giovedì 11 aprile 2013

La preghiera per essere ripieni della pienezza di Dio.


Efesini 3:17-19: La preghiera per essere ripieni della pienezza di Dio.
“L'esigenza principale della chiesa non è gli uomini di denaro, né uomini di cervello, ma gli uomini di preghiera” (E. M. Bounds).
Quello che oggi ha bisogno la chiesa è uomini di preghiera come lo era Paolo. La nostra vita (materiale e spirituale) dipende da Dio pertanto è importante che noi preghiamo! Paolo questo lo sapeva e per questo era un uomo di preghiera. Noi possiamo dire insieme a Phillips Brooks: “Se l'uomo è uomo e Dio è Dio, vivere senza la preghiera non è solo una cosa terribile, è una cosa infinitamente stupida”. 
Nei versetti precedenti (vv.14-17a) abbiamo visto due altri soggetti di preghiera di Paolo: 1) Essere potentemente fortificati nell’uomo interiore mediante lo Spirito Santo; 2) Cristo abiti per mezzo della fede nei cuori. Nei versetti 17-19 leggiamo il terzo elemento della preghiera di Paolo: essere ripieni della pienezza di Dio.
Se lo Spirito Santo ci fortifica nell’uomo interiore e se Cristo vive nel nostro cuore, il risultato sarà che i credenti si ameranno e amandosi conosceranno l’amore di Cristo più in profondità con lo scopo finale di essere ripieni della pienezza di Dio. 

Esaminiamo prima di tutto:
I L’AMORE RECIPROCO DEI CREDENTI (v.17).
v.17: “perché, radicati e fondati nell'amore”.
Il risultato e anche lo scopo dell’azione dello Spirito Santo e di Cristo che abiti nei nostri cuori è: essere radicati e fondati nell’amore come una pianta e come una casa! Coloro che sono rafforzati dallo Spirito Santo e in cui Cristo abita avranno le loro vite radicate e fondate nell’amore.
Paolo usa due espressioni prese in prestito dalla campagna e dall’edilizia per indicare profondità, vita, energia, crescita, maturità e stabilità delle relazioni di chiesa, (cfr. Colossesi 2:7; Isaia 40:24; Geremia 12:2; Efesini 2:20; Matteo 7:25; Luca 6:48; 1 Corinzi 3:10-12).
L'amore è il terreno in cui i credenti sono radicati e cresceranno, il fondamento stabile su cui sono edificati.

Quindi:
A) L’amore è una caratteristica di Dio e di Cristo.
Questo lo vediamo diverse volte in questa lettera (Efesini 1:5; 2:4; 3:19; 5:2).
Quest’amore divino è sparso nei cuori dei credenti per lo Spirito Santo e per la presenza di Cristo nei nostri cuori.
Romani 5:5: “Or la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato”. Sempre l'apostolo Paolo: “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo” (Galati 5:22).

B) L’amore è la caratteristica dei discepoli di Gesù.
L’amore è il segno di Colui, che ci ha amato e ha dato, la Sua vita per noi, è il segno della nuova nascita (Giovanni 13:34-35; 1 Giovanni 4:7-8), non è un amore naturale, ma è un amore che viene da Dio, la conseguenza del nostro rapporto con Lui.
Il cristiano è colui, che è radicato nell'amore di Dio manifestato in Cristo (Efesini 2:4), essi devono la loro stessa vita all’amore di Dio e continuano a trarre forza da esso, e sono stabiliti su questo stabile fondamento.
L’esistenza del cristiano, è pertanto governata e plasmata dall'amore di Dio che si esprime nella propria vita. 
L’amore di Dio in Cristo offre il potere che motiva e consente ai credenti di amare gli altri; questa preghiera anticipa in modo significativo, le esortazioni dei capitoli seguenti sull'amore reciproco (Efesini 4:2; 5:2). L'amore dovrebbe essere l’aspetto predominante nella nostra vita, nella condotta ed esperienza. 
In Marco 12:30-31 Gesù rispose a uno scriba: “ ‘Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua’". Il secondo è questo: ‘Ama il tuo prossimo come te stesso’. Non c'è nessun altro comandamento maggiore di questi”.
Uno studioso, Best dice che i verbi “radicati” e “fondati” ( participi perfetti passivi) indicano una condizione che si è creata nel passato e continua a sussistere, enfatizza il risultato, i credenti sono stati e  continuano ad amarsi ( Efesini 1:15).
Ma è implicito nella preghiera che devono continuare ad amarsi! Per questo noi dobbiamo pregare! Che ci possiamo amare come all’inizio della nostra conversione, secondo il primo amore che è scritto nell’Apocalisse, che la chiesa di Efeso perse (Apocalisse 2:4-5). 
In questo modo saremo resi capaci di conoscere l’amore di Cristo, questo è lo scopo della preghiera! 
Infatti dice al v.18: “Siate resi capaci di abbracciare e conoscere con tutti i santi (i credenti), l’amore di Cristo”.
Nella conversione conosciamo l’amore di Cristo, ma se ci amiamo lo conosceremo sempre di più!
Quindi dobbiamo chiedere a Dio che possiamo amarci sempre di più e che ci dia una misura molto più profonda del Suo amore che ha per noi.

Ora esaminiamo:
II L’ABILITÀ DI CONOSCERE L’AMORE DI CRISTO (v.18).
v.18: “ siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'amore di Cristo”.
Si racconta che R.A. Torrey uno studioso, cercava intensamente il volto di Dio. Un giorno, mentre stava leggendo la Bibbia e pregando, fu così sopraffatto dalla profonda consapevolezza di questo amore, che cominciò a piangere a dirotto, arrivando al punto di implorare Dio che non gli mostrasse maggiore amore perché non  lo avrebbe potuto sopportare. 
Paolo prega che possiamo conoscere l’amore di Cristo sempre di più, ci sta esortando ad avere una conoscenza piena, totale dell’amore di Cristo, di non accontentarci di poco.

Che privilegio abbiamo noi credenti: conoscere qualcosa che va al di là di noi stessi: l’amore di Cristo!        
Infatti:
A) L’amore di Cristo è Incommensurabile.
L’amore di Cristo è immenso, senza limiti. Larghezza, lunghezza, altezza e profondità descrivono l’amore infinito di Dio. 
A. W. Tozer disse: “ ... Perché Dio è auto-esistente, il suo amore non ha avuto inizio, perché è eterno, il suo amore non può avere fine, perché è infinito, non ha limiti, perché è santo, è la quintessenza di ogni purezza immacolata, perché è immenso, il suo amore è un incomprensibilmente vasto, senza fondo, mare senza sponde ....”.
L'amore di Dio è così grande che non si può misurare, la croce di Cristo ne è la massima espressione (Romani 5:6-8). L'amore di Dio in Cristo è così grande d'abbracciare il peggio dei peccatori, è un amore che non dipende dall’amabilità di chi lo riceve, è un amore che abbraccia moltitudine di peccatori di tutti i tempi e in modo totale, completo ed eterno e raggiunge ogni aspetto della nostra esperienza.
Hai mai considerato l'ampiezza di quest’amore? L’amore di Cristo abbraccia miliardi e miliardi di persone. 
Nella sua visione del trono di Dio, Giovanni scrive: “Essi cantavano un cantico nuovo, dicendo: ‘Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai acquistato a Dio, con il tuo sangue, gente di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, e ne hai fatto per il nostro Dio un regno e dei sacerdoti; e regneranno sulla terra’. E vidi, e udii voci di molti angeli intorno al trono, alle creature viventi e agli anziani; e il loro numero era di miriadi di miriadi, e migliaia di migliaia” (Apocalisse 5:9-11).
È ancora leggiamo in Apocalisse 7:9: “Dopo queste cose guardai e vidi una folla immensa che nessuno poteva contare, proveniente da tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue, che stava in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, vestiti di bianche vesti e con delle palme in mano”. 

B) L’amore di Cristo è Inconoscibile.
L’amore di Gesù va al di là di noi, non è alla nostra portata umanamente parlando come leggiamo al v.19: “e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza”.
Altrove e con varie immagini, Paolo cerca di spiegare la vastità dell’amore di Cristo, affermando che esso si estende ai peccatori (Romani 5:6), supera ogni ostacolo (Romani 8:35-39), l'amore costringe i credenti a servire e vivere per Cristo (2 Corinzi 5:14).
Se comprendiamo l’amore che Cristo ha per noi e se ci lasciamo governare da questo amore, allora avremo un comportamento degno della vocazione, quindi Paolo sta preparando i credenti all’esortazione dei capitoli 4 a 6 sul comportamento.
Quest’amore sorpassa (huperballon) ogni conoscenza, nel senso che non è alla nostra portata, umanamente parlando, sia intellettualmente e sia nell’esperienza umana.
Comprendere l’amore di Dio è una grande sfida per noi, perché per la nostra esperienza di vita, né noi e nemmeno i nostri familiari (che ci amano), sappiamo amare in modo perfetto, grande, costantemente e senza motivi egoistici come ama Dio (cfr. Romani 5:8).
Non esistono metri per misurare l’amore di Cristo, eppure Dio ci fa la grazia di poter conoscere quest’amore! Eppure siamo resi capaci di abbracciare e conoscere quest’amore! 

Quindi:
C) L’amore di Cristo è Intelligibile: comprensibile e conoscibile, accessibile (vv.18-19).
Il desiderio da parte di Paolo per i suoi lettori è: avere una più profonda esperienza spirituale dell’amore di Cristo.
vv.18-19: “siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'amore di Cristo”, e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza”.
Ci troviamo di fronte un paradosso: possiamo conoscere intellettualmente e per esperienza l’amore di Cristo che va al di là della nostra mente umana.  
Ciò che è impossibile all’uomo, diventa possibile, una realtà concreta in Cristo.         
“Siate resi capaci” (exischusēte- congiuntivo aoristo attivo) indica che c’è la possibilità di conoscere l’inconoscibile amore di Cristo!
La parola “capaci” era usata fra i greci per indicare la capacità di trattenere le forze della natura o la capacità di influire su qualcuno, di fare qualcosa di straordinario, la capacità di raggiungere un obbiettivo.
In questo caso Dio ci rende capaci di abbracciare e conoscere ciò che non è conoscibile: l’amore di Cristo!   

"Abbracciare" (katalabesthai- infinitivo aoristo  medio) significa:
(1) Comprendere.
Afferrare ferventemente, fare proprio, impossessarsi dell’oggetto intellettualmente, comprendere, afferrare con la mente un'idea o una verità.
Era una parola impiegata per dare risalto alla difficoltà della comprensione per la vastità e la grandezza dell’oggetto.

"Conoscere" (gnōnai  infinitivo aoristo attivo- ginosko-)si riferisce:
(2) Comunione.
Si riferisce a un sapere per esperienza, indica intimità comunione, la stessa parola è usata per indicare l’intimità di coppia (Matteo 1:25).   

Perciò possiamo fare una:
(3) Costatazione finale.

Possiamo costatare:
a) La possibilità di conoscere l’amore: questo è per tutti i credenti!
La comprensione dell’amore di Cristo è possibile per tutti i credenti (v.19). L’espressione "con tutti i santi" è un modo per sottolineare che ogni credente può comprendere e conoscere per esperienza l’amore di Cristo sempre di più. 

Possiamo costatare:
b) Il peso, l’importanza dell’amore reciproco dei credenti per conoscere l’amore di Cristo.
L’espressione "con tutti i santi" indica l’importanza dell’esperienza di amore tra di noi per conoscere sempre di più l’amore di Cristo.

Possiamo costatare:
c) Il posto dove trovare l’amore di Cristo.
“Con tutti i santi”, significa che non ci può essere la conoscenza dell’amore di Cristo in solitario, individuale senza la comunità! 
Perciò la conoscenza della natura dell’amore di Cristo può essere compresa tramite l’interazione con i fratelli e le sorelle della chiesa!            
Quanti cosiddetti credenti non frequentano la chiesa? Quanti frequentano a singhiozzo, ebbene non si aspettassero di crescere nella conoscenza dell’amore di Gesù!

Ma vediamo: 
III L’ARRIVO FINALE DELLA PREGHIERA: ESSERE RICOLMI DI TUTTA LA PIENEZZA DI DIO (v.19).
v.19: “affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio”.
Lo scopo ultimo, il sommo scopo della preghiera di Paolo e della nostra esistenza è: essere ricolmi di tutta la pienezza di Dio!
È stato detto giustamente, che la perfezione dell'uomo consiste nel suo essere pieno di Dio. L'Apostolo prega per questo e anche noi dovremmo pregare per questo soggetto.
Questo sarà possibile se ci ameremo, così conosceremo sempre più l’amore di Cristo e di conseguenza saremo ripieni della pienezza di Dio!

In primo luogo vediamo:
A) La totalità che esprime questa preghiera.
“Siate ricolmi” (plērōthēte - congiuntivo aoristo passivo) esprime il fare pieno (Efesini 4:10); la completezza (1 Giovanni 1:4); la totalità (Colossesi 2:10) quindi l’assenza di qualsiasi lacuna (Colossesi 1:19).
Anche “pienezza” (plērōma) si riferisce alla completezza, alla totalità del suo essere, la stessa parola Paolo la usa in Colossesi 2:9 per indicare che in Gesù abita tutta la pienezza della divinità (Cfr. Romani 11:12,25).
Tozer scrisse: “Un Dio infinito può dare tutto di Sé a ciascuno dei suoi figli. Egli non distribuisce Sé stesso in modo che ciascuno ne abbia una parte, ma a ognuno Egli dà tutto di Sé così pienamente come se non ce ne fossero altri”.

In secondo luogo vediamo:
B) La docilità che esprime questa preghiera.
Il verbo “siate ricolmi” (passivo) indica lasciarci riempire di tutta la pienezza di Dio.  Implica perciò non opporre resistenza, sottometterci a Dio, piegare la nostra volontà alla Sua. Finché il nostro io orgoglioso non si piega, Dio non può vivere pienamente in noi! Che possiamo pregare così: “Che il mio io orgoglioso possa morire affinché tu Dio possa vivere totalmente in me”. (cfr. Giovanni 3:30; Galati 2:20).
“Quando la volontà di Dio attraversa la volontà dell'uomo, qualcuno deve morire” (Addison Leitch).
Se vogliamo crescere spiritualmente è necessario che il nostro io muoia!
Svuotarsi di sé stessi con l'aiuto dello Spirito Santo, è un passo importante per essere ripieno di Dio! Svuotarsi ci prepara a riempirci di Dio, se siamo pieni di noi stessi Dio non potrà riempirci!

In terzo luogo troviamo:
C) La finalità della preghiera.
La preposizione “di” (eis) indica il movimento verso uno scopo, fino a quando non saremo pieni.
Quindi lo scopo della nostra vita sarà quello, di essere ripieni di tutta la pienezza di Dio e di non accontentarci di qualche conoscenza di Dio, o di fermarci all’abc della fede cristiana! 
Se siamo ripieni di tutta la pienezza di Dio, saremo pieni del Suo carattere, presenza, potenza e vita, quindi allo stato di uomini maturi spiritualmente come dirà in Efesini 4:13, questo è l’adempimento del piano divino! 
Questo sarà tutto ciò che Dio vuole che noi siamo! 

D) La maturità che indica questa preghiera.
Dio, che è infinito in tutti i suoi attributi, ci consente di attingere alle sue risorse. 
Se siamo ripieni della pienezza di Dio, il nostro carattere e comportamento ne saranno influenzati, in questo senso saremo credenti spiritualmente maturi.  
Quindi Paolo prega affinché i credenti possano ricevere non un qualsiasi attributo di Dio, o un qualsiasi dono, ma il massimo: essere ripieni di tutta la pienezza di Dio. 
Non dobbiamo accontentarci di avere una relazione superficiale con Dio Lui desidera che ne siamo pieni: pieni della Sua presenza, carattere, potenza, della Sua vita.
Questa non è solo una possibilità per tutti i cristiani, è dovere di tutti i cristiani! 
Dobbiamo credere e accettare che Cristo possa dimorare nei nostri cuori, che noi possiamo conoscere l’amore incommensurabile e inconoscibile di Cristo con lo scopo finale di essere riempiti di tutta la pienezza di Dio. 

Purtroppo, molti, anche credenti, sono disposti a frequentare i culti, ma senza avere il desiderio di essere ripieni di Dio! Si accontentano! Pensare che il Creatore, in tutta la sua vastità, potrebbe venire a dimorare in uomo insignificante è un incredibile pensiero!
Un ragazzino vissuto nel 1800, aveva raggiunto l'età di dodici anni e non era mai stato al circo. Potete immaginare la sua emozione, quando un giorno seppe che nel paese arrivava il circo il sabato successivo. Felice va a casa e chiese al padre se poteva andare al circo. La famiglia era povera, il circo costava un dollaro, ma il padre sensibile capì che per il ragazzino era una cosa importante, e disse al ragazzino che se faceva i suoi lavoretti del sabato gli avrebbe dato il dollaro. Potete immaginarvi come il ragazzino non vedeva l’ora che arrivasse il sabato, era eccitatissimo.
Arrivò il sabato fece i suoi lavoretti, si lavò, si vestì a festa e va con quel dollaro che non aveva mai avuto nella sua vita.
Il ragazzo eccitato va verso circo, si avvicina alla periferia del paese, e vede la gente assiepata lungo la strada, non poteva crederci erano quelli del circo che facevano una parata, una cosa sensazionale che non aveva mai visto: gli animali ingabbiati, la banda musicale, gli acrobati, ecc. Alla fine della parata c’era un pagliaccio con il suo vestito goffo e truccato, il bambino prende il dollaro prezioso e lo da' soddisfatto al pagliaccio si gira e va a casa.
Il ragazzo pensava che egli avesse visto lo spettacolo del circo, ma in realtà aveva solo visto la parata!
Alcuni credenti si accontentano di avere un rapporto superficiale con Dio, di "vedere una parata" mentre il piano di Dio è: non solo conoscere alcuni aspetti che lo riguardano, qualche informazione letta  o studiata nella Bibbia, ma che siamo ricolmi di tutta la pienezza di Dio. 
Dobbiamo mirare alla pienezza di Dio! Non dobbiamo accontentarci di poco! Per questo dobbiamo pregare, anche in modo audace. Questa di Paolo è una preghiera coraggiosa!

CONCLUSIONE.

Un giovane uomo che era cresciuto in una famiglia benestante, ma ben presto si allontanò dalla sua famiglia, tanto da vivere di stenti e di accattonaggio come un barbone. Un giorno si trovava a vagabondare in Pennsylvania chiedendo l’elemosina per le strade per vivere. Un giorno toccò un uomo sulla spalla e disse: "Ehi, signore, può darmi un centesimo?" Appena vide la sua faccia, rimase scioccato nel vedere che quello era suo padre! Così il vagabondo disse: "Padre, Padre, mi conosci?" Quell’uomo lo abbracciò e con le lacrime agli occhi, gli disse: "Oh, figlio mio, finalmente ti ho trovato! Ti ho trovato! Vuoi un centesimo? Tutto quello che ho è tuo”. Quel vagabondo raccontando questa storia, poi disse: “ Io ero un vagabondo. Stavo chiedendo a mio padre di darmi 10 centesimi, quando per 18 anni, lui mi aveva cercato per darmi tutto quello che aveva”.
Molti vanno in giro toccando le spalle, per chiedere un centesimo di pace, di gioia, di potenza, e così via, quando il nostro Padre celeste ci vuole dare tutto quello che ha! Noi ci accontentiamo di poco, delle briciole, mentre Dio invece ci vuole riempire di tutta la Sua pienezza!  
Quanto sarebbero diversi oggi alcuni credenti e alcune chiese se pregassero di più e se pregassero di più specificatamente per essere fortificati nell’uomo interiore mediante lo Spirito Santo e se pregassero che Cristo abiti nei loro cuori in modo tale così d'amarsi e da conoscere sempre di più l’amore di Cristo per essere ricolmi di tutta la pienezza di Dio! 
Lo scopo della tua vita è di essere ricolmo di tutta la pienezza di Dio!
Sei ripieno di tutta la pienezza di Dio? Vuoi esserlo? Allora prega per questo! E prega che altri lo possano esserlo.