Osea 1:2-3: La chiamata di Osea

 Osea 1:2-3: La chiamata di Osea

Dio fa cose strane agli occhi dell’umanità!

Ha detto a Osea di sposare una donna che si prostituiva per far riflettere gli Israeliti riguardo la loro infedeltà!

In questi versetti vediamo che Osea con la sua vita è chiamato a essere un segno per il suo popolo. 

Osea doveva prendere in moglie una prostituta e fare figli di prostituzione perché il paese si prostituiva abbandonando il Signore.

Non è l’unica volta che un profeta è stato chiamato a essere un segno per la popolazione.

Isaia camminò seminudo e scalzo per tre anni come segno e presagio dell'imminente esilio dell'Egitto e dell’Etiopia da parte degli Assiri (Isaia 20:3-5). 

A Geremia è comandato di indossare un giogo di legno, come previsione della sottomissione di Giuda e di altre nazioni a Babilonia (Geremia 27).

A Ezechiele il Signore gli ordina di sdraiarsi sul fianco sinistro per più di un anno nei pressi di un piccolo modello di Gerusalemme sotto assedio (Ezechiele 4-5); gli è stato anche vietato di piangere quando sua moglie morì (Ezechiele 24:15-18).

In questi versetti vediamo la sorgente della chiamata di Osea, la specificazione della chiamata e la sottomissione alla chiamata.

Cominciamo con:

I LA SORGENTE DELLA CHIAMATA (v.2)

Colui che ha chiamato Osea è stato il Signore!

Al v.2 leggiamo: “Il SIGNORE cominciò a parlare a Osea”.

Noi vediamo qui l’inizio (teḥillāh- cominciò) della comunicazione del Signore a Osea, ed equivale alla sua chiamata al ministero profetico.

Il Signore “cominciò a parlare”, cioè “parlò” (dibber- piel perfetto attivo) indica che l’iniziativa è stata del Signore e non di Osea.

La preposizione “a” (b -preposizione) è stato interpretata come strumentale, cioè per mezzo di Osea, oppure di agenzia, vale a dire attraverso Osea, oppure come spaziale, cioè in Osea, oppure di specificazione, cioè con, o a Osea.

È più probabile che sia “a” , oppure “con” (cfr. Numeri 12:6, 8; Zaccaria 1:9,13-14), questo è confermato dal successivo: “Gli disse”, in ebraico: “Disse a Osea”.

Parlando con Osea, è chiaro che il Signore gli trasmette il Suo messaggio, e non era destinato esclusivamente alla sua edificazione personale, ma per trasmetterla al popolo.

Come profeta Osea era un portavoce di Dio ed è incaricato da Lui a portare la sua parola al popolo e come tutti i profeti dell'Antico Testamento, predicava sulla base del patto Mosaico con cui era il Signore era legato a Israele. 

Il Signore si rivelava, amava il Suo popolo ed era quello che trasmetteva Osea, ma anche lo condannava per la sua idolatria. 

Osea aveva lo scopo di avvertire il popolo del regno settentrionale di Israele dell'imminente esilio Assiro, dimostrare l'amore incrollabile di Dio, proclama a Israele la necessità di pentirsi e tornare a Dio presentandolo come paziente e amorevole che rimane fedele alle Sue promesse del patto.

Osea non è stato l’unico profeta nell’Antico Testamento.

Visto che il popolo d’Israele si ribellava spesso al Signore, per risparmiarli mandava loro dei Suoi messaggeri, ma il popolo si beffava di loro, disprezzavano le parole e schernivano i suoi profeti (cfr. 2 Cronache 36:15-16).

Walter Rauschenbusch diceva: “I profeti sono i cuori pulsanti dell'Antico Testamento”.

Dio usa oggi la sua chiesa, i cristiani per rivelarsi al mondo.

Dio ci ha fatto conoscere il Vangelo e ci rivela la Sua parola affinché la predichiamo agli altri! (cfr. per esempio Matteo 28:18-20; Atti 8:25; 20:20,27; Romani 1:14-15; 10:14-17; 1 Corinzi 9:16; 2 Timoteo 2:15,25; 4:2).

Non siamo chiamati a tenere per noi gelosamente ed egoisticamente ciò che il Signore ci comunica di Se Stesso, ma a condividerlo con gli altri così com’è senza falsificarla e né usare un parlare lusinghevole per piacere alle persone (2 Corinzi 4:2; 1 Tessalonicesi 2:3-5).

Come servi di Gesù Cristo e amministratori dei misteri di Dio siamo chiamati a essere fedeli (1 Corinzi 4:1-2).

In secondo luogo nella chiamata di Osea c’è:

II LA SPECIFICAZIONE DELLA CHIAMATA (v.2)

Il ministero di Osea cominciò con il comando del Signore di sposare una donna immorale!

Sempre al v. 2  è scritto: “E gli disse:’ Va', prenditi in moglie una prostituta e genera figli di prostituzione; perché il paese si prostituisce, abbandonando il SIGNORE’”.

“Disse” (mer) è ripetuto altre volte (vv.4,6,9) dopo la nascita dei tre figli per dare indicazioni su cosa doveva fare Osea.

Al v.2 il Signore specifica la chiamata di Osea.

Prima di tutto Osea deve: 

A) Prendere in moglie una prostituta

“’ Va', prenditi in moglie una prostituta” (v.2).

La cosa scioccante, non è il comando che Osea debba sposarsi, ma la persona che deve sposare. 

Il Signore comandò a Osea a compiere un atto simbolico che deve avergli portato repulsione e angoscia perché doveva sposare una donna che era sessualmente promiscua.

Se a Geremia il Signore gli ordinato di non prendere moglie e avere figli e figlie

(Geremia 16:1-4), non così per Osea. 

Perché questa differenza e perché Dio ha fatto così con Osea nell’ordinargli di sposare una donna che si prostituiva?

Perché Dio ha comandato a un profeta di sposare una donna immorale?

Dio è sovrano e fa cose imprevedibili e inspiegabili come ordinare a un uomo di sposare una donna che si prostituisce e fare figli di prostituzione come segno per un popolo idolatra ai tempi di Osea.

Dio ordina di fare delle azioni molto forti, vergognose, o bizzarre, scioccanti a Osea, affinché le persone le prendessero sul serio, era per far riflettere il popolo riguardo la sua posizione e le implicazioni nei confronti del Signore e quindi del giudizio! 

Questo lo fa non solo facendo sposare una donna che si prostituiva, ma anche con i nomi che darà ai figli.

“Prostituta” (zenûniym) è stato interpretato come il lavoro di prostituzione, cioè lo scambio di attività sessuali per denaro, o in cambio di beni di necessità (cfr. Osea 2:4-5).

Oppure una donna di facili costumi, che passava da una reazione casuale all’altra, quindi una donna sessualmente promiscua che si concede facilmente, casualmente e indiscriminatamente; una donna incline all’adulterio che viveva assecondando gli appetiti sessuali degli uomini, questo era semplicemente il suo stile di vita. 

Oppure qualcuno ha pensato che Gomer potesse essere una prostituta sacra, cioè legata al culto con divinità pagane, oppure a una donna che si prostituiva una sola volta nella vita come rito di fertilità.

Oppure il rito era occasionalmente ripetuto a causa di un voto che era stato fatto.

Oppure era prostituta nel senso spirituale come il resto della popolazione Israelita che adorava Baal.

Comunque sia il significato essenziale di “prostituta” (zenûniym – nome plurale) è incentrato sul comportamento scorretto sessuale, si riferisce alle attività sessuali al di fuori dei confini del matrimonio, infatti in ebraico non è “prostituta”, è al plurale, quindi non si riferisce alla professione, ma al comportamento, è una “moglie di prostituzioni” (ʾēšet  zenûniym), questo metterebbe in evidenza non tanto la condizione, ma le sue azioni; si riferisce a una donna che è ripetutamente colpevole di immoralità sessuale!!

Riguardo la moglie, Osea era più interessato a trasmettere il suo comportamento e il carattere immorale che la sua professione.

Certo poteva essere anche una prostituta, ma di certo Osea sta parlando di una donna sessualmente immorale costantemente! 

Ci sono due interpretazioni che riguardano il prima, o il dopo il matrimonio, cioè la moglie si prostituiva, o dopo il matrimonio? 

C’è chi interpreta che i tre figli sono nati prima, e quindi Osea sposando Gomer li adottò

C’è chi interpreta che si riferisce al comportamento prima e dopo il matrimonio, e quindi Osea sposò una donna immorale e dopo il matrimonio lo tradì; oppure sposò una donna che dopo il matrimonio si prostituì, sposò una donna che aveva una tendenza all'impurità che in seguito si manifestò.

Dunque gli studiosi sono divisi a riguardo.

Certo l'analogia con il rapporto con il Signore con Israele al periodo dell’esodo e al successivo abbandono d’Israele a Baal (cfr. Osea 2:7,15; 9:10; 11:1–4) sembrerebbe suggerire che dopo il matrimonio, la donna tradì il marito.

Ma come Israele aveva una predisposizione alla prostituzione con gli idoli, all’idolatria prima di darsi a Baal nel periodo di Osea (cfr. Esodo 32:1-10; Numeri 25:1-3; Giosuè 24:2; Ezechiele 20:1-9; Amos 2:4), la donna era già immorale, quando sposò Osea e poi continuò a esserlo.

Il Signore iniziò una relazione matrimoniale con il Suo popolo nel Sinai, sposò un popolo già contaminato dall'idolatria; erano colpevoli di fornicazione spirituale.

Dunque, sembrerebbe dal contesto che Gomer era coinvolta sessualmente con altri uomini prima e dopo il suo matrimonio con Osea e deve aver ricevuto un pagamento per i suoi favori sessuali (Osea 2:5).

Osea doveva:

B) Generare figli di prostituzione

“E genera figli di prostituzione” (v.2).

“Figli di prostituzione” (yaldê zenûniym) è stato interpretato in modi diversi. 

Può riferirsi a quelli che sono il prodotto di relazioni illegittime.

Oppure può indicare che sia la madre e i figli rappresentano il popolo con lo stesso carattere, i figli sono chiamati così perché prendono parte al carattere della madre, come aventi le stesse tendenze della madre, sono inclini a un certo tipo di comportamento infedele, Israele è diventato infedele dopo che Dio l'ha scelta, e i suoi discendenti hanno poi seguito lo stesso modello di vita. 

Oppure i figli sono macchiati dalla vergogna della prostituzione della madre: erano figli di una donna che si prostituiva, portavano lo stigma dell'immoralità.

Secondo il contesto sembrerebbe che siano nati dall’adulterio della madre, a causa dei rapporti illeciti della madre con i suoi amanti (cfr. Osea 2:4-5).

Osea è stato chiamato per:

C) Illustrare

Osea doveva illustrare l’adulterio spirituale di Israele nei riguardi di Dio.

“Perché il paese si prostituisce, abbandonando il SIGNORE” leggiamo sempre nel v.2.

In tutta la storia di Israele la sua fedeltà al Signore è stata fragile, infatti l'Antico Testamento abbonda di riferimenti alla pratica dell'idolatria della nazione, un'abitudine che violava automaticamente il primo e il secondo dei Dieci Comandamenti (Esodo 20:3-6) e quindi incorreva nei giudizi associati alla violazione del Patto di Dio.

Il matrimonio è un'immagine principale nella Bibbia per descrivere la relazione di patto vincolante tra il Signore e Israele (cfr. Geremia 3:14; 31:31-33; Isaia 54:5; 62:4-5; Ezechiele 16:8-14, 59-60; Osea 2:2,7,19-20).

Tradire Dio con gli idoli è considerato adulterio spirituale (cfr. Geremia 2:32; 3:20; Ezechiele 16:32-34) quindi come qui e in altre parti in Osea (Osea 2:2-13; 3:1-5; 4:15, 5:4,7; 6:10; 9:1). 

Come una moglie adultera, Israele si rivolse a un altro amante, il dio Baal (Osea 2:2–13,16-17; 11:2; 13:1).

Ripudiare il Suo popolo è paragonato a un divorzio (cfr. Isaia 50:1; Geremia 3:6-10; Osea 2:2).

Dio ama e chiama la sua sposa infedele a tornare (cfr. Isaia 54:6-8; Geremia 3:12-14; Osea 2:14; 3:1-3).

“Perché” (kî - congiunzione) introduce la motivazione insolita di questo matrimonio, è perché il paese è stato infedele.

“Il paese” (ʾāreṣ) è tutta la terra dove abitava Israele, la terra di Canaan (cfr. Genesi 12:7; 15:7, Deuteronomio 4:20-21), quindi tutti gli abitanti compreso Israele si prostituiva (Osea 2:2-6; 4:12; 5:4), era infedele, tradiva Dio con Baal (Osea 2:8,13,16-17); era infedele perché idolatra, aveva una relazione illecita con una divinità pagana (cfr. 2 Re 9:22; Osea 4:12; 5:4; Naum 3:4), già dai tempi del re Acab con la moglie Izebel (1 Re 16:29-34) fino ai giorni di Osea. 

Israele prima di prendere possesso del paese, era stato avvertito di non seguire le vie delle nazioni che erano da scacciare via e da sterminare (Deuteronomio 7:1-6; 18:9-14). 

Eppure sotto l'influenza di Izebel la nazione si diede al Baalismo, a questa religione pagana.

Quindi tutta quella terra, quindi anche Israele si prostituiva era infedele a Dio.

Oppure “terra” indica tutto il popolo (cfr. Levitico 19:29; 1 Samuele 14:25,29; Ezechiele 14:13; Zaccaria 12:12), cioè qualsiasi gruppo di persone inteso collettivamente in base alle terre in cui vive, in questo caso gli Israeliti, allora la “terra” rappresenta la nazione d’Israele.

Dio si prendeva cura del Suo popolo, il popolo era soddisfatto e il loro cuore s’inorgogliva e lo dimenticavano (Osea 13:6).

Invece di rispondere all'amore di Dio con gratitudine e obbedienza fedele, Israele si ribellò contro l'autorità del Signore, rivolgendosi ad altre divinità rifiutando i principi dati da Dio secondo il patto Mosaico (cfr. Osea 9:9-10; 10:9; 11:2), Israele lo aveva violato (Osea 6:7; 8:1); avevano dimenticato (Osea 4:6) e trasgredito la Sua legge, si erano sviati dal Signore e ribellati a Lui (Osea 7:13-14).

Rifiutarono i profeti mandati da Dio (Amos 2:12) e attribuirono le benedizioni del Signore a Baal, il dio della fertilità cananea e della tempesta (Osea 2:8). 

Il motivo, allora, per cui Osea doveva sposare una prostituta e generare figli di una prostituta era per illustrare la prostituzione (si prostituisce- zānōh), parola usata per le relazioni improprie di Israele con altre nazioni (Isaia 23:17; Ezechiele 23:30; Naum 3:4); o altri dèi, false divinità (Esodo 34:15, 16; Levitico 17:7; 20:5; Deuteronomio 31:16; Ezechiele 6:9; Osea 9:1), quindi l’infedeltà verso il Signore.

La prostituzione si riferisce metaforicamente alla disobbedienza del patto di Dio adorando altri dèi, descrive l'apostasia dal Signore e la conversione ad altri dèi (Esodo 34:15–16; Giudici 2:17; Geremia 5:7; Osea 4:12–15).

La prostituzione è la metafora più comune di Osea per l'infedeltà del patto che provocò l'ira del Signore contro Israele!

Osea doveva essere legato a questa donna immorale attraverso il patto del matrimonio (cfr. Malachia 2:14); egli sarebbe stato come il Signore che era legato con un patto con un popolo ostinato e ribelle (cfr. Esodo 19-24; Deuteronomio 27-30; 9:6).

Allora il matrimonio di Osea e l’infedeltà della moglie era un potente strumento per la comunicazione della volontà di Dio in un tempo d’infedeltà spirituale!!

Dunque, il Signore vuole che il profeta si sposi con Gomer e faccia figli di prostituzione perché la popolazione ha tradito spiritualmente, è stata infedele a Dio, il matrimonio e i figli sono segni che illustrano come il Signore ha fatto un patto con Israele, ma Israele è diventato infedele (cfr. Geremia 3; Ezechiele 16). 

Come Gomer ha violato il patto matrimoniale e quindi simboleggia Israele con i suoi figli che ha violato il patto con il Signore, gli è stato infedele.

Quindi il matrimonio e i figli che ne nasceranno, costituisce una parabola o un segno (cfr. Isaia 7:3; 8:3; cfr. Ezechiele 24:15-27) della nazione insieme ai suoi inevitabili risultati.

Ma questa unione non è solo per illustrare il messaggio come dice MacIntosh, A. A. è: “L’inizio del messaggio stesso e perché è un segno esteriore o una rappresentazione del rapporto tra Dio e il suo popolo, ed è il mezzo con cui Dio ha iniziato a comunicare a Osea il suo messaggio alla nazione”.

Così nella descrizione della moglie di Osea, non è importante la moralità della moglie, ma l’apostasia, l’idolatria l’infedeltà d’Israele, questo è ciò che Dio vuole sottolineare Dio!

Infatti il senso della frase secondo il testo originale è: “Perché il paese si prostituisce (zānōh - infinito assoluto), si prostituisce spiritualmente costantemente (tizneh-qal imperfetto attivo) non andando più dietro al Signore”, oppure “sempre più lontano dal Signore”, infatti “abbandonando il Signore” cioè letteralmente ‘da dietro il Signore’ (mē ʾaḥărê  Yhwh) e questo implica che ogni atto di fornicazione spirituale li portava sempre più lontano dal Signore. 

Duan Garrett riguardo “perché il paese si prostituisce, abbandonando il SIGNORE” afferma: “L'ebraico implica anche che gli atti di adulterio di Israele contro Dio hanno portato il popolo progressivamente più lontano da lui. Ogni atto di apostasia e immoralità ha causato una divisione più profonda tra il popolo e il suo Dio”.

Quando cominciamo a peccare ci separiamo da Dio e più pecchiamo, più questa divisione diventa più profonda!

Il verbo “si prostituisce” (zānōh-infinito assoluto) focalizza l'attenzione sull'atto di adulterio ed è enfatico, definisce più accuratamente e intensifica, o rafforza il fatto che si prostituisce costantemente (tizneh-qal imperfetto attivo), cioè il paese costantemente e attualmente moltiplica le prostituzioni, quindi grandemente, o notevolmente.

La nazione si è allontanata dal Signore con e attraverso il suo comportamento promiscuo grandemente e costantemente portandolo sempre più lontano dal Signore! 

Ancora una volta si riferisce in modo peggiorativo alla sessualità illecita, e anche se l’idea può essere che Gomer potesse essere una prostituta, potrebbe anche essere che Gomer, la moglie di Osea in realtà potesse essere una donna che abitualmente fornicava, ma applicato al popolo indica l’idolatria costante.

Il popolo ha abbandonato il dovere fondamentale di fedeltà e lealtà, di amore incrollabile verso il Signore.

Quindi la prostituzione d’Israele era che tradiva il Signore con gli idoli pagani!

Israele ha abbandonato il Signore, cioè si è allontanata e lo faceva sempre di più! 

Mentre ci furono periodi che anche andava dietro il Signore fedelmente, lo seguiva (cfr. per esempio Numeri 24:14,32:11-12,15; Deuteronomio 1:36; 7:4; 13:4; Giosuè 22:29; 2 Re 18:6) ora va dietro agli idoli come nel passato ai tempi dei Giudici (cfr. Giudici 2:17) e come fece Salomone (1 Re 11:6; vedi anche Esodo 34:16).

Forse ti senti forte ma se pensi che anche uno come Salomone è caduto stai attento anche tu!

Non è cosa impossibile per un credente essere infedeli al Signore! (cfr. 2 Timoteo 2:13), allora faremo bene attenzione che questo non accada 

In 1 Corinzi 10:12 è scritto: “Perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere”.

Alcuni dei Corinzi si sentivano al sicuro pensando che non potevano mai cadere alla tentazione dell’idolatria, erano liberi dal pericolo mentre frequentano le feste idolatriche! 

Dunque, il riferimento è per coloro che sono orgogliosi della propria sicurezza spirituale inattaccabile hanno una tale fiducia in loro stessi che pensano che non peccheranno mai! 

Confidare in noi stessi è una falsa garanzia! 

Quelli che cadono più facilmente sono coloro che credono che non lo faranno mai!

Questi devono stare attenti a non cadere!

Infine vediamo:

III LA SOTTOMISSIONE ALLA CHIAMATA (v.3)

Al v.3 leggiamo: “Egli andò e prese Gomer, figlia di Diblaim”.  

Le ultime parole di Richard Baxter, il famoso puritano inglese, furono queste: "Signore, quello che vuoi, dove vuoi, e quando vuoi". 

Questo dovrebbe essere l’atteggiamento ogni giorno nella nostra vita!

Per Osea:

A) La sottomissione è stata senza obiezioni 

Osea andò e si sposò con Gomer, figlia di Diblaim.

Non viene detto che il Signore gli avesse designato chi sposare; è probabile che la scelta sia stata di Osea.

Studiosi hanno cercato di capire il significato simbolico di questi nomi, ma in questa frase non è importante dare un senso ai nomi “Gomer” e “Diblaim”, ciò che é sottolineato è la sottomissione di Osea, la sua obbedienza.

L’obbedienza è tutto nella vita cristiana!

“La vita cristiana inizia con l'obbedienza, dipende dall'obbedienza e si traduce in obbedienza” (Charles Colson). 

Non vengono date circostanze, o date, nè Osea fa obiezioni, o tenta di dissuadere Dio, o prende delle scuse come hanno fatto per esempio Mosè (Esodo 3:1-4:17), o Geremia (Geremia 1:6).

Ci sono credenti che prendono scuse nel servire il Signore, anche se possono sembrare ragionevoli, sono irragionevoli se pensiamo che Dio quando ci dà un incarico ci dà tutti i mezzi necessari per adempiere quell’incarico, e soprattutto abbiamo la promessa che è con noi! (cfr. per esempio Isaia 41:10; Matteo 28:18-20; 2 Corinzi 3:5; Filippesi 4:13,19; 2 Timoteo 1:6-7).

Una tribù di nativi americani aveva una pratica unica per addestrare i giovani coraggiosi. 

La notte del suo tredicesimo compleanno, un ragazzo, veniva portato in una fitta foresta per trascorrere l'intera notte da solo. 

Fino ad allora non era mai stato lontano dalla sicurezza della sua famiglia e della sua tribù. 

Così un ragazzo di tredici anni nella notte è stato bendato e portato a chilometri di distanza dall’accampamento. 

Quando si tolse la benda, era in mezzo a una boscaglia fitta, da solo e lo doveva essere per tutta la notte.

Ogni volta che un ramoscello si spezzava, credeva che un animale selvatico fosse pronto ad attaccarlo.

Ogni volta che un animale ululava, immaginava un lupo che saltava fuori dall'oscurità per divorarlo. 

Ogni volta che il vento soffiava, si chiedeva che cosa di brutto nascondesse. 

Senza dubbio è stata una notte terrificante.

Dopo quella che sembrò un'eternità, i primi raggi di sole entrarono nell'interno della foresta; guardandosi intorno, il ragazzo vide fiori, alberi e il contorno del sentiero. 

Poi, con suo grande stupore, vide la figura di un uomo in piedi a pochi passi di distanza, armato di arco e frecce, era il padre del ragazzo, era stato lì tutta la notte vicino a lui, ma non lo sapeva!

Così Dio è sempre presente con noi!

La presenza di Dio è invisibile, ma è reale! 

Allora non temere quando hai un compito da svolgere per il Signore!

Il problema è che molti non servono il Signore, perché non vogliano soffrire, o sacrificarsi per l’opera di Dio, ma come ci ricorda John Blanchard: “L'obbedienza a Dio non dovrebbe mai essere condizionata dalla nostra convenienza o comodità”.

Ed è quello che c’insegna anche il nostro Signore Gesù Cristo!

Siamo chiamati a seguire il Suo esempio di umiltà, di rinuncia, di obbedienza e di servizio incondizionato e di sacrificio (cfr. Filippesi 2:5-8).

Per Osea:

B) La sottomissione è stata senza esitazioni

Francis Quarles affermava: “La vera obbedienza non procrastina né mette in discussione”.

Ed è quello che ha fatto Osea!

Osea fece subito ciò che gli era stato ordinato dal Signore!

Osea ubbidì al comando di Dio, benché questo non fosse certamente facile, sapendo chi era Gomer.

La comunicazione di prendere una donna immorale, era qualcosa di molto forte, qualcosa di cui non andare orgogliosi, era certamente un qualcosa imbarazzante, umiliante, vergognoso per quel periodo storico, ma anche doloroso emotivamente.

Ma mentre il popolo vedeva il suo dolore, ricevevano il suo messaggio attraverso le sue parole e la sua vita.

Osea fece subito ciò che Dio gli chiese di fare, anche se non doveva essere stato facile per lui!

La sua obbedienza al comando del Signore è stata immediata, senza fare domande e senza “ma”, “se”, o “perché”.

Osea fece come il Signore gli aveva ordinato anche se non sarebbe stato facile non solo per aver sposata una donna che si prostituiva, ma anche perché il Signore lo chiamò a un ministero difficile e impegnativo in cui doveva andare contro la visione prevalente dei suoi connazionali, ma lo fece!

Dio, è il Creatore e il Signore assoluto del mondo, e per Sua volontà sovrana può disporre delle vite o delle cose che Egli ha creato come gli piace, anche della tua vita (Salmo 24:1; 89:11; 115:3; Daniele 4:35; Luca 6:46).

Come rispondi alla chiamata di Dio per la tua vita!

Stai esitando, o stai prendendo scuse?

CONCLUSIONE

Ciò diversi insegnamenti e applicazioni per la nostra vita. 

1) Non dobbiamo commettere adulterio spirituale

Certamente non dobbiamo fisicamente essere adulteri, cioè violare il matrimonio con il tradimento in riferimento a tutti i rapporti sessuali con uomini, o donne sposate (per esempio Esodo 20:14; Levitico 20:10; Matteo 5:27-28; 15:19; Marco 7:21-22). 

Ma c’è anche un adulterio spirituale che dobbiamo evitare, cioè di tradire il Signore, non rimanendogli fedeli, tradirlo con gli idoli che prendono varie forme (cfr. Matteo 6:24; 1 Corinzi 10:6-11; Efesini 5:5; Colossesi 3:5; Giacomo 4:4-5; 1 Giovanni 2:15-17; 5:21).

L’idolo è qualsiasi cosa prende il posto di Dio! Che è più importante di Dio, qualsiasi cosa che amiamo, desideriamo più di Dio, confidiamo al posto di Dio!

Gli idoli sono pericolosi! Soprattutto quelli più subdoli! 

Sono come una calamita per la nostra natura umana, perché assecondano i piaceri egoistici, si pensa che la soddisfano, che danno piacere e soddisfazione e nella società sembrano una cosa logica, normale.

Il secondo insegnamento e applicazione che troviamo è:

2) Sei chiamato a essere un segno del Signore nella società dove vivi!

Siamo dei segni per la società in quello che siamo e facciamo!

Che segno sei tu nel Signore davanti la società!

Come discepolo di Gesù sei chiamato a essere “sale della terra” e “luce del mondo” (Matteo 5:13-16).

Sei chiamato ad assomigliare a Gesù nel carattere e a seguire il Suo esempio nel comportamento (cfr. 2 Corinzi 3:18; Efesini 4:13; 1 Giovanni 2:6).

3)Ha una chiamata da parte del Signore, sii obbediente a Lui!

Sei disposto a fare ciò che il Signore ti ordina anche se è qualcosa che non ti piace farla?

Sei disposto a sacrificare il tuo tempo, i tuoi soldi, i tuoi interessi, e così via per servire il Signore?

A ciascuno Dio ha dato almeno un dono spirituale per servirlo in un modo specifico ed efficace per la Sua gloria e per l’edificazione della chiesa (Romani 12:3-8; 1 Corinzi 12; Efesini 4:7-16; 1 Pietro 4:10-11).

Stai usando il tuo, o i tuoi doni spirituali per la gloria di Dio e l’edificazione della Sua chiesa?

Sei chiamato a servire il Signore con zelo (Romani 12:11).

Sei chiamato a non trascurare il dono spirituale che Dio ti ha dato (1 Timoteo 4:14), sei chiamato a ravvivarlo (2 Timoteo 1:6).



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