Passa ai contenuti principali

Giacomo 4:13-17: Dio governa le circostanze della nostra vita.

Giacomo 4:13-17: Dio governa le circostanze della nostra vita. 
“E ora a voi che dite: ‘Oggi o domani andremo nella tale città, vi staremo un anno, trafficheremo e guadagneremo’; mentre non sapete quel che succederà domani! Che cos'è infatti la vostra vita? Siete un vapore che appare per un istante e poi svanisce. Dovreste dire invece: ‘Se Dio vuole, saremo in vita e faremo questo o quest'altro’.  Invece voi vi vantate con la vostra arroganza. Un tale vanto è cattivo. Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato.”.

La nostra esistenza, come anche tutte le circostanze della vita sono nelle mani di Dio!

Dopo aver parlato contro la maldicenza che è sintomo di arroganza nei riguardi del fratello, della legge di Dio, ora Giacomo parla contro gli arroganti mercanti. L’idea principale che troviamo nei vv.13-17 è che non dobbiamo pianificare il futuro come se fossimo in completo controllo della nostra vita, ma dobbiamo fare affidamento alla sovranità di Dio. La mancata applicazione di questo principio significa peccare. La nostra vita e tutte le circostanze sono nelle Sue mani (per esempio Salmo 139:13-16; Romani 8:28; Efesini 1:11). Non possiamo essere così arroganti da pensare che possiamo fare quello che ci pare come quei commercianti a cui scrisse Giacomo che pianificavano senza considerare Dio mettendolo fuori dai loro progetti come se Lui non esistesse; Giacomo li ammonisce riportandoli a considerare la loro fragilità, sono un vapore! La stragrande maggioranza delle persone, ma anche certi cristiani vivono una vita di ateismo pratico; ci sono persone che dicono di credere in Dio, ma, in realtà, sono atei nella pratica, vivono come se Dio non esistesse nel loro comportamento, nel modo in cui prendono decisioni e pianificano il loro futuro. Queste persone non tengono conto della sovranità di Dio, della Sua grazia e fedeltà, agiscono come se fossero autosufficienti, in pieno controllo delle situazioni e prendono il merito per tutto il bene che sperimentano. Questo non è solo per le cose materiali, che dipendiamo da Lui in ogni cosa, per la vita stessa materiale (Cfr. Isaia 42:5; Atti 17:24-25), ma anche per le cose spirituali, ci sono persone che si vantano per esempio per le conversioni, per quanto hanno donato materialmente, per il servizio, ecc. e non danno gloria a Dio non riconoscendo la Sua giusta autorità, che dipendiamo da Lui e che tutto ciò che siamo e facciamo è merito Suo (1 Corinzi 15:10; 2 Corinzi 3:5). Non siamo autosufficienti e autonomi, padroni della nostra vita, del nostro destino. La nostra vita dipende da Dio! Paolo aveva capito questo, infatti quando aveva il desiderio di andare da una parte diceva: “Dio volendo” (Atti 18:21); oppure: “Se piace a Dio” (Romani 15:32); o: “Se il Signore vorrà” (1 Corinzi 4:19; cfr. Esodo 12:35-36; 1 Cronache 13:2; Giobbe 5:18; Proverbi 3:5-6; Luca 1:52-53; Ebrei 6:3; Salmo 31:14-15; Proverbi 16:33; 20:24).
L'autosufficienza e l'indipendenza appartengono di diritto solo a Dio, perché è il creatore e redentore sovrano, a noi spetta affidarci a Lui riconoscendo la Sua sovranità, il fatto che dipendiamo da Lui e riconoscendo la nostra creaturalità!

Post popolari in questo blog

Dai frutti si riconosce l’albero (Matteo 7:16-20).

Dai frutti si riconosce l’albero (Matteo 7:16-20). Dai frutti si riconoscono i falsi profeti. Come fai a sapere se qualcuno è un falso profeta? C'è un modo per identificarlo? La risposta è "sì".  Il modo con il quale possiamo discernere un falso profeta, e quindi anche un falso credente è dai suoi frutti.  Infatti, anche se questo paragrafo è dedicato principalmente agli avvertimenti circa i falsi profeti, è anche una prova per tutti i veri credenti! Gesù al v. 15 esorta il suo uditorio, e quindi anche noi a guardarsi dai falsi profeti i quali vengono in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Ora ci dice che i falsi profeti si riconosceranno dai loro frutti.
Noi vediamo tre aspetti riguardo i frutti: i frutti sono secondo la specie di albero, dimostrano la qualità dell’albero, segnano il destino dell’albero.

Isaia 26:20-21: Io resto a casa!

Isaia 26:20-21: Io resto a casa! “Va', o mio popolo, entra nelle tue camere, chiudi le tue porte, dietro a te; nasconditi per un istante, finché sia passata l'indignazione.  Poiché, ecco, il SIGNORE esce dal suo luogo per punire l'iniquità degli abitanti della terra; la terrà metterà allo scoperto il sangue che ha bevuto e non terrà più coperti gli uccisi”.
In questi giorni c’è il decreto del governo e quindi l’hashtag: “Io resto a casa”, o “io sto a casa”, questa può essere un'occasione per approfondire il nostro rapporto con Dio, o per riflettere sulla nostra vita spirituale. Come noi oggi, che dobbiamo rimanere a casa a causa del coronavirus, circa tremila anni fa, per bocca del profeta Isaia, per motivi diversi, Dio disse al Suo popolo di rimanere a casa. Questi versetti fanno parte di un canto di lode dove viene esaltata la salvezza del popolo di Dio e il giudizio sul mondo, sopra gli abitanti della terra, e quindi l’incoraggiamento a confidare nel Signore. Noi nei…

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5).

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5). “Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nell'occhio tuo?  O, come potrai tu dire a tuo fratello: "Lascia che io ti tolga dall'occhio la pagliuzza", mentre la trave è nell'occhio tuo?  Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave, e allora ci vedrai bene per trarre la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello”. Verso la fine del 1800 l’astronomo più illustre del mondo, Sir Percival Lowell, era certo c'erano che vi erano canali su Marte. Con il suo telescopio gigante in Arizona, osservava Marte, e vedeva dei canali. Egli era convinto che questi fossero la prova di vita intelligente sul pianeta rosso, forse una razza più antica, ma più saggia di umanità. Le sue osservazioni avevano guadagnato ampia accettazione e nessuno osava contraddirlo. Da quel momento le sonde spaziali hanno orbitato Marte e sono sbarcate sulla sua superficie. L'intero pianeta è stato ma…