uomo era così diverso da tutti gli altri prigionieri tanto da amare fino all’ultimo respiro. Tra le sue cose trovarono una Bibbia….era la Bibbia il segreto di quell’uomo così disponibile e con un spirito di sacrificio, di amore per gli altri? Uno a uno i prigionieri cominciarono a leggere la Bibbia. Presto lo Spirito di Dio cominciò un’opera nei cuori di quei prigionieri e cambiarono le loro vite e in un periodo inferiore di dodici mesi c'è stata una rivoluzione spirituale e morale in quel campo. 
La legge reale vissuta aveva fatto il suo lavoro. L’amore pratico è una grande testimonianza, uno strumento di Dio che fa grandi risultati!
Io non mi fido molto dei sondaggi e non pongo nemmeno il mio ministero sui sondaggi, ma a volte ci fanno riflettere. È stato fatto un sondaggio a 8.600 persone di 39 chiese di denominazioni diverse. Il risultato è stato che le chiese che crescevano numericamente al di là della teologia, della denominazione e dell’ubicazione, erano le chiese dove i membri si amavano reciprocamente! 

Ma vediamo in secondo luogo perciò:
B) La Caduta.
I credenti non associavano il comandamento dell’amare il prossimo con la discriminazione contro i poveri, per loro non era un peccato come l’omicidio! I riguardi personali sono un peccato! Questo lo leggiamo al v.9: “ma se avete riguardi personali, voi commettete un peccato....”. 
Giacomo chiarisce che il favoritismo non è semplicemente un gesto scortese e irrispettoso, ma è un peccato. Giacomo dice ipoteticamente se avete riguardi personali voi commettete un peccato!
“Commettere peccato” (hamartian) significa un fallimento nel raggiungere uno standard, quello di Dio, allontanarsi da ciò che è corretto, mancare il vero scopo e piano della nostra vita, che è Dio.  “Commettere peccato” indica mancare il bersaglio della legge di Dio e quindi fallire. È un’ offesa in relazione a Dio, agire contrario alla volontà e legge di Dio, una violazione della legge di Dio (1 Giovanni 3:4).
          
Quindi vediamo di conseguenza:
C) La Condanna. 
v.9: “ma se avete riguardi personali, voi commettete un peccato e siete condannati dalla legge quali trasgressori”.
In caso di favoritismo, la legge di Dio ci condanna come trasgressori. La legge appare come un severo giudice che davanti al tribunale convince gli accusati come trasgressori.

 Nella condanna vediamo:
(1) Una colpevolezza convincente.
Infatti “condannati”(elenchomenoi) è convincere con evidenza schiacciante! “Condannati” significa mostrare e convincere di aver sbagliato, quindi convincere della colpa  (Giovanni 8:9,46), portare la persona a riconoscere il male (Tito 1:9, 13; 2:15).
 Quindi la legge è chiara: se hai riguardi personali, stai peccando! Sei un trasgressore della legge!
“Trasgressori”(parabatai) letteralmente è uno che avanza attraverso un confine, perciò quando facciamo favoritismi siamo andati oltre il confine, il limite della legge di Dio (Romani 2:25, 27; Galati 2:18).
Quindi trasgressori  indica coloro che non sono ubbidienti alla legge, che deviano dalla verità, dalla norma valida di Dio.
              
Nella condanna vediamo:
(2) Una colpevolezza considerevole.
vv.10-11: "Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma la trasgredisce in un punto solo, si rende colpevole su tutti i punti. Poiché colui che ha detto: ‘Non commettere adulterio’, ha detto anche: ‘Non uccidere’. Quindi, se tu non commetti adulterio ma uccidi, sei trasgressore della legge".
Perché trasgredire una singola parte della legge significa essere colpevoli su tutti punti! Osservare tutta la legge, ma mancare in un punto della legge, significa che sei colpevole su tutti i punti. 
Alcuni fanno l’errore di bilanciare le proprie azioni in base a quello che si fa o all’effetto negativo di un azione che si fa! Ma non si può scusare il peccato di favoritismo dicendo che abbiamo fatto altre cose buone! 
Tu puoi evangelizzare, puoi pregare, ecc, ma se non ami il tuo prossimo come te stesso sei colpevole su tutti i punti della legge, cioè della legge intera! (Cfr. Matteo 5:17-19).
I vv.10-11 ci parlano dell’unità della legge che proviene interamente da Dio, infatti dice colui che ha detto non commettere adulterio ha detto anche non uccidere! Quell’unico Legislatore Dio, ha emanato tutti i comandamenti e perciò la legge non deve essere divisa, tutta la legge dev’essere osservata! La legge è indivisibile e tutta interamente deve essere osservata senza distinzione, ecco perché dice che se la trasgredisci in un punto ti rendi colpevole in tutti i punti!
Come una catena che fatta da tanti anelli, ma se si rompe un anello tutta l’intera catena è rotta. Oppure chi scavalca la siepe in un punto la scavalca tutta! F.B. Meyer: “Una persona può osservare tutte le leggi della salute, ma se inala uno boccata di veleno, egli può morire, così possiamo essere apparentemente obbedienti a tutto il Decalogo, ma l’inadempienza in amore invalida tutto”.
Giacomo vuole sottolineare l’effetto complessivo di un peccato sul nostro rapporto con Dio!
Se trasgrediamo solo un comandamento della legge, noi trasgressori di tutta la legge, siamo peccatori davanti a Dio! Anche se gli effetti sono più o meno gravi, per esempio rubare al supermercato non ha lo stesso effetto grave che uccidere una persona, ma comunque è un’ offesa a Dio, perché abbiamo violato la legge di Dio.              
Quindi non possiamo dire che ci sono peccati meno gravi o più gravi davanti a Dio! Giacomo ci vuole dire che anche se trasgrediamo una sola parte della legge di Dio, siamo peccatori!   

Nella condanna vediamo:
(3) Una colpevolezza con una conseguenza:il giudizio di Dio.
La legge è normativa nel suo insieme e nei suoi singoli aspetti, perciò noi siamo chiamati a osservare (v.10 tērēsē- aoristo attivo) cioè ubbidire (cfr. Matteo 19:17; Giovanni 14:15,21; 15:10); se la trasgredisci v.10 (ptaisē  aoristo- attivo) letteralmente è inciampare, cadere in peccato (Romani 11:11) si rende colpevole. (v.10 gegonen énochos -genitivo descrittivo).
Noi siamo responsabili riguardo il mettere in pratica la legge, come è dimostrato dai i verbi: “osservare”, “trasgredisci” e “rende”, infatti il verbo è all’attivo.  
Ma anche la parola “colpevole” sottolinea la nostra responsabilità  nel peccare contro Dio e quindi siamo meritevoli del suo giudizio, in quanto non abbiamo osservato la Sua legge! (Cfr.vv.12-13). Infatti, la parola “colpevole” è usata nel senso di essere in "pericolo" degli effetti penali di un misfatto nel senso forense, legale (Matteo 5:21, 22; cfr. Marco 3:29; Matteo 26:66; 1 Corinzi 11:27).
Noi siamo responsabili dei nostri peccati e quindi del peccato dei favoritismi, chi lo fa si attira il giudizio di Dio!

Perciò:
1) In primo luogo non accusare gli altri se non li ami per giustificare te stesso!
Dire: “Io non ti amo perché non te lo meriti”, è sbagliato!

2) In secondo luogo questi versetti ci ammoniscono a non scegliere il comandamento che ci fa comodo e trascurare quelle che non ci piacciono, la legge di Dio va rispetta tutta! 

CONCLUSIONE.
In molte chiese, purtroppo, oggi come nel passato, non i membri non si trattano tutti allo stesso modo. Questo non dovrebbe esistere. 
Noi abbiamo visto tre motivazioni contro i favoritismi:
1) I favoritismi sono inconciliabili con la fede nel Signore Gesù.
2) I favoritismi sono inconciliabili con i piani di Dio.
3) I favoritismi sono inconciliabili con la legge dell’amore.

Siamo chiamati, dunque, ad amare tutti allo stesso modo come noi stessi!