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Romani 6:23: La vita eterna è in Cristo Gesù

 Romani 6:23: La vita eterna è in Cristo Gesù
“Perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore”.
La società postmoderna è una società incerta, se a questo aggiungiamo oggi la pandemia, le guerre, la crisi economica che stiamo vivendo, allora l’incertezza aumenta.
Una cosa certa è la morte! Come possiamo constatare oggi in questo funerale del caro/a (nome del defunto).
Paolo in questo versetto parla della certezza della morte, ma parla anche della certezza della vita eterna!
L’apostolo non ha aveva nessun dubbio riguardo l’esistenza della vita dopo la morte, cioè della vita eterna, e nemmeno ne parla come questa si possa perdere una volta che ricevuta in questa vita!
C’è una frase di Seneca molto interessante che è attuale: “È proprio così: non riceviamo una vita breve, ma tale la rendiamo e non ne siamo poveri, ma scialacquatori”.
Non so a che cosa si riferisse Seneca, e molti oggi direbbero che Seneca in questo caso sia un po' esagerato, ma di certo non vivere la vita come vuole Dio significa sciuparla!
Vivere nel peccato è sciupare la vita!
Che cos'è il peccato?
Ci sono alcuni che affermano che il peccato non esiste. 
Altri dicono che il peccato è ciò che nuoce a qualcun altro.
Poi ci sono quelli che dicono che il peccato sono le cattive abitudini, o un pensiero sbagliato, o un cattivo giudizio.
Infine ci sono quelli che dicono che il peccato dispiace a Dio, ma non è una cosa grave.
Secondo la Bibbia, il “peccato” (hamartía) è un atto, o un sentimento che trasgredisce, o ignora qualcosa richiesto dalla legge di Dio, dalla Sua volontà, o dal Suo carattere, sia con il pensiero, con il sentimento, con le parole, o con le azioni.
Il peccato è la disobbedienza e la resistenza alla volontà di Dio, il rifiuto della Sua Signoria.
È un'espressione di disprezzo e ribellione verso l'autorità sovrana di Dio.
Il peccato è la dichiarazione di indipendenza e autonomia da Dio, l’affermazione dell’orgoglio e dell’egoismo dell'uomo.
Il peccatore non vuole riconoscere Dio come Suo Signore, egli vuole semplicemente essere al centro della sua vita e del suo universo in modo autosufficiente e indipendente!
Oswald Chambers diceva: “L'essenza del peccato è il mio diritto ad affermare e rivendicare me stesso”. 
Il peccato è un ammutinamento morale e spirituale da parte dell'uomo rispetto a Dio! 
È mancare il bersaglio di ciò che vuole Dio, è un'offesa in relazione a Dio con enfasi sulla colpa; è mancare il vero scopo della nostra vita, che è Dio.
Il peccato è universale! Tutti pecchiamo!
Lo era anche il nostro caro/a (nome del defunto).
Tutte le persone, ricche e povere, giovani e anziani hanno una cosa in comune: il peccato, eppure ci sono molte persone che dicono di non essere dei peccatori perché non hanno fatto e non fanno nulla di male.
La Bibbia, invece ci dice che tutte le persone, di tutti i tempi siamo peccatori, senza nessuno escluso! La morte ne è una dimostrazione secondo la Bibbia!
In Romani 3:23 leggiamo: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio”. (cfr. Genesi 6:11-12; 1 Re 8:46; Ecclesiaste 7:20; Isaia 53:6; Romani 1:18-32; 3:9-19).
Nessuno di noi è al 100% come vuole Dio, e fa sempre ciò che vuole Dio (cfr. Romani 3:19-20), siamo privi della gloria di Dio, cioè non siamo santi come lo è Lui e non c’è la Sua approvazione!
Chi dice di essere senza peccato si sta ingannando, è bugiardo, e fa Dio bugiardo perché Dio stesso ci dice che siamo peccatori! (cfr. 1 Giovanni 1:8-10).
Questo passo ci dice che la conseguenza del peccato è la morte!
Il peccato ha delle conseguenze gravi, eppure tantissime persone le ignorano!
Paolo ci dice che il salario del peccato, cioè la conseguenza del peccato è la morte (cfr. per esempio Ezechiele 18:4, Romani 5:12; 6:16, 21, 23; 7:5; 8:6,13; Giacomo 1:13-15).
Anche se il peccato promette una grande ricompensa, la sua conseguenza invece è la morte.
In generale quando la Bibbia parla di “morte” (thanatos) ne parla in tre modi: la morte fisica come giudizio di Dio (cfr. per esempio Luca 23:15; Giovanni 11:4,13; Romani 5:12; 8:38; Salmo 90:3-5).
Poi ne parla come morte spirituale, cioè la mancanza di comunione con Dio (cfr. per esempio Giovanni 5:24; 1 Giovanni 3:14; cfr. Isaia 59:1-2).
Infine ne parla come morte eterna, o seconda, e implica una punizione eterna (cfr. per esempio Giacomo 1:15; 5:20; 1 Giovanni 5:16-17; Apocalisse 2:11; 20:6,14; 21:8). 
Il Dio santo e giusto giudica il peccatore! (cfr. per esempio Salmo 90:7-12; Romani 1:18; 2:3; 6:21). 
Dio aveva avvertito Adamo a non mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, perché nel momento in cui ne avrebbe mangiato, sarebbe morto (Genesi 2:15-17), così è stato (Genesi 3:1-19), ed è anche per noi oggi (cfr. Romani 5:12; 1 Corinzi 15:21-22).
Quindi la morte come punizione del peccato passa da Adamo a tutti i suoi discendenti, fino a noi oggi.
La morte (thanatos) è la cosa che fa più paura alle persone fino a esserne angosciate e a portarle anche alle malattie mentali.
Il filosofo Jacques Choron, in un articolo sulle principali opinioni filosofiche sulla morte, distinse tre tipi di paura della morte: 1) quello che viene dopo la morte; 2) l’evento del morire; 3) il cessare di essere.
Adesso esistiamo, ma un giorno moriremo, come vediamo oggi in questo funerale con la scomparsa di (nome del defunto), non c’è modo di sfuggire anche se facciamo di tutto per vivere più a lungo possibile, ma la morte è inevitabile anche se facciamo di tutto per ritardarla, è una realtà terribile!
Il peccato è ingannevole promette la vita, invece dà la morte!
Ma non finisce qui, perché in questo passo Paolo ci dice che Dio ci dona la vita eterna!
L’opposto della conseguenza del peccato e della morte è il dono di Dio della vita eterna.
L’umanità ha un "salario" guadagnato a causa del peccato contro la possibilità di avere un dono da Dio!
 
In contrasto con il "salario del peccato" che è dovuto (cfr. per esempio Romani 4:4), la vita eterna è gratuitamente concessa ai credenti in Cristo da Dio stesso e non viene data in cambio di qualcosa da parte nostra che facciamo, non la compriamo con qualcosa, è un dono di Dio.
La morte è un salario meritato, mentre la vita eterna è immeritata!
I diritti che abbiamo sono solo in relazione al peccato, e di conseguenza questi diritti diventano il nostro giudizio perché siamo schiavi del peccato (cfr. per esempio Giovanni 8:34; Romani 6:17).
Ma la vita eterna è un dono di Dio!
“Dono” (charisma), indica il favore concesso da Dio, un beneficio dato liberamente e senza merito che proviene dalla grazia di Dio come traduce giustamente la versione della Bibbia “San Paolo”: “Il dono di grazia di Dio”.
Il dono della vita eterna non è meritato! È un regalo e i regali non si pagano, si accettano, o si rifiutano!
Non è una ricompensa perché in noi c’è qualcosa di buono, o perché abbiamo fatto qualcosa di buono, è il risultato della grazia di Dio, cioè il Suo favore immeritato, quindi non suscitato dalla disposizione della creatura che la riceve (per esempio Efesini 2:1-10; Tito 3:3–7).
Per la grazia di Dio, riceviamo la vita eterna.
La vita eterna è un regalo dato gratuitamente secondo il favore e la gentilezza di Dio, dunque non è meritata, infatti siamo peccatori!!
Così com’è affermata più volte, la salvezza, o giustificazione, o vita eterna, non è per le nostre buone opere, ma per la sola grazia di Dio (cfr. Romani 3:19-24; 4:4,16; 11:5-6; Galati 2:16; 5:3-4; Efesini 1:6-7; 2:5-9, 2 Tessalonicesi 2:16; Tito 3:7; 1 Pietro 5:10).
Se mentre la punizione dei peccatori è il giusto frutto e la meritata retribuzione delle loro stesse opere, la ricompensa elargita ai giusti, cioè i fedeli in Cristo, è un dono gratuito e immeritato di Dio per amore di Cristo.
I peccatori non hanno fatto nulla e non possono fare nulla per meritare la vita eterna!
Il dono della vita eterna è di Dio, cioè Dio è la sorgente, o l’agente!
Solo l’eterno Dio (cfr. per esempio Deuteronomio 32:40; Salmo 90:2; Isaia 40:28) è Colui che ci può dare la vita eterna, noi con il nostro peccato lo abbiamo offeso e solo Dio ci può perdonare quando gli confessiamo i nostri peccati (cfr. per esempio Salmo 32:5; 1 Giovanni 1:8-10).
Se il peccato crea una barriera tra noi e Dio e ci conduce alla morte, Dio nella Sua grazia ci dà la vita eterna.
La “vita eterna” (zōé aiónios) si riferisce al tempo della vita, a un’esistenza senza fine; indica un’esistenza continua che non è toccata dalle limitazioni del tempo.
Non esiste la fine, non esistono giorni, mesi e anni!
È un tempo illimitato!
Anzi non esiste il tempo!
La Bibbia ci dice che la vita eterna comincia nel momento in cui una persona crede, nel momento della conversione (Giovanni 3:16; 5:24), e non finisce con la morte fisica.
Anche se la morte fisica segna una discontinuità tra questa vita e la prossima, in realtà la vita eterna ci garantisce una continuità; non finisce tutto con la morte!!
Il credente ha la certezza della vita eterna con Dio (per esempio 2 Corinzi 5:1-10; Filippesi 3:20-21; 1 Pietro 1:3-5).
Ma la vita eterna non indica solo la durata, indica anche il tipo di vita.
La vita eterna indica qualcosa di diverso dalla vita dell’uomo come qualità, una vita completamente diversa da quella che stiamo vivendo adesso su questa terra, infatti, non ci saranno più sofferenze, conflitti; stress di vario genere e abiteremo per sempre con Dio!
Per esempio in Apocalisse 21:3-4 leggiamo: “Udii una gran voce dal trono, che diceva: 'Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio.  Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate'”.
Paolo ci dice che la vita eterna è in Cristo Gesù!
Gesù Cristo è la chiave e il fondamento di tutta la vita spirituale che è in noi.
È venuto per dare la vita e per darla in abbondanza (Giovanni 10:10).
“In Cristo Gesù nostro Signore” indica lo strumento per cui abbiamo il dono della vita eterna, la grazia di Dio scende attraverso di Gesù (cfr. Romani 5:15,21).
“In” si riferisce a una stretta relazione, all’unione spirituale con Gesù Cristo, ed è lo strumento per cui riceviamo la vita eterna (cfr. Giovanni 11:25-26; 14:6; 17:3; Romani 5:21; 2 Timoteo 1:1; Ebrei 5:9; 9:12; 1 Giovanni 5:11-12).
Gesù Cristo è unico! Nessuno è come Lui!
Napoleone Bonaparte riguardo Gesù disse: “Tra Gesù e chiunque altro nel mondo non c'è paragone possibile”.
Infatti, “in Cristo Gesù nostro Signore” indicano appunto che è unico nel Suo genere e anche l'unico strumento di salvezza di Dio!!
Non possiamo considerare Gesù come una delle tante figure religiose, Egli è l’unica ed esclusiva fonte di vita e di luce (cfr. per esempio Giovanni 1:9; 8:12).
     
“Cristo Gesù nostro Signore” indica che solo Gesù Cristo ha il potere e l’autorità di darci la vita eterna!
Non c’è nessuno che la può dare al di fuori di Lui!
Pertanto se non sei in Cristo non hai la vita eterna!
Gesù e non altri, è l’unico che ci può dare la vita eterna!
Dio lo ha mandato sulla terra a morire sulla croce ed è risuscitato per la nostra salvezza dai peccati (cfr. per esempio Matteo 1:21; Giovanni 3:16,36).
Che grande conforto, Dio perdona i nostri peccati (Michea 7:18) per mezzo di Gesù Cristo (cfr. per esempio Atti 13:38; Efesini 1:7; 1 Timoteo 1:15).
Chi ha fede in Gesù (cfr. per esempio Atti 13:38; Romani 3:19-28) e si ravvede è perdonato dai propri peccati (cfr. per esempio Luca 24:47; Atti 3:19), e può avere pace e la riconciliazione con Dio (cfr. per esempio Romani 5:1-11; 2 Corinzi 5:18; Colossesi 1:19-20).
Questa era la certezza anche del nostro caro (nome del defunto) che non è più con noi!
La vita eterna, dunque, è legata alla persona e all'opera di Gesù Cristo.
Gesù ha pagato la colpa per il peccato (cfr. per esempio Romani 3:25–26; 6:23; Galati 3:13).
Ha redento i peccatori attraverso il Suo sangue (Efesini 1: 7).
Ha pagato il prezzo perché i peccatori fossero liberi (1 Corinzi 6:20; Galati 5:1).
Solo Gesù è morto al posto dei peccatori in modo che potessero essere giustificati da Dio (cfr. per esempio Romani 3:21-24; 5:1,8-9; 2 Corinzi 5:21).
Gesù è venuto sulla terra per dare la Sua vita santa e perfetta in sacrificio, subendo l’ira di Dio su se stesso per dare la vita ai peccatori che avrebbero creduto in Lui (Matteo 20:28; Giovanni 10:10, 1 Giovanni 3:16).
Così oggi in questo funerale dobbiamo ricordare che chi è in Cristo, i suoi peccati sono perdonati e ha la certezza della vita eterna!
Sei in Cristo?
Sei unito spiritualmente a Cristo Gesù? I tuoi peccati sono stati perdonati?
Hai la vita eterna?
Andrai alla presenza di Dio nel luogo di beatitudine eterna?
Se non hai questa certezza, pentiti dei tuoi peccati davanti a Dio confessandogli i tuoi peccati e affidati completamente a Dio credendo in Gesù Cristo che è morto e risorto per i tuoi peccati! E avrai questa certezza!
Quando lo scienziato cristiano Sir Michael Faraday stava morendo, alcuni giornalisti lo interrogarono sulle sue speculazioni per una vita dopo la morte. Egli avrebbe risposto: “Speculazioni! Non so nulla di speculazioni. Sto riposando su certezze. So che il mio Redentore vive e poiché Egli vive, anch'io vivrò” (Giobbe 19:25).
Coloro che sono in Cristo hanno la certezza della vita eterna, non la perderanno!!
Coloro che sono in Cristo possono essere sicuri perché sono nelle mani di Gesù Cristo e nessuno li rapirà dalle Sue mani! (Giovanni 10:27-28).
La salvezza degli eletti è sicura e fermamente stabilita, così anche del nostro caro (nome)
Se appartieni al Signore, anche se morirai fisicamente, però non perirai mai! (cfr. Giovanni 6:51, 58; 8:51, 52; 11:26); hai la vita eterna, sei nelle Sue mani e non nelle mani degli uomini!
Niente e nessuno può strapparti dalle mani di Gesù Cristo!
E siamo certi anche per il nostro caro/a (nome del defunto) che non è più con noi, ma alla alla presenza di Dio in virtù della Sua grazia salvifica!


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