lunedì 1 aprile 2013

Perché Dio ci ha dato quattro Vangeli?


Perché Dio ci ha dato quattro Vangeli?
Un uomo portò il figlio di due anni in uno studio  fotografico per fare un ritratto, ma fin dall’inizio ebbero difficoltà a farlo star fermo.   In un tempo breve quel bambino passò per diversi stati d’animo: nella prima foto era abbastanza sereno, nella seconda foto rideva divertito, nella terza era imbronciato, nella quarta foto era decisamente arrabbiato fino a piangere… ne aveva abbastanza di macchina fotografica e flash! Quelle quattro foto hanno descritto quattro aspetti della personalità di quel bambino. Così ciascuno dei quattro Vangeli, Matteo, Marco, Luca e Giovanni, presentano un ritratto unico di Gesù Cristo. 
Ognuno offre una caratteristica diversa di Gesù. Possiamo dire che Matteo presenta Gesù come il Messia ebreo, scrisse il proprio Vangelo rivolgendosi a un pubblico di Ebrei con lo scopo di presentare il compimento delle speranze dell'Antico Testamento. 
L’enfasi di Matteo è sul fatto che Gesù è il Re promesso, il “Figlio di Davide”, che siederà per sempre sul trono d’Israele (Matteo 9:27; 21:9). 
Marco presenta Gesù come il Figlio di Dio sofferente o come il servo sofferente, che si offre in sacrificio per i peccati (Marco 10:45). Marco si rivolge a un pubblico di origine pagana. Luca presenta Gesù il Salvatore del mondo o come il Figliol dell’uomo, che porta la salvezza a tutte le nazioni (Luca 2:11; 19:10). 
Luca è stato riconosciuto come uno storico accurato, come storico, egli afferma che il suo intento è scrivere un resoconto accurato della vita di Cristo, basato sui racconti di coloro che ne furono testimoni oculari (Luca 1:1-4). Luca scrisse il suo Vangelo tenendo in mente Teofilo, che era un Gentile (non ebreo) di una discreta cultura e mirava anche a un pubblico di Gentili. Il suo scopo era mostrare che la fede Cristiana era basata su fatti storici affidabili ed eventi verificabili. Luca fa spesso riferimento a Cristo, come il Figlio dell’uomo, enfatizzando la Sua umanità, e condividendo molti dettagli che non sono presenti nei resoconti degli altri Vangeli. 
Giovanni, presenta Gesù come il Figlio eterno di Dio, l'auto-rivelazione di Dio Padre, la Parola di Dio creatrice (Giovanni 1:1-3).  
Inoltre  non solo i Vangeli presentano i ritratti di Gesù, ma le loro presentazioni sono uniche; Marco è il più drammatico dei quattro evangelisti.
Matteo è il più strutturato con cinque sezioni attentamente ordinati. 
Luca è il più tematico, presentando temi come l'amore di Dio per i perduti, il ruolo dello Spirito, e il ruolo di Gerusalemme nel disegno di Dio.
Giovanni è il più teologico dei quattro con dichiarazioni più esplicite riguardo l’identità divina di Gesù, il significato della fede e lo scopo del suo Vangelo (Giovanni 20:30-31). 
Bisogna osservare ancora che i Vangeli di Matteo, Marco e Luca sono considerati “Vangeli sinottici” a motivo degli stili e dei contenuti simili, ma anche perché danno una sintesi della vita di Cristo. Invece la narrazione del Vangelo di Giovanni inizia con la descrizione delle caratteristiche del Figlio di Dio prima che diventasse uomo, anziché con il racconto della nascita di Gesù o del Suo ministero terreno come gli altri Vangeli (Giovanni 1:1-18). 
In conclusione, in base ai loro destinatari e ai bisogni dei loro destinatari i quattro evangelisti hanno presentato Gesù con aspetti diversi e scritto con scopi diversi, ma presentando sempre la verità riguardo a Gesù in modo accurato. Possiamo perciò affermare che i quattro  ritratti non sono contraddittori, ma complementari. I quattro Vangeli ci danno una più profonda comprensione  della natura e dell’opera di Gesù.

Bibliografia.
Strauss, M. L. (2007). Four portraits, one Jesus: A Survey of Jesus and the Gospels. Grand Rapids, MI: Zondervan.

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