Osea 1:1: La Parola di Dio rivelata

 Osea 1:1: La Parola di Dio rivelata

“Conoscere Dio senza Dio è impossibile; poiché egli è la fonte di ogni conoscenza, deve essere la fonte della conoscenza di se stesso” (John Blanchard).

Nessuno meno di Dio può portarci informazioni vere e affidabili su se stesso ed è proprio quello che fa attraverso la Sua rivelazione attraverso i profeti, in questo caso di Osea.

Osea iniziò il suo ministero durante un periodo di prosperità sotto il regno di Geroboamo II verso la fine del suo regno.

Osea era del regno del Nord, d’Israele, servì il Signore nel periodo che precedette la caduta d’Israele da parte dell'Assiria che è avvenuta nel 722 a.C.

John MacArthur scrive: “Osea era probabilmente nativo del regno del nord, come risulta evidente dalla sua familiarità con la storia, gli eventi e la topografia della zona settentrionale del paese (cfr.4:15; 5:1,13; 6:8-9; 10:5; 12:11-12; 14:6). Questo fa di lui e di Giona gli unici profeti-scrittori del regno del nord. Sebbene si rivolga tanto a Israele (il regno del nord) quanto a Giuda (il regno del sud), egli riconosce nel re d’Israele ‘il nostro re’ (7:5)”.

Osea profetizzò nel regno del Nord, e i suoi oracoli sono diretti principalmente contro Israele (per esempio Osea 1:4–6; 3:1; 4:1; 5:1; 6:10; 9:1; 10:1; 11:1; 14:1), contro Samaria, la capitale settentrionale (Osea 7:1; 8:5-6; 10:5,7; 13:16), e contro i santuari settentrionali, in particolare Betel (per esempio 10:15; cfr. Osea 4:15; 10:5); ma sono diretti anche per il regno del Sud come vediamo dalle osservazioni per Giuda sparse in tutto il libro (per esempio Osea 5:10-14; 6:4, 11; 8:14), e anche dalla menzione dei quattro re di Giuda in questo v.1.

Geroboamo II re d’Israele, del regno del Nord (793-753 a.C.; cfr. 2 Re 14:23-29) era un sovrano forte, aveva stabilito approssimativamente gli stessi confini a est e a nord del suo paese che erano quelli ai tempi del regno di Davide e Salomone. 

Questo successo gli aveva dato una notevole posizione di influenza lungo tutta la costa mediterranea. 

Prima dell'insediamento di Geroboamo II, la situazione era ben diversa. 

A causa degli attacchi militari da parte dell'Assiria, Israele era stato portato all'umiliazione. 

Durante il regno di Ioacaz (nonno di Geroboamo), la forza dell'esercito d'Israele, per volontà del Signore, era scesa a soli cinquanta cavalieri, dieci carri e diecimila fanti, perché il re di Siria aveva distrutto il resto, e li aveva resi come la polvere che si calpesta (2 Re 13:7). 

La ripresa da questa condizione umile cominciò con il re Ioas, padre di Geroboamo; aveva sconfitto i Siriani in tre diverse occasioni (2 Re 13:25). 

Geroboamo fu in grado di continuare questa rinascita e portare il paese alla posizione di forza, pace e prosperità economica (cfr. Osea 8:14; Amos 3:15; 5:11). 

Il regno di Geroboamo II è comunemente considerato l'età d'oro del regno del nord.

Ma si svilupparono condizioni sociali e morali sbagliate e degradanti. 

Accanto alla ricchezza, esisteva la povertà estrema, guadagni disonesti e falsi equilibri, i forti si approfittavano dei deboli (cfr. Osea 12:7; Isaia 5:8; Amos 8:5-6). 

Coloro che avevano la ricchezza si sentivano liberi di opprimere gli orfani e le vedove, e persino di comprare e vendere gli indigenti sui mercati pubblici (Amos 8:4, 8). 

Le condizioni religiose non erano migliori, infatti vi era idolatria (cfr.  1 Re 16:29-33; 2 Re 10:19-28; 2 Re 17:7-12; Osea 2:8; 11:2; 13:1), prostituzione sacra comune nei riti di fertilità del culto di Baal (Osea 4:10-18), i servitori del tempio, sia uomini che donne, si impegnavano in atti sessuali come parte di rituali di fertilità.

Gradualmente, il popolo si convinse che Baal, e non il Signore Dio, aveva fornito loro le benedizioni della vita.

Amos aveva preceduto Osea nella predicazione contro questa idolatria e il peccato, ma il popolo aveva chiaramente prestato poca attenzione. 

Ora era il turno di Osea, e il fatto che Amos non avesse avuto maggior successo, non rendeva il compito di Osea più facile; eppure continuò con coraggio e parlò con forza contro i peccati del popolo; avvertì della rovina se il suo messaggio non fosse stato ascoltato (cfr. per esempio Osea 4:1-10; 5:11-15; 7:12-13; 9:9; 10:6; 11:5-7; 13:15-16). 

Osea mise in guardia dall'imminente giudizio e dall'esilio per mano degli Assiri che stavano diventando sempre più potenti.

La predicazione di Osea dunque, è ambientata sullo sfondo dell'espansione Assira, e del caos in Israele che seguì la morte di Geroboamo e che culminò nella caduta della capitale settentrionale, Samaria.

“Parola del SIGNORE rivolta a Osea, figlio di Beeri, al tempo di Uzzia, di Iotam, di Acaz, di Ezechia, re di Giuda, e al tempo di Geroboamo, figlio di Ioas, re d'Israele”:

I È LA PAROLA DI DIO E COME TALE DEVE ESSERE CONSIDERATA

“Parola del SIGNORE”, troviamo scritto in questo v.1.

Il libro di Osea inizia dicendo che ciò che seguirà è la Parola del Signore.

Questa intestazione la troviamo in alcuni profeti come Gioele, Michea e Sofonia (per esempio Gioele 1:1; Michea 1:1; Sofonia 1:1).

Con piccole variazioni la frase si verifica in altri profeti: Ezechiele, Giona, Zaccaria, Aggeo e Malachia (Ezechiele 1:3; Giona 1:1, Zaccaria 1: 1; Aggeo 1:1; Malachia 1:1). 

Il testo non spiega come la parola del SIGNORE è arrivata a Osea, se, per esempio con visioni, sogni, e così via, indica solo che il messaggio di Osea è in realtà la rivelazione divina e non proviene da un’interpretazione personale! (cfr. 2 Pietro 1:19–21). 

Infatti, il fatto che la parola è rivolta a Osea sottolinea che la sua profezia non era il risultato delle sue convinzioni, o esperienze, ma piuttosto che la parola gli fu data da qualcuno eternamente, cioè da Dio. 

La parola del Signore è sempre una parola trascendente, rivelatrice manifestata nella vita e nella storia umana, e finché il Signore non rivela questa parola, non può essere conosciuta dagli esseri umani (cfr. 1 Corinzi 2:6–11), e al di fuori della Sua Parola, Dio non può essere conosciuto!

Clemente di Alessandria disse: “La Parola è la faccia, il volto, la rappresentazione di Dio, nel quale egli viene portato alla luce e fatto conoscere”.

Benchè, non è scritto che Osea fosse un profeta, in questo testo vediamo che è stato chiamato a essere un profeta, infatti in queste parole Osea ricevette la chiamata del Signore a essere un Suo profeta, un Suo portavoce, il Signore lo chiamò a trasmettere il Suo messaggio al popolo.

Ora, il termine “parola” nell’Antico Testamento quando è collegata a una persona, si riferisce a qualcuno in autorità, o potere, per esempio Samuele (1 Samuele 4:1); Davide (2 Samuele 14:17); Elia (1 Re 17:1); o il re di Assiria (2 Re 18:28-29). 

Dunque ciò che dirà Osea, e quindi il contenuto di questo libro, non deve essere ignorato; chi lo fa, lo fa a suo rischio e pericolo, perché il messaggio non è di Osea, ma è Parola del Signore!!

Il Signore rivela a Osea le Sue intenzioni e le Sue faccende con Israele, gli rivela i Suoi piani segreti (cfr. Amos 3:7) che trasmetterà al popolo; quindi quando Osea parla, la sua parola deve essere considerata come proveniente dal Signore, e come se il Signore stesso parlasse di persona.

“Parola” (dĕbar – nome singolare) indica una comunicazione, un messaggio, una rivelazione che proviene dal Signore data ai profeti (cfr. 2 Samuele 7:4; Geremia 25:3), indica un'origine divina per gli oracoli profetici di Osea e anche la sua autorità come dicevamo prima.

“Parola” è al singolare e suggerisce che c'è una certa coerenza riguardo il libro nel suo complesso, le sue varie parti formano una dichiarazione, o asserzione del Signore, quindi la varietà delle forme della rivelazione del Signore indica l’uniformità della Sua volontà. 

Anche se Osea ha predicato vari messaggi nel corso degli anni, il suo ministero era integralmente associato ed era una dichiarazione coordinata dal SIGNORE.

Ma, ”parola del Signore" qui non è solo una specifica rivelazione profetica di Osea, ma la totalità di ciò che Osea dirà e anche di ciò che il lettore leggerà nel libro che porta il nome di Osea. 

Comprende l'intero arco del ministero profetico di Osea, quindi anche l’esperienza totale del profeta che include non solo le parole della rivelazione che deve proclamare (per esempio Osea 2:18-23; 4:1), ma anche i comandi divini che hanno ordinato e diretto la propria vita (Osea 1:2; 3:1), il poco materiale biografico, e qualsiasi altro materiale trovato nel libro di Osea, non solo l'intero evento dell'atto di Dio verso il suo popolo Israele al tempo di Osea, ma anche le parole di Dio che si riferiscono al futuro.

“Signore” (Yahweh) è considerato il nome del Patto, perché è il nome con cui Dio si è rivelato agli Israeliti per mezzo di Mosè quando entrò in alleanza con loro (Esodo 3:14-15; 6:2-3; 15:1-13; 33:19; 34:6-7).

Questo nome sottolinea, l’Iddio del Patto con cui il popolo è legato, con benedizioni e maledizioni in relazione al loro comportamento fedele, o infedele (Levitico 26; Deuteronomio 28).

I profeti predicavano secondo il patto Mosaico, o Sinaitico, così fa anche Osea, il suo messaggio è fondato e motivato da questo patto.

Gli Israeliti sperimenteranno il giudizio di Dio perché hanno trasgredito il patto (cfr. per esempio Osea 6:7; 8:1).

I profeti indirizzavano il popolo a considerare il loro comportamento secondo la natura del patto con il Signore che riguarda benedizioni e maledizioni! (per esempio Osea 4:10-11; Deuteronomio 28:17-18; 32:24-28)

Douglas Stuart scrive: “Comprendere il messaggio del libro di Osea dipende dalla comprensione del patto del Sinai. Il libro contiene una serie di benedizioni e maledizioni annunciate per Israele da Dio attraverso Osea. Ogni benedizione o maledizione si basa su un tipo corrispondente nella legge Mosaica.”

Dio ha parlato attraverso i profeti per far rispettare le leggi che aveva dato (cfr. Osea 4:6; 8:1), dunque nella causa profetica Dio era il protagonista (cfr. per esempio Isaia 3:13-15; Osea 8:1; Michea 2:1-4), e le sue accuse erano fondate sul disprezzo del popolo per le Sue leggi che governavano la relazione tra Dio e Israele attraverso il patto.

“Parola del SIGNORE rivolta a Osea, figlio di Beeri, al tempo di Uzzia, di Iotam, di Acaz, di Ezechia, re di Giuda, e al tempo di Geroboamo, figlio di Ioas, re d'Israele”:

II È LA PAROLA DI DIO UDIBILE ATTRAVERSO L’UOMO 

“Parola del SIGNORE rivolta a Osea, figlio di Beeri”. 

Anche se il termine “profeta” non è usato per identificare Osea, egli è descritto come il destinatario della parola del Signore e mediante il quale il Signore cominciò a parlare per mezzo di lui, e questo indica il suo status profetico. 

Ebrei 1:1-2  dice: “Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti,  in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato l'universo”.

Dio è di una natura trascendente, è l’Altissimo e nonostante abita nel luogo eccelso e santo, separato dalla natura umana (cfr. Isaia 57:15), è immanente, si manifesta agli uomini, non è silenzioso!

Dio non si limita a dimostrare con le Sue azioni ciò che è, ma parla anche, raccontandoci di sé, dei suoi progetti, della sua volontà e lo fa per la Sua grazia.

R. Albert Mohler Jr. scrive: “Pensiamo regolarmente alla grazia di Dio nel contesto della salvezza, ma dobbiamo anche pensare alla grazia di Dio nel contesto della rivelazione”.

Mentre Robert Horn diceva: “Il nostro bisogno di rivelazione è come il nostro bisogno di redenzione: è totale”.

La rivelazione di Dio è necessaria per conoscerlo, se Dio non si rivelava attraverso i profeti e poi Gesù Cristo, non potevano conoscerlo! 

Come non possiamo conoscere nemmeno la Sua salvezza! (cfr. Efesini 2:8-9).

E tutto questo è per grazia perché noi non meritiamo che Egli ci parli, non meritiamo la Sua attenzione e la Sua salvezza perché siamo peccatori!!

Il Suo intervento di grazia ci ha liberato dalle tenebre!! (cfr. Atti 26:18; Colossesi 1:13).

“Rivolta” (hāāyh – Qal perfetto attivo) indica che è accaduto, o avvenuto, o diventato realtà, e pone l'attenzione sul contenuto oggettivo del messaggio e su come è arrivato al profeta, cioè il Signore gli ha rivelato il Suo messaggio, ed evidentemente non era destinato a un uso privato, ma pubblico, il messaggio dove essere predicato alle persone, quindi il profeta è lo strumento del Signore per il mondo!

La Parola di Dio non è solo per uso interno, ma anche per un uso esterno, non è solo per se stessi, ma anche per farla conoscere agli altri!

Il profeta è chiamato a essere fedele e sottomesso al Signore, deve dire ciò che il Signore vuole, la sua predicazione deve essere la Parola del Signore così come gli viene data (Numeri 22:20,38; 23:5,12,16,26; 24:13; 1 Re 17:24; Geremia 1:9).

Come servi del Signore dobbiamo predicare fedelmente la Sua Parola (cfr. 1 Corinzi 4:1-2).

Noi dobbiamo tagliare rettamente la parola di Dio (2 Timoteo 2:15).

“Rivolta” si riferisce a ciò che ha avuto origine esternamente da Osea, infatti è la Parola del Signore, e non è dunque il frutto di un’analisi, o di una considerazione umana, piuttosto questa è la dichiarazione di un profeta il cui messaggio gli è stato rivelato direttamente da Dio e lo comunica così com’è, quindi quello che il Signore rivela, o dice non perde il suo valore distintivo quando è comunicato dalle labbra umane.

“A Osea” indica il movimento, o la direzione verso Osea; è il processo attraverso il quale qualcosa di esterno all'individuo, in questo la parola del Signore entra nella sfera dell'esperienza profetica di quell'individuo, cioè di Osea.

Non ci viene detto molto sull’uomo Osea e la sua famiglia, nessun altro libro dell'Antico Testamento menziona questo profeta al di fuori di questo libro con poche indicazioni biografiche, e i riferimenti del Nuovo Testamento alle parole di Osea (per esempio Romani 9:25; 1 Pietro 2:10; 1 Corinzi 15:55; Matteo 2:15) non ci danno alcuna informazione sul profeta stesso.

Il libro di Osea non è una biografia, è parola di Dio, ed è importante che lo leggiamo, o meditiamo, o studiamo, tenendo in mente questo.

Il fatto che non si parli molto di Osea, dimostra che non è l'uomo, ma la Parola del Signore che è importante.

Questo ci deve far pensare che i servi del Signore sono chiamati a rinunciare a se stessi per far posto completamente al Signore (cfr. Giovanni 3:30; Galati 2:20), di metterlo al primo posto (cfr. Salmo 73:25; Luca 14:26).

Il Signore è ciò che conta veramente e non noi stessi!

Come altri profeti (Isaia 1:1; Geremia 1: 1; Gioele 1: 1; Giona 1:1; Sofonia 1:1; Zaccaria 1:1) viene citato il nome del padre del profeta: Beeri, citando il padre,  non si confonderà con altri “Osea”, infatti questo nome era molto in uso a quei tempi.

Nell’Antico Testamento vediamo che era il nome di altre quattro persone, il figlio di Nun (cfr. Numeri 13:8), il nome dell'ultimo re di Israele (2 Re 15:30), il nome di un leader postesilico di Gerusalemme (Neemia 10:23), e il nome di un leader Efraimita, figlio di Azazia (1 Cronache 27:20). 

Il nome Osea (hôšēaʿ) significa “salvezza”, “liberazione”; quindi il pensiero completo su cui si basa il nome è: “il Signore ha salvato, o liberato”.

“Beeri” (beʾē·rî) letteralmente “la mia sorgente”, o “il mio pozzo”, quindi il pensiero è: “Yahweh è la mia sorgente”.

“Beeri” indica la sua discendenza, ma né l'identità di suo padre, né l'interpretazione del suo nome sono rilevanti per la comprensione del libro. 

“Beeri” ha comunque il significato che Osea era una persona veramente esistita e non è frutto dell’immaginazione dello scrittore; questo è anche confermato dal riferimento temporale dei re menzionati.

“Parola del SIGNORE rivolta a Osea, figlio di Beeri, al tempo di Uzzia, di Iotam, di Acaz, di Ezechia, re di Giuda, e al tempo di Geroboamo, figlio di Ioas, re d'Israele”:

III È LA PAROLA DI DIO CHE SI RIFERISCE A UN PARTICOLARE PERIODO STORICO 

“Al tempo di Uzzia, di Iotam, di Acaz, di Ezechia, re di Giuda, e al tempo di Geroboamo, figlio di Ioas, re d'Israele”.

Questa rivelazione del Signore è radicata nel tempo e nello spazio reale. 

Il Signore non pronunciò la Sua Parola senza tempo, ma parlò a Osea in un particolare momento della sua vita e della vita del popolo di Dio. 

La parola è pronunciata in tempi particolari della storia, e prima di tutto riguarda quei tempi specifici e lo vediamo altre volte nella Bibbia (per esempio Isaia 6:1; Geremia 1:1-3; Amos 1:1; Michea 1:1; Sofonia 1:1; Aggeo 1:1; Zaccaria 1:1).

Questa introduzione, o soprascritta ci parla che la chiamata di Osea ha uno particolare sfondo storico per il regno del Sud e per il regno del Nord in un particolare contesto storico. 

Il Signore è intimamente coinvolto nella vita del Suo popolo e si rivela attraverso la Sua continua attività nella situazione storica del Suo popolo.

Questa soprascritta mostra che la parola di Dio è stata comunicata in un tempo determinato a Osea e attraverso Osea a determinate persone, è una parola storica.

La Bibbia non è un romanzo, non tratta argomenti mitologici, è storia, la storia di Dio che incontra quella dell’uomo!

La rivelazione del Signore avviene in tempi, luoghi e avvenimenti concreti nella vita umana, questo perché il Dio sovrano veglia costantemente sulla vita umana, la governa, interagisce con essa, e parla in essa per cambiarla.

Dopo Salomone il regno si divise nel 931 a.C. in regno del nord – Israele con dieci tribù e il regno del sud-Giuda, con Giuda e Beniamino, quindi ai tempi del ministero di Osea il regno era ancora diviso.

Osea ebbe un lungo ministero profetico, dal 755 al 710 a.C. ca, durante i regni di Uzzia (790-739 a.C.), di Iotam (750 -731 a.C.), di Acaz (735-715 a.C.) e di Ezechia (715-686 a.C.) in Giuda, e di Geroboamo II (793-753 a.C.) in Israele (1:1). 

Il suo lungo ministero profetico abbracciò gli ultimi sei re d’Israele, da Zaccaria (753-752 a.C.) a Osea (732-722 a.C.).

Il ministero profetico di Osea iniziò probabilmente alla fine dei regni di Geroboamo II nel Nord e di Uzzia nel Sud e finì all’inizio del regno di Ezechia del Sud.

Se il regno di Geroboamo II su Israele termina nel 753 a. C. e il regno di Ezechia su Giuda inizia nel 715 a. C., se è così, il ministero di Osea è stato dal 755 a.C. ad almeno 715 a.C. quindi per quarant'anni!!

La predicazione di Osea seguì quella di Amos ed egli fu altresì contemporaneo dei profeti di Giuda, Isaia e Michea.

Il contesto storico del ministero di Osea è documentato in 2 Re 14-20 e 2 Cronache 26-32).

Sono menzionati per primi: 

A) I re di Giuda

“Al tempo di Uzzia, di Iotam, di Acaz, di Ezechia, re di Giuda”.

È sorprendente per un profeta del nord elencare i nomi dei re del sud e, in particolare, elencarli per primi e poi solo il re del suo regno.

Alcuni studiosi hanno interpretato che il messaggio di Osea è stato redatto in un contesto giudeo, e che il messaggio era riferito anche a loro.

La vita e gli oracoli di Osea sono il messaggio urgente del Signore sia per il regno del Sud e sia per il regno del Nord.

Osea era un profeta del regno del Nord, ma il suo messaggio era anche per quello del Sud.

Menzionando i re di Giuda, si vuole indicare che il messaggio di Osea era senza tempo e non era limitato solo a Israele, al regno del Nord al tempo di Geroboamo II e dei suoi successori che vennero subito dopo, ma senza citarli. 

Gli oracoli di Osea erano un “opuscolo” per tutti i tempi, avevano un valore duraturo, e questo è sottolineato dalla menzione dei re giudei. 

Questo è il motivo per cui vengono menzionati prima. 

Oppure c’è chi pensa che il libro di Osea, profeta del nord, nelle generazioni successive fu letto nel regno del sud con più rispetto e maggiore attenzione di quelli del regno nord, Giuda ricevette l'insegnamento di Osea come parola di Dio ai suoi tempi.

Ciò che conta è che il messaggio oltre a essere contro il popolo del regno del Nord per il suo declino morale e spirituale, per la sua infedeltà al patto (idolatria, immoralità, ingiustizia) e quindi una chiamata a ravvedersi, a riconciliarsi con Dio, lo è anche per il popolo del regno Sud, anzi c’è chi dice che è principalmente per il regno di Giuda, la caduta di Israele doveva essere una chiamata per Giuda a pentirsi.

Ci possiamo chiedere: “Potrebbe essere che il messaggio di Osea, insieme alla parola profetica di Isaia abbia contribuito al rinnovamento spirituale e alle riforme nazionali in Giuda?” (cfr. 2 Re 18-20; 2 Cronache 29-32)

L'importanza dei re di Giuda nella soprascritta di Osea indica la contemporaneità della profezia di Osea durante il regno di Ezechia, precisamente nel momento in cui il regno di Giuda affrontò i propri problemi con l'Impero Assiro (Isaia 36-39; 2 Re 18-20). 

Oppure, si può dire che il contesto del regno del Nord è l’aspetto principale del ministero di Osea, tuttavia la sua profezia parla, o serve anche per il regno del Sud. 

Freedman David Noel dice: “YHWH è il Signore devoto del suo popolo in entrambi i regni. Entrambi sono sotto pesante giudizio per deliberata sfida della deità e persistente violazione delle richieste e dei comandi centrali del Patto. L'unica possibilità di sfuggire alla violenta punizione finale è il pentimento genuino da parte di tutti, re e nobili, sacerdoti e profeti, e il popolo nel suo complesso”.

Dunque il Signore, chiamò Osea quando la situazione morale e spirituale nel paese non era coerente con la Sua volontà.

Osea proclamò a Israele la necessità di pentirsi e tornare a Dio!

Il Signore chiamò Osea per avvertire il popolo dell'imminente giudizio di Dio su di loro a causa della loro immoralità.

Ma ciò che ha scritto Osea ha un significato anche per noi oggi, ci servono come esempio per imparare e per ammonirci affinché non ripetiamo gli stessi errori (cfr. 1 Corinzi 10:6-11).

La parola di Dio è eterna (Matteo 24:35), la sua importanza è notevole, c’insegna, riprende, ci corregge ed educa alla giustizia (2 Timoteo 3:16).

Pertanto tutto quello che è scritto in Osea è utile nel nostro rapporto con Dio e per la nostra etica.

Viene menzionato anche:

B) Il re del nord

“E al tempo di Geroboamo, figlio di Ioas, re d'Israele”.

Anche se Osea era un profeta per le tribù del nord, curiosamente questo titolo elenca solo un re del nord e quattro del sud. 

Altri re del regno del Nord del tempo e del ministero di Osea includevano Zaccaria, Sallum, Menaem, Pecachia, Peca e Osea figlio di Ela (2 Re 15-17).

La domanda è: “Perché questi re non sono stati menzionati?”

Forse perché non erano figure di spicco, oppure perché la loro legittimità è stata messa in discussione (cfr. Osea 7:1-7; 8:4), oppure il loro regno è durato poco tempo dal momento che Israele ha cominciato a cadere a pezzi politicamente dopo la morte di Geroboamo, per Osea i re che seguirono non erano degni di essere menzionati!

Osea considerava Geroboamo II come l’ultimo re significativo d’Israele, come l'ultimo re con un briciolo di legittimità, quelli dopo di lui erano un branco di arrivisti e assassini che non avevano diritto al titolo di re.

Il figlio di Geroboamo, Zaccaria, regnò solo sei mesi e fu assassinato da Sallum; Sallum governò per un mese, solo per essere assassinato da Menaem; il figlio di Menaem fu in carica per due prima di essere assassinato da Pecachia che a sua volta fu assassinato da Peca, per poi essere assassinato da Osea figlio di Ela (2 Re 15:13-31).

Poi il re Osea cadde sotto il re Assiro Salmanesser nel 722 a.C., questo avvenne per punizione di Dio per la loro apostasia e ribellione.

Questi re rifiutarono gli avvertimenti dei profeti, non li ascoltarono; Dio non voleva giudicarli, ma fu costretto a farlo (2 Re 17:1-23).

Tutti questi re fecero male agli occhi del Signore (2 Re 14:23-24; 15:9,16-18,22-24; 17:1-2).

Dunque, durante i decenni che portarono alla sua caduta nel 722, Israele fu afflitto dall'anarchia politica, e ogni re che si succedette portò il regno sempre più in pericolo fino alla distruzione come vari capitani di una nave che si succedettero e la portarono sempre più vicina agli scogli fino all’impatto e alla distruzione.

Mentre Geroboamo, cioè Geroboamo II figlio di Ioas, fu al trono per molto tempo, motivo per cui solo lui è menzionato durante il periodo della profezia di Osea, ma forse anche perché ci fu prosperità durante il suo regno anche se continuò sulle cattive orme del primo Geroboamo: " Egli fece quello che è male agli occhi del SIGNORE; non si allontanò da nessuno dei peccati con i quali Geroboamo, figlio di Nebat, aveva fatto peccare Israele" (2 Re 14:24).

CONCLUSIONE 

La chiamata al ministero profetico di Osea fu iniziata da Dio, non è stata iniziativa umana, ma è Dio che lo ha chiamato. 

Il Signore chiamò Osea a un ministero difficile e impegnativo contro la visione prevalente dei suoi connazionali, in mezzo a una società immorale, idolatra e ingiusta.

Ogni epoca ha bisogno di avere un portavoce di Dio con il Suo messaggio distintivo, vero, giusto, coraggioso e potente.

Anche oggi sono tempi difficili, c’è molta idoaltria, immoralità, ingiustizia, ipocrisia religiosa, preghiamo che Dio susciti dei suoi portavoce che predichino con franchezza e fedelmente la Sua Parola come fece Osea.

Il Signore parla alla società attraverso le persone che Lui chiama e questo potresti essere tu!

Come rispondi alla chiamata del Signore?

Osea non si è tirato indietro e tu?




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