2 Timoteo 3:5: Esiste una pietà che non è vera!

 2 Timoteo 3:5: Esiste una pietà che non è vera!

“Aventi l'apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza”.

Paolo sta parlando delle caratteristiche degli ultimi giorni, cioè al periodo che precede il ritorno di Gesù Cristo. Paolo descrive l’umanità dicendo che saranno: egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio (vv.2-4), e infine dice: “Aventi l'apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza”. Considerando la società di oggi, sembra proprio che siamo negli ultimi giorni! Cosa significa “pietà”? La pietà (eusebeias) indica una pratica devota e un credo secondo la volontà di Dio, un comportamento che riflette il corretto credo e atteggiamenti morali, spirituali secondo Dio, e quindi che Dio gradisce, è una vita totalmente consacrata a Dio che si vede nella vita quotidiana (cfr. 1 Timoteo 2:2; 3:16).

La pietà è un atteggiamento del cuore che s’irradia attraverso il comportamento morale che assomiglia a quello di Dio. Noi uomini guardiamo all’apparenza, Dio invece guarda al nostro cuore (1 Samuele 16:7). Con “mentre” (de), Paolo fa un chiaro contrasto tra l’apparenza esteriore del cristianesimo e il possesso del suo potere interiore; dice, infatti: “Ne hanno rinnegato la potenza”. La vera pietà, la vera consacrazione a Dio, non è solo una forma esteriore, ma anche una forza interiore! Purtroppo ci sono credenti che sono un po’ come quelle noci che fuori sembrano buone, ma dentro sono secche, o ci sono i vermi! Un esempio di questo tipo di religiosità si trovava nei Farisei, Gesù li chiamava ipocriti simili ai sepolcri imbiancati che appaiono belli fuori, ma dentro sono pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia, sembrano giusti alla gente, invece, sono pieni d’ipocrisia e d’iniquità (Matteo 23:27-28). Questi falsi devoti, avevano l’apparenza (morphōsis) la forma, ma ne avevano rinnegato la potenza, cioè rifiutavano consapevolmente il suo potere effettivo. I Farisei, non negavano la religione, poiché esteriormente sembrano essere religiosi, ma non credevano che il Vangelo potesse veramente avere una forza rigenerante per la loro vita! In loro non c’era l’effetto rigenerante del Vangelo e dello Spirito Santo! Le loro azioni indicavano che la loro religione non significava nulla per loro! Anche se la loro religione li faceva apparire rispettabili, non aveva, però un potere effettivo nella loro vita, non vivevano come il Signore voleva che vivessero! Così il senso delle parole di Paolo è che queste persone che si professano cristiani e si impegnano in una forma di cristianesimo, non ne conoscono la realtà potente! Forse il più grande difetto del cristianesimo non è, che il peccatore sia riconosciuto tale, ma che chi dice di essere credente devoto non è coerente con la verità della Parola di Dio!! Ci sono persone che dicono di essere cristiani, ma nella pratica non lo sono, professano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti (Romani 2:17-24; Tito 1:16). La religione, o essere religioso non è importante! Non sono importanti le forme, la conoscenza, il frequentare la chiesa, ma essere persone nate di nuovo (Giovanni 3:3-5; 2 Corinzi 5:17) che lo manifestano con la consacrazione che proviene dal cuore (Matteo 5:8). Com’è il tuo cuore? Sei veramente consacrato a Dio interiormente ed esteriormente? Sei sottomesso completamente alla volontà di Dio?

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