Fai una donazione per il sito

Proverbi 4:23. La nostra centrale operativa: il cuore

 Proverbi 4:23. La nostra centrale operativa: il cuore 
Gli psicologi si chiedono se il comportamento umano è determinato da processi interni alla persona, o da eventi esterni? 

Come dire siamo attivi, cioè responsabili delle nostre azioni, o passivi, nel senso che subiamo gli eventi del mondo, cioè che la colpa è degli altri?

Il filosofo Jean-Jacques Rousseau fa questa affermazione: “L’uomo è per sua natura buono, ma la società lo corrompe”.

In questo senso, la colpa è della società se ci comportiamo male!

Quello che vediamo invece nella Bibbia è: l’uomo è peccatore nella sua natura ed è responsabile delle sue azioni (cfr. per esempio Giovanni 3:19; Romani 3:9-18,23; Giacomo 1:13-15).

Ora il cuore, nel senso metaforico è determinante per le nostre azioni.

Come il cuore fisico è un organo vitale importante per la vita del nostro corpo, così vale spiritualmente, pertanto va custodito diligentemente!

Le persone sagge riconoscono l'importanza cruciale di custodire il proprio cuore. 

Noi vediamo un’esortazione in questo versetto che dobbiamo prendere seriamente in considerazione perché da questo dipende la nostra vita.

Lo scrittore, Salomone, istruisce i suoi figli trasmettendo l'insegnamento che suo padre una volta gli diede. 
Il punto principale di quell'insegnamento era che più di ogni altra cosa doveva ottenere saggezza e perspicacia (vv.1–5). 
Il primo passo per ottenere la saggezza è desiderarla; una volta ottenuta, la saggezza porterà nella vita del possessore una nuova misura di sicurezza, onore e bellezza (vv.6–9).
Vivendo secondo la saggezza di Dio, le persone avranno vera libertà e allo stesso tempo saranno moralmente rette (vv.10–13). 
Non si uniranno alle cattive azioni di coloro i cui pensieri e azioni sono governati dal desiderio di fare il male (vv.14–17). 
Più persone fanno il bene, meglio comprendono la vita; più sbagliano, più confusa diventa la loro comprensione della vita e di conseguenza, i loro errori diventano più frequenti e più disastrosi (vv.18-19).
Oltre a ricordarsi costantemente dell'istruzione ricevuta, il figlio deve mantenere il suo cuore in uno stato di buona salute morale e spirituale (vv.20-23). 
Poiché la lingua e gli occhi possono facilmente portare a trasgressioni, il figlio deve controllarli camminando nella via del bene (vv.24–27).

Questo è il contesto di Proverbi 4:23; ora concentriamoci su questo passo.

Prima di tutto noi vediamo in questo versetto:
I LA PRESCRIZIONE
“Custodisci il tuo cuore”. 

Consideriamo:
A) Il comando
L’imperativo “custodisci” (nĕṣōr) indica che dobbiamo vegliare, sorvegliare, proteggere (Naum 2:1; Sal 12:7; 141:3) il cuore.

Nell’Antico Testamento "custodire" è una parola usata per indicare le torri di guardia in città fortificate con sentinelle (cfr. per esempio 2 Re 17:9; 18:8).

Le guardie, o sentinelle, erano importanti nel mondo antico, e la Bibbia ne parla tanto.
Le guardie servivano a proteggere i governanti, i loro possedimenti e i loro editti. 
Furono impiegati dai faraoni in Egitto (Genesi 37:6), dai re Babilonesi (Daniele 2:14) e dai sovrani Israeliti (2 Re 11:4–6). 
Le guardie sorvegliavano anche i prigionieri (Geremia 32:2).
 
Prima ancora, gli angeli servivano come guardie di Dio per proteggere l'ingresso al Giardino dell'Eden (Genesi 3:24) e per vegliare sugli Israeliti nel deserto (Esodo 23:20). 
In sostanza una guardia simboleggia vigilanza e protezione. 

Nel Nuovo Testamento c'era una guardia incaricata di sorvegliare la tomba di Gesù (Matteo 27:65), ed Erode Antipa aveva delle guardie del corpo (Marco 6:27). 

Il carceriere di Filippi custodiva Paolo e Sila (Atti 16:25-27).

Cosa più importante è che Dio custodisce, protegge il Suo popolo (Deuteronomio 32:10; Salmo 25:20; 86:2; 91:11; 97:10; Proverbi 2:8).

Non possiamo permetterci di essere superficiali, negligenti, pigri, abbiamo in corso una guerra spirituale contro il diavolo, il mondo e il peccato.

Il diavolo va in giro come un leone ruggente cercando qualche vittima da divorare (1 Pietro 5:8); il mondo inteso come sistema ribelle a Dio (cfr. per esempio 1 Giovanni 2:15-17) ci fa pressione sotto varie forme; le tentazioni sono tante!

Greg Laurie ci ricorda: “Non bisogna andare oltre i Salmi per vedere l'intimità del rapporto di Davide con Dio. Davide amava Dio in modo caro e tenero. Eppure sappiamo che è caduto nel peccato.
Se dovessi chiedere alla persona media cosa ricorda della vita di Davide, molto probabilmente verrebbe fuori il nome Golia. 
Probabilmente verrebbe citato anche un altro nome: Bat-Sceba. 
Golia e Bat-Sceba rappresentarono la più grande vittoria e la più grande sconfitta di Davide. 
Satana non è stato in grado di sconfiggere Davide sul campo di battaglia, quindi lo ha abbattuto nella camera da letto. 
In questo particolare momento della vita di Davide come re d'Israele, non leggiamo di lui che adorava. Davide si era allontanato da quell'intimità con Dio, e quindi era più vulnerabile. Abbassò la guardia.
Una sera Davide posò gli occhi su Bat-Sceba e peccò. Alla fine, ha confessato il suo peccato ed è stato perdonato. 
Ma ha anche raccolto ciò che ha seminato. Gli stessi peccati che ha commesso si sono ripetuti nella vita dei suoi stessi figli. 
Nel momento in cui Davide ha smesso di abbassare la guardia, è diventato un facile bersaglio per il diavolo.
Il diavolo continua a cercare bersagli facili. Sa che è più facile colpire qualcosa di fermo che qualcosa che si muove. Coloro che stanno avanzando in Cristo, che stanno crescendo nel loro amore per il Signore, non sono così facili da colpire come una persona che ha iniziato ad allentare la presa sul Signore. Quello è colui su cui il diavolo metterà gli occhi. Quello è colui che diventerà la sua prossima vittima”.

Non abbassiamo la guardia! Saremmo facile preda di Satana!

Quindi “custodisci” è una parola che indica mantenere al sicuro da danni, o pericoli il nostro cuore dal peccato.

Vediamo:
B) Il cuore
“Custodisci il tuo cuore”.
La persona saggia custodirà il proprio cuore. 

“Custodisci il tuo cuore” si riferisce alla vita spirituale e morale in ogni aspetto di noi stessi! Quindi si riferisce alla nostra vita devozionale al Signore.

Il cuore è la sede delle energie collettive di una persona, il centro della sua vita.

Il cuore è la sede intellettuale (cfr. per esempio Deuteronomio 8:5; 1 Re 3:9; Giovanni 12:40); la sede della volontà (cfr. per esempio 1 Re 8:17; 2 Tessalonicesi 3:5); la sede emotiva (cfr. per esempio 1 Samuele 1:8; Esodo 4:14), della conoscenza del bene e del male (coscienza – cfr. per esempio Deuteronomio 30:14,17; 1 Re 8:37; Giobbe 27:6; Geremia 31:33; Ezechiele 36:26-27).

Quindi dobbiamo custodire tutti i pensieri, la volontà, le nostre emozioni e la nostra coscienza che può essere contaminata (cfr. per esempio Tito 1:15-16; 1 Timoteo 1:19; 4:2).

Il cuore indica l’uomo nella sua totalità, da dove proviene la forza e la funzione spirituale, dove Dio si manifesta (cfr. per esempio Efesini 3:17), dove mette il suo Spirito (Galati 4:6), è la sede del timore di Dio (Geremia 32:40), dove Dio ha scritto le sue leggi (Ebrei 8:8; 10:16) dove riceviamo la Parola di Dio (Luca 8:15; Matteo 13:19) e dove dobbiamo “scrivere” gli insegnamenti di Dio (Proverbi 7:3). 

John Flavel scrisse: “Il cuore dell'uomo è la parte peggiore prima che sia rigenerato, e la migliore dopo; è la sede dei principi e il fondamento delle azioni. L'occhio di Dio è principalmente fisso su di esso, così dovrebbe esserlo anche l'occhio dell'uomo”.

Infatti, Dio ci esorta a circoncidere il cuore (Deuteronomio 10:16); l’uomo guarda all’apparenza, Dio guarda al cuore (1 Samuele 16:7); solo i puri di cuore vedranno Dio (Matteo 5:8; cfr. Salmo 24:1-3).

Quindi se Dio è interessato al nostro cuore, lo dovremmo essere anche noi, quindi lo dobbiamo custodire! 
E questo anche perché il nostro cuore governa ogni nostra attività!

Il cuore è il centro operativo, come la torre di controllo in un aeroporto che gestisce il traffico aereo, che determina il nostro comportamento e quindi il comportamento morale. 

Nel cuore c’è la sorgente delle nostre parole (Matteo 12:33-37; Luca 6:45) e del nostro comportamento!

Secondo quello che abbiamo nel cuore saranno le nostre parole e il nostro comportamento (Marco 7:14-23).

Gesù nel vangelo dice che ciò che rende l’uomo impuro è ciò che esce dall’uomo, il peccato. 

Gesù ha sviluppato il concetto di purità nella lotta contro i farisei contro la loro purità esteriore (Marco 7:14-23). 

I farisei si lamentavano con Gesù perché secondo loro, i discepoli mangiavano con mani impure (Marco 7:1-2), mentre i farisei e tutti i Giudei mangiavano se non dopo essersi lavate le mani con grande cura seguendo la tradizione degli antichi.

Quindi il lavaggio delle mani non aveva niente a che fare con l’igiene, era solo un rituale. 

I farisei dicono a Gesù, perché i discepoli non seguono la tradizione degli antichi di lavarsi le mani impure prima di mangiare. 
La loro paura era che camminando qua e là potevano toccare qualcosa d’impuro, poi toccando il cibo si potevano contaminare. 

Gesù dice che non è qualcosa dall’esterno che ci contamina, ma qualcosa che abbiamo da dentro, dal cuore. 

Il nostro comportamento nasce nel cuore! 

Il cuore è la centrale operativa delle nostre azioni! 

La santità di un uomo nasce nel cuore! 
Il buono, o cattivo comportamento, come anche le nostre parole dipendono da ciò che abbiamo nel cuore!

Parlando di questo insegnamento di Gesù, Martyn Lloyd Jones disse: “In altre parole, in ultima analisi non sono le tentazioni che ci incontrano per strada a determinare la nostra condotta; è il cuore dell'uomo che li affronta. Due uomini possono trovarsi nelle stesse condizioni, uno cade, l'altro sta in piedi. La differenza non è nella tentazione, ma nel cuore dell'uomo”.

Il mondo, il diavolo e il peccato troveranno sempre aiutanti nei nostri cuori!

Il cuore dell'uomo è il campo di battaglia su cui si combatte ogni battaglia morale e spirituale!

Non fare l’errore di fare una lista di cose da fare e non fare, fai prima a custodire il tuo cuore! 

Sorveglialo, proteggilo da forze dannose dei cattivi pensieri, cattive emozioni, cattive motivazioni, cattivi desideri, cattivi progetti! 
Allora avrai un comportamento santo!

Stai proteggendo il tuo cuore 24 ore su 24, 7 giorni su 7? O custodisci semplicemente il tuo cuore solo la domenica mattina quando sei in chiesa?

Vediamo ora:
II LA PRIORITÀ 
“Più di ogni altra cosa”.

Il senso delle parole di paragone “più di ogni altra cosa” (mikkāl mišmār) in Ebraico è “più di ogni altra guardia”, quindi "più di ogni altra guardia custodisci il tuo cuore".

L’immagine qui è di una persona che vigila su qualcosa, o su qualcuno, quindi una guardia (mišmār), che tiene d'occhio qualcosa, o qualcuno in custodia come per esempio un prigioniero (cfr. per esempio Genesi 41:10; Levitico 24:12), o per proteggersi da un nemico esterno, come le guardie di Neemia che proteggevano Gerusalemme (Neemia 4:22; 7:3).

“Più di ogni altra cosa” indica:
A) L’intensità necessaria
In connessione con il verbo precedente “custodisci”, ha un effetto intensificante.

Rafforza, o enfatizza il fatto che dobbiamo assolutamente custodire il nostro cuore per la gloria di Dio (cfr. per esempio 1 Corinzi 10:31), come anche per il nostro bene!

Questo ci porta a considerare il secondo significato.

Custodire il cuore “più di ogni altra cosa” indica:
B) L’impegno diligente
“Più di ogni altra cosa” indica sforzarsi con grande serietà, diligentemente come una sentinella che certamente non è superficiale quando c’è una guerra in corso con i nemici pronti ad attaccare.

Questo impegno diligente lo faremo in dipendenza dalla grazia indispensabile di Dio (cfr. per esempio Deuteronomio 8:3; Salmo 127:1-2; Proverbi 3:5-6; Giovanni 15:4-5; Filippesi 2:13; 4:13; Ebrei 4:16), per conservare in buono stato il nostro cuore; impegnandoci a preservarne l’integrità, la vitalità, il vigore e la purezza.

Nell’antichità, quando una sentinella trascurava il suo dovere di guardia, veniva punito, umiliato, o addirittura condannato a morte.
Lo sapeva bene il carceriere di Filippi che quando un terremoto liberò Paolo e Sila, svegliatosi e vedendo le porte della prigione aperte e non vedendoli più, voleva suicidarsi (Atti 16:26-29).

Questa non è stata una reazione sorprendente, perché il carceriere era considerato responsabile della custodia dei suoi detenuti, e invece di subire la vergogna pubblica e l'umiliazione di essere picchiato pubblicamente, o giustiziato per inadempienza al dovere, scelse quello che vedeva come un'onorevole via d'uscita.

A maggior ragione dobbiamo custodire il nostro cuore diligentemente, il motivo lo vedremo dopo.

Stai proteggendo il tuo cuore più di ogni altra cosa?

Se ci tieni alla tua vita dovresti impegnarti diligentemente a riguardo!

Oltre a indicare l’intensità necessaria, l’impegno diligente, “più di ogni altra cosa” costituisce:
C) L’importanza principale
“Più di ogni altra cosa” è lo standard con cui si misura la qualità di custodire il cuore, cioè, deve essere considerato più importante di qualsiasi altra cosa che si debba custodire! 

Il tuo primo e grande impegno deve riguardare la custodia del tuo cuore!

Il cuore deve essere il nostro principale, costante oggetto di sollecitudine, di attenzione, di cura, protezione.
Che cosa mettiamo prima della cura e protezione del nostro cuore?
Il nostro aspetto fisico? La salute del corpo? Il lavoro? Il tempo libero?

John MacArthur afferma: “Se ci prendessimo cura dei nostri cuori spirituali nel modo in cui ci prendiamo cura dei nostri cuori fisici, sarebbe fantastico, non è vero? Le persone stanno impazzendo per proteggere i loro cuori. C’è gente che corre ovunque. Gente che va in bicicletta. Su e giù per le colline. Bisogna prendersi cura del cuore!”

Forse ti stai chiedendo per quale motivo, ebbene vediamo:
III IL PERCHÈ 
“Poiché da esso provengono le sorgenti della vita”.
Il Dictionary of biblical imagery riguardo le sorgenti d’acqua dice: “L'acqua è una risorsa preziosa nel Medio Oriente e gran parte di ciò che è disponibile proviene da sorgenti, o fontane naturali. Le sorgenti nella Bibbia hanno associazioni simili a quelle dei fiumi e dell'acqua, ma una sorgente è ancora più suggestiva, essendo acqua sorgiva e ‘viva’ che diventa sinonimo di sostentamento e ristoro della vita. Come un flusso perpetuo e continuo di acqua, una sorgente incarna un principio di approvvigionamento naturale che è abbondante e irrefrenabile…L'immagine delle sorgenti d'acqua è parte integrante della geografia e del clima della Terra Santa. Poiché le forniture esterne di umidità sono precarie, le fonti sotterranee di acqua sono particolarmente apprezzate. Mosè non avrebbe potuto dare una descrizione più favorevole della Terra Promessa di questa: ‘Perché il SIGNORE, il tuo Dio, sta per farti entrare in un buon paese: paese di corsi d'acqua, di laghi e di sorgenti che nascono nelle valli e nei monti’ (Deuteronomio 8:7)”.

Il motivo per cui dobbiamo custodire il nostro cuore più di ogni altra cosa è perché “da esso” (mimmennû) indica la fonte, come ancora affermato da “provengono le sorgenti” (tôṣĕʾôt – plurale femminile), vale a dire il punto di partenza, il luogo dove qualcosa inizia, dove nasce ed esce in questo senso, dove nascono le sorgenti della vita.

Nella descrizione della futura Gerusalemme, Ezechiele usa questa parola “sorgenti” per descrivere le uscite della città (Ezechiele 48:30).

Si usa anche in senso figurato per il Signore che è un Dio che libera dalle brutte situazioni e ci preserva dalla morte, letteralmente "uscire" dalla morte nel Salmo 68:20.

Il cuore allora è come una fonte d'acqua da dove escono parole e comportamenti in base a quello che c’è dentro: se ci sono cose buone farai cose buone, se ci sono cose malvagie farai cose malvagie (cfr. per esempio Matteo 12:33-37; Marco 7:14-15).

Pensa che cosa accadrebbe se si inquinasse la fonte un fiume, tutto il fiume sarà inquinato e porterebbe morte!

In un sermone Spurgeon immagina la follia di un'azienda idrica che cambia tubi e rubinetti quando per tutto il tempo il vero problema è che il serbatoio stesso è inquinato!

Se il tuo comportamento è inquinato devi purificare il “tuo serbatoio”, la fonte, cioè il tuo cuore!

Warren Wiersbe diceva: “Se inquiniamo questa sorgente, l'inquinamento si diffonderà in breve tempo, gli appetiti nascosti diventeranno peccati aperti e vergogna pubblica”.

I peccati del cuore presto si manifestano pubblicamente!

Non è sufficiente modificare le proprie azioni esteriori senza cambiarli dove nascono, e cioè nel nostro cuore!

Le sorgenti della vita non fluiscono dall'esterno verso l'interno, ma scorrono dall'interno verso l'esterno.

Il plurale “sorgenti” si riferisce alle molteplici e varie circostanze della vita; questa metafora non solo indica che la vita ha le sue fonti nel cuore, ma indica pure che la direzione che prende è determinata dal cuore.

Le sorgenti della vita sono i pensieri, le emozioni, gli impulsi, le scelte, le decisioni che influenzano la natura dell'esistenza dell'uomo in questo mondo. 

Così il cuore deve essere protetto come il possesso supremo e più prezioso per la vita.

Non è facile individuare il significato della parola “vita” (ḥayyîm).

Come anche per noi nella nostra società è usata in modi diversi, così lo è anche nella Bibbia, ne riporto solo quattro.

“Vita” può essere intesa:
A) Come il corso degli eventi e delle attività umane durante la nostra esistenza (cfr. per esempio Genesi 47:8-928; 1 Re 15:5; Salmo 30:6; 128:5; Proverbi 3:2)

“Vita” può essere intesa:
B) Come animazione ed energia nell'azione, o nell'espressione (cfr. per esempio Proverbi 3:18; 4:134; 10:11; Lamentazioni 3:53) 

E ancora:
C) Come salute, benessere, prosperità, felicità, vita favorevole contrapposta a una vita maledetta e sfavorevole (per esempio Salmo 34:13; Proverbi 2:19; 4:22; 5:6; 12:28; 13:14; 14:27; cfr. Deuteronomio 30:6; Proverbi 15:24; 16:15).

D) Per esprimere la vita in tutta la sua pienezza e vitalità (cfr. per esempio Deuteronomio 30:15,19; 30:20; Proverbi 3:22; 4:13).

A che cosa allora si riferisce “vita”?

Duane Garrett scrive: “È ‘la sorgente della vita’ in quanto la capacità di vivere con gioia e vigore viene in definitiva da dentro e non dalle circostanze. Il cuore corrotto trascina nella tomba, ma la Saggezza protegge il cuore da quella corruzione”.

“Vita” si riferisce certamente alle azioni, come anche all’energia, come anche a una buona salute morale e spirituale, quindi a una vita esuberante, gioiosa, vigorosa, pura, piena di vitalità nel Signore con tutte le benedizioni connesse.

In sintesi “vita” si riferisce alla buona salute, o buona qualità della nostra vita morale e spirituale! È una vita esuberante, piena di vitalità, gioiosa, santa!

Non c'è nulla di più prezioso su questa terra della condizione del nostro cuore perché ciò che abbiamo dentro determinerà la buona qualità, o la nostra buona salute morale e spirituale! 

Ora come siamo interessati per la salute del nostro corpo, e facciamo di tutto per stare bene fisicamente, dobbiamo pensare soprattutto anche a quella morale e spirituale.

Aallora, custodite il vostro cuore!”

Dallas Willard ci esorta dicendo: “Metti tutto quello che hai nella cura del tuo cuore, perché esso determina il valore della tua vita”.

Prendi tutte le energie che hai per curare e custodire il tuo cuore!

CONCLUSIONE
Gary Brady afferma: “I nostri cuori sono come strumenti musicali che si scordano facilmente e spesso hanno bisogno di essere riaccordati”. 

Sapete ci sono degli accordatori delle chitarre anche con le applicazioni sullo smartphone, ma se in questo momento “il tuo cuore è scordato”, accordalo di nuovo con Dio!

Questo va fatto ogni giorno!

Come possiamo “accordare” il nostro cuore? Come lo possiamo custodire?

(1) Custodisci il tuo cuore con le discipline spirituali: con la meditazione della Bibbia e la preghiera
Riempi il tuo cuore della Parola di Dio (Salmo 119:9,11; Colossesi 3:16) perché questa è la verità che ci santifica! (Giovanni 17:17).
E mentre lo fai prega, perché la preghiera oltre a essere curativa e anche protettiva contro la tentazione (Matteo 26:41).

Quando riempiamo i nostri cuori con la Parola di Dio e ci arrendiamo al Suo Santo Spirito, le nostre vite saranno come una fonte rinfrescante per noi stessi e per coloro che incontriamo, e più ne saremo ripieni più penseremo come vuole Dio!

Non dobbiamo trascurare queste discipline spirituali importanti!

La negligenza ha un costo!
Un uomo di Detroit non riusciva a trovare la sua casa. Era andato all'indirizzo giusto, ma tutto ciò che trovò fu un lotto vuoto. Completamente sconcertato, ha chiesto alla Detroit Free Press di aiutarlo a capire cosa era accaduto. 
Un giornalista ha appreso che non solo la casa era scomparsa, ma che l'atto di proprietà del lotto vuoto dove c’era la casa di quell’uomo, era a nome di un altro.
Cosa era successo? Per prima cosa, erano passati alcuni anni da quando il proprietario della casa aveva lasciato la città senza fornire un recapito. 
Inoltre, non era riuscito a prendere accordi affinché qualcuno mantenesse la proprietà in buono stato. 
Così la casa è stata demolita perché un'ordinanza comunale prevedeva la rimozione delle brutture del quartiere, e questo per la negligenza del proprietario!

La negligenza porta alla perdita anche nelle questioni spirituali!
Se trascuriamo i nostri momenti di preghiera e di meditazione della Bibbia, e quindi di comunione con il Signore, il nostro rapporto con Lui si deteriorerà presto!
Il nostro cuore sarà riempito da altre cose e perderemo quella buona salute morale e spirituale!

Mart De Haan afferma: “Dobbiamo stabilire delle priorità che onorino Dio. Allora eviteremo la perdita che deriva dall'incuria”.

Secondariamente:
(2) Filtra i tuoi pensieri 
Filippesi 4:8: “Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri”.

Ciò che non glorifica Dio non deve risiedere nel nostro cuore!

Una vita cristiana fedele richiede l'adempimento di tutte le virtù cristiane, non solo uno. 

Paolo è arrivato al culmine del suo insegnamento sulla stabilità spirituale. 

La stabilità spirituale è il risultato di come una persona pensa.

Lo sviluppo di una mente e carattere cristiano richiede una vita di discernimento e disciplina mentale.

L'autocontrollo dei nostri pensieri, non è solo il filtrare i pensieri peccaminosi, ma è anche pensare ciò che è buono e gradito a Dio.

I credenti devono disciplinarsi a pensare secondo queste virtù spirituali: cose vere, onorevoli, giuste, pure, amabili, di buona fama, di virtù e lode!

“Siano oggetto dei vostri pensieri” (logizesthe-presente medio, o passivo imperativo) indica fare un'attenta riflessione su una questione, pensare, considerare, lasciare che la mente si soffermi sopra, ci si concentri.

L’esortazione “siano oggetto dei vostri pensieri” non si riferisce tanto a una valutazione critica della cultura pagana e dei suoi standard di moralità, ma Paolo vuole che il credente prenda in seria considerazione, o faccia una riflessione profonda, o si concentri su queste caratteristiche positive secondo la volontà di Dio, in modo tale che la sua condotta sarà plasmata da queste.

Thackeray osserva: "Semina un pensiero e raccoglierai una parola; semina una parola e raccoglierai un'azione; semina un'azione e raccoglierai un'abitudine; semina un'abitudine e raccoglierai un carattere; semina un carattere e raccoglierai un destino". 

In terzo luogo similmente:
(3) Sottometti ogni pensiero rendendolo obbediente a Cristo
2 Corinzi 10:4-6 dice: “Infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo; e siamo pronti a punire ogni disubbidienza, quando la vostra ubbidienza sarà completa”.

A questo possiamo aggiungere anche di sottomettere a Gesù Cristo le nostre cattive emozioni, come per esempio la rabbia, la paura, l'amarezza e così via; come anche i cattivi desideri, le cattive intenzioni e motivazioni, perché questi influenzeranno le nostre parole e le nostre azioni!

In quarto luogo:
(4) Abbi la stessa mentalità di Gesù Cristo (cfr. per esempio 1 Corinzi 2:16; Filippesi 2:5)
Tommaso d'Aquino disse: “Il cuore di un uomo è giusto quando vuole ciò che Dio vuole”.

Allinea i tuoi pensieri con il carattere, il comportamento, la volontà di Gesù.

Ma per fare questo dobbiamo conoscerlo in profondità e intimamente!

Allora possiamo pregare che il Signore ci dia di avere la Sua stessa mentalità!

Infine:
(5) Fai attenzione anche ciò che guardi e ascolti per non mettere spazzatura nel tuo cuore!
Jerry Bridges scrive: “Le nostre menti sono serre mentali in cui i pensieri illeciti, una volta piantati, vengono nutriti e annaffiati prima di essere trapiantati nel mondo reale delle azioni illecite. Le persone raramente cadono improvvisamente nell'ingordigia o nell'immoralità. Queste azioni sono assaporate nella mente molto prima di essere godute nella realtà. La vita di pensiero, quindi, è la nostra prima linea di difesa nella battaglia dell'autocontrollo.
Le porte della nostra vita di pensiero sono principalmente i nostri occhi e le nostre orecchie. Ciò che vediamo, leggiamo, o sentiamo determina in gran parte ciò che pensiamo. Anche la memoria, naturalmente, gioca un ruolo importante in ciò che pensiamo, ma i nostri ricordi memorizzano e alimentano solo ciò che originariamente entra nella nostra mente attraverso i nostri occhi e le nostre orecchie. Custodire i nostri cuori inizia con la custodia dei nostri occhi e delle nostre orecchie. Non dobbiamo permettere che ciò che asseconda la lussuria sessuale, l'avidità (chiamata materialismo nella nostra società attuale), l'invidia e l'ambizione egoistica entri nelle nostre menti. Dovremmo evitare programmi televisivi, articoli di riviste o giornali, pubblicità e conversazioni che suscitano tali pensieri. Non solo dovremmo evitarli, ma, per usare le parole di Paolo a Timoteo, ‘fuggire da tutto questo’". 

E ancora, stai lontano da quei luoghi in cui la tentazione ti assale! (Proverbi 4:26-27).

Esercita un vigile autocontrollo! 

“Abbiamo il potere nei nostri cuori di fissare la forma della nostra scelta nel bene, o nel male” (Oswald Chambers).

Infatti il Signore disse a Caino di dominare i suoi cattivi desideri! (Genesi 4:7).

Abbiamo anche l’aiuto dello Spirito Santo (cfr. per esempio Romani 8:13).

Non abbiamo scuse!


Salmo 86:16-17: Una preghiera di dipendenza (5)

 Salmo 86:16-17: Una preghiera di dipendenza (5) Stiamo meditando sul Salmo 86, in questo salmo vediamo che la preghiera è la dichiarazione ...

Post più popolari dell'ultima settimana